Chattano con il suicida, nessun reato

Lo decidono gli inquirenti britannici che non intendono accusare formalmente chi ha partecipato ad una chat room e seguito in diretta Internet il suicidio di un cittadino inglese
Lo decidono gli inquirenti britannici che non intendono accusare formalmente chi ha partecipato ad una chat room e seguito in diretta Internet il suicidio di un cittadino inglese

È un caso drammatico e dai molti risvolti quello raccontato da BBC attorno ad un suicidio avvenuto “via Internet” lo scorso marzo.

Il Crown Prosecution Center ha infatti deciso di non avanzare accuse formali nei confronti di coloro che hanno partecipato ad una chat e che, così risulta dalle carte, avrebbero seguito online il suicidio del 42enne Kevin Whitrick di Wellington, nello Shropshire.

Le ipotesi d’accusa riguardavano in particolare i commenti postati in chat da alcuni dei partecipanti, ma gli inquirenti in una nota hanno fatto sapere che “questo è un caso tragico che si è concluso con la morte di Kevin Whitrick. Abbiamo esaminato tutte le prove che ci sono state consegnate dalla polizia e abbiamo concluso che nessuno dei commenti pubblicati nella chatroom costituisce un reato”.

Essere stati testimoni in diretta Internet di un suicidio e aver chattato con lo stesso Whitrick, dunque, non può essere considerato un comportamento doloso. “Come risultato dell’indagine – spiega la nota – non ci sono prove sufficienti per accusare uno qualunque (dei partecipanti alla chat, ndr.) di una qualsiasi violazione criminale connessa alla morte di Kevin Whitrick”.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

27 05 2007
Link copiato negli appunti