Chrysalis, il nuovo inizio di BitTorrent Inc.

La società creata da Bram Cohen distribuisce la prima beta del suo nuovo client BitTorrent. Pone l'accento sulla condivisione social e introduce una nuova modalità di condivisione personale con tanto di cache online

Roma – La nuova incarnazione del client “mainline” realizzato da BitTorrent Inc. si chiama Project Chrysalis , e rappresenta – a detta della corporation – un nuovo inizio per la condivisione dei contenuti su rete BT. La Crisalide di BitTorrent vuole spostare l’accento dalla ricerca dei torrent alle caratteristiche eminentemente “social” del file sharing.

Chrysalis è frutto dello sforzo di rinnovo messo in atto in questi mesi da parte del team di BitTorrent Inc., un rinnovo che ha trasformato in maniera radicale il client BitTorrent ufficiale sia nell’interfaccia grafica che nelle funzionalità propriamente dette.

Con Chrysalis la condivisione e il download di contenuti dovrebbero essere molto più semplici e immediati, dicono da BitTorrent Inc.: il software integra una barra per la ricerca dei torrent sul web ma mette a disposizione degli utenti anche una serie di “canali” tematici gestiti dagli artisti e dai proprietari dei contenuti .

Ma soprattutto il nuovo client BT è dotato della funzionalità di “canali personali”, attraverso cui l’utente può condividere file con una cerchia ristretta di persone o anche con una sola: basta mettere in condivisione il file desiderato e il software si incaricherà di trasferirlo sui server “cache” di BitTorrent Inc., generando un link da far girare tra coloro che sono interessati a scaricare il file – posto naturalmente che abbiano già installato il client Chrysalis.

Il server manterrà in memoria il file condiviso per 30 giorni, e per facilitare l’impiego della banda di download a ogni download completato corrisponderà un “seed” nella rete privata creata dal condivisore originale alla stessa maniera di quanto succede con la rete BitTorrent tradizionale.

Con Chrysalis, BitTorrent Inc. vuole intercettare le tendenze “social” del mercato innestandovi l’efficienza nel trasferimento dei dati tipica del protocollo di comunicazione peer to peer. Eventuali contraccolpi legali dovuti alla condivisione assistita di contenuti privati che potrebbero benissimo essere di natura “illegale” non sono al momento prevedibili, anche se l’impiego di server “cache” per facilitare tale condivisione lascerebbe presagire una certa facilità di rimozione dei suddetti contenuti in caso di ingiunzioni da parte dell’industria dei contenuti.

Alfonso Maruccia

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  • Funz scrive:
    Utile... -_-
    Tipo: vado per lavoro una settimana a Changchun (per dire) e mi tiene informato della cronaca locale... molto utile, non c'è che dire.
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