Le schede verticali, arrivate il mese scorso in fase di test, sono il primo tentativo di Google di mettere ordine nel caos della barra delle tab di Chrome. Adesso sembra che Big G abbia in mente qualcosa di più ambizioso.
Chrome vuole organizzare le schede verticali in “Progetti” con Gemini
Si chiama Projects, ed è una funzione sperimentale scovata da DigitalCitizen.Life nell’interfaccia delle schede verticali di Chrome. L’idea non è semplicemente cambiare disposizione alle schede, da orizzontali a verticali, sposterebbe solo il disordine da un lato all’altro dello schermo.
Con Projects invece, le schede vengono raccolte per progetto, creando spazi distinti che raggruppano pagine correlate tra loro. La vera novità è l’integrazione con Gemini, dentro ogni progetto non ci sono solo le schede, ma anche le conversazioni con l’assistente AI legate a quel contesto. In pratica, navigazione e AI condividono lo stesso contenitore.
In pratica, se si sta pianificando un viaggio e si ape Booking, Google Maps, un blog di viaggi e si chiede a Gemini quali sono i quartieri migliori di Lisbona, invece di avere tutto sparso tra venti tab e una chat AI nella barra laterale, Projects raggrupperebbe tutto in un unico blocco, tab e conversazioni insieme, consultabili come un fascicolo.
Chrome già permette a Gemini di interagire con le schede aperte dalla barra laterale, mantenendo conversazioni separate per pagine diverse. Projects farebbe un passo in più, correlando quelle discussioni alle tab corrispondenti. Il “progetto viaggio” avrebbe le sue schede e le sue chat, il “progetto lavoro”, idem, e non si mischierebbero più.
Due versioni in sperimentazione
Google sembra stia testando due approcci diversi. Uno si limita a integrare le Tab Groups già esistenti dentro il pannello Projects, essenzialmente un reskin con un nome più carino. L’altro aggiunge i “thread” di conversazione, le chat con Gemini, accanto ai gruppi di tab, creando qualcosa di nuovo, un ambiente dove ricerca, fonti e ragionamento assistito dall’AI vivono nello stesso spazio.
La seconda versione è quella interessante. La prima è un’etichetta nuova su una funzione vecchia. Quale delle due arriverà agli utenti, se mai arriverà, è ancora da vedere. Il tutto è in fase di sviluppo iniziale e potrebbe cambiare radicalmente prima di un eventuale rilascio pubblico.
Il browser che diventa spazio di lavoro
Insomma, Chrome non vuole più essere solo un browser. Aspira a diventare il luogo dove si lavora, si organizza e si pensa, in tandem con l’AI. Separare lavoro e vita personale, raggruppare le ricerche per un acquisto importante, tenere insieme tutto il materiale per un progetto senza perdersi in un mare di tab anonime. L’idea sembra interessante, anche se aggiungere complessità a un browser che già divora RAM come un animale affamato è un equilibrio delicato.