Cassandra Crossing/ Wikipedia e la paura della libertà

di Marco Calamari - Perché dovrei preoccuparmi del fatto che Wikipedia sia una enciclopedia e quindi possa fare più danno di altri strumenti di comunicazione? Anzi, perché dovrei considerare Wikipedia come una enciclopedia?

Roma – Ho letto con sorpresa la lettera a PI sul problema della diffamazione tramite Wikipedia, e con autentico raccapriccio il dibattito che si è sviluppato nel relativo forum . Per chi non avesse voglia di leggere la lettera, riassumo brevemente (e spero correttamente) i termini della questione: si discuteva sulla necessità di identificare tutti i contributori di Wikipedia per poterli perseguire nel caso i loro interventi fossero giudicati diffamatori da qualcuno (vedi ad esempio il sindaco di Firenze ). Questo avviene perché il braccio italiano di Wikipedia (Wikimedia Italia) sostiene di non essere responsabile dei contenuti e quindi di non poter essere perseguito, analogamente ai fornitori di connessioni Internet che non dovrebbero essere perseguibili per quello che gli utenti fanno passare attraverso i loro router.

Ma i termini della questione mi interessano fino ad un certo punto, visto che la cosa sorprendente e raccapricciante (ovviamente dal mio punto di vista) è stata in realtà l’andamento della discussione sulla “necessità” di identificare le persone per motivi “legali” ma mi verrebbe da dire “legaloidi” per proteggere l’ipotetica reputazione ipoteticamente violata da un ipotetico diffamatore che, grazie al malefico anonimato (parziale) garantito da Wikipedia, avrebbe forse potuto farla franca.

Dalla lettera e dal forum sembrerebbe che tutti fossero d’accordo con questa concessione alla censura; anzi, nei forum trasparivano orgogliosi certi “io ho il coraggio delle mie azioni” al limite del celodurismo. Questo ragionamento ha solo apparentemente senso, ma è in realtà fallato da due questioni di base che vado ad elencare.

Perché per esercitare una atto positivo ed una mia libertà devo preoccuparmi di tutte le possibili conseguenze che questa opportunità potrebbe fornire ad un (esageriamo) criminale?
È una preoccupazione che dovrebbe spettare al legislatore che, dopo aver attentamente valutato l’effetto complessivo sulla società di una limitazione alle libertà individuali, dovrebbe decidere se in un bilancio costi/benefici il danno certo di limitare una libertà di tutti valga la prevenzione di alcuni ipotetici reati.
Sulla sua decisione dovrebbe poi essere giudicato dagli elettori.

Perché invece ad invocare le limitazioni della mia ed altrui libertà è proprio chi gode della libertà senza nessuna intenzione di delinquere? E perché deve essere proprio lui a rimetterci una fettina di libertà?
Tutto sommato per diffamare una persona bastano le buone, vecchie e mai represse lettere anonime, o basta una moderna email in un forum od in una maillist. E per eventualmente punire la diffamazione bastano (visto che bastano per gli omicidi) le normali indagini di polizia.

Sintetizzando in un unica domanda: perché la privacy e l’anonimato devono essere visti sempre come fonte di problemi e mai per il loro valore, sia filosofico che civile? Perché diavolo devono essere sacrificati sull’altare di qualsiasi stupidaggine?
È possibile che tutte le persone “normali” che si interessano di tecnologia e partecipano ai dibattiti di Punto Informatico debbano valutare zero la propria e l’altrui libertà? Sono tutte persone che hanno studiato la storia e sanno perfettamente quanto è costata la libertà di cui alcuni, in alcuni paesi del mondo, godono oggi.

Esistono abbondanti leggi che puniscono la diffamazione indipendentemente dal mezzo usato per compierle. Non bastano? Perché? E perché sacrificare a questo un altro pezzo (piccolo ma importante) di privacy? Fa tanto paura che teoricamente si possa fare via Wikipedia quello che si puo’ fare con lettere anonime o manifesti per le strade? Allora si devono dichiarare illegali le lettere anonime e fare ronde arrestando chi attacca anche solo un adesivo alla fermata del tram senza essere iscritto all'”Ordine degli attacchinatori”.

Perché dovrei preoccuparmi del fatto che Wikipedia sia una enciclopedia e quindi possa fare più danno di altri strumenti di comunicazione? Anzi, perché dovrei considerare Wikipedia come una enciclopedia? Un’enciclopedia è un oggetto ed una istituzione completamente diversa, ed io che fino dall’età di 7 anni ho avuto la fortuna di poter consultare una splendida Treccani prima come avido lettore di informazioni, poi come curioso di cosa è e come funziona una enciclopedia, poi come acquirente degli aggiornamenti, poi come spettatore dell’evoluzione di chi la pubblicava, ed infine come possessore di uno splendido, ma ormai quasi inutile, oggetto da collezione, io non posso che ritenere falsa una premessa del genere.

Wikipedia è una espressione di cultura vera, non mediata da una istituzione, frutto delle opportunità che la Rete offre; ha più informazioni di una enciclopedia, non ha la maledizione della incapacità di gestire gli aggiornamenti, beneficia della capacità di autocorreggersi, e la sua popolarità non ne fa un’arma ma una benedizione che è a disposizione anche di chi non ha una lira per comprarsi un libro.

C’è solo una “apparente” logica nel ragionamento che siccome una enciclopedia puo’ danneggiare molto la reputazione di qualcuno, che puo’ essere usata in un (relativo) anonimato, e che quindi bisogna castrare una splendida iniziativa che funziona, si autoregola ed è di vantaggio per un numero grandissimo di persona per un sillogismo basato su opinioni “realistiche” ma non su fatti reali.

Sembra che i cittadini di certi stati europei e dell’Italia in particolare, si siano ormai tanto assuefatti ad uno Stato che non è al servizio dei cittadini, ma è uno stato paternalistico che i cittadini deve prima di tutto controllare, da cadere vittime della stessa sindrome ed invocare leggi che non esistono, di cui non si sente il bisogno.

Sono vittime di una sindrome di Stoccolma che porta ad innamorarsi della figura di un legislatore che ci ha rapito tanti diritti. Non posso che pensare che non sappiano cio’ che dicono. Le leggi sono la realizzazione di un contratto sociale che dovrebbe essere volto a massimizzare il bene della società nel suo complesso, che non coincide con quello di uno Stato non servitore del cittadino ma sempre più invadente, condizionatore e controllore.

La privacy e l’anonimato non sono disgiunti, e l’anonimato non è solo per la Banda Bassotti, ma anche per i cittadini onesti. Spendere contanti per non lasciare tracce è un diritto riconosciuto dalla storia, e quelli che riciclano denaro od evadono il fisco devono essere presi in altro modo, come del resto fanno in paesi dove l’evasione fiscale è molto minore che da noi.

È il potere dei mass media che ormai ha inconsciamente convinto anche persone ragionevoli e di cultura che esistano e si debbano combattere i pedoterrosatanisti che sghignazzando sbavano sulle tastiere mentre attentano alle nostre vite.

Le ha anche convinte che qualsiasi sacrificio sia per questo necessario?

Quanti punti interrogativi in questa pagina; mettiamone ancora un altro.

Hanno convinto anche voi?

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • fsdfs scrive:
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  • Antonio scrive:
    precisazione doverosa
    Tanto per rassicurare l'amico Davide, tra qualche settimana l'Ateneo aquilano attiverà in ogni biblioteca di facoltà e nei punti di maggiore passaggio hot spot wifi con accesso libero o meglio basato su account matricola studente.Vorrei comunque precisare per dovere di cronaca che il nuovo portale di Ateneo recentemente ristrutturato è un sistema separato dall'applicativo che gestisce i servizi online e gli eventuali disservizi nel periodo di esame non si rifletteno sul funzionamento del Portale web.Anche in questo caso tra qualche settimana l'Ateneo si doterà di un nuovo applicativo per la gestione di tutti i servizi online compresa l'attribuzione di una casella di posta elettronica a tutti i 25000 iscritti.
  • policy scrive:
    Re: A brescia e trento va benissimo
    - Scritto da: qwerty
    in dwl), purtroppo però il firewall ha regole
    molto più
    stringenti...Non si muove pacchetto che Salgarelli non approvi...
  • Ebolo scrive:
    UniSi
    Anche all'università degli studi di Siena è stata attivata da meno di una settimana la rete wireless per tutti gli studenti ed una diversa per i professori.La prima è gestita con un sistema tipo NoCat, la seconda con un sistema di autenticazione a persona.A presto, Ebolo.
  • Ing. scrive:
    Università di Modena e Reggio Emilia
    Al polo universitario di modena la copertura è abbastanza ampia. Partita dalla facoltà di ingengeria si è poi diffusa alla biblioteca del polo, alla facoltà di Fisica, a quella di Chimica e pure Matematica. Per me i problemi sono 2:1) all'interno delle facoltà ci sono diverse zone d'ombra2) ci sono pochissime prese elettriche! Può sembrare una stupidata, ma cosa me ne faccio del wi-fi se dopo qualche ora sono a piedi con la batteria?Nota positiva: l'accesso a internet è libero per gli studenti regolarmente iscritti e per i docenti, mentre la navigazione all'interno del dominio unimore.it è consentita a chiunque.P.S. Non conosco la situazione di Reggio Emilia
  • PabloMoroe scrive:
    La situazione del CdL Informatica@AQ
    Caro Davide,sono Paolo Bozzelli, rappresentante del nostro CdL di Informatica dell'Aquila.Il problema del wi-fi è più che sentito e non solo presso la nostra facoltà, ma in tutto l'Ateneo.Problemi di natura burocratica hanno impedito - com'è purtroppo aquilana abitudine - la nascita di una rete wi-fi all'interno del Polo Coppito.Come ben sai, il nostro Polo vanta problemi anche peggiori (vedasi la situazione del parcheggio) e la sufficienza con la quale questi vengono trattati è a dir poco imbarazzante.Sono d'accordo con te quando parli dell'inefficienza del sistema di iscrizione per gli esami, ma storcio il naso quando sento parlare di poca connettività cabled: l'Acquarius Lab ha dato ampio respiro alle esigenze di connettività agli studenti; i terminali nel laboratorio di informatica sono accessibili da TUTTI gli studenti del CdL: è comunque vero che se la situazione è come la descrivi tu, è il caso di intervenire controllando; l'ADSU mette a disposizione una ventina di terminali (solo il pomeriggio, purtroppo), anche quelli accessibili da tutti.Il discorso è strettamente didattico: quando si parla di laboratori didattici, la questione si fa pesante. L'ideale sarebbe avere laboratori nei quali poter svolgere lezione regolarmente: è quello a cui punterei.Per la questione wi-fi, comunque, la macchina non è ferma: dopo Pasqua torneremo al lavoro sul tema, almeno come dipartimento di Informatica.Colgo l'occasione per invitarti a discuterne a quattrocchi, per approfondire la questione e per studiare a tavolino una proposta.Buona pasqua a te e a tutti i lettori di PI.Paolo Bozzelli
    • PabloMoroe scrive:
      Re: La situazione del CdL Informatica@AQ
      - Scritto da Davide:
      Quello che manca è un "luogo" in cui studenti e professori
      possano scambiarsi materiali inerenti i corsi, approfondire
      determinati argomenti che non possono avere il giusto
      spazio nelle ore di lezione previste dal piano didattico.Abbiamo da poco aperto il Gruppo Google di Informatica, all'indirizzo:http://groups.google.it/group/informatica-aq/Sapevàtelo :)
  • Mariano I. scrive:
    Wi-Fi_UniNa (Napoli)
    La velocità è ottima ma spesso e volentieri si disconnette. Il progetto è stato portato avanti anche dalla telecom, spero che facciano qualcosa per stabilizzarla.Io studio a Monte Sant'Angelo e a quanto so questa rete dovrebbe coprire anche tanti altri edifici della Federico II.
    • MorCeleb scrive:
      Re: Wi-Fi_UniNa (Napoli)
      Anche nelle varie sedi di Fuorigrotta c'è, solo che funziona al primo colpo solo con winxp, con linux e vista bisogna smanettare un po'! mmmah!
    • Daniele scrive:
      Re: Wi-Fi_UniNa (Napoli)
      Vorrei solo aggiungere che anche al polo di ingegneria informatica di agnano (sempre Federico II di Napoli) il servizio Wi-Fi è aperto a tutti gli studenti dal 2004/2005... La cosa che mi fa strano però è che se ne parli solo ora...
      • NGen scrive:
        Re: Wi-Fi_UniNa (Napoli)
        Ad Agnano mica c'è solo Ing.Informatica eh! :DComunque sì, alla facoltà di Ingegneria della Federico II è da un po' che abbiamo Internet WiFi.
  • antani scrive:
    Università degli Studi di Milano
    Io frequento perlopiù il dipartimento di informatica e il polo di via celoria. Entrambi sono coperti abbastanza bene. Nel dipartimento di informatica si può accedere *solo* tramite VPN, mentre in via celoria/venezian si può accedere *anche* senza vpn, ma sempre con una login. Niente accesso agli "estranei" quindi.
    • neos scrive:
      Re: Università degli Studi di Milano
      concordo..la situazione è decente in via celoria/venezian, l'accesso alla rete avviene in maniera immediata, successivamente si può decidere come collegarsi, se con sessione internet autenticata oppure con OpenVPN.La situazione drammatica è in via comelico, dipartimento di informatica, dove l'accesso è consentito solamente tramite OpenVPN: di conseguenza bisogna aver installato per forza un sw, il quale genera molti problemi (per Vista l'ultima release disponibile compatibile è una RC, i PDA non sono ammessi ecc..).Personalmente non vedo l'utilità di dover effettuare una configurazione del genere, per risultare comunque bloccati sulla maggior parte dei servizi [funzionano da quanto mi ricordo porta 22,80,443,465,995 e forse poche altre, di cui in ogni caso nella maggior parte dei casi non si necessita..)Parlando con i responsabili di dipartimento, la risposta è stata "Lei non conosce le motivazioni che hanno portato a questa decisione, quindi non contesti la cosa...".ho necessità soprattutto per lavoro di sfruttare altri protocolli, ma niente da fare... di conseguenza ogni volta che sono in uni in comelico mi attacco in HSDPA con il telefono e taglio la testa al toro..La cosa strana è che fino a qualche anno fa l'accesso con il proprio laptop era completo ed avendo effettuato il login con il proprio utente, si era responsabili anche dell'operato.La politica attualmente messa in piedi invece è proattiva: blocco tutto fin da subito, così non ho più problemi...Ma stiamo scherzando? se fossi in giro non me ne preoccuperei, ma sapendo di trovarmi nel dipartimento di informatica pretendo che vengano concessi gli accessi liberi ai protocolli.Pagando 3000e all'anno credo sia anche dovuto...Marco
      • sistemista scrive:
        Re: Università degli Studi di Milano
        L'accesso solo tramite vpn e il blocco delle porte "non standard" è una misura di sicurezza che soddisfa i requisiti di legge.L'accesso ad internet dall'università è consentito per motivi attinenti all'ambito universitario e non per usare programmi p2p e simili.
        • neos scrive:
          Re: Università degli Studi di Milano
          Le porte 25, 110, 143 mi sembrano standard..in ogni caso come mai telnet non viene consentito ma SSH si?Non sono ancora riuscito a scaricare un film in imap, magari dopo farò una prova..Il blocco delle porte, se la motivazione fosse quella di limitare il p2p ecc, potrebbe essere sostituito con scansione attiva del traffico, eseguendo screening di file con determinate estensioni..m
          • Zago scrive:
            Re: Università degli Studi di Milano
            Neos le porte devono essere chiuse in quella maniera a termine di legge;l'ssh è aperta per il semplice fatto che puoi accedere al tuo account in facoltà da remoto ma se provi ad accedere in ssh ad un computer esterno al server della facoltà non ti dovrebbe essere possibile;ultimo punto, la connessione della facoltà deve essere utilizzata solo a fini di studio e non a fini lavorativi ne' a fini ludici
  • Alessandro scrive:
    Bologna ed Almawifi
    Non è assolutamente vero, con almawifi, almeno a bologna, possono avere accesso tutti gli studenti regolarmente iscritti all'unibo(che pagano le tasse).
  • AndDM scrive:
    All'Aquila c'è molto da fare
    Mi trovo in parte d'accordo con il ragazzo che ha esposto la situazione dell'Aquila. Io frequento il terzo anno di Ing. Informatica e conosco in linea di massima le situazioni di ingegneria ed economia(2 dei quattro poli universitari). Per la prima ci sono alcune aule informatiche nelle quali si può accedere ai computer richiedendo un opportuno account, ma ci sono restrizioni per la navigazione e l'utilizzo in generale. Per economia c'è una sola aula accessibile a tutti, ma spesso non c'è un pc libero, e c'è anche qui la necessità di un account. Per quanto riguarda il wifi per la facoltà di ingegneria non era accessibile a tutti(questo almeno l'ultima volta che mi sono informato), mentre qualche tempo fa è stata installata ad economia ma anche per questa il discorso è molto nebuloso ed ancora non sono riuscito a capire se vi possono accedere tutti o meno o almeno se sia attiva o meno.Davide ha centrato bene il problema dei siti e della comunicazione universitaria. Non tutti i siti dell'ateneo sono leggibili, basti pensare che il portale principale è stato ridisegnato solo da poco.Il sito per la gestione degli esami è lentissimo e spesso inaccessibile ed è una cosa molto grave dato che ha un'importanza fondamentale a mio avviso. Poi quasi ogni professore ha un suo sito che spesso devi andarti a cercare tra i menu dei vari dipartimenti per poter scaricare il materiale che serve.Manca di una strutturazione di fondo e tutto il sistema informatico è molto dispersivo. Utile sarebbe un mini portale semplice e completo per ogni corso di laurea con sezioni per ogni professore con materiale ed informazioni e magari un forum generale che serva agli studenti per scambiarsi informazioni, opinioni ecc. Serve un più ampio dialogo tra professore ed alunno che molto spesso non c'è.Sono andato un pò lungo, spero però che prima o poi il servizio migliori perchè le tasse aumentano, le borse di studio diminuiscono ma le università non evolvono.
    • Davide scrive:
      Re: All'Aquila c'è molto da fare
      La cosa strana è che nonostante a L'Aquila ci siano due corsi di laurea in cui si tratta l'informatica, nessuno abbia pensato a far lavorare i professori o anche gli stessi studenti, per la realizzazione di spazi web funzionali secondo quelle che sono le effettive esigenze. Invece si è preferito appaltare tutto a società esterne, che non vivendo la vita accademica, e non conoscendo le esperienze di ciascuno, hanno realizzato un sito secondo i loro canoni.
  • Mr.Brown88 scrive:
    Precisazioni
    Ciao Davide, probabilmente ci vedremo a l'aquila dato che studio li (ora sono a casa per vacanze pasquali=)); volevo fare delle precisazioni riguardo il tuo articolo: sono uno studente al primo anno di ingegneria elettronica (de ju rojo per intenderci:)); come ben saprai il nostro campus (parlo di ingegneria) si trova su di una collina a 1000 mt di altezza, dove son dislocate le varie antenne per il wi-fi, per le connessioni satellitari etc (è grazie a questi apparati che lo scorso ottobre siamo riusciti a contattare Paolo Nespoli mentre era sull'IIS), vorrei rispondere a punti:1- il wifi nel campus di ingegneria (che è staccato da tutti gli altri), è presente e lo copre pienamente, il segnale in ogni parte rimane stabile all'80% e per usufruirne basta andare ins egreteria. pagare una quota di 5 euro al mese e farsi dare username e password (cosa fattibile anche per passaparola, esperienza personale :))2- Per chi non voglia spendere 5 euro al mese (io sono tra quelli:)) abbiamo 5 aule con ventina di pc in media ad aula per far connettere gli studenti (la maggiorparte sono funzionanti, altrimenti basta dotarsi di un cavo ethernet) e io ci vado spesso, non serve registrazione e niente, stai quanto vuoi e le velocità son abb sostenute; inoltre (queste son le aule dei vari corsi), c'è un'aula generale che comprende dalle 60 alle 70 postazioni (se non sbaglio) dove ci si fa esercitazione (proprio ora las tiamo usando per il c++), che quando non ci sono i cordi può esere usata da tutti come le aule piu piccole.3- Tra tutti i prof che ho auvto fin'ora, e che ho, solo uno metteva roba in copisteria, gli altri tutti su campusone (appunti, esami ecc..)4- è vero, campusone a volte fa le bizze, ad esempio mi ha fatto arrivare la password dopo una settimana;5- Vogliamo la ps2 e la tv :)
    • connected scrive:
      Re: Precisazioni
      A me sembra che in generale ci si accontenti di poco...troppo poco...5 euro al mese con tutti i soldi versati di tasse?? Assurdo...
      • Zago scrive:
        Re: Precisazioni
        - Scritto da: connected
        A me sembra che in generale ci si accontenti di
        poco...troppo poco...5 euro al mese con tutti i
        soldi versati di tasse??
        Assurdo...ma infatti mi sembra scandaloso far pagare per qualcosa che si è già pagato
  • franciscotodisco scrive:
    Wifi a Udine
    Lavoro nell'azienda che ha progettato e realizzato la rete Wi-Fi a Udine e tengo a precisare chè è stata la prima rete universitaria Wi-Fi in Europa che non è stata pubblicizzata in quanto non a scopo commerciale. Ora ci muoviamo in direzione Wimax e Wi-fi nelle aree cittadine.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 marzo 2008 09.37-----------------------------------------------------------
  • Stiv Giobs scrive:
    Politecnico di Milano
    Da anni, direi almeno 4, al Politecnico di Milano c'è una copertura wi-fi in tutti i campus, accessibile però solo a studenti e docenti.Però capisco che fa più notizia una rete wi-fi in una microuniversità periferica.
    • DaSar scrive:
      Re: Politecnico di Milano
      La wireless al politecnico di milano c'è e funziona, però ci sono un pò di problemi con l'istallazione del certificato ed il supporto telefonico non è sempre utile!Molti studenti preferiscono utilizzare la connessione wired!Per il resto concordo con te, le innovazioni fan scalpore nelle piccole università, mentre le università abituate all'innovazione passano quasi inosservate!
      • Ing.Cane scrive:
        Re: Politecnico di Milano
        Se per questo c'è da anni pure a Tor vergata...non cominciamo con le manie di grandezza dai...
    • ing inf scrive:
      Re: Politecnico di Milano
      - Scritto da: Stiv Giobs
      Da anni, direi almeno 4, al Politecnico di Milano
      c'è una copertura wi-fi in tutti i campus,
      accessibile però solo a studenti e
      docenti.

      Però capisco che fa più notizia una rete wi-fi in
      una microuniversità
      periferica.Per dirla tutta la rete wi-fi coi servizi della intranet del poli copre sì tutto il campus, diversa cosa se prendiamo in considerazione la rete wi-fi che permette a studenti e docenti di accedere ad internet. Questa seconda rete non copre adeguatamente tutto il campus (mi riferisco a Milano Leonardo).
  • Nome e cognome scrive:
    Bicocca? sembra forgi ignoranti...
    Senza offesa, ma ignoranti nel senso proprio della parola cioé "coloro che ignorano".Come si fa ad essere studenti di qualcosa e non sapere nemmeno di cosa? Uno studente del corso di laurea in informatica che parla della "facoltà di informatica" fa cadere le braccia. :-(Se e quando sull'attestato di laurea vedrà, oltre alla firma del rettore e del direttore amministrativo, anche quella del preside della FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE FISICHE E NATURALI, forse solo allora scoprirà quale facoltà ha frequntato per anni.
    Marco C., sempre alla Bicocca, aggiunge che
    sono due anni che la rete è attiva in molte
    zone dell'Università e sottolinea: "Nella
    facoltà di informatica...
    • antani scrive:
      Re: Bicocca? sembra forgi ignoranti...
      Quando mi chiedono quale facoltà frequento, anche io a volte rispondo "Informatica", che poi è l'informazione che colui che fa la domanda in realtà vuole. Altre volte ignoro la domanda e dico "Corso di Informatica", ma quel "corso" suona sempre strano agli interlocutori; poi vabbè, in realtà sono uno studente del "Corso di Informatica per le Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Milano", ma francamente, molto spesso preferisco dire "Informatica" e risparmiare tempo prezioso. Insomma, dipende da chi è l'interlocutore: se è un vecchio Zio posso essere generico, se è un altro studente, ha più senso entrare nei dettagli.
      • Nome e cognome scrive:
        Re: Bicocca? sembra forgi ignoranti...
        Vero, ma qui in Bicocca ci sono informatici che realmente non sanno la differenza.In segreteria studenti passano informatici che non trovano lo sportello e si lamentano che ci sono sportelli per tutte le facoltà (compresa Medicina che è distaccata a Monza) meno quella di informatica e rimangono interdetti quando vengono "dirottati" alla facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali.Alcuni sulla domanda di laurea alla voce facoltà scrivono informatica senza battere ciglio; non è una battuta, ho lavorato in segreteria un paio di contratti mentre finivo di studiare (informatica, però consapevole di quale facoltà stessi frequentando...).
        • necosi scrive:
          Re: Bicocca? sembra forgi ignoranti...
          siamo sicuri che questo accada solo ed esclusivamente in bicocca?voglio vedere i dati inconfutabili che avete! :)
          • Nome e cognome scrive:
            Re: Bicocca? sembra forgi ignoranti...
            Può essere che succeda anche altrove, ma questo non è il punto.Il punto è che in Bicocca alcuni studenti non sanno nemmeno a cosa sono iscritti; se pure da altre parti accade, renderebbe gli informatici bicocchini meno storditi?Direi proprio di no.
          • mnovait scrive:
            Re: Bicocca? sembra forgi ignoranti...
            io sono iscritto al "corso di laurea in informatica" della facolta di scienze matematiche,fisiche,naturali.a volte dire facoltà di informatica è più veloce..oppure lo dici perchè è una risposta alla domanda "che facoltà fai?" e non si ha voglia di rimanere lì a mettere i puntini sulle i.tornando it:la rete alla bicocca dal punto di vista di progresso è niente male,ma dal punto di vista tecnico,bè...lascia alquanto a desiderare..sia per la questione delle porte sia per la questione(ben più grave) della stabilità.(entrambi già citati)sta cosa dei formati aperti per la protezione non la sapevo per il mio dipartimento..
  • z f k scrive:
    iniziativa zero
    " ... Non esiste una rete WiFi estesa. L'accesso a Internet è possibile tramite alcune prese rj45 sparse un po' nei laboratori e un po' nelle sale studio. Accessi che garantiscono una banda più che soddisfacente sia in upload che in download, ma sono molto limitati come quantità: se ne contano 6 nell'aula studio, 4 nel laboratorio di informatica e 13 nel laboratorio di elettronica.Ed essendo laboratori con circa 80 postazioni è evidente che 4 o 13 accessi sono davvero pochi".Raccattate qualche switch, prendete una bobina di cavo utp, armatevi di crimpatrice e festonate :)Oppure fate una colletta, prendete un AP e appiccicatevi un'etichetta "donato dagli studenti frequentatori dell'aula studio, nell'AA 2007/2008"."Ci si sta lavorando, ma già alcuni si chiedono se il WiFi sia un servizio per tutti, o solo per i ricchi che han la possibilità di acquistare i notebook."EeePC ha aperto la strada anche per loro, e' solo questione di attendere ancora un po'. Certo, qualche centinaio di euro non e' poca cosa per uno studente, lo ammetto...CYA
    • Nome e cognome scrive:
      Re: iniziativa zero
      cosa ti aspetti da uno che non sa neppure che la facoltà a cui è iscritto non è l'inesistente "facoltà di informatica" ma la "facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali"?
    • franciscotodisco scrive:
      Re: iniziativa zero
      Non è proprio così...vai in biblioteca e cerca la rete wifi se è rimasta come l'abbiamo fatta noi.Il segnale è stato volutamente tenuto circoscritto per evitare collegamenti al di fuori della zona di utilizzo voluta dalla facoltà.
  • R. Sleeve scrive:
    All'estero?
    Io ho frequentato all'UCLA e al CAL (Berkeley, San Francisco), non c'è niente di paragonabile alla triste realtà italiana... Grazie a dio sono emigrato...
  • manus scrive:
    Re: A brescia e trento va benissimo
    Per quanto riguarda il politecnico di milano in quanto a copertura non ci si può lamentare perchè raggiunge veramente un sacco di zone ed aule, almeno in leonardo è così. L'autenticazione è WAP, con certificato da scaricarsi da un sito accessibile dalla rete di assistenza denominanta "polimi" (senza protezioni e che reindirizza sempre verso il sito di aiuto), crittografia TKIP. Il problema è che sono bloccate tutte le porte a parte le solite 80 e 443, quindi niente posta scaricata da client a meno di barcamenarsi in riconfigurazioni della porta.
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