Cassandra Crossing/ IPRED2 e DVB, l'offensiva continua

di Marco Calamari - Nuove tecnologie di blindatura e nuove normative sulla proprietà intellettuale procedono di pari passo e si intersecano in più punti. Il fatto che procedano assieme no, non è un caso

Roma – Gli attenti lettori di Punto Informatico non avranno di certo mancato, questa settimana, di leggere l’ articolo sul DVB (Digital Video Broadcasting) di Alessandro Bottoni e la notizia dell’approvazione in commissione della bozza di direttiva IPRED2 sulla proprietà intellettuale. Si tratta di due “fotografie” ben descrittive della situazione attuale dei diritti digitali, scattate da due punti di vista diversi, quello tecnologico e quello legale. Poco rimane da dire, è solo necessario fare una sintesi che per essere efficace sarà breve e brutale.

Riassumiamo brevemente: la specifica DVB altro non è se non una evoluzione delle tecnologie già applicate per il Trusted Computing, ora dispiegate in misura ancora maggiore per la futura trasmissione in broadcasting di contenuti digitali. Anche la direttiva IPRED2 è l’evoluzione della precedente IPRED, che normava a livello europeo la questione della proprietà intellettuale.

Quello che probabilmente tende a sfuggire ai più, e che i mezzi di informazione non hanno messo (se non di sfuggita) in evidenza, è la strettissima correlazione che esiste tra questi due fronti, che sono invece un unico fronte che attraversa i territori delle tecnologie, delle leggi e delle libertàindividuali nel mondo, digitale e non. Su questo fronte è in corso un attacco senza precedenti alle libertà digitali, condotto con la scusa della difesa della cosiddetta “proprietà intellettuale” usando mezzi ampi e piani precisi, coordinati e ben concepiti.

Ma andiamo con ordine. Quando tecnologie come il DVB usciranno dai videofonini (dove già covavano in embrione) e popoleranno tutte (e intendo proprio tutte) le future apparecchiature evoluzione degli attuali televisori, lettori dvd, impianti Hi-Fi, telefoni cellulari e non, radio digitali, ricevitori satellitari, media center e computer (sì, anche loro) il flusso di informazioni digitali sarà completamente sottratto al controllo degli utenti finali, che da attori ed autori saranno degradati a quello di fruitori e consumatori.

Qualunque informazione sarà infatti disponibile solo in base a quanto previsto dal detentore dei diritti di proprietà intellettuale. Il tutto grazie ad una infrastruttura tecnologica pervasiva, pagata dagli utenti finali sia in termini economici che anche e soprattutto in termini di libertà digitali e di accesso alla cultura. Chi controllerà questa struttura, voluta da praticamente tutti (e sottolineo tutti) gli enti e le aziende che attualmente formano il business dei contenuti, o che lo affiancano (software, hardware, reti digitali e telefoniche), disporrà di un potere immenso e senza precedenti nella storia, utilizzabile per qualunque fine non solo commerciale ma anche di controllo politico e culturale.

L'occhio rosso Al confronto il consorzio TCG , che elabora il Trusted Computing del futuro sembra una iniziativa parrocchiale, ed in effetti esso viene utilizzato come una delle tante risorse per implementare il DVB.

Stanno trasformando i vostri televisori in nemici che vi sorveglieranno, vedete i led rossi che iniziano a guardarvi male come gli occhi di Terminator? Queste non sono ipotesi, sono gli schemi di progetto di una realtà che sta per arrivare sugli scaffali dei negozi di Video/HiFi.

Ricordate il mito di Cassandra? Aveva il dono della preveggenza e la maledizione che la condannava a non essere mai creduta. OK, fino ad ora non ci avevate pensato, però adesso non vi sentite un po’ osservati dal vostro televisore?

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • Nichelito scrive:
    prima diamo i farmaci per l'Aids, poi pc
    Con Alessio ne abbiamo già parlato di persona,'sta cosa del pc-per-i-paesi-in-via-di-sviluppo, pur "nobile" da un verso, mi sembra però tanto la solita operazione di facciata "all'ammeregana" (ricordate "We Are The World"?).Ciò di cui hanno veramente bisogno i paesi in via di sviluppo, soprattutto l'Africa, è soprattutto medicinali per l'Aids, medicinali generici, cibo e acqua!Perchè invece di perdere tempo a progettare pc da 150 dollari (in Africa ci si campa 1 anno con quella somma!), non progettano tecnologie per garantire che so io, irrigazione, possibilità di svolgere attività agricola, allevamento, insomma avete capito cosa intendo...Per dirla col titolo di un vecchio film (1968) con Lando Buzzanca, Fermate il mondo... voglio scendere!!!
  • Anonimo scrive:
    Nicolino è un puzzone, ma già si sapeva
    A parte condividere completamente l'analisi e concordare del tutto con chi scrive, e chi risponde, aggiungo solo una cosa che temo di aver già scritto a suo tempo quando si parlò della questione ma che penso ci stia, eccome.Il succo della cosa è prima di tutto fare business, si sa, ma non solo in prospettiva, anche nell'immediato, nel senso che se non si parla di te non ci sei, e questo risulta insopportabile per gente come nicolino nostro. In sostanza ci tenevo a ribadire semplicemente che l'operazione è più ego/attention-driven che altro e penso sia importante ricordarlo, per questa e per (tutte) le prossime volte.
  • reXistenZ scrive:
    ottimo articolo
    Complimenti. Un articolo che alza il sipario sulla (necessaria) ipocrisia dei progetti filantropici. Forse non a caso Nicholas Negroponte è fratello di John Negroponte, ambasciatore USA in Iraq. Insomma, il Sam Marshall di Kurtlar Vadisi che invito tutti a vedere.
  • Anonimo scrive:
    Finirà come il segway
    ve lo dico io..... (anonimo)
    • Anonimo scrive:
      Re: Finirà come il segway
      Ma lì almeno nessuno pretendeva di spacciarlo come panacea contro tutti i mali del terzo mondo
  • Anonimo scrive:
    HANNO BISOGNO DI CIBO!
    Ma che razza di idiozie mi tocca leggere!!! Infami! Svendere la loro merda anche laddove non c'è nemmeno un pezzo di pane da mettere in bocca!!! Che ci fa con un computer un ragazzino vestito di pezza e con le mosche in bocca?!?!?! Piuttosto BASTA CON LO SFRUTTAMENTO DEI PAESI MENO SVILUPPATI! BASTA!Loro non hanno bisogno di un inutile scassone verde a manovella, ma di cibo, medicine e soprattutto della propria terra defraudata!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: HANNO BISOGNO DI CIBO!
      - Scritto da:
      Ma che razza di idiozie mi tocca leggere!!!
      Infami! Svendere la loro merda anche laddove non
      c'è nemmeno un pezzo di pane da mettere in
      bocca!!! Che ci fa con un computer un ragazzino
      vestito di pezza e con le mosche in bocca?!?!?!
      Piuttosto BASTA CON LO SFRUTTAMENTO DEI PAESI
      MENO SVILUPPATI!
      BASTA!

      Loro non hanno bisogno di un inutile scassone
      verde a manovella, ma di cibo, medicine e
      soprattutto della propria terra
      defraudata!!!Non hanno bisogno di cibo ma ci strutture per procurarselo, produrlo, allevarlo, coltivarlo...Fogne, condutture dell'acqua e sarebbe anche carino averla potebile....se continuiamo a portare loro cibo non impareranno mai a essere autosufficienti... i bambini bevono acqua marcia perche' non sanno nemmeno che fa male.
    • Anonimo scrive:
      Re: HANNO BISOGNO DI CIBO!
      Sei patetico.
      • Anonimo scrive:
        Re: HANNO BISOGNO DI CIBO!
        - Scritto da:
        Sei patetico.E tu senza argomenti.Ribatti orsu' ^_^, se sono davvero patetico, ti sara' facile schiacciarmi con la tua dialettica e la conoscenza, macigni di sapere tipo paesi meno svilupati=affamati :DCapisco che per te parlare di paesi con meno sviluppo vuol dire passare dai grattacieli al bambino col pancione e le mosche, evidentemente comprendere tutte le realta' in mezzo agli estremi e le loro esigenze e' troppo arduo.
        • Anonimo scrive:
          Re: HANNO BISOGNO DI CIBO!
          Non sono quello di prima, ma ti ribatto io.Lo scopo di questa gente e' solo ed esclusivamente cercare nuovi mercati dove andare a vendere la loro roba, e creare le condizioni perche' vi sia bisogno della loro roba. E sono tanto piu' ipocriti perche' mascherano questa ricerca di mercati con motivazioni pseudo-umanitarie, esattamente come quelle multinazionali delle sementi (tanto per citare una categoria, ma ve ne sono tante altre) che vanno in giro a raccontare le incredibili qualita' dei loro semi, e della assoluta necessita' per i paesi poveri di comprarli per far scomparire la fame. E poi si scopre che vendono le loro sementi ai contadini a prezzi altissimi, legandoli a se' per sempre, dato che queste sementi sono ibride e non si riproducono.Quindi non tiriamo fuori stupidaggini, queste non sono opportunita' di sviluppo.Solo su una cosa sono d'accordo: Alla gente povera non serve il cibo, ma la possibilita' di produrlo o comprarlo. Per questo applaudo alla banca grameen, un'iniziativa per un paese emergente nata in un paese emergente, non importata dall'estero.
    • Anonimo scrive:
      Re: HANNO BISOGNO DI CIBO!

      Guada che "meno sviluppati" non significa
      "affamati".
      Fatti un giretto nel mondo.Perchè? Basta guardare l'italia :D
  • Anonimo scrive:
    La formula per salvare il mondo
    Non passa da un pc del cavolo !Lo volete capire che in quei paesi hanno bisogno di ben altre cose di un ciuccia ampere a manovella ?Cibo, Vestiti, Medicine, Scuole e soprattutto la creazione di un'infrastruttura economica di base, in molti paesi largamente assente.Che cavolo serve dare un computer a gente, fargli creare il database del magazzino e non dargli il magazzino con le merci da contenere e vendere ?
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