Mervin Raudabaugh ha 86 anni e coltiva la stessa terra nella contea di Cumberland, in Pennsylvania, da più di sessant’anni. Quando gli sviluppatori di data center gli hanno offerto 60.000 dollari all’acro, oltre 15 milioni di dollari in totale, in un pacchetto che coinvolgeva anche tre proprietà confinanti, ha rifiutato. Non per trattare un prezzo migliore o avesse un’offerta più alta. Perché non voleva vedere le sue fattorie distrutte.
Rifiuta 15 milioni di dollari per salvare la sua fattoria, il contadino che sfida i data center AI
Invece di incassare i 15 milioni, a dicembre ha venduto i diritti di sviluppo a un fondo di conservazione per poco meno di 2 milioni di dollari, sempre tantissimo, ma comunque molto meno rispetto ai 15 milioni di dollari, con la garanzia che quella terra resterà terreno agricolo per sempre. La storia è diventata virale sui social, dove Raudabaugh è stato definito “una leggenda“.
In un’epoca in cui l’unica cosa che conta sembra la crescita a qualsiasi costo, un contadino di 86 anni che rinuncia a 15 milioni di dollari per preservare la terra che coltiva da sempre è una storia che colpisce. Non perché sia razionale in senso economico, non lo è, ma perché incarna un sistema di valori che la Silicon Valley non sa nemmeno dove abitano: il legame con un luogo specifico, la responsabilità verso chi verrà dopo, l’idea che certe cose non siano in vendita.
La fame di terra dell’intelligenza artificiale
Il boom dell’AI sta divorando terra a una velocità impressionante. Negli Stati Uniti ci sono più di 3.000 data center, e altri 1.200 sono in costruzione. A Mount Pleasant, nel Wisconsin, un singolo data center occuperà 600 acri, e potrebbe costare la terra ai residenti locali. Tom Uttech, un altro contadino ottantenne, ha raccontato alla ABC di non poter credere che una compagnia elettrica voglia costruire tralicci alti 300 piedi, più alti della Statua della Libertà attraverso la sua proprietà per alimentare il data center.
I data center hanno bisogno di enormi quantità di energia e acqua, fanno salire i prezzi dell’elettricità locale e spingono la rete elettrica al limite, ma la resistenza sta crescendo. I legislatori di New York recentemente hanno proposto una moratoria di tre anni sulla costruzione di nuovi data center, il sesto stato americano a presentare una legge simile.
Nel frattempo, Elon Musk propone di lanciare i data center nello spazio, anche se la fattibilità fisica e finanziaria resta tutta da dimostrare. Per il momento l’AI ha bisogno di terra, energia e acqua per funzionare. La tecnologia avanza, ma a quale prezzo?