Si entra in una sala riunioni dotata di hardware Google Meet. Si apre la schermata di pre-ingresso della riunione sul proprio laptop. Il pulsante cambia automaticamente da “Usa modalità Companion” a “Connetti sala.” Si clicca, la riunione parte sull’hardware della sala e il laptop entra in modalità Companion. Voilà, nessun codice da digitare, nessun QR da scansionare, il laptop ha riconosciuto la sala da solo. Come? Con gli ultrasuoni.
Google Meet usa gli ultrasuoni per collegare laptop e sala riunioni
La funzionalità si chiama “Connect Room” e usa la rilevazione di prossimità a ultrasuoni: il microfono del laptop capta i suoni ad alta frequenza emessi dall’hardware Google Meet nella stanza e capisce in quale sala ci si trova. Google l’ha lanciata a dicembre per alcuni utenti e da oggi è disponibile per tutti i clienti Workspace con hardware Google Meet.
Se ci si trova in un’area con più sale riunioni vicine, appare un prompt di disambiguazione che chiede di scegliere la sala giusta. Google ha anche aggiunto istruzioni sullo schermo touch dell’hardware per chi continua a cercare dove digitare il codice manualmente.
Connect Room è particolarmente utile quando una sala è libera e non prenotata. Si apre la riunione sul laptop, l’hardware della sala si collega automaticamente e prenota la sala simultaneamente. Se un collega ha prenotato la sala ma non si è presentato, è possibile prenderla per la propria sessione collegandosi direttamente.
Attenzione agli animali e non solo
Google avverte che il segnale a ultrasuoni è continuo e che persone o animali con udito particolarmente sensibile potrebbero percepire i toni ad alta frequenza. La funzione si disattiva toccando “Altro” e poi “Rilevamento” sul controller touch di Google Meet e disabilitando la prossimità.
Forse è un dettaglio di poco conto, ma se si lavora da casa e il gatto inizia a comportarsi in modo strano durante le riunioni, ecco spiegato il motivo…