Claude non è più solo un chatbot che risponde alle domande. Ora permette di creare presentazioni su Canva, formattare messaggi Slack, gestire progetti su Asana, costruire grafici interattivi con Hex, tutto senza mai uscire dalla chat. Le app si aprono direttamente dentro Claude come finestre interattive.
Claude integra Slack, Canva e Asana dentro la chat
È un cambio radicale. Prima si poteva chiedere a Claude di scrivere un messaggio per Slack, ma poi si doveva copiarlo manualmente e incollarlo nell’app. Ora Claude apre Slack dentro la chat, mostra l’anteprima formattata, e si può modificare prima di inviarla. Stessa cosa per Canva, Asana, Figma, e una lista crescente di strumenti.
Anthropic chiama questa funzione MCP Apps, un’estensione del Model Context Protocol che trasforma Claude da assistente testuale a piattaforma interattiva. E somiglia sempre di più all’app-tutto-in-uno che tutti vogliono costruire, ma che finora solo WeChat in Cina è riuscita davvero a realizzare.
L’idea delle “mini app” non è nuova. Telegram le ha da anni. Discord pure. Sono quelle piccole interfacce che si aprono dentro la chat e consentono di fare cose senza uscire dall’app principale: ordinare cibo, prenotare biglietti, giocare.
Claude fa la stessa cosa, ma con l’intelligenza artificiale. Si chiede a Claude di creare una presentazione per un cliente, e invece di elaborare del testo generico, apre Canva dentro la chat. È possibile vedere le slide, modificarle, aggiungere immagini, cambiare font. Tutto lì, senza aprire una nuova scheda del browser.
Oppure si chiede di mandare un messaggio al team su Slack. Claude non dà solo il testo, mostra l’anteprima formattata del messaggio, con menzioni, emoji, e tutto il resto.
Canva, Slack, Asana, Figma e altri
La lista degli strumenti già integrati è impressionante: Canva, Slack, Asana e monday.com, Hex e Amplitude, Figma, Clay e Box. E in arrivo ci sono Salesforce Data 360, Agentforce, e le app Customer 360. Praticamente tutti gli strumenti aziendali che si usano quotidianamente potrebbero presto essere accessibili direttamente dentro Claude.
Non si deve più saltare da un’app all’altra, aprire mille schede del browser, copiare e incollare. Tutto converge in un unico punto.
Model Context Protocol: lo standard che rende possibile tutto
Dietro questa integrazione profonda c’è MCP, il Model Context Protocol. È uno standard open-source nato in Anthropic nel 2024 che permette agli agenti AI di accedere facilmente a strumenti e dati esterni. Prima di MCP, ogni azienda doveva costruire integrazioni personalizzate per ogni strumento.
Con MCP, esiste un protocollo standardizzato. Le app che supportano MCP possono essere integrate in qualsiasi AI compatibile senza dover rifare tutto da capo. MCP Apps, l’estensione annunciata oggi, porta questo standard al livello successivo: non solo accesso ai dati, ma interfacce interattive complete dentro l’AI.
E la cosa più importante: MCP è open-source. OpenAI, Google, Microsoft, AWS, Bloomberg, Cloudflare, tutti lo stanno adottando. Anthropic l’ha donato alla Linux Foundation creando la Agentic AI Foundation.
Insomma, Claude non è più solo un chatbot. Claude sta diventando un sistema operativo. Un livello sopra tutte le tue app di lavoro, che le unifica in un’unica interfaccia conversazionale. È il futuro del lavoro? Forse.