ChatGPT, Come smascherare gli errori con un prompt di controllo

ChatGPT, Come smascherare gli errori con un prompt di controllo

ChatGPT sembra sempre sicuro, anche quando inventa. Il prompt errore costringe l'AI a fermarsi, correggersi e a indicare quanto è affidabile.
ChatGPT, Come smascherare gli errori con un prompt di controllo
ChatGPT sembra sempre sicuro, anche quando inventa. Il prompt errore costringe l'AI a fermarsi, correggersi e a indicare quanto è affidabile.

I chatbot AI come ChatGPT possono essere utili, ma hanno un difetto pericoloso: sono dannatamente sicuri di sé, anche quando sbagliano. Il rischio più grande, infatti, è fidarsi troppo dell’intelligenza artificiale. Dalle ricette assurde ai fatti completamente inventati, l’AI può creare contenuti dal nulla senza battere ciglio, presentandoli con un tono autorevole che non lascia spazio a dubbi.

Ricorrere al trucco del prompt “errore” costringe l’AI a fermarsi, a correggersi e a riscrivere la risposta con più attenzione, facendo spesso emergere errori di cui non si era resa conto.

Il “prompt errore”: il trucco per rendere ChatGPT più affidabile

Il prompt errore è comando di auto-revisione. Invece di accettare ciecamente la prima risposta generata, si può usare per forzare un rapido controllo interno prima di procedere con le informazioni potenzialmente sbagliate.

Ecco il prompt: Fai una pausa, penso ci sia errore. Controlla se nella tua ultima risposta ci sono sbagli, passaggi mancanti, presupposti errati o dettagli inventati. Poi riscrivi la risposta in modo più accurato e aggiungi punteggio di affidabilità da 1 a 10.. Oppure, più in breve: Ricontrolla e riscrivi con più accuratezza. Aggiungi punteggio di affidabilità da 1 a 10.

Invece di chiedere semplicemente di fare bene o essere più preciso, implicitamente si sta dicendo che qualcosa non va. Quando si scrive Penso ci sia un errore, l’AI non interpreta più il compito come una semplice generazione di testo, ma come una revisione critica di qualcosa che potrebbe essere sbagliato. È come se passasse dal ruolo di chi risponde a quello di chi controlla il proprio lavoro, attivando un comportamento più prudente.

La richiesta di controllare se ci sono sbagli, passaggi mancanti o presupposti errati, non è generica, ma indica all’AI dove cercare i problemi: logica, omissioni, dettagli inventati, ecc. In questo modo, è meno probabile che il chatbot si limiti a riformulare la stessa risposta con parole diverse.

Infine, chiedere un punteggio di affidabilità costringe il modello a rompere l’illusione della sicurezza totale. Normalmente i chatbot presentano ogni risposta con lo stesso tono deciso, indipendentemente dal livello di certezza reale. Dover assegnare un numero obbliga invece l’AI a fare una valutazione interna del proprio grado di sicurezza e, spesso, a ridimensionare affermazioni troppo nette o a inserire avvertenze che prima mancavano.

La maggior parte dei chatbot è progettato per essere rapido, brillante e accomodante: deve rispondere subito, apparire competente e non contraddire l’utente. Non è invece progettata per essere scettica, cauta o autocritica. Il prompt errore forza proprio questo cambio di atteggiamento.

Il problema principale, è che ChatGPT (ma anche gli altri chatbot), quando una domanda è complessa o ambigua, riempie i vuoti con ipotesi convincenti basate su schemi statistici, piuttosto che ammettere di non sapere con certezza.

Quando usare il prompt errore

Non serve usarlo ogni singola volta che si interagisce con l’AI. Ma ci sono situazioni dove diventa essenziale.

Il primo segnale di allarme è quando l’AI appare troppo sicura: dati molto specifici senza indicare le fonti, posizioni nette su temi controversi, istruzioni precise senza alcuna cautela, eventi storici minori raccontati come fatti certi. In questi casi conviene sempre chiedere una revisione.

Il prompt errore può essere utile prima di prendere decisioni dove in ballo ci sono i soldi. I chatbot possono semplificare troppo, ignorare alternative migliori o non considerare variabili importanti come la disponibilità locale, la compatibilità o i costi nascosti. Che si tratti di acquistare elettronica, prenotare un viaggio o valutare scelte finanziarie, un controllo in più può evitare errori costosi.

In generale, andrebbe usato ogni volta che la posta in gioco è alta. Documenti professionali, email importanti, pianificazioni complesse o ricerche mediche preliminari richiedono un livello di attenzione maggiore. In questi casi, costringere l’AI a fermarsi, ricontrollare e dichiarare il proprio grado di affidabilità riduce sensibilmente il rischio di seguire informazioni sbagliate presentate con troppa sicurezza.

Versioni avanzate del prompt errore per compiti specifici

Il prompt errore si può adattare in base alle proprie esigenze per ottenere risultati ancora più mirati. Ad esempio, per la scrittura e l’editing: Controllo errore su questa bozza: trova falle logiche, frasi vaghe, ripetizioni inutili o mancanza di contesto necessario. Riscrivi in modo più serrato mantenendo il mio tono originale.

Per consigli medici o legali: IMPORTANTE: Controllo errore e disclaimer. Identifica qualsiasi affermazione che potrebbe essere interpretata come consiglio medico/legale professionale. Riformula chiaramente come informazione generale educativa e aggiungi l’avvertenza di consultare un professionista qualificato.

Per codice e programmazione: Controllo errore codice: verifica sintassi, identifica potenziali bug, segnala presupposti su ambiente/librerie, suggerisci casi limite non gestiti. Punteggio affidabilità per produzione: X/10.

I limiti da conoscere

Il prompt errore migliora l’affidabilità, ma non elimina completamente il problema delle allucinazioni AI. Non può accedere a dati in tempo reale, non sostituisce la verifica umana, non elimina i pregiudizi del modello, non garantisce l’accuratezza assoluta.

La verifica esterna serve sempre quando si tratta di informazioni mediche, questioni legali , investimenti significativi, dati in tempo reale critici e fatti storici controversi.

Trattare l’AI come un oracolo infallibile è un errore

Il vero valore del prompt errore non è scovare qualche svista. È cambiare il modo in cui usiamo l’AI, non più come oracolo che sa tutto, ma come strumento che deve rendere conto di quello che afferma. Sembra poco, ma introduce un’abitudine sana: ricordarsi che l’AI non è una fonte di verità assoluta, ma un sistema probabilistico che funziona meglio quando viene messo in discussione. Visto che i chatbot stanno diventando parte integrante delle decisioni quotidiane, imparare a farli dubitare è il modo migliore per non smettere di farlo noi stessi.

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Pubblicato il
27 gen 2026
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