Per anni, Chrome è stato il browser che dominava il mercato senza doversi sforzare più di tanto. Funzionava, era veloce, tutti i siti erano ottimizzati per lui, e tanto bastava. Le nuove funzionalità arrivavano con il contagocce, come se Google pensasse che la quota di mercato al 65% fosse un diritto acquisito piuttosto che qualcosa da difendere.
Google Chrome si rinnova con tre funzioni attese da anni
Poi sono arrivati i browser AI, OpenAI con ChatGPT Atlas, Perplexity che sviluppa il suo, Arc con le schede verticali, Dia che punta sull’intelligenza artificiale come interfaccia principale, e improvvisamente Chrome ha ritrovato lo slancio.
Google ha annunciato tre nuove funzionalità per Chrome: Split View per affiancare due pagine nella stessa scheda, annotazioni sui PDF direttamente nel browser, e salvataggio dei PDF su Google Drive. Nessuna delle tre riguarda l’AI, Gemini è già stato integrato su Chrome nei mesi scorsi, ma tutte e tre rispondono a esigenze pratiche che gli utenti chiedevano da tempo.
Split View: due pagine fianco a fianco senza app esterne
La Split View permette di dividere una scheda in due, mettendo due pagine web affiancate. Basta trascinare una tab verso il bordo sinistro o destro della finestra del browser, oppure fare clic destro su un link e selezionare “Apri link in Split View”, le due pagine si agganciano automaticamente ai lati.
L’utilità è evidente, guardare un video tutorial mentre si prendono appunti, confrontare due prodotti su siti diversi, leggere la documentazione di un’API mentre si scrive il codice. Sono cose che prima richiedevano di ridimensionare manualmente le finestre del browser o di usare le funzionalità di snap del sistema operativo. Adesso vivono nativamente dentro Chrome, e in una singola scheda.
Per uscire dalla vista divisa, basta un clic destro e l’opzione per tornare alla visualizzazione normale.
Annotazioni PDF: finalmente non serve più scaricare nulla
La funzione che forse mancava di più. Chrome ha sempre aperto i PDF, ma solo in lettura, quindi si potevano guardare, ma senza farci nulla. Da oggi è possibile aggiungere note, evidenziare testo, compilare moduli e persino firmare digitalmente un documento, tutto senza uscire dal browser.
Per chi lavora con molti PDF, come contratti, moduli, documenti da revisionare, non dover più scaricare il file, aprirlo in un’altra applicazione, modificarlo, salvarlo e ricaricarlo è una santa cosa.
Salvataggio diretto su Google Drive
L’ultima novità è il salvataggio dei PDF direttamente su Google Drive invece che nella cartella Download del computer. I file salvati da Chrome finiscono in una cartella dedicata “Salvata da Chrome” su Drive, il che li rende facili da ritrovare e accessibili da qualsiasi dispositivo.
Schede verticali in arrivo, Chrome copia la concorrenza
Tra le novità all’orizzonte c’è anche il supporto per le schede verticali, già attivabile in fase sperimentale tramite flag. È una funzionalità che Arc ha reso popolare come elemento distintivo e che Dia, Edge e altri browser hanno adottato. Google arriva per ultima, ma con il vantaggio di portarla immediatamente a miliardi di utenti.
Insomma, la concorrenza funziona… Chrome stava diventando pigro, e i nuovi browser, con le loro idee fresche sull’organizzazione delle tab, sull’integrazione dell’AI, sull’esperienza utente, lo hanno costretto a svegliarsi. Per gli utenti, è tanto di guadagnato!