Cassandra Crossing/ Caro senatore Cossiga

di Marco Calamari - Il potere esecutivo chiede il controllo più ampio possibile sulla comunicazione. Non si dimentichi però che conservare i dati delle comunicazioni significa intercettare

Roma – Le scrivo perchè ho avuto notizia dalla stampa, senza poterne pero’ trovare conferma sui siti istituzionali, che lei avrebbe presentato una proposta di legge per regolamentare il problema delle intercettazioni telefoniche. Non è mia intenzione entrare nel merito dell’argomento, su cui già troppo si è detto e scritto in questi giorni. Volevo invece sottoporre alla sua attenzione un problema che passa in secondo piano quando si parla dell’eccesso di intercettazioni telefoniche, quello della privacy dei cittadini italiani quando usano Internet.

Il problema si chiama Data Retention, e mi permetto di riassumerglielo brevemente.

Unico paese nel mondo, l’Italia, in nome dell’attuazione di una direttiva europea che in realtà fornisce prescrizioni minori e molto più elastiche, archivia i dati di navigazione Internet (e talora non solo quelli) dei suoi cittadini fino a dicembre 2007 (oltre due anni, e comunque senza niente dire sul poi). Una misura che i Garanti europei della privacy considerano intercettazione tout-court.

In tale data secondo il Decreto Pisanu dovrà essere riesaminata l’intera questione della Data Retention. Gli altri stati dell’UE hanno invece optato per il minimo richiesto dalla direttiva, o addirittura non l’hanno ancora recepita.

Molti cittadini italiani, tra cui il sottoscritto, passano molto tempo in Rete, e della Rete fanno veicolo dei propri interessi, dei propri pensieri, delle proprie azioni, delle proprie spese, delle proprie letture. Questi cittadini vorrebbero vedere la propria privacy difesa come, e magari meglio, di quando utilizzano i telefoni, cellulari e non.

Purtroppo la Rete, strumento che aumenta molto le capacità di comunicare dell’essere umano, aumenta ancora di più le possibilità di controllo diffuso e di violazione sistematica della privacy degli individui. Questo fatto pare essere noto solamente agli investigatori ed in genere a chiunque, dovendo esercitare un potere esecutivo, trova naturale richiedere che questo controllo venga svolto nella maniera più ampia possibile.

Questa richiesta, perfettamente naturale e comprensibile, dovrebbe essere bilanciata, in applicazione del principio della separazione dei poteri dello Stato, dal potere legislativo a cui spetta anche il compito, in attuazione dei principi della Carta Costituzionale, di difendere libertà di espressione, privacy e diritti civili dei cittadini.

In questo campo purtroppo il suddetto potere legislativo brilla per la sua assenza, a cui corrisponde pero’ una sospetta prontezza nello sfornare leggi che un tempo si sarebbero definite “forcaiole” tutte le volte che si avvicinano le elezioni, alla caccia di pedofili, terroristi, criminali e copiatori di mp3, che nella mente dei legislatori italiani sembrano essere i soli abitanti della Rete.

Le decine di migliaia di intercettazioni telefoniche sono salite agli onori della cronaca, ed all’attenzione di alcuni parlamentari, solo perchè dirette contro persone note. E quelle dirette contro i semplici cittadini?
Non è preoccupante che siano così tante da darci il record mondiale in questo campo?

E la Data Retention, le intercettazioni Internet (chiamiamole col loro nome) fatte su tutti i cittadini italiani in maniera preventiva e senza certezze sulla cancellazione delle informazioni (forse nel 2008?), non meriterebbero ancora più attenzione? Una volta le avremmo chiamate schedature di massa, tuttora vietate in Italia.

Le chiedo scusa in anticipo se la sua proposta, che spero di poter leggere presto, fosse già stata redatta in questo senso.

Marco Calamari

Le precedenti release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • Anonimo scrive:
    Il mito di Stefano Rodota'
    Era il mio mito, poi ho avuto occasione di leggere alcuni suoi scivoloni, in primis quello sulle primarie dell'Unione ... e' comunque un buon segno, significa che anche lui e' umano, ma il Garante della Privacy e' oggi chiamato a legiferare con lungimiranza sovrumana, quasi divina, tanto sono delicati certi argomenti ed e' per questo che ben vengano le critiche (sacrosante) anche ad un grande quale Rodota'.Bravo Mantellini!
  • Anonimo scrive:
    Briciole di coscienza
    "Non solo lo possiamo, ma dovremmo persino pretenderlo ed insieme a questo chiederci come mai regole che non valgono altrove debbano essere invece introdotte in questo paese, in una specie di euforica megalomania."Non è solo una questione di umiltà dei legislatori, che è venuta a mancare. Manca il coraggio e l'onestà verso sé sessi di chi poi certe regole le fa rispettare senza batter ciglio Chi è informato da fonti che non siano la televisione e i giornali può convenire sul fatto che, nel loro piccolo ruolo, i Ponzio Pilato e gli Eichmann non si contano. Non c'è funzionario dello Stato incaricato di far rispettare regole e regolette che non sia sempre convinto di aver fatto il suo dovere, di essere un cittadino ligio alla legge, con la coscienza a posto. Non importa se contro l'utente della rete si perpetrano crimini legalizzati dallo Stato. L'importante è seguire il proprio imperativo categorico, alla maniera di Eichmann: agisci come se il principio delle tue azioni fosse quello stesso del legislatore o della legge del tuo paese. In altri termini, agisci in modo che il Fuhrer, se conoscesse le tue azioni, approverebbe. L'Italia della Liberazione non è ancora stata liberata da un certo modo di pensare.(anonimo)
  • Anonimo scrive:
    "Internet sede di tutti i vizi"
    Che internet sia solo questo è un madornale errore, però è anche questo, non possiamo nasconderci dietro un dito. Se consideriamo la rete come un mondo virtuale indipendente dalla realtà, allora tutto è concesso, ma se la consideriamo come un mondo che interagisce e influenza la realtà , allora meglio tirarlo qualche sbadiglio e porsi delle domande. Questo non significa partire a go go con la censura, ma la questione è comunque spinosa e complessa.Gente ... tutti (e dico tutti), di qualsiasi partito, religione o orientamento sessuale, vogliono imporre la propria idea di mondo perfetto. Il che vuol dire che il mondo perfetto non esiste, ma esistono solo imposizioni, c'è un cazzo da fare!:'(
    • Anonimo scrive:
      Re: "Internet sede di tutti i vizi"
      Eppure basterebbe fare una sola cosa...Non fare nulla.Internet è una piazza, un luogo pubblico come tutti gli altri.Non va censurata, va presieduta, bel senso che su questa i meccanismi di vigilanza devono stare all'erta in una comune piazza. Dove i poliziotti agiscono sul suo suolo, ma non sulla sua sembianza fisica, costruendoci sopra muri e transenne.Su Internet non vanno alterati funzionamento di protocolli e servizi, non vanno chiusi e censurati accessi a servizi extra-nazionali.Ma vanno riviste l'educazione degli individui e bisogna correggere gli errori sociali che hanno portato a cattiveria, tendenza al delinquere e alla truffa.I problemi vanno risolti nella società umana non su Internet. Non puoi mettere un tappo ad Internet se i problemi sono a monte nella psicologia degli individui e dei comportamenti sociali.
      • Anonimo scrive:
        Re: "Internet sede di tutti i vizi"
        [...]
        I problemi vanno risolti nella società umana non
        su Internet. Non puoi mettere un tappo ad
        Internet se i problemi sono a monte nella
        psicologia degli individui e dei comportamenti
        sociali.
        Mi trovi abbastanza d'accordo con te, ma temo che ormai sia tardi per il discorso che intendi tu. Anche se è giusto.
  • Anonimo scrive:
    rischio di questo articolo
    rischio di questo articolo:Rodotà è umile. Smette di interessarsene oppure di parlarne per darsi da fare ad imparare.e nel frattempo chi si mette sotto?STANCA, magari? Dicendosi esperto?io non sarei tanto contento del cambio!
  • Anonimo scrive:
    vorrei frequentare una rete sociale
    da dove parto?
    • Anonimo scrive:
      Re: vorrei frequentare una rete sociale
      - Scritto da:
      da dove parto?e non ditemi di googlare (http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1552448&r=PI) ... ditemi , voi che conoscete, da quali siti partire e cosa NON fare :)su :)graaaaaaaaazieeeeeeee
  • Anonimo scrive:
    Forse non ha letto bene
    Tutto il discorso fatto e` sensato e corretto, ma non capisco perche' Mantellini sia partito da Rodota`? Per quanto l'idea di una costituzione di Internet sia forse poco praticabile, Rodota` dice una cosa giusta:"[..] un mondo nel quale l' apparenza della distribuzione e della dispersione dei poteri non può farci ignorare le leggi ferree che grandi poteri politici ed economici continuano ad imporre a tutti."Tradotto, forse e` sfuggito, suona piu` o meno cosi`: non illudiamoci che la struttura di Internet (distribuzione e dispersione dei poteri) ci metta al riparo dai poteri politici ed economici che cercano di prendere il controllo della rete! E infatti buttando un occhio oltre oceano mi sembra che sia chiara questa cosa.
    • Anonimo scrive:
      Re: Forse non ha letto bene
      - Scritto da:

      ci metta al riparo dai poteri politici ed
      economici che cercano di prendere il controllo
      della rete!Correzione: che stanno prendendo il controllo della rete. Non é più questione di "se" ma di "quando".
      • Anonimo scrive:
        Re: Forse non ha letto bene

        Correzione: che stanno prendendo il controllo
        della rete. Non é più questione di "se" ma di
        "quando".Infatti. E' una pura illusione quella di credere che internet resterà a lungo senza regole. Sarebbe più importante a mio avviso decidere chi deve farle queste regole.
        • znarf scrive:
          Re: Forse non ha letto bene
          L'attacco di Mantellini, al condivisibilissimo articolo di Stefano Rodota' mi sorprende per l'estensione, su punto informatico, su blogs, su mailing list...). Un attacco rozzo, pesantissimo e personale, per le argomentazioni (non sui contenuti, ma insultando la persona). Sono daccordo con i numerosi interventi: l'illusione che sia possibile una rete che sia separata dai rapporti sociali e di potere, quando ormai e' il veicolo per la diffusione dell'informazione e per i rapporti di business e' wishful thinking.Per fortuna Rodota' (che non e' un politico, ma piuttosto uno studioso e un intellettuale) cerca di aprire un dibattito.Mantellini, dovrebbe leggere un po' di piu', e scoprirebbe che dopo il WSIS quello della costituzione di internet, e' un bisogno che emerge proprio dalla societa' civile che vuole mantenere Internet uno spazio di uguali opportunita'.Giusto un esempio, andate a questo link (evento al Parlamento Europeo su questo tema) e leggete i primi firmatari alla fine della pagina, secondo voi sono persone che non hanno idea delle dinamiche della rete ?http://www.pdci-europa.org/fks/no1984/costituzione-rete.htmlQuindi dobbiamo riflettere su Mantellini, il suo e' un ingenuo errore clamoroso (oltre a mancanza di umilta' e documentazione), o dovremmo essere un po' piu' maliziosi ?FranzPS: Accusare di mancanza di umilta' Stefano Rodota' e' semplicemente ridicolo. Una delle poche persone che nei convegni invece di schiamazzare, ascolta tutti gli interventi e prende nota, che chiede riferimenti e si documenta. Che prima di intervenire si documenta e si informa parlando con tutti (e non solo con le persone di grido).
  • Anonimo scrive:
    E l'umilta' di Mantellini?
    Dove sta, visto che parla di tutto e di piu'?Cosi', chiedo per sapere.
    • Anonimo scrive:
      Re: E l'umilta' di Mantellini?
      Finora ci ha sempre azzeccato, e lo vedo in linea con le mie idee riguardo ad internet.Il fatto che le sappia esporre bene, anche se parla con enfasi e convinzione personale può farlo sembrare un po' spocchioso o presuntuoso, ma tra gli intellettuali o le persone di una certa cultura chi non lo è?L'articolo di oggi dice quello che pensiamo in tanti da molto tempo, e cioè che in Italia (e non solo) persone che non conoscono e non usano Internet si arrogano il diritto di legiferare e prendere provvedimenti censori o di regolamentazione senza avere un'idea della dimensione e del funzionamento tecnico della Rete.Questo perché le menti di questi individui hanno un problema con le proporzioni, e difficoltà nell'astrazione.Senza contare la paura dell'anarchia. Da giovanei tutti siamo stati un po' anarchici, odiavamo le imposizioni di ogni genere, volevamo che ci si lasciasse crescere, evolvere liberamente nel carattere e nella cultura. Poi da grandi non si capisce perché, forse gli studi, forse la paura di morire, essere maltrattati, non avere un posto nella società, o chissà cosa, tutto ad un tratto si diventa inclini alle regole, si impongono regole, si sfugge l'anarchia. Che ben inteso anarchia non significa assenza di regole e caos, ma una società senza regole, regolamentata dai singoli individui e da liberi accordi tra essi.http://it.wikipedia.org/wiki/AnarchiaTornando a Internet oggi ci ritroviamo 60enni e anche 70enni che avendo acceso un paio di volte un computer e finiti per errore in qualche sito porno, o letto delle continue accuse della stampa alla pedofilia e il terrorismo organizzati via Internet, decidono che devono fare qualcosa per prevenire questi comportamenti.Così senza sapere come e dove inziare, e lasciando tutto nelle mani degli ISP.Sì perché loro ignoranti di come funziona realmente Internet buttano tutto sul lato tecnico, e lasciano sulle spalle degli ISP l'onere di trovare il modo di prevenire questi comportamenti e limitarli alla radice.Comportamenti che ha origini in disturbi psicologichi e nei dissidi sociali e religiosi che deve essere fermato utilizzando metodologie tecniche e telematiche dagli ISP?Non è quindi lo sfruttamento occidentale sulle ricchezze petrolifere medio-orientali a creare i terroristi?Non è la pessima educazione degli individui maschi che da grandi non sanno più appocciarsi con l'altro sesso, a creare i pedofili?Non sono stati anni di produzioni televisive e cinematografiche violente ed individualiste a creare bullismo e individui violenti e sbruffoni?Non è una società iper-regolamentata e in decadimento economico e sociale a creare i delinquenti?
      • Anonimo scrive:
        Re: E l'umilta' di Mantellini?
        - Scritto da:

        Finora ci ha sempre azzeccato, e lo vedo in linea
        con le mie idee riguardo ad
        internet.

        Il fatto che le sappia esporre bene, anche se
        parla con enfasi e convinzione personale può
        farlo sembrare un po' spocchioso o presuntuoso,
        ma tra gli intellettuali o le persone di una
        certa cultura chi non lo
        è?

        L'articolo di oggi dice quello che pensiamo in
        tanti da molto tempo, e cioè che in Italia (e non
        solo) persone che non conoscono e non usano
        Internet si arrogano il diritto di legiferare e
        prendere provvedimenti censori o di
        regolamentazione senza avere un'idea della
        dimensione e del funzionamento tecnico della
        Rete.

        Questo perché le menti di questi individui hanno
        un problema con le proporzioni, e difficoltà
        nell'astrazione.

        Senza contare la paura dell'anarchia. Da giovanei
        tutti siamo stati un po' anarchici, odiavamo le
        imposizioni di ogni genere, volevamo che ci si
        lasciasse crescere, evolvere liberamente nel
        carattere e nella cultura. Poi da grandi non si
        capisce perché, forse gli studi, forse la paura
        di morire, essere maltrattati, non avere un posto
        nella società, o chissà cosa, tutto ad un tratto
        si diventa inclini alle regole, si impongono
        regole, si sfugge l'anarchia.

        Che ben inteso anarchia non significa assenza di
        regole e caos, ma una società senza regole,
        regolamentata dai singoli individui e da liberi
        accordi tra
        essi.
        http://it.wikipedia.org/wiki/Anarchia

        Tornando a Internet oggi ci ritroviamo 60enni e
        anche 70enni che avendo acceso un paio di volte
        un computer e finiti per errore in qualche sito
        porno, o letto delle continue accuse della stampa
        alla pedofilia e il terrorismo organizzati via
        Internet, decidono che devono fare qualcosa per
        prevenire questi
        comportamenti.
        Così senza sapere come e dove inziare, e
        lasciando tutto nelle mani degli
        ISP.

        Sì perché loro ignoranti di come funziona
        realmente Internet buttano tutto sul lato
        tecnico, e lasciano sulle spalle degli ISP
        l'onere di trovare il modo di prevenire questi
        comportamenti e limitarli alla
        radice.

        Comportamenti che ha origini in disturbi
        psicologichi e nei dissidi sociali e religiosi
        che deve essere fermato utilizzando metodologie
        tecniche e telematiche dagli
        ISP?

        Non è quindi lo sfruttamento occidentale sulle
        ricchezze petrolifere medio-orientali a creare i
        terroristi?

        Non è la pessima educazione degli individui
        maschi che da grandi non sanno più appocciarsi
        con l'altro sesso, a creare i
        pedofili?

        Non sono stati anni di produzioni televisive e
        cinematografiche violente ed individualiste a
        creare bullismo e individui violenti e
        sbruffoni?

        Non è una società iper-regolamentata e in
        decadimento economico e sociale a creare i
        delinquenti?
        quoto, condivido appieno
        • liberx scrive:
          Re: E l'umilta' di Mantellini?

          quoto, condivido appienoAnch'io
          • Anonimo scrive:
            Re: E l'umilta' di Mantellini?
            - Scritto da: liberx

            quoto, condivido appieno

            Anch'ioio voglio solo ricordare che l'età non conta tantissimo... http://en.wikipedia.org/wiki/Tim_Bernes_Lee (1955)http://en.wikipedia.org/wiki/Vinton_Cerf (1943)e il suo socio qui che è del '38 : http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_E._Kahnhttp://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman(1953)e tanto per direhttp://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Jobs (1955)http://en.wikipedia.org/wiki/Bill_Gates (1955)... non è che siano giovincelliquesti hanno creato unix http://en.wikipedia.org/wiki/Ken_Thompson_%28computer_programmer%29 (1943)http://en.wikipedia.org/wiki/Dennis_Ritchie (1941)questo nel 54 ha preso un bachelor's degree http://en.wikipedia.org/wiki/Douglas_McIlroy ... e quindi non dev'essere giovanissimotutti vecchiazzi. che vuol dire?niente.l'ignoranza è cosa ben diversa! :)
      • Anonimo scrive:
        Re: E l'umilta' di Mantellini?
        - Scritto da:

        Finora ci ha sempre azzeccato, e lo vedo in linea
        con le mie idee riguardo ad
        internet.

        Il fatto che le sappia esporre bene, anche se
        parla con enfasi e convinzione personale può
        farlo sembrare un po' spocchioso o presuntuoso,
        ma tra gli intellettuali o le persone di una
        certa cultura chi non lo
        è?E allora che vadano a fare in culo sulla loro torre d'avorio.
        L'articolo di oggi dice quello che pensiamo in
        tanti da molto tempo, e cioè che in Italia (e non
        solo) persone che non conoscono e non usano
        Internet si arrogano il diritto di legiferare e
        prendere provvedimenti censori o di
        regolamentazione senza avere un'idea della
        dimensione e del funzionamento tecnico della
        Rete.

        Questo perché le menti di questi individui hanno
        un problema con le proporzioni, e difficoltà
        nell'astrazione.

        Senza contare la paura dell'anarchia. Da giovanei
        tutti siamo stati un po' anarchici, odiavamo le
        imposizioni di ogni genere, volevamo che ci si
        lasciasse crescere, evolvere liberamente nel
        carattere e nella cultura. Poi da grandi non si
        capisce perché, forse gli studi, forse la paura
        di morire, essere maltrattati, non avere un posto
        nella società, o chissà cosa, tutto ad un tratto
        si diventa inclini alle regole, si impongono
        regole, si sfugge l'anarchia.

        Che ben inteso anarchia non significa assenza di
        regole e caos, ma una società senza regole,
        regolamentata dai singoli individui e da liberi
        accordi tra
        essi.
        http://it.wikipedia.org/wiki/AnarchiaPraticamente un'utopia (imho).
        Tornando a Internet oggi ci ritroviamo 60enni e
        anche 70enni che avendo acceso un paio di volte
        un computer e finiti per errore in qualche sito
        porno, o letto delle continue accuse della stampa
        alla pedofilia e il terrorismo organizzati via
        Internet, decidono che devono fare qualcosa per
        prevenire questi
        comportamenti.
        Così senza sapere come e dove inziare, e
        lasciando tutto nelle mani degli
        ISP.

        Sì perché loro ignoranti di come funziona
        realmente Internet buttano tutto sul lato
        tecnico, e lasciano sulle spalle degli ISP
        l'onere di trovare il modo di prevenire questi
        comportamenti e limitarli alla
        radice.

        Comportamenti che ha origini in disturbi
        psicologichi e nei dissidi sociali e religiosi
        che deve essere fermato utilizzando metodologie
        tecniche e telematiche dagli
        ISP?Mettila come ti pare ma internet è in mano a tutti ed è un potente strumento di propaganda.Non si può ignorare che il lato oscuro si da un bel da fare per "raccogliere consensi" anche appoggiandosi alla rete. La questione è complessa, è inutile minimizzare.
        Non è quindi lo sfruttamento occidentale sulle
        ricchezze petrolifere medio-orientali a creare i
        terroristi?In parte.
        Non è la pessima educazione degli individui
        maschi che da grandi non sanno più appocciarsi
        con l'altro sesso, a creare i
        pedofili?Direi pessima educazione di ambo i sessi.
        Non sono stati anni di produzioni televisive e
        cinematografiche violente ed individualiste a
        creare bullismo e individui violenti e
        sbruffoni?In parte. Ma anche l'educazione in famiglia ha il suo peso.
        Non è una società iper-regolamentata e in
        decadimento economico e sociale a creare i
        delinquenti? In parte. Esistono persone che hanno la vocazione al delinquere. Fossimo in un mondo perfetto, questi troverebbero il modo di mandarlo a puttane comunque.
    • Anonimo scrive:
      Re: E l'umilta' di Mantellini?
      - Scritto da:

      Dove sta, visto che parla di tutto e di piu'?'mbè? (newbie)
      • Anonimo scrive:
        Re: E l'umilta' di Mantellini?
        - Scritto da:

        - Scritto da:



        Dove sta, visto che parla di tutto e di piu'?

        'mbè? (newbie)ottima argomentazione, mi hai convinto.
    • Anonimo scrive:
      Re: E l'umilta' di Mantellini?

      Dove sta, visto che parla di tutto e di piu'?

      Cosi', chiedo per sapere.Già, visto che si permette di fare affermazioni di questo tipo:"È possibile infiorare i propri interventi di accenni alle reti sociali senza averne mai frequentata una?"Secondo lui quindi per parlare di omosessualità bisogna prima prenderlo nel c..o?Meno male che lui è umile :D
      • Anonimo scrive:
        Re: E l'umilta' di Mantellini?
        - Scritto da:
        Già, visto che si permette di fare affermazioni
        di questo
        tipo:
        "È possibile infiorare i propri interventi di
        accenni alle reti sociali senza averne mai
        frequentata
        una?"

        Secondo lui quindi per parlare di omosessualità
        bisogna prima prenderlo nel
        c..o?
        Meno male che lui è umile :D Beh di certo preti e suore da secoli si arrogano il diritto di poter dire come, dove e quando puoi fornicare, ed aducare i tuoi figli dall'alto di un'esistenza (forse) senza fornicazioni e figli?Certamente chi non è omosessuale l'omosessualità può non capirla. Ed infatti non vuole che si sposino, che siano felici ed abbiano pari diritti di una coppia eterosessuale.Il popolino eterosessuale come unica spiegazione del dissenso dice solo "perché mi fanno schifo".Ma se i presupposti sono solo questi, allora vietiamo i matrimoni di donne o uomini bruttissimi. Ci sono in giro delle cozze spaventose, nere e pelose, o grasse con rotoloni di ciccia ovunque...Ci vogliono dei liberali (ed anche laici). Delle persone moderne che partano dal presupposto che chiunque deve avere gli stessi diritti indipendentemente dal sesso e da qualsiasi classificazione sociale e religiosa.In italia l'unico partito politico con questa modernità di vedute sono sempre stati i Radicali. Che in un paese così bigotto stanno sempre a quel 2,5-2,8% risicato.Non che voglia fargli pubblicità gratuita, ma ritrovo solo in loro una analogia con l'apertura e la modernità delle mie vedute.
      • Anonimo scrive:
        Re: E l'umilta' di Mantellini?
        - Scritto da:
        Secondo lui quindi per parlare di omosessualità
        bisogna prima prenderlo nel
        c..o?Dai, non giocare con le parole! :)Ci sono ben medici che curano malattie che non hanno mai patito personalmente, ma ci aspettiamo che lo facciano documentati da studi e ricerche altrui.Poi ci sono i pontificatori, quelli che ti parlano di come deve allenare la squadra del cuore il CT di turno, anche se loro non hanno allenato nemmeno i "pulcini" all'oratorio della parrocchia e non distinguono uno schema di gioco nemmeno se li morde alle caviglie: chiacchiere da bar sport (quello di Benni).
        Meno male che lui è umile :D Irrilevante, se il merito del discorso che propone ha un senso logico (che si può non condividere, ovviamente).Se un ladro dice ladro agli altri ladri, non per questo loro son meno ladri (è uno scioglilingua inventato per l'occasione ;) ).
        • Anonimo scrive:
          Re: E l'umilta' di Mantellini?


          Secondo lui quindi per parlare di omosessualità

          bisogna prima prenderlo nel

          c..o?

          Dai, non giocare con le parole! :)azz mi hai beccato :)
          Ci sono ben medici che curano malattie che non
          hanno mai patito personalmente, ma ci aspettiamo
          che lo facciano documentati da studi e ricerche
          altrui.Era proprio questo il mio punto! Lui deve dimostrare di essere un medico, e non partire dal presupposto che tutti gli altri non lo siano...
          • Anonimo scrive:
            Re: E l'umilta' di Mantellini?
            - Scritto da:


            Secondo lui quindi per parlare di
            omosessualità


            bisogna prima prenderlo nel


            c..o?



            Dai, non giocare con le parole! :)

            azz mi hai beccato :)


            Ci sono ben medici che curano malattie che non

            hanno mai patito personalmente, ma ci
            aspettiamo


            che lo facciano documentati da studi e ricerche

            altrui.
            Era proprio questo il mio punto! Lui deve
            dimostrare di essere un medico, e non partire dal
            presupposto che tutti gli altri non lo
            siano...
            caxxhio dici, chi fa le leggi deve dimostrare di essere competente a farle. In parole povere chi ha il potere di imporre le regole deve conoscere la materia che vuole regolamentare.E' una tesi sbagliata? E' chiedere troppo?
          • Anonimo scrive:
            Re: E l'umilta' di Mantellini?
            - Scritto da:


            Secondo lui quindi per parlare di
            omosessualità


            bisogna prima prenderlo nel


            c..o?



            Dai, non giocare con le parole! :)

            azz mi hai beccato :)


            Ci sono ben medici che curano malattie che non

            hanno mai patito personalmente, ma ci
            aspettiamo


            che lo facciano documentati da studi e ricerche

            altrui.
            Era proprio questo il mio punto! Lui deve
            dimostrare di essere un medico, e non partire dal
            presupposto che tutti gli altri non lo
            siano...
            non sono d'accordo.basta che dimostri di conoscere la medicina, o che non spari mai cazzate sul suo conto, se deve esprimersi su questo argomento, tantopiù se vi deve legiferare.
        • Anonimo scrive:
          Re: E l'umilta' di Mantellini?

          ma ci aspettiamo
          che lo facciano documentati da studi e ricerche
          altrui.

          Poi ci sono i pontificatori, quelli che ti
          parlano di come deve allenare la squadra del
          cuore il CT di turno, anche se loro non hanno
          allenato nemmeno i "pulcini" all'oratorio della
          parrocchia e non distinguono uno schema di gioco
          nemmeno se li morde alle caviglie: chiacchiere da
          bar sport (quello di
          Benni).eppure per molti l'esperienza è quella da spettatore."ma ci aspettiamo
          che lo facciano documentati da studi e ricerche
          altrui."anche in quel caso, non è stata necessaria l'esperienza


          Meno male che lui è umile :D

          Irrilevante, se il merito del discorso che
          propone ha un senso logico (che si può non
          condividere,
          ovviamente).irrilevante ma incoerente e quindi perde credibilità; non ai miei occhi, comunque.Il politico che ruba può affermare qualsiasi cosa su un metodo politico che persegue l'onestà ed avere perfettamente ragione.Ma la sua credibilità è inficiata dal fatto che se fosse come dice, sarebbe il primo ad agire in quel modo.un po' come il comunista ricco :)Capisco che la sua idea di società sia sostenibile... ma mi fa un po' ridere vederlo borghese o ricco ...
          Se un ladro dice ladro agli altri ladri, non per
          questo loro son meno ladri (è uno scioglilingua
          inventato per l'occasione ;)
          ).Eppure pensa all'immagine che questo suscita:visualizza il ladro col sacco in mano che dice "LADRO!"che cosa diresti vedendo questo? rideresti.e che cosa direbbe l'altro ladro? "ma va dar via i ciap!"strano ma vero, no?
      • Anonimo scrive:
        Re: E l'umilta' di Mantellini?
        - Scritto da:

        Dove sta, visto che parla di tutto e di piu'?



        Cosi', chiedo per sapere.

        Già, visto che si permette di fare affermazioni
        di questo
        tipo:
        "È possibile infiorare i propri interventi di
        accenni alle reti sociali senza averne mai
        frequentata
        una?"

        Secondo lui quindi per parlare di omosessualità
        bisogna prima prenderlo nel
        c..o?
        Meno male che lui è umile :D hehe :)sono sempre stato anche io di questa idea... il tifoso non necessariamente pratica lo sport. Eppure ne sa a sufficienza per essere esperto e competente.il punto è che spesso chi legifera non è competente nella materia sulla quale legifera.è competente magari in legge, ma non nella materia che la legge si accinge a regolare
    • Anonimo scrive:
      non governa mica!
      - Scritto da:

      Dove sta, visto che parla di tutto e di piu'?

      Cosi', chiedo per sapere.amico, esprimere le opinioni è giusto; con umiltà, chiaramente.e Mantellini lo fa, a mio modo di vedere.ma LEGIFERARE senza considerare che non si hanno le competenze o che non si sta per nulla ascoltando o cercando chi le ha... questo non è umile, ma è PERICOLOSO ed è definitivo: ovvero qui c'è AZIONE.mentre tra noi c'è discussione.il classico mugugno che Mantellini ci critica ;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: E l'umilta' di Mantellini?
      Non mi pare che Mantellini pretenda di scrivere regole valide per tutti. Inoltre la sua competenza su internet supera di gran lunga quella di qualunque politico.
  • Anonimo scrive:
    serve una patente?
    Beh, la storia della "necessità di patente", o di esperienza "pratica", ogni tanto viene fuori. Si, anch'io ho avuto spesso impressione che chi si sta occupando di qualcosa al livello "top" nel nostro paese sia in realtà poco preparato o poco esperto. Certo, fa riflettere che MM si sia esposto così per Rodotà, che in questo momento svolge delle conferenze, e non si sia contemporaneamente accorto di quanto va sostenendo il neo ministro Gentiloni... Il problema è: chi stabilisce gli autorizzati a parlare? Il famoso debito di umiltà a chi dovrebbe essere pagato? A tutti coloro che usano questa "rete sociale" e che dimostrano a volte scarsa cultura, altrettanta educazione e faziosa tendenza alla violenza verbale? Se bastasse viaggiare per poter scrivere libri significativi oppure per essere culturalmente migliori...Chi veramente dovrebbe pagare dazio ogni giorno, a mio avviso, sono invece i giornalisti, i divulgatori, gli opinion leader, quelli che influenzano direttamente un intero mondo, un settore, il parlamento e probabilmente anche Rodotà: questi, arroganti e supponenti, spesso catapultati a parlare di argomenti che neanche di striscio hanno mai conosciuto, invece non pagano mai. Come gli scaricatori di MP3 o gli "appassionati di IPTV", che ci succhiano banda spesso inutilmente.Federico Rocchi
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