Cassandra Crossing/ Medioevo 2.0

di Marco Calamari - Latifondisti della cultura che ingabbiano la conoscenza e la spremono come se fosse un bene materiale, soggetto a esaurimento. Dietro l'angolo, tempi bui

Roma – Ieri sera ero a cena con un amico di lunga data ma scarsa frequentazione, musicista e compositore ed il discorso per caso è caduto sui problemi della proprietà intellettuale che per lui coincide, nella sua visione professionale e vitale ma limitata, con il diritto d’autore, il quale a sua volta coincide con la SIAE ed i borderò.
Con sorpresa dei presenti la discussione si è ampliata con toni a tratti assai accesi, ed ha coinvolto, come ascoltatori un po’ stupiti, tutta la tavolata.

Trattandosi di una discussione tra amici tutto è terminato a tarallucci e vino, anzi pizza e birra.
Poi però ho rimuginato per conto mio e cercato di distillare il succo della discussione: c’era stato senz’altro un passaggio di informazioni, ma una comprensione assai scarsa ed a tratti nulla del perché ridurre al minimo indispensabile la cosiddetta “Proprietà Intellettuale” nell’immediato futuro sia di importanza vitale per tutti.

La percezione di quasi tutti i presenti è stata che si parlasse del “pane di un autore” contro il “fumo di un principio” bello ma astratto: a posteriori ho capito che non ero stato capace di fare la mia parte nella discussione come avrei dovuto e potuto. Cosa avrei dovuto dire per far capire quanto e quanto presto le cose potrebbero mettersi peggio per tutti per colpa della frenetica escalation della cosiddetta “Proprietà Intellettuale”?

In tempi non sospetti avevo già cercato di esporre in un ormai troppo citato articolo il perché una carestia culturale artificialmente indotta fosse, prima che stupida, una cosa totalmente immorale: sono passati ben sei anni da allora ed è necessario aggiornare e ampliare il discorso.

Viviamo sempre più in una economia in cui il libero mercato è il nuovo pensiero unico, ed il capitale è lo scopo e la misura di ogni cosa.
Nel mondo gli stati nazionali democratici stanno lentamente ma inarrestabilmente abdicando alle funzioni di mantenimento di uno stato sociale, che per stessa ammissione dei suoi sostenitori il libero mercato non sarà mai in grado di ricreare o anche solo di mantenere. Il libero mercato si è evoluto per trattare le situazioni in cui una risorsa ha valore perché limitata o non riproducibile: non è il caso delle informazioni che sono invece riproducibili a costo marginale zero e quindi non limitate.

Inventando ed estendendo a dismisura la cosiddetta “Proprietà Intellettuale” e creando leggi ad hoc ed organismi internazionali come il WTO si può inibire lo scambio di informazioni e creare così una scarsità artificialmente indotta: questo rende le informazioni una nuova materia prima, creando un mercato ed una nuova possibilità di profitto per individui e aziende a scapito del benessere della società nel suo complesso.
La cultura e le informazioni sono così diventati una materia prima strategica e di valore crescente, e attorno ad essa si è creato un mercato della conoscenza e una nuova classe sociale di lavoratori della conoscenza.
Parlare di libero mercato e di classi sociali sembra molto retro’, ed evoca ponderose opere di Adam Smith e Karl Marx che preoccupano chi non le ha lette e sembrano spesso superate a chi invece lo ha fatto anche solo superficialmente.
Alcuni concetti colà esposti mantengono invece una sorprendente validità, ed anzi si applicano forse ancor meglio alla attuale transizione verso una società della informazione e della conoscenza che alla rivoluzione industriale, alla lotta della classe operaia e all’ascesa del capitalismo. Applicando questi concetti appare del tutto possibile che quello che ci aspetta nel prossimo futuro, 10 o 15 anni da adesso, sia sì la transizione ad una società della conoscenza, ma che questa nuova società della conoscenza non sarà prospera, libera e democratica ma piuttosto una società mediamente povera, chiusa e nella quale il benessere è appannaggio di una elite come in un nuovo medioevo.

Un medioevo 2.0 . Una società in cui la ripartizione della ricchezza dovuta alla conoscenza si concentrerà sempre più nelle mani di poche persone e di poche nazioni, proprio come è successo con l’espulsione dei contadini dalle terre, lo sfruttamento delle risorse primarie e l’impiego massiccio del lavoro industriale di salariati.
Una società in cui le proprietà comuni come la cultura e le informazioni verranno fatte proprie da una nuova classe di latifondisti, che concentreranno le risorse senza sfruttarle adeguatamente e produrranno povertà per molti allo scopo di trarne un profitto per pochi.

Come al solito la storia puo’ insegnare molto ed essere usata per tentare di prevedere il futuro. In questo caso Lawrence Lessig è stato tra i primi ad accorgersene. In paesi come l’Inghilterra fino al XVII secolo esistevano proprietà terriere, dette ” Commons “, i cui diritti di sfruttamento (coltivazione, pesca, edificazione, etc.) appartenevano non all’eventuale proprietario (privato o Stato) ma a tutti (qualcuno ha detto “come la cultura”?).

A partire dal 1700 il nascere di leggi sulle recinzioni , che mettevano in difficoltà chi non poteva sostenere spese per i recinti o per gli atti legali, portò alla concentrazione delle proprietà nelle mani di pochi grandi proprietari che ovviamente erano stati i promotori e i sostenitori delle leggi stesse. Questo creò una classe di nuovi poveri senza terra, la loro urbanizzazione e l’accumulazione di una forza lavoro di proletari che sarà poi essenziale durante la rivoluzione industriale, la formazione del capitalismo e la sua ascesa a sistema economico mondiale.
Non ci vuole particolare immaginazione per intravedere un parallelo tra terre, coltivazione, recinzioni, latifondisti e povertà rispettivamente con cultura, creazione di opere dell’ingegno, proprietà intellettuale e DRM, proprietari di diritti e sottosviluppo culturale.

Il paragone può sembrare tirato per i capelli, ma sul fatto che la cultura di oggi non possa più svilupparsi con gli stessi meccanismi che hanno funzionato fino al XX secolo a causa dello sviluppo di quella che viene definita “Economia della conoscenza” c’è un accordo quasi generale.

La generalità delle persone ha ormai perso di vista il fatto che conoscenza e la cultura sono entità totalmente diverse da materie prime, terre e lavoro. Sono non privative e riproducibili.
Se io ho una mela e tu la prendi io rimango senza, e se abbiamo una mela a testa e ce le scambiamo restiamo con una mela a testa.
Se io ho un’idea e tu la prendi abbiamo tutti e due la stessa idea, e se ognuno di noi ha un’idea e ce le scambiamo, avremo ciascuno due idee.

Non esiste “naturalmente” scarsità di idee e cultura come accade per le altre entità economiche. Per far entrare nel ciclo economico il valore dell’informazione bisogna “violentare” sia la Rete che il circolo virtuoso della cultura per poter creare un’artificiale scarsità, e questo è ciò che il capitalismo moderno sta realizzando tra l’indifferenza od addirittura con l’apprezzamento della maggior parte dei presenti e futuri “consumatori”.

Grazie a questo si crea un ulteriore flusso economico destinato per la maggior parte ad alimentare rendite improduttive e di posizione e quindi parassitarie come quelle di chi compra e detiene diritti di proprietà intellettuale, che impoverirà la maggior parte della società civile.
Grazie a questo si rallenta il circolo virtuoso della cultura e si impoverisce il complesso della società che produce e utilizza cultura a favore dei nuovi latifondisti.

Questo avrei dovuto spiegare alla cena, che a causa della “Proprietà Intellettuale” tempi oscuri ci attendono.

Marco Calamari

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  • Domokun scrive:
    Ibrido di dubbia utilità
    Queste caratteristiche fanno della nuova Lumix una macchina capace di corteggiare[]...sia chi già possiede una reflex e desidera un secondo o terzo corpo macchina "per tutte le occasioni".Perchè mai uno che già possiede una/due reflex dovrebbe spendere altri 900 euro per un ibrido (che molto probabilmente non sarà nemmeno compatibile con le sue ottiche), quando con lo stesso prezzo prende ad esempio una Canon EOS 50D, oppure se vuole stare leggero una compatta di alto livello senza superare i 400 euro...Non riesco proprio a cogliere l'utilità di questi micro 4/3
    • Paolinovaiv aivai scrive:
      Re: Ibrido di dubbia utilità
      Questa macchina "corteggia" solo i babbei che di fotografia non ne sanno proprio un c a z z o.
      • Francesco Pizzetti scrive:
        Re: Ibrido di dubbia utilità
        non potendomi permettere una M9 per me sarebbe l'ottimo, dato che odio le reflex e il loro irritante rumore del ribaltamento dello specchio.gli monto una ottica fissa, un mirino ottico e fotografo.inoltre avendo un tiraggio inferiore di una reflex, non usa ottiche retrofocali e ha un miglior sfuocato.
      • il signor rossi scrive:
        Re: Ibrido di dubbia utilità
        - Scritto da: Paolinovaiv aivai
        Questa macchina "corteggia" solo i babbei che di
        fotografia non ne sanno proprio un c a z z
        o.mmmh... quindi che so, Cartier Bresson siccome non usava una reflex ma una macchina a telemetro era un babbeo che di fotografia non sapeva proprio un c...o?
    • michele scrive:
      Re: Ibrido di dubbia utilità
      perche' è piu' piccola e pesa poco! non ci vuole tanto a capirlo
      • Domokun scrive:
        Re: Ibrido di dubbia utilità
        http://www.europe-nikon.com/product/it_IT/products/broad/1596/specifications.htmlhttp://www.europe-nikon.com/product/it_IT/products/broad/1745/specifications.htmlLa conoscenza è la chiave...
        • Francesco Pizzetti scrive:
          Re: Ibrido di dubbia utilità
          sensore francobollino e ottiche non intercambiabili.forse è meglio restare ignoranti.
          • dembru scrive:
            Re: Ibrido di dubbia utilità
            quoto.il mercato darà le sue risposte, ma è bello avere alternative
        • il signor rossi scrive:
          Re: Ibrido di dubbia utilità
          - Scritto da: Domokun
          http://www.europe-nikon.com/product/it_IT/products

          http://www.europe-nikon.com/product/it_IT/products

          La conoscenza è la chiave...conoscenza che tu evidentemente non hai, a meno che tu non voglia paragonare le dimensioni del sensore di quelle compatte con quello della macchina di cui stiamo parlando che ha le stesse dimensioni di quello di una reflex. Sempre che tu conosca i motivi per cui le dimensioni del sensore sono importanti. (ah tanto per essere chiari: non sto parlando dei megapixel, ma delle dimensioni fisiche)
          • Domokun scrive:
            Re: Ibrido di dubbia utilità
            - Scritto da: il signor rossi
            conoscenza che tu evidentemente non hai, a meno
            che tu non voglia paragonare le dimensioni del
            sensore di quelle compatte con quello della
            macchina di cui stiamo parlando che ha le stesse
            dimensioni di quello di una reflex. Sempre che tu
            conosca i motivi per cui le dimensioni del
            sensore sono importanti. (ah tanto per essere
            chiari: non sto parlando dei megapixel, ma delle
            dimensioni
            fisiche)Tanto per esser chiari, caro signor rossi, tu non sei l'unico al mondo a conoscere cosa siano le dimensioni di un sensore MOS/CMOS/CCD e via dicendo e la differenza tra dimensione e risoluzione...Ciò predetto, il formato di sensore 4:3 è si più grande delle compatte, ma non è certo un APS-C/H ne tantomeno un Full Frame, quindi non vedo perchè eccitarsi tanto.Inoltre veniamo al lato pratico ed economico; l'eventuale fotografo, con già un certo numero di ottiche, comprando questa macchina dovrà comprare delle altre ottiche, vanificando cosi la tanto elogiata leggerezza rispetto ad una reflex entry level (che comunque ha sensore ALMENO APS-C) ed aggiungendo ai 900 euro (o 1500 dell'altro modello) del corpo, altri X euro per le ottiche...
          • il signor rossi scrive:
            Re: Ibrido di dubbia utilità
            - Scritto da: Domokun
            Ciò predetto, il formato di sensore 4:3 è si più
            grande delle compatte, ma non è certo un APS-C/H
            ne tantomeno un Full Frame, quindi non vedo
            perchè eccitarsi
            tanto.lasciando da parte il full frame che è un'altra storia, 4:3 è quasi grande come APS-C e in ogni caso un abisso sopra le dimensioni dei sensori delle compatte, tanto che tutte le reflex Olympus in formato 4:3 mi risulta siano annoverate fra le reflex a pieno titolo. Le prestazioni sono paragonabili a APS-C, pertanto rimane vero che io ho una macchina estremamente compatta con un sensore che ha le prestazioni di 4:3 o APS-C che dir si voglia.http://www.dpreview.com/learn/?/key=Sensor_Sizes
            Inoltre veniamo al lato pratico ed economico;
            l'eventuale fotografo, con già un certo numero di
            ottiche, comprando questa macchina dovrà comprare
            delle altre ottiche, vanificando cosi la tanto
            elogiata leggerezza rispetto ad una reflex entry
            level (che comunque ha sensore ALMENO APS-C) ed
            aggiungendo ai 900 euro (o 1500 dell'altro
            modello) del corpo, altri X euro per le
            ottiche...delle altre ottiche? e perché? la maggior parte della gente che prende una reflex va in giro solo col kit lens... E comunque hai visto quanto sono grandi le due pancake a focale fissa di Oly e Panasonic? E anche gli zoom, nel formato micro 4:3, sono più piccoli e leggeri di quelli 4:3 normale o APS-C in maniera considerevole, quindi anche volendo girare con un paio di lenti (ad es. uno zoom e un prime) si ha un sistema considerevolmente più compatto e leggero.I prezzi scenderanno, non preoccuparti. Le due macchine sono appena uscite. In più prima la Oly era l'unica sul mercato con quelle caratteristiche, ora inizia a esserci un minimo di concorrenza.
          • Domokun scrive:
            Re: Ibrido di dubbia utilità
            - Scritto da: il signor rossi
            lasciando da parte il full frame che è un'altra
            storia, 4:3 è quasi grande come APS-C e in ogni
            caso un abisso sopra le dimensioni dei sensori
            delle compatte, tanto che tutte le reflex Olympus
            in formato 4:3 mi risulta siano annoverate fra le
            reflex a pieno titolo. Le prestazioni sono
            paragonabili a APS-C, pertanto rimane vero che io
            ho una macchina estremamente compatta con un
            sensore che ha le prestazioni di 4:3 o APS-C che
            dir si
            voglia.Devo fidarmi di quel che dici in merito alle prestazioni 4:3 vs APS-C, visto che non ho modo di compararle (il sensore APS-C ha il 50% in più di area rispetto al 4:3), anche se in rete non ho trovato discorsi simili al tuo.A dirla tutta, qui trovi alcuni numeri che sembrano dire il contrario: http://www.aristidetorrelli.it/Articoli/APSC_contro_quattroterzi.htm
            delle altre ottiche? e perché? la maggior parte
            della gente che prende una reflex va in giro solo
            col kit lens... E comunque hai visto quanto sono
            grandi le due pancake a focale fissa di Oly e
            Panasonic? E anche gli zoom, nel formato micro
            4:3, sono più piccoli e leggeri di quelli 4:3
            normale o APS-C in maniera considerevole, quindi
            anche volendo girare con un paio di lenti (ad es.
            uno zoom e un prime) si ha un sistema
            considerevolmente più compatto e
            leggero.Perdonami ma la prima obiezione che mi è stata fatta in merito alle compatte è proprio che non possono cambiare l'ottica... allora è un problema o no? basta che vi decidiate però...Tralasciando il dettaglio, i pancake sono grandangoli fissi, quindi almeno un zoom minimo lo dovrai prendere. E siccome stiamo girando attorno all'ipotetico fotografo, con già una reflex + ottiche, avere un altro corpo + sue ottiche, rispetto ad un corpo reflex (un pò più pesante) ma senza ottiche aggiuntive, non so quanto sia una brillante idea
            I prezzi scenderanno, non preoccuparti. Le due
            macchine sono appena uscite. In più prima la Oly
            era l'unica sul mercato con quelle
            caratteristiche, ora inizia a esserci un minimo
            di concorrenza.Non lo metto in dubbio, staremo a vedere la risposta del mercato a queste macchine strane.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 settembre 2009 02.29-----------------------------------------------------------
  • Sbarulik scrive:
    Uau hanno fatto a meno del pentaprisma!
    Ovvio che hanno fatto a meno del pentaprisma, hanno tolto del tutto il mirino! Che soluzione tecnica ardita! :-DCome si faccia a fare una macchina fotografica con pretese di serietà senza mirino resta un mistero.
  • Paolinovaiv aivai scrive:
    Costa tanto per quello che vale
    una reflex senza mirino ottico non vale nulla.
    • Francesco Pizzetti scrive:
      Re: Costa tanto per quello che vale
      infatti non è una reflex. vedi forse uno specchio?è più vicina a una telemetro che a una reflex, in queste macchine monti (se vuoi) un mirino ottico aggiuntivo sulla slitta porta acXXXXXri.
      • Paolinovaiv aivai scrive:
        Re: Costa tanto per quello che vale
        infatti questa è una cagata di macchina. Fa schifo come reflex e costa troppo per essere una compatta. Dimmi che vantaggi hai. Considera che è ingombrante e pesante. Meglio una vera reflex entry level che costa anche meno.
        • Francesco Pizzetti scrive:
          Re: Costa tanto per quello che vale
          immagino che dici le stesse cose di una Leica o di una Bessa.
        • il signor rossi scrive:
          Re: Costa tanto per quello che vale
          - Scritto da: Paolinovaiv aivai
          infatti questa è una cagata di macchina. Fa
          schifo come reflex e costa troppo per essere una
          compatta. Dimmi che vantaggi hai. Considera che è
          ingombrante e pesante. Meglio una vera reflex
          entry level che costa anche
          meno.Evidentemente non sai bene di cosa stai parlando. Leggiti meglio un po' di test seri su internet (devo menzionare dpreview?), guarda bene quanto più piccola e leggera è rispetto a una reflex e considera che ha un sensore in formato 4/3 quindi le piccole dimensioni non sono ottenute a scapito delle dimensioni del sensore, il che significa che ha praticamente le stesse qualità di una reflex (non full frame ovviamente, e ovviamente a parte il mirino ottico) con dimensioni e peso enormemente inferiori. Mai preso in mano una Olympus EP-1? Io sì.
    • Alessandro Del Rosso scrive:
      Re: Costa tanto per quello che vale
      Però c'è da chiedersi: quanti di quelli che oggi usano una reflex entry-level hanno realmente bisogno di una reflex? Macchine come la GF1 potrebbero fornire una qualità d'immagine molto vicina a quella di una reflex economica e quasi lo stesso potenziale creativo ma in un corpo da compatta. - Scritto da: Paolinovaiv aivai
      una reflex senza mirino ottico non vale nulla.
      • Domokun scrive:
        Re: Costa tanto per quello che vale
        - Scritto da: Alessandro Del Rosso
        Però c'è da chiedersi: quanti di quelli che oggi
        usano una reflex entry-level hanno realmente
        bisogno di una reflex? Vero, ma per quello esistono le compatte "bridge", che sono compatte di alto livello, leggere, con un buon controllo su diaframma, esposizione e tempi di scatto, con delle belle ottiche (non intercambiabili) e con un prezzo che non supera i 500 euro.E non ditemi che il "fotografo medio" che scatta foto di gruppo di amici e familiari ha il bisogno assoluto di cambiare ottiche, specie quando la macchina che ha copre focali da 36mm a 400mm o più.
        • Paolinovaiv aivai scrive:
          Re: Costa tanto per quello che vale
          Ti quoto in tutto.
          • Gandy scrive:
            Re: Costa tanto per quello che vale
            Bahh, le compatte hanno un sensore con una densità altissima che è causa di un rumore.La GF1 ha il sensore con la stessa dimensione delle reflex 4:3 .La soluzione può piacere o non piacere ma si potrà definirla una cagata solo quando la si vedrà in azione.Essendo simile ad una macchina a telemetro può essere l'alternativa "povera" alla Leica M8... peraltro è/sarà possibile montare obiettivi Leica 4:3.
      • Paolinovaiv aivai scrive:
        Re: Costa tanto per quello che vale
        E allora non spendi 600 euro per una falsa reflex e ti compri una compatta a 300 euro in meno.
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