CES2010/ E-reader, questo sconosciuto

A Las Vegas si sono viste novità e qualche vecchia conoscenza. A conferma di un settore in fermento, che però non ha ancora trovato il suo cavallo di battaglia

Las Vegas – In principio era il Kindle: che non è stato il primo lettore con inchiostro digitale in commercio, ma ha senz’altro goduto della popolarità di mamma Amazon per trascinare il fenomeno e-reader sotto la luce dei riflettori. E così, durante il CES appena concluso, le star incontrastate e le novità più discusse dagli addetti ai lavori durante la fiera erano due: i lettori di ogni forma e dimensione che facevano il loro debutto o venivano mostrati al pubblico tra gli stand, e la televisione 3D. Insomma, intrattenimento prima di tutto : per un mercato dei contenuti sempre più in cerca di nuove forme di monetizzazione.

il Kindle di Amazon A quanto pare, tuttavia, il settore della lettura elettronica non ha ancora trovato il suo campione: il Kindle è probabilmente il prodotto più venduto e vanta al suo attivo un buon ecosistema grazie al catalogo di Amazon. Gli altri produttori, tra cui spicca la novità Plastic Logic con il suo QUE , non brillano ancora per ricchezza: chi ha fatto passi importanti come Spring con il suo Alex, che oltre a una interfaccia interessante vanta anche alcuni accordi stretti con Google e altri interlocutori per la fornitura dei contenuti, già promette novità importanti nell’immediato futuro (ovvero entro il 2010) rispetto alle dotazioni hardware e software dei propri dispositivi. Tanto da spegnere qualche entusiasmo e far sorgere la domanda se sia già arrivato il momento di affrontare la spesa per un e-reader o se sia meglio ancora aspettare.

Sotto il profilo tecnico, inoltre, sembra di rivedere gli albori dell’era dei player multimediali e MP3: ci sono in giro molte soluzioni di diverso grado di raffinatezza (intesa come avanzamento complessivo del progetto), alcune che privilegiano il costo a discapito degli optional, altre che invece puntano tutto sull’eleganza. Il lavoro più completo sembrano averlo fatto gli inglesi di Plastic Logic : il loro dispositivo, rivolto pare a un pubblico più professionale che ai normali consumatori, vanta una interfaccia molto avanzata rispetto alla media della concorrenza, e gli accordi annunciati durante una conferenza stampa tenutasi praticamente all’alba tra gli stand del Las Vegas Convention Center garantiscono anche una ampia scelta di contenuti da visualizzare.

il QUE di Plastic Logic Sul piano pratico, il QUE è grande all’incirca quanto un foglio di carta A4 (è forse il più imponente lettore che ci sia in circolazione, Kindle DX a parte) e mette in mostra uno chassis nero privo di fronzoli e su cui spicca un singolo pulsante dal funzionamento analogo al tasto home di iPhone. Anche se al suo interno pare di capire giri una versione di Windows Embedded, è proprio dal melafonino comunque che l’azienda britannica deve aver tratto ispirazione per alcune scelte: tanto per dirne una, l’avvio della creazione di un autentico ecosistema semi-chiuso , fatto di email marchiata QUE e altri servizi analoghi compreso il marketplace inserito in un’applicazione (solo per Windows) fatta su misura, all’interno del quale offrire servizi di ogni tipo a una clientela in cerca di uno strumento di lavoro.

Lo schermo (touch) del QUE è anche uno dei più rapidi nell’aggiornamento e più efficaci visti all’opera: il software, inoltre, è lesto nel rispondere ai comandi ed evidentemente limitato solo dai tempi tecnici dell’inchiostro elettronico – a cui serve ancora qualche secondo per effettuare le transizioni. I contenuti, grazie a un arsenale che comprende anche un quotidiano popolare come USA Today , riviste di richiamo come Popular Mechanics e il catalogo di Barnes&Noble, sono più che adeguati. Quello che manca al QUE è un approccio più consumer (ma l’azienda ha messo le cose in chiaro: per il momento non se ne parla) e di conseguenza un prezzo abbordabile : ci vogliono 649 dollari per la versione senza connessione mobile (ma con WiFi e Bluetooth) e con soli 4 gigabyte di memoria a bordo, 150 dollari in più (799) per la versione con modulo 3G e il doppio della memoria.

QUE, in definitiva, appare un po’ come il Blackberry degli e-reader: bello, con ottime prestazioni, ma che pare destinato a non ricevere sostegno indiscriminato da parte del pubblico per via di alcune scelte (legittime e sensate) fatte dal suo produttore. Ci sarà probabilmente sempre tempo per sbarcare in altri segmenti, ci vorranno risorse che al momento forse non sarebbero state disponibili e che avrebbero comunque ritardato l’arrivo in commercio. Un’altra “limitazione” di questa generazione di QUE (che tuttavia riguarda tutti gli e-reader visti in circolazione) è lo schermo: è bianco e nero, o per meglio dire è tipicamente in grado di mostrare al massimo 8 o 16 toni di grigio . Non abbastanza, tanto per dirne una, per costituire una valida alternativa digitale alle riviste cartacee patinate.

Alex di Spring Ed è proprio avendo in mente questa limitazione che la già citata Spring deve aver progettato un e-reader munito di due schermi: Alex è molto diverso dagli altri lettori visti in circolazione, per via della presenza di un secondo schermo LCD sotto quello e-ink . A differenza del QUE, Alex non ha a disposizione la tecnologia touch per la parte destinata alla lettura (integra bottoni sullo stile Kindle), mentre le dita sono l’input dello schermo più piccolo, ma fa tesoro della presenza di un secondo display per far fruttare al massimo le sue armi: monta una versione di Android analoga a quella di un cellulare, e dunque con un browser pressoché completo a disposizione e sfruttabile tramite la connessione WiFi integrata (per il 3G ci sarà da aspettare il prossimo trimestre).

Ci sono solo 5 pulsanti su Alex, di cui uno posto tra i due schermi svolge la funzione di mostrare quello che c’è sull’LCD anche sull’e-ink. Senza contare che, con due schermi, è possibile tenere aperte contemporaneamente due applicazioni (ad esempio un libro e un dizionario) per godere al massimo dell’apparecchio. Ovviamente, lo svantaggio di avere uno schermo retroilluminato è che (quando acceso) la batteria si esaurisca più velocemente : facendone a meno, le prestazioni e la durata (circa 10 giorni) equivalgono a quelle di altri concorrenti, quasi tutti in grado secondo le specifiche di durare all’incirca 7-15 giorni o 8mila pagine visualizzate.

Il tallone d’Achille di Alex non è il prezzo: 359 dollari sono una cifra ragionevole per il settore. Lo schermo da 6 pollici (contro i 10 e mezzo del QUE) è accettabile per l’uso che se ne fa leggendo un libro, i contenuti a disposizione sono abbastanza sia per numero che per varietà (gli accordi con Google e Borders aiutano non poco in tal senso). Ad Alex manca il 3G: ma, ci dicono, sarà disponibile presto una versione con questo optional. E addirittura, con tempistiche al momento ineguagliate da nessuno dei concorrenti, una versione con schermo e-ink a colori di Alex potrebbe fare il suo debutto anche entro la fine dell’anno : a un prezzo che non dovrebbe essere particolarmente più alto dell’attuale.

Se proprio si vuole cercare il pelo nell’uovo, a penalizzare Alex nella vita di tutti i giorni potrebbe essere la risoluzione dello schermo – sia quello LCD che quello a inchiostro elettronico: con 320×480 pixel non si va molto lontano anche se una mano la offre l’altro schermo che arriva fino a 600×800 (ma in bianco e nero). Una soluzione interessante per supplire a queste carenze, ovviamente a scapito di dimensioni e peso, la offre l’eDGe di enTourage: in pratica un netbook con un e-reader dentro, o viceversa, che cerca di prendere il meglio dei due mondi e unirlo dentro un solo pacchetto.

una veduta di insieme degli e-reader presenti al CES

L’ eDGe ha due schermi, quello LCD da 10,1 pollici (1024×600) e quello e-ink da 9,7 (1200×825) , monta anche lui Android ed è touch su tutti i display. Di memoria ne ha 4 gigabyte (3 disponibili), per il momento niente 3G ma al WiFi e Bluetooth presenti in tutti gli altri dispositivi fin qui descritti aggiunge pure porte USB (due) e slot SD. Tutto quanto detto per Alex riguardo la collaborazione tra gli schermi vale anche in questo caso, con l’aggiunta di alcune considerazioni sulla possibilità di sommare anche i video MP4 al novero dei contenuti visualizzabili (o ascoltabili nel caso di MP3 e compagnia).

l'eDGe di enTourage

L’aggiunta di uno stilo ai possibili input rende gradevole anche l’ipotesi di studiare con eDGe : si può sottolineare il libro, prendere appunti a margine del foglio o a parte dentro un’altra applicazione. Lo stesso si può fare anche sullo schermo a colori, utilizzando il quale ovviamente si riduce l’autonomia che invece può superare le 16 ore. Quello di enTourage è un prodotto ibrido, più ingombrante e pesante della concorrenza ma con qualche attitudine in più che vale la pena avere a bordo se si intende sfruttarla: volendo può anche svolgere contemporaneamente il ruolo di e-reader e di netbook, così da infilare in borsa un solo dispositivo invece di due (con tutti i vantagli e gli svantaggi del caso).

l'offerta Bookeen Se invece non si hanno velleità di questo tipo, ma si vuole solo un prodotto in grado di far leggere, gli apparecchi si fanno tutti volere bene: i vari Cybook di Bookeen sono compatti e ben rifiniti (la nuova versione in arrivo sul mercato è sottilissima), colorati quanto i Cool-ER di Coolreader (altra azienda britannica, paese molto attivo assieme a Taiwan in questo settore) ed entrambi con all’attivo una bella fornitura di titoli, prezzi inferiori ai 250 euro (per Cybook si dovrebbe scendere sotto la soglia dei 200 entro poche settimane) e titoli anche in italiano presenti o in arrivo. Da evitare accuratamente quelli con schermo LCD (quasi tutti di produzione cinese), che limitano la durata della batteria drasticamente e non sono neppure lontanamente leggibili come gli apparecchi con e-ink.

L’unico problema di questi prodotti è che sembrano poco maturi: funzionano tutti, ma non si differenziano di molto per quanto riguarda l’interfaccia e le funzionalità , sembra di rivivere gli albori della telefonia mobile o dell’era del MP3. I tempi di aggiornamento dell’inchiostro elettronico sono tutto sommato equivalenti, anche grazie al fatto che la maggioranza (Kindle compreso) monta analoghi chip Freescale, con qualche eccezione di rilievo come l’eDGe che monta Marvell (senza comunque differenze significative nel risultato). Le interfacce più intriganti per il momento sembrano offrirle QUE ed eDGe.

il Cool-ER di Coolreader Da “sconfiggere”, infine, c’è l’andazzo del mercato: al momento pare che non ci siano indicazioni definitive sugli esiti che avrà la questione del marketplace, con ciascun produttore che si industria a mettere in piedi accordi commerciali per costruire la propria piattaforma e con nessun tipo di (apparente) interoperabilità con la concorrenza . Così come l’MP3 lo è stato per la musica, il formato definitivo che pare affermarsi sugli e-reader è l’epub, con qualche deviazione per la strada del PDF e del TXT: un valore questo che potrebbe contribuire alla unificazione del mercato, ma che al momento in mancanza di un leader visionario (come lo è stata Apple con iPod e iTunes) stenta a decollare. Anche perché i prezzi, nonostante non ci siano di mezzo carta e distribuzione, non si staccano da quelli dei libri tradizionali.

In definitiva, quella dell’e-reader assomiglia al momento alla rivoluzione a metà dei netbook del 2009: se ne venderanno molti, ma trattandosi della prima ondata di un mercato ancora alle prime battute potrebbero esserci alcuni vizi di gioventù che saranno corretti in futuro. Oggi Intel costruisce marketplace per i netbook che montano Linux, proprio per completare la piattaforma e l’ecosistema in cui sono inseriti i piccoli laptop che montano Atom, e lo fa dopo che la sbornia del mini-notebook è stata smaltita e ci si è cominciati a porre il problema di cosa farci davvero con questi mini-PC. L’impressione è che l’e-reader definitivo non abbia ancora fatto il suo debutto : tanto vale restare alla finestra ancora un po’, se non si va di fretta, per capire dove tutto questo fermento andrà a parare.

Luca Annunziata

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