Cassandra Crossing/ Intercettazioni, due pesi e due misure

di Marco Calamari - Difficile solidarizzare con i grandi nomi della politica quando scoprono che la loro privacy è stata violata sistematicamente: tacciono quando i cittadini subiscono lo stesso trattamento

Roma – È inutile perdersi in dettagli sull’attuale scandalo sulle intercettazioni (ma meglio sarebbe dire “tormentone”) che fa parte di una serie succedutasi negli ultimi mesi. Ragione vorrebbe che la prima reazione fosse quella di solidarietà verso quelle persone che, coinvolte in tali vicende, vedono violata in maniera eccezionalmente grave la propria privacy, venendo sbattuti in prima pagina in maniera spesso positivamente illegale.

Ma purtroppo questa reazione non è la più immediata ed automatica; una reazione diversa la precede e la cancella. Perché questo nauseante atteggiamento dei due pesi e delle due misure? Perché tutte le volte che una persona legata alla politica o alla finanza si trova più o meno vittima di una grave violazione della privacy, scattano rilevanti e spontanee manifestazioni di solidarietà parlamentari che sono invece totalmente assenti se i protagonisti sono normali cittadini e la loro vicenda non ha valore mediatico?

Vorrei continuare ipotizzando che questo sia dovuto a mancanza di informazioni e ad errori dovuti alla prospettiva che i politici ed i parlamentari hanno dall’alto dei Colli romani. Provo a mirare (si fa per dire) in alto; quindi:

Caro professor Prodi, caro cavalier Berlusconi.
Lo sapete che i vostri datori di lavoro, i cittadini, vedono violata continuamente la loro privacy in Rete e fuori grazie a leggi da voi separatamente ma omogeneamente approvate?

Lo sapete che in Italia vengono da anni accumulati, raccogliendoli con sistemi automatici, dati personali su tutti i cittadini (anche voi) che usano la Rete ed altre tecnologie come i telefoni cellulari?

Lo sapete che attualmente questi dati vengono raccolti su tutti i cittadini e conservati per tempi indeterminati (decreto Pisanu)?

Lo sapete che l’attuale normativa italiana è molto, molto più invasiva di qualunque altra delle altre nazioni della UE? Che è molto più invasiva di quello che le direttive UE ed i trattati internazionali richiederebbero?

Lo sapete che i dati vengono conservati anche oltre i periodi richiesti, perché nessuno ha mai normato e regolamentato l’operazione di cancellazione dei dati (c’è chi ci prova, si vedano le proposte in commissione Giustizia alla Camera).

Lo sapete che in Italia, come in molti altri paesi, l’accesso effettivo a questi dati è molto più ampio di quello che sarebbe apparentemente previsto dalle leggi? Che molti degli accessi avvengono usando strumentalmente fattispecie di reato gravi od odiose quali terrorismo o pedofilia, allo scopo di disporre di dati che consentano di “andare a pesca” di reati, invece di eseguire indagini mirate su rati specifici, e che questo invade e distrugge la privacy di tutti, provocando non il minimo ma il massimo danno possibile?

Lo sapete che i reati a sfondo pedofilo vengono commessi quasi sempre in famiglia e non in Rete, e che per conseguenza andare a pesca di pedopornografi in Rete è uno spreco di risorse che sarebbero meglio spese nel potenziamento di risorse investigative tradizionali?

Lo sapete che i terroristi da sempre colpiscono dove, quando e come vogliono, applicano i principi del conflitto asimmetrico multidimensionale , e che quindi le risorse spese con iniziative di massa come la linea Maginot o la data retention di massa sono inefficaci? Che i presunti e non dimostrati vantaggi di queste misure per la lotta contro il terrorismo sono perciò comunque transitori ed i danni e gli abusi per i cittadini innocenti sono invece certi e permanenti?

Non sarebbe più semplice, legale e civile costruire il consenso dei cittadini con misure efficaci e rispettose verso di loro, piuttosto che con colpi di timone costruiti alla bisogna e portati avanti con mezzi ed a fini mediatici?

Un agire più rispettoso verso la privacy dei cittadini non sarebbe utile per allontanare il sospetto che tutte queste misure servano solo a potenziare il controllo sui cittadini, che da sempre nella storia ha fatto molto comodo a chi deteneva il potere esecutivo e giudiziario?

Non eviterebbe (od almeno ridurrebbe) la nausea che molti cittadini ragionevoli, incluso il sottoscritto, provano nei confronti della politica (a causa di un certo modo di fare politica) e dei politici (specialmente dei politici che si comportano in un certo modo)?

Marco Calamari

Tutte le release di “Cassandra Crossing” sono disponibili a questo indirizzo

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  • Anonimo scrive:
    Qualità della vita? risp dignità umana?
    Si tutto molto bello e carino , ma cominciamo a parlare da un punto di vista molto ampio .Anch'io domani potrei svendermi per un pezzo di pane e un bicchiere d'acqua , ma questo a vantaggio di chi? lavoriamo in questo mondo tanto per fare o anche per coltivare interessi personali e ricevere gratificazioni?Perchè se un indiano con 200 dollari al mese , dopo che ha studiato per 15 anni , dopo che ha sviluppato 22 ore al giorno x 3 mesi un mega gestionale che fa anche il caffè , non può permettersi neanche di uscire con gli amici a mangiare una pizza , allora c'è qualcosa che non torna.Se per essere competitivi bisogna essere trattati come schiavi e non sapere se domani si mangia o no , io non ci vedo tutta sta fortuna ad andare in India.incominciamo, quando si parla di manodopera stranieria a mettere dei qualificatori in relazione al costo della vita, della dignità della persona , aspettativa di vita , ecc ... vedrete che alla fine tutto il mondo ha lo stesso prezzo .
    • Anonimo scrive:
      Re: Qualità della vita? risp dignità uma
      Più che altro ci vorrebbe una via di mezzo. L'occidente è troppo sedentario, con una qualità della vita troppo alta a discapito della maggioranza della popolazione mondiale. Se la qualità della vita fosse uguale in tutto il mondo non ci sarebbero abbastanza risorse.Il problema è che ci sono troppi interessi di mezzo perché un avvicinamento del livelli si verifichi o sia caldeggiato dalla politica.Jack
    • Anonimo scrive:
      Re: Qualità della vita? risp dignità uma

      Perchè se un indiano con 200 dollari al mese ,
      ... non può permettersi neanche di uscire con
      gli amici a mangiare una pizza , allora c'è
      qualcosa che non torna.un indiano con 200 dollari al mese vive più che bene. Il punto è proprio la differenza nel costo della vita, questa differenza è destinata a riequilibrarsi nei prossimi anni per effetto degli scambi commerciali e la globalizzazione economica. Nel frattempo l'ICT italiano sarà indotto a specializzarsi nei settori meno esposti a questo tipo di concorrenza.
      • Anonimo scrive:
        Re: Qualità della vita? risp dignità uma

        Nel frattempo l'ICT italiano sarà
        indotto a specializzarsi nei settori meno esposti
        a questo tipo di
        concorrenza.Se non sono indiscreto, posso chiederti di fare qualche esempio? Hai toccato un argomento a mio parere molto interessante...
        • Anonimo scrive:
          Re: Qualità della vita? risp dignità uma

          Se non sono indiscreto, posso chiederti di fare
          qualche esempio? Hai toccato un argomento a mio
          parere molto
          interessante...è difficile fare esempi in quanto i casi specifici dipendono dal particolare mercato. a parte il caso ovvio del supporto IT on-site, nel caso del software i progetti più problematici per l'offshoring sembrano essere i software "agili" che richiedono maggiore collaborazione da parte del cliente, oppure i software "strategici" sui quali l'impresa ha necessità di mantenere il controllo.
  • Anonimo scrive:
    E' facile esportare ...
    ... così tanti servizi nei paesi poco "occidentalizzati" come la quelli dell'oriente: basso costo del lavoro, tutela del lavoratore uguale a zero, poche tasse e tante tangenti.Troppo facile!
    • Anonimo scrive:
      Re: E' facile esportare ...

      ... così tanti servizi nei paesi poco
      "occidentalizzati" come la quelli dell'oriente:
      basso costo del lavoro, tutela del lavoratore
      uguale a zero, poche tasse e tante
      tangenti.le tangenti non aiutano di certo... ma nel giro di qualche anno il costo del lavoro dovrebbe eguagliare i livelli occidentali e lo sviluppo ICT indiano andrà a vantaggio dell'intero settore.
  • Anonimo scrive:
    Differenza sostanziale
    Alla fin fine la differenza sostanziale sembra essere solo il costo del lavoro.Li' il costo è basso perchè molta gente muore letteralmente di fame, la cosa non mi sembra molto bella.Quando fra pochi anni il costo del lavoro aumenterà l'India sarà meno appetibile.
  • Anonimo scrive:
    Bravi!
    Finalmente un'analisi molto intelligente e ragionata del mercato indiano: sono assolutamente d'accordo con voi. Il problema è che molti imprenditori italiani vedono l'India (e la Cina) come un pericoloso concorrente e non come un possibile alleato di cui sfruttare le potenzialità, affiancandole con le nostre.Vedere nell'India un concorrente ha senso ma secondo me non è la strada giusta, perché sui numeri sicuramente ci batte. Dire "siamo più bravi noi, sono più più bravi loro" è il tipico atteggiamento italiano di guardarsi l'ombelico senza guardare le opportunità oltre al proprio naso...I link ai siti statali presenti nell'articolo rivelano statistiche interessantissime sia sui costi della manodopera qualificata, sia sulla qualità della manodopera, oltre ad utili previsioni sui prossimi anni. Tutto ciò fa capire che dobbiamo portare le nostre potenzialità, senza mettersi in concorrenza.Io sono convinto di questo. Spero nei prossimi anni di riuscire ad iniziare una qualche relazione commerciale, come ho fatto qualche tempo fa in Romania, sono mercati molto recettivi, ma bisogna prenderli nel modo giusto, secondo me, senza mettersi in concorrenza.P.N.
  • Anonimo scrive:
    I ragionieri e l'ict!!
    Ma davvero si puo misurare la differenza fra india e italia o il resto del mondo usando l'ict di riferimento?Veramente pensate che un ingeniere Indiano sia capace di fare un software o una macchina migliore di un italiano?Ora prendete il miglior cuoc indiano e mandatelo in italia e fatelo spadellare contro un cuoco italiana con una giuria di italiani.Secondo voi chi vince?e ora prendete un ragioniere (o un laureato in economia e commercio) e fategli valutare i due piatti sapete cosa guarda?semplicemnte il costo che sicuramente sarà inferiore a quello italiano( nulla ci piove) ma veramente pensate di venderlo initalia?Stessa cosa per il software Sicuramente è meno costoso ma l'avete provato voi un SW Indiano e ancora pensate veramente che un laureato in lingue indiano abbia le stesse caratteristiche di uno italiano?e che dall'india posso interfacciarsi veramente con un servizio italiano?Certo in termini di costi sicuramente ma siete proprio convinto che i costi siano tutto nelle aziende e nella vita?Guardate che gli impreditori che hanno fatto la storia mica calcolavano tutto con la calcolatrice!!
    • MeX scrive:
      Re: I ragionieri e l'ict!!

      Guardate che gli impreditori che hanno
      fatto la storia mica calcolavano tutto con la
      calcolatrice!!esatto! come Tanzi! (rotfl)
  • Anonimo scrive:
    In ritardo di (almeno) diecianni
    Sentivo parlare di ICT indiano gia' 10 o 15 o addirittura piu' anni fa come di un ambito di punta a livello mondiale.Oggi che l'India prevede un deficit di ingegneri in loco e ha cominciato a richiamare tutti i connazionali emigrati all'estero negli anni passati, ecco che l'Italia improvvisamente si sveglia. Non basta sbattere in faccia l'evidenza dei fatti, ai nostri politici, bisogna proprio martellargliela in quella testa di marmo che si ritrovano (orientata ai favoritismi finalizzati alla prossima tornata elettorale), per far si' che si accorgano di qualcosa. E grazie a cio', in un mondo sempre piu' piccolo e in cui tutto si muove in modo accelerato, ci ritroviamo in ritardo cronico. E questo e' fatale.k1
  • MeX scrive:
    priorità!
    "una persona su quattro è denutrita, solo l'1.3 per cento della popolazione possiede un PC"cioè... dopo la denutrizione il parametro fondamentale per determinare il benessere di una persona è sapere se ha un PC o meno??? :|
    • Anonimo scrive:
      Re: priorità!
      - Scritto da: MeX
      "una persona su quattro è denutrita, solo l'1.3
      per cento della popolazione possiede un
      PC"

      cioè... dopo la denutrizione il parametro
      fondamentale per determinare il benessere di una
      persona è sapere se ha un PC o meno???
      :|Il concetto e' che il possesso di un pc connesso in banda larga consente l'utilizzo di servizi telematici governativi (pagamenti e certificazioni) e privati (pagamenti e acquisti di beni e servizi).Inoltre, l'avere un pc in casa comporta un uso non limitato all'ambito lavorativo e una maggiore familiarita' con il mezzo (skill di base).Che poi il concetto sia limitato e magari sbagliato proprio, beh, non sta a me dirlo, ma solo sospettarlo :Dk1
    • Anonimo scrive:
      Re: priorità!
      Più che altro in un mercato che viene trainato dall'ICT è un dato davvero sintomatico delle differenze tra classi.Jack
  • stamsofer scrive:
    Cerco una azienda indiana di outsourcing
    per fare un sito web, per una societa' che vende macchine per la trasformazione dei prodotti agricoli.Il budget a mia disposizione e' 600 euro.Qualcuno sa come posso trovarla?
    • Anonimo scrive:
      Re: Cerco una azienda indiana di outsour
      con 600 euro ci paghi giusto la telefonata con tariffe italiote...
    • Anonimo scrive:
      Re: Cerco una azienda indiana di outsour
      che vuoi fa con 600 euro?buhhahaa :-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Cerco una azienda indiana di outsour
        - Scritto da:
        che vuoi fa con 600 euro?
        buhhahaa :-)Con 600 in India campi per MOLTO tempo... Io mi trovo a dover concorrere con Indiani, Pakistani e Cinesi e naturalmente se io chiedo ad esempio 100$ lo stesso lavoro viene eseguito da costoro per 10-20...
    • stamsofer scrive:
      Re: Cerco una azienda indiana di outsour
      Bene, ho messo la stessa domanda su alibaba.com e su linkedin.com e dopo 6 ore ho 25 offerte, quasi tutte al di sotto delle 600 cucuzze!ci sono offerte dall'India e dalla Cina, ma anche dalla Bulgaria e dall'Estonia.Come telefono ho usato skype e messenger, naturalmente.E cio' dimostra che si puo' fare. Vi faro' sapere, a lavoro terminato, com'e' andata.
    • Anonimo scrive:
      Re: Cerco una azienda indiana di outsour
      Un sito web a 600 euro?In Slovacchia lo trovi anche a 200 e meno.Fammi sapere se ti interessa.
      • Anonimo scrive:
        Re: Cerco una azienda indiana di outsour
        Così si distrugge il mercato italiano. La gente qui cosa fa, la fame ?
        • Anonimo scrive:
          Re: Cerco una azienda indiana di outsour
          non esiste un "mercato italiano"... è la globalizzazione, bellezza.
          • Anonimo scrive:
            Re: Cerco una azienda indiana di outsour
            La globalizzazione è un insieme di tanti piccoli mercati che tendono ad assomigliarsi, annientare il mercato italiano è un'altra cosa.Più che globalizzazione questa è SANA concorrenza!J
          • Anonimo scrive:
            Re: Cerco una azienda indiana di outsour
            E che non mi si venga a dire che in Romania non ci sono associazioni sindacali. La cosa è vera solo in parte e comunque si tratta di un tipo di concorrenza che si può contrastare solo con la qualità del prodotto l'eccellenza in settori di nicchia (quali il design). Non certo ponendo veti.
  • Anonimo scrive:
    Non so come intitolarlo...sfogo
    Italia:*salari estremamente bassi e prodotti (specie al nord) con prezzi da capogiro.*poca mobilità, trasporti praticamente assenti ed estremamente cari*autostrade che neanche in nepal (ironia eh) le hanno così fatte male e così poco scorrevoli.*l'italiano è esterofilo di suo, a parte parmigiano, prosciutto, pasta e in generale il cibo se può comprare prodotti esteri lo fa.Se facciamo fare tutto all'estero come sta avvenendo di cosa sopravviveremo? Venderemo solo servizi?Quegli "italiani" o ditte italiane che producono all'estero non crediate che investano qui in Italia...Che popolo di banane che siamo...altro che public company. Il flusso è solo verso l'estero e il divario fra ricchi e poveri sta diventando sempre più elevato.
  • Anonimo scrive:
    Ma in questo grande scenario l'itaglia..
    ...come si colloca ?Avete presente quella merdina che galleggia nel Gange più o meno all'altezza di Calcutta ??Ecco...Rappresenta abbastanza la situazione itagliana o si deve specificare meglio ?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma in questo grande scenario l'itagl
      - Scritto da:
      ...come si colloca ?

      Avete presente quella merdina che galleggia nel
      Gange più o meno all'altezza di Calcutta
      ??

      Ecco...

      Rappresenta abbastanza la situazione itagliana o
      si deve specificare meglio
      ?Beh, l'Italia non fa differenza fra Cina ed India.Ti posso parlare della Cina, visto che ci vivoQualche anno fa (notizia del Corriere), invitato ad un ricevimento, all'ambasciatore d'Italia a Pechino (del suo curriculum e' meglio non parlare, per evitare denunce) e' stato chiesto dalle autorita' cinesi: "Ma come mai l'Italia quest'anno ha rilasciato soltanto 500 visti per motivi di studio agli studenti cinesi, quando la Germania ne ha rilasciati 3000?".La risposta dell'ambasciatore e' stata piuttosto imbarazzante. Le autorita' italiane si sono premurate di correre ai ripari (anche se l'ambasciatore e', ovviamente, al suo posto).Naturalmente non stava scrivendo ad un forum, la sua risposta doveva essere adeguata!Esaminiamo altri due fatti:- Berlusconi, quando era al governo, si e' recato a Pechino (l'ho visto, ero li) ed ha dichiarato che sarebbe stato piu' facile avere i visto per turismo e business.Il messaggio non e' stato assolutamente recepito;- Il nuovo governo Prodi ha deciso che la strada del business verso Cina/India era vincente. Si e' quindi recato in Cina (erano in 1000! tutti spesati da noi) per stabilire nuovi rapporti economici. Soltanto che poi e' passata di li' la Merck e non si e' piu' parlato, sui giornali cinesi, della spedizione dei mille.Il governo Prodi si e' anche lamentato con Pechino che le commesse che l'Italia riceve dalla Cina sono in numero assolutamente inferiore a quello di Francia/Germania.Pechino ha risposto che e' impossibile per i cinesi andare in Italia per business, i visti vengono rilasciati col contagocce. In piu' gli italiano sembra non vogliano vendere nulla in Cina.In sostanza, dovremmo rivedere un pochino le nostre leggi se vogliamo far business con paesi extracomunitari.In particolare, siccome siamo in Europa, dovremmo applicare le leggi EUROPEE per il rilascio dei Visti.Invece noi abbiamo una legge speciale (la 4/286) detta Bossi Fini che da' la facolta' alle ambasciate/consolati di bloccare in maniera arbitraria il rilascio dei visti.ESEMPIOQuando stavo in Italia, la mia attivita' prevedeva intensi scambi con la Cina. Avevo bisogno che le mie controparti cinesi venissero in Italia a visionare il materiale (piuttosto costoso) che doveva essere acquistato.Preparavo tutte le carte, gli inviti, le assicurazioni mediche/... ma poi l'ambasciata non rilasciava il Visto.Chiedevo il motivo, poiche' in tutto il mondo serve un motivo per bloccare un visto.In Italia pero' c'e' la Bossi-Fini (gia' impugnata presso tribunali internazionali) che dice che il motivo ci deve essere MA NON DEVE ESSER DETTO (questo per motivi di sicurezza).Siccome era sempre la stessa solfa, mi sono deciso ad impugnare questo provvedimento di fronte al TAR competente (costo minimo 4000 euro).Di fronte al TAR l'avvocatura di Stato, che difende l'ambasciata, DEVE DIRE IL MOTIVO.Risultato: NESSUN MOTIVO. Siccome nessuno e' cosi' pazzo da spendere piu' di 4000 euro per una causa, l'ambasciata fa quello che vuole.Questa, ricordate, non e' legge europea bensi' italiana.Per questo motivo ho spostato la mia "base operativa" in Germania, contribuendo felicemente all'abbassamento del PIL italiano.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma in questo grande scenario l'itagl
        Ops, piccolo errore. La Germania rilascia piu' di 30000 (trentamila) visti/anno alla Cina per motivi di studio, a fronte dei 500 italiani
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma in questo grande scenario l'itagl
        - Scritto da:
        - Scritto da:

        ...come si colloca ?



        Avete presente quella merdina che galleggia nel

        Gange più o meno all'altezza di Calcutta

        ??



        Ecco...



        Rappresenta abbastanza la situazione itagliana o

        si deve specificare meglio

        ?
        Beh, l'Italia non fa differenza fra Cina ed India.
        Ti posso parlare della Cina, visto che ci vivo

        Qualche anno fa (notizia del Corriere), invitato
        ad un ricevimento, all'ambasciatore d'Italia a
        Pechino (del suo curriculum e' meglio non
        parlare, per evitare denunce) e' stato chiesto
        dalle autorita' cinesi: "Ma come mai l'Italia
        quest'anno ha rilasciato soltanto 500 visti per
        motivi di studio agli studenti cinesi, quando la
        Germania ne ha rilasciati
        3000?".
        La risposta dell'ambasciatore e' stata piuttosto
        imbarazzante. Le autorita' italiane si sono
        premurate di correre ai ripari (anche se
        l'ambasciatore e', ovviamente, al suo
        posto).

        Naturalmente non stava scrivendo ad un forum, la
        sua risposta doveva essere
        adeguata!

        Esaminiamo altri due fatti:
        - Berlusconi, quando era al governo, si e' recato
        a Pechino (l'ho visto, ero li) ed ha dichiarato
        che sarebbe stato piu' facile avere i visto per
        turismo e
        business.
        Il messaggio non e' stato assolutamente recepito;

        - Il nuovo governo Prodi ha deciso che la strada
        del business verso Cina/India era vincente. Si e'
        quindi recato in Cina (erano in 1000! tutti
        spesati da noi) per stabilire nuovi rapporti
        economici. Soltanto che poi e' passata di li' la
        Merck e non si e' piu' parlato, sui giornali
        cinesi, della spedizione dei
        mille.
        Il governo Prodi si e' anche lamentato con
        Pechino che le commesse che l'Italia riceve dalla
        Cina sono in numero assolutamente inferiore a
        quello di
        Francia/Germania.
        Pechino ha risposto che e' impossibile per i
        cinesi andare in Italia per business, i visti
        vengono rilasciati col contagocce. In piu' gli
        italiano sembra non vogliano vendere nulla in
        Cina.

        In sostanza, dovremmo rivedere un pochino le
        nostre leggi se vogliamo far business con paesi
        extracomunitari.
        In particolare, siccome siamo in Europa, dovremmo
        applicare le leggi EUROPEE per il rilascio dei
        Visti.

        Invece noi abbiamo una legge speciale (la 4/286)
        detta Bossi Fini che da' la facolta' alle
        ambasciate/consolati di bloccare in maniera
        arbitraria il rilascio dei
        visti.

        ESEMPIO
        Quando stavo in Italia, la mia attivita'
        prevedeva intensi scambi con la Cina. Avevo
        bisogno che le mie controparti cinesi venissero
        in Italia a visionare il materiale (piuttosto
        costoso) che doveva essere
        acquistato.

        Preparavo tutte le carte, gli inviti, le
        assicurazioni mediche/... ma poi l'ambasciata non
        rilasciava il
        Visto.
        Chiedevo il motivo, poiche' in tutto il mondo
        serve un motivo per bloccare un
        visto.
        In Italia pero' c'e' la Bossi-Fini (gia'
        impugnata presso tribunali internazionali) che
        dice che il motivo ci deve essere MA NON DEVE
        ESSER DETTO (questo per motivi di
        sicurezza).

        Siccome era sempre la stessa solfa, mi sono
        deciso ad impugnare questo provvedimento di
        fronte al TAR competente (costo minimo 4000
        euro).
        Di fronte al TAR l'avvocatura di Stato, che
        difende l'ambasciata, DEVE DIRE IL
        MOTIVO.
        Risultato: NESSUN MOTIVO. Siccome nessuno e'
        cosi' pazzo da spendere piu' di 4000 euro per una
        causa, l'ambasciata fa quello che
        vuole.
        Questa, ricordate, non e' legge europea bensi'
        italiana.

        Per questo motivo ho spostato la mia "base
        operativa" in Germania, contribuendo felicemente
        all'abbassamento del PIL italiano.
        Quindi mi pare di capire che si e´ tornati al ventennio.PS: Vivo all`estero da quasi 30 anni PS PS:Non mi aspettavo una politica simile da un`Italia che si dice "Antifascista"
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma in questo grande scenario l'itagl


          Quindi mi pare di capire che si e´ tornati al
          ventennio.

          PS: Vivo all`estero da quasi 30 anni
          PS PS:Non mi aspettavo una politica simile da
          un`Italia che si dice
          "Antifascista"Purtroppo e' tutto verificabile.NOTA - non sono ne' di destra ne' di sinistra. Quella legge andrebbe abrogata immediatamente quindi, sebbene la legge sia stata fatta dal precedente governo, ritengo responsabile anche questo poiche' non mi sembra proprio intenzionato a riportare l'Italia in democrazia.Per inciso, anche Ciampi era andato in Cina (ero li'!), aveva promesso di facilitare il rilascio dei Visti, maggiore cooperazione e tutto il resto.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma in questo grande scenario l'itagl
        - Scritto da: snip
        Per questo motivo ho spostato la mia "base
        operativa" in Germania, contribuendo felicemente
        all'abbassamento del PIL italiano.
        B R A V O !!!!hai fatto bene. Qui in ITalia qualunque cosa vuoi fare ci sono rotture assurde. Io sto puntando la parte "latina" del mondo...Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma in questo grande scenario l'itagl
        Ecco un post interessante. E deprimente, ovviamente per l'Italia. (anonimo)
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma in questo grande scenario l'itagl
      Si vede che sei all'estero da 30 anni!E' da parecchio che la situazione è questa.Io sono emigrato appena un anno fa e ora vivo in Scandinavia. Leggendo i giornali italiani, non noto nessuna differenza fra l'Itaglia e paesi del terzo mondo.Anzi si. Loro piano piano crescono. L'Italia ogni anno sprofonda nelle classifiche (tutte, indistintamente)E' diventato un paese "immergente", indovinate dove...La miopia dei politici, il controllo dei giornali e tv e la svogliatezza cronica del popolino, presto porteranno all'estinzione il paese.E' già successo in passato coi Romani. Speriamo in qualche nuovo Rinascimento fra qualche secolo... :s
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma in questo grande scenario l'itagl
        - Scritto da:
        Leggendo i giornali italiani, non
        noto nessuna differenza fra l'Itaglia e paesi del
        terzo
        mondoGia'... d'altronde basta vedere www.corriere.it (che e' ancora il piu' "serio", figuriamoci gli altri): non c'e' un giorno in cui non c'e' in prima pagina il calendario di qualche velina o simili e/o due/tre articoli di gossip. Che squallore...
        Anzi si. Loro piano piano crescono. L'Italia ogni
        anno sprofonda nelle classifiche (tutte,
        indistintamente)
        E' diventato un paese "immergente", indovinate
        dove...
        La miopia dei politici, il controllo dei giornali
        e tv e la svogliatezza cronica del popolino,
        presto porteranno all'estinzione il
        paese.Gia'... :
  • Anonimo scrive:
    India
    Penso anch'io che l'India sia il mercato ad oggi più interessante. Soprattutto per chi lavora nell'ICT. I costi molto bassi vanno di pari passo con l'alta qualità.Molto interessante il sito del governo linkato nell'articolo (viaggiare sicuri), che dà una concreta ed utilissima descrizione dello stato attuale dell'area.grazie!Jack
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