Cloud e sicurezza: Sophos premia l'Italia

L'Europa ha buone performance di sicurezza su public cloud e l'Italia è il paese che registra il minor numero di attacchi: i dati Sophos.
L'Europa ha buone performance di sicurezza su public cloud e l'Italia è il paese che registra il minor numero di attacchi: i dati Sophos.

L’Europa è in generale una delle aree meno colpite dagli attacchi informatici sul cloud e, nel contesto europeo, l’Italia è tra i paesi nei quali il rischio di esposizione sarebbe stato minore negli ultimi mesi. A giungere a questa conclusione è Sophos, secondo cui il nostro Paese sarebbe al momento relativamente al sicuro rispetto ad altre realtà, benché non manchino certo casi di attacco e le necessarie misure di precauzione da adottare.

Sophos: il cloud, l’Italia, la sicurezza

26 i paesi coinvolti nella ricerca e l’Italia è quello in assoluto con la percentuale più bassa di incidenti nel public cloud: la percentuale di intervistati che ha dovuto far fronte ad un incidente è pari al 45%, contro il 75 degli intervistati francesi ed il 61% del campione tedesco. Secondo quanto emerso dall’indagine (estesa a 3521 manager IT a livello globale), l’Italia ha ottimi dati relativi in tutte le classifiche relative (ransomware, malware, furti di credenziali).

Sophos: la sicurezza sul public cloud

Il whitepaper (pdf) firmato da Sophos lascia emergere una grave preoccupazione da parte di tutti i responsabili IT, ad ogni latitudine: il timore relativo ai data breach non lascia sicuro nessuno e la rigidità delle normative GDPR secondo Sophos può essere una delle prerogative delle migliori performance relative in ambito europeo. Nello specifico del nostro paese l’81% dei problemi registrati è stato causato da problemi di configurazione, contro un risicato 17% relativo a furto di credenziali: è questo un dato che può dire molto ai comparti IT nostrani, che sanno ora dove andare ad investire per rendere il cloud ancor più blindato e ancor più utile per esprimere il proprio valore aggiunto in azienda.

Il report si conclude con alcune raccomandazioni fondamentali ai responsabili della sicurezza, otto punti per aiutare i comparti IT a focalizzare l’attenzione sugli elementi di maggior rilevanza. In particolare si ricorda come i cybercriminali abbiano a disposizione strumenti automatici di scansione alla ricerca di vulnerabilità, il che deve forzare le aziende a mantenere costantemente alto il livello di sicurezza ed a garantire monitoraggio continuativo sulle misure di salvaguardia adottate. La sicurezza non è una messa a punto, insomma, ma una filosofia che deve permeare costantemente flussi di lavoro e investimenti IT.

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11 07 2020
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