Cina: nessun anonimo in Rete

La Grande Muraglia digitale guadagna altri centimetri: nuove stringenti regole per i servizi online, che dovranno operare una schedatura dei propri utenti. A cui è naturalmente proibita la diffusione di contenuti inappropriati, quali pornografia e pettegolezzi a sfondo politico

Roma – L’autorità amministrativa cinese che vigila sul cyberspazio (CAC) ha diffuso un nuovo regolamento che entrerà in vigore a marzo e che impone la registrazione con i propri nomi reali e proibisce l’uso di “contenuti malevoli” in rappresentazione dell’utente negli avatar e nelle descrizioni dei profili, su tutti i servizi internet utilizzati nel Paese.

Con una mossa tanto semplice quanto draconiana, dunque, Pechino si è sbarazzata dell’anonimato online, limitando ancora di più le possibilità dei suoi circa 649 milioni di netizen . Se sarà possibile presentarsi con un nickname, ammesso che non violino le leggi del paese o l’identità altrui, in special modo quelle di leader stranieri come Obama e Putin, o facciano riferimento alle istituzioni, all’atto di registrazione ad un servizio online non ci si potrà nascondere dietro anonimato e false identità : gli utenti dovranno utilizzare i propri nomi. Un intervento su cui le autorità cinesi stavano meditando da tempo e con diversi tentativi a partire dai servizi di instant messaging .

Secondo il nuovo regolamento, inoltre, non si potranno diffondere contenuti come i “pettegolezzi” (presumibilmente intesi come qualsiasi notizia non approvata dalle autorità e dagli organi che hanno specifiche licenze per diffondere notizie), non si potrà parlare di culti né di estremismi o diffondere pornografia né – naturalmente – messaggi sovversivi o capaci di attentare alla sovranità e alla sicurezza nazionale.

Chi pensa che Pechino non intenda fare sul serio si deve ricredere: CAC ha già fatto sapere di voler responsabilizzare i gestori delle piattaforme al fine di controllare ogni account di blog, servizi di microblogging o forum online.

La mossa, d’altra parte, si somma al blocco dei servizi VPN adottato lo scorso mese e alla lunga fila di divieti e controlli che già sono attivi sulla Rete cinese.

La stessa CAC ha già accusato Netease, uno dei principali portali Web del paese, di fornire servizi illegali nel paese, permettendo la diffusione di materiali pornografici e pettegolezzi in violazione delle normative vigenti e con un comunicato ha intimato alla piattaforma di rivedere la propria organizzazione interna correggendo tali problemi, pena la revoca della licenza necessaria per diffondere notizie nel paese.

Claudio Tamburrino

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  • giba34 scrive:
    Terrorismo
    Se foste terroristi scegliereste di essere braccati da Anonimus o dalla Polizia postale?
  • ... scrive:
    non se è passata in Italia...
    Se non sbaglio in Italia si parlava di una legge che permetteva di definire terrorista (con tutte le conseguenze del caso, non è un mero aggettivo) chi faceva disordini allo stadio.
    • Ben10 scrive:
      Re: non se è passata in Italia...
      Non l'avevo mai sentita questa, ma tutto il mondo è paese.
    • maxsix scrive:
      Re: non se è passata in Italia...
      - Scritto da: ...
      Se non sbaglio in Italia si parlava di una legge
      che permetteva di definire terrorista (con tutte
      le conseguenze del caso, non è un mero aggettivo)
      chi faceva disordini allo
      stadio.Se ci pensi un attimo in punta di diritto non è sbagliato.Uno degli obbiettivi del tifoso casinaro (uso termini gentili) è proprio quello di creare una situazione di mancata sicurezza da usare come deterrente per evitare che i tifosi della controparte si presentino.E' un po' tirato per i capelli, ma ha un suo fondamento di verità.
      • ... scrive:
        Re: non se è passata in Italia...
        - Scritto da: maxsix
        E' un po' tirato per i capelli, ma ha un suo
        fondamento di
        verità.certo, e poi vuoi mettere che possono dire che ci sono un milione di terroristi in Italia senza tema di essere smentiti?Le parole sono importanti (cit.)
    • Vattelalbic occa scrive:
      Re: non se è passata in Italia...
      - Scritto da: ...
      Se non sbaglio in Italia si parlava di una legge
      che permetteva di definire terrorista (con tutte
      le conseguenze del caso, non è un mero aggettivo)
      chi faceva disordini allo
      stadio.credo tu stia parlando di uno degli ultimi decreti di Alfano.
    • Nome e cognome scrive:
      Re: non se è passata in Italia...
      - Scritto da: ...
      Se non sbaglio in Italia si parlava di una legge
      che permetteva di definire terrorista (con tutte
      le conseguenze del caso, non è un mero aggettivo)
      chi faceva disordini allo
      stadio.Una definizione precisa è SEMPRE meglio di nessuna definizione. Se quello che dici è vero il nostro ordinamento sarebbe molto migliore di quello americano.. In effetti lo è per diversi aspetti, non ultimo il fatto che in nostri servizi di intelligence non si spazzano il didietro con le legge come fa ogni agenzia federale americana.. e se lo fanno è reato!
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