Clickjacking, tutti i browser vulnerabili

di Alessandro Bottoni - Certi clic possono portare i navigatori in luoghi e ambienti assai diversi da quelli che si aspettano. Si clicca su un link ma in realtà se ne clicca un altro. Ecco cosa c'è da sapere su un bug strutturale

Roma – Nei giorni scorsi è stata scoperta una vulnerabilità che riguarda tutti i browser web e che potrebbe creare seri problemi a tutti gli internauti nei prossimi mesi. Questa vulnerabilità è stata battezzata “clickjacking”, cioè “scippo dei click”. Sono stati due ricercatori americani, Robert Hansen e Jeremiah Grossman, a scoprire il clickjacking durante l’estate ma questa vulnerabilità è stata portata alla ribalta della cronaca solo il 25 settembre da un giornalista di ZDNet, Ryan Naraine. L’articolo originale è reperibile qui: Clickjacking: Researchers raise alert for scary new cross-browser exploit .

Cos’è il clickjacking e come funziona
Il clickjacking consiste nel “catturare” (con l’inganno) il click del mouse e redirigerlo su un oggetto diverso da quello che l’utente intendeva cliccare. Ad esempio: l’utente fa click su un link per accedere ad una pagina web e questa sua azione viene rediretta a sua insaputa su un pulsante per attivare una certa azione. In questo modo è possibile costringere l’utente a fare quasi qualunque cosa all’interno di una pagina web. Come si può capire, si tratta di una vulnerabilità potenzialmente molto pericolosa.

Dietro le quinte, questo meccanismo di redirezione può essere implementato in almeno due modi diversi: via Javascript oppure usando un “inner frame”( IFRAME ) nascosto.

La tecnica basata su Javascript è molto semplice. Il click dell’utente su un elemento di una pagina HTML, infatti, non svolge nessuna azione in sé. Si limita solo a generare un apposito evento all’interno della pagina. L’evento, a sua volta, viene ricevuto e gestito da una apposita funzione Javascript, nota come event handler (in questo caso “onclick()”), che viene scritta dal programmatore. Per emulare il click del mouse è quindi sufficiente invocare questo event handler direttamente, con una riga di codice Javascript come questa:

button1.onclick=”myEventHandler()” # Questo definisce l’event handler da usarsi quando viene premuto il pulsante button1

myEventHandler() # Questo invoca direttamente l’event handler, come se fosse stato premuto il pulsante

Dato che l’event handler viene invocato dal codice, è possibile passargli i parametri che si desidera.

In questo modo si può far risultare che il click del mouse provenisse da un elemento diverso da quello clickato dall’utente. Questa tecnica è esplicitamente prevista dagli standard del settore (HTML e JavaScript) ed è ampiamente utilizzata dai progettisti di siti web (a fini legittimi). Questa tecnica viene addirittura descritta nel Capitolo 14 di ” The complete idiot’s guide to Javascript “. Proprio per questa sua natura standard, ed altamente prevedibile, non è però questa la tecnica che preoccupa gli specialisti di sicurezza.

La tecnica incriminata è quella basata sul tag IFRAME. Questa tecnica consiste nel nascondere un inner frame (una “cornice interna”) all’interno della pagina web e fare in modo che i click effettuati sulla pagina finiscano, in realtà per “colpire” gli elementi di questo inner frame. In pratica è come mettere un foglio di carta trasparente sopra alla pagina e fare in modo che l’utente scriva su di esso invece che sulla pagina visibile. In questo modo si possono catturare i click dell’utente esattamente come si potrebbe catturare la sua firma nel mondo “reale”.

I dettagli di questa tecnica non sono ancora del tutto chiari perché Adobe (la software house che produce “Flash” e “Reader”) ha chiesto che vengano tenuti nascosti ancora per qualche giorno per darle il tempo di eliminare una vulnerabilità, collegata a questa, che interessa uno dei suoi prodotti. Tuttavia, è già evidente che non basta disabilitare l’interprete Javascript per rendersi immuni a questo tipo di attacco. Come minimo, è necessario disabilitare anche le funzionalità relative a IFRAME (nei browser che permettono di farlo).

Quali browser ne sono affetti
Tutti. Questa vulnerabilità deriva dal modo in cui è strutturato e gestito il tag IFRAME e dal modo in cui è stata progettata una parte degli standard del World Wide Web (HTML, Javascript, etc.). Di conseguenza, questo problema riguarda tutti i browser correntemente in uso.
Solo i browser molto, molto vecchi (Internet Explorer fino alla Release 4.0 esclusa, Netscape Navigator fino alla Release 4.0 esclusa etc.) ed i browser “solo testo”, come Lynx e Links , ne sono immuni. La loro immunità è dovuta al fatto che non supportano le funzionalità necessarie per sfruttare questa vulnerabilità.

Cosa si rischia
Diciamo subito che NON si rischia di vedersi svuotare il conto corrente da un “hacker” (o, più esattamente, un “intruder” od un “cracker”) che passa attraverso il nostro sistema di Home Banking . I siti che trattano denaro, come quelli delle banche, sono protetti in vari modi anche contro questo genere di truffe. Ad esempio, vengono sempre richieste password e codici di verifica prima di eseguire qualunque operazione finanziaria.
NON si rischia nemmeno di ordinare involontariamente due camion di sabbia del Sahara visitando eBay. Anche i siti di commercio elettronico, come Amazon.com ed eBay.com, non sono interessati da questo problema.

Quello che si rischia è che, visitando il sito web di un “furbacchione”, questo furbacchione usi i nostri click per iscriverci a nostra insaputa alla sua newsletter (violando l’attuale legge sulla privacy). Un’altra possibilità è che il furbacchione usi i nostri click per guadagnare abusivamente un po’ di soldi dai suoi banner pubblicitari ( AdSense e simili). Questi banner, infatti, producono un piccolo reddito che dipende dal numero di volte che vengono clickati.

Purtroppo, però, questi sono solo gli usi che riusciamo ad immaginare ora . Non è possibile sapere cosa si inventeranno gli “hacker” in futuro. Come abbiamo già detto, usando questa tecnica si può costringere l’utente a fare praticamente qualunque cosa all’interno di una pagina web. Il fatto che le sue azioni sulla pagina rappresentino o meno un rischio nella vita reale dipende dal contesto. In molti casi, saranno azioni prive di conseguenze ma in altre potrebbero essere azioni rischiose per l’utente o per altre persone. Di conseguenza, bisogna stare in guardia.

Come si fronteggia la minaccia
Dato che si tratta di un “bug” nella progettazione stessa di alcuni standard del World Wide Web non c’è una soluzione semplice e definitiva. Non potrà esserci una soluzione di questo tipo (” plug&play “) nemmeno nel prossimo futuro. In particolare, non sarà possibile rilasciare una ” patch ” che risolva il problema. Sarà necessario ridiscutere il modo in cui vengono gestite le azioni dell’utente (i suoi click) da parte dei browser, implementare queste nuove “semantiche” e rilasciare delle nuove versioni dei browser. Questo richiederà tempo (qualche settimana o qualche mese).

Nel frattempo, si possono limitare i rischi disabilitando l’interprete Javascript del browser e disabilitando la gestione del tag IFRAME. Se utilizzate Mozilla Firefox , ad esempio, potete installare il plug-in NoScript di Giorgio Maone. Dalla pagina delle “preferenze” di questo plug-in, impostate a true l’opzione “forbid IFRAME” (“proibisci IFRAME”).
Purtroppo, però, non tutti i browser permettono di definire con questa precisione cosa il browser può fare e cosa non può fare. Se il vostro browser abituale non permette di disabilitare il tag IFRAME e di disabilitare Javascript, sarebbe meglio che lo sostituiste con Firefox, almeno per qualche tempo.
In generale, poi, è opportuno non indulgere in attività “interattive” su siti sconosciuti. Ad esempio, è meglio evitare i giochi online realizzati con Adobe Flash per qualche tempo. La grande quantità di click che si generano giocando con questi piccoli videogame, infatti, potrebbe essere rediretta ad altri elementi della pagina e riutilizzata per scopi illeciti.

Altre informazioni
Ai “tecnici” consiglio vivamente di leggere i seguenti articoli.
Clickjacking
(Cancelled) / Clickjacking OSWAP AppeSec Talk
Not Clickjacking (Almost Certainly)

Lezioni apprese
Se seguite Punto Informatico da un po’ di tempo, sapete che durante l’estate è stata scoperta una vulnerabilità che riguardava niente meno che i DNS di Internet (” DNS Bacati. Internet a Rischio “). Anche in quel caso si è trattato di un “bug” nella progettazione del protocollo standard, non di un bug nella implementazione di questa o quella software house. Si trattava, come in questo caso, di un problema che affliggeva tutti i DNS esistenti e che ha richiesto una ridefinizione del meccanismo standard, a cui è seguito il rilascio di nuove versioni dei programmi.
Quello che sta diventando sempre più evidente è che la struttura stessa di Internet, progettata per un mondo in cui c’erano pochissimi utenti ed in cui la sicurezza non era un problema, non è più all’altezza della situazione.

Questo non vuol dire che si debba “blindare” Internet, rendendo possibile l’accesso solo a chi dispone di una apposita “carta d’identità digitale” e limitando le sue azioni ad un insieme predefinito di azioni “sicure”. Vuol solo dire che sarà necessario riprogettare e reimplementare alcuni aspetti cruciali di Internet per renderla compatibile con la situazione attuale.

Nel frattempo, bisognerà tenersi informati e ragionare prima di fare qualunque cosa. Ma questo, d’altra parte, è ciò che è necessario fare sempre nella vita, anche quando si guida l’automobile o quando si usa un macchinario di qualunque tipo per ragioni di lavoro.

Alessandro Bottoni

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  • outofbounds scrive:
    ipr
    Ci sono vari motivi per cui i diritti di proprietà intellettuale sono stati creati, tra cui quello di garantire un ritorno negli investimenti di sviluppo nei beni dell'informazione.. e così incentivare la produzione.Per come la vedo io sono solo differenti approcci di business.. con diversi pro e contro. Relativamente a MS, imho ciò che è contestabile non è il concedere "solo l'uso" senza fornire codice sorgente o altro, ma il fatto che MS impone di fatto la scelta del suo prodotto sfruttando la sua potenza commerciale con i vari produttori.Il paragone con i beni materiali non si può fare, sono due risorse talmente diverse. Ad esempio, una volta affrontati i costi di sviluppo, la produzione dello stesso sw è illimitata, il costo di riproduzione (copia) è ridicolo, è possibile venderlo più volte.. improponibile il paragone.
    • Massi cadenti scrive:
      Re: ipr
      - Scritto da: outofbounds
      Il paragone con i beni materiali non si può fare,
      sono due risorse talmente diverse. Ad esempio,Ad esempio dovresti prendertela con chi sostiene a pappardella che "non ruberesti mai una borsa" e che "scaricare è come rubare"...Il paragone con le cose materiali non esiste solo a senso unico, solo quando fa comodo alle major. O esiste sempre, o non esiste mai. Si decidessero. Perché se loro paragonano il download al furto allora io posso paragonare le loro opere alle sedie, ai lampadari e qualsiasi altra cosa su cui possa metterci le mani perché quando le compro diventano mie.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 30 settembre 2008 13.18-----------------------------------------------------------
      • bibop scrive:
        Re: ipr
        se te la facessero comprare si... forse... ma quello che compri e' una licenza d'uso, per comodita' tecnica ti viene fornito un cd/dvd per l'installazione ma il programma nn e' tuo... i bit eccecc... non sono tuoi... nn hai la proprieta' del software come nn l'hai di una canzone su un supporto fisico da te comprato... tu compri e la proprieta' passa dal negoziante a te solo per il supporto fisico nn quello che ci sta sopra... come un affitto in un condominio di lusso dove ci sono 10.000 regole che vanno oltre la giurisprudenza comune... tu hai il diritto di fa diventare un cd da te comprato un sottovaso per il giardino ma per il contenuto del cd e' un altra cosa...
        • Massi cadenti scrive:
          Re: ipr
          - Scritto da: bibop
          se te la facessero comprare si... forse... ma
          quello che compri e' una licenza d'usoAllora quando i padroni delle major andranno a comprare le cose materiali gli si venderà una licenza d'uso, poi vediamo chi si metterà a ridereRipeto il "Non ruberesti mai una borsa" non vale a senso unico
          per
          comodita' tecnica ti viene fornito un cd/dvd per
          l'installazione ma il programma nn e' tuo... i
          bit eccecc... non sono tuoi...Riducendo riducendo il programma come hai giustamente detto è formato da una sequenza di numeri binari (i bit appunto) 0 e 1Ora visto che i numeri non sono brevettabili né si possono mettere sotto copyright, perché i programmi dovrebbero esserlo?
          nn hai la
          proprieta' del softwareCosì come loro non hanno la proprietà della sequenza binaria di cui è formato. Quindi stanno vendendo qualcosa che non è loro e che non potrebbero vendere.
          come nn l'hai di una
          canzone su un supporto fisico da te comprato...
          tu compri e la proprieta' passa dal negoziante a
          te solo per il supporto fisico nn quello che ci
          sta sopra... come un affitto in un condominio di
          lusso dove ci sono 10.000 regole che vanno oltre
          la giurisprudenza comune... tu hai il diritto di
          fa diventare un cd da te comprato un sottovaso
          per il giardino ma per il contenuto del cd e' un
          altra cosa...E' la stessa cosa il contenuto del cd è una sequenza numerica e comunque ho già spiegato abbondantemente che un mp3 NON è il contenuto del cd ma una cosa molto diversa, e se trasformi un mp3 in wav e lo metti come traccia audio, a sentirlo l'audiofilo se ne accorge, e il computer pure se ne accorge (basta fare un compare dei dati, la sequenza numerica di cui sopra, che saranno completamente diversi)
  • Alfonso Maruccia scrive:


    "Il software si acquista davvero?"
    Parafrasando Eben Moglen, la matematica può essere davvero soggetta al copyright? Pretendere che l'immateriale abbia lo stesso valore e la stessa prospettiva di "possesso" e di "furto" di un oggetto fisico è la più grande dicotomia scatenata dalla società dell'informazione.
    • bibop scrive:
      Re:

      "Il software si acquista davvero?"
      si ha il diritto di distruggere un opera d'arte dopo averla acquistata? se bill gates comprasse "i girasoli" di van gogh avrebbe una volta entrato in possesso della tela il diritto di buttarla in un camino acceso?se madonna sentisse alla radio l'ultima canzone di j.lo la copiasse 5 note su 5 e la pubblicasse ne avrebbe il diritto dopo aver acquistato una copia della canzone stessa?dopo aver comprato e letto l'ultimo romanzo di hanif kureishi ho il diritto di riordinare i capitoli cambiare il nome ai personaggi e rimetterlo in vendita a mio nome?tutti questi discorsi sul copyright son tanto belli, ma alla fine della fiera il modello open nn puo' essere sempre applicato... e ancora di piu' nn e' giusto pretendere che venga applicato...
      • Massi cadenti scrive:
        Re:

        "Il software si acquista davvero?"
        - Scritto da: bibop
        si ha il diritto di distruggere un opera d'arte
        dopo averla acquistata?


        se bill gates comprasse "i girasoli" di van gogh
        avrebbe una volta entrato in possesso della tela
        il diritto di buttarla in un camino
        acceso?Non so se in america ci sono leggi che lo vietano, ma teoricamente sì. Anche se per me sarebbe un crimine contro l'umanità, ed è il motivo per cui da noi in genere le opere d'arte stanno nei musei. Ma dal punto di vista del concetto di proprietà non fa una piega. Se compri una casa (casa non appartamento) nulla ti vieta di farla demolire e costruircene un'altra al suo posto (il cui progetto sia stato approvato da chi di dovere e il tutto sia in regola con le concessioni edilizie e le varie leggi in materia).
        se madonna sentisse alla radio l'ultima canzone
        di j.lo la copiasse 5 note su 5 e la pubblicasse
        ne avrebbe il diritto dopo aver acquistato una
        copia della canzone stessa?Stessa cosa. Non conosco la canzone in questione ma potrei dirti che "Laura non c'è" di Nek, nelle due parti principali (strofa e ritornello) di note ne usa addirittura quattro soltanto per volta (sempre e soltanto sol, la, si e do nelle strofe -con un mi grave in un caso- e sempre e soltanto la, do, re e mi nel ritornello). Questo tanto per farti capire a che livelli si trova la musica commerciale, e non solo quella italiana. Uno scimpanzé messo seduto davanti a una tastiera è più creativo.Sulla domanda specifica vedi sotto
        dopo aver comprato e letto l'ultimo romanzo di
        hanif kureishi ho il diritto di riordinare i
        capitoli cambiare il nome ai personaggi e
        rimetterlo in vendita a mio nome?... Detto questo, e rispondo a entrambi i quesiti, la linea di confine tra spunto, sunto e plagio non è definita, né può esserlo. Rachmaninoff scrisse per pianoforte e orchestra la rapsodia su tema di Paganini (op.43, uno dei più bei pezzi insieme ai 4 concerti), che prendeva il tema appunto di uno dei capricci per violino solo di Paganini (mi pare il 24 ma non ci metterei la mano sul fuoco e mi scoccio di cercare su imslp gli spartiti dei capricci di Paganini per controllarli uno ad uno) e ne ha sviluppato un tema e 24 variazioni. Che appunto riprendono tutto dal tema di Paganini. Potresti dire che Paganini quando Rachmaninoff aveva scritto questo pezzo era già di pubblico dominio; beh, allora in tempi più recenti c'è stato Martucci che ha scritto la fantasia sui temi de "La forza del destino" di Verdi già nel 1889, quando Verdi era ancora vivo (è morto nel 1901) e la forza del destino era stata pubblicata da relativamente poco (la prima stesura dell'opera è del 1862, poi modificata nel 1863 e quindi nella versione definitiva del 1869).
        • bibop scrive:
          Re:

          "Il software si acquista davvero?"
          mi spiace nn hai afferrato il succo del discorso... porti esempi di un mondo che nn esiste piu'... il diritto d'autore e' sacrosanto, e in un mondo dove la "creazione" e' sempre piu' spesso immateriale e dove la difficolta' di duplicazione e' prossima allo zero tutti questi discorsi sono pretestuosi... io nn critico o addito come idiota chi sviluppa/crea/rilascia "roba" sotto licenza "libera", qualunque essa sia... pero' e' assurdo fare tutta sta manfrina... in informatica l'opensource serve, o addirittura e' l'unica via in alcuni casi, perche' il mercato e' malato... ma applicare o pretendere di applicare modelli simili ad altre realta' e' assurdo
          • Darkat scrive:
            Re:

            "Il software si acquista davvero?"
            il tuo discorso non ha tanto senso...un libro, un quadro e un codice sono considerati si tutti opere dell'ingegno ma in modo diverso, un quadro al contrario del libro e del codice non può essere duplicato. puoi comprare un libro e distruggerlo tanto all'autore non ne frega niente, idem con un codice, sostituisci nella tua frase invece dei girasoli "il libro di tizio" o "il codice di caio" e allora la stessa frase di quello che vuole distruggere i girasoli non avrà più alcun senso logico...ergo le opere vanno trattate in modo diverse in base alla loro natura, un libro, un codice e un quadro non possono essere trattati allo stesso modo anche se fanno parte della stessa categoria.
        • CCC scrive:
          Re:

          "Il software si acquista davvero?"
          - Scritto da: Massi cadenti
          - Scritto da: bibop

          si ha il diritto di distruggere un opera d'arte

          dopo averla acquistata?





          se bill gates comprasse "i girasoli" di van gogh

          avrebbe una volta entrato in possesso della tela

          il diritto di buttarla in un camino

          acceso?

          Non so se in america ci sono leggi che lo
          vietano, ma teoricamente sì. Anche se per me
          sarebbe un crimine contro l'umanità, ed è il
          motivo per cui da noi in genere le opere d'arte
          stanno nei musei. Ma dal punto di vista del
          concetto di proprietà non fa una piega. Se compri
          una casa (casa non appartamento) nulla ti vieta
          di farla demolire e costruircene un'altra al suo
          posto (il cui progetto sia stato approvato da chi
          di dovere e il tutto sia in regola con le
          concessioni edilizie e le varie leggi in
          materia).


          se madonna sentisse alla radio l'ultima canzone

          di j.lo la copiasse 5 note su 5 e la pubblicasse

          ne avrebbe il diritto dopo aver acquistato una

          copia della canzone stessa?

          Stessa cosa. Non conosco la canzone in questione
          ma potrei dirti che "Laura non c'è" di Nek, nelle
          due parti principali (strofa e ritornello) di
          note ne usa addirittura quattro soltanto per
          volta (sempre e soltanto sol, la, si e do nelle
          strofe -con un mi grave in un caso- e sempre e
          soltanto la, do, re e mi nel ritornello). Questo
          tanto per farti capire a che livelli si trova la
          musica commerciale, e non solo quella italiana.
          Uno scimpanzé messo seduto davanti a una tastiera
          è più
          creativo.

          Sulla domanda specifica vedi sotto


          dopo aver comprato e letto l'ultimo romanzo di

          hanif kureishi ho il diritto di riordinare i

          capitoli cambiare il nome ai personaggi e

          rimetterlo in vendita a mio nome?

          ... Detto questo, e rispondo a entrambi i
          quesiti, la linea di confine tra spunto, sunto e
          plagio non è definita, né può esserlo.
          Rachmaninoff scrisse per pianoforte e orchestra
          la rapsodia su tema di Paganini (op.43, uno dei
          più bei pezzi insieme ai 4 concerti), che
          prendeva il tema appunto di uno dei capricci per
          violino solo di Paganini (mi pare il 24 ma non ci
          metterei la mano sul fuoco e mi scoccio di
          cercare su imslp gli spartiti dei capricci di
          Paganini per controllarli uno ad uno) e ne ha
          sviluppato un tema e 24 variazioni. Che appunto
          riprendono tutto dal tema di Paganini. Potresti
          dire che Paganini quando Rachmaninoff aveva
          scritto questo pezzo era già di pubblico dominio;
          beh, allora in tempi più recenti c'è stato
          Martucci che ha scritto la fantasia sui temi de
          "La forza del destino" di Verdi già nel 1889,
          quando Verdi era ancora vivo (è morto nel 1901) e
          la forza del destino era stata pubblicata da
          relativamente poco (la prima stesura dell'opera è
          del 1862, poi modificata nel 1863 e quindi nella
          versione definitiva del
          1869).ottimo post :-)
          • bibop scrive:
            Re:

            "Il software si acquista davvero?"
            tanto ottimo che gli esempi si rifanno ad un mondo ed ad un tempo bel diversi da quelli in cui viviamo e dalle tecnologie ben diverse dalle attuali
          • The Bishop scrive:
            Re:

            "Il software si acquista davvero?"
            - Scritto da: bibop
            tanto ottimo che gli esempi si rifanno ad un
            mondo ed ad un tempo bel diversi da quelli in cui
            viviamo e dalle tecnologie ben diverse dalle
            attualiMa con problematiche analoghe.
      • CCC scrive:
        Re:

        "Il software si acquista davvero?"
        - Scritto da: bibop
        si ha il diritto di distruggere un opera d'arte
        dopo averla acquistata?secondo il modello capitalistico fondato sulla proprietà privata si ha tutto il diritto di farlo e chi lo nega viene subito catalogato come anarchico sovversivo
        se bill gates comprasse "i girasoli" di van gogh
        avrebbe una volta entrato in possesso della tela
        il diritto di buttarla in un camino
        acceso?secondo il diritto vigente, assolutamente sì!soprattutto poi se si considera che B.G. è cittadino statunitense e che gli USA si sono dati una costituzione con il solo ed unico scopo di sancire e difendere la proprietà privata (è fatto storico ampiamente documentato... basta cercare un po' nelle fonti storiche... forse anche sul web...)
        se madonna sentisse alla radio l'ultima canzone
        di j.lo la copiasse 5 note su 5 e la pubblicasse
        ne avrebbe il diritto dopo aver acquistato una
        copia della canzone
        stessa?

        dopo aver comprato e letto l'ultimo romanzo di
        hanif kureishi ho il diritto di riordinare i
        capitoli cambiare il nome ai personaggi e
        rimetterlo in vendita a mio
        nome?

        tutti questi discorsi sul copyright son tanto
        belli, ma alla fine della fiera il modello open
        nn puo' essere sempre applicato... 1) una cosa sono i "discorsi" sul copyright e del tutto un'altra cosa il modello "open" (che non si capisce bene cosa tu intenda dire o cosa effettivamente sia)2) se (forse) ti riferisci al modello di licenze software opensource o al modello di licenze per il software libero (cose comunque diverse fra loro), sappi comunque che tutti questi modelli non negano il copyright ma, anzi, si fondano proprio su di esso: per cui dire, come fai tu, che " il modello open non puo' essere sempre applicato " equivale a dire che il copyright non puo' essere sempre applicato...in altre parole: il tuo ragionamento non ha né senso né fondamento alcuno...
        e ancora di
        piu' nn e' giusto pretendere che venga
        applicato...giusto? ma che argomentazione sarebbe questa?giusto per chi? rispetto a cosa? per quale religione o ideologia? se ragioni così allora io dico che invece è giustissimo... e vale quanto quello che dici tu... i discorsi come i tuoi sono tipici di coloro i quali hanno da difendere rendite parassitarie (denari ottenuti senza produrre né beni né servizi) derivanti da copyright e/o brevetti...
        • bibop scrive:
          Re:

          "Il software si acquista davvero?"
          grazie non sapevo di aver scritto quello che tu hai scritto che ho scritto... un post illuminato davvero!!il massimo l'hai toccato con la storia del copyright... come stravolgere un discorso riuscendo a sembrare coerente!complimenti ti ammiro per questo, per il resto te l'ho gia' detto hai rivoltato i discorsi a tuo uso e consumo applicando una logica spicciola 0 1 il mondo e' un po' piu' complesso ... la chiosa finale e' altrettanto illuminante ... ma come si puo' scrivere tante stupidaggini in 3 righe... o almeno come si puo' generalizzare cosi' puerilmente!!
    • CCC scrive:
      Re:

      "Il software si acquista davvero?"
      - Scritto da: Alfonso Maruccia
      Parafrasando Eben Moglen, 10 e lode solo per la citazione
      la matematica può
      essere davvero soggetta al copyright? Pretendere
      che l'immateriale abbia lo stesso valore e la
      stessa prospettiva di "possesso" e di "furto" di
      un oggetto fisico è la più grande dicotomiadicotomia?diciamo pure assurdità...
      scatenata dalla società
      dell'informazione.
  • Sergio scrive:
    La produzione ha sempre un costo
    Quando si dice che noi diamo soldi ad un'azienda in cambio di nulla si omette di dire che l'azienda in questione, per darci quel nulla, ha sostenuto dei costi di produzione anche notevoli. Diversamente da quanto accade nella produzione di un lampadario, dove i costi di produzione sono ripetitivi e distribuiti su ogni pezzo, i costi di produzione di un software sono per la maggior parte concentrati in una singola fase, che è precedente alla messa in vendita del prodotto: la fase di progettazone e sviluppo.In quella fase l'azienda deve mettere su un team e pagargli lo stipendio per tutto il tempo in cui lavorerà al progetto. Naturalmente nello stesso tempo dovrà sostenere tutti i costi indiretti (personale non direttamente coinvolto nel progetto, luce, telefoni, ecc.). E' quasi superfluo sottolineare che in questa fase l'azienda non incamera 1 euro dalle vendite.Com'è facile intuire, i costi da sostenere sono tutt'altro che banali: un semplice sw che coinvolga per sei mesi un team di tre persone può arrivare a costare anche 100000 euro tra costi diretti e indiretti. Se l'azienda lo pone in vendita ad un prezzo di 100 euro a licenza, prima di azzerare i costi di produzione ne deve vendere 1000 copie (cosa non facile, se non ti chiami Microsoft e il tuo software non si chiama Word). Solo dopo iniziano i guadagni, ma non bisogna dimenticare che i costi continuano, perchè l'azienda deve garantire la manutenzione ed il supporto (cosa che, a quanto mi risulta, tutte le software house danno ai propri clienti).Dunque dire che quando acquistiamo un software paghiamo l'azienda in cambio di nulla è un'affermazione errata e pericolosa, perchè tende implicitamente ad affermare che chi lavora in questo campo si arricchisce indebitamente alle spalle degli altri.Naturalmente poi bisognerebbe capire, caso per caso, se il prezzo della licenza richiesto è commisurato allo sforzo produttivo sostenuto dall'azienda oppure no. Ma qui in genere il mercato è un grande giudice, posizioni dominanti a parte.
    • Fra Martino scrive:
      Re: La produzione ha sempre un costo
      Sei un dipendente Microsoft?
    • braincrash.it scrive:
      Re: La produzione ha sempre un costo
      Quoto e aggiungo:Tendenzialmente, un prodotto, dopo che ha ammortizzato i costi di progettazione/produzione tende a calare di prezzo.Un windows (tanto ormai il soggetto è sempre microsoft) potrebbe costare meno se ci fossero in giro più copie originali... diciamocelo, la maggior parte di quelli che hanno windows originale è perchè se lo sono trovato sul computer quando lo hanno comprato.
      • Massi cadenti scrive:
        Re: La produzione ha sempre un costo
        - Scritto da: braincrash.it
        Un windows (tanto ormai il soggetto è sempre
        microsoft) potrebbe costare meno se ci fossero in
        giro più copie originali... diciamocelo, la
        maggior parte di quelli che hanno windows
        originale è perchè se lo sono trovato sul
        computer quando lo hanno comprato.Questa del costo inferiore se ci fossero in giro più originali è una favoletta inventata da chi combatte la pirateria e si confuta facilmente. All'epoca di Windows 95 praticamente tutti gli utenti da casa ce l'avevano piratato, e così anche per Windows 98. Da XP molti hanno cominciato a prenderlo originale per i casini dovuti al WGA e perché, come dici tu stesso, "tanti se lo sono trovato sul computer quando lo hanno comprato". Eppure, nonostante l'enorme numero di copie vendute di XP, il prezzo di Vista non è affatto diminuito, anzi è cresciuto. Un XP Home all'esordio costava meno di un Vista Home Basic oggi (che non è neanche più all'esordio).Non parliamo delle versioni "professionaaaaaaliiiiiii" come direbbe il Pastore: Windows Vista Ultimate arriva a sfiorare i 1000 euro.La verità è esattamente il contrario: se un prodotto vende, il prezzo viene o mantenuto alto o addirittura alzato con qualche artifizio (tipo aggiunta di componenti o omaggi dal valore reale molto basso spacciati per novità imperdibili che giustificano l'aumento), per aumentare il più possibile gli introiti.Se non vende, il prezzo verrà giocoforza abbassato per invogliare i dubbiosi a comprare (i diffidenti non compreranno lo stesso, ma qualche dubbioso a quel punto comprerebbe).Se venisse invece seguita la logica economica (naturalmente fallimentare) del "se vende abbassiamo", chi compra subito a prezzo alto si sentirebbe preso per i fondelli, in seguito all'abbassamento non si avrebbe affatto un aumento di chi compra perché un abbassameno immotivato fa scattare diffidenza e sospetto nel consumatore che penserà "Vuoi vedere che con tutto che ha venduto tantissimo abbassano il prezzo perché è una fregatura".Nella realtà, infatti, i prezzi vengono abbassati solo quando i ricavi hanno superato i costi e ci si può anche permettere di perdere qualcosa in nome di qualche copia venduta in più. Ma questo avviene quando ormai un prodotto si è affermato sul mercato e si può affrontare il rischio. Infatti, se tale manovra economica si tentasse quando il buco non è stato ancora riempito, ci vorrebbero molte più copie per riempirlo: per capirci, se per ipotesi si avesse una riduzione del 50%, per continuare a coprire le spese si dovrebbe vendere almeno il doppio delle copie (in realtà ancora di più, perché il costo vivo di duplicazione trasporto e magazzino è più o meno lo stesso per ogni copia, a prescindere dal numero di copie vendute, e quindi si moltiplicherebbe sul numero maggiore di copie necessario).La storia secondo cui se qualcosa vende il prezzo si abbassa quindi è falsa, e se è vera lo diventa solo quando ormai i ricavi ci sono stati e potenzialmente si potrebbe anche smettere di comprare il prodotto tanto le spese sono state coperte. E anzi ha bisogno di togliersi dai piedi le giacenze di magazzino e per quello è disposto a vendere a qualunque prezzo. Chiunque vi dica il contrario, o non ne sa nulla di come funzionano queste cose (è sicuramente il tuo caso, e allora è perdonabile) oppure è un bugiardo ipocrita che vuole solo rubarvi soldi, e in quel caso dovrete diffidarne sempre. SEMPRE.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 18.59-----------------------------------------------------------
        • braincrash.it scrive:
          Re: La produzione ha sempre un costo
          Infatti ho usato la parola "potrebbe" che non indica certezza.Purtroppo viviamo in una società in cui fare soldi è l'obbiettivo dominate. Ormai non si sa più se sia rimasto qualche "onesto", tutti dubitano di tutto e tutti.
    • Fabio scrive:
      Re: La produzione ha sempre un costo
      Sono perfettamente daccordo!
    • picard12 scrive:
      Re: La produzione ha sempre un costo
      il problema che forse vi sfugge è che qui non si parla di costo ma bensì delle vaccate che vengono scritte nelle licenze sw? o vi pare tutto sacrosanto furbo?Tipo impedire la virtualizzazione di un sistema per diverso tempo, salvo poi ravvedersi perchè il mondo stava già facendo a meno di loro?
    • CCC scrive:
      Re: La produzione ha sempre un costo
      - Scritto da: Sergio
      Quando si dice che noi diamo soldi ad un'azienda
      in cambio di nulla si omette di dire che
      l'azienda in questione, per darci quel nulla, ha
      sostenuto dei costi di produzione anche notevoli.1) non è sempre vero... anzi...2) questo, per esempio, dovrebbe giustificare che la licenza di M$ Office Pro sia venduta a EURO 600 cadauna???
      Diversamente da quanto accade nella produzione di
      un lampadario, dove i costi di produzione sono
      ripetitivi e distribuiti su ogni pezzo, e se anziché di un lampadario parlassimo di una automobile elettrica o a idrogeno? o di un macchinario TAC/PET? o di un aeroplano passeggeri?che fine fa il tuo ragionamento?
      i costi
      di produzione di un software sono per la maggior
      parte concentrati in una singola fase, che è
      precedente alla messa in vendita del prodotto: la
      fase di progettazone e
      sviluppo.mica veroun software parte con una versione... poi lo si migliora, lo si aggiorna, si aggiungono funzionalità, ecc...e si può tranquillamente finire ad avere molti più costi di progettazione e sviluppo successivamente all'immissione nel mercato...
      In quella fase l'azienda deve mettere su un team
      e pagargli lo stipendio per tutto il tempo in cui
      lavorerà al progetto. Naturalmente nello stesso
      tempo dovrà sostenere tutti i costi indiretti
      (personale non direttamente coinvolto nel
      progetto, luce, telefoni, ecc.). ma lo stesso vale pari pari anche per le fasi successive di evoluzione di quel software...
      E' quasi
      superfluo sottolineare che in questa fase
      l'azienda non incamera 1 euro dalle
      vendite.vendite? ecco come si ragiona nel mercato "closed": investo qualcosa per sviluppare un sw, poi ne vendo le licenze... e siccome dall'investimento iniziale ci voglio guadagnare (lucrare) in eterno, faccio qualche aggiustamento qui e là con pochi soldi e quasi zero ricerca e innovazione... giusto il tanto che serve per tenere stretti per le palle gli utenti... e continuo a vendere licenze d'uso...e cioè a "guadagnare" senza produrre perché invece di vendere licenze d'uso non si rilascia quel sw con una licenza libera e cerca di guadagnare producendo qualcosa ovvero i servizi legati a quel sw? formazione, aggiornamenti, personalizzazioni, miglioramenti richiesti dagli utenti, ecc. ecc.... si tratta solo di essere pagati dai clienti/utenti in cambio della produzione di un servizio piuttosto che pretendere solo diritti e royalties varie...
      Com'è facile intuire, i costi da sostenere sono
      tutt'altro che banali: un semplice sw che
      coinvolga per sei mesi un team di tre persone può
      arrivare a costare anche 100000 euro tra costi
      diretti e indiretti. Se l'azienda lo pone in
      vendita ad un prezzo di 100 euro a licenza, prima
      di azzerare i costi di produzione ne deve vendere
      1000 copie (cosa non facile, se non ti chiami
      Microsoft e il tuo software non si chiama Word).ci sono, anche in italia, tante aziende che producono software libero e "vivono" (pure bene) dei servizi connessi ai sw che sviluppano (consulenza, formazione, installazione, configurazioni, personalizzazioni, ulteriori sviluppi, ecc...)
      Solo dopo iniziano i guadagni, ma non bisogna
      dimenticare che i costi continuano, perchè
      l'azienda deve garantire la manutenzione ed il
      supporto (cosa che, a quanto mi risulta, tutte le
      software house danno ai propri
      clienti).certo certo... e magari adesso dirai anche che M$ in realtà "vive" del fatturato per l'assistenza presso i clienti...
      Dunque dire che quando acquistiamo un software
      paghiamo l'azienda in cambio di nulla è
      un'affermazione errata e pericolosa, se acquistare il sw vuol dire comprare i diritti d'autore di quel sw allora hai ragionese invece acquistare il sw vuol dire comprare una licenza d'uso, allora hai torto marcio
      perchè tende
      implicitamente ad affermare che chi lavora in
      questo campo si arricchisce indebitamente alle
      spalle degli
      altri.in quale campo?se intendi il campo dei passacarte delle licenze d'uso dei sw allora è proprio vero: gente che vive di rendite parassite, lecite secondo legge ma immorali, ottenute senza produrre alcun bene o servizio (o mi vuoi convincere, per es., che è giustificato il guadagno sulla licenza del rivenditore che vende un laptop con (S)Vista incluso?)
      Naturalmente poi bisognerebbe capire, caso per
      caso, se il prezzo della licenza richiesto è
      commisurato allo sforzo produttivo sostenuto
      dall'azienda oppure no. Ma qui in genere il
      mercato è un grande giudice, può essere che il c.d. mercato sia pure giudice di qualcosa, non certo però di questo: basta guardare ai fatti (vedi l'esempio precedente di M$ Office...)
      posizioni dominanti
      a
      parte.eh no! troppo comodo! le posizioni dominanti ci sono eccome: quando fai un ragionamento "posizioni dominante a parte" allora stai parlando del nulla... del mondo virtuale... di fantascienza...
      • Sergio scrive:
        Re: La produzione ha sempre un costo
        Grazie Lettrice, ti quoto in pieno.Noto con piacere che nonostante i fanatici del "libero a tutti i costi, alla faccia di chi ci ha lavorato" esistono ancora persone consapevoli del fatto che sviluppare software è un lavoro, e come tale va retribuito, alla stessa stregua di tutti gli altri lavori.Chi sviluppa software libero lo fa per passione, al di fuori del proprio normale orario di lavoro, e sacrificando il proprio tempo libero perchè ne ricava una gratificazione (non economica, per quella ha già lo stipendio della giornata lavorativa). Chi sviluppa software per lavoro lo fa per lo stipendio, dunque l'azienda di cui fa parte ha il dovere di ricavare un profitto dal lavoro dei propri dipendenti. E' una legge abbastanza basilare dell'economia aziendale.Si può anche discutere del modello di business secondo il quale il software è gratis e si pagano altre cose, tipo la documentazione, i servizi di supporto o altro. Ma se si tirano le somme, quello che risparmi da una parte lo spendi dall'altra, dunque il totale non è molto diverso: in sostanza, nessuna azienda fa beneficenza, le entrate devono sempre essere maggiori delle uscite (vedi la legge di cui sopra).In merito alla speculazione, questa esiste, certamente, come in tutti gli altri settori merceologici, del resto. Ma proprio non si capisce cosa abbia a che fare con il senso generale della discussione, imperniato sulla contrapposizione "pagare/non pagare" le licenze d'uso.
    • di passaggio scrive:
      Re: La produzione ha sempre un costo
      come non quotare! e aggiungo che sembra che il closed sia pratica solo all'estero! °_°e nn dal 90% delle aziende informatiche italiane (giustamente)....cmq ci sarebbe da litigare cn un consistente numero di individui che han commentato qsto articolo... ma proprio fino alla morte!
  • io lo so scrive:
    fate bene a ribadire
    forse sono cose risapute.ma per qualcuno sono "mai sapute".quindi fate bene periodicamente a divulgare.grazie!
    • Candido scrive:
      Re: fate bene a ribadire
      - Scritto da: io lo so
      forse sono cose risapute.
      ma per qualcuno sono "mai sapute".
      quindi fate bene periodicamente a divulgare.Da questo punto di vista hai ragione, spiegare la differenza tra l'acquisto di un software e la sua concessione in licenza è cosa senz'altro utile, ma deve essere fatto in modo competente, non così alla buona!Punto Informatico è una rivista che mi piace molto, per questo mi permetto di criticarla un pochino quando pubblica degli interventi, come quello di cui si parla, un pochino troppo semplicistici.Se non ce ne importasse nulla, non saremmo nemmeno qui a discuterne!:-)
      • CCC scrive:
        Re: fate bene a ribadire
        - Scritto da: Candido
        - Scritto da: io lo so


        forse sono cose risapute.

        ma per qualcuno sono "mai sapute".

        quindi fate bene periodicamente a divulgare.

        Da questo punto di vista hai ragione, spiegare la
        differenza tra l'acquisto di un software e la sua
        concessione in licenza è cosa senz'altro utile,
        ma deve essere fatto in modo competente, non così
        alla
        buona!

        Punto Informatico è una rivista che mi piace
        molto, per questo mi permetto di criticarla un
        pochino quando pubblica degli interventi, come
        quello di cui si parla, un pochino troppo
        semplicistici.

        Se non ce ne importasse nulla, non saremmo
        nemmeno qui a
        discuterne!

        :-)quotissimo
  • biff scrive:
    Masini dove sei?
    Quanto meno difenditi... hai fatto la figura del troll da strapazzo, classico dei pretoriani di stallman :)
    • Massi cadenti scrive:
      Re: Masini dove sei?
      - Scritto da: biff
      Quanto meno difenditi... hai fatto la figura del
      troll da strapazzo, classico dei pretoriani di
      stallman
      :)[img]http://www.sabadoporlatarde.net/images/marco%20masini%202.jpg[/img]La vita non è quiiiiiisui trampoli di un baaaardi questo venerdììììche sporca la cittàààà...:)Se qualcuno si vuol suicidare può cercare tutto il testo.
      • Bastard Inside scrive:
        Re: Masini dove sei?
        - Scritto da: Massi cadenti
        - Scritto da: biff

        Quanto meno difenditi... hai fatto la figura del

        troll da strapazzo, classico dei pretoriani di

        stallman

        :)

        [img]http://www.sabadoporlatarde.net/images/marco%
        La vita non è quiiiiii
        sui trampoli di un baaaar
        di questo venerdìììì
        che sporca la cittàààà...:)

        Se qualcuno si vuol suicidare può cercare tutto
        il
        testo.Ma non aveva detto che voleva farla finita? Ancora vivo è? O)
  • saz scrive:
    Infatti è una licenza d'uso...
    A parte che questo articolo è solo una crociata fanatica contro microsoft, c'è da aggiungere che MAI microsoft ha detto di vendere il suo software, ma bensì la licenza d'uso, è pertanto non c'è nulla di scandaloso.In italia e nel mondo e' consentito vendere prodotti, servizi o licenze d'uso, come ad esempio le licenze dei taxi.Chi sviluppa software commerciale (microsoft, adobe, e altre migliaia di software house) vendono la licenza d'uso, NON il prodotto.Vendere il sorgente è invece un'altra cosa, per cui non c'è nessun inganno o doppio senso.Se poi il tizio dell'articolo aveva voglia di sfogare eventuali sue frustrazioni in salsa open source, no problem, faccia pure ;)
    • bubi scrive:
      Re: Infatti è una licenza d'uso...
      - Scritto da: saz
      A parte che questo articolo è solo una crociata
      fanatica contro microsoft, c'è da aggiungere che
      MAI microsoft ha detto di vendere il suo
      software, ma bensì la licenza d'uso, è pertanto
      non c'è nulla di
      scandaloso.mio OTho sempre trovato che chiunque abbia letto i libri di asimov abbia conosciuto questa idea da molto molto tempo
      • Blackstorm scrive:
        Re: Infatti è una licenza d'uso...
        - Scritto da: bubi
        - Scritto da: saz

        A parte che questo articolo è solo una crociata

        fanatica contro microsoft, c'è da aggiungere che

        MAI microsoft ha detto di vendere il suo

        software, ma bensì la licenza d'uso, è pertanto

        non c'è nulla di

        scandaloso.

        mio OT

        ho sempre trovato che chiunque abbia letto i
        libri di asimov abbia conosciuto questa idea da
        molto molto
        tempoEcco dove l'avevo già sentita :)
    • Massi cadenti scrive:
      Re: Infatti è una licenza d'uso...
      - Scritto da: saz
      In italia e nel mondo e' consentito vendere
      prodotti, servizi o licenze d'uso, come ad
      esempio le licenze dei taxi.Le licenze dei taxi sono licenze, non licenze d'uso. Esattamente come le licenze per i negozi o per gli alberghi o altre attività commerciali, sono licenze. Oppure, per fare un esempio che conoscono più o meno tutti tutti, la patente e il passaporto, che sono rispettivamente licenza di guida e licenza di superare i confini dell'Unione Europea.Una specie di "licenza d'uso" si ha invece al ristorante, al bar e in luoghi analoghi, quando si ordina cibo e bevande in contenitori NON monouso e NON deperibili.Mi spiego: quando ordini il caffè hai una "licenza d'uso" della tazzina, che puoi usare solo come hanno deciso loro (se la rompi la paghi a parte perché non è tua) e che restituisci (ovviamente, non essendo tua) dopo averne bevuto il contenuto.Seguitemi. La tazzina viene quindi "data in licenza d'uso" perché la sua presenza è funzionale nonché indispensabile alla fruizione di quello di cui hai bisogno e per quello paghi, e cioè il caffè.Però c'è un però: quando paghi il caffè al bar, paghi il caffè e non la tazzina (cioè il supporto dentro cui ci mettono il caffè, che a differenza della tazzina è tuo perché quello hai pagato). Quando vai al negozio e compri una confezione di Windows Vista, paghi confezione e disco (quelli effettivamente diventano di tua proprietà) e non quello che compri (Windows Vista) di cui ti viene data solo una licenza d'uso (illegale in Italia, come ho già spiegato altrove).A differenza della tazzina, quindi, nel caso di Windows (ma il discorso vale per qualunque software, album musicale e film) quando andiamo al negozio e paghiamo lo facciamo perché abbiamo bisogno del software "Windows" e non perché abbiamo bisogno della confezione o del supporto (che è invece quello che compriamo e diventa realmente nostro). Il supporto e la confezione, come la tazzina, sono funzionali, anche se non indispensabili. La "licenza d'uso", ossia quello che NON stiamo comprando, riguarda il prodotto principale (il software) e non il prodotto secondario (il supporto, la confezione), mentre nel caso del caffè noi paghiamo la "licenza d'uso" non sul prodotto principale (il caffè) ma su quello secondario (la tazzina).La differenza è tutta qui.Meditate, gente.
      • Candido scrive:
        Re: Infatti è una licenza d'uso...
        - Scritto da: Massi cadenti
        Una specie di "licenza d'uso" si ha invece al
        ristorante, al bar e in luoghi analoghi, quando
        si ordina cibo e bevande in contenitori NON
        monouso e NON deperibili.Ma non diciamo sciocchezze!Se proprio vuoi trovare un altro esempio di licenza simile, ma non uguale, a quella dei software, devi guardare alle licenze di utilizzo di un marchio, o una licenza di brevetto.
        Meditate, gente.:P
      • CCC scrive:
        Re: Infatti è una licenza d'uso...
        - Scritto da: Massi cadenti
        - Scritto da: saz

        In italia e nel mondo e' consentito vendere

        prodotti, servizi o licenze d'uso, come ad

        esempio le licenze dei taxi.

        Le licenze dei taxi sono licenze, non licenze
        d'uso. Esattamente come le licenze per i negozi o
        per gli alberghi o altre attività commerciali,
        sono licenze. per la precisione, sono licenze d'esercizio
        Oppure, per fare un esempio che
        conoscono più o meno tutti tutti, la patente e il
        passaporto, che sono rispettivamente licenza di
        guida e licenza di superare i confini dell'Unione
        Europea.per la precisione, sono autorizzazioni amministrative
        Una specie di "licenza d'uso" si ha invece al
        ristorante, al bar e in luoghi analoghi, quando
        si ordina cibo e bevande in contenitori NON
        monouso e NON
        deperibili.per la precisione, trattasi di comodato d'usoma va bene lo stesso: per il ragionamento che segue il paragone con le licenze d'uso dei sw tiene
        Mi spiego: quando ordini il caffè hai una
        "licenza d'uso" della tazzina, che puoi usare
        solo come hanno deciso loro (se la rompi la paghi
        a parte perché non è tua) e che restituisci
        (ovviamente, non essendo tua) dopo averne bevuto
        il
        contenuto.

        Seguitemi. La tazzina viene quindi "data in
        licenza d'uso" perché la sua presenza è
        funzionale nonché indispensabile alla fruizione
        di quello di cui hai bisogno e per quello paghi,
        e cioè il
        caffè.

        Però c'è un però: quando paghi il caffè al bar,
        paghi il caffè e non la tazzina (cioè il supporto
        dentro cui ci mettono il caffè, che a differenza
        della tazzina è tuo perché quello hai pagato).
        Quando vai al negozio e compri una confezione di
        Windows Vista, paghi confezione e disco (quelli
        effettivamente diventano di tua proprietà) e mica sempre: spesso si "compra" solo la licenza nuda e pura: un pezzo di carta dove c'è scritto "tizio ha 5 licenze del software pippo"...inoltre, quello che diventa tuo (confezione e disco), NON è IL software ma dei file binari (compilati: zero codice sorgente) che contengono una copia eseguibile del software... la tazzina del bar ed il caffè sono originali e non copie...
        e non
        quello che compri (Windows Vista) di cui ti viene
        data solo una licenza d'uso (illegale in Italia,
        come ho già spiegato
        altrove).

        A differenza della tazzina, quindi, nel caso di
        Windows (ma il discorso vale per qualunque
        software, album musicale e film) quando andiamo
        al negozio e paghiamo lo facciamo perché abbiamo
        bisogno del software "Windows" e non perché
        abbiamo bisogno della confezione o del supporto
        (che è invece quello che compriamo e diventa
        realmente nostro). Il supporto e la confezione,
        come la tazzina, sono funzionali, anche se non
        indispensabili. La "licenza d'uso", ossia quello
        che NON stiamo comprando, beh... anche se non stiamo comprando "il software", a rigore stiamo comunque comprando una licenza d'uso di quel sw (fermo restando che licenza e titolarità del software sono cose completamente diverse)...
        riguarda il prodotto
        principale (il software) e non il prodotto
        secondario (il supporto, la confezione), mentre
        nel caso del caffè noi paghiamo la "licenza
        d'uso" non sul prodotto principale (il caffè) ma
        su quello secondario (la
        tazzina).

        La differenza è tutta qui.
        Meditate, gente.mah... pur se condivido lo spirito del tuo post... devo dire che (come per l'articolo di masini) l'esempio non calza benissimo: comprare un caffé (un bene materiale) è, anche giuridicamente, molto diverso da comprare una licenza d'uso sw...
    • picard12 scrive:
      Re: Infatti è una licenza d'uso...
      ma che discorsi fai?Il problema non è tanto cosa vende ma le varie restrizioni che vengono messe nelle licenze d'uso..e mi pare che si meritino tanta ironia..
    • CCC scrive:
      Re: Infatti è una licenza d'uso...
      - Scritto da: saz
      A parte che questo articolo è solo una crociata
      fanatica contro microsoft, mah... semmai contro il sw "closed" in genere... M$ viene presa solo come esempio... poteva essere Apple come Adobe...
      c'è da aggiungere che
      MAI microsoft ha detto di vendere il suo
      software, probabilmente sei l'unico al mondo che lo ha pensato... e di sicuro questo nell'articolo non c'è da nessuna parte
      ma bensì la licenza d'uso, è pertanto
      non c'è nulla di
      scandaloso.se per te non è scandaloso come il diritto d'autore come, ai giorni nostri, viene concepito, regolato ed abusato...
      In italia e nel mondo e' consentito vendere
      prodotti, servizi o licenze d'uso, come ad
      esempio le licenze dei
      taxi.le licenze dei taxi???? ahahahahh....bell'esempio! che dimostra quanto poco (leggi: nulla) sai di ciò che parli... stai qui solo a fare il difensore (aggratis e non richiesto) di M$...
      Chi sviluppa software commerciale (microsoft,
      adobe, e altre migliaia di software house)
      vendono la licenza d'uso, NON il
      prodotto.davvero? ma che notiziona! che scoperta sensazionale che hai fatto!!!
      Vendere il sorgente è invece un'altra cosa, per
      cui non c'è nessun inganno o doppio
      senso.puoi tradurre??? la lingua italiana, questa sconosciuta!
      Se poi il tizio dell'articolo aveva voglia di
      sfogare eventuali sue frustrazioni in salsa open
      source, no problem, faccia pure
      ;)guarda... l'articolo è fatto abbastanza male... posso capire le tue difficoltà...comunque parla di tutt'altro rispetto a quello che puoi aver capito...
  • io lo so scrive:
    punto 10
    "Punto 10 - Windows Vista non può essere copiato a terzi, ma ne è consentita una sola copia di backup per una sua eventuale reinstallazione."- Speriamo che il DVD di backup non si rovini...si... e poi quando è che ti danno il CD ultimamente?????
    • Blackstorm scrive:
      Re: punto 10
      - Scritto da: io lo so
      "Punto 10 - Windows Vista non può essere copiato
      a terzi, ma ne è consentita una sola copia di
      backup per una sua eventuale
      reinstallazione."
      - Speriamo che il DVD di backup non si rovini...

      si... e poi quando è che ti danno il CD
      ultimamente?????Teoricamente dovrebbero sempre dartelo.
    • Wolf01 scrive:
      Re: punto 10
      Pensa che per un portatile (chi ha detto Sony VAIO?) ho dovuto scaricare una ISO di XP home perchè non esisteva il cd di windows, c'era solo l'immagine di ripristino (fatta al primo avvio dall'utente, manco quella ti danno già pronta) che era già insozzata da Norton e utility varie, e volendo fare un'installazione pulita non l'avrei potuta fare altrimenti.Vabbè, ho dovuto riattivare l'installazione, ma poi appena fatta, prima di installare qualsiasi altra cosa (oltre ai driver) ho fatto un'immagine backup su un cd, bella linda e senza schifezzeInoltre ho anche lasciato il cd di XP al proprietario così se per caso vorrà formattare e reinstallare da solo potrà farlo quando vorrà(e per fortuna che non usano codici personalizzati come certi HP che mi sono passati per mano... non c'era verso di fargli accettare il codice all'installazione, eppure sembra che esistano solo 4 versioni: Home, Pro entrambe OEM o Retail, nessuna delle 4 era quella giusta, avrei voluto provare con una corporate, ma home mi sembra che non esista :D, quella volta il cliente ha dovuto comprarsi una nuova licenza)
    • pippo75 scrive:
      Re: punto 10
      - Scritto da: io lo so
      "Punto 10 - Windows Vista non può essere copiato
      a terzi, ma ne è consentita una sola copia di
      backup per una sua eventuale
      reinstallazione."qui si parla di una copia- posso farne una copia e basta- posso farne tante copie, l'importante è che ce ne sia una sola contemporanea, nel senso distruggo la copia precedente e rifaccio la nuova ( c'è solo una copia effettiva ).Occavolo, se è la prima sono nei guai, ho fatto più di una copia di backup, vabbe chiamiamolo duplicato, dopotutto sono scivolato e mi è caduto un CD vuoto nel masterizzatore ( è stato un incidente ).
  • Renji Abarai scrive:
    cappellato pulsante :)
    edit, scusate-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 14.32-----------------------------------------------------------
    • dont feed the troll scrive:
      Re: cappellato pulsante :)
      - Scritto da: Renji Abarai
      Lo sai che io non ti rispondo mai e evito di
      darti confidenza ma ognuno ha le proprie idee ed
      è giusto
      difenderle.
      Questa cosa me l'hanno insegnata i miei genitori
      e con gli insulti non ottieni certo risultati
      diversi.Ognuno puo' pensarla come vuole, anche in maniera assurdamente ridicola, ma non tollero le aggressioni di nessuno.BlackStorm è da stamattina che sta distribuendo insulti a destra e a manca, ed è intollerabile, anche se non sono rivolti direttamente a me.Purtroppo bisogna abbassarsi a certi livelli per fare in modo che la moderazione (sempre estremamente carente) si accorga di cio' che succede nel forum.
  • dovella scrive:
    Hai creato un software per Iphone? Ok
    Hai creato un software per Iphone? Ok non lo pubblichiamo.http://arstechnica.com/news.ars/post/20080928-apples-app-store-schizophrenia-driving-developers-crazy.html
  • dovella scrive:
    Articolo inutile
    Sono anni che siamo a conoscenza dell'EULA,Siete bravi a sparare sentenze mirate senza magari aver fatto dei test.Invito tutti voi nella sezione di Hardware Upgrade Vistahttp://www.hwupgrade.it/forum/forumdisplay.php?f=127Ad aprire un thread chiedendo ad ogni user se ha mai avuto problemi simili con una Licenza e se in tal caso Microsoft non ha riattivato immediatamente la licenza all'user anche all'installazione 1000000000. Vi aspetto numerosi prima di fare FUD gratuitoGRAZIE
  • Renji Abarai scrive:
    Re: Virtualizzazione e perchè NO?!?
    non svelargli gli errori!
    • picard12 scrive:
      Re: Virtualizzazione e perchè NO?!?
      c'è poco da fare ironia perchè questo divieto di virtualizzare Vista non era una svista (?) ma una precisa strategia che alla fine si è rivelata essere controproducente nell'ambito della virtualizzazione.Tra l'altro se ricordo bene tale possibilità era data solo con le vs di Vista più costose..e questo ha fatto un pò strocere il naso a molti...Chi è causa del suo male.....
  • pippo75 scrive:
    il tato triste della storia

    quando si acquista un software si danno soldi
    ad un'azienda, nella stragrande maggioranza
    dei casi americanain europa si sviluppa pochissino SW commerciale ( a grande diffusione ), sopratutto rispetto agli USA.pero in compenso c'è pirate bay che porta la luce nelle tenebre.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 13.50-----------------------------------------------------------
    • Fabio scrive:
      Re: il tato triste della storia
      Perchè dici questo? non è assolutamente vero.. La Microsoft stessa non sviluppa solo ed esclusivamente a Redmond ma anche negli UK, e poi esistono molte altre società che sviluppano software, magari non domestici, ma pur sempre molto diffusi, per un giro di parecchi milioni di euro.
      • braincrash.it scrive:
        Re: il tato triste della storia
        Già... SAP (famoso ERP) è sviluppato in germania. Sempre che non si siano spostati negli ultimi 3 anni.
      • pippo75 scrive:
        Re: il tato triste della storia
        - Scritto da: Fabio
        Perchè dici questo? non è assolutamente vero..
        La Microsoft stessa non sviluppa solo ed
        esclusivamente a Redmond ma anche negli UK, e poivero, se non sbaglio la MS fa produrre SW anche in Italia, peccato che però sono sempre progetti principalmente americani.Vorrei avere anche in europa e in italia ( scritti volutamente con le iniziali minuscole ) ditte come Microsoft, Sun, IBM, HP, CodeGear, .......Pensa che qui invece si osanna PirateBay ( tristezza maximum ).C'è qualcosa, Siemens, Nokia, Opera, ma avere anche l'altro settore ( non prettamente legato ad HW particolare ).
        • Fabio scrive:
          Re: il tato triste della storia
          in italia MS non sviluppa nessun software commerciale ha solo qualche laboratorio di ricerca (MIC Torino, MIC Milano)
  • Enjoy with Us scrive:
    Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
    L'articolo chiarisce molto bene quello che penso del contratto di fruizione di Vista!Solo un folle potrebbe sottostare ad un contratto capestro così, già mi aveva dato fastidio quello di XP in cui limitava l'utilizzo della copia OEM alla sola macchina per cui la licenza era stata acquistata, ma le pretese di Vista di stabilire quale software possa girare o meno sul mio PC e di collegarsi con i server M$ a mia insaputa a fare cose non ben chiare è veramente intollerabile!E questo a prescindere dagli oggettivi difetti di Vista:1. Pesantissimo con richieste Hardware sproporzionate2. Lento ad attivarsi3. Continue richieste di validazione anche su software che ormai dovrebbero essere ben rodati, visto che vengono lanciati per la centesima volta su quella specifica macchina!
    • Blackstorm scrive:
      Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
      - Scritto da: Enjoy with Us
      L'articolo chiarisce molto bene quello che penso
      del contratto di fruizione di
      Vista!Intendi quello sbagliato che è citato nell'articolo?
      Solo un folle potrebbe sottostare ad un contratto
      capestro così, già mi aveva dato fastidio quello
      di XP in cui limitava l'utilizzo della copia OEM
      alla sola macchina per cui la licenza era stata
      acquistata, ma le pretese di Vista di stabilire
      quale software possa girare o meno sul mio PC e
      di collegarsi con i server M$ a mia insaputa a
      fare cose non ben chiare è veramente
      intollerabile!Si, si, continua a sognare.
      E questo a prescindere dagli oggettivi difetti di
      Vista:
      1. Pesantissimo con richieste Hardware
      sproporzionate
      2. Lento ad attivarsi
      3. Continue richieste di validazione anche su
      software che ormai dovrebbero essere ben rodati,
      visto che vengono lanciati per la centesima volta
      su quella specifica
      macchina!Ok, sei un idiota.
      • dont feed the troll scrive:
        Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
        maleducato di merda, vaffanculo tu e la tua difesa d'ufficio di merda di quel pattume di Vista.Sembri il clone di Renji, che almeno sarà ottuso ma non insulta.
    • Renji Abarai scrive:
      Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
      sarò più gentile di quello che ha risposto prima di me:- Scritto da: Enjoy with Us
      L'articolo chiarisce molto bene quello che penso
      del contratto di fruizione di
      Vista!Che è stato modificato, ma è giusto non farlo sapere.
      Solo un folle potrebbe sottostare ad un contratto
      capestro così, già mi aveva dato fastidio quello
      di XP in cui limitava l'utilizzo della copia OEM
      alla sola macchina per cui la licenza era stata
      acquistata, ma le pretese di Vista di stabilire
      quale software possa girare o meno sul mio PC e
      di collegarsi con i server M$ a mia insaputa a
      fare cose non ben chiare è veramente
      intollerabile!OEM è legata alla macchina. Retail alla macchina che vuoi ma UNA alla volta.Implica un costo diverso e ci sarà un motivo.Per il resto se hai tutto in regola cosa ti importa del collegamento al server per verficarne l'originalità?
      E questo a prescindere dagli oggettivi difetti di
      Vista:
      1. Pesantissimo con richieste Hardware
      sproporzionate
      2. Lento ad attivarsi
      3. Continue richieste di validazione anche su
      software che ormai dovrebbero essere ben rodati,
      visto che vengono lanciati per la centesima volta
      su quella specifica
      macchina!1. Sul tuo PC, sul mio gira da dio.2. Sul tuo PC, sul mio gira da dio.3. Sul tuo PC, nel mio lo chiede una volta sola (lavori sempre in C:Windows ?)
      • Enjoy with Us scrive:
        Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
        - Scritto da: Renji Abarai
        sarò più gentile di quello che ha risposto prima
        di
        me:

        - Scritto da: Enjoy with Us

        L'articolo chiarisce molto bene quello che penso

        del contratto di fruizione di

        Vista!

        Che è stato modificato, ma è giusto non farlo
        sapere.
        Ah si posta pure le modifiche salienti!

        Solo un folle potrebbe sottostare ad un
        contratto

        capestro così, già mi aveva dato fastidio quello

        di XP in cui limitava l'utilizzo della copia OEM

        alla sola macchina per cui la licenza era stata

        acquistata, ma le pretese di Vista di stabilire

        quale software possa girare o meno sul mio PC e

        di collegarsi con i server M$ a mia insaputa a

        fare cose non ben chiare è veramente

        intollerabile!

        OEM è legata alla macchina.
        Retail alla macchina che vuoi ma UNA alla volta.
        Implica un costo diverso e ci sarà un motivo.
        Per il resto se hai tutto in regola cosa ti
        importa del collegamento al server per verficarne
        l'originalità?
        Prima di XP non mi risulta si facessero distinzioni Fra SO OEM o Retail, non almeno nell'eula!A me questa cosa ha dato fastidio perchè riduce ulteriormente i diritti dell'acquirente! Dovendo comprare un nuovo PC secondo tale EULA dovrei ricomprare XP, anzi no neanche questo mi è consentito, visto che non lo vendono più, quando avrei potuto semplicemente passarlo sulla nuova macchina!


        E questo a prescindere dagli oggettivi difetti
        di

        Vista:

        1. Pesantissimo con richieste Hardware

        sproporzionate

        2. Lento ad attivarsi

        3. Continue richieste di validazione anche su

        software che ormai dovrebbero essere ben rodati,

        visto che vengono lanciati per la centesima
        volta

        su quella specifica

        macchina!

        1. Sul tuo PC, sul mio gira da dio.
        2. Sul tuo PC, sul mio gira da dio.
        3. Sul tuo PC, nel mio lo chiede una volta sola
        (lavori sempre in C:Windows
        ?)Pare che da Dio giri solo a te, ma tu che PC hai? un Core Quad Extreme? con un Array Raid? No perchè a tutti gli altri gira come dico Io, con tempi di caricamento più che raddoppiati rispetto ad XP!
        • MarcoF scrive:
          Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
          - Scritto da: Enjoy with Us
          Pare che da Dio giri solo a te, ma tu che PC hai?Di sicuro non ha più di 2 CPU :)
          • Bastard Inside scrive:
            Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
            - Scritto da: MarcoF
            - Scritto da: Enjoy with Us

            Pare che da Dio giri solo a te, ma tu che PC
            hai?
            Di sicuro non ha più di 2 CPU :)Come no? Dio non è tri-core? :-P O)
      • Ranzo Paperoj scrive:
        Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
        A me Vista va ancora meglio, da stra-DIO! Fa le cose ancora prima che gliele chieda, mi legge nel pensiero! Oggi, per esempio, pensavo al mare, a quella maestosa distesa BLU, e Vista l'ha capito subito e... (win)(win)(win)
        • krane scrive:
          Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
          - Scritto da: Ranzo Paperoj
          A me Vista va ancora meglio, da stra-DIO! Fa le
          cose ancora prima che gliele chieda, mi legge nel
          pensiero! Oggi, per esempio, pensavo al mare, a
          quella maestosa distesa BLU, e Vista l'ha capito
          subito e...
          (win)(win)(win)Ti ha annegato prima che potessi finire la frase ?
          • Ranzo Paperoj scrive:
            Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: Ranzo Paperoj

            A me Vista va ancora meglio, da stra-DIO! Fa le

            cose ancora prima che gliele chieda, mi legge
            nel

            pensiero! Oggi, per esempio, pensavo al mare, a

            quella maestosa distesa BLU, e Vista l'ha capito

            subito e...

            (win)(win)(win)

            Ti ha annegato prima che potessi finire la frase ?Ma no! Mi ha dipinto lo schermo di quel soave colore, e al centro ci ha pure scritto una delicata poesia ermetica sulla memoria, che, come solo le anime più elevate, e Windows, sanno, a volte non può essere read!!! O)(win)(win)(win)(win)(win)(win)(win)(win)
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
            - Scritto da: Ranzo Paperoj
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: Ranzo Paperoj


            A me Vista va ancora meglio, da stra-DIO! Fa
            le


            cose ancora prima che gliele chieda, mi legge

            nel


            pensiero! Oggi, per esempio, pensavo al mare,
            a


            quella maestosa distesa BLU, e Vista l'ha
            capito


            subito e...


            (win)(win)(win)



            Ti ha annegato prima che potessi finire la
            frase
            ?

            Ma no! Mi ha dipinto lo schermo di quel soave
            colore, e al centro ci ha pure scritto una
            delicata poesia ermetica sulla memoria, che, come
            solo le anime più elevate, e Windows, sanno, a
            volte non può essere read!!!
            O)(win)(win)(win)(win)(win)(win)(win)(win)LOL! (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • TheB scrive:
            Re: Ecco perchè non comprerò mai VISTA!
            Standing ovation*clap* *clap*Non avevo mai letto descrivere cosi' soavemente un BSOD :)
  • asd scrive:
    Dove sono i fighetti M$? CSOE? e co?
    hahahaah basta leggere la licenza e mi viene da ridere, ora visto che siete tanto fighi e sostenete M$ subite in silenzio, quindi fate tutto come d acontratto, seno' non parlate neanche della fighezza di win
    • CCC scrive:
      Re: Dove sono i fighetti M$? CSOE? e co?
      - Scritto da: asd
      hahahaah basta leggere la licenza e mi viene da
      ridere, ora visto che siete tanto fighi e
      sostenete M$ subite in silenzio, quindi fate
      tutto come d acontratto, seno' non parlate
      neanche della fighezza di
      winsono tutti a leggersi le licenze....
    • Blackstorm scrive:
      Re: Dove sono i fighetti M$? CSOE? e co?
      - Scritto da: asd
      hahahaah basta leggere la licenza e mi viene da
      ridere, ora visto che siete tanto fighi e
      sostenete M$ subite in silenzio, quindi fate
      tutto come d acontratto, seno' non parlate
      neanche della fighezza di
      winE dimmi, tu, l'italiano e l'intelligenza siete rette sghembe, vero?
    • picard12 scrive:
      Re: Dove sono i fighetti M$? CSOE? e co?
      visto le vs risposte è evidente che c'è che vi rode dentro.. Comunque sfido chiunque a dire che certe cosucce che si leggono nelle licenze M$ superano il ridicolo...infatti fanno ridere e meritano solo sbeffeggio..Però se voltete argomentare in modo più intelligente allora fatelo altrimenti astenetevi da comportamenti trollettari...Ma forse siete in notevole imbarazzo perchè fino ad ora avete sostenuto qualcuno che nelle proprie licenze inserisce dei divieti abbastanza ... ridicoli?Oppure vi affascinano certe regole? ma dai siate un pelino oneste..e fatevi una risatina alla faccia di chi scrive ste perle di contrattini..
    • CSOE scrive:
      Re: Dove sono i fighetti M$? CSOE? e co?

      tutto come d acontratto, seno' non parlate
      neanche della fighezza di
      winNon mi hai visto ? Peccato.
    • asd scrive:
      Re: Dove sono i fighetti M$? CSOE? e co?
      alla fine puoi sfogarti solo sulla mia grammatica, frustrato oggi e? come gli altri bhahahahahahahahahasubite la licenza
  • unaDuraLezione scrive:
    ma che commentini da troll dell'asilo...
    contenuto non disponibile
    • Wolf01 scrive:
      Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
      Concordo, la prima metà era buona, quando ha iniziato a parlare dell'eula è caduto nel ridicolo
      • dont feed the troll scrive:
        Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
        - Scritto da: Wolf01
        Concordo, la prima metà era buona, quando ha
        iniziato a parlare dell'eula è caduto nel
        ridicoloE' terrificante quanto mal digeriate l'ironia.Si vede che coglie nel segno.
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
          contenuto non disponibile
          • dont feed the troll scrive:
            Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: dont feed the troll


            E' terrificante quanto mal digeriate l'ironia.

            Ironia?Yeah.
            Scrivere due battutine idiote con le faccine
            dell'asilo e farci un articolo propagandistico su
            PI è
            ironia?Beh considerando l'assordante rumore di denti che macinano betulle direi che non c'è bisogno di molto di +, difronte a cotale platea.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
            contenuto non disponibile
          • dont feed the troll scrive:
            Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: dont feed the troll


            Yeah.

            davvero?



            Scrivere due battutine idiote con le faccine


            dell'asilo e farci un articolo propagandistico

            su


            PI è


            ironia?


            Beh considerando l'assordante rumore di denti
            che

            macinano betulle direi che non c'è bisogno di

            molto di +, difronte a cotale

            platea.

            Duro ma giusto:
            la lezione che mi hai impartito oggi è stata
            dura, ma
            giusta.
            Sono sicuro che mi aiuterà a crescere e per
            questo te ne sono
            grato.

            Questa si chiama ironia, non le faccine idiote.Semmai è sarcasmo.O meglio, un tentativo di farne.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
            contenuto non disponibile
          • dont feed the troll scrive:
            Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: dont feed the troll


            Semmai è sarcasmo.

            La prossima volta metto le faccine,Quantomeno si capirebbe dove volevi essere spiritoso.Le userei a mo' di tag, prima e dopo la battuta.
            così il
            sarcazzo diventa ironia della
            sorte.tipo qua per esempio.


            O meglio, un tentativo di farne.

            Becero, aggiungerei.No, non saresti capace di farne nemmeno di becero.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
            contenuto non disponibile
          • lroby scrive:
            Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
            - Scritto da: dont feed the troll
            No, non saresti capace di farne nemmeno di becero .Cosa è , un nuovo tipo di albero, come la betulla? :D:DLROBY
          • dont feed the troll scrive:
            Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
            Acero, volevo dire Acero
          • lroby scrive:
            Re: ma che commentini da troll dell'asilo...
            - Scritto da: dont feed the troll
            Acero, volevo dire AceroMa Acero non era una nota marca di portatili LEGNOSI?(Acer-o :D)LROBY
  • xxxxxxxxxx scrive:
    Va a ciappa' i ratt

    Sembrerà strano, ma contrariamente a quanto avviene con i
    beni materiali, generalmente l'utente non è il
    proprietario del software anche se l'ha acquistato, ma
    gli è semplicemente permesso di utilizzarlo così com'è,
    senza poter né vedere com'è fatto né apportarvi modifiche
    di qualunque tipo. Incredibile ma vero.Sentite, io sono per il software libero (ma il lavorosi paga sempre eh) pero' uno che paragona il softwarecon i "beni materiali" (lui intende una pentola, un cacciavite, un etto di prosciutto) dovrebbe tornare agiocare con il commodore 64 e rifare le elementariinvece che scrivere d'informatica.
    • Wolf01 scrive:
      Re: Va a ciappa' i ratt
      Allora diciamo, il software in se non è niente, è aria, anzi, manco quellaSiccome il software è immateriale allora si vendono delle licenze sul suo utilizzo, cosa che mi pare altamente sbagliata, ma forse perchè siamo abituati a pensare materialmente.Vendendo una licenza software si vende il diritto all'utente di usare il software, e fin qui mi può stare beneChe poi con il software acquistato non ci posso fare nient'altro che vederlo sullo schermo del pc così come l'hanno programmato mi sta molto meno beneSiccome non esiste nessun prodotto materiale che viene venduto con licenza di utilizzo a meno che non sia in affitto e alla fine lo devi restituire come te l'hanno dato, l'unico altro prodotto non-materiale che si avvicina a com'è venduto il software è il supporto tecnico, o assistenza, o servizioPer il software sono costretti a vendertelo ad un certo prezzo per recuperare le ore di lavoro spese a programmarlo, in questo modo non devono rendere i costi di assistenza proibitivi per recuperare con quellaLa principale differenza tra un software e un oggetto materiale è che l'oggetto una volta venduto è venduto, non è più dello sviluppatore, al massimo può mettere su un servizio assistenza come fanno per televisori, caldaie, friggitriciTu puoi smontarlo, usarlo per altri scopi e quando lo rompi te lo ricompri, a meno che non sia un difetto di fabbricazione e allora te lo ricambiano in garanzia (se ci sei ancora dentro)Un software quando ti viene venduto non è tuo, resta di proprietà dello sviluppatore, che in più ti vende anche l'assistenza (molte volte è a pagamento, anzi, quasi sempre), non c'è garanzia, se non va amen, potevi leggere meglio se il tuo pc lo supportavaTi si rompe il supporto e devi ricomprarlo.. ma perchè poi? io ho comprato una licenza, dovrebbero rifornirmi con un nuovo supporto al SOLO COSTO DEL SUPPORTO, invece no, altro supporto altra licenza altri soldiNon puoi modificare il programma, se un bottone lo vuoi rosso invece che blu non puoi farlo, non puoi tradurlo nella tua lingua se è in inglese, non puoi fare copie di backup perchè espressamente vietate dall'eula (che è pure in contrasto con la legge italiana)Ti pare giusto tutto ciò? a me non tanto, quasi per niente se lo devo veramente direMa purtroppo il mondo funziona così, i produttori di software si sono fermati all'era in cui solo loro erano in grado di vendere un cd con un programma, a quel tempo il software era inscindibile dal supporto, quindi era come se ti vendessero un oggetto (scatola+manuale+dischetto), mentre adesso questa tecnologia è alla portata di tutti, non ti danno neanche un minimo di contenuto aggiuntivo, il manualetto è un foglio ridicolo con un howto e 4 tasti delle funzioni, la scatola è una semplicissima custodia con una copertinaCerto anche una volta era possibile copiare il software, ma una volta a meno di non usare dei floppy e passarli di mano in mano non lo distribuivi tanto in giro... adesso tra masterizzatori e internet basta semplicemente allungare la mano e prendere quello che serve, quindi non sono i software che vanno protetti, non sono gli utenti che vanno colpevolizzati, ma è il mercato che va cambiato!
      • Massi cadenti scrive:
        Re: Va a ciappa' i ratt
        - Scritto da: Wolf01
        Allora diciamo, il software in se non è niente, è
        aria, anzi, manco
        quella
        Siccome il software è immateriale allora si
        vendono delle licenze sul suo utilizzo, cosa che
        mi pare altamente sbagliata, ma forse perchè
        siamo abituati a pensare
        materialmente.
        Vendendo una licenza software si vende il diritto
        all'utente di usare il software, e fin qui mi può
        stare
        bene
        Che poi con il software acquistato non ci posso
        fare nient'altro che vederlo sullo schermo del pc
        così come l'hanno programmato mi sta molto meno
        bene

        Siccome non esiste nessun prodotto materiale che
        viene venduto con licenza di utilizzo a meno che
        non sia in affitto e alla fine lo devi restituire
        come te l'hanno dato, l'unico altro prodotto
        non-materiale che si avvicina a com'è venduto il
        software è il supporto tecnico, o assistenza, o
        servizio

        Per il software sono costretti a vendertelo ad un
        certo prezzo per recuperare le ore di lavoro
        spese a programmarlo, in questo modo non devono
        rendere i costi di assistenza proibitivi per
        recuperare con
        quella
        La principale differenza tra un software e un
        oggetto materiale è che l'oggetto una volta
        venduto è venduto, non è più dello sviluppatore,
        al massimo può mettere su un servizio assistenza
        come fanno per televisori, caldaie,
        friggitrici
        Tu puoi smontarlo, usarlo per altri scopi e
        quando lo rompi te lo ricompri, a meno che non
        sia un difetto di fabbricazione e allora te lo
        ricambiano in garanzia (se ci sei ancora
        dentro)

        Un software quando ti viene venduto non è tuo,
        resta di proprietà dello sviluppatore, che in più
        ti vende anche l'assistenza (molte volte è a
        pagamento, anzi, quasi sempre), non c'è garanzia,
        se non va amen, potevi leggere meglio se il tuo
        pc lo
        supportava
        Ti si rompe il supporto e devi ricomprarlo.. ma
        perchè poi? io ho comprato una licenza,
        dovrebbero rifornirmi con un nuovo supporto al
        SOLO COSTO DEL SUPPORTO, invece no, altro
        supporto altra licenza altri
        soldi
        Non puoi modificare il programma, se un bottone
        lo vuoi rosso invece che blu non puoi farlo, non
        puoi tradurlo nella tua lingua se è in inglese,
        non puoi fare copie di backup perchè
        espressamente vietate dall'eula (che è pure in
        contrasto con la legge
        italiana)
        Ti pare giusto tutto ciò? a me non tanto, quasi
        per niente se lo devo veramente
        dire

        Ma purtroppo il mondo funziona così, i produttori
        di software si sono fermati all'era in cui solo
        loro erano in grado di vendere un cd con un
        programma, a quel tempo il software era
        inscindibile dal supporto, quindi era come se ti
        vendessero un oggetto
        (scatola+manuale+dischetto), mentre adesso questa
        tecnologia è alla portata di tutti, non ti danno
        neanche un minimo di contenuto aggiuntivo, il
        manualetto è un foglio ridicolo con un howto e 4
        tasti delle funzioni, la scatola è una
        semplicissima custodia con una
        copertina

        Certo anche una volta era possibile copiare il
        software, ma una volta a meno di non usare dei
        floppy e passarli di mano in mano non lo
        distribuivi tanto in giro... adesso tra
        masterizzatori e internet basta semplicemente
        allungare la mano e prendere quello che serve,
        quindi non sono i software che vanno protetti,
        non sono gli utenti che vanno colpevolizzati, ma
        è il mercato che va
        cambiato!Come non quotare :)
      • xxxxxxxxxx scrive:
        Re: Va a ciappa' i ratt

        Siccome il software è immateriale allora si
        vendono delle licenze sul suo utilizzo, cosa che
        mi pare altamente sbagliata, ma forse perchè
        siamo abituati a pensare
        materialmente.Mi sa di si.
        Che poi con il software acquistato non ci posso
        fare nient'altro che vederlo sullo schermo del pc
        così come l'hanno programmato mi sta molto meno
        beneBhe'...non capisco cosa ci voresti fare,mi attengo al seguito del tuo messaggio.
        Siccome non esiste nessun prodotto materiale che
        viene venduto con licenza di utilizzo a meno che
        non sia in affitto e alla fine lo devi restituire
        come te l'hanno dato, l'unico altro prodotto
        non-materiale che si avvicina a com'è venduto il
        software è il supporto tecnico, o assistenza, o
        servizioVeramente esiste l'usufrutto. Comunque non esistononeppure beni materiali che, una volta comprati,puoi duplicarli all'infinito con un battito di cigliae il cui costo di "trasporto" e' quasi nullo.
        La principale differenza tra un software e un
        oggetto materiale è che l'oggetto una volta
        venduto è venduto, non è più dello sviluppatore,
        al massimo può mettere su un servizio assistenza
        come fanno per televisori, caldaie, friggitriciMi pare che la principale differenza sia quellache ho detto sopra e che casomai queste sonogia' conseguenze.
        Un software quando ti viene venduto non è tuo,
        resta di proprietà dello sviluppatore, che in più
        ti vende anche l'assistenza (molte volte è a
        pagamento, anzi, quasi sempre), non c'è garanzia,
        se non va amen, potevi leggere meglio se il tuo
        pc lo supportavaEhh si, mbhe', potevi leggerlo meglio in effetti,anche perche' se il software in questione non facio' che promette dura ben poco sul mercato.E poi piu' o meno tutti ti permettono di provarlo,magari a scadenza, conosci qualche negozio cheti presta la pentola per farci du' fritelle primadi comprarla? SONO COSE DIVERSEEEEE!!!
        Ti si rompe il supporto e devi ricomprarlo.. ma
        perchè poi? io ho comprato una licenza,
        dovrebbero rifornirmi con un nuovo supporto al
        SOLO COSTO DEL SUPPORTO, invece no, altro
        supporto altra licenza altri soldiQui credo tu abbia perfettamente ragione mati assicuro che quello che denunci non accadeper il software serio.
        Non puoi modificare il programma, se un bottone
        lo vuoi rosso invece che blu non puoi farlo, non
        puoi tradurlo nella tua lingua se è in inglese,
        non puoi fare copie di backup perchè
        espressamente vietate dall'eula (che è pure in
        contrasto con la legge italiana)Le copie di backup dovresti poterle fare, sonod'accordo.Sul colore del bottone....si chiamano personalizzazioni,te le puo' fare chi te lo vende e non e' banalecome comprare il terminalino tamarro per la uno turbo.Il bello dell'open source e' che la personalizzazionee l'assistenza la possono fare anche altri e cosi'c'e' piu' liberta' e concorrenza.
        Ti pare giusto tutto ciò? a me non tanto, quasi
        per niente se lo devo veramente direProva a scrivere software e a commercializzarlocome pensi sia meglio, poi sappimi dire.
        (scatola+manuale+dischetto), mentre adesso questa
        tecnologia è alla portata di tutti, non ti danno
        neanche un minimo di contenuto aggiuntivo, il
        manualetto è un foglio ridicolo con un howto e 4
        tasti delle funzioni, la scatola è una
        semplicissima custodia con una
        copertinaChe ti aspetti scusa? Cosa'e' sto contenuto aggiuntivo??Ti ci devono mettere una busta-sorpresa?
        Certo anche una volta era possibile copiare il
        software, ma una volta a meno di non usare dei
        floppy e passarli di mano in mano non lo
        distribuivi tanto in giro... adesso tra
        masterizzatori e internet basta semplicemente
        allungare la mano e prendere quello che serve,
        quindi non sono i software che vanno protetti,
        non sono gli utenti che vanno colpevolizzati, ma
        è il mercato che va cambiato!Non fai mai proposte.Comunque, francamente, alla fine andrebbe rispettatala licenza che accompagna il software. Punto e basta.Poi decide il mercato.
        • Wolf01 scrive:
          Re: Va a ciappa' i ratt
          Vietato masterizzare il cibo, compratelo!Chissà se nelle banane ci metteranno il DRM oltre al bollino Ciquita:D
        • xxxxxxxxxx scrive:
          Re: Va a ciappa' i ratt

          Sempre che l'umanità non scompaia prima per altri
          motivi, ovviamente.
          :)Mi stai dicendo che mi sono sforzato di risponderead un troll?!? Sei stron£o he! ;)
  • andreat scrive:
    Articolo scontato ed inutile
    L'articolo sembra una raccolta di commenti da troll e luoghi comuni presi dai forum di PI!!!!!Ma l'autore non aveva niente di meglio da fare?
  • attonito scrive:
    minestre e finestre
    O mangi le minestre, o salti dalle finestre.Terza opzione: butti le finestre (windows) e usi un sistema operativo che non limita l'utente come fanno le suddette finestre.Comunque, l'articolo tratta di cose vecchie, ma moltissimi ancora non le conoscono: solo, avrei preferito una impronta meno pasticciata dell'articolo.
  • Jenni scrive:
    Ing del software
    Prima lezione della materia in oggetto. Il software non e` come gli altri prodotti dell'ingegneria. In un lampadario, in una macchina, o in qualsiasi altro prodotto dell'ingegneria, il costo maggiore sta nella produzione del bene e non nella progettazione. Per il software vale precisamente il contrario: costi di produzione nulli (masterizzare un dvd e una bella scatola), costi di progettazione elevati. E` la natura immateriale del software e i problemi di non decidibilita` (dell'assenza di bug, per esempio) che lo rendono cosi` difficile da inquadrare. Aggiungi un giro d'affari mostruoso e ottieni il rumore di fondo continuo che si sente.. compreso questo articolo un po' triste.
    • pabloski scrive:
      Re: Ing del software
      ciò non toglie che è una fregatura possedere un bene e non averne il diritto pieno di usufrutto
    • CCC scrive:
      Re: Ing del software
      - Scritto da: Jenni
      Prima lezione della materia in oggetto. Il
      software non e` come gli altri prodotti
      dell'ingegneria. In un lampadario, in una
      macchina, o in qualsiasi altro prodotto
      dell'ingegneria, il costo maggiore sta nella
      produzione del bene e non nella progettazione.vero.e ciò dovrebbe quindi portare all'abolizione dei brevetti
      Per il software vale precisamente il contrario:
      costi di produzione nulli (masterizzare un dvd e
      una bella scatola), costi di progettazione
      elevati. mah... nel software progettazione=produzionese sono elevati i costi di progettazione allora lo sono anche quelli di produzione...
      E` la natura immateriale del software e
      i problemi di non decidibilita` (dell'assenza di
      bug, per esempio) che lo rendono cosi` difficile
      da inquadrare. al di là dei costi (che non mi sembra un parametro adatto al ragionamento) il punto sta tutto, in effetti, nel fatto che si tratta di un bene immateriale...l'inquadramento poi, secondo me, come per tutte le opere di ingegno, è semplicissimo: non dovrebbe esistere alcun copyright (se non al massimo per la parte "morale" del diritto d'autore)chi realizza un'opera d'ingegno non lo fa MAI in modo originale (se non per una parte assolutamente minima) ma sfruttando conoscenze "ereditate" da migliaia di anni di sviluppo della conoscenza umana...queste conoscenze "ereditarie" sono un patrimonio comune a tutta l'umanità: "appropriarsene" con il copyright (o i brevetti) per ricavarne delle rendite parassitarie private è un vero e proprio "furto" alla collettività, oltre che eticamente immorale...
      Aggiungi un giro d'affari
      mostruoso e ottieni il rumore di fondo continuo
      che si sente.. e sta proprio in questo il punto (i soldi, le rendite parassitarie)...
      compreso questo articolo un po'
      triste.beh... lo spirito di fondo è del tutto condivisibile...per il resto... in effetti daniele masini è in grado di fare di meglio...
      • Kal1El scrive:
        Re: Ing del software


        l'inquadramento poi, secondo me, come per tutte
        le opere di ingegno, è semplicissimo: non
        dovrebbe esistere alcun copyright (se non al
        massimo per la parte "morale" del diritto
        d'autore)

        chi realizza un'opera d'ingegno non lo fa MAI in
        modo originale (se non per una parte
        assolutamente minima) ma sfruttando conoscenze
        "ereditate" da migliaia di anni di sviluppo della
        conoscenza
        umana...Questo discorso è completamente folle.
        • CCC scrive:
          Re: Ing del software
          - Scritto da: Kal1El



          l'inquadramento poi, secondo me, come per tutte

          le opere di ingegno, è semplicissimo: non

          dovrebbe esistere alcun copyright (se non al

          massimo per la parte "morale" del diritto

          d'autore)



          chi realizza un'opera d'ingegno non lo fa MAI in

          modo originale (se non per una parte

          assolutamente minima) ma sfruttando conoscenze

          "ereditate" da migliaia di anni di sviluppo
          della

          conoscenza

          umana...

          Questo discorso è completamente folle.e la tua contro-argomentazione è completamente inconsistente...se non sei d'accordo puoi provare ad argomentare diversamente... ma mi sa che argomentare per te viene in salita...
      • CSOE scrive:
        Re: Ing del software

        le opere di ingegno, è semplicissimo: non
        dovrebbe esistere alcun copyright (se non al
        massimo per la parte "morale" del diritto
        d'autore)In pratica una specie di comunismo del know-how.Solo che il modello risentirebbe degli stessi problemi del comunismo : senza l'incentivo a diventare ricchi, nessuno spreca il suo tempo nel creare innovazione.
        • CCC scrive:
          Re: Ing del software
          - Scritto da: CSOE

          le opere di ingegno, è semplicissimo: non

          dovrebbe esistere alcun copyright (se non al

          massimo per la parte "morale" del diritto

          d'autore)

          In pratica una specie di comunismo del know-how.si! o una specie di fascismo del copyright?ma cosa c'entra la politica? non hai altri argomenti un poco più pertinenti?
          Solo che il modello risentirebbe degli stessi
          problemi del comunismo : senza l'incentivo a
          diventare ricchi, nessuno spreca il suo tempo nel
          creare
          innovazione.altro ragionamento del c..oe poi i fatti ti smentiscono: pensa solo alle innovazioni e realizzazioni tecniche e scientifiche dell'ex URSS o della Cina...dai sforzati un pò... puoi fare di meglio... cambia argomenti
      • pabloski scrive:
        Re: Ing del software
        - Scritto da: Blackstorm
        E' eticamente immorale guadagnarsi da vivere? Se
        io sono un po' sfigato, ma so scrivere bene, e
        scrivo libri per mantenermi, è immorale
        pretendere di proteggere la mia opera dalla
        diffusione indiscriminata senza poterne ricavare
        niente? Nemmeno se è il mio
        lavoro?ma nessuno vuole privare gli autori dei loro guadagni, il problema di fondo sono i brevettihai appunto citato le opere letterarie ed infatti in Europa, i programmi software fanno parte della stessa categoria delle opere letterarie e questo perchè sono come le opere letterarieil grosso intoppo sta nei brevetti sul software che alla lunga chiuderanno i rubinetti a tutti i soggetti della scena ITimmagina se l'algoritmo quicksort fosse brevettato...sarebbe un'ecatombe nel mondo ITla legge sul diritto d'autore deve sì tutelare l'autore ma pure rendere possibile al mondo intero di sfruttare le nuove idee....è un'opera di bilanciamento che negli USA sta pendendo troppo verso chi brevetta e poco verso la comunità e infatti abbiamo i patent troll
        • Blackstorm scrive:
          Re: Ing del software
          - Scritto da: pabloski
          - Scritto da: Blackstorm
          immagina se l'algoritmo quicksort fosse
          brevettato...sarebbe un'ecatombe nel mondo
          ITNon mi risulta che un algoritmo sia brevettabile, almeno in europa.

          la legge sul diritto d'autore deve sì tutelare
          l'autore ma pure rendere possibile al mondo
          intero di sfruttare le nuove
          idee....

          è un'opera di bilanciamento che negli USA sta
          pendendo troppo verso chi brevetta e poco verso
          la comunità e infatti abbiamo i patent
          trollInfatti questo è un altro discorso. Se rendi un sistema abusabile, questo verrà abusato. Diamine, sono anch'io dell'idea che certi brevetti non hanno senso, o che dovrebbero coprire molto meno di 80 anni, che in campo informatico sono ere geologiche. Ma di qui a vietare del tutto i brevetti è un passo molto lungo e che potrebbe avere serissime ripercussioni sui mercati.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ing del software
            - Scritto da: Blackstorm
            Diamine,
            sono anch'io dell'idea che certi brevetti non
            hanno senso, o che dovrebbero coprire molto meno
            di 80 anni, che in campo informatico sono ere
            geologiche.Infatti non durano 80 anni ma solo 20, che comunque informaticamente parlando rimangono ere geologiche. 20 anni fa il Commodore 64 era all'apice del suo successo, con capolavori come Last Ninja 2 (uscito appunto a settembre 1988) e di lì a poco Zak McKracken (dicembre), di più evoluto a malapena c'erano l'Amiga 500 (ancora poco diffuso da noi) e l'Atari ST (diffuso solo in ambito musicale). Dall'altra parte, in ambito console, si era in piena era 8 bit: il Megadrive era ancora al di là da venire in Giappone e a maggior ragione il Super Famicom (che uscirà 2 anni dopo in Giappone), nelle console portatili stava per arrivare il primo Game Boy (che sarebbe uscito l'anno dopo).Dal punto di vista consolistico si tratta di 5 generazioni, dal punto di vista dei PC basta contare quanti sistemi operativi si sono susseguiti...
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Ing del software
        contenuto non disponibile
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Ing del software
          contenuto non disponibile
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Ing del software
            contenuto non disponibile
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Ing del software
            contenuto non disponibile
          • CCC scrive:
            Re: Ing del software
            - Scritto da: unaDuraLezione
            Senti io ho opinato una tua frase precisa.
            Quella in affermi:
            "ma allora il "guadagno" dovrebbe essere
            proporzionato a quanto si è realmente
            fatto"

            Se scrivi un libro, hai 'realmente fatto'
            esattamente quanto gli altri
            scrittori.sicuro? questo vale indipendentemente da cosa hai scritto? indipendentemente dal contenuto?
            Ma se il libro ha successo, guadagni
            infinitamente di più e non stai rubando nulla nè
            ai lettori nè ai concorrenti
            scrittori.dici che scrivendo un libro tutti gli scrittori hanno 'realmente fatto' esattamente quanto gli altri... allora vuoi proprio dire che il successo del libro NON dipende da chi lo ha scritto o dal contenuto del testo... o sbaglio?
            Questa è la realtà.
            L'unico modo per stravorgerla sarebbe rendere
            tutti gli scrittori pagati un tot per pagina o
            per pubblicazione con meccanismi comunistoidi
            tipicamente realizzabili solo su carta o,
            appunto, nel villaggio dei puffi
            rossi.sicuro?guarda, ragiono secondo i tuoi schemi (che peraltro non condivido): non basterebbe, che so, pagare l'autore un tot per pagina venduta (e non scritta o stampata)?sarebbe così difficile da realizzare questo, nell'era dell'informatica?
            Che poi il copyright moderno sia esagerato, sono
            anche
            d'accordo.ah beh! meno male!;-)
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Ing del software
            contenuto non disponibile
          • braincrash.it scrive:
            Re: Ing del software
            Aggiungo una cosa che forse non tutti sanno.Chi vuole rifare un brano musicale(in parte o per intero) sarebbe (visto che non sempre viene fatto) tenuto a chiedere i diritti all'autore. Può capitare (raramente) che la possibilità di rifarlo venga data gratuitamente, comunque di solito vengono chieste delle royalties sulle vendite. Potrebbe anche capitare che la concessione non venga data, di solito quando l'autore ritiene che il suo brano venga storpiato o il nuovo sia di cattiva qualità.Percui (almeno in questo caso) il riciclaggio non è sempre un "furto" di opere altrui per trarne profitto, ma anche l'autore originale continuerà ad averne beneficio.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ing del software
            - Scritto da: Blackstorm
            Ancora, nessuno ha mai brevettato la scrittura.La scrittura no, ma la stampa sì. Un certo Gutenberg...
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Ing del software
        contenuto non disponibile
      • Candido scrive:
        Re: Ing del software
        - Scritto da: Bastard Inside
        caldaia, ma con i brevetti astratti qualcuno
        potrebbe provare a brevettare il generico
        concetto di caldaia, o magari l'acqua calda, il
        fatto di riscaldare acqua fredda e renderla
        calda, magari il fuoco... Sfatiamo questo mito: un brevetto per essere valido non può essere così generico. Esistono presupposti parecchio rigidi per brevettare un'invenzione.
        Un avvocato di un paese
        anglosassone (mi sembra l'Australia) per
        dimostrare gli eccessi a cui si è arrivati in
        certi paesi, è riuscito a farsi accettare il
        brevetto della ruota, per
        esempio.Probabile, se il brevetto è stato depositato in un paese con sistema di controllo a posteriori. Un brevetto del genere è carta straccia, non potrebbe essere mai utilizzato per impedire ad altri di usare la ruota.
        • Bastard Inside scrive:
          Re: Ing del software
          - Scritto da: Candido
          - Scritto da: Bastard Inside


          caldaia, ma con i brevetti astratti qualcuno

          potrebbe provare a brevettare il generico

          concetto di caldaia, o magari l'acqua calda, il

          fatto di riscaldare acqua fredda e renderla

          calda, magari il fuoco...

          Sfatiamo questo mito: un brevetto per essere
          valido non può essere così generico. Esistono
          presupposti parecchio rigidi per brevettare
          un'invenzione.


          Un avvocato di un paese

          anglosassone (mi sembra l'Australia) per

          dimostrare gli eccessi a cui si è arrivati in

          certi paesi, è riuscito a farsi accettare il

          brevetto della ruota, per

          esempio.

          Probabile, se il brevetto è stato depositato in
          un paese con sistema di controllo a posteriori.
          Un brevetto del genere è carta straccia, non
          potrebbe essere mai utilizzato per impedire ad
          altri di usare la
          ruota.In Europa controllano un po' meglio e poi l'introduzione dei brevetti SW e/o astratti finora è stata bocciata, ma gli uffici brevetti di USA e Australia, per esempio, sono pieni di mostruosità simili.
      • braincrash.it scrive:
        Re: Ing del software
        - Scritto da: Bastard Inside
        Un avvocato di un paese
        anglosassone (mi sembra l'Australia) per
        dimostrare gli eccessi a cui si è arrivati in
        certi paesi, è riuscito a farsi accettare il
        brevetto della ruota, per
        esempio.Per i curiosi come me:http://punto-informatico.it/61165/PI/News/tecnologia-brevettata-ruota.aspx
      • Massi cadenti scrive:
        Re: Ing del software
        - Scritto da: Blackstorm
        Certo, e nel frattempo che mi facico una
        reputazione ocme campo? Di aria
        fritta?L'idraulico o l'avvocato come campano all'inizio della propria carriera quando non si sono fatti ancora una reputazione e un giro di conoscenze/clienti?L'attore (quello vero, di teatro) non fa la gavetta?Il cuoco non parte come aiuto cuoco o lavapiatti?Il musicista non parte dallo scantinato lurido dove suona per poco o niente?Ma è mai possibile che vogliate il tutto e subito? Nel frattempo che ti fai una reputazione campi peggio (a volte molto peggio) di quando te la sei fatta: ti ingegni, ti trovi altri lavori da fare nel frattempo, ecc.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 ottobre 2008 12.49-----------------------------------------------------------
    • MrVain scrive:
      Re: Ing del software
      - Scritto da: Jenni
      Prima lezione della materia in oggetto. Il
      software non e` come gli altri prodotti
      dell'ingegneria. In un lampadario, in una
      macchina, o in qualsiasi altro prodotto
      dell'ingegneria, il costo maggiore sta nella
      produzione del bene e non nella progettazione.Su che base si affermi che i costi della progettazione di un nuovo prodotto industriale siano inferiori a quella di un software è veramente un mistero.... oltre che sbagliato.Come se ad esempio la progettazione di una nuova auto o di un nuovo medicinale costi due euro e cinquanta....
  • Illo Illi scrive:
    articolo inconsistente
    A partire dai paragoni totalmente fuori luogo per arrivare al contenuto senza un preciso scopo.Prima dici che non si acquista il software e alla fine fai riferimento "...quando si ***acquista un software*** si danno soldi ad un'azienda...".Poi che c'entra puntualizzare sulla localizzazione della software house?Il software non lo acquisti, per acquistarlo non ti basterebbero i 100 euro della licenza.Ma quando noleggi un'auto ci fai un bel buco per metterci la tua antenna?- X produce un software, e decide di renderlo closed source e concederlo sotto licenza con strettissime clausole di uso ecc. ecc. - Ad Y piace il software, accetta le condizioni di uso e lo paga.- A Z invece il software non piace e lo ignora.- A K il software piace ma non piacciono le condizioni di uso e lo ignora.Fine.Penso di capire la tua idea ma non puoi limitare la liberta' degli altri.Io uso Linux perche' mi piace e mi piace la fisolofia alla base dell'open source. Non mi piace windows per come e' fatto, per la sua fisolosia ecc. e lo ignoro.
    • CCC scrive:
      Re: articolo inconsistente
      - Scritto da: Illo Illi[...]
      Poi che c'entra puntualizzare sulla
      localizzazione della software
      house?i soldi pagati per licenze d'uso a multinazionali estere (e non è colpa mia o dell'autore dell'articolo se, quelle grosse, sono quasi tutte statunitensi) vanno a finire nelle rispettive banche senza che in cambio noi si riceva alcunché: nessun bene materiale, nessun diritto d'autore... solo una licenza d'uso...se a te tutto questo sembra una buona cosa... contento tu...[...]
      Ma quando noleggi un'auto ci fai un bel buco per
      metterci la tua
      antenna?io no... ma se l'acquisto magari si...però "comprare" un software (come dici tu) o un'automobile sono cose completamente diverse dal punto di vista giuridico... il paragone NON è proponibile...
      - X produce un software, e decide di renderlo
      closed source e concederlo sotto licenza con
      strettissime clausole di uso ecc. ecc.

      - Ad Y piace il software, accetta le condizioni
      di uso e lo
      paga.che fai? cadi nello stesso errore che attribuisci agli altri? si paga la licenza d'uso, NON il software...
      - A Z invece il software non piace e lo ignora.
      - A K il software piace ma non piacciono le
      condizioni di uso e lo
      ignora.

      Fine.non è troppo semplice così?
      Penso di capire la tua idea ma non puoi limitare
      la liberta' degli
      altri.è ciò che cercano di fare le licenze "closed"...e perché questo sembra una cosa "naturale" e del tutto accettabile (quando no lo è) mentre per il sw libero si vanno a cercare i peli nel c...?
      Io uso Linux perche' mi piace e mi piace la
      fisolofia alla base dell'open source.beh... la filosofia alla base di GNU/Linux non è quella opensource ma piuttosto quella del software libero, che è cosa diversa...
      Non mi piace windows per come e' fatto, per la
      sua fisolosia ecc. e lo
      ignoro.neanche a me piace W$... anche io vorrei ignorarlo... ma non posso... la fai (forse volutamente) troppo semplice...purtroppo i sistemi e gli applicativi W$ sono largamente i più diffusi... volere o no, NON si possono ignorare...per cui cade il tuo discorso sulla scelta e sul limitare la libertà degli altri: è la presenza così invadente delle licenze "closed" che limita e impedisce qualsiasi libertà di scelta... e sono queste licenze, per prime, a limitare la libertà degli altri...
      • braincrash.it scrive:
        Re: articolo inconsistente
        Per linux mi pare di aver visto che esistono software come sibelius, ma non come quelli da me citati che sono tutt'altra cosa.
        • Massi cadenti scrive:
          Re: articolo inconsistente
          - Scritto da: braincrash.it
          Per linux mi pare di aver visto che esistono
          software come sibelius,Se ti vengono in mente i nomi fammelo sapere, quello (e Premiere, e Cool Edit) sono i 3 che mi legano ancora a windows e al closed source.
          ma non come quelli da me citati che sono tutt'altra
          cosa.Lo so. E' che una volta Cubase (quando era il programma di punta dell'Atari ST) si usava *anche* per scrivere spartiti musicali, cioè quello che fa oggi Sibelius.
          • braincrash.it scrive:
            Re: articolo inconsistente
            Qui trovi una lista di "notation software" vedi tu quale potrebbe essere il più "decente" che io non lo so :).http://linux-sound.org/notation.htmlPenso che nello stesso sito magari trovi anche un audio editor stile cool-edit.Per il sostituto di premiere... io di software del genere, i più belli che ho trovato sono comparabili a windows movie maker... quindi...
          • Massi cadenti scrive:
            Re: articolo inconsistente
            - Scritto da: braincrash.it
            http://linux-sound.org/notation.htmlSalvato il link, poi vedo con calma :) Grazie :)
      • braincrash.it scrive:
        Re: articolo inconsistente
        Grazie mille, appena ho tempo li proverò.
        • CCC scrive:
          Re: articolo inconsistente
          - Scritto da: braincrash.it
          Grazie mille, appena ho tempo li proverò.:-)
          • pippo75 scrive:
            Re: articolo inconsistente




            visto il prezzo che si paga per chiedere, ci

            provo

            :)



            grazie

            ma dici quello per CAD/CAM?si, proprio quello.mi piacerebbe cominciare ad imparare ad usare uno di questi programmi.
          • CCC scrive:
            Re: articolo inconsistente
            - Scritto da: pippo75[...]alternativa open per MasterCamallora... l'area cad/cam è l'unica dove l'offerta di software liberi è un po' debole...comunque sia:SagCadhttp://sagcad.sourceforge.jp/Synergy (forse è a pagamento...)http://www.webersys.com/QCadhttp://linuxappfinder.com/package/qcadElectrichttp://linuxappfinder.com/package/electricUn elenco generale:http://linuxappfinder.com/graphics/cadciao
        • CCC scrive:
          Re: articolo inconsistente
          - Scritto da: braincrash.it
          Grazie mille, appena ho tempo li proverò.aggiungo:Rosegardenhttp://www.rosegardenmusic.com/audacityhttp://audacity.sourceforge.net/
    • The Mind withCake scrive:
      Re: articolo inconsistente
      - Scritto da: Illo Illi
      - Ad Y piace il software, accetta le condizioni
      di uso e lo
      paga.
      - A Z invece il software non piace e lo ignora.
      - A K il software piace ma non piacciono le
      condizioni di uso e lo
      ignora.

      Fine.è proprio quello che dice l'articolo: prima di pagare l'utilizzo del software informati anche sulle condizioni di utilizzo, e se non ti piacciono ignoralo. L'articolo non è una bacchettata per le software house, ma per gli utenti che accettano le EULA senza nemmeno leggerle...
    • Kal1El scrive:
      Re: articolo inconsistente

      Poi che c'entra puntualizzare sulla
      localizzazione della software
      house?Infatti, ma la cosa per me meno sensata è questa:
      in realtà non ci dà niente di materiale in cambio, eccetto
      la scatola di imballaggio e il supporto (DVD) sul quale è
      memorizzato il software, ma ci consente di utilizzare un
      suo prodotto che possiamo solo vedere in esecuzione sullo
      schermo del nostro PC. Ed i soldi così spesi vanno ad
      arricchire altri Paesi impoverendo il nostro.Ma che assurdità è? "Non esiste" perché funziona su uno schermo!?!?! Esistono solo i beni materiali? ROTFLQuindi la musica, i film, i libri non valgono niente... e non so quanti altri esempi ci saranno.
  • za73 scrive:
    La famosa "Copia Originale"
    Mi raccomando, acquistate le "copie originali" con fotocopie di soldi autentici!E se proprio non siete in grado di farlo, dategli i vostri soldi in "licenza d'uso", così qualsiasi cosa comprino con i vostri soldi in effetti sarà vostra!
    • CCC scrive:
      Re: La famosa "Copia Originale"
      - Scritto da: za73
      Mi raccomando, acquistate le "copie originali"
      con fotocopie di soldi
      autentici!

      E se proprio non siete in grado di farlo, dategli
      i vostri soldi in "licenza d'uso", così qualsiasi
      cosa comprino con i vostri soldi in effetti sarà
      vostra!ottimo post!peccato che purtroppo (dai i commenti precedenti) il 99% dei lettori non ne capirà contenuto e senso...
    • Massi cadenti scrive:
      Re: La famosa "Copia Originale"
      - Scritto da: za73
      Mi raccomando, acquistate le "copie originali"
      con fotocopie di soldi autentici!Io volevo pagarli con questi, dici che quindi non vanno bene?[img]http://byfiles.storage.live.com/y1pkp6JrwO2k3obnsraDUMlC5G0Ot3y2yX1-WXCzo54Fley_SIlBe4fjm-_B1vyVMri0qYEZsEfBuo[/img]
      E se proprio non siete in grado di farlo, dategli
      i vostri soldi in "licenza d'uso", così qualsiasi
      cosa comprino con i vostri soldi in effetti sarà
      vostra!Questo è ovvio. :)
  • Chris scrive:
    Ma che fesseria è questa?
    Chi compra un lampadario lo installa e lo usa per l'illuminazione. Chi può dimostrare il contrario si faccia avanti. Allo stesso modo chi compra un software lo installa e lo usa per le funzionalità che offre.
    • The Mind withCake scrive:
      Re: Ma che fesseria è questa?
      Ma l'hai letto per bene l'articolo? Chi compra un lampadario GENERALMENTE lo appende al soffitto così com'è, ma se vuoi girare un film d'azione e il tuo protagonista lo usa come liana o lo fa cadere in testa al nemico nessuno te lo vieta, se una lampadina si fulmina LA PUOI SOSTITUIRE DA SOLO, se ti va puoi usarlo per appendere i panni ad asciugare... insomma, non sei COSTRETTO ad appenderlo e usarlo senza modifiche, puoi farci tutto ciò che vuoi, tanto è tuo!!! Col software proprietario invece questo non vale: se trovi un bug DEVI aspettare una patch ufficiale, è illegale apportare correzioni da solo; spesso è scritto che puoi usarlo solo per gli scopi previsti dal produttore (quindi niente analoghi delle liane metropolitane o appendiabiti improvvisati) e altre limitazioni che se fossero associate agli oggetti materiali sarebbero ridicole (come è ridicolo il divieto di modificare la playstation, tanto che nessuno se ne preoccupa...)
      • Blackstorm scrive:
        Re: Ma che fesseria è questa?
        - Scritto da: The Mind withCake
        Ma l'hai letto per bene l'articolo? Chi compra un
        lampadario GENERALMENTE lo appende al soffitto
        così com'è, ma se vuoi girare un film d'azione e
        il tuo protagonista lo usa come liana o lo fa
        cadere in testa al nemico nessuno te lo vieta, se
        una lampadina si fulmina LA PUOI SOSTITUIRE DA
        SOLO, se ti va puoi usarlo per appendere i panni
        ad asciugare... insomma, non sei COSTRETTO ad
        appenderlo e usarlo senza modifiche, puoi farci
        tutto ciò che vuoi, tanto è tuo!!!Certo, ma non è nato per esser eusato ocme liana o come appendiabiti.
        Col software
        proprietario invece questo non vale: se trovi un
        bug DEVI aspettare una patch ufficiale, è
        illegale apportare correzioni da solo; spesso è
        scritto che puoi usarlo solo per gli scopi
        previsti dal produttore (quindi niente analoghi
        delle liane metropolitane o appendiabiti
        improvvisati) e altre limitazioni che se fossero
        associate agli oggetti materiali sarebbero
        ridicole (come è ridicolo il divieto di
        modificare la playstation, tanto che nessuno se
        ne
        preoccupa...)Essedno il software un bene che non è esattamente materiale il paragone regge poco. Quanto alla modifica delle play si tratta di mettere le mani su tecnologia brevettata, è come modificare un motorino: gli posso anche montare il carburatore da 20, ma non pretendere garanzie di affidabilità o che non ti multino.
        • The Mind withCake scrive:
          Re: Ma che fesseria è questa?
          Infatti nessuno pretende che dopo la modifica rimanga la garanzia, solo che non sia vietata la modifica in ambito personale. Ovvio che se prendo windows, gli cambio la barra del menu con una leopardata e poi tento di spacciarlo per una mia creazione ciò non deve essere lecito, ma se personalmente ho pessimo gusto voglio poter mettere la barra di avvio leopardata su windows di casa mia!Modificare un motorino è lecito; prendi ad esempio le auto da rally: sono auto supertruccate e stramodificate, ma nessuna casa produttrice di automobili fa causa ai rallysti per non aver usato le loro auto "as is". Ovviamente una volta modificate non ci puoi circolare per strada (così come non puoi circolare per strada col motorino truccato), ma questo è un discorso diverso; resta il fatto che se tieni in salotto una Vespa regolarmente acquistata a cui hai attaccato il motore di un F14 regolarmente acquistato NESSUNO può denunciarti, né la Piaggio, né la US Navy, né la polizia stradale...
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: The Mind withCake
            Infatti nessuno pretende che dopo la modifica
            rimanga la garanzia, solo che non sia vietata la
            modifica in ambito personale. Ovvio che se prendo
            windows, gli cambio la barra del menu con una
            leopardata e poi tento di spacciarlo per una mia
            creazione ciò non deve essere lecito, ma se
            personalmente ho pessimo gusto voglio poter
            mettere la barra di avvio leopardata su windows
            di casa
            mia!
            Esistono tool per cambiare il tema di windows. E anche l'aspetto della barra.
            Modificare un motorino è lecito; Spiegalo quando una pattuglia ti ferma.
            prendi ad
            esempio le auto da rally: sono auto supertruccate
            e stramodificate, ma nessuna casa produttrice di
            automobili fa causa ai rallysti per non aver
            usato le loro auto "as is". Ovviamente una volta
            modificate non ci puoi circolare per strada (così
            come non puoi circolare per strada col motorino
            truccato), ma questo è un discorso diverso; resta
            il fatto che se tieni in salotto una Vespa
            regolarmente acquistata a cui hai attaccato il
            motore di un F14 regolarmente acquistato NESSUNO
            può denunciarti, né la Piaggio, né la US Navy, né
            la polizia
            stradale...Nessuno ti può denunciare ma te ne viene impedito l'uso su strada.
          • Wolf01 scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            Ma tu, l'intelligenza e l'italiano siete rette sghembe?(Ma dove l'ho sentita questa? Bho, chissà)Leggi i commenti prima di postare, sei ridicolo
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Wolf01
            Ma tu, l'intelligenza e l'italiano siete rette
            sghembe?
            aspetta che mi facico il solletico e poi mi rotolo dalle risate per la brillantezza e originalità di questa battuta che così sagacemente rifà il verso ad un mio commento, in maniera così fine e superbamente subdola che meriterebbe l'iscrizione nell'albo delle risposte più divertenti della storia.

            Leggi i commenti prima di postare, sei ridicoloL'uva non è matura, disse la volpe che non ci arrivava.Se non hai argomenti, non postare.
          • Wolf01 scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            L'argomento nascosto era "leggi tutto il capitolo prima di commentare la prima riga"Altrimenti fai lo stesso sbaglio di dei giornalisti che tirano fuori una frase dal contesto, magari detta in modo incompleto o ironicamente e attaccano l'autore in tutti i modi possibili.

            Modificare un motorino è lecito;

            Spiegalo quando una pattuglia ti ferma.


            prendi ad

            esempio le auto da rally: sono auto supertruccate

            e stramodificate, ma nessuna casa produttrice di

            automobili fa causa ai rallysti per non aver

            usato le loro auto "as is". Ovviamente una volta

            modificate non ci puoi circolare per strada (così

            come non puoi circolare per strada col motorino

            truccato)Come puoi notare l'autore sapeva benissimo e ha spiegato più avanti che una volta modificato il motorino non si può circolare per strada, ma tu l'hai contraddetto comunque.Questa non è la tua prima risposta che fai in questo modo e non sarà l'ultima, e sinceramente A ME sembri un tipo superficiale, visto che leggi fino al punto che ti interessa quindi attacchi, poi vai avanti e magari riesci a contraddirti da solo.Ti vanno bene le mie argomentazioni?
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Wolf01
            L'argomento nascosto.Si, ok, hai raigone

            Come puoi notare l'autore sapeva benissimo e ha
            spiegato più avanti che una volta modificato il
            motorino non si può circolare per strada, ma tu
            l'hai contraddetto
            comunque.Avevo i miei motivi.

            Questa non è la tua prima risposta che fai in
            questo modo e non sarà l'ultima, e sinceramente A
            ME sembri un tipo superficiale, A me tu sembri uno a cui piace fare polemica. Ognuno di noi ha opinioni abbastanza basse delle altre persone. Heinlein insegna.
            visto che leggi
            fino al punto che ti interessa quindi attacchi,
            poi vai avanti e magari riesci a contraddirti da
            solo.Questa è una tua supposizione. Intendo che leggo fino al punto che mi interessa. Che riesco a contraddirmi da solo lo so benissimo... Lo facico di continuo.

            Ti vanno bene le mie argomentazioni?Non credo che la risposta ti interessi, mi sembra una domanda retorica.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Blackstorm

            Modificare un motorino è lecito;

            Spiegalo quando una pattuglia ti ferma.


            prendi ad

            esempio le auto da rally: sono auto
            supertruccate

            e stramodificate, ma nessuna casa produttrice di

            automobili fa causa ai rallysti per non aver

            usato le loro auto "as is". Ovviamente una volta

            modificate non ci puoi circolare per strada
            (così

            come non puoi circolare per strada col motorino

            truccato), ma questo è un discorso diverso;
            resta

            il fatto che se tieni in salotto una Vespa

            regolarmente acquistata a cui hai attaccato il

            motore di un F14 regolarmente acquistato NESSUNO

            può denunciarti, né la Piaggio, né la US Navy,


            la polizia

            stradale...

            Nessuno ti può denunciare ma te ne viene impedito
            l'uso su
            strada.Quindi se non lo usi su strada nessuna pattuglia potrà mai avere alcun diritto per fermarti.
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Massi cadenti
            - Scritto da: Blackstorm


            Modificare un motorino è lecito;



            Spiegalo quando una pattuglia ti ferma.




            prendi ad


            esempio le auto da rally: sono auto

            supertruccate


            e stramodificate, ma nessuna casa produttrice
            di


            automobili fa causa ai rallysti per non aver


            usato le loro auto "as is". Ovviamente una
            volta


            modificate non ci puoi circolare per strada

            (così


            come non puoi circolare per strada col
            motorino


            truccato), ma questo è un discorso diverso;

            resta


            il fatto che se tieni in salotto una Vespa


            regolarmente acquistata a cui hai attaccato il


            motore di un F14 regolarmente acquistato
            NESSUNO


            può denunciarti, né la Piaggio, né la US Navy,




            la polizia


            stradale...



            Nessuno ti può denunciare ma te ne viene
            impedito

            l'uso su

            strada.

            Quindi se non lo usi su strada nessuna pattuglia
            potrà mai avere alcun diritto per
            fermarti.Non è detto. Ora, non me ne intendo moltissimo, ma credo che ci vogliano apposite licenze anche per mezzi modificati per gare da rally o simili. Di sicuro ci vuole una patente apposta, se ricordo bene.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Blackstorm
            - Scritto da: Massi cadenti

            - Scritto da: Blackstorm



            Modificare un motorino è lecito;





            Spiegalo quando una pattuglia ti ferma.






            prendi ad



            esempio le auto da rally: sono auto


            supertruccate



            e stramodificate, ma nessuna casa
            produttrice

            di



            automobili fa causa ai rallysti per non aver



            usato le loro auto "as is". Ovviamente una

            volta



            modificate non ci puoi circolare per strada


            (così



            come non puoi circolare per strada col

            motorino



            truccato), ma questo è un discorso diverso;


            resta



            il fatto che se tieni in salotto una Vespa



            regolarmente acquistata a cui hai attaccato
            il



            motore di un F14 regolarmente acquistato

            NESSUNO



            può denunciarti, né la Piaggio, né la US
            Navy,






            la polizia



            stradale...





            Nessuno ti può denunciare ma te ne viene

            impedito


            l'uso su


            strada.



            Quindi se non lo usi su strada nessuna pattuglia

            potrà mai avere alcun diritto per

            fermarti.

            Non è detto. Ora, non me ne intendo moltissimo,
            ma credo che ci vogliano apposite licenze anche
            per mezzi modificati per gare da rally o simili.
            Di sicuro ci vuole una patente apposta, se
            ricordo
            bene.Per guidarli su strada non sono sicuro ma è assai probabile (credo valga lo stesso discorso della F.1) ma per possederli e basta no.
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Massi cadenti
            - Scritto da: Blackstorm

            Non è detto. Ora, non me ne intendo moltissimo,

            ma credo che ci vogliano apposite licenze anche

            per mezzi modificati per gare da rally o simili.

            Di sicuro ci vuole una patente apposta, se

            ricordo

            bene.

            Per guidarli su strada non sono sicuro ma è assai
            probabile (credo valga lo stesso discorso della
            F.1) ma per possederli e basta
            no.E allora non sei libero di farci quello che vuoi...
          • braincrash.it scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: The Mind withCake
            Modificare un motorino è lecito; prendi ad
            esempio le auto da rally: sono auto supertruccate
            e stramodificate, ma nessuna casa produttrice di
            automobili fa causa ai rallysti per non aver
            usato le loro auto "as is". Ovviamente una volta
            modificate non ci puoi circolare per strada (così
            come non puoi circolare per strada col motorino
            truccato), ma questo è un discorso diverso; resta
            il fatto che se tieni in salotto una Vespa
            regolarmente acquistata a cui hai attaccato il
            motore di un F14 regolarmente acquistato NESSUNO
            può denunciarti, né la Piaggio, né la US Navy, né
            la polizia
            stradale...Perfettamente giusto! Ma il problema non è li...Il problema è che la magioranza, per non dire tutti, di coloro che modificano il motorino poi ci vada per strada...E' inutile predicare bene se lo scopo finale è razzolare male :)
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: The Mind withCake
            Modificare un motorino è lecito; prendi ad
            esempio le auto da rally: sono auto supertruccate
            e stramodificate, ma nessuna casa produttrice di
            automobili fa causa ai rallysti per non aver
            usato le loro auto "as is". Ovviamente una volta
            modificate non ci puoi circolare per strada (così
            come non puoi circolare per strada col motorino
            truccato), ma questo è un discorso diverso; resta
            il fatto che se tieni in salotto una Vespa
            regolarmente acquistata a cui hai attaccato il
            motore di un F14 regolarmente acquistato NESSUNO
            può denunciarti, né la Piaggio, né la US Navy, né
            la polizia
            stradale...EsattoMagari in salotto non sarebbe salubre per via dei gas di scarico, però nel terrazzo/giardino/cortile di casa tua puoi farlo benissimo (se però non è tuo ma condominiale dovresti avere l'autorizzazione del condominio).
          • MrVain scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: The Mind withCake
            Modificare un motorino è lecito; prendi ad
            esempio le auto da rally: sono auto supertruccate
            e stramodificate, ma nessuna casa produttrice di
            automobili fa causa ai rallysti per non aver
            usato le loro auto "as is". Ovviamente una volta
            modificate non ci puoi circolare per strada (così
            come non puoi circolare per strada col motorino
            truccato), ma questo è un discorso diverso;Non è esatto, le modifiche alle auto ed ai motorini sono possibili e se passi il relativo collaudo alla motorizzazione civile puoi anche circolare per strada. Il tutto senza autorizzazione della casa costruttrice.
        • Massi cadenti scrive:
          Re: Ma che fesseria è questa?
          - Scritto da: Blackstorm
          Essedno il software un bene che non è esattamente
          materiale il paragone regge poco. Quanto alla
          modifica delle play si tratta di mettere le mani
          su tecnologia brevettata, è come modificare un
          motorino: gli posso anche montare il carburatore
          da 20, ma non pretendere garanzie di affidabilità
          o che non ti multino.Modificare un motorino non è illegale di per sé, se così modificato lo usi nel cortile di casa o comunque non su strada pubblica puoi benissimo modificarlo, perché è tuo. Non puoi usarlo su strada pubblica perché la modifica annulla l'omologazione e ogni veicolo a motore che transita su strada pubblica dev'essere omologato. Ma non è che il produttore ti può fare causa se ti modifichi il motorino da lui prodotto.
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Massi cadenti
            - Scritto da: Blackstorm

            Essedno il software un bene che non è
            esattamente

            materiale il paragone regge poco. Quanto alla

            modifica delle play si tratta di mettere le mani

            su tecnologia brevettata, è come modificare un

            motorino: gli posso anche montare il carburatore

            da 20, ma non pretendere garanzie di
            affidabilità

            o che non ti multino.

            Modificare un motorino non è illegale di per sé,
            se così modificato lo usi nel cortile di casa o
            comunque non su strada pubblica puoi benissimo
            modificarlo, perché è tuo. Non puoi usarlo su
            strada pubblica perché la modifica annulla
            l'omologazione e ogni veicolo a motore che
            transita su strada pubblica dev'essere omologato.
            Ma non è che il produttore ti può fare causa se
            ti modifichi il motorino da lui
            prodotto.Ioi un motorino non lo uso per farci 2 metri nell'orto. E per l'omologazione devo comunque essere autorizzato a circolare.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Blackstorm
            Ioi un motorino non lo uso per farci 2 metri
            nell'orto.Il mondo è pieno di auto e moto modificate in modi anche fantasiosi e tenute lì come opere d'arte. Non mi ricordo chi fu il fautore di questa cosa ma comunque non è un'idea nuova, credo fosse in voga già dagli anni 70.
            E per l'omologazione devo comunque
            essere autorizzato a circolare.Se hai la patente adatta e il veicolo è omologato così come lo stai guidando sei autorizzato a circolare, se intendevi altro spiegati meglio.L'omologazione abilita il veicolo a circolare su strada pubblica, la patente abilita te a guidare quel veicolo. Per i rally sicuramente non serve l'omologazione normale (è possibile comunque che serva un'omologazione specifica fatta dal comitato organizzatore, e/o una deroga della motorizzazione che abiliti a girare quello specifico giorno su quel percorso, visto che di solito per i rally -e non solo, pensa al circuito di Monaco per la F.1- si usano comunque strade altrimenti pubbliche e aperte al traffico normale).
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Ma che fesseria è questa?
        contenuto non disponibile
        • Wolf01 scrive:
          Re: Ma che fesseria è questa?
          Potrei dissentireSe io compro un software per CAD e lo voglio usare per disegnare frattali almeno ho già una "solida" base dalla quale partire, non è stato progettato per disegnare frattali ma con un po' di modifiche potrebbe farlo, così come una cariola non è progettata per essere un tamburo ma levandole la ruota, tendendo un foglio di plastica sopra l'incavo e mettendola su un buon supporto potrebbe anche farlo
          • Chris scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            e allora perchè non ti scrivi un software da zero invece di scassare con modifiche a software che non sono nati per i frattali?
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Chris
            e allora perchè non ti scrivi un software da zero
            invece di scassare con modifiche a software che
            non sono nati per i frattali?Perché modificare un software di cad o di grafica 3d per fare frattali richiede molte meno linee di codice di quelle di un software per fare frattali.Stando al tuo ragionamento ogni volta che volessimo fare una nuova ricerca scientifica dovremmo ripartire dal fuoco o dalla ruota...
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Massi cadenti
            - Scritto da: Chris

            e allora perchè non ti scrivi un software da
            zero

            invece di scassare con modifiche a software che

            non sono nati per i frattali?

            Perché modificare un software di cad o di grafica
            3d per fare frattali richiede molte meno linee di
            codice di quelle di un software per fare
            frattali.
            Stando al tuo ragionamento ogni volta che
            volessimo fare una nuova ricerca scientifica
            dovremmo ripartire dal fuoco o dalla
            ruota...Dubito. Anche avendo a disposizione il codice sorgente, bisognerebbe studiarselo bene per implementare le giuste chiamate alle funzioni esistenti. Un programmino per generare frattali in se non costa molto come codice, tant'è che se ne torvano un sacco in giro, gratuiti e funzionanti... Inoltre usare autocad per una cosa del genere è quantomeno folle, imho.
          • Wolf01 scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            Era un esempio... lo so che un programmino per frattali è una stupidata.Posso farne molti altri, tipo perchè non posso modificare il sistema operativo per farlo girare nella lavatrice, oppure perchè non posso modificare Cooking Mama per farlo interagire direttamente con il fornello invece che stare io a girare le manopole?L'unica cosa che si sarebbe dovuta tirar fuori dal contesto è "se esiste qualcosa che si avvicina a quello che si vuole fare, perchè qualcuno deve impedirmi di modificare quella cosa per raggiungere il mio scopo?"Perchè come ha detto Chris altrimenti si dovrebbe ripartire scoprendo il fuoco e la ruota!Per un mio programma ho voluto reinventare da zero il sistema di GUI, non perchè non ce ne fossero di già pronti e modificabili, ma per imparare qualcosa (anche se per ora sono fermo a finestre, textbox e bottoni)Altrimenti avrei semplicemente preso GTK e usato quello, avrei ottenuto lo stesso risultato, anzi, in meno tempo e sicuramente senza i vari bug che ho dovuto e sto cercando di correggereSinceramente non lo rifarei e preferirei usare GTK per il prossimo progetto, questo perchè inventare da zero è difficile, lungo e costoso
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            - Scritto da: Wolf01
            L'unica cosa che si sarebbe dovuta tirar fuori
            dal contesto è "se esiste qualcosa che si
            avvicina a quello che si vuole fare, perchè
            qualcuno deve impedirmi di modificare quella cosa
            per raggiungere il mio
            scopo?"
            Perchè come ha detto Chris altrimenti si dovrebbe
            ripartire scoprendo il fuoco e la
            ruota!Veramente l'avevo detto io, ma tranquillo non citerò in giudizio questo Chris (né te :P) per i diritti (morali di essere riconosciuto come) d'autore :)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 19.02-----------------------------------------------------------
          • braincrash.it scrive:
            Re: Ma che fesseria è questa?
            Allora in questo caso, dovresti pagare il software per intero e di sicuro non è quanto quegli spiccioli che paghi per la licenza d'uso.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 14.58-----------------------------------------------------------
    • Fra Martino scrive:
      Re: Ma che fesseria è questa?
      vedi che te lo dici da te? che fesseria è questa?
  • Antony scrive:
    Paragone del lampadario
    Vorrei far notare che il paragone con il lampadario è un po' BUGGATO.Si, si acquista i diritti di proprietà del lampadario stesso, ma esclusivamente perchè non è di "facile replicazione" se volessi copiarlo al 100% e rivenderne uno al 99,9% uguale con il mio nome sopra.Mica tutti dispongono di elaborazione del vetro e del metallo nel proprio appartamento al 3o piano di un palazzo in centro a Milano! :)Invece un SW è facilmente copiabile, modificabile, ecc ecc...credo sia normale impostare dei vincoli affinchè non venga rovinato/vanificato il lavoro dei programmatori.Come per i SW, anche il lampadario, se viene modificato dal compratore, "perde la garanzia" e non ricade più nell'assistenza del produttore. Mi pare giusto. Infondo se il lampadario da 220V venisse usato sulla rete industriale da 380V-trifase probabilmente potrebbe provocare un incendio e non mi pare giusto incolpare il produttore del lampadario. Quindi, immedesimandomi in quest'ultimo, cercherei di mettere "nell'EULA" più limitazioni possibili affinchè il prodotto funzioni come dovrebbe, o perlomeno come è stato provato/testato.Una SoftwareHouse non può prevedere e provare tutte le configurazione di HW e SW presente a casa del cliente.
    • CSOE scrive:
      Re: Paragone del lampadario

      Come per i SW, anche il lampadario, se viene
      modificato dal compratore, "perde la garanzia" e
      non ricade più nell'assistenza del produttore. MiNon è solo quello, se tocchi un lampadario perdi l'omologazione che ti permette di usarlo. Diventa un pericolo per te e per gli altri, ed in caso di scossa elettrica diventi responsabile in prima persona.Ma lasciamo perdere...
      • Blackstorm scrive:
        Re: Paragone del lampadario
        - Scritto da: CSOE

        Come per i SW, anche il lampadario, se viene

        modificato dal compratore, "perde la garanzia" e

        non ricade più nell'assistenza del produttore.
        Mi

        Non è solo quello, se tocchi un lampadario perdi
        l'omologazione che ti permette di usarlo.
        E invalidi anche eventuali garanzie, ricordiamo.
    • Fra Martino scrive:
      Re: Paragone del lampadario
      che centra la facile replicazione? hai visto un po' troppo star trek?
  • CSOE scrive:
    Questo è l'anno di Linux
    Me lo sento !A parte gli scherzi, neppure io lo commento questo articolo.
    • CCC scrive:
      Re: Questo è l'anno di Linux
      - Scritto da: CSOE
      Me lo sento !

      A parte gli scherzi, neppure io lo commento
      questo
      articolo.1) e allora potevi evitare anche questo post2) perché non commenti? gli argomenti oggi scarseggiano più del solito ;-) ??
      • CSOE scrive:
        Re: Questo è l'anno di Linux

        2) perché non commenti? gli argomenti oggi
        scarseggiano più del solito ;-) ??L'articolo non mi interessa, dice cose che non farebbero presa su nessuno. Sono più interessanti i commenti.
  • fabio codebue scrive:
    E' ora di pensare open, OPENSOURCE
    beh questo articolo mette in evidenza come oramai il futuro non risiede più nell'acquisto del software, o più correttamente nell'acusito della licenza di utilizzo, ma nel pagare i servizi di consulenza su di esso.Ecco che entra in gioco il software opensource. Software che si può utilizzare liberalmente, più o meno a seconda delle licenze adottate, ma che non è vendibile!Infatti è incoerente la vendita di qualcosa della quale non sei il proprietario unico ma è una compartecipazione non societaria.Allora che dire: apriamo questo canale open, seguiamolo...Noi lo facciamo da anni.Codebue FabioP-Soft sasGestionaleOpen
    • zado scrive:
      Re: E' ora di pensare open, OPENSOURCE
      - Scritto da: fabio codebue
      beh questo articolo mette in evidenza come oramai
      il futuro non risiede più nell'acquisto del
      software, o più correttamente nell'acusito della
      licenza di utilizzo, ma nel pagare i servizi di
      consulenza su di
      esso.

      Ecco che entra in gioco il software opensource.
      Software che si può utilizzare liberalmente, più
      o meno a seconda delle licenze adottate, ma che
      non è
      vendibile!
      Infatti è incoerente la vendita di qualcosa della
      quale non sei il proprietario unico ma è una
      compartecipazione non
      societaria.

      Allora che dire: apriamo questo canale open,
      seguiamolo...
      Noi lo facciamo da anni.

      Codebue Fabio
      P-Soft sas
      GestionaleOpenl'unica cosa che puoi fare è scrivere su PI :)
    • Fabio scrive:
      Re: E' ora di pensare open, OPENSOURCE
      l'open source è la morte del software.. se tutti gli sviluppatori software rilasciassero i loro programmi gratuitamente ci sarebbero milioni di programmatori morti di fame.. come puoi pensare di vendere un programma rilasciando i sorgenti, in meno di 5 minuti ti ritrovi lo stesso programma sotto un altro nome rivenduto da altri..
      • Massi cadenti scrive:
        Re: E' ora di pensare open, OPENSOURCE
        - Scritto da: Fabio
        l'open source è la morte del software..
        se tutti gli sviluppatori software rilasciassero
        i loro programmi gratuitamente ci sarebbero
        milioni di programmatori morti di fame..Come no. A parte che puoi sviluppare closed e rilasciare lo stesso gratuitamente facendo pagare i servizi aggiuntivi (vedi World of Warcraft) a cui gli utenti, SE IL TUO PROGRAMMA E' DAVVERO MERITEVOLE DEI LORO SOLDI, non esiteranno ad abbonarsi. Il problema è tutto lì: molti fanno programmi scadenti pretendendo di essere pagati ugualmente. Chi non è capace, ovviamente, verrà tagliato fuori da un'economia di mercato che premierebbe solo i più bravi, in grado di attirare l'interesse del pubblico.Non fai videogiochi? Vuoi fare programmi specifici per un mercato di nicchia? Scrivi su commissione e fatti pagare dal committente, che ovviamente potrà fare del tuo programma quello che vuole (visto che ti ha pagato).La verità è che molti programmatori (o gruppi di) improvvisati pensano di avere in mano l'idea del secolo e pretendono che i boccaloni comprino una schifezza a scatola chiusa e senza possibilità di rivedere indietro i soldi. E magari farsi la villa con piscina, l'auto di lusso, tutto con gli introiti di un unico software. E' finita la pacchia, forse non è chiaro che in un mondo normale per guadagnare e per vivere bisogna lavorare fino all'età della pensione, non si può campare di rendita. Vuoi altri soldi? Fai un altro programma. Ne vuoi ancora altri? Fanne ancora un altro. E così via fino alla pensione.Chi non lavora non mangia. Non hai idee? Non sei capace di tenere il ritmo lavoro/guadagni? Fai un'altra cosa, hai sbagliato a fare il programmatore.
        come puoi pensare di vendere un programma
        rilasciando i sorgenti, in meno di 5 minuti ti
        ritrovi lo stesso programma sotto un altro nome
        rivenduto da altri..Chi rilascia i sorgenti e dichiara sotto GPL pretende che le opere derivate rilascino i sorgenti. Se lo fanno, possono pure vendere come vendi tu, se riescono a guadagnare loro puoi farlo anche tu. Se non rilasciano i sorgenti, violano la GPL e in quel caso puoi fargli i glutei a tarallo.
  • antonio scrive:
    Anche il SW libero non si compra
    Si ha sempre una licenza d'uso, più o meno libertaria.Tra l'altro, la GPL ti "costringe ad essere libero", la ASL (Apache) ti permette di fare di tutto, ma ciò non vuol dire che i "proprietari" del software sono gli acquirenti, anzi!
    • alfredo borgomero scrive:
      Re: Anche il SW libero non si compra
      La definizione di "proprietario" implica la possibilita' (e si badi bene ho detto solo possibilita') di operare sul bene in oggetto in qualsivoglia maniera. Una licenza che impedisce a chiunque di proibirmi di modificare un programma (come la GPL) e' esattamente conforme con il concetto di "proprieta'".Quanto detto e' solo una sciocchezza: si sta confondendo una licenza che mi obbliga ad essere libero con una licenza che limita' la mia liberta'.Si prega di documentarsi meglio prima di scrivere, ad almeno a dedicare pochi minuti di riflessione alla propria risposta.
      • The Mind withCake scrive:
        Re: Anche il SW libero non si compra
        - Scritto da: alfredo borgomero
        Si prega di documentarsi meglio prima di
        scrivere, ad almeno a dedicare pochi minuti di
        riflessione alla propria
        risposta.Quoto appieno.http://xkcd.com/481/
      • braincrash.it scrive:
        Re: Anche il SW libero non si compra
        - Scritto da: alfredo borgomero
        Quanto detto e' solo una sciocchezza: si sta
        confondendo una licenza che mi obbliga ad essere
        libero con una licenza che limita' la mia
        liberta'.Comunque, anche obbligare ad essere liberi limita la libertà. Perchè non sei comunque libero di farne ciò che vuoi. Es. Modificare e rivendere senza fornire il codice.Sia ben chiaro, non lo dico perchè penso che dovrebbe essere cosi, ma semplicemente per far notare che anche una licenza "libera"... "limita". :)
        • numa scrive:
          Re: Anche il SW libero non si compra
          - Scritto da: braincrash.it
          Comunque, anche obbligare ad essere liberi limita
          la libertà. Perchè non sei comunque libero di
          farne ciò che vuoi.Si ma è un paradosso.Anche uno Stato che si definisce democratico ti obbliga a essere libero. Nel momento in cui ti riconosce determinate libertà, non ti attribuisce il diritto di rinunciarci.Ad esempio le libertà di parola e di espressione, sono libertà (diritti) irrinunciabili: le cosiddette libertà fondamentaliSe un tizio viene denunciato per averti impedito di esprimerti liberamente, tu non puoi andare dal giudice e dirgli: "Vostro onore lasci perdere: rinuncio alla mia libertà di espressione".Dato che la libertà è un concetto relativo ( si è liberi nella misura in cui ad altri è impedito di compromettere la propria libertà e fintanto che la nostra libertà non pregiudica quella degli altri), il problema è capire se una licenza attribuisca + libertà all'utente rispetto a un'altra.Per fare questo bisogna avere riguardo a:1 - Il soggetto a cui sono attribuiti determinati diritti (nel caso di specie, l'utilizzatore del software);2 - quali meccanismi di protezione di tali diritti sono predisposti, al fine di evitare che altri compromettano l'esercizio degli stessi;3 - quali vincoli una licenza imponga all'utente a cui sono attribuiti questi diritti, affinché anche altri - e non solo lui - possano goderne.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Anche il SW libero non si compra
            Sulle licenze ho già risposto altrove, qui rispondo solo a questo.- Scritto da: numa
            Anche uno Stato che si definisce democratico ti
            obbliga a essere libero. Nel momento in cui ti
            riconosce determinate libertà, non ti attribuisce
            il diritto di rinunciarci.Non è così. I diritti non sono doveri. E' un dovere pagare le tasse e osservare le leggi fintanto che sono in vigore, siano esse considerate giuste o meno. E' un dovere permettere a tutti di dire la propria opinione su qualunque cosa, anche e soprattutto se non la si condivide. E' un dovere quando si ha in custodia qualcosa di altrui proprietà osservarla con la diligenza del buon padre di famiglia.I doveri sono doveri perché devono garantire i buoni rapporti tra i vari cittadini, con le istituzioni, con le aziende. Ai doveri non è possibile rinunciare, chi lo fa poi ne paga (o meglio, ne dovrebbe pagare) le conseguenze.Ai diritti in genere invece si può rinunciare, perché non ci sono leggi che OBBLIGANO a dire la propria opinione ma lasciano la facoltà al cittadino di dirla o meno (anche lo scegliere di non dirla può essere una libertà del cittadino). E' un diritto l'andare a votare (anche se qualcuno lo considera un dovere, non c'è comunque alcuna legge che obblighi ad andarci pena sanzioni o condanne, quindi è un diritto).Fermo restante il dovere di rispettare tutte le leggi, è un diritto criticare una legge ritenuta ingiusta (anche se in Italia questo diritto non è garantito a causa di un codice penale risalente al ventennio fascista e che ancora oggi contiene reati di opinione creati in quel periodo). E' un diritto (costituzionale) dei cittadini associarsi "pacificamente e senza armi" in comunità o altro (anche questo in parte limitato dal codice penale).E' un diritto (diventa un dovere solo per le autorità o per chi altrimenti verrebbe accusato di favoreggiamento) denunciare un reato di cui si è a conoscenza, sia ai propri danni che non. E' un diritto denunciare chiunque altro per qualsiasi cosa, salvo poi naturalmente dover dimostrare le proprie affermazioni davanti a persona preposta (forze dell'ordine, magistratura, giudici di pace a seconda dei casi) e di fronte alle tesi della controparte (che spesso se non sempre sono in contrasto con le proprie).A tutti questi diritti, in linea generale, ognuno di noi può decidere volta per volta se esercitarli o rinunciarvi, senza dover addurre motivazioni a nessuno: è un diritto esercitare un proprio diritto, ma è un diritto anche il potervi rinunciare.In generale e salvo alcuni casi specifici non si può rinunciare solamente alla cittadinanza (che è quindi un diritto inscindibile, salvo appunto casi specifici).
            Ad esempio le libertà di parola e di espressione,
            sono libertà (diritti) irrinunciabili: le
            cosiddette libertà fondamentaliSono irrinunciabili nel senso che non puoi impedire ad altri di esercitarli, ma tu sei liberissimo di rinunciarvi se vuoi rinunciarvi.
            Se un tizio viene denunciato per averti impedito
            di esprimerti liberamente, tu non puoi andare dal
            giudice e dirgli: "Vostro onore lasci perdere:
            rinuncio alla mia libertà di espressione".Se tu rinunci perché l'altro ti dovrebbe impedire di rinunciare? Casi del genere comunque sono punibili a querela della persona offesa quindi se tu hai rinunciato ad esprimerti, non avresti motivo di denunciare chi ti chiede di non esprimerti. Fermo restante che puoi sempre tornare sulla tua decisione quando vuoi ed esprimerti, e se l'altro te lo dovesse impedire, denunciarlo.
          • numa scrive:
            Re: Anche il SW libero non si compra
            No amico, o non hai capito cosa ho detto, o mi sono spiegato male, o non sei sufficientemente informato.Ho detto che ALCUNI diritti - e libertà - sono IRRINUNCIABILI, in quanto non appartengono all'individuo come tale, ma come essere umano.Per dirne un altro: la libertà di religione e di culto.Stesso esempio di prima:un tizio viene da te che sei cattolico e t'impedisce di entrare in una Chiesa a pregare.Viene denunciato.Al giudice dici: "lasci stare, rinuncio alla libertà di religione. Aveva ragione il tizio a non farmi entrare in Chiesa".Non lo puoi fare. Puoi rinunciare al diritto di proprietà su una cosa, ma di certi diritti non puoi disporne. Ce li hai e te li tieni.Ma mica me lo invento io. Se hai un amico che fatto studi giuridici chiedi conferma a lui.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Anche il SW libero non si compra
            - Scritto da: numa
            No amico, o non hai capito cosa ho detto, o mi
            sono spiegato male, o non sei sufficientemente
            informato.

            Ho detto che ALCUNI diritti - e libertà - sono
            IRRINUNCIABILI, in quanto non appartengono
            all'individuo come tale, ma come essere
            umano.

            Per dirne un altro: la libertà di religione e di
            culto.

            Stesso esempio di prima:

            un tizio viene da te che sei cattolico e
            t'impedisce di entrare in una Chiesa a
            pregare.

            Viene denunciato.Viene denunciato da chi? Questi reati sono punibili a querela della persona offesa. Visto che stando a come dici il tizio impedisce a ME e non ad altri di entrare in una chiesa (è minuscolo, la Chiesa è l'istituzione cristiana, la chiesa è il tempio/luogo di culto cristiano) allora sono io che lo denuncio? Ma allora, se già volessi rinunciare alla mia personale libertà di religione, sarei schizofrenico. E comunque, se fossi d'accordo dopo, potrei sempre ritirare la querela.Altro discorso è se il tizio impedisse a chiunque di entrare in chiesa. In quel caso, ma solo in quello, sarebbe punibile d'ufficio e si arriverebbe quindi a processo dove dovrei dire al giudice che "rinuncerei alla mia libertà di religione" (che di per sé non significa nulla, tutt'al più rinuncerei alla partecipazione alla chiesa cattolica ma per fortuna non è un reato)
  • Candido scrive:
    Preferisco..
    ..quando a scrivere di diritto è qualcuno che il diritto lo conosce. Ci sono persone molto competenti in materia che scrivono su Punto Informatico, è un peccato abbassare il livello in questo modo.Sia detto senza offesa per nessuno, trovo solo più giusto che ognuno faccia il proprio mestiere, e se proprio qualcuno dovesse cedere alla tentazione di "sforare", lo facesse almeno con maggiore cognizione di causa.
    • Linux scrive:
      Re: Preferisco..
      Ci fosse una sola cosa in quello che scrivi che contesti quanto ha scritto il Masini, qui vedo solo una banda di rosiconi amanti del closed source che non ammettono che la differenza c'è
      • Blackstorm scrive:
        Re: Preferisco..
        - Scritto da: Linux
        Ci fosse una sola cosa in quello che scrivi che
        contesti quanto ha scritto il Masini, qui vedo
        solo una banda di rosiconi amanti del closed
        source che non ammettono che la differenza
        c'èLa differenza c'è. E mi pare che sia stata contestata la scarsa competenza in materia di diritto informatico e giurisdizione relativa dell'autore. Non è che bisogna mettersi a scrivere punto per punto dove si ritiene che ci siano falle nell'articolo.
        • dont feed the troll scrive:
          Re: Preferisco..
          - Scritto da: Blackstorm
          - Scritto da: Linux

          Ci fosse una sola cosa in quello che scrivi che

          contesti quanto ha scritto il Masini, qui vedo

          solo una banda di rosiconi amanti del closed

          source che non ammettono che la differenza

          c'è

          La differenza c'è. E mi pare che sia stata
          contestata la scarsa competenza in materia di
          diritto informatico e giurisdizione relativa
          dell'autore. Non è che bisogna mettersi a
          scrivere punto per punto dove si ritiene che ci
          siano falle
          nell'articolo.Veramente quando uno si prende la briga di contestare la competenza di un altro, sarebbe d'uopo che dicesse come e perchè. Altrimenti siamo tutti bravi a dire "chi ha scritto questo non capisce un cazzo".
          • pabloski scrive:
            Re: Preferisco..
            tipico dei winari, dire che Win è er meglio d'er meglio senza però dire perchè :Dsi chiama rosicare
          • Blackstorm scrive:
            Re: Preferisco..
            - Scritto da: pabloski
            tipico dei winari, dire che Win è er meglio d'er
            meglio senza però dire perchè
            :D
            Bel commento. Peccato che non c'entri niente: è stata contestata la competenza giuridico-legislativa dell'autore.Però se vuoi un esempio di imprecisione dell'articolo, basta far notare che l'eula di vista è cambiata e consente l'emulazione su macchine virtuali e affini.
            si chiama rosicareRosicare? E perchè mai? Chi rosica è invidioso di ciò che gli rode. Qui si contesta, ripeto, una mancata competenza in un campo che non è la diatriba win vs linux. Il tuo commento è come minimo fuori luogo.
      • Candido scrive:
        Re: Preferisco..
        - Scritto da: Linux
        Ci fosse una sola cosa in quello che scrivi che
        contesti quanto ha scritto il MasiniIn realtà il succo del discorso è abbastanza semplice: c'è differenza tra usare in licenza e acquistare, ma l'autore dell'articolo non se n'è nemmeno accorto.Il software si acquista davvero? Se lo acquisti: sì. Se lo ottieni in licenza: no.Incredibile, vero?Come dire: un lampadario lo acquisti davvero? Se lo compri: sì. Se lo affitti: no.Incredibile, vero?Ora vado ad ottenere in licenza un paio di tramezzini, che mi è venuta fame.. :-)
        • Massi cadenti scrive:
          Re: Preferisco..
          - Scritto da: Candido
          Ora vado ad ottenere in licenza un paio di
          tramezzini, che mi è venuta fame..
          :-)Quelli tipici di certe stazioni con tanta maionese e uova andate a male, poi ti voglio ad esercitare il diritto di recesso :D
          • Candido scrive:
            Re: Preferisco..
            - Scritto da: Massi cadenti
            Quelli tipici di certe stazioni con tanta
            maionese e uova andate a male, poi ti voglio ad
            esercitare il diritto di recesso
            :DHo uno stomaco di ferro! :P
        • pabloski scrive:
          Re: Preferisco..
          - Scritto da: Candido
          Ora vado ad ottenere in licenza un paio di
          tramezzini, che mi è venuta fame..
          :-)non puoi, altrimenti poi spariscono e non possono più essere licenziati ad altriquindi muori di fame :D
  • khamsin scrive:
    No ..il software non si acquista..
    A mio parere il titolo e tutto il contenuto dell'articolo sono volutamente fuorvianti.. nessun software si acquista in se, si acquista una licenza ad usarlo.. più o meno restrittiva.Il meccanismo mi pare chiaro: metto un titolo che ricalca un luogo comune ben radicato nelle persone (che io so benissimo farlso), nel corpo dell'articolo lo contesto punto per punto, e nelle conclusioni arrivo logicamente a dimostrare che ci sono alternative migliori.Ma dico... tutto l'articolo si poteva riassumere nella frase: NO ..il software non si acquista, se ne compra una licenza d'USO... e potete scegliere quello che ve lo fa usare di più o di meno..
    • Linux scrive:
      Re: No ..il software non si acquista..

      Ma dico... tutto l'articolo si poteva riassumere
      nella frase: NO ..il software non si acquista, se
      ne compra una licenza d'USO... e potete scegliere
      quello che ve lo fa usare di più o di
      meno..Insomma hai capito di cosa parla l'articolo :D
    • BlueSky scrive:
      Re: No ..il software non si acquista..
      - Scritto da: khamsin
      nessun software si acquista in se, si acquista
      una licenza ad usarlo.. più o meno
      restrittiva.Appunto, ma è una cosa che molti non sanno ed è bene che qualcuno lo spieghi anche a chi di informatica non ci capisce molto.
      • braincrash.it scrive:
        Re: No ..il software non si acquista..
        Ma secondo te uno che non sa queste cose può essere uno che gliene frega se è prorietario del software piuttosto che avere una licenza d'uso?Secondo me no, lo compra e lo usa, punto. Fine.
      • khamsin scrive:
        Re: No ..il software non si acquista..
        Va bene spiegare la cosa.. ma l'articolo mi da l'impressione di giocare sul fatto che la licenza Windows è molto più restrittiva di quelle Open solo per poter poi affermare che l'Open è meglio quando invece ha solo una licenza diversa.Contesto solo il modo di presentare i fatti e le argomentazioni da parte dell'estensore dell'articolo.
        • di passaggio scrive:
          Re: No ..il software non si acquista..
          difatti l'articolo è tremendamente di parte e, da oggi, guardo cn un altro occhio PI
          • Editoriali scrive:
            Re: No ..il software non si acquista..
            Si chiama "Commento" cioè è di parte perchè deve esserlo
    • Massi cadenti scrive:
      Re: No ..il software non si acquista..
      - Scritto da: khamsin
      Ma dico... tutto l'articolo si poteva riassumere
      nella frase: NO ..il software non si acquista, se
      ne compra una licenza d'USO... e potete scegliere
      quello che ve lo fa usare di più o di
      meno..Peccato che in cambio di una "licenza d'uso" loro non vogliano i soldi del monopoli ma vogliano soldi veri che vanno guadagnati facendo lavori veri che fanno cose vere, perché se è giusto pagare la COPIA di un software a 100 euro allora è giusto anche pagarla 5 euro al piratone, sempre di COPIA si tratta. La "COPIA ORIGINALE" è un paradosso, una cosa o è copia o è originale, e l'originale per definizione è uno solo, non è che ci sono 1000 Gioconde originali, Leonardo ne dipinse una e sta al Louvre, il resto sono copie, più o meno buone, ma copie.
      • khamsin scrive:
        Re: No ..il software non si acquista..
        Forse è l'ora post-pranzo o forse sono io tardo.. ma non ho compreso bene il tuo punto.Per riprendere il tuo esempio, l'articolista scrive tutto l'articolo come se io pagassi per avere la Gioconda.. mentre invece io pago per VEDERE la Gioconda, e lo so che posso SOLO vederla... poi si puo' discutere se il Louvre te la fa vedere a 10 metri di distanza oppure un altro museo ti permette di arrivarci ad un metro (e magari al Louvre paghi 30 euri e nell'altro museo solo 2...).Ripeto, si gioca sull'equivoco che Windows lo copri.. invece nessun software viene comprato, solo usato.
      • braincrash.it scrive:
        Re: No ..il software non si acquista..
        - Scritto da: Massi cadenti
        Peccato che in cambio di una "licenza d'uso" loro
        non vogliano i soldi del monopoli ma vogliano
        soldi veri che vanno guadagnati facendo lavori
        veri che fanno cose vere, perché se è giusto
        pagare la COPIA di un software a 100 euro allora
        è giusto anche pagarla 5 euro al piratone, sempre
        di COPIA si tratta.E quando noleggi un DVD non è la stessa cosa? Paghi con soldi veri ma alla fine non ti resta in mano neanche il DVD... ma non mi sembra che la gente si accanisca tanto contro i noleggi.
        • Massi cadenti scrive:
          Re: No ..il software non si acquista..
          - Scritto da: braincrash.it
          - Scritto da: Massi cadenti

          Peccato che in cambio di una "licenza d'uso"
          loro

          non vogliano i soldi del monopoli ma vogliano

          soldi veri che vanno guadagnati facendo lavori

          veri che fanno cose vere, perché se è giusto

          pagare la COPIA di un software a 100 euro allora

          è giusto anche pagarla 5 euro al piratone,
          sempre

          di COPIA si tratta.

          E quando noleggi un DVD non è la stessa cosa?
          Paghi con soldi veri ma alla fine non ti resta in
          mano neanche il DVD... ma non mi sembra che la
          gente si accanisca tanto contro i
          noleggi.Il noleggio ha regole ben precise.Se vogliamo dire che la licenza di winsozz è equiparabile al noleggio diciamolo, ma poi facciamola pagare il costo del noleggio. Faccio presente da ora che la mia videoteca di fiducia noleggia a 50 centesimi per 4 ore (un tempo più che sufficiente ad accorgersi che win fa schifo). Rispetto al prezzo di listino di Windows Vista (XP non è più in vendita) ci sono 99 e 40 centesimi euro di differenza, che tutti dovrebbero chiedere indietro...
          • braincrash.it scrive:
            Re: No ..il software non si acquista..
            - Scritto da: Massi cadenti
            Il noleggio ha regole ben precise.
            Se vogliamo dire che la licenza di winsozz è
            equiparabile al noleggio diciamolo, ma poi
            facciamola pagare il costo del noleggio. Faccio
            presente da ora che la mia videoteca di fiducia
            noleggia a 50 centesimi per 4 ore (un tempo più
            che sufficiente ad accorgersi che win fa schifo).
            Rispetto al prezzo di listino di Windows Vista
            (XP non è più in vendita) ci sono 99 e 40
            centesimi euro di differenza, che tutti
            dovrebbero chiedere
            indietro...Comunque è inutile menare il can per l'aia...Se uno è cosi puntiglioso riguardo al software che compra, prima si dovrebbe informare, risultato:L'EULA non ti piace? Non lo compri...Il prezzo non ti sta bene? Non lo compri...Fa schifo? Non lo compri...C'è qualcos'altro che non va bene? Non lo compri...Morale: Se un software non ti piace NON LO COMPRI. Punto fine, non vedo dove sta il problema.
  • c1p8 scrive:
    e poi dicono di Apple...
    ... che nel suo iPhone ha incluso la possibilità di rimuovere software "pericoloso" per garantire ed evitare attacchi alle reti telefoniche...Mah...
    • lellykelly scrive:
      Re: e poi dicono di Apple...
      ce chi vive con i soldi degli ignoranti, e c'è chi chiude per colpa degli intelligenti.
    • Blackstorm scrive:
      Re: e poi dicono di Apple...
      - Scritto da: c1p8
      ... che nel suo iPhone ha incluso la possibilità
      di rimuovere software "pericoloso" per garantire
      ed evitare attacchi alle reti
      telefoniche...

      Mah...E questo cosa c'entra? Vogliamo esaminare pure la licenza di Apple? Dai, su.
  • Guido Angeli scrive:
    oltre ad essere eticamente più corretto
    "oltre ad essere eticamente più corretto". Secondo chi?Quest'articolo ha raggiunto lo schifio nella frase di cui sopra.Non si cura assolutamente delle ragioni delle swhouse closed, dice solo che vorrebbe che il software fosse come un lampadario, da prendere e modificare quanto si vuole. Un po' come un bambino che ogni giocattolo che vede, grida "E' mio!".Un articolo dai contenuti infantili e pubblicato su di un sito che ha fatto dell'ipocrisia la sua bandiera.Perché infatti prendersela tanto con Microsoft, quando basta guardare nel proprio orticiello e scoprire che il forum del sito per cui si scrive, non è open?Pi sta andando a scatafascio, lentamente.
  • Marcello Mazzilli scrive:
    E' tutto così, non solo il software
    Prendiamo il lampadario dell'esempio. Puoi smontarlo e vedere come è fatto? Forse ma sicuramente il prodotto è coperto da reverse-engineering per cui anche se capisci come è fatto ti è vietato farne uno uguale. Puoi modificarlo? Fino ad un certo punto dato che le case produttrici brevettano anche l'estetica e (almeno a livello teorico) possono denunciarti perché gli stai diffamando il marchio (Provate ad acquistare una Ferrari, dipingerla di verde e pois, attaccarci una rulotte, e vedere se la Ferrari non vi denuncia). Accenderlo quando vi pare? Forse ma viviamo in un mondo dove abbiamo il limite dei 3Kwatt per appartamenti, dove la TV sarà pure nostra ma dobbiamo pagare il canone, dove la caldaia sarà pure nostra ma dobbiamo pagare il bollino ed attendere che il sindaco, intorno ad Ottobre-Novembre deliberi l'accensione. Puoi vendere il lampadario che hai? Non so.. certo se è uno solo forse e provi a venderlo su Porta-Portese (quotidiano di annunci romano) nessuno ti dice nulla, ma se ne vendi 10 a settimana troverai la Guardia di Finanza alla porta. Guardatevi intorjno e chiedetevi quante delle cose che vi circondano, con i critei che ho elencato sopra, sono VERAMENTE NOSTRE? I nostri libri? I nostri dischi? Le fotografie (ma il tizio che si vede sullo sfondo può denunciarmi se uso la foto in pubblico?) La nostra auto (serve il bollo e l'assicurazione per circolare e da ormai una decina d'anni anche se volete cambiare una candela siete obbligati ad andare al meccanico). Etc etc... Meditate gente meditate. www.movimentolibertario.it
    • Antonio Macchi scrive:
      Re: E' tutto così, non solo il software

      perché gli stai diffamando il marchio (Provate ad
      acquistare una Ferrari, dipingerla di verde e
      pois, attaccarci una rulotte, e vedere se la
      Ferrari non vi denuncia). Accenderlo quando vibellissima...
      meccanico). Etc etc... Meditate gente meditate.
      www.movimentolibertario.itbel post!mi sa che hai proprio ragione.
    • Linux scrive:
      Re: E' tutto così, non solo il software

      Prendiamo il lampadario dell'esempio. Puoi
      smontarlo e vedere come è fatto? Forse ma
      sicuramente il prodotto è coperto da
      reverse-engineering per cui anche se capisci come
      è fatto ti è vietato farne uno uguale. Ma che cosa dici????Hai capito la differenza tra il lampadario che a casa tua ci fai quel che vuoi e il software che a casa tua ci fai quel che vogliono loro e basta???
    • HotEngine scrive:
      Re: E' tutto così, non solo il software
      - Scritto da: Marcello Mazzilli
      case produttrici brevettano anche l'estetica e
      (almeno a livello teorico) possono denunciarti
      perché gli stai diffamando il marchio (Provate ad
      acquistare una Ferrari, dipingerla di verde e
      pois, attaccarci una rulotte, e vedere se la
      Ferrari non vi denuncia).ROTFL. Come no. Voglio proprio veder la Ferrari a denunciarmi ora che sono il PROPRIETARIO della macchina e ne faccio QUEL CHE VOGLIO.
      Puoi vendere il lampadario che hai?
      Non so.. certo se è uno solo forse e provi a
      venderlo su Porta-Portese (quotidiano di annunci
      romano) nessuno ti dice nulla, ma se ne vendi 10
      a settimana troverai la Guardia di Finanza alla
      porta.E ci credo. Perchè se è consentito vendere i propri oggetti usati senza incorrere nelle maglie delle tasse altrettanto non si può fare se ti metti a vendere in serie e continuativamente... Stai scherzando vero?
      • Bash scrive:
        Re: E' tutto così, non solo il software
        - Scritto da: HotEngine
        - Scritto da: Marcello Mazzilli


        case produttrici brevettano anche l'estetica e

        (almeno a livello teorico) possono denunciarti

        perché gli stai diffamando il marchio (Provate
        ad

        acquistare una Ferrari, dipingerla di verde e

        pois, attaccarci una rulotte, e vedere se la

        Ferrari non vi denuncia).

        ROTFL. Come no. Voglio proprio veder la Ferrari a
        denunciarmi ora che sono il PROPRIETARIO della
        macchina e ne faccio QUEL CHE VOGLIO.La Ferrari forse no, ma la prima pattuglia della stradale che ti vede, ti ferma e come minimo ti sequestra la rulotte visto che nessun modello della ferrari e' abilitato al traino.
        • Blackstorm scrive:
          Re: E' tutto così, non solo il software
          - Scritto da: Bash
          - Scritto da: HotEngine

          - Scritto da: Marcello Mazzilli




          case produttrici brevettano anche l'estetica e


          (almeno a livello teorico) possono denunciarti


          perché gli stai diffamando il marchio (Provate

          ad


          acquistare una Ferrari, dipingerla di verde e


          pois, attaccarci una rulotte, e vedere se la


          Ferrari non vi denuncia).



          ROTFL. Come no. Voglio proprio veder la Ferrari
          a

          denunciarmi ora che sono il PROPRIETARIO della

          macchina e ne faccio QUEL CHE VOGLIO.

          La Ferrari forse no, ma la prima pattuglia della
          stradale che ti vede, ti ferma e come minimo ti
          sequestra la rulotte visto che nessun modello
          della ferrari e' abilitato al
          traino.Ma più che altro ti pestano a sangue, perchè una ferrari verde a pois è una cosa inguardabile... :D
      • Marcello Mazzilli scrive:
        Re: E' tutto così, non solo il software

        E ci credo. Perchè se è consentito vendere i
        propri oggetti usati senza incorrere nelle maglie
        delle tasse altrettanto non si può fare se ti
        metti a vendere in serie e continuativamente...
        Stai scherzando
        vero?No non è così. Non è consentito vendere usato senza tasse. E' tollerato. Diciamo che lo Stato fa finta di non vedere e tollera questo mercato ma non esiste alcuna legge che consente una vendita diretta tra privati.. altrimenti.. resteremo tutti privati senza aprire aziende. Se le quantità scambiate diventano importanti lo Stato chiede che tu registri la tua attività di vendita dell'usato come attività vera e propria e che tu paghi le tasse (come ad esempio un negozio di fumetti usati). Non entro qui nel merito di quanto siano giuste le tasse su beni già tassati in precedenza all'acquisto (siamo nel paese delle tasse sulle tasse delle tasse!). Mi interessava solo far comprendere come da qualunque punto di vista si guardino gli oggetti che abbiamo in casa (copyright, brevetti, reverse engineering, tasse, diritti di proprietà) ci si rende conto che nel mondo occidentale la proprietà privata è abolita. il bello è che spacciano il mondo occidentale per il più capitalista e di mercato selvaggio.. e così non è. Lo dico da sostenitore del VERO libero mercato.. cosa che appunto l'Italia non è. www.movimentolibertario.it
    • Tiziano scrive:
      Re: E' tutto così, non solo il software
      - Scritto da: Marcello Mazzilli
      Prendiamo il lampadario dell'esempio. Puoi
      smontarlo e vedere come è fatto? Forse ma
      sicuramente il prodotto è coperto da
      reverse-engineering per cui anche se capisci come
      è fatto ti è vietato farne uno uguale. PuoiMa cosa c'entra scusa? Di quello che acquisti puoi farne quello che vuoi (salvo che perderai la garanzia, ci mancherebbe altro).
      modificarlo? Fino ad un certo punto dato che le
      case produttrici brevettano anche l'estetica e
      (almeno a livello teorico) possono denunciarti
      perché gli stai diffamando il marchio (Provate adQuesto è assurdo. Hai qualche citazione che riporti un caso del genere?
      pare? Forse ma viviamo in un mondo dove abbiamo
      il limite dei 3Kwatt per appartamenti, dove la TVLa potenza massima la scegli tu. Se hai 3kw chi ti vieta di portarli a 4,5 o 6 o 10?
    • BlueSky scrive:
      Re: E' tutto così, non solo il software
      - Scritto da: Marcello Mazzilli
      Prendiamo il lampadario dell'esempio. Puoi
      smontarlo e vedere come è fatto? Forse ma
      sicuramente il prodotto è coperto da
      reverse-engineering per cui anche se capisci come
      è fatto ti è vietato farne uno uguale.E chissenefrega di farne uno uguale, voglio solo sapere come è fatto. Magari voglio assicurarmi che sia fatto bene.
      modificarlo? Fino ad un certo punto dato che le
      case produttrici brevettano anche l'estetica ebene, ma il brevetto protegge l'azienda produttrice contro le concorrenti. Se io mi prendo il lampadario e lo prendo a martellate perché voglio che abbia una piega diversa e lo dipendo perché lo voglio blu anziché nero non me lo può impedire nessuno.
      perché gli stai diffamando il marchio (Provate ad
      acquistare una Ferrari, dipingerla di verde e
      pois, attaccarci una rulotte, e vedere se la
      Ferrari non vi denuncia). Come no. Negli USA in particolar modo le automobili si possono personalizzare come ti pare.
      pare? Forse ma viviamo in un mondo dove abbiamo
      il limite dei 3Kwatt per appartamenti, dove la TV
      sarà pure nostra ma dobbiamo pagare il canone,stai trollando?
    • pabloski scrive:
      Re: E' tutto così, non solo il software
      no ti è vietato copiarlo pari pari non farne il reverse engineering, modificarne alcune parti e costruire un lampadario tuo, magari brevettarlo pureè questo che ha fatto progredire la scienza, altrimenti oggi non saremmo qui a parlare di vettori suborbitali e guerre stellari
    • Massi cadenti scrive:
      Re: E' tutto così, non solo il software
      - Scritto da: Marcello Mazzilli
      Puoi
      modificarlo? Fino ad un certo punto dato che le
      case produttrici brevettano anche l'estetica e
      (almeno a livello teorico) possono denunciarti
      perché gli stai diffamando il marchio (Provate ad
      acquistare una Ferrari, dipingerla di verde e
      pois, attaccarci una rulotte, e vedere se la
      Ferrari non vi denuncia).Davvero un produttore di automobili mi può denunciare se io modifico (in modo non contrario al codice della strada e una riverniciatura e una roulotte non lo sono) la mia macchina regolarmente acquistata?E per quale motivo?Forse solo se di fianco ci scrivessi "La Ferrari le produce così", ma se a me piace tenere la mia macchina in quel modo, chi sono loro per impedirmelo?E per inciso, per quale reato mi denuncerebbero?Voglio una ferrari verde a pois viola, loro la vendono solo rossa? Prendo una mano di vernice e via.O pensi che le auto che hanno girato dipinte in tricolore quando la nazionale ha vinto i mondiali avrebbero potute essere denunciate dalla Fiat o chi per essa?
      • Marcello Mazzilli scrive:
        Re: E' tutto così, non solo il software
        Rispondo a sta storia della Ferrari.. che ho fatto solo per esempio ma pare che piaccia a tutti. Se volete circolare con una macchina modificata esteticamente dovete, come minimo, togliere il marchio. Questo perché il marchio è legato al prodotto a doppio filo. E' evidente che alla Fiat non glie ne frega niente di tutti quelli che modificano il pandino. La 2cv ne ha fatto un vanto della personalizzazione. Provate a comprarvi una Ferrari e vedrete che vi obbligheranno non solo a mantenere il colore originale e a non fare modifiche (alettoni etc..) ma decideranno per voi il meccanico dove andare, etc... Ciò non significa che non possa farlo la Fiat, sol oche non ci tiene.in generale, resto sull'auto, al di la delle modifiche estetiche, il codice della strada vi vieta persino di fare un rabbocco d'acqua per strada. E' vietato aprire il cofano così come è vietato tentare di manutenere o riparare la propria caldaia a casa.
        • Ingenuo 2001 scrive:
          Re: E' tutto così, non solo il software
          Facciamo un esempio più reale.Comperiamo una maglietta di un noto brand il cui presidente è un gran fautore del Made in Italy.Notiamo che dall'etichetta la maglietta è invece Made in China (fonte: Striscia la Notizia di qualche tempo fa, con annesso tapiro...).Facciamoci stampare sopra una scritta ben evidente "Made in China".Giriamo per strada e vantiamocene.Ora, almeno in teoria, quello che abbiamo fatto, lo potevamo fare?Secondo me, sempre in teoria, rischiamo che il noto brand ci faccia causa, e che la vinca pure.In pratica, la maglia è nostra ma il marchio no, e non possiamo mettere in evidenza neanche una cosa vera (in fondo è scritto sull'etichetta) se il proprietario del marchi non lo vuole.Temo quindi che abbia ragione Mazzilli.O no?Ingenuo 2001- Scritto da: Marcello Mazzilli
          Rispondo a sta storia della Ferrari.. che ho
          fatto solo per esempio ma pare che piaccia a
          tutti. Se volete circolare con una macchina
          modificata esteticamente dovete, come minimo,
          togliere il marchio. Questo perché il marchio è
          legato al prodotto a doppio filo. E' evidente che
          alla Fiat non glie ne frega niente di tutti
          quelli che modificano il pandino. La 2cv ne ha
          fatto un vanto della personalizzazione. Provate a
          comprarvi una Ferrari e vedrete che vi
          obbligheranno non solo a mantenere il colore
          originale e a non fare modifiche (alettoni etc..)
          ma decideranno per voi il meccanico dove andare,
          etc... Ciò non significa che non possa farlo la
          Fiat, sol oche non ci
          tiene.
          in generale, resto sull'auto, al di la delle
          modifiche estetiche, il codice della strada vi
          vieta persino di fare un rabbocco d'acqua per
          strada. E' vietato aprire il cofano così come è
          vietato tentare di manutenere o riparare la
          propria caldaia a
          casa.
        • Candido scrive:
          Re: E' tutto così, non solo il software
          - Scritto da: Marcello Mazzilli
          Se volete circolare con una macchina
          modificata esteticamente dovete, come minimo,
          togliere il marchio.Se, buona notte...Una volta che l'auto è venduta puoi farne ciò che vuoi, non mettiamo in discussione anceh le basi, eh!
        • HotEngine scrive:
          Re: E' tutto così, non solo il software
          - Scritto da: Marcello Mazzilli
          Provate a
          comprarvi una Ferrari e vedrete che vi
          obbligheranno non solo a mantenere il colore
          originale e a non fare modifiche (alettoni etc..)
          ma decideranno per voi il meccanico dove andare,
          etc... Ciò non significa che non possa farlo laMa per piacere.
    • gi no scrive:
      Re: E' tutto così, non solo il software
      non è vero, il lampadario lo puoi modificare quanto lo vuoi se non lo rivendi. Vista? lo puoi modificare anche se non lo rivendi? le restrizioni su lampadari etc sono molto differenti da quelle sui software. Il lampadario finche ce l'hai in casa puoi farci quello che vuoi. Vista anche se ce l'hai in casa non cambia nulla, non puoi farci quello che vuoi...
      • HotEngine scrive:
        Re: E' tutto così, non solo il software
        - Scritto da: gi no
        le restrizioni su lampadari etc sono molto
        differenti da quelle sui software. Il lampadario
        finche ce l'hai in casa puoi farci quello che
        vuoi. Anche se te lo vendi poi. La differenza tra il *possesso* di un oggetto come il lampadario e *il diritto di utilizzo* di un software è abissale.
  • braincrash.it scrive:
    Allora anche io : Commenti.
    Pensavo di legger un qualcosa di interessante e ben elaborato, cosa che farebbe un buon giornalista.Invece mi trovo davanti a un "qualcosa" che potrebbe essere stato scritto dal primo che passava per punto informatico. I commenti ai vari punti, li trovo un qualcosa di veramente inutile.Penso che le persone che potrebbero apprezzare questo articolo, sarebbero anche le stesse che, di andare a vedere come è fatto dentro un software non gliene interessa proprio nulla. Risulta automaticamente ovvio anche contrario, ovvero che chi è in grado di "guardare dentro" un software è già ben consapevole delle opportunità, di scelta, di disponibilità dei prodotti, con lincenza o senza, con costi e senza. Tutto questo va un po' ad annullare il succitato articolo per come è stato impostato.Il diritto sul materiale acquistato... lo decide chi vende, nel momento in cui si aquista un prodotto si sottoscrive; per scritto, verbalmente o tacitamente un "contratto". Un venditore potrebbe anche vendere il già succitato lampadario, con clausole che dicono che non può essere modificato, smotato o altro. L'esempio è assurdo nel caso di un lampadario, ma lo diventa meno in altri ambiti. Lo "sforzo" per copiare e riprodurre in serie un "lampadario" per trarne un eventuale profitto, non è comparabile nel caso della famosa "aria fritta" es. musica, film, software e altro ancora. Dopo questa frase, all'"innocente" di turno verrà da rispondere: ma io non ci traggo profitto, lo uso solo per me. Perfettamente lecito, ma si sa, l'occasione fa l'uomo ladro, e purtroppo ce ne sono tanti (di ladri), percui chi produce è costretto tutelarsi in qualche modo... quindi ci sono: diritto d'autore, licenze d'uso, contratti e via dicendo.Questo discorso si riferisce ai "prodotti" in quanto tali. Non tiene in considerazione cose come il costo, monopoli, abusivismi o roba simile (es. di grandi socità o associazioni). Le cose sono correlate ma discorsi totalmente differenti.Per concludere, chi produce materiale facilmente "rubabile" e volendo anche rivendibile, si è tutelato, e continuerà a farlo finchè la società in cui viviamo è quella che è.Fate i bravi (con le flammate) :)Ciao-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 02.26-----------------------------------------------------------
    • Blackstorm scrive:
      Re: Allora anche io : Commenti.
      - Scritto da: braincrash.it
      Pensavo di legger un qualcosa di interessante e
      ben elaborato, cosa che farebbe un buon
      giornalista.Hai letto l'autore dell'articolo? Non è un giornalista ;)
      • braincrash.it scrive:
        Re: Allora anche io : Commenti.
        ah... metto a verbale :)Poi come la vedo io, se pubblicano un articolo su un giornale, chi l'ha redatto diventa implicitamente "giornalista". :)
        • Blackstorm scrive:
          Re: Allora anche io : Commenti.
          - Scritto da: braincrash.it
          ah... metto a verbale :)
          Poi come la vedo io, se pubblicano un articolo su
          un giornale, chi l'ha redatto diventa
          implicitamente "giornalista".
          :)Mah... non basta mettere la firma su un giornale per diventare giornalisti :)
          • braincrash.it scrive:
            Re: Allora anche io : Commenti.
            D'accordissimo...Se no candiamo sul discorso dell'"ordine dei giornalisti" che non è sede. :)
      • Bobo scrive:
        Re: Allora anche io : Commenti.
        allora complimenti a Punto Informatico per la selezione dei collaboratori....cmq è il classico articolo pieno di bambinate per il lettore medio di PI, che non capisce nemmeno cosa sia una licenza d'uso e confonde l'open source con "la robba gratis che uso senza pagare"
  • 0verture scrive:
    Ed io che speravo in un articolo serio..
    Qualcosa che magari facesse chiarezza sul reale potere di un eula, di cosa dice la legge, di test in sedi apposite che ne stabiliscono l'effettiva validità...In alternativa, visti i commenti, qualcosa anche sulle eula di apple e google...Macchè...
    • Marcello scrive:
      Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
      Quoto, l'articolo non è neutrale, quanto è riportato è parzialmente corretto.Inoltre è chiara l'intenzione di screditare un software closed a favore di uno open citando luoghi comuni non del tutto conformi alla realtà.Tirando le somme chi ha scritto l'articolo poteva benissimo dire senza giri di parole: comprate linux e sarete felici. Almeno l'intenzione che appare sembra essere proprio questa.Inoltre si osservi anche quanto spazio è stato riservato alle licenze "open"... Non c'è equilibrio, non ce nulla che possa mostrare una certa imparzialità.
      • Andrea Caccamo a.k.a. kaiserxol scrive:
        Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
        Quoto entrambi...articolo inutile!
      • Paolino scrive:
        Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
        - Scritto da: Marcello
        Quoto, l'articolo non è neutrale, quanto è
        riportato è parzialmente
        corretto.Potresti indicare gli errori?
        Inoltre è chiara l'intenzione di screditare un
        software closed a favore di uno open citando
        luoghi comuni non del tutto conformi alla
        realtà.Da dove emergerebbe questa intenzione?Solo perche' si mettono in luce i limiti di certe licenza, non significa certo voler screditare tutto il software closed! Anche perche' ogni software ha la propria licenza... Quindi...
        Tirando le somme chi ha scritto l'articolo poteva
        benissimo dire senza giri di parole: comprate
        linux e sarete felici.E perche'? La licenza e' una cosa spesso troppo sottovaluata...Poi ovvio, se uno a windows pirata non si preoccupa di certo! :DEppoi "comprate Linux" suona malino...
        Almeno l'intenzione che appare sembra essere
        proprio
        questa.
        Inoltre si osservi anche quanto spazio è stato
        riservato alle licenze "open"...Troppo o troppo poco?
        Non c'è equilibrio, non ce nulla che possa
        mostrare una certa
        imparzialità.Insomma... se non si tirano le conclusioni che uno vuole... l'articolo non e' imparziale :D
        • 0verture scrive:
          Re: Ed io che speravo in un articolo serio..


          Potresti indicare gli errori?E' tutto un errore di forma e concetti.

          Da dove emergerebbe questa intenzione?
          Solo perche' si mettono in luce i limiti di certe
          licenza, non significa certo voler screditare
          tutto il software closed! Anche perche' ogni
          software ha la propria licenza...
          Quindi...Forse sarebbero stati più graditi dei commenti intelligenti ai vari punti della licenza senza tirare in mezzo mouse girati al contrario.

          E perche'?
          La licenza e' una cosa spesso troppo
          sottovaluata...Certamente ma questo avviene anche perchè leggendo certe cose, invece di limitarsi ad ironizzare, si potrebbero chiedere lumi a veri esperti in materia che sappiano fornire una visione legale di quanto scritto. Quante e quali clausole sono lecite e quante vessatorie secondo il nostro sistema giuridico quindi nulle.
          Eppoi "comprate Linux" suona malino...
          Scriviamo "comprare" con le virgolette così siamo tutti più contenti ?

          Almeno l'intenzione che appare sembra essere

          proprio

          questa.

          Inoltre si osservi anche quanto spazio è stato

          riservato alle licenze "open"...

          Troppo o troppo poco?Forse, l'analisi della licenza open è stato fatto in modo un tantino più serio senza tirare in ballo comunisti mangia bambini. Ad un occhio un tantino vigile la differenza tra i due stili risalta discretamente...


          Non c'è equilibrio, non ce nulla che possa

          mostrare una certa

          imparzialità.

          Insomma... se non si tirano le conclusioni che
          uno vuole... l'articolo non e' imparziale
          :DL'articolo è semplicemente imparziale punto e basta.Se si voleva fare una cosa seria ed intelligente, come ho già detto, si faceva un'accurata indagine sul valore legale di un eula cercando di chiarire quali parti della stessa erano vessatorie.Se invece ci si voleva divertire a fare commenti imbecilli allora era il caso di tirare in ballo anche le eula di apple, google e di tante altre multinazionali, anzi pure delle licenze libere visto che si prestano tutte a commenti di bassa lega.
          • Paolino scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: 0verture



            Potresti indicare gli errori?

            E' tutto un errore di forma e concetti.Beh, ovvio che tu volessi altri concetti...Volevi pure un altro articolo.[cut]
            Certamente ma questo avviene anche perchè
            leggendo certe cose, invece di limitarsi ad
            ironizzare, si potrebbero chiedere lumi a veri
            esperti in materia che sappiano fornire una
            visione legale di quanto scritto. Quante e quali
            clausole sono lecite e quante vessatorie secondo
            il nostro sistema giuridico quindi
            nulle.Insomma, vuoi altro? Cercalo da altre parti.Io volevo un articolo sulla missione spaziale della cina... Mica mi lamento qui: vado su un altro sito.Tu vuoi un articolo sul nostro sistema giuridico: prova su un sito che tratti di quei temi.Ce ne sono tanti siti che trattano tali argomenti... cercane uno.[cut]
            Forse, l'analisi della licenza open è stato fatto
            in modo un tantino più serio senza tirare in
            ballo comunisti mangia bambini. Ad un occhio un
            tantino vigile la differenza tra i due stili
            risalta
            discretamente...Certo... i comunisti mangia bambini... :DMa non erano usati come concime? :DBelle argomentazioni.





            Non c'è equilibrio, non ce nulla che possa


            mostrare una certa


            imparzialità.



            Insomma... se non si tirano le conclusioni che

            uno vuole... l'articolo non e' imparziale

            :D

            L'articolo è semplicemente imparziale punto e
            basta.Soprattutto perche' non e' della parte che vuoi tu... Ovviamente. Chi valuta' l'imparizialita' di un articolo e' esse stesso di parte... quindi e' inutile discutere se un articolo e' di parte o meno.Semmai si puo' discutere se le informazioni sono estte o sbagliate, ma non certo lamentarsi perche' ne volevi un altro completamente diverso...
            Se si voleva fare una cosa seria ed intelligente,
            come ho già detto, si faceva un'accurata indagine
            sul valore legale di un eula cercando di chiarire
            quali parti della stessa erano
            vessatorie.sarebbe stata un'atro articolo, un'altra cosa.E magari su un altro sito.E' inutile lamentarsi che articolo non era quello che volevi tu...
            Se invece ci si voleva divertire a fare commenti
            imbecilli allora era il caso di tirare in ballo
            anche le eula di apple, google e di tante altre
            multinazionali, anzi pure delle licenze libere
            visto che si prestano tutte a commenti di bassa
            lega.Un altro articolo ancora? Dopo il sito di legge, prova su altri siti...Bah...
          • 0verture scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..

            Beh, ovvio che tu volessi altri concetti...Volevi
            pure un altro
            articolo.
            [cut]Mi aspettavo qualcosa di diverso ovviamente. Visto come questo sito pretende di presentarsi...

            Insomma, vuoi altro? Cercalo da altre parti.
            Io volevo un articolo sulla missione spaziale
            della cina... Mica mi lamento qui: vado su un
            altro
            sito.
            Tu vuoi un articolo sul nostro sistema giuridico:
            prova su un sito che tratti di quei
            temi.
            Ce ne sono tanti siti che trattano tali
            argomenti... cercane
            uno.Se voglio la manfrina di un fanatico anti microsoft, mi cerco il blog di qualche linaro. Visto che PI non si presenta come un blog per linari "impegnati" in una guerra contro il grande satana di redmond mi aspetto articoli che siano all'altezza della situazione.

            Certo... i comunisti mangia bambini... :D
            Ma non erano usati come concime? :D
            Belle argomentazioni."Ma con entrambe le mani?""Chissà che fine fanno i miei file.""Ma il giovedì dalle 14:00 alle 15:30 lo potrò utilizzare impugnando il mouse al contrario?"Eh si... proprio da scuola di giornalismo...

            Soprattutto perche' non e' della parte che vuoi
            tu... Ovviamente.Sicuramente. Infatti il mio punto di vista non è quello dell'estremista che non sa come passare la giornata se non avvelena l'aria del prossimo.

            Chi valuta' l'imparizialita' di un articolo e'
            esse stesso di parte... quindi e' inutile
            discutere se un articolo e' di parte o
            meno.
            Semmai si puo' discutere se le informazioni sono
            estte o sbagliate, ma non certo lamentarsi
            perche' ne volevi un altro completamente
            diverso...Cosa ti aspetti da un articolo, se comincia parlando di leggi facendo perfino il piacere segnare numero e data delle stesse ?Forse ti aspetti un articolo che faccia dei confronti con le leggi invece di una raccolta di commenti cretini.
            sarebbe stata un'atro articolo, un'altra cosa.ribadisco quanto detto prima
            E magari su un altro sito.Poco ma sicuro.
            E' inutile lamentarsi che articolo non era quello
            che volevi
            tu...Sarà così se entro un paio di giorni al massimo non si vedrà un articolo riparatore con dei confronti e dei commenti intelligenti.

            Un altro articolo ancora?
            Dopo il sito di legge, prova su altri siti...
            Bah...Senti lascia perdere. Ho capito che sei tipo che se non avesse il pallino per l'informatica, affiderebbe la propria necessità di informazioni a Chi e Novella.
          • dont feed the troll scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            Overture passi che stai avendo una crisi isterica perchè hanno preso ad esempio la Eula di Vista e tu non vuoi che si critichi perchè "è troppo bello", ma non capisco le offese gratuite al tuo interlocutore.
          • Petengy scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            Il problema di overure è che straparla e alla fine perde il filo del suo stesso discorso.... eh ehe ehe eh
          • Carson scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: 0verture

            Se si voleva fare una cosa seria ed intelligente,
            come ho già detto, si faceva un'accurata indagine
            sul valore legale di un eula cercando di chiarire
            quali parti della stessa erano
            vessatorie.E perché non lo scrivi tu un articolo di cosi' tanto interesse?O devi decidere tu cosa uno può o non può scrivere?L'articolo segue questo filo logico:hai comprato un software? Magari te l'hanno rifilato insieme al computer appena acquistato? L'hai pagato? Cosa ci puoi fare?Praticamente un caxxo. E mette in luce alcuni aspetti paradossali di una licenza su un prodotto regolarmente acquistato e profumatamente pagato.E conclude: ma chi te lo fa fare? Perché non guardi altrove?Ora, perché TU non ti limiti a confutare il pensiero dell'autore, anziché fare questo post inutile, che pare pensato esclusivamente per alimentare flames?Parlaci tu dei limiti per l'utente delle licenza GPL e in genere del software libero. Cosi' porteresti argomenti utili alla discussione.
            Se invece ci si voleva divertire a fare commenti
            imbecilli allora era il caso di tirare in ballo
            anche le eula di apple, google e di tante altre
            multinazionali, anzi pure delle licenze libere
            visto che si prestano tutte a commenti di bassa
            lega.Perché il tuo intervento non è imbecille o di bassa lega?
          • 0verture scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..


            E perché non lo scrivi tu un articolo di cosi'
            tanto
            interesse?
            Forse perchè io non pretendo di mandare avanti un giornale ?
            O devi decidere tu cosa uno può o non può
            scrivere?La logica dice cosa può essere scritto e cosa no.

            L'articolo segue questo filo logico:

            hai comprato un software? Magari te l'hanno
            rifilato insieme al computer appena acquistato?
            L'hai pagato? Cosa ci puoi
            fare?

            Praticamente un caxxo.Balle. L'articolo segue il filo che si estrapolano due o tre punti della licenza di vista e ci si limita a fare dei commenti da bar, (tra l'altro espandendoli a tutto il software closed) il tutto per preparare lo spot pubblicitario nei confronti di della gpl (notevole come comincia la prima frase, sembra quasi che dica "ora et labora" creando un parallelo tra san benedetto ed il barbone stallman.

            E mette in luce alcuni aspetti paradossali di una
            licenza su un prodotto regolarmente acquistato e
            profumatamente
            pagato.
            E conclude: ma chi te lo fa fare? Perché non
            guardi
            altrove?Lo sai vero che un giornale non dovrebbe per principio fare pubblicità occulta ? Per gli spot ci sono spazi appositi nei banner.Se l'articolo voleva essere una serie di considerazioni scherzose sulle assurdità riportate in certe eula e sulle inalazioni di acqua ragia che si fanno coloro che se le inventano allora si riportavano anche altre eula (qualche commento sul limite imposto da apple di non installare osx su altri pc che non siano i suoi ?) e visto che c'era, meno leccate di sedere alla gpl e giù commenti di pari livello pure su quella.

            Ora, perché TU non ti limiti a confutare il
            pensiero dell'autore, anziché fare questo post
            inutile, che pare pensato esclusivamente per
            alimentare
            flames?
            Parlaci tu dei limiti per l'utente delle licenza
            GPL e in genere del software libero. Cosi'
            porteresti argomenti utili alla
            discussione.Sono io il (presunto) giornalista ?

            Perché il tuo intervento non è imbecille o di
            bassa
            lega?Il tuo di sicuro lo è.
          • Carson scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            Amico, se non ti piace il giornale non leggerlo.Ma non cercare di convincere altri che l'articolo non è valido, se non porti argomentazioni degne di questo nome.Ti ribadisco il concetto: l'intervento imbecille è il tuo, perché ti arroghi il diritto di dare dell'imbecille a chi scrive cose che non ti piacciono.Non ce ne frega niente dei tuoi gusti personali. Spiega perché l'articolo non è valido, anziché schiumare rabbia e atteggiarti a guru del giornalismo informatico. Oltre a porti in ridicolo, non sei nemmeno credibile.Il resto che hai scritto si commenta da solo.
        • Blackstorm scrive:
          Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
          - Scritto da: Paolino
          Da dove emergerebbe questa intenzione?
          Solo perche' si mettono in luce i limiti di certe
          licenza, non significa certo voler screditare
          tutto il software closed! Anche perche' ogni
          software ha la propria licenza...
          Quindi...Veramente, prima di focalizzarsi su Vista (cosa che mi avrebbe assolutamente stupito non vedere, mai una volta che si parli di un altro software qualsiasi) parla di software closed in generale, e dopo aver sfottuto la licenza di Vista ripete che si tratta di un modello di licenza che è molto simile in tutti i software closed.
          Insomma... se non si tirano le conclusioni che
          uno vuole... l'articolo non e' imparziale
          :DGli articoli imparziali sono una rarità. Per quanto tu possa concordare con l'articolo, non puoi negare che sia di parte. Così come un sacco di altri articoli. Sono pochissimi quelli che possono fregiarsi di essere imparziali.
          • Paolino scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Blackstorm
            - Scritto da: Paolino


            Da dove emergerebbe questa intenzione?

            Solo perche' si mettono in luce i limiti di
            certe

            licenza, non significa certo voler screditare

            tutto il software closed! Anche perche' ogni

            software ha la propria licenza...

            Quindi...

            Veramente, prima di focalizzarsi su Vista (cosa
            che mi avrebbe assolutamente stupito non vedere,
            mai una volta che si parli di un altro software
            qualsiasi) parla di software closed in generale,
            e dopo aver sfottuto la licenza di Vista ripete
            che si tratta di un modello di licenza che è
            molto simile in tutti i software
            closed.Simile non significa uguale.Eppoi se Vista ha un licenza del genere non vedo perche' ci sia da prendersela tanto...E' ovvio che si parli di Vista in quanto diffuso.Se si fosse parlato della licenza di sw sconosciuto... a nessuno sarebbe interessato (e vabbe', non ci sarebbero nemmeno cosi' tante persone "offese" :D )


            Insomma... se non si tirano le conclusioni che

            uno vuole... l'articolo non e' imparziale

            :D

            Gli articoli imparziali sono una rarità. Per
            quanto tu possa concordare con l'articolo, non
            puoi negare che sia di parte. Così come un sacco
            di altri articoli. Sono pochissimi quelli che
            possono fregiarsi di essere
            imparziali.Il problema e': chi decide che un articolo sia imparziale o meno? Un'altra persona che non sara' imparziale!
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Paolino
            - Scritto da: Blackstorm

            - Scritto da: Paolino
            Simile non significa uguale.
            Eppoi se Vista ha un licenza del genere non vedo
            perche' ci sia da prendersela
            tanto...Ma io mica me la prendo. Però quello che dice masini è riferito al software closed in generale. E' un attacco pesante contro il software closed source, indipendentemente da chi lo produca, perchè tutto il sw closed ha licenze del genere.
            E' ovvio che si parli di Vista in quanto diffuso.
            Se si fosse parlato della licenza di sw
            sconosciuto... a nessuno sarebbe interessato (e
            vabbe', non ci sarebbero nemmeno cosi' tante
            persone "offese" :D
            )Ma almeno sarebbe stato un commento con dentro, invece che i soliti sfottò, delle considerazioni che vanno un po' oltre al concetto di "Vista è il male e Bill Gates il diavolo incarnato"...

            Gli articoli imparziali sono una rarità. Per

            quanto tu possa concordare con l'articolo, non

            puoi negare che sia di parte. Così come un sacco

            di altri articoli. Sono pochissimi quelli che

            possono fregiarsi di essere

            imparziali.

            Il problema e': chi decide che un articolo sia
            imparziale o meno? Un'altra persona che non sara'
            imparziale!Sicuramente, ma alcuni articoli sono imparziali anche se si è di parte. Oggettivamente non puoi dire che tenti di fare un'analisi neutra dal momento che i toni sarcastici li usa solo quando parla di licenze proprietarie, mentre prende tremendamente sul serio le licenze open... un articolo così non può essere giudicato imparziale da nessun punto di vista.
          • Carson scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Blackstorm
            Però quello che dice
            masini è riferito al software closed in generale.
            E' un attacco pesante contro il software closed
            source, indipendentemente da chi lo produca,
            perchè tutto il sw closed ha licenze del
            genere.
            Assolutamente NO!Uno è liberissimo di vederla anche in questo modo.Ma sono considerazioni che riguardano il fatto che tu quando acquisti un software proprietario, a differenza di quando compri una chitarra ad es., non stai affatto acquisendone la proprietà. Ma molto più semplicemente una licenza d'uso. E infatti ha messo in evidenza i paradossi proprio di una specifica licenza, la Eula di Vista, che rende impossibile esercitare quei poteri che sono connaturati alla "proprietà" che un soggetto vanta su un "bene", anche quando questo bene è "immateriale" come il software.E ha fatto il confronto col software cosiddetto Libero (e non semplicemente Open, che può prevedere anch'esso limitazioni all'uso), in cui questi "poteri" possono essere esercitati.Quindi, di fatto, quando tu acquisti un sw "licenziato" nei termini descritti dall'articolo, acquisisci dei diritti che sono quanto di + simile all'affitto, al comodato d'uso, piuttosto che al diritto di proprietà.Non è il solo caso, intendiamoci. Basta pensare ad esempio alle opere letterarie o comunque frutto della creatività.Ovviamente però qui si parla di software - il quale assolve a una funzione "diversa" rispetto alle opere di cui sopra - e delle contraddizioni che possono nascere da una licenza rispetto ad un altra.E infatti l'articolo, sulla base di quanto appena detto, potrebbe anche riproporre all'attenzione l'insoluta questione circa l'opportunità dell'estensione della disciplina del diritto d'autore al software, che non si può dire coincida totalmente col concetto di opera dell'ingegno; la quale è sempre frutto della creatività, dell'intuizione, della fantasia dell'autore, e che per questo è "unica ed irripetibile". Il software, al contrario, consiste quasi sempre nel miglioramento di ciò che è stato fatto prima da altri. E il modello di sviluppo open è qui a dimostrarlo. O anche esempi come l'OS di Apple, il cui sviluppo è partito da un kernel scritto da altri e reso di "dominio pubblico". Ma pure gli stessi OS di casa Microsoft, a partire dall' "Emme Esse DOS".In sostanza, si poteva prendere spunto dall'articolo e intessere una discussione che toccasse questi ed altri punti. E invece, come al solito quando si parla di queste cose, ci s'è buttati nella pura e futile polemica.
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Carson
            - Scritto da: Blackstorm

            Però quello che dice

            masini è riferito al software closed in
            generale.

            E' un attacco pesante contro il software closed

            source, indipendentemente da chi lo produca,

            perchè tutto il sw closed ha licenze del

            genere.



            Assolutamente NO!Andiamoci piano con gli assoluti.

            Uno è liberissimo di vederla anche in questo modo.Si stava parlando del perchè l'autore di questo topic ha detto che l'intenzione di masini era di screditare il software closed. Io ho detto le motivazioni che sono alla base di questo ragionamento, secondo me. Seguire l'evoluzione di un discorso è interessane per evitare svarioni.

            Ma sono considerazioni che riguardano il fatto
            che tu quando acquisti un software proprietario,
            a differenza di quando compri una chitarra ad
            es., non stai affatto acquisendone la proprietà.
            Ma molto più semplicemente una licenza d'uso.Questo in che modo inficia la dichiarazione che masini ha cercato di screditare con sarcasmo il software closed?


            E infatti ha messo in evidenza i paradossi
            proprio di una specifica licenza, la Eula di
            Vista, che rende impossibile esercitare quei
            poteri che sono connaturati alla "proprietà" che
            un soggetto vanta su un "bene", anche quando
            questo bene è "immateriale" come il
            software.Ah, si, e il fatto che la licenza nel frattempo sia leggermente cambiata, però, non viene citato. Ad esempio, è possibile installare vista su una vm. I paradossi messi in evidenza a volte lasciano il tempo che trovano. Come il fatto che l'utente accetta la nuova versione della licenza che viene con un aggiornamento. Mi pare ovvio e sacrosanto, ad esempio gli aggiornamenti di alcuni software per linux potrebbero far passare un software da gpl2 a gpl3, e nessuno direbbe niente. Usare due pesi e due misure mi pare quantomeno illogico.

            E ha fatto il confronto col software cosiddetto
            Libero (e non semplicemente Open, che può
            prevedere anch'esso limitazioni all'uso), in cui
            questi "poteri" possono essere
            esercitati.
            A seconda della licenza.
            Quindi, di fatto, quando tu acquisti un sw
            "licenziato" nei termini descritti dall'articolo,
            acquisisci dei diritti che sono quanto di +
            simile all'affitto, al comodato d'uso, piuttosto
            che al diritto di
            proprietà.
            Dubito seriamente che sia una cosa tipo affitto.

            E infatti l'articolo, sulla base di quanto appena
            detto, potrebbe anche riproporre all'attenzione
            l'insoluta questione circa l'opportunità
            dell'estensione della disciplina del diritto
            d'autore al software, che non si può dire
            coincida totalmente col concetto di opera
            dell'ingegno; la quale è sempre frutto della
            creatività, dell'intuizione, della fantasia
            dell'autore, e che per questo è "unica ed
            irripetibile". Il software, al contrario,
            consiste quasi sempre nel miglioramento di ciò
            che è stato fatto prima da altri. E il modello di
            sviluppo open è qui a dimostrarlo. O anche esempi
            come l'OS di Apple, il cui sviluppo è partito da
            un kernel scritto da altri e reso di "dominio
            pubblico". Ma pure gli stessi OS di casa
            Microsoft, a partire dall' "Emme Esse
            DOS".
            Giusto per far eun esempio, i libri possono esser ericondotti tutti a 6 o 7 trame fondamentali, riproposte con determinati stili e con un certo sviluppo o una certa lunghezza. Si potrebbe fare lo stesso discorso in proposito.
            In sostanza, si poteva prendere spunto
            dall'articolo e intessere una discussione che
            toccasse questi ed altri punti. E invece, come al
            solito quando si parla di queste cose, ci s'è
            buttati nella pura e futile
            polemica.L'articolo avrebbe potuto essere scritto con una minore tendenza alla provocazione, e fare una analisi meno sarcastica delle problematiche legate alle licenze.
          • Carson scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Blackstorm
            - Scritto da: Carson

            Andiamoci piano con gli assoluti.Questo era dato per scontato. La mia era un'affermazione perentoria - dal mio punto di vista - non assoluta. In risposta alla tua circa la natura provocatoria dell'articolo. Che credo/spero non sia anch'essa assoluta.
            Si stava parlando del perchè l'autore di questo
            topic ha detto che l'intenzione di masini era di
            screditare il software closed. Io ho detto le
            motivazioni che sono alla base di questo
            ragionamento, secondo me. Seguire l'evoluzione di
            un discorso è interessane per evitare
            svarioni.Si, ma se non è l'autore di un topic a commettere lo svarione.
            Questo in che modo inficia la dichiarazione che
            masini ha cercato di screditare con sarcasmo il
            software
            closed?Questo lo dici tu ed altri, non Masini. Sempre secondo il MIO punto di vista.

            Ah, si, e il fatto che la licenza nel frattempo
            sia leggermente cambiata, però, non viene citato.
            Ad esempio, è possibile installare vista su una
            vm. I paradossi messi in evidenza a volte
            lasciano il tempo che trovano. Come il fatto che
            l'utente accetta la nuova versione della licenza
            che viene con un aggiornamento. Mi pare ovvio e
            sacrosanto, ad esempio gli aggiornamenti di
            alcuni software per linux potrebbero far passare
            un software da gpl2 a gpl3, e nessuno direbbe
            niente. Usare due pesi e due misure mi pare
            quantomeno
            illogico.Il cambio di quel punto della licenza non modifica la sostanza delle cose e non inficia il ragionamento fatto dall'autore dell'articolo. Che è fondato. E anche a voler ammettere che il discorso sia stato portato avanti in un certo modo, non è un argomento per ritenere che quanto scritto sia completamente sballato.
            A seconda della licenza.No. Il software sotto licenza GPL non pone alcun limite all'utente per ciò che riguarda l'utilizzo del software. I limiti riguardano solo la redistribuzione. A differenza del software Open sotto licenze non GPL, le quali al contrario possono prevedere anche limitazioni all'utilizzo.
            Dubito seriamente che sia una cosa tipo affitto.E invece è qualcosa di molto simile a un semplice diritto d'uso e, per giunta, limitato.
            Giusto per far eun esempio, i libri possono esser
            ericondotti tutti a 6 o 7 trame fondamentali,
            riproposte con determinati stili e con un certo
            sviluppo o una certa lunghezza. Si potrebbe fare
            lo stesso discorso in
            proposito.No (sempre secondo ME!). Forse i libri di Ken Follet, non certo la Divina Commedia, tanto per fare un altro esempio. Ciò che caratterizza un'opera dell'ingegno è il suo carattere di originalità, che giustifica preservare la sua immutabilità nel tempo. Non a caso esiste il plagio.Il software, al contrario, non presenta queste caratteristiche, o quantomeno cosi' marcate. Perché si presenta come se alla frase: "Nel mezzo del cammin di nostra vita...." ci aggiungessi "mi ritovai a puttaneggiar coi regi", lasciando la prima parte immutata. Cosi è accaduto con MS-DOS ed è continuato coi successori. Alla faccia dell'originalità.
            L'articolo avrebbe potuto essere scritto con una
            minore tendenza alla provocazione, e fare una
            analisi meno sarcastica delle problematiche
            legate alle
            licenze.Questo è come l'hai visto tu. E io son qui per dire che non sono d'accordo, dato che ci sono altre prospettive da cui guardare le "cose". Piuttosto mi sembra che qualcuno da queste parti ha la coda di paglia.
          • Candido scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Carson
            No (sempre secondo ME!). Forse i libri di Ken
            Follet, non certo la Divina Commedia, tanto per
            fare un altro esempio. Ciò che caratterizza
            un'opera dell'ingegno è il suo carattere di
            originalità, che giustifica preservare la sua
            immutabilità nel tempo. Non a caso esiste il
            plagio.

            Il software, al contrario, non presenta queste
            caratteristiche, o quantomeno cosi' marcate.Su questo punto non hai del tutto torto.Il software ha sempre presentato problemi a causa della sua natura molto particolare. Ricordo che sono un software sia il codice sorgente che il programma oggetto, da sorgenti diverse si possono avere programmi oggetto identici, e viceversa.L'inclusione del software nel diritto d'autore è stato così problematico che si è dovuti ricorrere ad una finzione giuridica, infatti software e banche dati sono nominate a parte. In pratica, si è deciso di tutelare il software *come* le opere d'ingegno a carattere creativo. Questo perché hanno alcune caratteristiche in comune con tali opere, ma per altri aspetti se ne differenziano.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Candido
            Su questo punto non hai del tutto torto.

            Il software ha sempre presentato problemi a causa
            della sua natura molto particolare. Ricordo che
            sono un software sia il codice sorgente che il
            programma oggetto, da sorgenti diverse si possono
            avere programmi oggetto identici, e viceversa.Apriamo una piccola parentesi.Negli anni '80 erano regolarmente in vendita in edicola riviste con cassette (e a volte floppy) contenenti giochi per Commodore 64 e gli altri computer dell'epoca (principalmente Spectrum o MSX e gli altri Commodore come il Vic20 o il Commodore 16).Per lo più i giochi in esse contenuti erano versioni piratate di giochi prodotti all'estero, soltanto modificate in modo tale da avere un nome diverso e scritte in italiano (es. GIOCAT al posto di PLAYER).Non esistendo una regolamentazione specifica sul software si applicava quella sulla musica; ma essendo tali programmi tecnicamente diversi (perché il nome e le scritte erano diverse, e anche il loader), queste versioni italianizzate venivano considerate all'epoca legali perché considerate "variazioni" sufficientemente variate (per le leggi dell'epoca) da poter essere considerate un'opera nuova, anche se derivata da un'altra. Naturalmente aiutò anche il fatto che la stragrande maggioranza dei produttori di questi giochi era all'estero, e all'epoca non esistevano grandi accordi in materia tra le varie nazioni.Qualche causa fu intentata (qualcuna anche vinta) dai distributori e detentori locali italiani, ma i tempi lunghi (i processi si facevano molto dopo il ritiro dalle edicole di quel numero della cassetta, quindi di fatto non c'erano perdite per sequestri o simili) e le multe comminate erano comunque talmente basse che il gioco valeva ampiamente la candela. Queste riviste hanno continuato a esistere fino alle soglie degli anni 90, quando la legislazione in Italia e alcune sentenze di Cassazione iniziarono a fare precedente.Qui a Napoli poi c'era la alga soft che usava i nomi originali, ne ho parlato ampiamente su una pagina web (che non linko per non fare spam), ma è un'altra storia. :)
          • Candido scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Massi cadenti[...]Taglio sulla ricostruzione. Pensa che ho ancora uno Spectrum Plus a casa, con telative cassette. La pirateria era così diffusa che i negozi stessi avevano le copie alla luce del sole. Se chiedevi un gioco, era normale poter scegliere tra la versione originale e quella copiata!
            continuato a esistere fino alle soglie degli anni
            90, quando la legislazione in Italia e alcune
            sentenze di Cassazione iniziarono a fare
            precedente.La direttiva che impone la tutela del software in base alla convenzione di Berna, infatti, è del '91.
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Carson
            - Scritto da: Blackstorm

            - Scritto da: Carson




            Andiamoci piano con gli assoluti.

            Questo era dato per scontato. La mia era
            un'affermazione perentoria - dal mio punto di
            vista - non assoluta. In risposta alla tua circa
            la natura provocatoria dell'articolo. Che
            credo/spero non sia anch'essa
            assoluta.
            La natura provocatoria dell'articolo è una opinione che condivido.Il tuo assolutamente no sembrava più una affermazione assolutistica... ma l'importante è chirirsi :)


            Si stava parlando del perchè l'autore di questo

            topic ha detto che l'intenzione di masini era di

            screditare il software closed. Io ho detto le

            motivazioni che sono alla base di questo

            ragionamento, secondo me. Seguire l'evoluzione
            di

            un discorso è interessane per evitare

            svarioni.

            Si, ma se non è l'autore di un topic a commettere
            lo
            svarione.Non mi pare che abbia fatto svarioni: ha detto quello che pensava dell'articolo.


            Questo in che modo inficia la dichiarazione che

            masini ha cercato di screditare con sarcasmo il

            software

            closed?

            Questo lo dici tu ed altri, non Masini. Sempre
            secondo il MIO punto di
            vista.Passi efgfettuati nell'articolo:1. Spiegare che le licenze tipiche del closed source concedono limitati diritti di uso.2. Prendere la licenza di un software closed, citando certi punti e facendo battute sarcastiche su di essi.3. Ribadire che più o meno tutti i software closed, specie se a pagamento, hanno questo tipo di licenza.Per me, questo è screditare con sarcasmo. Poi magari mi sbaglio e non lo sta screditando, ma sicuramente usa un sarcasmo che, come in molti casi di costruttivo ha ben poco. Sull'utilità non mi pronuncio, dipende molto da quanto uno sa già. Questo è il mio punto di vista sull'artioclo ed il motivo per cui condivido l'opinione che si sia cercato di gettare discredito sul software closed, cosa che in ogni caso non mi stupirebbe, dato che l'autore è notoriamente contro il software closed e proprietario.




            Ah, si, e il fatto che la licenza nel frattempo

            sia leggermente cambiata, però, non viene
            citato.

            Ad esempio, è possibile installare vista su una

            vm. I paradossi messi in evidenza a volte

            lasciano il tempo che trovano. Come il fatto che

            l'utente accetta la nuova versione della licenza

            che viene con un aggiornamento. Mi pare ovvio e

            sacrosanto, ad esempio gli aggiornamenti di

            alcuni software per linux potrebbero far
            passare

            un software da gpl2 a gpl3, e nessuno direbbe

            niente. Usare due pesi e due misure mi pare

            quantomeno

            illogico.

            Il cambio di quel punto della licenza non
            modifica la sostanza delle cose e non inficia il
            ragionamento fatto dall'autore dell'articolo. Spiacente, ma se parti da premesse errate, le conclusioni cominciano almeno a traballare. Se io ti dico che l'ipotenusa di un triangolo è pari alla radice della somma dei lati al cubo, senza tenere conto che la teoria successivamente elaborata dice che i lati vanno elevati al quadrato e non al cubo, sto usando premesse sbagliate facendo traballare l'impianto teorico. O sbaglio?Se tu mi esamini una licenza che in realtà non è nemmeno valida, poichè sostituita da una più recente e valida retroattivamente, abbiamo qualcosa che non funziona. Quantomeno è disinformazione.
            Che
            è fondato. E anche a voler ammettere che il
            discorso sia stato portato avanti in un certo
            modo, non è un argomento per ritenere che quanto
            scritto sia completamente
            sballato.Non sto dicendo che sia tutto sballato: sto dicendo che alcuni punti non sono nemmeno validi e questo, insieme ad un sarcasmo che non riesce nemmeno a strapparmi un sorriso, per me vuol dire fare disinformazione.



            A seconda della licenza.

            No. Il software sotto licenza GPL non pone alcun
            limite all'utente per ciò che riguarda l'utilizzo
            del software. I limiti riguardano solo la
            redistribuzione. A differenza del software Open
            sotto licenze non GPL, le quali al contrario
            possono prevedere anche limitazioni
            all'utilizzo.
            Mi pare che non esista solo la licenza gpl, nel software libero.


            Dubito seriamente che sia una cosa tipo affitto.


            E invece è qualcosa di molto simile a un semplice
            diritto d'uso e, per giunta,
            limitato.
            Io lo pago una volta sola. L'affitto consiste in un pagamento continuato nel tempo, che potrebbe in alcuni casi persino superare il valore della cosa affittata. Se io noleggio un film per 2 settimane o un mese, vado a pagare più di quanto pagherei una copia.


            Giusto per far eun esempio, i libri possono
            esser

            ericondotti tutti a 6 o 7 trame fondamentali,

            riproposte con determinati stili e con un certo

            sviluppo o una certa lunghezza. Si potrebbe fare

            lo stesso discorso in

            proposito.

            No (sempre secondo ME!). Forse i libri di Ken
            Follet, non certo la Divina Commedia, tanto per
            fare un altro esempio. Guarda, ora non ricodo dove, se ad harvard o in quale università, ma c'è uno studio ben preciso in proposito. La divina commedia, per la cronaca, non fa altro che attingere a piene mani dalle credenze dell'epoca e dai miti greci. Poi , sia chiaro, per me potrebbero anche essere ridotti ad 2 trame di base, ma certi libri rimangono sempre dei capolavori.
            Ciò che caratterizza
            un'opera dell'ingegno è il suo carattere di
            originalità, che giustifica preservare la sua
            immutabilità nel tempo. Non a caso esiste il
            plagio.Ma di originale non c'è molto. Da questo punto di vista, nemmeno la Commedia è originale.

            Il software, al contrario, non presenta queste
            caratteristiche, o quantomeno cosi' marcate.
            Perché si presenta come se alla frase: "Nel mezzo
            del cammin di nostra vita...." ci aggiungessi "mi
            ritovai a puttaneggiar coi regi", lasciando la
            prima parte immutata. Cosi è accaduto con MS-DOS
            ed è continuato coi successori. Alla faccia
            dell'originalità.Guarda, io ti dico che secondo la legislazione italiana, puoi fare due software che fanno le stesse identiche cose e che se sono estremamente simili, ma non uguali nel codice e nella grafica, e fanno le cose allo stesso modo, sono considerati due opere diverse.


            L'articolo avrebbe potuto essere scritto con una

            minore tendenza alla provocazione, e fare una

            analisi meno sarcastica delle problematiche

            legate alle

            licenze.

            Questo è come l'hai visto tu. E io son qui per
            dire che non sono d'accordo, dato che ci sono
            altre prospettive da cui guardare le "cose".Sicuramente. Ma sarai d'accordo che è un po' sarcastico quando parla delle licenze?
            Piuttosto mi sembra che qualcuno da queste parti
            ha la coda di
            paglia.E lascia che la tenga.
          • Carson scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Blackstorm
            Attenzione, l'ultimo punto che ho citato era
            parte del motivo per cui considero l'articolo
            estremamente di parte: conoscendo l'orientamento
            di Masini, mi avrebbe stupito una analisi più
            imparziale. Non è un giudizio sulle sue idee,
            piuttosto è una "condizione al contorno" che mi
            fa propendere di più per il fatto che l'articolo
            sia di parte, tutto
            qui.Sarà pure di parte, ma quello che dice è vero, ovviamente nel senso di verosimile.
            Allora, se la questione delle macchine virtuali è
            un dettaglio irrilevante non andava citato. Se è
            stato citato è rilevante per l'autore, e se è
            rilevante per l'autore io pretendo che venga
            citato in forma corretta. Gli altri punti più
            paradossali, se non sono stati citati
            nell'articolo, evidentemente non sono stati
            considerati più paradossali. Per il resto, non
            ricordo benissimo la licenz adi vista sp1, per
            cui prima di dire che gli altri punti sono veri,
            ho bisogno di una verifica. E come inciso, senza
            polemica, faccio notare che basta un verme per
            rendere una mela bacata.Mah, ho i miei dubbi che si tratti di una mela , comunque ne so meno di te della macchine virtuali e non ho la licenza a portata di mano. Bene, se la "svista" ti fa dubitare anche del resto, ok verifica pure: almeno se si deve contestare l'articolo lo si fa sulla base di fatti. E mi aggiungerei pure io.
            spero che ti stia riferendo all'autore del topic,
            perchè io sono tranquillissimo
            :)Ci mancherebbe :-)



            Un solo punto non è valido. Non allarghiamoci.


            Come detto verificherò appena possibile. Ma se un
            punto mi si rivela una falsa informazione, come
            posso fidarmi del resto dell'articolo? Se da
            utente base non conosco queste cose, chi mi
            assicura che, scoperto un errore, non ce ne siano
            altri? E' destabilizzante per lo scopo
            informativo.Ok, idem come sopra.
            Quello che è software libero, onestamente, lo
            stabilisco da solo. Anche il codice creato sotto
            le CC, per me è
            libero.
            No, questo non lo puoi fare. Le definizioni sono importanti, altrimenti non si capisce di cosa si parla.La paternità della definizione di software libero appartiene a R. Stallman. Può piacere o meno, ma è cosi. E ha un significato ben preciso.

            Premesso che la GPL è una EULA, perchè è
            effettivamente un accordo di licenza con l'utente
            finale, ti posso assicurare che la gpl non è
            fondamentale perchè un software sia
            libero.
            Stai dicendo che la GPL è una licenza. Perfetto. Ma non è una EULA. La GPL garantisce qualsiasi tipo di utilizzo del software da parte dell'utente: non ci sono limiti all'uso, non deve chiedere il permesso all'autore per installarlo, dove, quante volte, in che modo usarlo, modificarlo e cosi' via. La EULA stabilisce l'esatto opposto.Quindi la tua frase dovresti correggerla in questo modo:La GPL è una licenza, come la EULA. Ma la GPL non è una EULA.Quanto alla questione se sia la GPL a sancire se un sw è libero, non l'ha detto nessuno. Ma dato che le libertà fondamentali (=4) che un software deve possedere per poter essere DEFINITO software libero sono state enunciate dalla Free Software Foundation, e che la GPL le garantisce tutte, è chiaro che questa è la licenza di riferimento. Esistono altre licenze per il sw libero, + o meno compatibili con la GPL, ma di sicuro a questa categoria non appartiene la EULA. Non solo quella di M$, ma tutte le EULA, anche quelle del sw open source ( vedi mozilla firefox e google chrome)

            Infatti eviterei di addentrarci in questo oceano,
            altirmenti inizio ad incaxxarmi sul serio con le
            varie autorità che non hanno idea di come
            trattare il software...
            :)Qui siamo d'accordo ;-)


            E perché, che c'è di male?

            Non mi piace il tono usato :)Qui invece: de gustibus.
            Il fatto è che bisogna saper distinguere fra i
            fanboy e quelli con cui si può ragionare (linari
            e winari non cambia niente, la guerra santa è
            un'idiozia a prescindere dalla fazione per cui
            tieni).Si, va bene, tutto quello che vuoi: ma secondo te quando acquisti un prodotto ... vabbè diciamo Microsoft, l'OS della Microsoft... ..Vista ....perché l'amico parlava di M$, ... ....dopo che l'hai pagato ......voglio dire ...questo è tuo o è di Zio Bill che te lo presta?:-D


            . Anche perché a

            seconda della sostanza di cui è composta la

            paglia, ciò che si rende palese agli altri sono

            solo gli effetti psicotropi della

            "fumata".

            Almeno la passasse :DSe vuoi ti offro una sigaretta, tanto con quello che ci mettono dentro al giorno d'oggi è più o meno la stessa cosa. :-)
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Carson
            - Scritto da: Blackstorm


            Quello che è software libero, onestamente, lo

            stabilisco da solo. Anche il codice creato sotto

            le CC, per me è

            libero.



            No, questo non lo puoi fare. Le definizioni sono
            importanti, altrimenti non si capisce di cosa si
            parla.Spiacente, ma lo posso fare. Basta chiarirsi su cosa si intende con un certo termine.

            La paternità della definizione di software libero
            appartiene a R. Stallman. Può piacere o meno, ma
            è cosi. E ha un significato ben
            preciso.Ha un significato ben preciso per stallman. Per me ne ha un altro.





            Premesso che la GPL è una EULA, perchè è

            effettivamente un accordo di licenza con
            l'utente

            finale, ti posso assicurare che la gpl non è

            fondamentale perchè un software sia

            libero.



            Stai dicendo che la GPL è una licenza. Perfetto.
            Ma non è una EULA. La GPL garantisce qualsiasi
            tipo di utilizzo del software da parte
            dell'utente: non ci sono limiti all'uso, non deve
            chiedere il permesso all'autore per installarlo,
            dove, quante volte, in che modo usarlo,
            modificarlo e cosi' via. La EULA stabilisce
            l'esatto
            opposto.EULA è l'acronimo di End User License Agreement. La gipl è una forma di licenza che l'utente finale sottoscrive. Che poi normalmente si indichi la gpl come gpl e le licenze di tipo proprietario come eula sono discorsi diversi. Qualsiasi licenza io sottoponga con il mio software all'utente che ne fa uso è un EULA. Se le definizioni devono esser eimportanti, lo devono essere sempre.

            Quindi la tua frase dovresti correggerla in
            questo
            modo:

            La GPL è una licenza, come la EULA. Ma la GPL non
            è una
            EULA.Spiacente ma la gpl è una eula, perchè il significato di eula non dipende da se il sw è libero o proprietario.

            Quanto alla questione se sia la GPL a sancire se
            un sw è libero, non l'ha detto nessuno. Ma dato
            che le libertà fondamentali (=4) che un software
            deve possedere per poter essere DEFINITO software
            libero sono state enunciate dalla Free Software
            Foundation, e che la GPL le garantisce tutte, è
            chiaro che questa è la licenza di riferimento.Rimane comunque una licenza che non è l'unica.
            Si, va bene, tutto quello che vuoi: ma secondo te
            quando acquisti un prodotto ... vabbè diciamo
            Microsoft, l'OS della Microsoft... ..Vista
            ....perché l'amico parlava di M$, ...


            ....dopo che l'hai pagato ...

            ...voglio dire ...questo è tuo o è di Zio Bill
            che te lo
            presta?

            :-DE' mio nei limiti di quello che mi impone la licenza d'uso. Io non ho problemi con questo: sono cosciente che non smepre si può campare di buone intenzioni e di consulenza software, che i programmatori vanno pagati, e che certe licenze sono più restrittive di altre. Questo non mi impedisce di apprezzare entrambi i modelli di software, libero e non libero. Da una parte c'è una grande comunità e una espandibilità non banali, dall'altra esiste una filiera di controllo che, se il sw libero potesse adottare, sarebbe una gran cosa.
          • Carson scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Blackstorm
            - Scritto da: Carson
            Spiacente, ma lo posso fare. Basta chiarirsi su
            cosa si intende con un certo
            termine.No, non lo puoi fare. Qui si parla di software libero nel suo significato proprio, non in quello "improprio" che TU ritieni tale.

            Ha un significato ben preciso per stallman. Per
            me ne ha un
            altro.
            Ha un significato ben preciso per TUTTI, non per Stallman. Il software libero è quello, e di quello parla l'articolo e il suo autore. Tant'è che, a mo' di esempio, l'originaria licenza BSD fu modificata, per fare in modo che potesse essere una licenza per il software libero.Te lo ripeto, quello che significa per te è irrilevante.










            Premesso che la GPL è una EULA, perchè è


            effettivamente un accordo di licenza con

            l'utente


            finale, ti posso assicurare che la gpl non è


            fondamentale perchè un software sia


            libero.






            Stai dicendo che la GPL è una licenza. Perfetto.

            Ma non è una EULA. La GPL garantisce qualsiasi

            tipo di utilizzo del software da parte

            dell'utente: non ci sono limiti all'uso, non
            deve

            chiedere il permesso all'autore per installarlo,

            dove, quante volte, in che modo usarlo,

            modificarlo e cosi' via. La EULA stabilisce

            l'esatto

            opposto.

            EULA è l'acronimo di End User License Agreement.
            La gipl è una forma di licenza che l'utente
            finale sottoscrive. Che poi normalmente si
            indichi la gpl come gpl e le licenze di tipo
            proprietario come eula sono discorsi diversi.
            Qualsiasi licenza io sottoponga con il mio
            software all'utente che ne fa uso è un EULA. Se
            le definizioni devono esser eimportanti, lo
            devono essere
            sempre.




            Quindi la tua frase dovresti correggerla in

            questo

            modo:



            La GPL è una licenza, come la EULA. Ma la GPL
            non

            è una

            EULA.

            Spiacente ma la gpl è una eula, perchè il
            significato di eula non dipende da se il sw è
            libero o
            proprietario.No la GPL non è una EULA, perché è il contenuto che fa la differenza. La GPL e tutte le licenze per il software libero non sono delle EULA. In comune hanno solo la loro natura di licenza. Anche qui, i 2 termini descrivono - e sono utilizzati per descrivere - 2 cose completamente differenti.
            Rimane comunque una licenza che non è l'unica.E questo cosa significa? Ripeto, la GPL è una licenza per il software libero e ce ne sono pure della altre. La Eula NON E' una licenza per il free software!!
            E' mio nei limiti di quello che mi impone la
            licenza d'uso.
            Quindi? I limiti quali sono? Quelli descritti nell'articolo o altri?
          • lroby scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Paolino
            E' ovvio che si parli di Vista in quanto diffuso.
            Se si fosse parlato della licenza di sw
            sconosciuto... Diffuso? Ma se è fermo al 17%, perchè non parlare della licenza di XP visto che è moltooo più diffuso???LROBY
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: lroby
            - Scritto da: Paolino

            E' ovvio che si parli di Vista in quanto
            diffuso.

            Se si fosse parlato della licenza di sw

            sconosciuto...
            Diffuso? Ma se è fermo al 17%, perchè non parlare
            della licenza di XP visto che è moltooo più
            diffuso???
            LROBYChe razza di domanda. Si parla di vista perchè vista è il male e guttman un cretino. Nell'ultima frase solo una metà è vera. Partecipa anche tu al concorso indovina la metà vera.
          • lroby scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Blackstorm
            Che razza di domanda. Si parla di vista perchè
            vista è il male e guttman un cretino.


            Nell'ultima frase solo una metà è vera. Partecipa
            anche tu al concorso indovina la metà
            vera.Ti rispondo al contrario, Vista NON è il male.. :DLROBY
      • LockOne scrive:
        Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
        - Scritto da: Marcello
        comprate linux ossimoro
        • Massi cadenti scrive:
          Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
          - Scritto da: LockOne
          - Scritto da: Marcello


          comprate linux

          ossimoroNon sempre. RedHat e mi pare anche Mandrake si possono benissimo trovare e comprare. Ovviamente quello che paghi sono manuale e assistenza. Tant'è che, se vuoi farne a meno, puoi benissimo prenderli legalmente da internet oppure, se proprio vuoi il supporto stampato o la banda che hai per internet non è granché, insieme a qualche rivista in edicola a prezzo quasi di costo.
    • Paolino scrive:
      Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
      - Scritto da: 0verture
      Qualcosa che magari facesse chiarezza sul reale
      potere di un eula, di cosa dice la legge, di test
      in sedi apposite che ne stabiliscono l'effettiva
      validità...Io volevo una birra gratis invece :DMacche'...
      • braincrash.it scrive:
        Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
        - Scritto da: Paolino
        Io volevo una birra gratis invece :D
        Macche'...Mi sa che ti sei perso...Vai sempre dritto... quando vedi la scritta "Bar" sei a posto... li di solito di birra ne hanno.Poi se non ce l'hanno non venirti a lamentare da me eh.Sappi che se segui le mie indicazioni accetti la mia EULA.1) Le indicazioni sono fornite "come sono", senza garanzia di nessuno tipo, esplicita o implicita. In nessun caso l'autore può essere ritenuto responsabile per qualsiasi danno causato dall'uso delle succitate indicazioni.:O :) :)
        • Blackstorm scrive:
          Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
          - Scritto da: braincrash.it
          - Scritto da: Paolino

          Io volevo una birra gratis invece :D

          Macche'...

          Mi sa che ti sei perso...
          Vai sempre dritto... quando vedi la scritta "Bar"
          sei a posto... li di solito di birra ne
          hanno.
          Poi se non ce l'hanno non venirti a lamentare da
          me
          eh.

          Sappi che se segui le mie indicazioni accetti la
          mia
          EULA.
          1) Le indicazioni sono fornite "come sono", senza
          garanzia di nessuno tipo, esplicita o implicita.
          In nessun caso l'autore può essere ritenuto
          responsabile per qualsiasi danno causato dall'uso
          delle succitate
          indicazioni.
          :O :) :)Non capisco l'accanimento contro questo punto. Mi pare che anche la gpl, per dirne una, sollevi l'autore di un software dalla responsabilità di eventuali problemi. Guarda un po' in un caso viene osteggiato questo comportamento, nell'altro invece si tace.
          • braincrash.it scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            ehm... non ho capito che punto?La mia risposta era scherzosa cmq...
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: braincrash.it
            ehm... non ho capito che punto?
            La mia risposta era scherzosa cmq...Non era a te, ho approfittato dello spunto della tua battuta per indicare come laddove un software proprietario abbia una clausola che dice che non si assume la responsabilità per la perdita di dati o eventuali malfunzionamenti, allora tutti a dirne peste e corna. Laddove invece la stessa identica clausola è presente in licenze come gpl e compagnia bella, tutti felici. E' una cosa che mi dà un sacco di fastidio, ma in generale.
          • THe_ZiPMaN scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Blackstorm
            Laddove invece la stessa
            identica clausola è presente in licenze come gpl
            e compagnia bella, tutti felici. E' una cosa che
            mi dà un sacco di fastidio, ma in generale.C'è anche da dire però che in un caso tu paghi per il software, nell'altro caso generalmente no.E' lo stesso motivo per cui se in una strada statale posso tollerare certe deficienze (ritardi nello sgombero neve, manto non perfetto, ecc.ecc.) non posso però tollerarle su autostrade per le quali pago un pedaggio.Se pago deve esserci qualcosa in più, altrimenti che pago a fare? e quel qualcosa in più deve essere almeno una garanzia qualitativa.
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: THe_ZiPMaN
            - Scritto da: Blackstorm

            Laddove invece la stessa

            identica clausola è presente in licenze come gpl

            e compagnia bella, tutti felici. E' una cosa che

            mi dà un sacco di fastidio, ma in generale.

            C'è anche da dire però che in un caso tu paghi
            per il software, nell'altro caso generalmente
            no.Non paghi? Dipende da cosa intendi per pagare. Se devo perdere tempo o ricorrere a personale specializzato per risolvere problemi, lo pago uguale. Inoltre, se mi permetti, essendo un prodotto software inevitabilmente buggato (non esistono software scritti senza bug, specialmente i sistemi operativi), è come se andando a comprare una macchina, io mi lamentassi perchè il venditore non si prende la responsabilità del fatto che i freni potrebbero cedere, mentre se me la regalano no. Il fatto che io paghi o meno un software non è una discrimintante imho sufficiente a lamentarsi di una clausola che solo un pazzo furioso non metterebbe... Se conosci il sistema legale americano, dove per pararsi il didietro i produttori dei forni microonde specificano che nel micro non ci puoi asciugare il gatto, capisci cosa voglio dire. In ogni caso una clausola del genere è utile metterla per ogni sistema. A meno che tu non mi paghi l'assistenza e il supporto, ad esempio nel caso di un sistema critico, nel qual caso parliamo di un contratto diverso dall'eula, e nel quale tu che mi fornisci assistenza hai la responsabilità dei casini, le clausole nelle eula (proprietarie o no) che sollevano il programmatore/produttore da responsabilità di danneggiamento, mi pare solo sensata. Altrimenti se per un qualsiasi motivo, durante lìinstallazione di FEAR o mentre ci gioco mi salta il sistema e devo raderlo al suolo, cos'è, facico causa?
            E' lo stesso motivo per cui se in una strada
            statale posso tollerare certe deficienze (ritardi
            nello sgombero neve, manto non perfetto,
            ecc.ecc.) non posso però tollerarle su autostrade
            per le quali pago un
            pedaggio.Suppongo che la gestione di centinaia e centinaia di km di autostrade renda difficile interventi sempre tempestivi.

            Se pago deve esserci qualcosa in più, altrimenti
            che pago a fare? e quel qualcosa in più deve
            essere almeno una garanzia
            qualitativa.Che non può essere l'assunzione di responsabilità in caso di danneggiamento. Perchè questo richiederebbe un sistema inevitabilmente luser-proof. E sai benissimo che non può esistere.
          • Guido Angeli scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Blackstorm
            - Scritto da: braincrash.it

            ehm... non ho capito che punto?

            La mia risposta era scherzosa cmq...

            Non era a te, ho approfittato dello spunto della
            tua battuta per indicare come laddove un software
            proprietario abbia una clausola che dice che non
            si assume la responsabilità per la perdita di
            dati o eventuali malfunzionamenti, allora tutti a
            dirne peste e corna. Laddove invece la stessa
            identica clausola è presente in licenze come gpl
            e compagnia bella, tutti felici. E' una cosa che
            mi dà un sacco di fastidio, ma in
            generale.La differenza sta in contratti di altro tipo, più "verticali", dove il produttore si impegna a risolvere i bachi in un certo tempo. Ad esempio se %grossa_azienda% commissiona tal sw a %grossa_swhouse%, nel contratto ci può essere una forma di garanzia che dice: se vengono riscontrati funzionamenti errati del programma, venite a lamentarvi, e vedremo di correggere la cosa.Spesso non si tratta di interventi gratuiti.Può accadere sia con sw open che closed.Ma non potrà mai e poi mai accadere con sw pensati per la massa. Ma per un semplice motivo. Te lo vedi il padre di famiglia che dopo aver speso 100 euro per il SW taldeitali, scopre un bug talmente bello e chiaro, che va dalla swhouse a dirgli di risolverglielo, e dopo tot giorni loro gli mandano la fattura, 50 euro? dai, non ha alcun senso. E' giusto come fanno ora.
          • Blackstorm scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Guido Angeli
            - Scritto da: Blackstorm

            - Scritto da: braincrash.it


            ehm... non ho capito che punto?


            La mia risposta era scherzosa cmq...



            Non era a te, ho approfittato dello spunto della

            tua battuta per indicare come laddove un
            software

            proprietario abbia una clausola che dice che non

            si assume la responsabilità per la perdita di

            dati o eventuali malfunzionamenti, allora tutti
            a

            dirne peste e corna. Laddove invece la stessa

            identica clausola è presente in licenze come gpl

            e compagnia bella, tutti felici. E' una cosa che

            mi dà un sacco di fastidio, ma in

            generale.

            La differenza sta in contratti di altro tipo, più
            "verticali", dove il produttore si impegna a
            risolvere i bachi in un certo tempo. Ad esempio
            se %grossa_azienda% commissiona tal sw a
            %grossa_swhouse%, nel contratto ci può essere una
            forma di garanzia che dice: se vengono
            riscontrati funzionamenti errati del programma,
            venite a lamentarvi, e vedremo di correggere la
            cosa.
            Spesso non si tratta di interventi gratuiti.
            Può accadere sia con sw open che closed.
            Ma non potrà mai e poi mai accadere con sw
            pensati per la massa. Ma per un semplice motivo.
            Te lo vedi il padre di famiglia che dopo aver
            speso 100 euro per il SW taldeitali, scopre un
            bug talmente bello e chiaro, che va dalla swhouse
            a dirgli di risolverglielo, e dopo tot giorni
            loro gli mandano la fattura, 50 euro? dai, non ha
            alcun senso. E' giusto come fanno
            ora.Ma infatti sono pienamente d'accordo: il supporto di un prodotto di massa deve essere gratuito, per ovvie esigenze, ma al contempo non puoi far ricadere la responsabilità della perdita di dati su chi l'ha creato, altrimenti si parla di mandare in fallimento qualsiasi società del genere.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Guido Angeli
            La differenza sta in contratti di altro tipo, più
            "verticali", dove il produttore si impegna a
            risolvere i bachi in un certo tempo. Ad esempio
            se %grossa_azienda% commissiona tal sw a
            %grossa_swhouse%, nel contratto ci può essere una
            forma di garanzia che dice: se vengono
            riscontrati funzionamenti errati del programma,
            venite a lamentarvi, e vedremo di correggere la
            cosa.Se il programma è open source (buona parte dei SW open sono anche gratuiti, ovvio non sempre, ma spesso sì) allora non sarà solo chi ha scritto il software a poter correggere i bug, ma potrà essere chiunque sia in grado di ravanare nel codice.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Blackstorm
            Non capisco l'accanimento contro questo punto. Mi
            pare che anche la gpl, per dirne una, sollevi
            l'autore di un software dalla responsabilità di
            eventuali problemi. Guarda un po' in un caso
            viene osteggiato questo comportamento, nell'altro
            invece si
            tace.Toc toc... Una si paga, l'altra no. E' pacifico che chi non chiede nulla in cambio possa dirti "sei libero di farci quello che ti pare col mio programma, ma proprio per questo motivo io non mi prendo responsabilità". Invece la EULA in buona sostanza dice "non puoi farci null'altro di quanto io ho deciso col mio programma, me lo devi pagare il prezzo che io ti dico, e in più non mi prendo neanche responsabilità".E' chiaro come il sole che c'è un forte squilibrio. Vuoi essere pagato? Assumiti le tue responsabilità. Non vuoi essere pagato? Me le assumo io al tuo posto.
        • Paolino scrive:
          Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
          - Scritto da: braincrash.it
          - Scritto da: Paolino

          Io volevo una birra gratis invece :D

          Macche'...

          Mi sa che ti sei perso...Mi sa che non hai capito...
          Vai sempre dritto... quando vedi la scritta "Bar"
          sei a posto... li di solito di birra ne
          hanno.
          Poi se non ce l'hanno non venirti a lamentare da
          me
          eh.Ecco, quindi se qualcuno voleva un altro articolo, poteva leggere da un'altra parte.
          • THe_ZiPMaN scrive:
            Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
            - Scritto da: Paolino
            Ecco, quindi se qualcuno voleva un altro
            articolo, poteva leggere da un'altra parte.Quindi se non ti va di leggere le nostre critiche puoi andare a scrivere da un'altra parte.P.S.: ma sei lui o suo fratello? Perché non vedo molte altre alternative per poter apprezzare una simile accozzaglia di idiozie.P.S.2: non risponderò più a qualsiasi altra cosa tu scriva perché immeritevole di considerazione.
      • Funz scrive:
        Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
        - Scritto da: Paolino

        Io volevo una birra gratis invece :D
        Macche'...Te non hai capito i concetti di "free as in free speech" e "free as in free beer", e non sei nemmeno anglofono :p
    • Carson scrive:
      Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
      Perché uno che scrive le cose che di ci tu, è persona da prendere sul serio e che può pretendere serietà dagli altri?Suvvia.
    • Petengy scrive:
      Re: Ed io che speravo in un articolo serio..
      Per quello che mi riguarda questo articolo sul reale potere dell'EULA ne ha fatto abbastanza..... ;)
  • mimmo scrive:
    go back to 1995 and change the history
    mazza ragazzi che articolone. polemiche così anni 90 non ne sentivo da un sacco di tempo. la battutona del "diamo soldi alle aziende americane" è veramente luccicante. daniele: avevi migliaia di argomentazioni a tuo favore, potevi fare un articolo splendido sulle scabrosità delle EULA e delle PUR e invece ti sei incarognito contro vista abbassandoti ad aneddotiche da bar piuttosto che portare dati e fatti. insomma un articolo superficiale e di parte, non equilibrato e assolutamente poco persuasivo. adesso chi usa linux ti commenterà "bravo!" e chi usa vista dirà "caspita, ha ragione" per poi tornare ad aggiungere contatti su facebook. e comunque io uso software licenziati WTFPL.
    • THe_ZiPMaN scrive:
      Re: go back to 1995 and change the history
      - Scritto da: mimmo
      insomma un
      articolo superficiale e di parte, non equilibrato
      e assolutamente poco persuasivo. adesso chi usa
      linux ti commenterà "bravo!" e chi usa vista dirà
      "caspita, ha ragione" per poi tornare ad
      aggiungere contatti su facebook.Anche chi usa linux non può che dire che si tratta di un articolo assolutamente superficiale, un'inutile "marketta" a favore della GPL.Invece che proporre qualcosa che stimoli la riflessione su un problema realmente esistente, non solo nel mondo del software, ma in generale in tutti il panorama delle opere di ingegno tutelate dal diritto d'autore (si pensi a musica e DRM, video, fotografie di opere d'arte), sono stati buttati giù 4 concetti "ad minchiam" che trasudano di acritico indottrinamento "Stallmaniano" e che lasciano solo un senso di delusione.E' proprio grazie a persone che non sanno vedere al di là del proprio naso, che non sanno proporre alcun concetto oltre a quelli che i propri idoli gli hanno inculcato, che il software libero e chi nel software libero ci crede non gode di quel "rispetto" e considerazione che meriterebbe.E' altresì scandaloso che la redazione lasci pubblicare simili "oscenità"; se questo è un articolo degno di PI forse è meglio smettere di leggerlo.
      • Paolino scrive:
        Re: go back to 1995 and change the history
        - Scritto da: THe_ZiPMaN
        - Scritto da: mimmo

        insomma un

        articolo superficiale e di parte, non
        equilibrato

        e assolutamente poco persuasivo. adesso chi usa

        linux ti commenterà "bravo!" e chi usa vista
        dirà

        "caspita, ha ragione" per poi tornare ad

        aggiungere contatti su facebook.

        Anche chi usa linux non può che dire che si
        tratta di un articolo assolutamente superficiale,Non si puo' dire che sia superficiale? Beh, allora e' completo...
        un'inutile "marketta" a favore della
        GPL.Se non e' una marketta a favore del closed, allora non va bene... ovvio...

        Invece che proporre qualcosa che stimoli la
        riflessione su un problema realmente esistente,
        non solo nel mondo del software, ma in generale
        in tutti il panorama delle opere di ingegno
        tutelate dal diritto d'autore (si pensi a musicaE vabbe'... La pace nel mondo dove la mettiamo?Era un articolo, fine. Mica doveva per forza affrontare tutto i problemi che esistono. Altrimnenti nessun articolo sarebbe mai completo!
        E' proprio grazie a persone che non sanno vedere
        al di là del proprio naso, che non sanno proporre
        alcun concetto oltre a quelli che i propri idoli
        gli hanno inculcato, che il software libero e chi
        nel software libero ci crede non gode di quel
        "rispetto" e considerazione che
        meriterebbe.Si si... la solita storiella: "se non la pensi come dico io allora sei un pecorone che sa solo ripetere quello che ti hanno inculcato"
        E' altresì scandaloso che la redazione lasci
        pubblicare simili "oscenità"; se questo è un
        articolo degno di PI forse è meglio smettere di
        leggerlo.Un troll in meno! :D
        • Blackstorm scrive:
          Re: go back to 1995 and change the history
          - Scritto da: Paolino
          - Scritto da: THe_ZiPMaN



          Anche chi usa linux non può che dire che si

          tratta di un articolo assolutamente
          superficiale,


          Non si puo' dire che sia superficiale?
          Beh, allora e' completo...Io fossi in te leggerei molto meglio la frase sopra, prima di fare battute che ti fanno sembrare incapace di leggere una frase in italiano.
          • Paolino scrive:
            Re: go back to 1995 and change the history
            - Scritto da: Blackstorm
            - Scritto da: Paolino

            - Scritto da: THe_ZiPMaN





            Anche chi usa linux non può che dire che si


            tratta di un articolo assolutamente

            superficiale,





            Non si puo' dire che sia superficiale?

            Beh, allora e' completo...


            Io fossi in te Errore mio.:)
        • THe_ZiPMaN scrive:
          Re: go back to 1995 and change the history
          - Scritto da: Paolino
          Un troll in meno! :DAh, hai deciso di sparire? Bene :)
          • Paolino scrive:
            Re: go back to 1995 and change the history
            - Scritto da: THe_ZiPMaN
            - Scritto da: Paolino

            Un troll in meno! :D

            Ah, hai deciso di sparire? Bene :)Non eri tu quello che se andava?Quindi la tua minaccia di non leggere piu' era una bufala... :D
          • The Mind withCake scrive:
            Re: go back to 1995 and change the history
            - Scritto da: Paolino
            - Scritto da: THe_ZiPMaN

            - Scritto da: Paolino


            Un troll in meno! :D



            Ah, hai deciso di sparire? Bene :)

            Non eri tu quello che se andava?
            Quindi la tua minaccia di non leggere piu' era
            una bufala...
            :DHa minacciato di non leggere, mica di non trollare!!! Da quando i troll hanno bisogno di leggere qualcosa prima di commentarlo???
      • Funz scrive:
        Re: go back to 1995 and change the history
        - Scritto da: THe_ZiPMaN
        E' altresì scandaloso che la redazione lasci
        pubblicare simili "oscenità"; se questo è un
        articolo degno di PI forse è meglio smettere di
        leggerlo.Sì, articolo di parte. Ti dà fastidio la libertà di parola e opinione? Accomodati, la x sta in alto a destra.
    • braincrash.it scrive:
      Re: go back to 1995 and change the history
      - Scritto da: mimmo
      la battutona del "diamo soldi alle aziende
      americane" è veramente luccicante.Forse l'autore non sa che in america far causa è come per noi andiare a far la spesa. Ha poco merito sulla battuta, ma ne ha per quanto riguarta tutte quelle postille dell'eula. Evidentemente microsoft (come qualunque altra società) cerca di tutelarsi dal primo sveglio di passaggio, che trovando la magagna gli spillerebbe un po' di soldoni.
  • filosofo scrive:
    [OT]Cambio di filosofia...
    in PI??Questo Masini sembra preparato anche se logorroico...Spiega tutto come si deve e non mi pare che abbia mai scritto per PI ma forse mi sbaglio...Però sono articoli che anche un deficiente capirebbe ciò che scrive perché non da nulla per scontato!Un bravo ci vuole....Oppure è un hakeraggio???
    • emmeesse scrive:
      Re: [OT]Cambio di filosofia...
      Daniele e' in gamba.Ha un solo difetto: fa parte del partito pirata :-)(ovviamente il mio commento e' uno spot pubblicitario al PP)
      • Massi cadenti scrive:
        Re: [OT]Cambio di filosofia...
        - Scritto da: emmeesse
        Daniele e' in gamba.
        Ha un solo difetto: fa parte del partito pirata
        :-)Non è un difetto. Anche se continuo a contestare al PP, su tutto, il fatto di non essere un partito come invece dovrebbe essere (in realtà contesto molte idee che ha, che definirei "troppo moderate" quando invece secondo me servirebbe proprio un taglio netto col passato e con l'assurda legislazione sul diritto d'autore che definire giurassica è fargli un enorme complimento), ma finché in italia (minuscolo voluto) esisteranno leggi fasciste (perché fatte in periodo fascista) come la legge sul diritto d'autore e la legge "apologia di reato" (secondo cui non si può nemmeno dire perché una legge è ingiusta) mi rendo conto che fare un vero Partito Pirata in italia sia difficile...Di una cosa sono certo, se il Partito Pirata si presentasse alle elezioni, pur con tutti i difetti che ha, ritornerei a votare e lo voterei, perché sicuramente farebbe molto meglio dei partiti attualmente dentro e fuori dal parlamento. O almeno ci proverebbe, cosa che nessuno fa (tranne forse Cortiana, che comunque nessuno l'ha preso sul serio, nemmeno dentro il suo stesso partito).
        • MyrddinEmrys scrive:
          Re: [OT]Cambio di filosofia...
          Solo una piccola questione filosofica di davvero poco conto.Tu, da sostenitore accanito della libertà (a quanto leggo e conosco) non pensi di violare scaricando "piratamente" un'opera la libertà del suo autore di distribuirla secondo i dettami che ha deciso?(si lo so assomiglia ad un paradosso.. ma e' comunque una domanda che merita risposta)
          • Massi cadenti scrive:
            Re: [OT]Cambio di filosofia...
            - Scritto da: MyrddinEmrys
            Solo una piccola questione filosofica di davvero
            poco
            conto.
            Tu, da sostenitore accanito della libertà (a
            quanto leggo e conosco) non pensi di violare
            scaricando "piratamente" un'opera la libertà del
            suo autore di distribuirla secondo i dettami che
            ha
            deciso?Sinceramente no perché personalmente ritengo che il "potere" dell'autore debba essere racchiuso in 2 possibilità:1) tenersi l'opera per sé2) rilasciarla al mondoSe sceglie l'opzione 2, non ha più controllo sull'opera stessa, a cominciare dall'elenco di chi vi accede (che magari sono anche persone concorrenti, o persone che non ritiene "degne" per qualsivoglia motivo).Nessuno nega all'autore il fatto di essere ritenuto autore e di avere il diritto di tenersi una cosa da lui creata ad uso personale o tutt'al più di poche e conosciute persone; ma se l'opera viene resa disponibile a un pubblico vasto (e per "pubblico vasto" intendo anche persone che l'autore non conosce personalmente) allora vuol dire che l'autore non ha più il controllo dell'opera stessa (non può dire "non voglio che tu la ascolti o la usi" perché è stato lui a diffonderla) e quindi deve accettare che chiunque possa farne quello che vuole, tranne usurpargli il dovere (morale) di essere riconosciuto come autore (se lo desidera naturalmente, perché magari vuole restare anonimo e l'ha rilasciata senza possibilità di risalire a lui per motivi politici o etici o legali, che ne sappiamo).Francamente, e lo dico da musicista nonché compositore, non vedo come altri modelli possano funzionare nella società attuale. O ci si adegua e si capisce che quando si PUBBLICA una cosa questa cosa diventa PUBBLICA (cioè di pubblico dominio, accessibile da chiunque a prescindere dai soldi che ha, dal suo status religioso, politico, di nazionalità, di razza ecc.) oppure il mercato continuerà comunque a produrre situazioni di illegalità diffusa come oggi.Teniamo conto infatti che, se anche è vero che per creare l'opera l'autore ha impiegato tempo e risorse, questo non è vero per quanto riguarda le copie dell'opera che vengono messe in vendita, e che comunque, in ogni caso, nessuno ha mai obbligato l'autore a pubblicare l'opera invece di tenersela per sé: se l'ha fatto, è stata una sua libera scelta, ma non può far ricadere una propria libera scelta individuale sui consumatori e sulla comunità imponendogli ingiustamente un costo per accedere o utilizzare l'opera stessa.
          • logicaMente scrive:
            Re: [OT]Cambio di filosofia...
            - Scritto da: Massi cadenti[cut]
            Sinceramente no perché personalmente ritengo che
            il "potere" dell'autore debba essere racchiuso in
            2
            possibilità:
            1) tenersi l'opera per sé
            2) rilasciarla al mondoChiedo chiarimenti: quali di queste due possibilità prevede il passaggio di "vil pecunia" a favore dell'autore medesimo, affinchè questi possa campare del suo lavoro?Magari ho perso qualcosa ma, se l'autore (di un libro, di una canzone, di un software) sceglie la possibilità 1) si trova ad aver svolto un lavoro che poi deve chiudere nel cassetto - tra l'altro non ne capisco il senso... nel caso della possibilità 2) di fatto "cede" al resto del pianeta la sua opera senza nulla in cambio se non un generico riconoscimento... dove sta il trucco?
          • Massi cadenti scrive:
            Re: [OT]Cambio di filosofia...
            - Scritto da: logicaMente
            - Scritto da: Massi cadenti
            [cut]

            Sinceramente no perché personalmente ritengo che

            il "potere" dell'autore debba essere racchiuso
            in

            2

            possibilità:

            1) tenersi l'opera per sé

            2) rilasciarla al mondo

            Chiedo chiarimenti: quali di queste due
            possibilità prevede il passaggio di "vil pecunia"
            a favore dell'autore medesimo, affinchè questi
            possa campare del suo lavoro?Precisando che nessuno dovrebbe campare una vita o comunque anni con un solo lavoro e se questo oggi succede è ovviamente sbagliato (perché il musicista o il programmatore sì e l'operaio no?), la "vil pecunia" la si guadagna creando su commissione (quindi paga il committente), facendo pagare i servizi aggiuntivi (l'assistenza o il gioco online per il programmatore, i concerti a pagamento per il musicista), oppure, se il prodotto è effettivamente valido da attirare sponsorizzazioni, facendo sponsorizzare il tutto e facendo pagare gli sponsor (gli adware, i concerti tipo primo maggio, ecc.).
            Magari ho perso qualcosa ma, se l'autore (di un
            libro, di una canzone, di un software) sceglie la
            possibilità 1) si trova ad aver svolto un lavoro
            che poi deve chiudere nel cassetto - tra l'altro
            non ne capisco il senso... nel caso della
            possibilità 2) di fatto "cede" al resto del
            pianeta la sua opera senza nulla in cambio se non
            un generico riconoscimento... dove sta il
            trucco?Il trucco sta che anzitutto la creazione dev'essere una cosa propedeutica a qualcos'altro che genera introiti, e non dev'essere la creazione in sé a generarli.Se un contadino pianta un seme e non lo innaffia, la pianta non cresce. Se la pianta non viene curata, muore. E via dicendo.Pensa a cosa avviene con i brevetti, che sono pure loro creazioni dell'ingegno e non sono diversi da un software o una musica: tu puoi avere un'ottima idea per realizzare qualcosa di nuovo, magari utile se non anche indispensabile; ma se non sei capace di applicarla, la tua idea rimarrà sulla carta e non guadagnerà un centesimo.Allo stesso modo una nuova tecnica idraulica: l'hai imparata e sei in grado di usarla con successo, e magari ti fa risparmiare la metà dei materiali, ma se nessuno ti chiama per riparargli l'impianto idraulico, non la potrai mai applicare e vedere incrementati i guadagni.E così una musica. Ti metti alla tastiera e avvii la registrazione, lasci che le dita vadano da sole e senti che è venuta fuori una bella melodia, ti metti al computer e trascrivi lo spartito, ma se nessun poeta ti contatta con un testo adatto al brano (in realtà è la musica che si cuce sul testo e non il contrario, ma per amore di semplicità facciamo finta che sia il contrario) non potrai venderglielo. E se il testo l'hai fatto tu stesso, oppure decidi che il brano è solo strumentale perché ti piace così, se non trovi nessuno che vuole venire ad ascoltarti pagando, o un posto che ti paghi per suonare, non vedrai comunque soldi. Puoi anche fare un cd promozionale e darlo in giro (gratis o al costo del cd) per farlo sentire e far rendere conto agli altri di com'è il tuo brano. Adesso sì, l'hai fatto il brano, è tuo e nessuno lo nega. Ora, e soltanto ora, se non hai già guadagnato vendendo un brano su misura al paroliere, puoi guadagnare col tuo brano suonando in giro e facendoti pagare per suonare. Mi dirai "ma così pagano per suonare, non per comporre". Certo. Ma se prima non hai composto, cosa suoni? Le musiche degli altri? Puoi pure farlo, certo, ma c'è meno soddisfazione, no? E poi così, stando alla legge vigente, dovresti pagare gli altri per un lavoro (dita sulla tastiera) che stai facendo tu, e non lo troverei mai giusto.Per il programma dovrebbe valere la stessa cosa. Fai un programma, è utile, fatti pagare per installarlo, per configurarlo. Fai pagare i servizi aggiuntivi.Comincia a guardare il programma che hai fatto come uno STRUMENTO per lavorare e guadagnare, e non come il fine. Se tu fossi un violinista di un certo livello, probabilmente hai un violino di un certo livello con il quale riusciresti a suonare meglio che con un violino economico. Il programmatore è allo stesso tempo il liutaio che ha fatto il violino (lo STRUMENTO) ma poi anche il violinista che deve suonarlo per lavorare e guadagnare. Un ottimo strumento, senza uno che sappia suonarlo, non serve a nulla. Così come se sai suonare benissimo ma non hai lo strumento. E' come se io oggi tornassi a suonare sulla pianola bontempi che avevo a 2 anni e mezzo. Con tutto il rispetto (visto che senza quella pianola nessuno avrebbe contato sulla mia capacità innata, non m'avrebbero comprato il primo pianoforte vero quando non avevo neanche 4 anni e certamente oggi a 31 anni non sarei quello che sono) ma nel campo artistico/creativo la bravura dev'essere doppia.E fa male vedere gente che pretende di campare una vita senza avere né la bravura del creatore né quella dell'esecutore. Nel caso del software, la prima è quella del programmatore, la seconda quella dell'installatore, del sistemista, di chi fa assistenza.E lo dico con tutta onestà. Perché essere solo creatore è un lavoro fatto a metà, e come tutti i lavori fatti a metà, non vuol dire percepire mezzo stipendio, vuol dire non vedere neanche un soldo. Lo pagheresti un idraulico che ti aggiusta solo il tubo dell'acqua calda?
          • Wolf01 scrive:
            Re: [OT]Cambio di filosofia...
            Parole sante, congratulazioni, penso che sia il miglior commento che abbia letto in questo articolo.azz, manca la faccina che stringe la mano all'altra :D
          • Blackstorm scrive:
            Re: [OT]Cambio di filosofia...
            - Scritto da: Massi cadenti

            Precisando che nessuno dovrebbe campare una vita
            o comunque anni con un solo lavoro e se questo
            oggi succede è ovviamente sbagliato (perché il
            musicista o il programmatore sì e l'operaio no?),Veramente dovrebbe essere il contrario. La ocntinua mobilità dei lavoratori è piuttosto deleteria, imho.
            la "vil pecunia" la si guadagna creando su
            commissione (quindi paga il committente), facendo
            pagare i servizi aggiuntivi (l'assistenza o il
            gioco online per il programmatore, i concerti a
            pagamento per il musicista), oppure, se il
            prodotto è effettivamente valido da attirare
            sponsorizzazioni, facendo sponsorizzare il tutto
            e facendo pagare gli sponsor (gli adware, i
            concerti tipo primo maggio,
            ecc.).Ok, ma la domanda rimane sempre: mentre ti crei il tuo giro, cosa fai? Campi di aria e fantasia? Il problema non è quello che fai dopo che ti sei affermato, il problema e come vivi mentre ti stai affermando.
            Il trucco sta che anzitutto la creazione
            dev'essere una cosa propedeutica a qualcos'altro
            che genera introiti, e non dev'essere la
            creazione in sé a
            generarli.
            Se un contadino pianta un seme e non lo innaffia,
            la pianta non cresce. Se la pianta non viene
            curata, muore. E via
            dicendo.Il paragone è imho errato, perchè quello che vende, cioè i frutti, sono conseguenza diretta del processo di "creazione" (passami il termine) della pianta. Ossia io tiro su il prodotto e poi lo vendo. Non sto vendendo il servizio di affettare l'anguria a domicilio, sto vendendo l'anguria.
            Pensa a cosa avviene con i brevetti, che sono
            pure loro creazioni dell'ingegno e non sono
            diversi da un software o una musica: tu puoi
            avere un'ottima idea per realizzare qualcosa di
            nuovo, magari utile se non anche indispensabile;
            ma se non sei capace di applicarla, la tua idea
            rimarrà sulla carta e non guadagnerà un
            centesimo.Puoi sempre provare a vendere il brevetto, o l'idea.

            Allo stesso modo una nuova tecnica idraulica:
            l'hai imparata e sei in grado di usarla con
            successo, e magari ti fa risparmiare la metà dei
            materiali, ma se nessuno ti chiama per riparargli
            l'impianto idraulico, non la potrai mai applicare
            e vedere incrementati i
            guadagni.Ma se sei un idraulico di primo pelo, e ti devi ancora fare il giro di clienti, in qualche modo devi anche campare. Inoltre anche qui, imho, il paragone è errato: la tecnica per risparmiare i materiali rimane una cosa comunque non fruibile da altri direttamente, mentre un software è usufruibile anche da chi non l'ha fatto.

            E così una musica. Ti metti alla tastiera e avvii
            la registrazione, lasci che le dita vadano da
            sole e senti che è venuta fuori una bella
            melodia, ti metti al computer e trascrivi lo
            spartito, ma se nessun poeta ti contatta con un
            testo adatto al brano (in realtà è la musica che
            si cuce sul testo e non il contrario, ma per
            amore di semplicità facciamo finta che sia il
            contrario) non potrai venderglielo. E se il testo
            l'hai fatto tu stesso, oppure decidi che il brano
            è solo strumentale perché ti piace così, se non
            trovi nessuno che vuole venire ad ascoltarti
            pagando, o un posto che ti paghi per suonare, non
            vedrai comunque soldi. Si, ma la questione non cambia: in attesa di fare il consulente o trovare qualcuno che mi paghi per suonare, io come mangio?

            Per il programma dovrebbe valere la stessa cosa.
            Fai un programma, è utile, fatti pagare per
            installarlo, per configurarlo. Fai pagare i
            servizi
            aggiuntivi.Onestamente, tu pagheresti per l'installazione e la configuraizone di un software? E non sto parlando di un Oracle, che per forza di cose deve avere qualcuno che fa lo startup. Sto parlando, per dire, di un antivirus o di programmi simili. Fosse anche, per dirti OpenOffice. Prendiamo lui: se l'installazione fosse estremamente complessa, così tanto da richiedere installazione e configuraizone di un esperto, pagheresti ul serio, a fronte di alternative più pratiche? E anche se non ci fossero alternative, pagheresti, avendo la possibilità di non farlo (e per quanto dici io devo avere la liberta di non pagarti per l'installazione e la configurazione) e di chiedere ad un amico di insegnarti a farlo? E una volta fatto, sarebbe così difficile mettere una guida su internet? E mostrare a tutti come farlo? E se mi succede quando ho ancora pochi clienti, chi mi chiama poi per l'installazione e la configurazione? Inoltre, se sono io a installare e configurare, mi devo prendere anche eventuali responsabilità in caso di danneggiamento della macchina.
            Comincia a guardare il programma che hai fatto
            come uno STRUMENTO per lavorare e guadagnare, e
            non come il fine. Ma io posso considerare altrettanto il pc come strumento per creare ciò con cui vivo.
            Se tu fossi un violinista di un
            certo livello, probabilmente hai un violino di un
            certo livello con il quale riusciresti a suonare
            meglio che con un violino economico. Il
            programmatore è allo stesso tempo il liutaio che
            ha fatto il violino (lo STRUMENTO) ma poi anche
            il violinista che deve suonarlo per lavorare e
            guadagnare. Un ottimo strumento, senza uno che
            sappia suonarlo, non serve a nulla. Così come se
            sai suonare benissimo ma non hai lo strumento. Eppure ci sono liutai che magari non sono nemmeno compositori. E campano vendendo i violini. Secondo quanto dici, dovrebbero regalarli al mondo e poi farsi pagare accordature, sostituzioni di archetti, di corde, la lucidatura, e via dicendo. Ora siccome non è proponibile campare in questa maniera, perchè oggetitvamente non si potrebbe, il liutaio vende i suoi violini. E a questo punto, quello che lui crea lo vende, non vende il servizio.Se tu mi stai assimilando, come pare, il violino al prodotto software finito, il tuo esempio dà perfettamente raigone all'ottica di vendere il prodotto e non i servizi.Per inciso, il mio pensiero è che sia possibile far convivere entrambe le forme di guadagno.
            E fa male vedere gente che pretende di campare
            una vita senza avere né la bravura del creatore
            né quella dell'esecutore. Nel caso del software,
            la prima è quella del programmatore, la seconda
            quella dell'installatore, del sistemista, di chi
            fa
            assistenza.
            E lo dico con tutta onestà. Perché essere solo
            creatore è un lavoro fatto a metà, e come tutti i
            lavori fatti a metà, non vuol dire percepire
            mezzo stipendio, vuol dire non vedere neanche un
            soldo. Lo pagheresti un idraulico che ti aggiusta
            solo il tubo dell'acqua
            calda?Se è solo quello ad essere sfasciato, si. Il punto è che non capisco bene perchè limitarsi ad essere il creatore è un lavoro a metà.
  • Massi cadenti scrive:
    Se fossi incoerente chiederei i diritti
    Visto che sono anni che tiro fuori questa cosa del diritto di proprietà di quello che si compra (e dell'"aria fritta" delle licenze) fin dalle storiche risposte a Michele Gelli risalenti a 6 anni fa.Ma io sono coerente e soprattutto sono per l'abolizione del copyright (il diritto d'autore, cioè essere riconosciuti la paternità di un'opera è sacrosanto, ma il copyright, cioè il limitare il diritto di copia è non solo sbagliato, ma un'abominio del diritto e l'avete ben dimostrato nell'articolo) e vi perdono anche per non avermi citato nell'articolo.L'importante è che la gente cominci ad aprire gli occhi e per questo vi ringrazio infinitamente e non posso che essere contento che ci siano altri ad aver capito che quando si paga per avere qualcosa (qualunque cosa sia) bisogna poterne fare quello che si vuole... (compreso copiarla o sfasciarla)
    • emmeesse scrive:
      Re: Se fossi incoerente chiederei i diritti
      Difatti e' una logica perversa.Quando ho comprato l'atariST mi han dato anche sorgenti e schemi costruttivi.Quando ho comprato l'iMac G5 no.Ormai neanche pagando ci danno il nostro diritto.Paghiamo ed abbiamo solo l'uso della macchinetta.E a me sta roba mi rivolta gli zebedei.
      • AtariLover scrive:
        Re: Se fossi incoerente chiederei i diritti
        - Scritto da: emmeesse

        Quando ho comprato l'atariST mi han dato anche
        sorgenti e schemi
        costruttivi.Hai ancora gli schemi?Se si ti prego se riesci fammene una scansione e mandameli sto impazzendo per ritrovarli...Ho quelli della VCS ma dell'ST no!Contattami anche per MP se serve... Grazie :D(atari)
    • MyrddinEmrys scrive:
      Re: Se fossi incoerente chiederei i diritti
      D'accordo su molto ma non su tutto..Non mi piace mai la parola abolizione, piuttosto preferisco che sia data la possibilità di scegliere...Obbligare qualcuno a rilasciare un software che ha fatto secondo particolari condizioni che potrebbe non condividere non la vedo come soluzione..Uso software libero praticamente da quando esiste ma non ho mai desiderato che il closed scomparisse... mi piace poter scegliere e valutare se per uno scopo preferisco uno strumento open o closed (entrambi hanno vantaggi). Nella stragrande maggioranza dei casi ho preferito l'open..Vedo pero' un aspetto che è stato tralasciato da massi... che mi piacerebbe approfondire un po'.Questa libertà oggi è limitata dal comportamento del mercato e della pubblica amministrazione in genere..Mi spiego meglio: non sono praticamente libero di poter comprare un pc marcato senza sistema operativo per installare poi quello che preferisco. Pochissimi (si contano davvero sulla punta delle dita della mano di capitan uncino) lo fanno.Pur non essendo di principio contrario all'esistenza del diritto d'autore e delle licenze mi trovo molto in disaccordo con la politica che le attuali leggi adottano nei confronti della distribuzione dei software: nessuno dovrebbe obbligarmi di fatto ad acquistare assieme al pc qualcosa che non desidero. (La famosa possibilità di restituzione della licenza è tutta teorica, mi è stato possibile farlo una volta ma con molti sforzi).Secondo punto: trovo assurdo che la pubblica amministrazione gestisca tutti i suoi affari attraverso formati proprietari. Bandi di concorso in .doc, tabelle su fogli excel eccetera.. indirizzando di fatto (o talvolta obbligando) l'utente della PA a dotarsi di strumenti proprietari (pagando) per usufruire di servizi pubblici!Per cui.. ammettendo l'esistenza e anche il diritto all'esistenza delle licenze (il softare libero è comunque coperto da licenza, meno restrittiva ma sempre licenza) è inammissibile invece forzare l'utenza all'adozione di una piuttosto che l'altra cosi' come avviene ora.. piuttosto dovrebbe essere SEMPRE garantita la possiblità di scegliere quella che preferiamo-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 09.35-----------------------------------------------------------
      • logicaMente scrive:
        Re: Se fossi incoerente chiederei i diritti
        Ti quoto, il punto secondo me non è abolire il copyright, quanto avere la possibilità di scegliere tra diverse alternative (che già oggi ci sono).
      • Massi cadenti scrive:
        Re: Se fossi incoerente chiederei i diritti
        - Scritto da: MyrddinEmrys
        Vedo pero' un aspetto che è stato tralasciato da
        massi... che mi piacerebbe approfondire un
        po'.
        Questa libertà oggi è limitata dal comportamento
        del mercato e della pubblica amministrazione in
        genere..

        Mi spiego meglio: non sono praticamente libero di
        poter comprare un pc marcato senza sistema
        operativo per installare poi quello che
        preferisco. Pochissimi (si contano davvero sulla
        punta delle dita della mano di capitan uncino) lo
        fanno.Allora.Il problema si pone per i computer "marchiati".La maggioranza dei PC desktop in vendita e in giro per il mondo, fortunatamente, sono assemblati. In questi casi se uno non vuole Windows (o quello che il venditore vorrebbe mettere) può farlo presente al momento e richiedere che al suo posto venga installato Linux, o quantomeno, chiedere che venga installato nel PC un HD nuovo. Il motivo per cui molti non lo fanno è che c'è bisogno di testare il funzionamento dell'hardware e molti lo sanno fare solo mediante Windows. Tuttavia, a patto che il cliente accetti il rischio, nulla gli vieterebbe di dargli un HD nuovo senza nessun sistema operativo sopra (lasciando l'installazione di Linux all'utente stesso, che se vuole usare Linux si dovrebbe presumere sia in grado di installarlo tanto più che ci sono molte distribuzioni veramente user-friendly -al livello di Windows- anche per i più neofiti del sistema del pinguino).Il problema si pone quindi soprattutto (per non dire esclusivamente) nel caso dei PC portatili, che per ovvi motivi non possono essere assemblati da un utente o dal negozietto sotto casa ma vanno necessariamente assemblati in laboratori avanzati ed attrezzati e quindi esistono solo marchiati, non esistono assemblati portatili (o portatili assemblati). Come hai già fatto presente tu stesso, l'unico modo per evitare di dover pagare la licenza di Windows è rivolgersi a quelle case che, bontà loro, permettono di ottenere Linux al suo posto, oppure comunque vendono il sistema "pulito" delegando all'utente l'installazione del sistema operativo che più gli aggrada (magari perché ne ha già una licenza valida non utilizzata e non vuole ripagare la stessa cosa due volte). In alternativa, bisogna comprare il computer con Windows e seguire la macchinosa e complessa via della restituzione per ottenere indietro il prezzo di una licenza non voluta né cercata.Il mio consiglio, a chi non vuole pagare licenze di Windows che poi non usa, è di rivolgersi a quei produttori che vendono i PC con preinstallato Linux, o comunque tutt'al più "vergini" senza sistema operativo installato. In questo modo non solo finanzierete quei pochi produttori che seguono più o meno con successo questa filosofia, ma farete anche capire agli altri che la via dell'open source è percorribile e che Windows non è (né può, né deve essere) l'unica soluzione.Nessuno vieta a chi produce PC di venderne con Windows preinstallato (se c'è chi li compra è giusto che lo facciano) ma bisognerebbe dare la possibilità di scegliere. Se non lo fanno, cambiate fornitore.Lo stesso discorso naturalmente si applica ai Mac (per i quali ovviamente esiste anche lì Linux oltre che MacOS) che comunque, essendo un mercato più ristretto, è principalmente in mano ad un unico grande produttore (Apple) che, in condizioni di monopolio, fa più o meno il bello e il cattivo tempo.
  • cip e ciop scrive:
    la scoperta dell'acqua calda.....
    Sarebbe bello che partissimo da un aspetto a mio modo di vedere incontrovertibile: nessuno di noi acquista un software, ma dei diritti su di esso....accettato questo, tutto potrebbe essere molto più chiaro (e senza polemiche di sorta).Ecco che allora chi si lamenta, potrebbe non far altro che decidere di scegliere un altro "fornitore di diritti" (se esistente) e vivere felice senza fracassare gli zebedei a chi ha accettato tranquillamente questa logica e vive felice.ciao
    • Massi cadenti scrive:
      Re: la scoperta dell'acqua calda.....
      - Scritto da: cip e ciop
      Sarebbe bello che partissimo da un aspetto a mio
      modo di vedere incontrovertibile: nessuno di noi
      acquista un software, ma dei diritti su di
      esso....La prossima volta che vai dal fornaio invece del pane lui ti darà la farina l'acqua, il lievito e il diritto di usare il suo forno per cuocere il pane con gli ingredienti che lui ti ha dato e solo con quelli. E naturalmente non puoi usarli in nessun altro modo, né puoi uscire dal negozio con solo parte degli ingredienti. E se li bruci lui non si prenderà responsabilità.Ovviamente pagherai quello che paghi il pane oggi.
      • cip e ciop scrive:
        Re: la scoperta dell'acqua calda.....
        - Scritto da: Massi cadenti
        - Scritto da: cip e ciop

        Sarebbe bello che partissimo da un aspetto a mio

        modo di vedere incontrovertibile: nessuno di noi

        acquista un software, ma dei diritti su di

        esso....

        La prossima volta che vai dal fornaio invece del
        pane lui ti darà la farina l'acqua, il lievito e
        il diritto di usare il suo forno per cuocere il
        pane con gli ingredienti che lui ti ha dato e
        solo con quelli. E naturalmente non puoi usarli
        in nessun altro modo, né puoi uscire dal negozio
        con solo parte degli ingredienti. E se li bruci
        lui non si prenderà
        responsabilità.
        Ovviamente pagherai quello che paghi il pane oggi.La cosa non mi scandalizzerebbe per nulla. Ognuno è libero di vendere ciò che vuole. E' chiaro che bisogna vedere se c'è anche qualcuno disposto a comprare....
        • emmeesse scrive:
          Re: la scoperta dell'acqua calda.....
          - Scritto da: cip e ciop
          La cosa non mi scandalizzerebbe per nulla. Ognuno
          è libero di vendere ciò che vuole.


          E' chiaro che bisogna vedere se c'è anche
          qualcuno disposto a
          comprare....Gia'.Se l'acquirente e' libero di scegliere.La prospettiva non pare questa.IMHO
          • palle scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: emmeesse
            - Scritto da: cip e ciop


            La cosa non mi scandalizzerebbe per nulla.
            Ognuno

            è libero di vendere ciò che vuole.





            E' chiaro che bisogna vedere se c'è anche

            qualcuno disposto a

            comprare....

            Gia'.
            Se l'acquirente e' libero di scegliere.

            La prospettiva non pare questa.
            IMHOE' il concetto americano di mercato: sei libero di scegliere tra i loro contratti capestro e i bombardamenti a tappeto, il napalm, l'agente arancio....
          • chojin scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: palle
            - Scritto da: emmeesse

            - Scritto da: cip e ciop




            La cosa non mi scandalizzerebbe per nulla.

            Ognuno


            è libero di vendere ciò che vuole.








            E' chiaro che bisogna vedere se c'è anche


            qualcuno disposto a


            comprare....



            Gia'.

            Se l'acquirente e' libero di scegliere.



            La prospettiva non pare questa.

            IMHO

            E' il concetto americano di mercato: sei libero
            di scegliere tra i loro contratti capestro e i
            bombardamenti a tappeto, il napalm, l'agente
            arancio....Certo, molto meglio la solidale, pacifica Cina comunista o la Russia dello Zar Putin....
          • pabloski scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: chojin
            Certo, molto meglio la solidale, pacifica Cina
            comunista o la Russia dello Zar
            Putin....beh certo negli USA non sono messi meglio da quando nel 2001 passò il Patriot Act....attualmente il governo federale ha pieno potere di sequestrare cittadini americani e stranieri e detenerli senza processo....direi che è molto molto simile alla Cina comunista....la differenza sta nel fatto che l'opinione pubblica americana tira calci ma di questo non dobbiamo certo ringraziare il governo o la legge bensì lo spirito americano
      • Zucca Vuota scrive:
        Re: la scoperta dell'acqua calda.....
        - Scritto da: Massi cadenti

        La prossima volta che vai dal fornaio invece del
        pane lui ti darà la farina l'acqua, il lievito e
        il diritto di usare il suo forno per cuocere il
        pane con gli ingredienti che lui ti ha dato e
        solo con quelli. E naturalmente non puoi usarli
        in nessun altro modo, né puoi uscire dal negozio
        con solo parte degli ingredienti. E se li bruci
        lui non si prenderà
        responsabilità.
        Ovviamente pagherai quello che paghi il pane oggi.Il confronto implicito o espolicito tra bene materiale e software è errato a priori. Il software è opera di ingegno come un progetto, un romanzo o una canzone e quindi non assimilabile ad un bene materiale (il pane in questo caso). Supponiamo che tu sia uno scrittore e che tu viva con i soldi dei tuoi scritti. E ora supponiamo che tu scriva un romanzo. Infine supponiamo che qualcuno lo prenda, lo manipoli, lo stravolga e lo venda o lo regali come suo. Non penso che tu saresti molto contento di questo fatto. E, in ogni caso, neanche il software free e open source è proprietà dell'utilizzatore ma viene ceduto con una licenza d'uso (molto liberale solitamente se escludiamo la GPL e similari).Infine aggiungo che la vendita di un bene fisico presuppone che questo ultimo sia fatto a regola d'arte (una definizione giuridica). Supporre che il software (qualunque software) sia soggetto a questa condizione significa ammazzare il mercato (anche quello del software free e open source) e dar via ad una serie di cause legali incredibili.
        • emmeesse scrive:
          Re: la scoperta dell'acqua calda.....
          - Scritto da: Zucca Vuota
          Il confronto (...) tra bene
          materiale e software è errato (...) Il
          software è opera di ingegno (...) e quindi non assimilabile
          ad un bene materiale (il pane in questo caso).
          Supponiamo che tu sia uno scrittore e che tu viva
          con i soldi dei tuoi scritti. E ora supponiamo
          che tu scriva un romanzo. Infine supponiamo che
          qualcuno lo prenda, lo manipoli, lo stravolga e
          lo venda o lo regali come suo. Non penso che tu
          saresti molto contento di questo fatto.Io si.Un pittore (non ricordo, fate voi, Matisse, Van Gogh, Picasso,disse: il giorno piu' bello per un pittore non e' quando vendi un quadro, ma quando te lo rubano.Se fossi capace di scrivere un opera di ingegno ?..Si! Io vorrei avere,come la Settimana Enigmistica tantimila tentativi di imitazioneSarei un grande.
          E, in ogni caso, neanche il software free e open
          source è proprietà dell'utilizzatore ma viene
          ceduto con una licenza d'uso Si, ma e' come hai detto PROPRIETA'.
          Infine (...)la vendita di un bene fisico
          presuppone che (...) Supporre che
          il software (...) significa ammazzare il mercatoQuesto ragionamento merita sviluppi piu' ampii.Riserviamoci di parlarne.
          • emmeesse scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Correggo.Alcune licenze ti danno la proprieta'altre licenze di usoBasta scegliere
          • Massi cadenti scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: emmeesse
            Correggo.
            Alcune licenze ti danno la proprieta'
            altre licenze di uso
            Basta scegliereLa "licenza d'uso" è un paradosso giuridico: è un contratto a tutti gli effetti, contenente clausole vessatorie, ma non richiede la doppia firma. Il codice civile è chiarissimo in merito, serve la doppia firma e devono essere approvate PER ISCRITTO pena la nullità del contratto (e quindi la licenza non ha alcun valore giuridico).Una compravendita avviene quando, attraverso il pagamento di denaro (sia esso contante, mediante titolo bancario o analogo oppure elettronico -bancomat o carta di credito- offline o online), si ottiene in cambio un bene o un servizio.Negli altri casi di pagamento legalmente riconosciuti si tratta di un pagamento di un'imposta, che è dovuta allo stato quando si pagano le tasse o quando si compra appunto un bene o un servizio (mediante l'IVA e altre eventuali imposte specifiche del bene o del servizio).Un CD o un DVD contenenti un software, un film o un album, certamente non sono un servizio (non è un idraulico, un muratore, un elettricista o altro equivalente, oppure anche un'azienda telefonica, di servizi televisivi o di altro tipo ecc.: questi sono "servizi"), quindi è un "bene". Fermo restante che è un bene, la compravendita dei beni avviene senza la firma del contratto quando il bene viene consegnato (con tutti gli oneri) diciamo "brevi mano". Quando compriamo beni "normali" non dobbiamo firmare un contratto perché possiamo fare con quello che compriamo quello che ci pare (ci mancherebbe).Nel caso di software, si parla di contratto di licenza.E qui già cominciano le contraddizioni. I contratti di licenza sono legalmente appunto dei contratti tra il produttore e il consumatore e prevedono, tranne in alcuni casi di licenze "open", delle clausole limitative per il consumatore.Tali contratti non possono essere accettati semplicemente cliccando su "Accetto" oppure, peggio ancora, magicamente all'apertura della confezione o del supporto contenente il software. I contratti limitativi verso una delle parti, infatti, prevedono che le clausole limitative debbano essere necessariamente controfirmate (la famosa doppia firma) a pena di nullità dell'intero contratto. La legge infatti non permette deroghe di tipo elettronico o informatico ai contratti con clausole vessatorie. In particolare il secondo comma dell'articolo 1341 del Codice Civile recita che tali clausole "non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto". E "per iscritto" legalmente non significa cliccare su un bottone col tasto sinistro del mouse, significa prendere una penna e firmare una seconda volta dove il contratto dice "Ai sensi dell'art.1341 C.C. dichiaro di accettare incondizionatamente le seguenti parti del contratto" seguito dall'elenco delle clausole limitative. Come dice la legge, in mancanza di tale firma (e di uno spazio apposito dove apporre le due firme) tali clausole sono di nessun valore giuridico e qualsiasi cosa possa dire il produttore del software al riguardo avrà valore nullo perché la legge è chiarissima in merito.Poiché molti non mi crederanno, ricopio l'intero articolo, tuttora in vigore e che non prevede, né ha mai previsto, alcun tipo di deroga per il software o altri tipi di contratti (potete chiedere a chi volete). Il secondo comma l'ho evidenziato in grassetto.Articolo 1341 comma 2 del Codice Civile. Art. 1341 Condizioni generali di contrattoLe condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza (1370, 2211). In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto , le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità, (1229), facoltà di recedere dal contratto(1373) o di sospenderne l'esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell'altro contraente decadenze (2964 e seguenti), limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni (1462), restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi (1379, 2557, 2596), tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie (Cod. Proc. Civ. 808) o deroghe (Cod. Proc. Civ. 6) alla competenza dell'autorità giudiziaria. Quindi, legalmente già oggi chi produce software è responsabile dei danni (limitazioni di responsabilità), deve prevedere la rescissione del contratto (con conseguente restituzione del prezzo pagato), non può prevedere restrizioni alla libertà contrattuale con terzi (cioè la copia e rivendita del software a terzi). Qualunque clausola inserita nel contratto di licenza, a meno che non abbiate apposto di vostro pugno la doppia firma in un regolare contratto stampato e consegnato una copia a voi e una copia a chi vi ha prodotto (o venduto) il software, è nulla.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 02.13-----------------------------------------------------------
          • LMC scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Quoto amico mio.Siamo in Italia e vale il diritto italiano.Se acquisto un qualcosa ho DIRITTO a goderne in modo pieno ed esclusivo, salvo violare altre leggi (ie copiarlo e ridistribuirlo).Per la serie, ci faccio quello che voglio.Che sia rigare il cd con un chiodo, fare il reverse fino all'ultima riga di codice, 500 copie di backup o usarlo come un originale cappellino.Finche' non violo il diritto italiano ne faccio quello che voglio, eula o non eula, con buona pace di microsoft e compagnia cantante.Saluti
          • LMC scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Volevo aggiungere che quanto scritto sopra e' ovviamente altrettanto valido per il software opensource, con altrettanto buona pace della gnu e la sua gpl.Ancora saluti
          • olah scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Ti sbagli, per la GPL vale la legge italiana sul diritto d'autore, che non richiede contratto con doppia firma.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 08.42-----------------------------------------------------------
          • braincrash.it scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Visto che mi sembri ferrato sull'argomento volevo fare una domanda.Sono disoccupato, e sto sviluppando un software per cercare di racimolare qualche soldo. Ora la mia paura è che quando comincerò a commercializzare questo software mi venga piratato, con ovvia perdita di ricavi e tempo buttato.Come mi posso tutelare?Grazie
          • THe_ZiPMaN scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: braincrash.it
            Sono disoccupato, e sto sviluppando un software
            per cercare di racimolare qualche soldo.Hai sbagliato completamente campo. E' meglio se cerchi un impiego come apprendista idraulico (lo trovi facilissimamente) e una volta imparato il mestiere ti metti in proprio. Ti assicuro che è MOLTO più redditizio e rilassante (dalle 17:30 sei libero).
            Ora la mia paura è che quando comincerò a
            commercializzare questo software mi venga
            piratato, con ovvia perdita di ricavi e tempo
            buttato.E chi dice che avrai ricavi? Chi dice che il tuo software interesserà a qualcuno? Il tempo lo hai buttato anche se nessuno acquista il software, quindi è solo un investimento alla cieca.Solo uno stolto investe alla cieca senza avere garanzie di rendimento.
            Come mi posso tutelare?Adottando un modello di business in cui il ricavo non sia legato alla probabilità di vendere una certa quantità di copie del software.Prima di sviluppare il software (e quindi di investire il tuo tempo) cerchi i potenziali acquirenti e sviluppi il software su commissione; devi fare in modo di trovare un numero di acquirenti sufficiente a ripagare tutte le ore di lavoro che metterai nello sviluppo.E' quello che fanno tutti gli sviluppatori OS; si fanno pagare il lavoro dal cliente che lo ha richiesto.
          • braincrash.it scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: THe_ZiPMaN
            Hai sbagliato completamente campo. E' meglio se
            cerchi un impiego come apprendista idraulico (lo
            trovi facilissimamente) e una volta imparato il
            mestiere ti metti in proprio. Ti assicuro che è
            MOLTO più redditizio e rilassante (dalle 17:30
            sei libero).Gran bella risposta.Poi è vero, i "titolari" finiscono sempre alle 17:30
            Il tempo lo hai buttato anche se nessuno acquista il
            software, quindi è solo un investimento alla cieca.
            Solo uno stolto investe alla cieca senza avere
            garanzie di rendimento.E' più da stolti stare a guardare il soffitto mentre si cerca un lavoro.
            Adottando un modello di business in cui il ricavo
            non sia legato alla probabilità di vendere una
            certa quantità di copie del
            software.
            Prima di sviluppare il software (e quindi di
            investire il tuo tempo) cerchi i potenziali
            acquirenti e sviluppi il software su commissione;
            devi fare in modo di trovare un numero di
            acquirenti sufficiente a ripagare tutte le ore di
            lavoro che metterai nello
            sviluppo.

            E' quello che fanno tutti gli sviluppatori OS; si
            fanno pagare il lavoro dal cliente che lo ha
            richiesto.Peccato che a parole sono bravi tutti :)
          • THe_ZiPMaN scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: braincrash.it
            Poi è vero, i "titolari" finiscono sempre alle 17:30Non so se è ironico, ma ti garantisco che ne conosco diversi di artigiani che alle 17:30/18:00 staccano, si fanno la doccia e poi non pensano più a nulla fino alle 07:00 del giorno dopo. Per la verità conosco anche un paio di informatici così, ma io non ne sono capace.
            E' più da stolti stare a guardare il soffitto
            mentre si cerca un lavoro.Se sei in attesa di trovare lavoro ogni cosa
            0 è benaccetta, quindi il tuo non è un investimento, ma è passare il tempo.

            E' quello che fanno tutti gli sviluppatori OS; si

            fanno pagare il lavoro dal cliente che lo ha

            richiesto.

            Peccato che a parole sono bravi tutti :)Io non sono sviluppatore ma sistemista, ma ho diversi amici e colleghi che applicano questo metodo con profitto (e non hanno problemi di soldi anche se sviluppano software Open Source).
          • braincrash.it scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Per dare più dettagli, il software è partito su una richiesta e verrà pagato. L'obbiettivo è comunque (in seguito visto che è fatto su misura) di renderlo usabile da chiunque.
          • THe_ZiPMaN scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: braincrash.it
            Per dare più dettagli, il software è partito su
            una richiesta e verrà pagato.Allora fino a qui il problema non si pone, ed è già una bella cosa :-)
            L'obbiettivo è comunque (in seguito visto che è
            fatto su misura) di renderlo usabile da chiunque.Qui devi solo scegliere il modello si sviluppo. Se trovi già qualche altro potenziale acquirente che ti paga le modifiche, hai risolto il problema e puoi renderlo OpenSource guadagnando sulle personalizzazioni e sul supporto, ma al contempo potendo usufruire eventualmente dell'aiuto degli altri e del codice di altri prodotti.Se invece vuoi seguire la via del closed source, per rispondere alla tua domanda iniziale, non hai alcun mezzo tecnico per garantire che il tuo software non venga copiato, solo la possibilità di rivalerti a posteriori sul malfattore se dimostri che egli è colpevole, e quindi ti costa di più in avvocati di quel che guadagni con il risarcimento "danni" (anche se è palesemente un non senso parlare di danni in questi casi)
          • Massi cadenti scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: THe_ZiPMaN
            Prima di sviluppare il software (e quindi di
            investire il tuo tempo) cerchi i potenziali
            acquirenti e sviluppi il software su commissione;
            devi fare in modo di trovare un numero di
            acquirenti sufficiente a ripagare tutte le ore di
            lavoro che metterai nello
            sviluppo.

            E' quello che fanno tutti gli sviluppatori OS; si
            fanno pagare il lavoro dal cliente che lo ha
            richiesto.Ed è quello che faccio io come musicista e compositore (che rilascia in creative commons)
          • LMC scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Credo proprio che tu non ti rivolga a me, dopo quel messaggio dall'italiano latente e contenuti banali :DMa se ti rivolgi a me ti dico che non sono ferrato, ma ti do comunque un consiglio.Se il tuo software arriva ad essere piratato, buon per te!Vuol dire che hai fatto un buon programma che e' diffuso e conosciuto e che di soldi ne hai gia' fatti.E se proprio ti cruccia il pirata a quel punto ti potrai procurare un ottimo avvocato che ti curi la questione.Piuttosto io mi guarderei dalle grandi societa', se davvero ci fosse del buono nel tuo codice, sarebbero loro le prime a rubare il tuo lavoro.Saluti
          • braincrash.it scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: LMC
            Credo proprio che tu non ti rivolga a me, dopo
            quel messaggio dall'italiano latente e contenuti
            banali
            :DChiedo venia... non ho potuto fare le scuole alte...
          • LMC scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: braincrash.it
            - Scritto da: LMC

            Credo proprio che tu non ti rivolga a me, dopo

            quel messaggio dall'italiano latente e contenuti

            banali

            :D
            Chiedo venia... non ho potuto fare le scuole
            alte...Italiano latente e contenuti banali era riferito al MIO messaggio, non al tuo ;)Saluti
          • braincrash.it scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Ah ok... eh c'ho un po' la coda di paglia :)No problem ;)
          • Massi cadenti scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: LMC
            Se il tuo software arriva ad essere piratato,
            buon per
            te!
            Vuol dire che hai fatto un buon programma che e'
            diffuso e conosciuto e che di soldi ne hai gia'
            fatti.Fin qui quoto. Dopo no :)
          • Wolf01 scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Regala il software o vendilo ad un prezzo ridicolo e vendi assistenza a 30 l'oraVedrai che ci campi, e non con il software
          • Daniele scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Wolf01
            Regala il software o vendilo ad un prezzo
            ridicolo e vendi assistenza a 30
            l'ora
            Vedrai che ci campi, e non con il software
          • Daniele scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Wolf01
            Regala il software o vendilo ad un prezzo
            ridicolo e vendi assistenza a 30
            l'ora
            Vedrai che ci campi, e non con il software... soprattutto se lo riempi di bug che non appaiano come tali e che solo tu sai risolvere! ;)
          • Massi cadenti scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: braincrash.it
            Visto che mi sembri ferrato sull'argomento volevo
            fare una
            domanda.
            Sono disoccupato, e sto sviluppando un software
            per cercare di racimolare qualche soldo. Ora la
            mia paura è che quando comincerò a
            commercializzare questo software mi venga
            piratato, con ovvia perdita di ricavi e tempo
            buttato.

            Come mi posso tutelare?Rilascialo gratis (magari pure i sorgenti così qualcun altro può aiutarti a migliorarlo) e guadagna sull'assistenza. In alternativa prevedi che vada pagato il programma solo se usato a scopi commerciali (non dal privato, ma dal professionista o dall'azienda).L'ho detto, chi vuole mantenersi tutti i diritti vendendo una licenza-truffa (o fuffa, o aria fritta) farà la fine dei venditori di lampade ad olio quando è arrivata la corrente elettrica. Hanno resistito per un po', ma poi o si sono inventati un nuovo modo per guadagnare (vendendo lampadine elettriche, nel tuo caso dovresti adeguarti vendendo i servizi aggiuntivi e non il programma) o sono finiti in mezzo a una strada.Ad esempio: il mercato dei videogiochi per PC. Molte (intelligenti) case di software di videogiochi hanno capito che l'unico vero modo per combattere la pirateria è dare il software aggratis con un eventuale tempo gratuito (15-30-60 giorni) incluso e far pagare invece per l'online. In questo modo anzitutto paga solo chi trova il gioco realmente bello e divertente da durare oltre il tempo del trial (quindi l'industria è spronata a fare qualcosa di longevo e non noioso) e dall'altra parte il consumatore è disposto a pagare, sul lungo termine, anche più di quanto avrebbe pagato per il gioco singolo.Un esempio tipico è World of Warcraft, che a me non è piaciuto ma che oggettivamente ha avuto un vastissimo successo e viene pagato praticamente solo per l'online (io al Gamecon del 2008 l'ho pagato nuovo e originale un euro con trial di 15gg che per inciso mi sono bastati per capire che a *ME* non piace) o i "giochi" tipo Second Life per i quali si pagano le varie espansioni oggetti ecc.Riassumendo, il futuro del software quindi è:- per i videogiochi un tempo di trial e poi il pagamento dell'online o dei servizi aggiuntivi- per i programmi, l'obbligo del pagamento dev'essere solo per l'uso commerciale o professionale, non per l'utente privato che vuole usare Premiere per farsi le dissolvenze sul video delle vacanze
          • Petengy scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Non commercializzarlo, distribuiscilo sotto licenza "open" e chiedi un contributo per l'utilizzo.
          • rockroll scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            LMC ha ragione: difatti in Italia nessuno può essere perseguito per i comportamenti che lui elenca. Col prodotto "d'ingegno" acquistato ci può fare quello che vuole, salvo utilizzarlo in modo non conforme ad altre leggi italiane per l'appunto: praticamente non può fornire a terzi o diffondere al di fuori del suo contesto familiare il contenuto dell'opera di ingegno (chiamiamola così, anche se spesso non è assolutamente tale).
          • Blackstorm scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Massi cadenti
            - Scritto da: emmeesse

            Tali contratti non possono essere accettati
            semplicemente cliccando su "Accetto" oppure,
            peggio ancora, magicamente all'apertura della
            confezione o del supporto contenente il software.
            Articolo 1341 comma 2 del Codice Civile.

            Art. 1341 Condizioni generali di contratto
            Le condizioni generali di contratto predisposte
            da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti
            dell'altro, se al momento della conclusione del
            contratto questi le ha conosciute o avrebbe
            dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza
            (1370,
            2211).
            In ogni caso non hanno effetto, se non sono
            specificamente approvate per iscritto , le
            condizioni che stabiliscono, a favore di colui
            che le ha predisposte, limitazioni di
            responsabilità, (1229), facoltà di recedere dal
            contratto(1373) o di sospenderne l'esecuzione,
            ovvero sanciscono a carico dell'altro contraente
            decadenze (2964 e seguenti), limitazioni alla
            facoltà di opporre eccezioni (1462), restrizioni
            alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi
            (1379, 2557, 2596), tacita proroga o rinnovazione
            del contratto, clausole compromissorie (Cod.
            Proc. Civ. 808) o deroghe (Cod. Proc. Civ. 6)
            alla competenza dell'autorità
            giudiziaria. Io però qui non vedo che deve essere apposta la firma. L'accettazione per iscritto è un conto, la firma un altro.

            Quindi, legalmente già oggi chi produce software
            è responsabile dei danni (limitazioni di
            responsabilità), deve prevedere la rescissione
            del contratto (con conseguente restituzione del
            prezzo pagato), non può prevedere restrizioni
            alla libertà contrattuale con terzi (cioè la
            copia e rivendita del software a terzi).
            Qualunque clausola inserita nel contratto di
            licenza, a meno che non abbiate apposto di vostro
            pugno la doppia firma in un regolare contratto
            stampato e consegnato una copia a voi e una copia
            a chi vi ha prodotto (o venduto) il software, è
            nulla.Allora fai così: compra una copia di vista, poi fai causa a MS italia opppure vai da un giudice e fatti fare un'ordinanza nella quale ti si dice che hai il diritto di fare quello che vuoi, in base al codice civile.Spero però che tu sappia che il codice civile deve poi convivere con la legislazione in un sacco di altri stati, e che deve essere anche coerente con le norme della UE.
          • Funz scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Blackstorm
            - Scritto da: Massi cadenti

            - Scritto da: emmeesse



            Allora fai così: compra una copia di vista, poi
            fai causa a MS italia opppure vai da un giudice e
            fatti fare un'ordinanza nella quale ti si dice
            che hai il diritto di fare quello che vuoi, in
            base al codice
            civile.Fossimo in un vero stato di diritto sarebbe lecito, e le tue ragioni sarebbero riconosciute. In pratica è impensabile.
            Spero però che tu sappia che il codice civile
            deve poi convivere con la legislazione in un
            sacco di altri stati, e che deve essere anche
            coerente con le norme della
            UE.Basterebbe far applicare il codice civile già esistente, come ha ben illustrato M.C.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Blackstorm

            Art. 1341 Condizioni generali di contratto

            Le condizioni generali di contratto predisposte

            da uno dei contraenti sono efficaci nei
            confronti

            dell'altro, se al momento della conclusione del

            contratto questi le ha conosciute o avrebbe

            dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza

            (1370,

            2211).

            In ogni caso non hanno effetto, se non
            sono

            specificamente approvate per iscritto , le

            condizioni che stabiliscono, a favore di colui

            che le ha predisposte, limitazioni di

            responsabilità, (1229), facoltà di recedere dal

            contratto(1373) o di sospenderne l'esecuzione,

            ovvero sanciscono a carico dell'altro contraente

            decadenze (2964 e seguenti), limitazioni alla

            facoltà di opporre eccezioni (1462), restrizioni

            alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi

            (1379, 2557, 2596), tacita proroga o
            rinnovazione

            del contratto, clausole compromissorie (Cod.

            Proc. Civ. 808) o deroghe (Cod. Proc. Civ. 6)

            alla competenza dell'autorità

            giudiziaria.

            Io però qui non vedo che deve essere apposta la
            firma. L'accettazione per iscritto è un conto, la
            firma un altro.L'accettazione per iscritto è la firma sotto a una scritta (prestampata o scritta da chi firma) che dice "accetto specificamente le seguenti parti del contratto". Questa poi dev'essere comunque accompagnata dalla firma sotto "accetto il contratto" (generico). Non solo, in realtà queste due firme sono almeno 4 (o quantomeno sono copiate due volte) perché un contratto per essere legalmente valido dev'essere in almeno due copie, una per ognuna delle parti. Prendi un contratto di fornitura (ad esempio telefonica), o il contratto del conto in banca, o un contratto di assicurazione, e vedi che è sempre così, perché la legge italiana così prevede.Se così non fosse, mi spiegheresti gentilmente cos'è secondo te l'"accettazione per iscritto" visto che la ritieni diversa dalla firma (in effetti non è solo la firma ma anche la scritta che accetti specificamente qualcosa, ma credevo fosse chiaro), perché sarei davvero curioso di saperlo.
            Allora fai così: compra una copia di vista, poi
            fai causa a MS italia opppure vai da un giudice e
            fatti fare un'ordinanza nella quale ti si dice
            che hai il diritto di fare quello che vuoi, in
            base al codice civile.Eppure è proprio così. Ripeto, non c'è nessuna limitazione all'articolo 1341. Non è che c'è un altro articolo che dice "non si applica nei casi bla bla bla". L'articolo 1341 del codice civile si applica a tutti i contratti in cui in cambio di denaro una persona ottiene un bene o un servizio. Non si applica alle imposte (le tasse che paghi allo stato, sia allo stato centrale che al comune alla provincia e alla regione), ma dovresti prima dimostrarmi che la Microsoft o chiunque altro è parte integrante dello stato italiano, perché a me non risulta.Che poi nessuno abbia fatto causa (o non se ne ha notizia) non vuol dire che le varie licenze come la EULA (ma non solo) siano legalmente valide. Lo sarebbero, ripeto, se fossero accettate per iscritto. Ma così non è. Forse per qualcuno è diverso ma quando vado in un negozio e compro una copia di un programma non è che mi fanno firmare un contratto dove dico di rinunciare ai miei diritti. E senza la mia firma (neanche elettronica -che comunque non sarebbe un clic su "Accetto"- ma proprio cartacea perché si parla di "per iscritto" che ha un significato ben preciso in giurisprudenza), qualunque scritta sul monitor ha valore legale nullo. Forse in altri Paesi come gli Stati Uniti vale. In Italia no, finché l'articolo 1341 del Codice Civile rimane in vigore e non prevede deroghe.
            Spero però che tu sappia che il codice civile
            deve poi convivere con la legislazione in un
            sacco di altri stati, e che deve essere anche
            coerente con le norme della UE.Finché è in vigore può anche non essere coerente ma intanto rimane in vigore. La SIAE ha messo i bollini e li ha fatti pagare anche se questo non era coerente con le normative UE. E comunque finché non esce una legge o una sentenza ITALIANA che modifica o abroga l'articolo 1341 del Codice Civile, l'Italia può anche andare contro l'Europa con le ovvie conseguenze, ma non è che l'Europa se la può prendere col cittadino italiano che pretende che le leggi del suo Paese vengano rispettate.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 13.20-----------------------------------------------------------
          • Blackstorm scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Massi cadenti
            - Scritto da: Blackstorm

            L'accettazione per iscritto è la firma sotto a
            una scritta (prestampata o scritta da chi firma)
            che dice "accetto specificamente le seguenti
            parti del contratto". Questa poi dev'essere
            comunque accompagnata dalla firma sotto "accetto
            il contratto" (generico). Non solo, in realtà
            queste due firme sono almeno 4 (o quantomeno sono
            copiate due volte) perché un contratto per essere
            legalmente valido dev'essere in almeno due copie,
            una per ognuna delle parti. Prendi un contratto
            di fornitura (ad esempio telefonica), o il
            contratto del conto in banca, o un contratto di
            assicurazione, e vedi che è sempre così, perché
            la legge italiana così
            prevede.Però il contratto è fatto con un contraente non italianoò. Quale legislazione vale? Qui si entr ain materia di diritto internazionale.

            Allora fai così: compra una copia di vista, poi

            fai causa a MS italia opppure vai da un giudice
            e

            fatti fare un'ordinanza nella quale ti si dice

            che hai il diritto di fare quello che vuoi, in

            base al codice civile.

            Eppure è proprio così. Ripeto, non c'è nessuna
            limitazione all'articolo 1341. Non è che c'è un
            altro articolo che dice "non si applica nei casi
            bla bla bla". L'articolo 1341 del codice civile
            si applica a tutti i contratti in cui in cambio
            di denaro una persona ottiene un bene o un
            servizio. Mai detto che non è valido. Vai e fattelo fare. Questo creerebbe un precedente. Oppure rivolgiti ad una associazione dei ocnsumatori, al partito pirata o a qualcuno in grado di aiutarti a sostenere un'azione legale: se la legge è dalla tua parte, c'è ben poco che si può contestare.
            Finché è in vigore può anche non essere coerente
            ma intanto rimane in vigore. La SIAE ha messo i
            bollini e li ha fatti pagare anche se questo non
            era coerente con le normative UE. Il fatto che la siae abbia agito in una certa maniera autorizza anche altri a farlo?
            E comunque
            finché non esce una legge o una sentenza ITALIANA
            che modifica o abroga l'articolo 1341 del Codice
            Civile, l'Italia può anche andare contro l'Europa
            con le ovvie conseguenze, ma non è che l'Europa
            se la può prendere col cittadino italiano che
            pretende che le leggi del suo Paese vengano
            rispettate.Allora falle rispettare. Lo sai che se ottenessi una vittoria del genere, saresti in una posizione invidiabile?
          • Massi cadenti scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Blackstorm

            L'accettazione per iscritto è la firma sotto a

            una scritta (prestampata o scritta da chi firma)

            che dice "accetto specificamente le seguenti

            parti del contratto". Questa poi dev'essere

            comunque accompagnata dalla firma sotto "accetto

            il contratto" (generico). Non solo, in realtà

            queste due firme sono almeno 4 (o quantomeno
            sono

            copiate due volte) perché un contratto per
            essere

            legalmente valido dev'essere in almeno due
            copie,

            una per ognuna delle parti. Prendi un contratto

            di fornitura (ad esempio telefonica), o il

            contratto del conto in banca, o un contratto di

            assicurazione, e vedi che è sempre così, perché

            la legge italiana così

            prevede.

            Però il contratto è fatto con un contraente non
            italianoò. Quale legislazione vale? Qui si entr
            ain materia di diritto internazionale.No, non è vero. Il contratto tu lo sottoscrivi col negoziante, con la filiale italiana, o con l'importatore. Esiste una Microsoft Italia, per capirci.
            Mai detto che non è valido. Vai e fattelo fare.I soldi per l'avvocato (nonché quelli per comprare Vista visto che adesso ho XP :P) me li dai tu? E' vero che dopo li recupererei, ma intanto glieli dovrei anticipare. E i tempi della giustizia, lo sai, sono lunghi e in ogni caso, la giustizia in Italia non è una certezza e io sono il primo a non averne fiducia, dovresti saperlo dagli altri miei interventi.
            Questo creerebbe un precedente.Solo se si arrivasse in Cassazione. Passerebbe un decennio, e perché il precedente sia tale in tutto questo tempo le leggi al riguardo non dovrebbero cambiare. Tu ci credi sul serio?
            Oppure rivolgiti
            ad una associazione dei ocnsumatori, al partito
            pirata o a qualcuno in grado di aiutarti a
            sostenere un'azione legale: se la legge è dalla
            tua parte, c'è ben poco che si può
            contestare.Il partito pirata legge questo forum, quindi implicitamente mi sono rivolto anche a loro, che sicuramente potrebbero chiedere ai loro legali se quanto ho detto è fattibile e se davvero si può tentare una causa (magari una class action, se la legge al riguardo è passata, non ho più seguito e non lo so).

            Finché è in vigore può anche non essere coerente

            ma intanto rimane in vigore. La SIAE ha messo i

            bollini e li ha fatti pagare anche se questo non

            era coerente con le normative UE.

            Il fatto che la siae abbia agito in una certa
            maniera autorizza anche altri a farlo?No ma intanto la legislazione nazionale fa fede. Le direttive europee sono direttive senza valore legale finché i singoli Paesi non le recepiscono, eh.
            Allora falle rispettare. Lo sai che se ottenessi
            una vittoria del genere, saresti in una posizione
            invidiabile?Forse sarò un matto (secondo quelli come Gelli o Mazza) che crede nella giustizia divina (di qualunque religione essa sia) e nella vera democrazia del popolo [*] in quelle poche leggi giuste che ancora ci sono in Italia, ma non sono ancora volto al martirio.Vedi sopra e tieni comunque conto che, qualora una cosa del genere andasse in porto, il giorno dopo il parlamento, coi vari burattinai SIAE BSA FIMI ecc. che ne comandano i fili, approverebbe l'abrogazione dell'articolo 1341 del Codice Civile o comunque una sua modifica sostanziale che ne esclude le opere dell'ingegno (e relative licenze d'uso).Non credere che non sarebbe così: tutte o quasi tutte le leggi delle ultime legislature (di tutti gli schieramenti) sono state fatte in buona parte per coprire presunti (e quasi sempre inesistenti e creati ad arte) buchi normativi dovuti alle crisi del momento (il terrorismo, la pedofilia, la tutela del copyright, le risse dei tifosi, la spazzatura a Napoli, i blog "sovversivi"...) abilmente manipolate (o quantomeno enfatizzate) dai mass-media pilotati a loro volta dalle questure e dai magistrati (in una notizia di cronaca vengono date quasi sempre soltanto le versioni della procura e quasi mai quelle della difesa).[*] Come ha detto qualcuno più sopra, se su un cartello c'è scritto "vietato fumare":- se è uno a fumare, gli si fa la multa- se sono dieci a fumare, si chiude un occhio- se sono cento a fumare, si toglie il cartello-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 14.23-----------------------------------------------------------
          • Blackstorm scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Massi cadenti
            - Scritto da: Blackstorm



            Però il contratto è fatto con un contraente non

            italianoò. Quale legislazione vale? Qui si entr

            ain materia di diritto internazionale.

            No, non è vero. Il contratto tu lo sottoscrivi
            col negoziante, con la filiale italiana, o con
            l'importatore. Esiste una Microsoft Italia, per
            capirci.Si, esiste una MS Italia, ma è anche vero che tu non fai il contratto con una filiale, ma con la sede principale. Ad esempio, io la mia copia di vista l'ho presa in america, attraverso alcuni contatti, questo mi porta a fare un contratto con un fornitore estero o con la filiale italiana? Io sto comunque in italia, il fatto di aver preso la mia copia in america, comporta che il contraente sia in america? O rimane in italia? Non sono espertissimi di diritto internazionale, ma dubito seriamente che si possa parlare di differenti condizioni a seconda di dove fai l'acquisto. Il diritto internazionale entra in gioco comunque. E' come nel caso dello spam: in italia è reato, in paesi tipo bulgaria o giù di lì no. Se il server che manda spam in italia è laggiù, si entra nel campo del diritto internazionale. Suppongo che sia una cosa molto simile.


            Mai detto che non è valido. Vai e fattelo fare.

            I soldi per l'avvocato (nonché quelli per
            comprare Vista visto che adesso ho XP :P) me li
            dai tu? E' vero che dopo li recupererei, ma
            intanto glieli dovrei anticipare. E i tempi della
            giustizia, lo sai, sono lunghi e in ogni caso, la
            giustizia in Italia non è una certezza e io sono
            il primo a non averne fiducia, dovresti saperlo
            dagli altri miei
            interventi.Hmmm. Sai, a volte basta anche il tentativo.


            Questo creerebbe un precedente.

            Solo se si arrivasse in Cassazione. Passerebbe un
            decennio, e perché il precedente sia tale in
            tutto questo tempo le leggi al riguardo non
            dovrebbero cambiare. Tu ci credi sul
            serio?
            Figurarsi. La classe politica attuale (destra o sinistra non cambia una ceppa) non mi ispira troppa fiducia.

            Oppure rivolgiti

            ad una associazione dei ocnsumatori, al partito

            pirata o a qualcuno in grado di aiutarti a

            sostenere un'azione legale: se la legge è dalla

            tua parte, c'è ben poco che si può

            contestare.

            Il partito pirata legge questo forum, quindi
            implicitamente mi sono rivolto anche a loro, che
            sicuramente potrebbero chiedere ai loro legali se
            quanto ho detto è fattibile e se davvero si può
            tentare una causa (magari una class action, se la
            legge al riguardo è passata, non ho più seguito e
            non lo
            so).Nemmeno io... Sarebbe da informarsi... E sarebbe anche un po' l'ora di introdurre le class action. Comunque, quello che mi stupisce in tutto questo, è che sicuramente non sei il primo a notare questo problema. Quello che mi chiedo è perchè nessuno ha mai pensato di fare un'azione legale in questo senso.

            Il fatto che la siae abbia agito in una certa

            maniera autorizza anche altri a farlo?

            No ma intanto la legislazione nazionale fa fede.
            Le direttive europee sono direttive senza valore
            legale finché i singoli Paesi non le recepiscono,
            eh.In realtà dovrebbero averne, ma il mondo è fatto al contrario, a quanto pare.


            Allora falle rispettare. Lo sai che se ottenessi

            una vittoria del genere, saresti in una
            posizione

            invidiabile?

            Forse sarò un matto (secondo quelli come Gelli o
            Mazza) che crede nella giustizia divina (di
            qualunque religione essa sia) e nella vera
            democrazia del popolo [*] in quelle poche leggi
            giuste che ancora ci sono in Italia, ma non sono
            ancora volto al
            martirio.Anche fallendo la causa, porteresti alla ribalta un caso non da ridere.

            Vedi sopra e tieni comunque conto che, qualora
            una cosa del genere andasse in porto, il giorno
            dopo il parlamento, coi vari burattinai SIAE BSA
            FIMI ecc. che ne comandano i fili, approverebbe
            l'abrogazione dell'articolo 1341 del Codice
            Civile o comunque una sua modifica sostanziale
            che ne esclude le opere dell'ingegno (e relative
            licenze
            d'uso).Questo non ti proibirebbe di vincere la causa, dal momento che la legge è stata modificata dopo l'azione legale, e quindi se tu avessi fatto e distribuito tipo un reversing di windows prima che la legge venisse modificata, non ti potrebbero nemmeno condannare.
            [*] Come ha detto qualcuno più sopra, se su un
            cartello c'è scritto "vietato
            fumare":
            - se è uno a fumare, gli si fa la multa
            - se sono dieci a fumare, si chiude un occhio
            - se sono cento a fumare, si toglie il cartelloIl problema reale è che a volte non si multa nemmeno il singolo.
          • rockroll scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            ur non essendo un esperto di diritto e pur vedendo come il fumo negli occhi ogni forma di protezionismo o di difesa di interessi privati su valori che sono da considerarsi conquista dell'Umanità e pertanto ad essa in toto appartenenti, vorrei un paio di cosette precisare:1 - Diritto internazionale o meno, vale la legge del paese dove si copmpie l'eventuale illecito; se uno stato diverso da quello dove si compie l'illecito ritiene che siano stati lesi suoi diritti non contemplati nell'altro stato, non è al singolo ma alle istituzioni preposte che ne può chiedere conto. 2 - Contratto virtuale o reale che sia, unilaterale o biaterale, vessatorio o equo che possa essere, esso non ha assolutamente valore per le parti vessatorie, unilateralmente imposte e non controfirmate, ed oltretutto è affetto da totale vizio di forma per le caratteristiche tecniche con cui è stato redatto e forzatamente stipulato. Ma il punto a mio avviso non è questo (e ripeto, nessuno può essere perseguito per non rispetto di un contratto invalido); il punto è che la diffusione al di fuori di ambito familiare di prodotti di ingegno coperti da diritti per la legge italiana è addirittura reato (parola assurda, il termine corretto dovrebbe essere "illecito" amministrativo); ed è tale indipendentemente da qualunque forma di contratto più o meno valido in merito stipulato tra le parti.
          • marko scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            ma non è che un giudice stabilirebbe - o ha già stabilito in casi concreti - che il contratto è definito dall'"accettazione" col click su "accetto", così come i contratti di acquisto di beni in genere (nel commercio, nei negozi, al supermarket) sono conclusi dal libero manifestarsi della volontà delle parti, senza firme?
          • Massi cadenti scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: marko
            ma non è che un giudice stabilirebbe - o ha già
            stabilito in casi concreti - che il contratto è
            definito dall'"accettazione" col click su
            "accetto", così come i contratti di acquisto di
            beni in genere (nel commercio, nei negozi, al
            supermarket) sono conclusi dal libero
            manifestarsi della volontà delle parti, senza
            firme?I contratti di acquisto di beni in genere non hanno clausole vessatorie, per questo non si firmano.Non è che sull'anguria che compri al supermercato c'è scritto che non puoi prenderne i semi e piantarli, o usare la buccia ricurva pulita e asciugata come se fosse un curioso calzascarpe.Se invece fai un'assicurazione, per esempio, le clausole vessatorie ci sono e devi firmare due volte e forse tre (una per l'accettazione generale, una per l'accettazione delle clausole vessatorie e la terza per la legge sulla privacy).
          • marko scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Massi cadenti
            - Scritto da: marko

            ma non è che un giudice stabilirebbe - o ha già

            stabilito in casi concreti - che il contratto è

            definito dall'"accettazione" col click su

            "accetto", così come i contratti di acquisto di

            beni in genere (nel commercio, nei negozi, al

            supermarket) sono conclusi dal libero

            manifestarsi della volontà delle parti, senza

            firme?

            I contratti di acquisto di beni in genere non
            hanno clausole vessatorie, per questo non si
            firmano.
            Non è che sull'anguria che compri al supermercato
            c'è scritto che non puoi prenderne i semi e
            piantarli, o usare la buccia ricurva pulita e
            asciugata come se fosse un curioso
            calzascarpe.
            Se invece fai un'assicurazione, per esempio, le
            clausole vessatorie ci sono e devi firmare due
            volte e forse tre (una per l'accettazione
            generale, una per l'accettazione delle clausole
            vessatorie e la terza per la legge sulla
            privacy).mah, se compro un libro, accetto la clausola di non fotocopiarlo e vendere le copie, o no? Ma vabbe', è proprietà intellettuale, dirai tu.Comunque mi sembra che qualche giudice di pace si sia già esporesso in materia e, più o meno, dà ragione alla tua impostazione.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: marko
            - Scritto da: Massi cadenti

            - Scritto da: marko


            ma non è che un giudice stabilirebbe - o ha
            già


            stabilito in casi concreti - che il contratto
            è


            definito dall'"accettazione" col click su


            "accetto", così come i contratti di acquisto
            di


            beni in genere (nel commercio, nei negozi, al


            supermarket) sono conclusi dal libero


            manifestarsi della volontà delle parti, senza


            firme?



            I contratti di acquisto di beni in genere non

            hanno clausole vessatorie, per questo non si

            firmano.

            Non è che sull'anguria che compri al
            supermercato

            c'è scritto che non puoi prenderne i semi e

            piantarli, o usare la buccia ricurva pulita e

            asciugata come se fosse un curioso

            calzascarpe.

            Se invece fai un'assicurazione, per esempio, le

            clausole vessatorie ci sono e devi firmare due

            volte e forse tre (una per l'accettazione

            generale, una per l'accettazione delle clausole

            vessatorie e la terza per la legge sulla

            privacy).

            mah, se compro un libro, accetto la clausola di
            non fotocopiarlo e vendere le copie, o no? Ma
            vabbe', è proprietà intellettuale, dirai
            tu.Col libro è ancora più semplice: "l'originale" (che poi non lo è perché l'originale vero sarebbe il manoscritto) ha un valore aggiunto (copertina, rilegatura) difficile da copiare.A parte questo, i libri si trovano in biblioteca e si possono leggere gratuitamente e quando si vuole (compatibilmente con gli orari della biblioteca stessa; e parlo della lettura in loco, non parlo del prestito); i software, gli album e i film generalmente no (con qualche -rara- eccezione che comunque è un'eccezione, non è la regola).
            Comunque mi sembra che qualche giudice di pace si
            sia già esporesso in materia e, più o meno, dà
            ragione alla tua
            impostazione.Sul fatto che un giudice di pace mi avrebbe dato ragione avevo ben pochi dubbi, sul fatto che sia successo invece sì, se magari mi puoi cercare dei riferimenti faresti un favore non solo a me ma penso anche a molti altri.
          • Blackstorm scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Massi cadenti
            - Scritto da: marko

            Comunque mi sembra che qualche giudice di pace
            si

            sia già esporesso in materia e, più o meno, dà

            ragione alla tua

            impostazione.

            Sul fatto che un giudice di pace mi avrebbe dato
            ragione avevo ben pochi dubbi, sul fatto che sia
            successo invece sì, se magari mi puoi cercare dei
            riferimenti faresti un favore non solo a me ma
            penso anche a molti
            altri.Magari ricordo male io, ma credo che sia successo qualcosa del genere e che fosse stata validata l'accettazione via clic.
          • Massi cadenti scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Blackstorm
            - Scritto da: Massi cadenti

            - Scritto da: marko


            Comunque mi sembra che qualche giudice di pace

            si


            sia già esporesso in materia e, più o meno, dà


            ragione alla tua


            impostazione.



            Sul fatto che un giudice di pace mi avrebbe dato

            ragione avevo ben pochi dubbi, sul fatto che sia

            successo invece sì, se magari mi puoi cercare
            dei

            riferimenti faresti un favore non solo a me ma

            penso anche a molti

            altri.

            Magari ricordo male io, ma credo che sia successo
            qualcosa del genere e che fosse stata validata
            l'accettazione via
            clic.Il che contrasta con quanto dice marko. Ripeto per entrambi l'invito a cercare riferimenti.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 30 settembre 2008 00.15-----------------------------------------------------------
          • Candido scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Massi cadenti
            Finché è in vigore può anche non essere coerente
            ma intanto rimane in vigore. La SIAE ha messo i
            bollini e li ha fatti pagare anche se questo non
            era coerente con le normative UE. E comunque
            finché non esce una legge o una sentenza ITALIANA
            che modifica o abroga l'articolo 1341 del Codice
            Civile, l'Italia può anche andare contro l'Europa
            con le ovvie conseguenze, ma non è che l'Europa
            se la può prendere col cittadino italiano che
            pretende che le leggi del suo Paese vengano
            rispettate.Giusto per precisare, che non è propriamente così..Il diritto comunitario è direttamente applicabile, ed una norma nazionale contraria andrebbe semplicemente disapplicata.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 14.18-----------------------------------------------------------
          • Massi cadenti scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Candido
            - Scritto da: Massi cadenti


            Finché è in vigore può anche non essere coerente

            ma intanto rimane in vigore. La SIAE ha messo i

            bollini e li ha fatti pagare anche se questo non

            era coerente con le normative UE. E comunque

            finché non esce una legge o una sentenza
            ITALIANA

            che modifica o abroga l'articolo 1341 del Codice

            Civile, l'Italia può anche andare contro
            l'Europa

            con le ovvie conseguenze, ma non è che l'Europa

            se la può prendere col cittadino italiano che

            pretende che le leggi del suo Paese vengano

            rispettate.

            Giusto per precisare, che non è propriamente
            così..
            Il diritto comunitario è direttamente
            applicabile, ed una norma nazionale contraria
            andrebbe semplicemente
            disapplicata.Scusami, ma se fosse così, come mi spieghi che ad esempio in Francia esista tuttora la dottrina Sarkozy nonostante l'Europa l'abbia bocciata? E come mi spieghi che in Svezia (che fa parte dell'UE anche se non hanno l'Euro) sia possibile tenere su legalmente un sito come The Pirate Bay nonostante la norma europea sul diritto d'autore sia piuttosto restrittiva?
          • Candido scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Eh, non ci sono mica "se", è così!Dipende dal tipo di norma comunitaria (raccomandazioni, direttive ecc.), il discorso è un "pochino" ampio per essere sviluppato qui nei commenti! :-)
          • LMC scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....


            Allora fai così: compra una copia di vista, poi
            fai causa a MS italia opppure vai da un giudice e
            fatti fare un'ordinanza nella quale ti si dice
            che hai il diritto di fare quello che vuoi, in
            base al codice
            civile.
            Facciamo il contrario.Io compro una copia di vista e ne faccio quello che mi pare (nei limiti del diritto italiano) poi, se gli va, Microsoft mi viene a fare causa perche' "il pallone e' mio e si gioca come dico io"Saluti
          • rockroll scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Per farlo dovrebbe ottenere l'estradizione: in italia al pallone giochiamo come diciamo noi, qui non si gioca a basket...
          • Funz scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            Bravo, ben detto, alla faccia di chi sproloquia di "pratiche commerciali legittime" quando si parla della EULA di Microsoft e dell'impossibilità di ottenere il rimborso di Windows.E' una vita che vado ripetendo che sono abusi belli e buoni, e distorsioni del mercato.
          • Blackstorm scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: emmeesse
            - Scritto da: Zucca Vuota
            Io si.
            Un pittore (non ricordo, fate voi, Matisse, Van
            Gogh,
            Picasso,
            disse: il giorno piu' bello per un pittore non e'
            quando vendi un quadro, ma quando te lo
            rubano.Ok, vengo a rubarti in casa, sei contento?
            Se fossi capace di scrivere un opera di ingegno
            ?..
            Si! Io vorrei avere,come la Settimana Enigmistica
            tantimila tentativi di
            imitazione
            Sarei un grande.Però nessuno ruba il nome settimana enigmistica o pubblica i cruciverba a nome bartezzaghi.
        • AndreFred scrive:
          Re: la scoperta dell'acqua calda.....
          un programmatore non vive vendendo sw, nemmeno l'azienda.sono giusto il 5% di tutto il fatturato del settore ict.semplicemente un programmatore vende la sua esperienza e le sue conoscenze a chi ne ha bisogno per far funzionare determinati applicativi e gestire particolari procedure.l'azienda fa da raccordo tra i vari programmatori e i clienti, ma non vende niente.anzi, chi vende normalmente è chi è poco professionale, dal momento che i veri professionisti non fanno contratti di vendita, ma contratti sulla realizzazione e sulla manutenzione degli applicativi.questo è il mondo dell'ict.poco copyright, poco lavoro industriale, tanto lavoro nel settore servizi
          • Blackstorm scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: AndreFred
            anzi, chi vende normalmente è chi è poco
            professionale, dal momento che i veri
            professionisti non fanno contratti di vendita, ma
            contratti sulla realizzazione e sulla
            manutenzione degli
            applicativi.
            questo è il mondo dell'ict.
            poco copyright, poco lavoro industriale, tanto
            lavoro nel settore
            serviziSi, ma dubito seriamente che un sap o un oracle vengano pagati solo per il servizio di assistenza e startup.
          • THe_ZiPMaN scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: Blackstorm
            Si, ma dubito seriamente che un sap o un oracle
            vengano pagati solo per il servizio di assistenza
            e startup.Il costo di licenza è nettamente inferiore ai costi di assistenza e startup, pur essendo elevati
          • Guido Angeli scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: AndreFred
            un programmatore non vive vendendo sw, nemmeno
            l'azienda.
            sono giusto il 5% di tutto il fatturato del
            settore
            ict.
            semplicemente un programmatore vende la sua
            esperienza e le sue conoscenze a chi ne ha
            bisogno per far funzionare determinati
            applicativi e gestire particolari
            procedure.
            l'azienda fa da raccordo tra i vari programmatori
            e i clienti, ma non vende
            niente.
            anzi, chi vende normalmente è chi è poco
            professionale, dal momento che i veri
            professionisti non fanno contratti di vendita, ma
            contratti sulla realizzazione e sulla
            manutenzione degli
            applicativi.
            questo è il mondo dell'ict.
            poco copyright, poco lavoro industriale, tanto
            lavoro nel settore
            serviziQuesto non è esatto.Ci sono aziende che si rivolgono a mercati più verticali, e lavorano come dici te, e altre invece che vendono licenze, e lavorano in maniere differenti.Anche il programmatore, può diventare a sua volta un venditore di licenze se decide di mettersi in proprio e vendere sw, magari in versione shareware.Quindi banalizzare vedendo solo questo o quello (come fate, in maniere differenti, l'articolista e te), è limitativo.
          • AndreFred scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            non banalizzo e non escludo di certo un tipo di business.dico solo che il volume di affari generato da chi lavora su sw creato da altri è molto (ma molto) più elevato di quello generato da chi quel sw lo crea e lo vende.
    • Nome e cognome scrive:
      Re: la scoperta dell'acqua calda.....
      - Scritto da: cip e ciop
      Sarebbe bello che partissimo da un aspetto a mio
      modo di vedere incontrovertibile: nessuno di noi
      acquista un software, ma dei diritti su di
      esso....

      accettato questo, tutto potrebbe essere molto più
      chiaro (e senza polemiche di
      sorta).

      Ecco che allora chi si lamenta, potrebbe non far
      altro che decidere di scegliere un altro
      "fornitore di diritti" (se esistente) e vivere
      felice senza fracassare gli zebedei a chi ha
      accettato tranquillamente questa logica e vive
      felice.

      ciaoQuoto.
    • IIJoeBlackII scrive:
      Re: la scoperta dell'acqua calda.....
      Il problema è che ad acquistare sono pochi, rispetto agli utilizzatori. Se tutti comprassero veramente, questa storia di licenza d'uso cambierebbe.Ti ricordo anche che questo sistema di licenza d'uso non è proprio il massimo. Pensa se TUTTE le imprese edili si accordassero e dessero le case in licenza d'uso dicendoti che puoi dormire solo in 3 persone e che non puoi usare il frigo che dici tu.E' un esempio banale, ma pensa se veramente accadesse. Ti piacerebbe?L'industria del software fa quello che le pare e piace, perchè può "parlare" e influenzare le persone giuste.Ti sembra normale che un'azienda (praticamente in monopolio) che produce software, può fare accordi così palesi da far installare il suo software sui computer prodotti da un'altra azienda e nessuno che possa dire mezza parola?Ti ricordi quanto fosse diffice avere il rimoborso per Windows, nonostante fosse contemplato nella licenza? Produttori che scaricavano su Microsoft e Microsoft che scaricava sui produttori. E c'era scritto proprio li, nell'EULA!!!!Ma ovviamente il consumatore non ha nessuna protezione, aggiungendo le persone che dicono "E' così, lo accetti e basta", i produttori faranno sempre quello che vogliono.E non dire basta cambiare, perchè fino a che i computer senza Windows preinstallato li troverai solo on line e oltre la metà nel mondo vengono comprati nei supermercati, non c'è scelta.E' il tuo commento sugli zebedei è ridicolo.
      • CSOE scrive:
        Re: la scoperta dell'acqua calda.....

        d'uso non è proprio il massimo. Pensa se TUTTE le
        imprese edili si accordassero e dessero le case
        in licenza d'uso dicendoti che puoi dormire solo
        in 3 persone e che non puoi usare il frigo che
        dici tu.Il problema vero è che tutte questi sofismi sono parole vuote. Tutto questo uso della parola libertà, liberiamo gli utente, liberiamo i programmi non funziona perchè nessuno si sente in gabbia usando windows e nessuno si sente libero usando un open source. Sono chiacchere vuote, l'importante è essere liberi di usarli come vogliamo, scrivere quello che vogliamo, visitare i siti che vogliamo ecc..
        • logicaMente scrive:
          Re: la scoperta dell'acqua calda.....
          - Scritto da: CSOE[cut]
          Sono chiacchere vuote, l'importante è essere
          liberi di usarli come vogliamo, scrivere quello
          che vogliamo, visitare i siti che vogliamo
          ecc..e infatti, adesso, non sei libero di farlo...
        • Funz scrive:
          Re: la scoperta dell'acqua calda.....
          - Scritto da: CSOE
          Tutto questo uso della parola libertà, liberiamo
          gli utente, liberiamo i programmi non funziona
          perchè nessuno si sente in gabbia usando windows
          e nessuno si sente libero usando un open source.Parla per te, che sei un noto fan del closed source (ma ti pagano?)
          Sono chiacchere vuote, l'importante è essere
          liberi di usarli come vogliamo, scrivere quello
          che vogliamo, visitare i siti che vogliamo
          ecc..Certo, certo. Io però non sono libero di comprare il PC che voglio col sistema operativo che voglio. Mi tocca rivolgermi agli assemblatori oppure mi tocca pagare Windows e poi impelagarmi in una procedura di rimborso che, pur prevista dalla EULA di Windows, in pratica è impossibile da ottenere e nemmeno si sa prima quanto si può ottenere di rimborso.
          • CSOE scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....

            Io però non sono libero di comprare il PC che
            voglio col sistema operativo che voglio.Anche io volgio tante cose fatte a modo mio, ma mi accontento di quelle standard che trovo al supermercato. Altrimenti pago e me le faccio fare su misura.
          • Funz scrive:
            Re: la scoperta dell'acqua calda.....
            - Scritto da: CSOE

            Io però non sono libero di comprare il PC che

            voglio col sistema operativo che voglio.

            Anche io volgio tante cose fatte a modo mio, ma
            mi accontento di quelle standard che trovo al
            supermercato.Hai detto una cosa sbagliata e una giusta:Windows non è lo standard, e sarebbe meglio se nessuno lo considerasse tale.Windows sta bene solo al supermercato :p
            Altrimenti pago e me le faccio fare su misura.Io mi accontenterei di un'economia di mercato al posti di un monopolio, o anche solo che i venditori di roba MS rispettassero la EULA della roba che vendono
    • rockroll scrive:
      Re: la scoperta dell'acqua calda.....
      correggerei come segue: ... a chi ha accettato inconsciamente questa logica e crede di vivere felice ...
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