Comcast, BBC e il dilemma dell'anonimato

Il provider USA avrebbe minacciato di tagliare il cavo ai suoi clienti che utilizzano Tor. L'azienda smentisce categoricamente. Ma anche BBC non gradisce chi nasconde la sua navigazione in una VPN

Roma – Comcast, uno dei più importanti ISP d’Oltreoceano, stando a quanto riportato da alcuni suoi clienti sostiene con i suoi clienti che l’utilizzo di Tor è illegale: secondo il provider l’impiego della rete della cipolla, che di fatto rende praticamente impossibile il tracciamento dell’attività svolte su Internet, costituisce una violazione punibile con distacco completo della connessione. Nonostante Tor sia un prodotto software del tutto legale e legalmente scaricabile senza violare alcuna legge . L’azienda ha smentito categoricamente questa ricostruzione, e anzi ribadito che qualunque software legale (come Tor appunto) è consentito sul proprio network.

Secondo il racconto di DeepDotWeb , l’approccio seguito da Comcast, invero piuttosto preoccupante sul piano della privacy, sarebbe stato: se non hai nulla da nascondere perché utilizzare un software per anonimizzare la navigazione? “Gli utenti che tentano di rendersi anonimi, o che provano a coprire le proprie tracce su Internet, spesso stanno facendo qualcosa che non è propriamente legale – recita il testo di una email ricevuta da uno dei clienti del provider – Abbiamo quindi il diritto di chiudere, penalizzare o sospendere il tuo account in qualunque momento per la violazione delle regole”. Stando a quanto dichiarato dai clienti destinatari di queste comunicazioni, Comcast ha ripetutamente chiesto quali tipi di siti fossero visitati dietro la protezione anonima di Tor.

L’atteggiamento dell’ISP statunitense si spiegherebbe facilmente con l’associazione (errata) di Tor ad attività illegali compiute in rete: i clienti di Silk Road, famigerata borsa nera del Deep Web, utilizzavano il software open source per accedere alla piattaforma, ma al contempo Tor è largamente impiegato da attivisti di tutto il mondo per comunicare online senza incorrere nelle persecuzioni del proprio regime , oppure sfruttato dai whistleblower come Edward Snowden per far circolare le informazioni ritenute importanti per la collettività senza essere individuati dai Governi. Più genericamente, e molto semplicemente, Tor è uno strumento utilizzato da migliaia di navigatori per garantirsi un po’ di privacy in rete. Il punto di vista di Comcast riportato da DeepDotWeb , dunque, rappresenterebbe un approccio massimalista poco consapevole delle molteplici sfaccettature che qualsiasi tecnologia (per definizione neutrale) avrà a seconda di chi la utilizza: per un singolo che davvero compirà un reato , ci saranno migliaia di altri navigatori che invece scelgono l’anonimato come forma di protezione per svolgere attività del tutto legittime e legali.

Più genericamente, l’approccio potrebbe essere legato alla tutela del copyright : non più tardi della scorsa settimana era stata la BBC a indicare alle autorità australiane che chi utilizza una VPN, dunque nasconde il contenuto delle proprie attività online, è da ritenersi genericamente un pirata fino a prova contraria. Ma, a meno che non ci siano procedimenti legali in corso, difficilmente i regolamenti interni di Comcast (o le leggi degli stati federali) autorizzerebbero il provider a ficcare il naso nella cronologia di navigazione dei clienti: se poi ci fossero mandati e indagini in ballo, stando a quanto dichiarato dall’ISP la procedura interna prevede l’immediato contatto con l’utente per informarlo di quanto sta accadendo.

L’idea che una parte delle attività svolte online dai cittadini risulti irrintracciabile spaventa comunque le autorità, come ad esempio quelle russe che sono arrivate a piazzare una taglia su un baco da sfruttare per deanonimizzare il network Tor ( NSA e FBI sarebbero già più avanti da questo punto di vista): la richiesta di Comcast potrebbe giustificarsi anche con la preoccupazione di vedere alcune richieste arrivare dalle autorità inquirenti (agenzie federali, magistratura) impossibili da soddisfare in mancanza di informazioni . Se un utente non lascia tracce della sua navigazione, non ci sarà niente da comunicare: ma il punto è proprio questo, a torto o ragione alcuni clienti Comcast potrebbero semplicemente non gradire l’occhio indiscreto del Grande Fratello perennemente puntato sulle loro faccende. Una questione particolarmente sentita al di là dell’Atlantico, visto che anche alcune biblioteche del Massachusetts si stanno organizzando per installare Tor su tutti i PC messi a disposizione gratuitamente al pubblico.

Luca Annunziata

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  • stefano Tessari scrive:
    Google ascolta i consumatori
    Google come la classica delle multinazionali non ascolta le email dei consumatori, neanche dei più affezionati clienti , posso testimoniare sul fatto di qualche tempo fa in cui ho chiesto al servizio adwords delle informazioni sulla home page ( in pratica avevo chiesto ironicamente di cambiare l'immagine sulla home page, sono più di quattro forse cinque anni che vedo la goffa negoziante che vende con adwords, mi sono stufato cambiatela)... mi hanno risposto " Non possiaqmo rispondere alla sua domanda , per qualsiasi problema si rivolga alla FAQ ecc, ecc,..."Evviva le piccole aziende dove il rapporto umano esiste ancora e si può dialogare al di là di un risponditore automatico.
  • Medviciuc Ionela scrive:
    Romania
    bucatarie
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