Carl Lundstrom, la bancarotta dopo la Baia

Depositate in Svizzera le carte per gestire la fine delle attività imprenditoriali del magnate svedese. Dopo la bancarotta di Neij, l'industria dei contenuti rischia di non ottenere risarcimenti
Depositate in Svizzera le carte per gestire la fine delle attività imprenditoriali del magnate svedese. Dopo la bancarotta di Neij, l'industria dei contenuti rischia di non ottenere risarcimenti

Domiciliato in Svizzera dal lontano 2008, il magnate svedese Carl Lundström ha ufficialmente dichiarato bancarotta presso una corte di Uznach, nel canton San Gallo. Nel corso degli anni 80, l’ex-finanziatore di The Pirate Bay aveva accumulato una fortuna – 77 milioni di corone, al cambio attuale 9 milioni di euro – dalla vendita dell’azienda di famiglia.

Altri 35 milioni di corone (4 milioni di euro) erano stati guadagnati da Lundström nell’acquisizione da parte di Phonera della sua società di telecomunicazioni Rix Port80 . Nei successivi 15 anni, una serie di affari nati male aveva portato il magnate svedese a perdere un totale di 50 milioni di corone (quasi 6 milioni di euro) . In questi giorni, le carte depositate a Uznach per porre fine alla sua attività imprenditoriale.

L’interrogativo sorge spontaneo: come farà l’industria dei contenuti a recuperare gli 11,6 milioni di dollari (poco più di 9 milioni di euro) dovuti dai quattro esponenti dell’ex-tracker BitTorrent? Nel mese scorso, il founder Fredrik Neij aveva dichiarato bancarotta nel tentativo di recuperare parte dei fondi investiti nella società cinematografica Yellow Bird. Lo stesso Neij ha confessato che “non è rimasto granché”. (M.V.)

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21 09 2012
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