Cassazione: il giornale telematico non è stampa

Pubblicate le motivazioni della sentenza a favore del blogger siciliano Carlo Ruta. Il blog non è equiparabile al prodotto stampa, dunque non può essere considerato colpevole di stampa clandestina

Roma – Era da trent’anni che il reato di stampa clandestina non portava ad una effettiva condanna sulle predisposizioni della legge sulla stampa n. 47 dell’8 febbraio 1948. È accaduto in ben due gradi di giudizio al blogger e storico siciliano Carlo Ruta, accusato dal procuratore della Repubblica di Ragusa Agostino Fera per alcuni interventi diffamatori sul suo blog accadeinsicilia.net .

Abbattuto nel lontano 2004, il blog di Ruta non si è più ripreso, equiparato pure in appello alle tradizionali pubblicazioni cartacee, non registrato ad alcun Tribunale competente. Fino al recente intervento della Corte di Cassazione: i blog non sono un prodotto editoriale e dunque non possono essere considerati stampa clandestina . Nelle motivazioni della sentenza, la registrazione delle testate online è un obbligo amministrativo per i soli editori.

“Il ragionamento seguito dai giudici è di una semplicità disarmante – ha commentato a caldo l’esperto avvocato Guido Scorza – tale da far apparire incomprensibile come siano state necessarie due sentenze di condanna e anni di processo per arrivarvi”. Mentre accadeinsicilia.net giace nella fossa dei domini, il blogger non dovrà pagare l’ammenda di 150 euro.

Come spiegato dai giudici, l’articolo 1 della legge 47/1948 considera “stampe o stampati tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisici, in qualsiasi modo destinati alla pubblicazione”. “Ai fini della sussistenza in senso giuridico del prodotto stampa – si spiega – necessitano due condizioni: un’attività di riproduzione tipografica e la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività”.

Stabilito ciò, “il giornale telematico non rispecchia le due condizioni ritenute essenziali ai fini della sussistenza del prodotto stampa”. Ma i giudici sono andati oltre: “la normativa di cui alla legge 7 marzo 2001, n. 62 – inerente alla disciplina sull’editoria e sui prodotti editoriali – ha introdotto la registrazione dei giornali online soltanto per ragioni amministrative ed esclusivamente ai fini della possibilità di usufruire delle provvidenze economiche previste per l’editoria”.

“Non sussiste, dunque, secondo la Cassazione alcun obbligo di registrazione integrante la fattispecie di stampa clandestina per qualsivoglia giornale telematico se l’editore non ha interesse ad accedere ai contributi all’editoria – ha spiegato ancora Scorza – È una decisione storica: non solo i blog non hanno alcun obbligo di registrazione ma non lo hanno – salvo appunto che i loro editori intendano accedere ai contributi all’editoria – neppure i giornali online più blasonati”.

Mauro Vecchio

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  • elio marvin scrive:
    giudice triestino
    Secondo la mia modesta opinione, il giudice triestino non intendeva con il suo giudizio, affermare un diritto in assoluto alla connessione, ma bensì un diritto alla non-interruzione di un servizio preesistente, alla quale l'utente c'era ormai abituato, e sulla quale aveva organizzato qualche attività forzatamente interrotta.
  • attonito scrive:
    [OT] blasco ancora ricoverato
    http://ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2012/09/14/Vasco-Rossi-nuovo-ricoverato-_7472804.htmlma che ha il vecchio Vasco da fare sempre dentro e fuori dalle cliniche? se stesse "bene" non verrebbe ricoverato, e la degenza di tempi "non rapidissimi" fa pensare che debba essere spurgato da parecchie sostanze chimiche...
    • panda rossa scrive:
      Re: [OT] blasco ancora ricoverato
      - Scritto da: attonito
      http://ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/201
      ma che ha il vecchio Vasco da fare sempre dentro
      e fuori dalle cliniche? se stesse "bene" non
      verrebbe ricoverato, e la degenza di tempi "non
      rapidissimi" fa pensare che debba essere spurgato
      da parecchie sostanze
      chimiche...E chissenefrega dei problemi di salute di un vecchio ubriacone che non capisce niente di internet, che scambia nonciclopedia per la wiki, e che difende in modo ignobile il suo diritto di casta del copyright?
      • metro scrive:
        Re: [OT] blasco ancora ricoverato
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: attonito


        http://ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/201

        ma che ha il vecchio Vasco da fare sempre
        dentro

        e fuori dalle cliniche? se stesse "bene" non

        verrebbe ricoverato, e la degenza di tempi
        "non

        rapidissimi" fa pensare che debba essere
        spurgato

        da parecchie sostanze

        chimiche...

        E chissenefrega dei problemi di salute di un
        vecchio ubriacone che non capisce niente di
        internet, che scambia nonciclopedia per la wiki,
        e che difende in modo ignobile il suo diritto di
        casta del
        copyright?QUOTONE
      • attonito scrive:
        Re: [OT] blasco ancora ricoverato
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: attonito


        http://ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/201

        ma che ha il vecchio Vasco da fare sempre
        dentro

        e fuori dalle cliniche? se stesse "bene" non

        verrebbe ricoverato, e la degenza di tempi
        "non

        rapidissimi" fa pensare che debba essere
        spurgato

        da parecchie sostanze

        chimiche...

        E chissenefrega dei problemi di salute di un
        vecchio ubriacone che non capisce niente di
        internet, che scambia nonciclopedia per la wiki,
        e che difende in modo ignobile il suo diritto di
        casta del copyright?completamente d'accordo con te, ma se lo avessi scritto io per primo mi zappavano il post dopo un nanosecondo. Invece ho "tirato il sasso" e meno male che avete risposto in due, cosi' psso dire "sono d'accordo" :D
  • Guybrush scrive:
    Diritti e doveri
    Caro Mantellini,quanto dici offre molti spunti di riflessione, primo fra tutti l'uso che si fa della tecnologia.E' un diritto? Non credo, non nel senso dei diritti fondamentali dell'uomo. I finlandesi la pensano diversamente, non lo nego, ma rispetto al diritto alla vita, al nome e all'istruzione, quello alla connessione viene dopo.E' un diritto che si acquisisce col tempo e, soprattutto, con la conoscenza.Al pari di luce e gas, devi sapere cosa fartene e come gestirla, oppure rischi di farti male.GT
    • panda rossa scrive:
      Re: Diritti e doveri
      - Scritto da: Guybrush
      Caro Mantellini,
      quanto dici offre molti spunti di riflessione,
      primo fra tutti l'uso che si fa della
      tecnologia.
      E' un diritto? Non credo, non nel senso dei
      diritti fondamentali dell'uomo. I finlandesi la
      pensano diversamente, non lo nego, ma rispetto al
      diritto alla vita, al nome e all'istruzione,
      quello alla connessione viene
      dopo.
      E' un diritto che si acquisisce col tempo e,
      soprattutto, con la
      conoscenza.Esatto. E' un diritto che verra' acquisito col tempo, ma, come per luce, gas, e acqua, diventera' sicuramente un diritto sacrosanto ed inalienabile.E' un bene che si cominci subito a stabilire l'ineluttabile, prima che qualche furbone dalla vista un po' piu' lunga si permetta di legiferare in direzione opposta, introducendo lacci, lacciuoli, monitoraggi e intrusioni nella vita privata.Internet dovra' diventare per tutti LIBERA, GRATUITA, ANONIMA e INCENSURABILE.
      • Allibito scrive:
        Re: Diritti e doveri
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Guybrush

        Caro Mantellini,

        quanto dici offre molti spunti di
        riflessione,

        primo fra tutti l'uso che si fa della

        tecnologia.

        E' un diritto? Non credo, non nel senso dei

        diritti fondamentali dell'uomo. I finlandesi
        la

        pensano diversamente, non lo nego, ma
        rispetto
        al

        diritto alla vita, al nome e all'istruzione,

        quello alla connessione viene

        dopo.

        E' un diritto che si acquisisce col tempo e,

        soprattutto, con la

        conoscenza.

        Esatto. E' un diritto che verra' acquisito col
        tempo, ma, come per luce, gas, e acqua,
        diventera' sicuramente un diritto sacrosanto ed
        inalienabile.
        E' un bene che si cominci subito a stabilire
        l'ineluttabile, prima che qualche furbone dalla
        vista un po' piu' lunga si permetta di legiferare
        in direzione opposta, introducendo lacci,
        lacciuoli, monitoraggi e intrusioni nella vita
        privata.

        Internet dovra' diventare per tutti LIBERA,
        GRATUITA, ANONIMA e
        INCENSURABILE.Come sempre non hai capito niente. Potrà , in fututo, anche essere considerato un diritto, ma mai anonima, mai gratis. Su libera e incensurabile stendo un velo pietoso, perchè non conoscendo il significato delle parole che tu stesso scrivi, ho la sensazione che per libera tu intenda altro, cioè fare come ti pare e che il P2P sia legalizzato, per incensurabile, che ognuno sia padrone di scrivere quello che vuole senza regole. Dimmi se mi sono sbagliato! Un po' fiori rotta rispetto al diritto allo studio di cui si parla nell'articolo.
        • panda rossa scrive:
          Re: Diritti e doveri
          - Scritto da: Allibito
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: Guybrush


          Caro Mantellini,


          quanto dici offre molti spunti di

          riflessione,


          primo fra tutti l'uso che si fa della


          tecnologia.


          E' un diritto? Non credo, non nel senso dei


          diritti fondamentali dell'uomo. I
          finlandesi

          la


          pensano diversamente, non lo nego, ma

          rispetto

          al


          diritto alla vita, al nome e
          all'istruzione,


          quello alla connessione viene


          dopo.


          E' un diritto che si acquisisce col tempo
          e,


          soprattutto, con la


          conoscenza.



          Esatto. E' un diritto che verra' acquisito col

          tempo, ma, come per luce, gas, e acqua,

          diventera' sicuramente un diritto sacrosanto ed

          inalienabile.

          E' un bene che si cominci subito a stabilire

          l'ineluttabile, prima che qualche furbone dalla

          vista un po' piu' lunga si permetta di
          legiferare

          in direzione opposta, introducendo lacci,

          lacciuoli, monitoraggi e intrusioni nella vita

          privata.



          Internet dovra' diventare per tutti LIBERA,

          GRATUITA, ANONIMA e

          INCENSURABILE.
          Come sempre non hai capito niente.Per fortuna ci sei tu a spiegarmi le cose!
          Potrà , in
          fututo, anche essere considerato un diritto, ma
          mai anonima, mai gratis. Perche' lo dici tu?Da sempre la gente si incontra in piazza, si scambia informazioni, in modo anonimo e gratuito.O tu sei uno di quelli che se ti chiedono "scusi dov'e' piazza garibaldi?" chiedi di vedere i documenti prima di rispondere?
          Su libera e
          incensurabile stendo un velo pietoso, perchè non
          conoscendo il significato delle parole che tu
          stesso scrivi, ho la sensazione che per libera tu
          intenda altro,Qui dentro tutti capiscono quello che io intendo dire, tranne tu e il tuo compare Carlo, quindi chiediti chi e' quello che non conosce il significato delle parole.
          cioè fare come ti pare e che il
          P2P sia legalizzato, per incensurabile, che
          ognuno sia padrone di scrivere quello che vuole
          senza regole. Dimmi se mi sono sbagliato! Ti sei sbagliato, come sempre.Intanto il P2P e' un servizio neutro di scambio di informazioni tra privati, esattamente come l'incontrarsi in piazza, e non c'e' nessuna ragione di vietarlo.In quanto allo scrivere quello che si vuole, lo stabilisce la costituzione, garantendo la liberta' di espressione.
          Un po'
          fiori rotta rispetto al diritto allo studio di
          cui si parla
          nell'articolo.Quindi vorresti censurare il mio messaggio?
  • a teo scrive:
    luddismo
    mi pare proprio che sia l'articolista che i commentatori non abbiano ben chiaro cosa sia stato il luddismo, a cui si riferiscono molto superficialmente come per i peggiori luoghi comuni...il luddismo è stato un movimento politico, economico e sociale che è andato ben oltre il semplice e ingenuo rifiuto delle tecnologia, e basterebbe anche solo aver dato uno sguardo alla voce di wikipedia [1] (che pure non è certo un primario riferimento culturale) per rendersene conto... e magari evitare certi riferimenti "impropri"...[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Luddite
    • er piotta scrive:
      Re: luddismo
      - Scritto da: a teo
      mi pare proprio che sia l'articolista che i
      commentatori non abbiano ben chiaro cosa sia
      stato il luddismo, a cui si riferiscono molto
      superficialmente come per i peggiori luoghi
      comuni...

      il luddismo è stato un movimento politico,
      economico e sociale che è andato ben oltre il
      semplice e ingenuo rifiuto delle tecnologia, e
      basterebbe anche solo aver dato uno sguardo alla
      voce di wikipedia [1] (che pure non è certo un
      primario riferimento culturale) per rendersene
      conto... e magari evitare certi riferimenti
      "impropri"...
      [1] https://en.wikipedia.org/wiki/LudditePer fortuna ci sei tu che dopo una letturina di uichipedia vieni a farci lezione...
  • user239487 scrive:
    il tramite e la corrente
    Il rapporto e il parallelo tra connessione ad internet e la fornitura (obbligatoria, col fascismo) della corrente elettrica mi interessa.Se il fascismo obbligò la mia bisnonna a portarsi in casa il progresso della corrente elettrica (che lei regolarmente staccava per non spendere soldi che prima non spendeva) parallelamente il diritto consente normalmente, in caso di mancata fornitura della corrente, misure e risarcimenti che per altri beni e servizi dovrebbero essere contrattati a parte e che quasi di sicuro comporterebbero un grave innalzamento del canone.Allo stesso tempo SE alcune funzioni e relazioni con la burocrazia, la pubblica amministrazione, le istituzioni scolastiche o gli uffici si possono svolgere SOLO telematicamente (de facto) allora il disservizio deve diventare intollerabile tanto quanto quello della mancanza della corrente e la manutenzione legata a questo servizio essere seria, articolata, pervasiva, efficiente, quanto lo è quello delal fornitura elettrica.Quanto possiamo stare senza telefono che sia fisso o cellulare? Quante volte non possiamo risolvere questioni importanti se non abbiamo a disposizione un fax? Quante di queste volte, cruciali, questo è diventato "poter accedere ad un form su internet" oppure "mandare o ricevere una e-mail" ?Se la segreteria dell'università non svolge più certe funzioni, se certi bandi di concorso non sono pubblicati su carta, se certe informazioni si trovano solo online... ecco che la centralità della connessione si manifesta tanto quanto la necessità di avere le vene per trasportare il sangue. Non garantiamo più le infrastrutture tradizionali (ad esempio non è più obbligatorio per gli uffici postali apporre il timbro sulla corrispondenza, quello che ieri ci faceva scrivere con sicurezza "fa fede il timbro postale") ... diventano troppo care, si privatizzano ... in qualche modo cambiano ma se diventano essenziali non possono essere trattate solo come un prodotto.Oppure si? Allora se viviamo in un mondo di mercato, un mancato servizio dev'essere risarcibile senza grossi problemi. Danno esistenziale o semplice commercio, non importa. Noi dobbiamo sempre pagare care le nostre responsabilità, che lo facciano anceh i sovramuscolati
    • ThEnOra scrive:
      Re: il tramite e la corrente
      Mmm... ma se non paghi la bolletta della luce, sarà un bene essenziale, ma te la staccano, idem per il gas e pure per l'acqua.Ovviamente in caso di disservizi (ma non sempre) ricevi anche un indennizzo.L'articolo di M. non dice niente di nuovo. Io lo leggo solo come un invito alla ri-riflessione.
      • anon scrive:
        Re: il tramite e la corrente
        - Scritto da: ThEnOra
        Mmm... ma se non paghi la bolletta della luce,
        sarà un bene essenziale, ma te la staccano, idem
        per il gas e pure per l'acqua.Veramente, se sei indietro coi pagamenti delle bollette, la prima cosa che fanno è mandare dei solleciti (con o senza mora).Se poi ancora non paghi, il passo successivo è generalmente quello della riduzione graduale nella fornitura del servizio: l'enel, per esempio, riduce la potenza elettrica fornita al 30-15%.Il tutto, ovviamente, dietro determinati avvisi (cartacei e non) che ti devono essere recapitati in modo che TU, in quanto cliente, ne sia informato, ecc. Come previsto dalle varie leggi in materia.Solo se proprio ti ostini a non pagare, dopo mesi e mesi di avvisi e riduzioni graduali, si può arrivare all'interruzione completa del servizio. (distacco della linea elettrica, telefonica, ecc.)Ho visto gente andare avanti per mesi (in alcuni casi anche anni) a non pagare, e non gli staccavano proprio un bel niente.Quindi non è affatto vero che se non paghi, ti viene immediatamente tolto il servizio. Prima di arrivare a ciò, ne deve passare di acqua sotto i ponti...
        • ThEnOra scrive:
          Re: il tramite e la corrente
          - Scritto da: anon

          Quindi non è affatto vero che se non paghi, ti
          viene immediatamente tolto il servizio. Prima di
          arrivare a ciò, ne deve passare di acqua sotto i
          ponti...Ok per la precisazione sui tempi e le eccezioni, ma il punto rimane lo stesso: se non paghi ti tolgono il servizio.
          • sghiribizzo scrive:
            Re: il tramite e la corrente
            - Scritto da: ThEnOra
            Ok per la precisazione sui tempi e le eccezioni,
            ma il punto rimane lo stesso: se non paghi ti
            tolgono il
            servizio.questo lo confermo e sottoscrivo, ma il punto non era quello, mi pare.diceva che se sono loro a darti il disservizio, i termini tra la corrente e qualsiasi altro servizio sono differenti... sei tu che puoi rivalerti sul fornitore della corrente senza tanti problemi...dovrebbe essere così con ogni cosa che si paga in abbonamento, a mio avvisonon mi dai la roba? non pago - intanto.Non me la dai un po'? pago meno.ho già pagato e non mi dai la roba? o mi rimborsi o mi fai uno sconto il mese prossimopago e non mi dai la roba che mi serve molto per il mio business?mi indennizzi per tutto il periodo di interruzione o mancata erogazione.
          • ThEnOra scrive:
            Re: il tramite e la corrente
            Il mio punto era che non si può definire "diritto essenziale" ciò che paghi.
          • anon scrive:
            Re: il tramite e la corrente
            - Scritto da: ThEnOra
            Ok per la precisazione sui tempi e le eccezioni,
            ma il punto rimane lo stesso: se non paghi ti
            tolgono il servizio.Mai sentito parlare di welfare state? o del reddito di cittadinanza/esistenza?In una simile situazione, il problema del "non pagare" neanche si pone.
          • ThEnOra scrive:
            Re: il tramite e la corrente
            - Scritto da: anon
            - Scritto da: ThEnOra


            Ok per la precisazione sui tempi e le
            eccezioni,

            ma il punto rimane lo stesso: se non paghi ti

            tolgono il servizio.

            Mai sentito parlare di welfare state? o del
            reddito di
            cittadinanza/esistenza?Certo che è un diritto ottenere i sussidi statali, ma con quelli prima pensi a riempirti la pancia poi a trovare un tetto che ti ripari, mettiamoci pure i vestiti, ma il resto (luce/gas/internet/ecc...) non è "essenziale".
            In una simile situazione, il problema del "non
            pagare" neanche si
            pone.Infatti, così dovrebbe essere, se "diritto essenziale".
          • anon scrive:
            Re: il tramite e la corrente
            - Scritto da: ThEnOra
            Certo che è un diritto ottenere i sussidi
            statali, ma con quelli prima pensi a riempirti la
            pancia poi a trovare un tetto che ti ripari,In Inghilterra, per esempio, esistono appunto due tipi di sussidi:1. l' Income-based Jobseeker's Allowance - che è quello che serve a riempirti la pancia.2. e l' Housing Benefit - che è quello che serve a darti un tetto che ti ripari.Come vedi entrambe le necessità sono già coperte per tutti gli aventi diritto.
            mettiamoci pure i vestiti, ma il resto
            (luce/gas/internet/ecc...) non è
            "essenziale".Vestiti e internet non sono necessariamente "beni essenziali".Al contrario, luce (intesa come elettricità) e gas (inteso come riscaldamento, acqua calda, ecc.) lo sono.Almeno così è in tutti quei paesi nordici che sono anni luce più avanti di noi. Pensa che in Finlandia, se non erro, internet è stato pure dichiarato "diritto fondamentale".Non esiste solo la piccola e "primitiva" Italia.
          • anon scrive:
            Re: il tramite e la corrente
            - Scritto da: anon
            <i
            Vestiti e internet non sono </i
            ...Ovviamente mi riferivo a vestiti firmati e/o particolarmente costosi.Perché per tutti gli altri tipi di vestiti, i vari magazzini praticamente te li tirano dietro a costo quasi zero.Altrimenti, ti puoi sempre rivolgere a qualche caritas o simili che fanno spesso incetta di vestiti usati, ma ancora perfettamente utilizzabili.
          • ThEnOra scrive:
            Re: il tramite e la corrente
            Beh, siamo italiani... il mio discorso valeva per l'Italia.
        • insolvente scrive:
          Re: il tramite e la corrente
          - Scritto da: anon
          Ho visto gente andare avanti per mesi (in alcuni
          casi anche anni) a non pagare, e non gli
          staccavano proprio un bel
          niente.

          Quindi non è affatto vero che se non paghi, ti
          viene immediatamente tolto il servizio. Prima di
          arrivare a ciò, ne deve passare di acqua sotto i
          ponti...col telefono ti posso assicurare che non è così
  • RobertoCastaldo scrive:
    Buon senso...
    Attenzione a non confondere, come troppo spesso si fa, mezzo e fine. L'autore non lo ha fatto, ma il richiamo al buon senso è il core dell'articolo e - credo - il punto focale attorno al quale ruotano tanti esempi, come l'euforia per l'ultimo i-phone e la sentenza per la mancata connessione.Buon senso che manca a chi usa Wikipedia per copiare ed incollare, e a chi misura la sua virilità con la release del suo nuovo smartphone.
    • user239487 scrive:
      Re: Buon senso...
      - Scritto da: RobertoCastaldo
      Buon senso che manca a chi usa Wikipedia per
      copiare ed incollare,se non manca di fonti...
      e a chi misura la sua
      virilità con la release del suo nuovo
      smartphone.ah beh, il mio phone non è smart per nulla... :D
      • RobertoCastaldo scrive:
        Re: Buon senso...
        Per la stragrande maggioranza degli utenti di Wikipedia, le fonti non sono un problema... leggono che Wikipedia è un'enciclopedia (sedicente), e tanto gli basta.
  • Fetente scrive:
    PuntoInformatico cita Avvenire
    ...Un po' come se Einstein citasse Nostradamus... con le scuse del caso a Einstein, s'intende.
  • arpagone scrive:
    La prima legge della cultura
    Sono certo che compresa a pieno, questa frase, non mia (per dovere di cronaca lo preciso), sciolga i dubbi sulla necessità del diritto di acXXXXX ad una rete di informazione globale qual'è internet.Non so cosa centri l'iphone5 e sopratutto l'avvenire quando si parla di diritto alla cultura."See you space cowboys"
    • metro scrive:
      Re: La prima legge della cultura
      - Scritto da: arpagone
      Non so cosa centri l'iphone5 e sopratutto
      l'avvenire quando si parla di diritto alla
      cultura.
      Probabilmente l'autore ha trovato solo quello da leggere, mentre aspettava il suo turno dal barbiere :D
  • Ned Ludd scrive:
    ....
    Il luddismo è stata una reazione emotiva nei confronti di una industrializzazione sfrenata e selvaggia.Ma chiediamoci - al di là del caso esposto nell'articolo - se tutta questa tecnologia (smartphone ecc.) è psicologicamente sana per l'individuo.
  • an0nim0 scrive:
    La sentenza e' perfetta
    Il pensiero della Giaccardi che mischia scienza e magia paragonando la tecnologia di uno smartphone con gli strumenti magici di Prometeo e' una perla di letteratura ma anche un classico, anzi il classico per eccellenza, il terrore della Chiesa che vede la scienza (e con lei l'uomo) sempre piu' potente e l'uomo sempre piu' sottratto alla sorte che Dio gli assegna. Un pezzo da stampare e incorniciare, poteva essere stato scritto in un momento qualunque nell'ultimo millennio, perfettamente in linea con lo spirito di diffidenza che pervade il mondo cattolico di Roma (che e' un pensiero diverso da quello dei "fedeli", che invece sono bravissimi ad ignorare qualunque precetto e preoccupazione che la chiesa prova ad inculcare). Mi sfugge anche la motivazione per cui l'Avvenire sia citato su PI ...Aperta e chiusa parentesi: l'iPhone 5 non introduce ALCUNA novita' rispetto al modello precedente sotto il profilo tecnologico (neanche il tanto atteso NFC), non si capisce il clamore dei media.Diverso invece il giudizio su danno esistenziale e materiale. Leggendo i media infatti sembra siano stati riconosciuti entrambi. Il giudice non si e' inventato alcun "diritto alla connettivita'", ma ha parlato di danno materiale (io chiedo un servizio, non l'ottengo nei tempi previsti, e quindi ne ho un danno, ma su questo non ci piove) ma anche danno esistenziale. Basta leggere Wikipedia per scoprire che il giudice c'ha preso in pieno:Il danno esistenziale, secondo la storica sentenza 233/2003 della Corte Costituzionale, preceduta dalle sentenze 8828 ed 8827 del 2003 della Corte di Cassazione, consiste nella lesione di diritti o interessi, costituzionalmente protetti, inerenti alla persona umana, diversi dalla salute, sconvolgendo nel complesso le attività a-reddituali del soggetto leso.


    In quest'ambito sarebbero, dunque, ricompresi il diritto alla corretta informazione, soprattutto in ambito medico, il diritto alla famiglia, il diritto al gioco, il diritto al lavoro, ecc. (Viola); allo stato attuale è, tuttavia, dubbio quale sia il criterio idoneo a selezionare i beni-interessi idonei a giustificare la tutela giuridica, sub specie di diritto al risarcimento del danno esistenziale. La paura più grande, difatti, avvertita dalla giurisprudenza è che, in questo senso, si arrivino a risarcire anche i cosiddetti danni bagatellari, ovvero danni di modesta entità che non incidono su valori costituzionali, ritenendo risarcibile, ad esempio, l'errato taglio di capelli.
    • Aleb scrive:
      Re: La sentenza e' perfetta
      Mi sfugge anche la
      motivazione per cui l'Avvenire sia citato su PI
      ...Perché Mantellini legge ancora i giornali cartestraccei.
  • Nome e cognome scrive:
    ignoranza e diritto
    cosa ci azzecca una sentenza che risarcisce un danno ricevuto con la crescente ignoranza dei cittadini in fatto di tecnologia. Non è che sa da una parte c'è il diritto alla connessione dall'altra c'è l'ignoranza tecnologica. Anche un bambino lo capirebbe..Posso essere un guru della tecnologia e non pretendere il diritto a internet e posso non capire nulla di tecnologia ma pretendere di essere connesso comunque.L'articolo confonde fenomeni diversi e cerca di trovare un equilibrio di cose che in realta non intergiscono minimamente..Gli utenti sono ignoranti, qusto è vero. Ma è vero anche che senza internet, per come è fatto il mondo ora, si riceve una danno. Sapete quale è l'unico vero scandalo dell'articolo: che per farsi risarcire di un disservizio bisogna andare davanti al giudice invece che aspettarsi che il provider rispetti il contratto pattuito
    • tucumcari scrive:
      Re: ignoranza e diritto
      - Scritto da: Nome e cognome
      cosa ci azzecca una sentenza che risarcisce un
      danno ricevuto con la crescente ignoranza dei
      cittadini in fatto di tecnologia. Non è che sa da
      una parte c'è il diritto alla connessione
      dall'altra c'è l'ignoranza tecnologica. Anche un
      bambino lo
      capirebbe..
      Posso essere un guru della tecnologia e non
      pretendere il diritto a internet e posso non
      capire nulla di tecnologia ma pretendere di
      essere connesso
      comunque.
      L'articolo confonde fenomeni diversi e cerca di
      trovare un equilibrio di cose che in realta non
      intergiscono
      minimamente..
      Gli utenti sono ignoranti, qusto è vero. Ma è
      vero anche che senza internet, per come è fatto
      il mondo ora, si riceve una danno. Sapete quale è
      l'unico vero scandalo dell'articolo: che per
      farsi risarcire di un disservizio bisogna andare
      davanti al giudice invece che aspettarsi che il
      provider rispetti il contratto
      pattuitoQuotone galattico!
  • Gennarino B scrive:
    Siamo arrivati a questo?
    A quotare l'avvenire?Mante mante.. e io che pensavo che l'essere elettore PD fosse il piû tuo grande difetto..Bella quella sul "ci vuole anche più neo luddismo" Giá.. sopratutto in un paese tecnofobo e con le file alle poste intasate di anziani come il nostroPiú neo luddismo x tutti! Augh!
  • metro scrive:
    bisogni...
    Di sicuro non abbiamo bisogno di un quotidiano dei vescovi pagato con soldi pubblici :DQuesta poi:"E, in un mondo il cui il "pensiero" dominante tende a rifiutare la religione in nome della ragione"magari fosse vera :(
    • Fetente scrive:
      Re: bisogni...
      Infatti... ormai per cercare la "ragione" e la "razionalità" bisogna cercare nei sottoscala di qualche biblioteca... il mondo invece è preda di isterismi religiosi, superstizioni, credulità a tutte le peggio idiozie...Mah... comunque è tipico di chi vende fumo, descrivere la realtà ribaltando i fatti da cima a fondo e rappresentando il contrario di come è.Saluti
      • metro scrive:
        Re: bisogni...
        - Scritto da: Fetente
        Infatti... ormai per cercare la "ragione" e la
        "razionalità" bisogna cercare nei sottoscala di
        qualche biblioteca... il mondo invece è preda di
        isterismi religiosi, superstizioni, credulità a
        tutte le peggio
        idiozie...Non esagerare, è SEMPRE stato così, solo adesso c'è qualcuno che se ne accorge, ma siamo purtroppo ancora in pochi, troppo pochi... :'(
      • a teo scrive:
        Re: bisogni...
        - Scritto da: Fetente
        Infatti... ormai per cercare la "ragione" e la
        "razionalità" bisogna cercare nei sottoscala di
        qualche biblioteca... il mondo invece è preda di
        isterismi religiosi, superstizioni, credulità a
        tutte le peggio idiozie...da ateo, ti dico che tra le religioni ci sono anche quelle della razionalità (scientismo) e della tecnologia (prometeismo), che oggi vanno per la maggiore
        Mah... comunque è tipico di chi vende fumo,
        descrivere la realtà ribaltando i fatti da cima a
        fondo e rappresentando il contrario di come è.eh... ma non basta rifiutare ogni religione e/o appoggiarsi alla scienza per poter dire "questa è la realtà, questi sono i fatti"...chiunque dica di saper descrivere oggettivamente la realtà e i fatti è il campione dei venditori di fumo
        • Izio01 scrive:
          Re: bisogni...
          - Scritto da: a teo
          - Scritto da: Fetente

          Infatti... ormai per cercare la "ragione" e
          la

          "razionalità" bisogna cercare nei sottoscala
          di

          qualche biblioteca... il mondo invece è
          preda
          di

          isterismi religiosi, superstizioni,
          credulità
          a

          tutte le peggio idiozie...

          da ateo, ti dico che tra le religioni ci sono
          anche quelle della razionalità (scientismo) e
          della tecnologia (prometeismo), che oggi vanno
          per la
          maggiore


          Mah... comunque è tipico di chi vende fumo,

          descrivere la realtà ribaltando i fatti da
          cima
          a

          fondo e rappresentando il contrario di come
          è.

          eh... ma non basta rifiutare ogni religione e/o
          appoggiarsi alla scienza per poter dire "questa è
          la realtà, questi sono i
          fatti"...

          chiunque dica di saper descrivere oggettivamente
          la realtà e i fatti è il campione dei venditori
          di
          fumoMi piace davvero tanto quello che hai scritto (lo dico da prometeista :D).Tante volte mi capita di incocciare in gente che crede di utilizzare il pensiero scientifico ma in realtà si affida semplicemente a forme di dogmatismo alternativo. Ad esempio: nemmeno io sono entusiasta di pagare soldi pubblici per il quotidiano dei vescovi, ma CHI decide QUALI quotidiani siano meritevoli di sovvenzione pubblica, senza applicare un criterio prettamente soggettivo? Dire: "Via le sovvenzioni a tutti" mi sembra razionale anche se non necessariamente condivisibile, dire: "Via le sovvenzioni a chi mi sta sui cosiddetti" no.
        • Fetente scrive:
          Re: bisogni...
          Ecco n'altro sapientone. La scienza non pretende di descrivere la realtà in modo assoluto, ma solo di cercare la migliore approssimazione possibile. Infatti la scienza può evolvere proprio perchè mette continuamente in discussione, in verifica e in sperimentazione le sue teorie, modificandole continuamente in base ai risultati delle osservazioni e degli esperimenti. Chi pensa che la scienza dia sempre risposte esatte, non ha capito bene come funziona il metodo scientifico.
    • . . . scrive:
      Re: bisogni...
      - Scritto da: metro[cut]
      Questa poi:
      "E, in un mondo il cui il "pensiero" dominante
      tende a rifiutare la religione in nome della
      ragione"
      magari fosse vera :(Tranquillo, ho sempre sostenuto che le religioni alla fine, come tante altri credi passati ormai morti e sepolti, cesseranno finalmente di esistere in modo del tutto naturale.Attenzione però.Che la ragione non sia a scapito dell'uomo.Il rispetto dell'individuo e delle sue idee <b
      DEVE </b
      sempre essere e rimanere un diritto <b
      INVIOLABILE </b
      .
      • Sam.. scrive:
        Re: bisogni...
        - Scritto da: . . .
        - Scritto da: metro

        [cut]


        Questa poi:

        "E, in un mondo il cui il "pensiero"
        dominante

        tende a rifiutare la religione in nome della

        ragione"

        magari fosse vera :(

        Tranquillo, ho sempre sostenuto che le religioni
        alla fine, come tante altri credi passati ormai
        morti e sepolti, cesseranno finalmente di
        esistere in modo del tutto
        naturale.

        Attenzione però.

        Che la ragione non sia a scapito dell'uomo.
        Il rispetto dell'individuo e delle sue idee
        <b
        DEVE </b
        sempre essere e
        rimanere un diritto <b
        INVIOLABILE
        </b

        .Vuoi dire quindi che la ragione e il rispetto dell'individuo sono antitetici? Mentre la religione lo meglio prevede? Fammi capire
        • a teo scrive:
          Re: bisogni...
          - Scritto da: Sam..
          - Scritto da: . . .

          Che la ragione non sia a scapito dell'uomo.

          Il rispetto dell'individuo e delle sue idee

          <b
          DEVE </b
          sempre essere e

          rimanere un diritto <b
          INVIOLABILE

          Vuoi dire quindi che la ragione e il rispetto
          dell'individuo sono antitetici? Mentre la
          religione lo meglio prevede?non ha detto queste cose, sei tu a dirle
      • Trollollero scrive:
        Re: bisogni...
        - Scritto da: . . .
        - Scritto da: metro

        [cut]


        Questa poi:

        "E, in un mondo il cui il "pensiero"
        dominante

        tende a rifiutare la religione in nome della

        ragione"

        magari fosse vera :(

        Tranquillo, ho sempre sostenuto che le religioni
        alla fine, come tante altri credi passati ormai
        morti e sepolti, cesseranno finalmente di
        esistere in modo del tutto
        naturale.

        Attenzione però.

        Che la ragione non sia a scapito dell'uomo.
        Il rispetto dell'individuo e delle sue idee
        <b
        DEVE </b
        sempre essere e
        rimanere un diritto <b
        INVIOLABILE
        </b

        .No.L'individuo va rispettato; le idee sono fatte per essere diffuse, discusse, dibattute, attaccate e sbeffeggiate in caso di palese idiozia delle stesse."Rispettate" mai.
    • a teo scrive:
      Re: bisogni...
      - Scritto da: metro
      Questa poi:
      "E, in un mondo il cui il "pensiero" dominante
      tende a rifiutare la religione in nome della
      ragione"
      magari fosse vera :(siccome dice "tende", è vera
      • metro scrive:
        Re: bisogni...
        - Scritto da: a teo
        - Scritto da: metro

        Questa poi:

        "E, in un mondo il cui il "pensiero"
        dominante

        tende a rifiutare la religione in nome della

        ragione"

        magari fosse vera :(

        siccome dice "tende", è veracerto, certo :D
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