Certificato COVID digitale: via libera dall'Europa

Certificato COVID digitale: via libera dall'Europa

I Presidenti delle tre istituzioni europee hanno firmato il regolamento che istituisce ufficialmente il Certificato COVID digitale dal 1 luglio 2021.
I Presidenti delle tre istituzioni europee hanno firmato il regolamento che istituisce ufficialmente il Certificato COVID digitale dal 1 luglio 2021.

Ursula von der Leyen (Presidente della Commissione europea), Davide Sassoli (Presidente del Parlamento europeo) e Antonio Costa (Presidente del Consiglio dell'Unione europea) hanno firmato oggi il regolamento che sancisce la fine dell'iter legislativo. Il Certificato COVID digitale UE diventa dunque operativo (manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) a partire dal 1 luglio.

Green pass europeo dal 1 luglio

I cittadini europei possono muoversi liberamente in tutti i paesi anche senza certificato. Il “green pass” offre però il vantaggio di non sottostare alle restrizioni, come l'obbligo di quarantena, tranne nel caso in cui la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. Il regolamento sarà valido per 12 mesi a partire dal 1 luglio, ma 13 paesi membri hanno già iniziato l'emissione dei certificati (l'Italia non è ancora nell'elenco).

Come detto in varie occasioni, il “certificato verde” contiene solo le informazioni minime necessarie per verificare lo stato di vaccinazione, test o guarigione del titolare. Il Gateway UE, attivo dal 1 giugno, consente la verifica delle firme digitali contenute nei codici QR, senza dover procedere al trattamento di dati personali.

Il certificato può essere emesso gratuitamente in forma cartacea o digitale in inglese e nella lingua nazionale. In Italia è previsto il rilascio tramite la Piattaforma DGC. I cittadini potranno scaricare il documento cartaceo dal sito web o dal Fascicolo Sanitario Elettronico. In alternativa potranno rivolgersi al medico di famiglia o alla farmacia che accederanno al Sistema Tessera Sanitaria.

Per quanto riguarda la versione digitale, il Garante della Privacy ha autorizzato solo l'uso dell'app Immuni. L'app IO non è stata ritenuta idonea perché invia troppi dati ai servizi di Google e Mixpanel. PagoPA ha contestato la decisione, ma il Garante ha pubblicato la relazione tecnica che dimostra quanto affermato nel suo provvedimento.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

14 06 2021
Link copiato negli appunti