Cile, social network per il terremoto

Google predispone un servizio di ricerca delle persone scomparse. Twitter e Facebook usati per condividere informazioni tempestive e sopperire al crollo delle comunicazioni tradizionali

Roma – Google, così come aveva fatto per la catastrofe di Haiti, ha predisposto uno strumento per aiutare a localizzare le personale care che possano essere state coinvolte nel terremoto che sabato ha sconvolto il Cile.

Google Person Finder (disponibile sia in inglese che in spagnolo) permette infatti di effettuare ricerche per nome o di lasciare informazioni su una persona. Ad oggi ha raccolto quasi 36 mila segnalazioni. Comunque, come afferma Google, tutte da verificare.

La pagina si affianca a Google crisis response , sito con cui Mountain View fornisce il numero di telefono istituzionale a cui si possono rivolgere i cittadini americani, alcuni meccanismi di donazione a favore delle ONG che stanno organizzando gli aiuti e mappe aggiornate e con i dati relativi alle recenti attività sismiche cilene.

Con il servizio Google spera di colmare la situazione creatasi con l’interruzione delle comunicazioni. Anche su Facebook, pagine e gruppi sono sorti con lo scopo di condividere più velocemente possibile immagini, notizie e supporto. Con il medesimo obiettivo si sta muovendo la comunità di Twitter, documentando gli eventi e aiutando a raccogliere il maggior numero possibile di informazioni in tempo reale, aiuto di grande valore soprattutto per il ritrovamento di persone date per disperse.

Dal momento che le linee telefoniche sono interrotte, i tweet sono diventati uno dei mezzi principali per ottenere aggiornamenti utili o mettersi in contatto con persone da cui si era stati separati dal terremoto: hashtag e liste si sono dimostrati molto efficaci .

Claudio Tamburrino

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  • Pepito il breve scrive:
    Giusto, avanti con le disconnessioni
    Pepito vive.
  • Wolf01 scrive:
    Per colpa di uno...
    ...pagano tutti.Se X entra in una caffetteria e scarica materiale pirata, chiudono la connessione alla caffetteria e nessuno potrà più scaricare materiale pirata.
    • Civil Servant scrive:
      Re: Per colpa di uno...
      - Scritto da: Wolf01
      ...pagano tutti.

      Se X entra in una caffetteria e scarica materiale
      pirata, chiudono la connessione alla caffetteria
      e nessuno potrà più scaricare materiale
      pirata.In Italia problemi del genere li risolviamo alla radice. La caffetteria stile anglosassone, un posto gradevole e curato nel quale sedersi e svolgere tranquillamente e in un'atmosfera accogliente alcune attività ricreative quali bere, mangiare, navigare su Internet, leggere un giornale o un libro o perfino studiare, in Italia è una mosca bianca. Da noi impera ancora il baretto mediamente squallido anni '50, un locale scuro, vagamente maleodorante e sporchetto di transito per rapidi bevitori (in piedi) di mediocri caffè e deglutitori (in piedi) di stantii panini o paste della settimana prima, o al massimo area stanziale per rumorosi vecchietti tifosi della squadra di calcio locale.Già di partenza in posti così il WiFi sarebbe un nonsense.Ma se anche il gestore volesse installarlo, abbiamo il lascito spirituale da Quarto mondo del buon Pisanu. Il quale - non fosse mai che qualche terrorista islamico si fermasse a prendere un cattivo caffè o una pasta scaduta al bar sotto casa a Roccasecca - ha reso il WiFi pubblico infattibile.Ma, si dirà, abbiamo le reti WiFi civiche. Sì, fantastiche reti civiche come quella della città dove vivo io: limitate ai residenti e, topograficamente, ad alcune piccole zone o addirittura singole strade del centro storico; P2P impossibile, connessione a tempo, siti "moralmente discutibili" censurati, praticamente ti leggi la posta e fai un paio di googlate (moralmente irreprensibili, sia chiaro) e hai finito.Quindi da noi no problem.
      • AranBanjo scrive:
        Re: Per colpa di uno...

        Da noi impera ancora il baretto
        mediamente squallido anni '50, un locale scuro,
        vagamente maleodorante e sporchetto di transito
        per rapidi bevitori (in piedi) di mediocri caffè
        e deglutitori (in piedi) di stantii panini o
        paste della settimana prima, o al massimo area
        stanziale per rumorosi vecchietti tifosi della
        squadra di calcio
        locale.Certo che hai dei bei posti dalle tue parti ^^Quelli che conosco io si sono ristrutturati :P
        • ninjaverde scrive:
          Re: Per colpa di uno...
          - Scritto da: AranBanjo

          Da noi impera ancora il baretto

          mediamente squallido anni '50, un locale scuro,

          vagamente maleodorante e sporchetto di transito

          per rapidi bevitori (in piedi) di mediocri caffè

          e deglutitori (in piedi) di stantii panini o

          paste della settimana prima, o al massimo area

          stanziale per rumorosi vecchietti tifosi della

          squadra di calcio

          locale.

          Certo che hai dei bei posti dalle tue parti ^^
          Quelli che conosco io si sono ristrutturati :PIronia ovviamente.....Ad ogni modo la reltà non è tanto diversa, i locali normalmente sono rumorosi a meno che non abbiano la doppia sala (quella per fumatori?...no quella per i computer...). D'altrone in UK pare si vada verso una legge Pisanu stile anglosassone, per proteggere (parzialmente) i diritti legali di qualcuno si castigano tutti gli altri. Quindi morale della favola: fine alle connessioni nei locali bubblici, a parte qualche locale (raro o inesistente) iper-organizzato allo scopo.
        • micheg scrive:
          Re: Per colpa di uno...
          ma che ristrutturati difendiamo il bar peso!
      • pinco pallino scrive:
        Re: Per colpa di uno...
        - Scritto da: Civil Servant
        - Scritto da: Wolf01

        ...pagano tutti.



        Se X entra in una caffetteria e scarica
        materiale

        pirata, chiudono la connessione alla caffetteria

        e nessuno potrà più scaricare materiale

        pirata.

        In Italia problemi del genere li risolviamo alla
        radice.


        La caffetteria stile anglosassone, un posto
        gradevole e curato nel quale sedersi e svolgere
        tranquillamente e in un'atmosfera accogliente
        alcune attività ricreative quali bere, mangiare,
        navigare su Internet, leggere un giornale o un
        libro o perfino studiare, in Italia è una mosca
        bianca. Da noi impera ancora il baretto
        mediamente squallido anni '50, un locale scuro,
        vagamente maleodorante e sporchetto di transito
        per rapidi bevitori (in piedi) di mediocri caffè
        e deglutitori (in piedi) di stantii panini o
        paste della settimana prima, o al massimo area
        stanziale per rumorosi vecchietti tifosi della
        squadra di calcio
        locale.

        Già di partenza in posti così il WiFi sarebbe un
        nonsense.

        Ma se anche il gestore volesse installarlo,
        abbiamo il lascito spirituale da Quarto mondo del
        buon Pisanu. Il quale - non fosse mai che qualche
        terrorista islamico si fermasse a prendere un
        cattivo caffè o una pasta scaduta al bar sotto
        casa a Roccasecca - ha reso il WiFi pubblico
        infattibile.

        Ma, si dirà, abbiamo le reti WiFi civiche. Sì,
        fantastiche reti civiche come quella della città
        dove vivo io: limitate ai residenti e,
        topograficamente, ad alcune piccole zone o
        addirittura singole strade del centro storico;
        P2P impossibile, connessione a tempo, siti
        "moralmente discutibili" censurati, praticamente
        ti leggi la posta e fai un paio di googlate
        (moralmente irreprensibili, sia chiaro) e hai
        finito.

        Quindi da noi no problem.O non sei andato mai all'estero o gli unici bar che frequenti vendono cibo avariato.L'italia è il posto nel mondo dove si mangia meglio: fatti un giro all'estero ed è la cosa che ti salterà maggiormente all'occhio! (parlo per esperienza personale).Per quanto riguarda il decreto pisanu concordo invece.
        • pinco pallino scrive:
          Re: Per colpa di uno...
          E sottolineo che la differenza in fatto di alimentazione è veramente evidente.In Italia si mangia mediamente molto meglio che all'estero (escludendo San Marino e Città del Vaticano).
  • pippO scrive:
    Copioni!
    Noi siamo sempre più avanti, sono anni che abbiamo lo sviluppo sul wifi bloccato da pisanu!E sempre prolungato in maniera assolutamente bipartisan. :D
  • Fetente scrive:
    Copyright + digitale = ossimoro
    il copyright, nell'era del digitale, è una cosa totalmente inutile, e qui voglio spiegare il motivo di questa affermazione con un esempio.Prendiamo un file AVI contenente un film protetto da copyright. Prendiamo poi un qualsiasi editor di file AVI, e creiamo una breve clip con un elegante titolo scorrevole, che dice qualcosa del tipo "questo video è distribuibile liberamente e gratuitamente a scopo pubblicitario". Poi comprimiamo questa clip usando gli stessi parametri di risoluzione e tipo di codece del file AVI protetto da copyright. Facciamo a questo punto un semplice join dei due file, prima la nostra clip e poi il film. Poichè stiamo lavorando con dati DIGITALI e NON ABBIAMO RICOMPRESSO il film, il risultato finale NON HA PERSO QUALITà RISPETTO ALL'ORIGINALE. Ciò che abbiamo appena fatto è ILLEGALE, ma, purtroppo, sui bit non restano impronte digitali. Da questo momento in avanti, quindi, non ci sarà modo di sapere se la clip aggiunta era presente già nel filmato originale oppure no. Mettiamo ora in condivisione il film, e aspettiamo che qualcuno contesti il reato di violazione del copyright alle persone che lo scaricano/condividono: la contestazione verrà respinta, poichè visionando il film, si potrà verificare che è "distribuibile liberamente e gratuitamente". Se anche, per ipotesi, si riuscisse a identificare l'autore del "falso" (in tal caso, lui sì, perseguibile), una volta che il falso è in circolazione, chiunque ne venga in possesso o lo metta in condivisione non potrà essere accusato di alcunchè.Saluti
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