Chrome su iPhone permette di trasferire i dati da Safari facilmente

Chrome su iPhone permette di trasferire i dati da Safari facilmente

Google corteggia gli utenti di Safari con nuova funzione di Chrome per iPhone, l migrazione completa dei dati in un solo colpo.
Chrome su iPhone permette di trasferire i dati da Safari facilmente
Google corteggia gli utenti di Safari con nuova funzione di Chrome per iPhone, l migrazione completa dei dati in un solo colpo.

Google vuole mettere le mani sugli ultimi irriducibili che ancora usano Safari su iPhone. E per farlo ha escogitato una strategia semplice, ma efficace: rendere il passaggio a Chrome semplicissimo. Basta un clic per esportare tutto: password, cronologia, preferiti, ecc.

La funzione è nascosta nella versione beta 145 di Chrome per iOS, e quando arriverà per tutti, questione di settimane, probabilmente, Safari perderà l’unica vera arma che lo teneva in vita sui dispositivi Apple: l’inerzia.

Chrome iPhone importa tutto da Safari: password, cronologia, pagamenti con un clic

Chrome è il browser più usato al mondo, ma c’è un territorio dove non regna sovrano: iOS e macOS. Su questi sistemi, è ancora Safari a fare la parte del leone. Non perché sia necessariamente migliore, è questione di preferenze personali, ma perché è il browser di default, integrato profondamente nell’ecosistema Apple, e soprattutto perché tutti i dati sono lì. Password salvate, preferiti accumulati negli anni, metodi di pagamento memorizzati, cronologia che permette di ritrovare quel sito aperto tre settimane fa. Passare a Chrome significa, almeno fino a ora, ricominciare da zero.

Mac Observer ha scovato una nuova funzione nella versione beta 145 di Chrome per iPhone. Un pulsante innocuo che permette la migrazione automatica di tutti i dati da Safari a Chrome. Clic, e via. Chrome genera un file ZIP nella sezione di esportazione dati di Safari, quella nascosta in Impostazioni > App > Safari, e chiede cosa si vuole migrare. L’utente sceglie, Chrome esegue.

Credenziali, password, carte di credito, cronologia di navigazione, siti preferiti: tutto viene importato in Chrome affinché l’esperienza rimanga fluida come prima. È il mantra di Google: rendere il passaggio così indolore che non si hanno scuse per non farlo.

Il browser avverte anche che alcuni di questi dati sono sensibili e che verranno tutti archiviati sull’account Google dell’utente. E se all’ultimo secondo si hanno dei ripensamenti, si può eliminare il file ZIP generato con un altro clic.

Safari perde la sua arma segreta

Per anni, Safari su iOS è sopravvissuto grazie a un solo, potentissimo vantaggio: l’inerzia degli utenti. Cambiare browser è scomodo. Devi reinstallare tutto, reimpostare tutto, riconfigurare tutto. E per molte persone, questa fatica è sufficiente a farle restare dove sono, anche se un’alternativa migliore esiste.

Google lo sa benissimo. E ora ha deciso di eliminare quella barriera. È la stessa strategia che ha usato per conquistare Android, Windows, praticamente ogni piattaforma dove Chrome opera. Rendere il passaggio talmente facile, che la resistenza diventa irrazionale. E funziona.

Google ti vuole vuole i nostri dati

Google non fa queste cose per altruismo o per migliorare la tua vita degli utenti. Lo fa perché più si usa Chrome, più dati raccoglie. Più dati raccoglie, più sa di noi. Più sa di noi, meglio può tragedizzarci con la pubblicità. E la pubblicità è il motore che alimenta l’intero impero di Big G.

Safari, al contrario, è progettato con un approccio molto diverso alla privacy. Apple fa soldi vendendo hardware, non vendendo i dati. Quindi Safari ha protezioni anti-tracking aggressive, blocca i cookie di terze parti, limita quello che i siti possono sapere su di noi. Non è perfetto, ma è decisamente più rispettoso della privacy rispetto a Chrome.

Passare a Chrome significa rinunciare a parte di quella protezione. Significa permettere a Google di tracciare la navigazione in modi che Safari non consente.

Quando arriva per tutti

La funzione è al momento esclusiva della beta 145 di Chrome per iOS, perciò non è ancora disponibile per il pubblico generale, ma arriverà presto. Le feature che finiscono nelle beta di solito vengono rilasciate nella versione stabile entro qualche settimana, massimo un paio di mesi.

La battaglia per iOS continua

Questa mossa di Google è solo l’ultimo capitolo di una guerra lunga anni per conquistare gli utenti iOS. Chrome su iPhone esiste da tempo, ma ha sempre dovuto combattere contro l’integrazione profonda di Safari nell’ecosistema Apple. Siri apre i link in Safari. Le app native usano Safari. Il Portachiavi iCloud sincronizza le password di Safari.

Google ha cercato di compensare con funzionalità esclusive, sincronizzazione multi-dispositivo, integrazione con i servizi Google. Ma la barriera della migrazione dati è sempre stato un ostacolo. Ora la musica sta per cambiare. Vedremo quanti utenti Safari sono davvero affezionati al browser Apple e quanti stavano semplicemente aspettando che qualcuno semplificasse il passaggio…

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Pubblicato il
20 gen 2026
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