Dal CERN 10000 core CPU per Folding@home

L'istituto svizzero partecipa al progetto di calcolo distribuito Folding@home mettendo 10000 core a disposizione della ricerca su COVID-19.
L'istituto svizzero partecipa al progetto di calcolo distribuito Folding@home mettendo 10000 core a disposizione della ricerca su COVID-19.

L’iniziativa Folding@home che già può contare su una potenza pari a oltre 2,5 ExaFLOP vede la propria infrastruttura di calcolo distribuito oggi incrementata da circa 10.000 core CPU messi a disposizione dal CERN. La piattaforma è impegnata nelle operazioni di simulazione legate alla ricerca sul coronavirus che sta mettendo in ginocchio intere popolazioni a livello globale.

Folding@home, il contributo del CERN al progetto

Le risorse sono parte del data center gestito dall’istituto svizzero che complessivamente conta 230.000 core distribuiti in 15.000 server operativi 24/7. Questa la breve dichiarazione attribuita a Jan van Eldik, numero uno del team Resource Provisioning.

Il contributo dal data center del CERN è legato a risorse destinate al pensionamento. Abbiamo rapidamente sviluppato una procedura che avvia macchine virtuali con Folding@home in esecuzione sul cloud OpenStack del CERN.

L’obiettivo finale è quello di fornire un contributo agli studi su COVID-19 e nella migliore delle ipotesi trovare un vaccino o una cura per la malattia. Il principio del calcolo distribuito è lo stesso che per molti anni è stato alla base di un altro progetto, SETI@home, fermato dai responsabili proprio in questi mesi dopo due decenni di attività.

Fonte: CERN
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