Chromebook in offerta

Ribassi del 30 per cento per i computer portatili Samsung e Acer equipaggiati con il sistema operativo web-centrico spinto da Google. Basterà a battere la moda del tablet?

Roma – I netbook fortemente voluti da Google si avviano in una manciata di secondi, permettono di lavorare via cloud e, tra poco, costeranno anche molto meno. Il colosso di Mountain View ha infatti comunicato che i portatili equipaggiati con Chrome OS ridimensioneranno il prezzo di un 30 per cento circa (anche se i prezzi USA restano più convenienti di quelli italiani).

Il taglio colpirà i modelli di Chromebook prodotti da Samsung e Acer, che ora costano rispettivamente 430 e 350 dollari. Il nuovo prezzo di listino di questi computer equipaggiati con modulo WiFi, venduti da catene come Amazon o Best Buy, dovrebbe stabilizzarsi a 299 dollari. I modelli Samsung in Italia costano 349 euro per la versione solo WiFi, e 399 per quella col modulo 3G.

Con questa mossa strategica Google e partner sperano di distogliere l’attenzione degli utenti dai “soliti” sistemi operativi, ma anche di mettere a segno un simbolico punto nella lotta contro i tablet. Ultimamente i netbook non se la passano molto bene, ma il colosso dei motori di ricerca è convinto di poter ribaltare la situazione con la sua proposta alternativa.

Recentemente i tecnici Google hanno anche parzialmente rivisto l’interfaccia di Chrome OS, tra schermata del login e gestione dei Tab, per allinearsi con la riprogettazione del Chrome App Store . Le applicazioni scaricabili rappresentano ovviamente la linfa vitale per un sistema operativo web-centrico.

Roberto Pulito

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  • Uno e Due scrive:
    Cambiate
    Cambiate quell'icona di user anonimo che ogni volta sembra la figura di un XXXXX? Grazie.
  • uno nessuno scrive:
    Buffonate
    Questa è una buffonata pubblicitaria per media che non hanno niente da dire. E Punto Informatico evidentemente non ha niente da dire: riceve un'idiozia e la pubblica.E' ovvio che questo "esperimento scientifico" non ha nessun valore. Gli "amici" di facebook sono persone che hanno fatto un click sullo schermo, delle quali non si sa nè il nome nè il luogo di residenza, ma solo il sesso e l'aspetto fisico. Condividere i post va di moda, e chi li condivide solo dopo averli letti (anche solo il titolo) è così out che rischia di essere bannato da tutti i social network esistenti. Ma in fondo è perdonabile, perchè alla fine della giornata nessuno è in grado di ricordare più di un post o due, anche se ne ha letti decine. Non ci credete? Chiedete ai vostri amici di riferirvi cos'hanno letto dopo un pomeriggio passato su quell'immondizia.
    • El Pluvio scrive:
      Re: Buffonate
      Uno Nessuno, perdona il post polemico, io credo che le differenze metodologiche e contestuali siano state perfettamente esplicate.Piuttosto, è il tuo di post che ha un tono incomprensibile, visto che commenta in modo irritato e con termini teatrali ("immondizia") una mera ricerca scientifica i cui contorni, pregi e limiti sono perfettamente chiari, sconfinando in una irritata dichiarazione "anti-Facebook" che, pur potendo essere condivisibile o meno, non ha nulla a che vedere con l'articolo ed è assolutamente acXXXXXria.Se avessi perso tempo a leggere il link sulla ricerca, avresti scoperto che la differenza è stata ampiamente presa in considerazione.
      • Wolf01 scrive:
        Re: Buffonate
        Ciò non toglie che quella ricerca sia un semplice esercizio scolastico senza alcun valore reale.Serve solo a dimostrare che un algoritmo è applicabile.
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: Buffonate
      - Scritto da: uno nessuno
      Chiedete ai vostri amici di riferirvi cos'hanno
      letto dopo un pomeriggio passato su
      quell'immondizia.Questa invece è un ricerca dal profondo valore scientifico? :)suvvia, qua si parla di sociologia e società, e di come internet e i social network influenzino questi aspetti: non è poco, ed è il focus di PI da anni, ovvero cercare di capire come la tecnologia entri in relazione e modifichi la vita delle persone
      • krane scrive:
        Re: Buffonate
        - Scritto da: Luca Annunziata
        - Scritto da: uno nessuno

        Chiedete ai vostri amici di riferirvi

        cos'hanno letto dopo un pomeriggio

        passato su quell'immondizia.
        Questa invece è un ricerca dal profondo valore
        scientifico?
        :)
        suvvia, qua si parla di sociologia e società, e
        di come internet e i social network influenzino
        questi aspetti: non è poco, ed è il focus di PI
        da anni, ovvero cercare di capire come la
        tecnologia entri in relazione e modifichi la vita
        delle personeHa, pensavo che il focus fosse sbagliare le unita' di misura.( no, dai saro' di buon umore io nonostante il lunedi' ma mi sembrate migliorati ultimamente, saranno le nuove entrate ? )
  • tunele scrive:
    bèèèèè
    più che falsificato, direi che qui si parla di "grado di separazione virtuale" e non reale. quindi in quella lista gli account fake rientrano di diritto.
  • uTonto scrive:
    ma...
    Se si considerano pure i tanti account FAKE ( di donne ) che l'utente medio di FB aggiunge, questa ricerca non ha nessun valore.
    • Wolf01 scrive:
      Re: ma...
      Infatti, se Tizio Caio mi aggiunge agli amici perché aggiunge chiunque gli chieda di essere amico, non dimostra assolutamente che io o lui ci conosciamo, il grado di separazione tra me e le persone che conosce lui in questo caso è completamente falsificato.
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