CNN contro Perplexity: 17.000 contenuti usati dall'AI senza licenza

CNN contro Perplexity: 17.000 contenuti usati dall'AI senza licenza

Perplexity sostiene di usare le informazioni, non i contenuti protetti. CNN risponde con una causa a New York.
CNN contro Perplexity: 17.000 contenuti usati dall'AI senza licenza
Perplexity sostiene di usare le informazioni, non i contenuti protetti. CNN risponde con una causa a New York.

Non si possono depositare diritti d’autore sui fatti. Con questa frase, il direttore della comunicazione di Perplexity Jesse Dwyer ha riassunto la difesa dell’azienda contro la causa intentata da CNN. Il problema è che CNN non sta parlando di fatti, sta parlando di 17.000 articoli, immagini e video che Perplexity avrebbe utilizzato per alimentare il proprio motore AI senza pagare un centesimo.

A chi appartiene l’informazione? A chi la raccoglie, la verifica, la scrive e la pubblica, spesso rischiando la vita per farlo? O a chiunque abbia un crawler abbastanza veloce da copiarla?

La causa di CNN contro Perplexity

CNN ha depositato una causa contro Perplexity davanti a un tribunale di New York. L’accusa: Perplexity si è appropriata di contenuti originali, articoli, immagini, video — per alimentare la propria AI senza licenza.

Il pubblico conta su un giornalismo di qualità, realizzato da esseri umani, per comprendere il mondo. Questo giornalismo è spesso pericoloso e costoso da produrre, dice CNN nel comunicato. Gli operatori commerciali possono e devono pagare per accedervi.

CNN precisa che la sua posizione non è anti-AI. Nel 2025, il gruppo ha tentato di concludere un accordo di licenza con Perplexity, senza successo. CNN ha già un accordo simile con Meta per l’utilizzo delle sue informazioni da parte dell’AI.

La difesa di Perplexity

Perplexity sostiene di non usare il “contenuto” ma l'”informazione”, una distinzione che il tribunale dovrà valutare. La legge americana sul diritto d’autore dice che il diritto d’autore non protegge i fatti, le idee, i sistemi o i metodi operativi, ma può proteggere il modo in cui sono espressi.

Ed è lì il punto. Un fatto è neutro. Ma un articolo CNN sullo stesso fatto è il risultato di un lavoro giornalistico con analisi e interpretazione che differisce dalla copertura della concorrenza sullo stesso evento. Perplexity ha preso solo i fatti, o è stato influenzato anche dalla linea editoriale? Si è limitato all’informazione nuda e cruda o ha riprodotto frasi e paragrafi nelle sue risposte?

È la prima volta che CNN fa causa a Perplexity, ma cause simili sono ormai la norma negli USA, centinaia di azioni legali da parte di media contro le aziende AI, senza che nessuna abbia ancora portato a una condanna. Le case editrici hanno fatto causa a Meta per Llama. Anthropic ha pagato 1,5 miliardi per chiudere una class action. Il New York Times fa causa a OpenAI.

Il pattern è lo stesso ogni volta: l’azienda AI sostiene di usare “informazione” e non “contenuto.” Il media sostiene che il modo in cui l’informazione è presentata è protetto dal diritto d’autore. E il tribunale deve decidere dove finisce il fatto e dove inizia l’espressione creativa.

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Pubblicato il
29 mag 2026
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