Contrappunti/ La calata dei social-barbari

di M. Mantellini - L'intellighenzia incontra Internet. E ci fa la pace. Non si sa ancora se questa favola avrà una lieto fine, di certo è bene iniziare a raccontarla

Roma – Quello di questa settimana è un Contrappunti di servizio pieno di link. Capita quando molte cose interessanti accadono tutte assieme. Sul numero dell’ Economist in edicola c’è intanto un monumentale inserto sullo stato dell’arte dei social network. Ve lo segnalo e vi invito a darci una occhiata per due ragioni: la prima è che si tratta di un lavoro documentato ed aggiornato, la seconda perché da conto di una realtà che un po’ ovunque nel mondo, tranne che in Italia, viene considerata per quello che è, vale a dire un fenomeno di massa di grande rilevanza sociale.

Qualche anno fa, una delle prime studiose della antropologia delle reti, Danah Boyd , raccontava in uno studio diventato celebre come lo spazio di rete fosse diventato per i giovani teenager americani una sorta di territorio libero, sottratto al controllo di genitori e educatori, in grado ugualmente di migliorare la qualità delle loro vite. Un punto di vista, quello della Boyd, da molti considerato discutibile ed eccessivamente positivo, tali e tante erano le remore verso il trasferimento online di una quota così ampia della vita di relazione dei nativi digitali. Oggi, con il comodo senno del poi, fatto di milioni di persone che dividono le proprie relazioni di rete fra Facebook, Twitter e MySpace, appare più che mai necessario continuare ad indagare gli aspetti sociali di questa inattesa transumanza.

Davvero, come affermano con una avventatezza tutta nostrana gli psichiatri dell’ambulatorio per le dipendenze da Internet del policlinico Gemelli, il 10 per cento dei 350 milioni di utenti di Facebook sono persone intossicate dalla Rete? Oppure siamo di fronte al solito problema di chi osserva le formiche con il binocolo, di chi giudica grandi fenomeni sociali armato solo dei propri solidi preconcetti? Nonostante simili profeti di sventura, qualcosa sembra lo stesso muoversi anche in Italia nella analisi dei comportamenti sociali indotti dallo sviluppo delle reti di computer.

Qualche giorno fa Repubblica ha pubblicato un interessante approfondimento sull’amicizia ai tempi dei social network, ed al posto del solito articoletto cui eravamo abituati, abbiamo trovato un’analisi informata e interessante firmata da Vittorio Zucconi ed un articolo a corredo di Alessandro Baricco altrettanto stimolante.

Il pezzo di Zucconi è una perla di equilibrio che, in un terreno minato come quello dell’analisi dei sentimenti, riesce perfino ad osservare il valore nel fondo del bicchiere:

“Nei social network nessuno comanda, nessuno controlla, nessuno ha l’ultima parola, perché nell’eco infinita del virtuale l’ultima parola non può esistere. La selezione fra amici veri, di penna o di matita avverrà naturalmente, felicemente o malinconicamente, come in tutte le vicende che ci riguardano. Non siamo tutti morti carbonizzati dopo la scoperta del fuoco”

L’articolo di Baricco, che ha dedicato qualche tempo fa un intero saggio , I Barbari , alla necessaria coscienza delle mutazioni, racconta invece il disincanto dello scrittore per le pratiche di Rete contrapposto ad un amore antico per “il fare le cose”. Per il sudore di una partita di calcio fra amici col “pallone sporco da far schifo”. Ma anche in questo caso c’è una separazione netta fra il punto di vista personale dello scrittore e la morale conseguente: “Trarre conclusioni che non siano da bar – scrive Baricco a proposito delle differenze fra le amicizie della sua infanzia torinese e quelle dei giovani di oggi in Rete – sembra difficile”.

Ed è esattamente così. Siamo di fronte a prassi e comportamenti che sono recenti e oceanici. Non è strano che simili improvvisi colpi di timone generino incredulità e confusione. Così ci sono studi accademici che raccontano che le reti sociali deprimono, altri che invece dicono che arricchiscono la vita di relazione, ci sono esperti che calcolano i soldi persi dalle aziende che consentono ai propri dipendenti di accedere a Facebook, altri che benedicono l’apertura delle risorse aziendali verso la rete e ne elencano i grandi vantaggi.

Dentro questo grande marasma assume sempre maggiore importanza il tema della privacy. Come vengono gestiti i dati che, in numero crescente, gli utenti immettono dentro i database delle piattaforme sociali? Qualche settimana fa Mark Zuckerberg ha affermato che la privacy è ormai una esigenza poco sentita e che, anzi, i milioni di utenti della suo servizio desiderano condividere sempre più informazioni in maniera sempre più ampia. Sciocchezze. L’oste ovviamente tesse le lodi del suo vino ma le ricerche più recenti sembrano in questo caso contraddirlo: perfino i più giovani, categoria tipicamente poco incline ad occuparsi di questioni apparentemente lontane e barbose come la riservatezza dei dati, sembrano ormai dedicare grande attenzione a quali e quante informazioni condividono in Rete.

Oltre il 60 per cento degli utenti statunitensi di Facebook, secondo una recente ricerca di Pew, setta su parametri di maggior riservatezza il proprio account rispetto a quelli di default (che non a caso Facebook ha recentemente mutato nella direzione di favorire la quantità di dati condivisi). E mentre la maggior parte degli accessi a Facebook avvengono ormai in mobilità, lasciando intravedere un possibile business, di cui per la verità si fantastica da anni, legato alla geolocalizzazione, solo una forte miopia potrebbe impedirci di osservare la rotta di collisione fra piattaforme sociali che vedono nella rivendita dei dati degli utenti la loro fonte di reddito ed una volontà di senso opposto degli utenti stessi.

Posto che la pubblicità display sui social network funziona poco o nulla, posto che i servizi costano e la bolla dei servizi 2.0 è volata in cielo da tempo, l’unica concreta possibilità di monetizzare la propria affezionata clientela è oggi quella di offrire i contenuti che generano ai motori di ricerca. Che notoriamente vanno poco per il sottile e sembrano gradire, almeno come antipasto, anche solo l’immenso database degli inutilissimi status update che sia Facebook che Twitter hanno consegnato a Google e a Bing in cambio di una manciata di milioni.

Che il Titanic delle piattaforme sociali prosegua a tutto motore contro l’iceberg che lo affonderà sembra in questo momento un problema marginale, ma la intrinseca debolezza di tutto l’ambaradan delle piattaforme di rete sociale sfugge solo a chi preferisce non vedere. Nel frattempo le cose succedono e le abitudini cambiano, le persone si incontrano e si conoscono sempre più spesso in Rete che non su un fangoso campo di calcio. La notizia della settimana è che in Inghilterra ed in Italia c’è stata gente autorevole che su grandi giornali ne ha discusso con misura ed intelligenza.

Massimo Mantellini
Manteblog

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  • Uto Uti scrive:
    Rivotateli
    Alle prossime elezioni, rivotateli,
  • cliff0rd scrive:
    Paura...
    La situazione di questa "democrazia" mi fa veramente paura...Se non fosse che ho qui due genitori invalidi che non si possono spostare e non ho abbastanza denaro me ne andrei, non so dove, ma qui ho paura...Paura di girare di notte, paura di continuare a vedere i miei genitori abbandonati nel bisogno da chi hanno votato per governare il loro piccolo paese, paura di distrarmi con la tele accesa e notare a fine serata che ho lasciato su un canale che trasmette un reality, e tra poco, temo, paura di avere una connessione ad internet.Finirà che mi leverò il telefono da solo prima che lo facciano per intervento esterno...Quasi quasi rimpiango i vent'anni e l'incoscienza dell'epoca.Il mio vero problema è che penso con la mia testa, ed oggi questo è un grave difetto...almeno a vent'anni mi stordivo per non pensare più...ora non arrivo quasi a fine mese e non posso permettermelo, altrimenti altro che ubriacarmi!!Signori, non so voi, ma secondo me qui sta andando tutto a rotoli.Credo che chi non si uniforma tra poco sarà passato a "fil di denuncia", (le spade sono fuori moda ormai) e credo quindi che o si tace o faremo la fine dei tibetani, perseguitati solo perchè sono lì, e quindi con la loro esistenza costituiscono una minaccia.Perchè?Perchè NON si lasciano controllare.Non basta più svegliarsi, nè dire che bisogna fare qualcosa....qua c'è da ricostruire tutto ciò che riguarda la democrazia!Ci son oeroi che hanno dato la vita per farci avere uno stato democratico, e ora vedendo i discorsi a reti unificate dove si sparano più cag*te che in un bagno pubblico si rivoltano nella tomba!!Viene voglia di tirasi un colpo altro che tirare su un figlio!!
    • Meryluise Astrologa scrive:
      Re: Paura...
      Paura o angoscia il domani sembra ieri e ieri sembra che non sia mai esistito, cosa è sucXXXXX in I-talia che è una delle tre Grazie quella della provvidenza e prosperità.Credo che troppi dogmi ancora dati da chi ci dice quanto siamo cretini,da una canzone di Bennato, abbiano influito non poco sull'andamento italiano da secoli. Non ho ricette ma qualche idea si e sembrerebbe che questo ormai sia diventato un peccato non capitale quello non avendolo è gestito in modo disdicevole da altri sovrani.Credo che questo decreto sia un campanello suonato da Dicembre e che qualcuno voglia avere fretta a regolamentare un settore tanto frastagliato come il web, il perchè ? Come hai detto tu Cliff sta nella paura, devono fare in fretta ,prima che i controlli si muovano dagli States, perchè proprio dagli States partirano i controlli e secondo me sono già iniziati ,stanno cercando chi attacca le mails di Google e con questi controlli scoprire chi ci sta dietro, credo che faranno un controllo a tappeto e i nostri gobernanti hanno paura di fare cattiva figura
  • lupo solitario scrive:
    informazione
    Le persone che fanno queste leggi, sono quelle che il popolo sovrano ha votato, perciò dobbiamo esserne felici, senza lamentarci.
    • Meryluise Astrologa scrive:
      Re: informazione
      Ti ricordo Lupo Solitario che nel luglio del 1932 in Germania fu eletto il partito nazista e prese la maggioranza relativa di 230 seggi il resto è storia anche delle leggi di soppressione delle libertà personali con il benestare dell'elezione da parte del popolo sovrano
  • Meryluise Astrologa scrive:
    se dovesse accadere
    Se dovesse accadere questa prospettiva da far west perchè ormai noi viviamo nel far west, la si deve raggirare trovando persone all'estero che pubblichino dalla loro sede, uno invia il materiale via e-mail e l'altro lo pubblica magari da qualche zona remota... così non è pubblicato in Italia, meglio io non mi sento più parte di questo paese.Troveremo un referente.Perchè all'estero la AGCOM NON HA accessibilità
  • SardinianBoy scrive:
    Dittatura Democratica !
    Non credo che questo decreto passerebbe le forche della Corte Costituzionale come è già sucXXXXX per il Lodo Alfano. La costituzione, "legge delle leggi", dice chiaramente: (Art. 15)La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge." Tanto per chiudere ricordo all'attuale Governo che la forma Repubblicana dello Stato (Art. 1) non può essere oggetto di revisione costituzionale (Art. 139).(Articolo 21)Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La cosa curiosa è che poi ci si lamenta di paesi come la Cina. E' difficile non definire il decreto Romani come una legge dittatoriale, anche se personalmente penso che nasca per ignoranza ancora prima della volontà di "creare un regime". Ecco, almeno la Cina ha una strategia coerente...
  • Effebi scrive:
    Gruppo facebook No al decreto Romani
    Buongiorno, deve partire una grossa catena mediatica su facebook contro questo decreto. C'è già un gruppo "No al decreto Romani!". Iscrivetevi e facciamo sentire la nostra voce!
  • lotar scrive:
    l'unico diritto è la conoscenza
    Ma che la facciano finita con questo diritto d'autore! la cultura non sarebbe tale se chi scrive libri o peggio ancora testi scolastici e poi vietasse di leggerli, stessa cosa vale per uno stato che vuole tutti a scuola per obbligo, ed allo stesso tempo ti impone di comprare i libri se vuoi studiare, il tutto prende una piega che non è certo quella naturale della logica.Stessa cosa vale per i contenuti dei media, già di per se pagati dall'utenza, perché se i giornali hanno sovenzioni per l'editoria elargiti con soldi pubblici, non vedo proprio perché dovrei pagare visto che ho già pagato. In fondo anche il decreto Bondi, che favorisce in tutto e per tutto la SIAE, legittima l'utente a scaricare ogni che in rete, a soldi presi per l'ente preposto, hanno la stessa valenza i soldi spesi dall'utenza che ha pieno diritto di avere qualcosa in cambio.Per quanto riguarda mediaset, pagando solo 1% per usare i suoi canali allo Stato, essendo ogni oggetto proprietà dello stato e lo stato siamo noi, non ha diritto a ritenere suo alcunché, visto quanto già abbondantemente conXXXXX.
    • giggio scrive:
      Re: l'unico diritto è la conoscenza
      - Scritto da: lotar
      Ma che la facciano finita con questo diritto
      d'autore!Non c'entra tanto il diritto d'autore, o se c'entra è solo marginalmente. Si tratta fondamentalmente di un pretesto, pensala più come una leva che serve a trasformare milioni di persone in colpevoli, cosicchè la legge possa essere interpretata per quelli che stanno buoni e zitti ed applicata per coloro che pubblicano fra una violazione del diritto d'autore e l'altra anche del materiale scomodo che rischia di modificare gli orientamenti politici del Paese.
  • N.C. scrive:
    No comment
    Se passa una legge del genere spero che la gente prenda le armi e finalmente mandi via a calci nel sedere i governanti/ladri che ci governano.
  • Sandro scrive:
    Giu' le mani dalla rete
    Legete quihttp://www.articolo21.org/34/appello/giu-le-mani-dalla-rete.html
  • P.M scrive:
    Ci saranno modifiche al Decreto
    -Il sottosegretario alle Telecomunicazioni, Romani, ha annunciato che tra martedi' e venerdi' saranno adottati cambiamenti al decreto tv. Lo ha fatto in un dibattito organizzato da Sky Tg24, sulla comunicazione politica.''Le probabili modifiche- ha proseguito- riguarderanno il cinema, ma faremo chiarezza anche per quanto riguarda il web''. Romani ha quindi spiegato che ci sono stati incontri con Google e Yahoo: ''discussioni - ha precisato - dalle quali siamo usciti soddisfatti''ansa.
    • giggio scrive:
      Re: Ci saranno modifiche al Decreto
      - Scritto da: P.M
      -Il sottosegretario alle Telecomunicazioni,
      Romani, ha annunciato che tra martedi' e venerdi'
      saranno adottati cambiamenti al decreto tv.Puzza lontano un miglio del classico "annunciare 100 per ottenere 10" tipico delle finte democrazie.Supponiamo che vogliano alzare le tasse di 10 Euro, loro fanno così:Il governo annuncia: "Cittadini, dobbiamo alzare le tasse di 100 Euro. Non si può fare altrimenti e ne va del futuro del Paese" - bla bla bla e solite stupidaggini.Il popolo protesta e la finta opposizione ne approfitta per fingere di fare la voce grossa: "bisogna pensare a chi non arriva alla fine del mese", ecc. bla bla bla e anche qui il solito teatrino parlamentare.Passa qualche giorno durante il quale fingono di litigare furiosamente, e poi per magia si mettono d'accordo sulla cifra che avevano segretamente stabilito fin dall'inizio, cioè 10 Euro.Il risultato è che il governo ottiene in parte quello che voleva e mostra di aver a cuore anche le classi in difficoltà, e quindi acquista consensi, ma anche la finta opposizione ne acquista perchè è riuscita a modificare gli intenti del governo, quindi apparendo come opposizione efficace.Tutti contenti, quindi, tranne i cittadini che se la prendono ancora una volta in quel posto.Funziona *sempre* così. Chi vota dall'altra parte pensando di appogggiare avversari del governo farà bene a svegliarsi e cercare di dare consensi alle uniche figure realmente all'opposizione, che immancabilmente sono sempre e solo quelle che vengono attaccate da entrambe le parti.
      • Effebi scrive:
        Re: Ci saranno modifiche al Decreto
        Quoto in pieno! Zero concessioni a Romani- Scritto da: giggio
        - Scritto da: P.M

        -Il sottosegretario alle Telecomunicazioni,

        Romani, ha annunciato che tra martedi' e
        venerdi'

        saranno adottati cambiamenti al decreto tv.

        Puzza lontano un miglio del classico "annunciare
        100 per ottenere 10" tipico delle finte
        democrazie.

        Supponiamo che vogliano alzare le tasse di 10
        Euro, loro fanno
        così:

        Il governo annuncia: "Cittadini, dobbiamo alzare
        le tasse di 100 Euro. Non si può fare altrimenti
        e ne va del futuro del Paese" - bla bla bla e
        solite
        stupidaggini.
        Il popolo protesta e la finta opposizione ne
        approfitta per fingere di fare la voce grossa:
        "bisogna pensare a chi non arriva alla fine del
        mese", ecc. bla bla bla e anche qui il solito
        teatrino
        parlamentare.
        Passa qualche giorno durante il quale fingono di
        litigare furiosamente, e poi per magia si mettono
        d'accordo sulla cifra che avevano segretamente
        stabilito fin dall'inizio, cioè 10
        Euro.
        Il risultato è che il governo ottiene in parte
        quello che voleva e mostra di aver a cuore anche
        le classi in difficoltà, e quindi acquista
        consensi, ma anche la finta opposizione ne
        acquista perchè è riuscita a modificare gli
        intenti del governo, quindi apparendo come
        opposizione
        efficace.
        Tutti contenti, quindi, tranne i cittadini che se
        la prendono ancora una volta in quel
        posto.

        Funziona *sempre* così. Chi vota dall'altra parte
        pensando di appogggiare avversari del governo
        farà bene a svegliarsi e cercare di dare consensi
        alle uniche figure realmente all'opposizione, che
        immancabilmente sono sempre e solo quelle che
        vengono attaccate da entrambe le
        parti.
  • Toni Alamo scrive:
    elettori contro i propri interessi
    Io non me la prendo con questo governo che fa solo gli interessi di berlusconi, ma me la prendo con chi lo vota.Poveri noi.
  • Il Gargilli scrive:
    Per favore..
    ragazzi, non facciamo finta di non capire perlando del problema del diritto di autore ecc..Siamo in paese che è la summa di un numero spropositato di "mali", che comprendono il anche l'aver (già da molto tempo) rinunciato ad una identità (anche) culturale in cambio del "fotti prima che ti fottano".Se siamo diventati quello che siamo (sopratutto agli occhi degli altri paesi Europei) è anche per colpa nostra.Un triste quanto azzecato riassunto di come siamo caduti in basso lo ha fatto ieri beppe grillo nel suo blog. (quanta marezza nel leggere quelle righe e dover, nonostante tutto, riconoscere la veridicità di quello che è stato segnalato in quel post..) Tornando alla prorposta di Legge. Questi DL sono pensati per zittire quelle poche voci che non si "allineano" al "Grande Occhio" (sta succedendo anche all'Estero, anche se, per ora, in maniera meno aggressiva.. ) (Qualcuno ricorda 1984 ?)La cosa davvero preoccupante (se prorpio si vuole parlare della sostanza di tali DL) è già di per sè il fatto che vengano proposti.Con un Parlamento formato in gran parte da Delinquenti ci si può e si deve aspettare di tutto. Altro che lotta per la libertà della Rete.. La lotta bisogna farla per la nostra stessa libertà (quella della e per la vita reale) che ogni giorno, pezzetto per pezzetto ci viene negata (o, per meglio dire, proposta sotto varie forme; la televisione è forse la Prima di queste forme). Ma, cosa ancora più grave è che da tanto, troppo tempo, siamo NOI ad accettare e digerire come "normalità".. giàLa nostra normalità di Itagliani (si, con "gl"). La gentaglia che ci ritroviamo in Parlamento è la massima espressione di quello che eravamo e siamo tutt'ora, noi italiani, abituati a piangere perchè la mamma è sempre la mamma..Naturalmente si spera sempre in un qualche cambio di direzione, per quello che riguarda (anche) codesto decreto, ma ho la netta sensazione che siamo ancora in pochi, forse, a "comprendere" quello che realmente ci sta accdendo e chi stanno facendo accadere.Per schiarirsi le idee di che popolo siamo:1) http://www.youtube.com/watch?v=JTgxG-iiYiI2) http://www.youtube.com/watch?v=-TptXUUs4AkAloha!
    • ullala scrive:
      Re: Per favore..
      - Scritto da: Il Gargilli
      ragazzi, non facciamo finta di non capire
      perlando del problema del diritto di autore
      ecc..

      Siamo in paese che è la summa di un numero
      spropositato di "mali", che comprendono il anche
      l'aver (già da molto tempo) rinunciato ad una
      identità (anche) culturale in cambio del "fotti
      prima che ti
      fottano".
      Se siamo diventati quello che siamo (sopratutto
      agli occhi degli altri paesi Europei) è anche per
      colpa
      nostra.
      Un triste quanto azzecato riassunto di come siamo
      caduti in basso lo ha fatto ieri beppe grillo nel
      suo blog. (quanta marezza nel leggere quelle
      righe e dover, nonostante tutto, riconoscere la
      veridicità di quello che è stato segnalato in
      quel post..)


      Tornando alla prorposta di Legge. Questi DL sono
      pensati per zittire quelle poche voci che non si
      "allineano" al "Grande Occhio" (sta succedendo
      anche all'Estero, anche se, per ora, in maniera
      meno aggressiva.. ) (Qualcuno ricorda 1984
      ?)

      La cosa davvero preoccupante (se prorpio si vuole
      parlare della sostanza di tali DL) è già di per
      sè il fatto che vengano
      proposti.
      Con un Parlamento formato in gran parte da
      Delinquenti ci si può e si deve aspettare di
      tutto. Altro che lotta per la libertà della
      Rete.. La lotta bisogna farla per la nostra
      stessa libertà (quella della e per la vita reale)
      che ogni giorno, pezzetto per pezzetto ci viene
      negata (o, per meglio dire, proposta sotto varie
      forme; la televisione è forse la Prima di queste
      forme). Ma, cosa ancora più grave è che da tanto,
      troppo tempo, siamo NOI ad accettare e digerire
      come "normalità"..
      già
      La nostra normalità di Itagliani (si, con "gl").
      La gentaglia che ci ritroviamo in Parlamento è la
      massima espressione di quello che eravamo e siamo
      tutt'ora, noi italiani, abituati a piangere
      perchè la mamma è sempre la
      mamma..

      Naturalmente si spera sempre in un qualche cambio
      di direzione, per quello che riguarda (anche)
      codesto decreto, ma ho la netta sensazione che
      siamo ancora in pochi, forse, a "comprendere"
      quello che realmente ci sta accdendo e chi stanno
      facendo
      accadere.

      Per schiarirsi le idee di che popolo siamo:

      1) http://www.youtube.com/watch?v=JTgxG-iiYiI
      2) http://www.youtube.com/watch?v=-TptXUUs4Ak

      Aloha!Sono commosso, non non avrei potuto fare di meglio, la intervista e' fantastica, ma purtroppo, questo rimane il paese della tv, e dove la tv e' stata, un tempo la tv del maestro Manzi, (maestro, quale termine, gli rende giustizia meglio di questo? ) e ora e' la tv del grande fratello (in tutti i sensi ).
      • Billderr scrive:
        Re: Per favore..
        - Scritto da: ullala
        Sono commosso, non non avrei potuto fare di
        meglio, la intervista e' fantastica, ma
        purtroppo, questo rimane il paese della tv, e
        dove la tv e' stata, un tempo la tv del maestro
        Manzi, (maestro, quale termine, gli rende
        giustizia meglio di questo? ) e ora e' la tv del
        grande fratello (in tutti i sensi
        ).Il paese della tv, ma chi fa vera opposizionenon vuol capire che per giungere alle orecchie ed occhi dei berluschini medi,supercondizionatidalle sue tv, ci vuole almeno una tv tutta d'opposizione, di gran lunga più aggressiva, ammesso che lo sia, di rai 3 e di annozero su rai 2.Almeno 1, eccellente, spregiudicata quanto quelle che combattiamoe visibile a tutti. Non so come ciò sia possiblie, secondome anche facendo un qualche patto a termine con il diavoloMurdock: dai visibilità gratis al tuo canale d'informazione sul sat, cileo tvgià lo è in digit terrestre credo, e noi ti sosteniamo contro B. Oppure unapublic company per comprarci la 7.Se aspettiamo che il berluschino medio arrivi in rete, parlo anchedi quelli più giovani, stiamo messi proprio male.Secondo me il non agire in queste direzioni segnerà unlunghissimo periododi potere berlusconiano.
        • ullala scrive:
          Re: Per favore..
          - Scritto da: Billderr
          - Scritto da: ullala


          Sono commosso, non non avrei potuto fare di

          meglio, la intervista e' fantastica, ma

          purtroppo, questo rimane il paese della tv, e

          dove la tv e' stata, un tempo la tv del maestro

          Manzi, (maestro, quale termine, gli rende

          giustizia meglio di questo? ) e ora e' la tv del

          grande fratello (in tutti i sensi

          ).
          Il paese della tv, ma chi fa vera opposizione
          non vuol capire che per giungere alle
          orecchie ed occhi dei berluschini
          medi,supercondizionati
          dalle sue tv, ci vuole almeno una tv tutta
          d'opposizione, di gran lunga più aggressiva,
          ammesso che lo sia, di rai 3 e di annozero su rai
          2.
          Almeno 1, eccellente, spregiudicata quanto quelle
          che
          combattiamo
          e visibile a tutti. Non so come ciò sia
          possiblie,
          secondo
          me anche facendo un qualche patto a termine con
          il
          diavolo
          Murdock: dai visibilità gratis al tuo canale
          d'informazione sul sat, cileo
          tv
          già lo è in digit terrestre credo, e noi ti
          sosteniamo contro B. Oppure
          una
          public company per comprarci la 7.
          Se aspettiamo che il berluschino medio arrivi in
          rete, parlo
          anche
          di quelli più giovani, stiamo messi proprio male.
          Secondo me il non agire in queste direzioni
          segnerà
          un
          lunghissimo periodo
          di potere berlusconiano.Egregio signor BillderrAmmesso e non conXXXXX che occorra una televisione di opposizione, anziché una televisione e una stampa, aggiungo io, indipendenti, come credere che ciò sia possibile, quando l' opposizione stessa, non da battaglia, su materie come questa in termine di profilo costituzionale? Anzi quando e' stato il suo turno si e' fatta promotrice di provvedimenti di analoga natura?
          • Billderr scrive:
            Re: Per favore..
            - Scritto da: ullala
            Anzi quando e' stato il suo turno si e' fatta
            promotrice di provvedimenti di analoga
            natura?Vero, ma io intendevo non il PD, ma almeno IDV, grillini e c.dovrebbero assolutamente prendere in considerazione una tv indipendente. Un pò come sulla stampa mi pare il Fattoquotidiano abbia riscossoun certo sucXXXXX. Ma sappiamo tutti che gli italianipreferiscono la tv!!!
    • Funz scrive:
      Re: Per favore..
      Come sempre, ci facciamo ridere dietro da tutto il mondo.E continuano a raccontarci che l'Italia ha un grande peso internazionale...
  • eeee scrive:
    2+2=4
    capo del governo + padrone di media tradizionali = rogne per internetMi stupisce poco, la faccenda... anzi mi stupisce che ci siano voluti due governi per arrivarci.
  • The Real Gordon scrive:
    Gentile avv. Scorza, ho letto il decreto
    Il problema è l'art. 4, comma 1 lettera a).Vengono definiti "servizi di media audiovisivi" anche i siti nei quali il contenuto audiovisivo non sia meramente incidentale; detta così youtube è dentro, e il comma sembra scritto apposta per farcelo rientrare ("fermo restando che...").Non mi pare che siano inclusi i blog o i gruppi facebook, che non danno servizi "audiovisivi", e quando lo fanno è da considerarsi cosa "meramente incidentale". Se uno ha un videoblog scriva 4 righe ogni tanto e i video diventeranno "meramente incidentali", stop. Non mi pare proprio che il P2P c'entri qualcosa, è attività "non economica" e il contenuto audiovisivo sta in mezzo a contenuti non audiovisivi (musica, software e altro), ergo è "meramente incidentale". Non vedo proprio gli estremi per i quali l'AGCOM possa dire "disconnettete l'utente X" come l'HADOPI, a meno che tale utente non abbia SOLO contenuti audiovisivi in condivisione, e ammesso e non conXXXXX che un singolo utente su una rete P2P sia definibile come un "servizio" o un "sito internet".Se non fosse per il comma citato prima, il decreto sarebbe perfettamente legittimo e in linea con la direttiva, perchè si rivolge a operatori economici che forniscono servizi audiovisivi, non a semplici utenti, anche in merito alle questioni sul diritto d'autore. Va anche detto che le proteste dell'opposizione sul decreto si concentrano anche su quel comma, non è detto che non venga cambiato.
    • eeee scrive:
      Re: Gentile avv. Scorza, ho letto il decreto

      Non mi pare proprio che il P2P c'entri qualcosa, è attività "non economica"...Non per i detentori di diritti d'autore, che straparlano di vendite perse per ogni download. Una volta bastava essere non a scopo di lucro, ora si parla di causare mancati profitti.Inoltre un blog puo' avere pesante contenuto audiovisivo. Anche una homepage.
      • The Real Gordon scrive:
        Re: Gentile avv. Scorza, ho letto il decreto
        - Scritto da: eeee

        Non mi pare proprio che il P2P c'entri
        qualcosa, è attività "non
        economica"...

        Non per i detentori di diritti d'autore, che
        straparlano di vendite perse per ogni download.
        Una volta bastava essere non a scopo di lucro,
        ora si parla di causare mancati
        profitti.Il discorso della legge urbani sulla differenza tra lucro e profitto qui non c'entra proprio nulla. Questo decreto non ha niente a che vedere con la legge urbani, "economico" nel testo significa attività professionale e/o aziendale, quindi necessariamente a fini di lucro.
        • Guido Scorza scrive:
          Re: Gentile avv. Scorza, ho letto il decreto
          Egregio lettore,innanzitutto grazie per aver dedicato parte del suo tempo a leggere il mio pezzo ed il decreto 8che fose già conosceva).Non credo di aver mai scritto che il decreto si applicherà a facebook o al peer to peer mentre per il resto, ovviamente, mi auguro che gli articoli contenenti ambiguità vengano corretti e qualora ciò avvenisse sarò il primo a darne conto.Sino ad allora, però, non posso che continuare a mettere in guardia chi mi legge e, nel mio piccolo, far pressione sugli estensori del decreto perché riflettano su aspetti che, in perfetta buona fede, possono esser loro sfuggiti.Francamente - quali che siano le motivazioni - il Decreto non è un bell'esempio di normazione da imitare e su una materia tanto delicata si doveva essere assai più puntuali e rigorosi nelle definizioni e nel costruire la struttura del provvedimento.Grazie ancora per l'attenzione.
          • ullala scrive:
            Re: Gentile avv. Scorza, ho letto il decreto
            - Scritto da: Guido Scorza
            Egregio lettore,
            innanzitutto grazie per aver dedicato parte del
            suo tempo a leggere il mio pezzo ed il decreto
            8che fose già
            conosceva).
            Non credo di aver mai scritto che il decreto si
            applicherà a facebook o al peer to peer mentre
            per il resto, ovviamente, mi auguro che gli
            articoli contenenti ambiguità vengano corretti e
            qualora ciò avvenisse sarò il primo a darne
            conto.

            Sino ad allora, però, non posso che continuare a
            mettere in guardia chi mi legge e, nel mio
            piccolo, far pressione sugli estensori del
            decreto perché riflettano su aspetti che, in
            perfetta buona fede, possono esser loro
            sfuggiti.

            Francamente - quali che siano le motivazioni - il
            Decreto non è un bell'esempio di normazione da
            imitare e su una materia tanto delicata si doveva
            essere assai più puntuali e rigorosi nelle
            definizioni e nel costruire la struttura del
            provvedimento.
            Grazie ancora per l'attenzione.Egregio avv. Non e' che, tra tutte queste dissertazioni, più o meno dotte, ci stiamo scordando del profilo costituzionale? L' articolo 15 lo vogliamo tenere presente? Da un punto di vista squisitamente tecnico molte delle funzioni e attività previste, sono impossibili senza la patente violazione dell' articolo 15 della "leggina" nota come Costituzione Italiana.
        • lucusta scrive:
          Re: Gentile avv. Scorza, ho letto il decreto
          ...a fine di lucro e' il video che ho registrato dalla TV e messo in upload su youtube, perche' anche se io non ho lucro nel farlo, anche se chi lo vede non ha lucro nel vederlo, youtube il lucro lo ha eccome, visto che ogni pagina la martella di pubblicita', quindi il fornitore del servizio implicitamente rende la condivisione "non a fine di lucro" lucrosa.e' lo stesso identico discorso che faceva de benedetti con google news:google rimanda alla pagina dell'articolo (che e' piena zeppa di pubblicita', tra' l'altro), ma la sua home e' si una lista di link, ma con accanto tanta pubblicita', ed alla fine google guadagna piu' di quanto faccia il giornale nell'editare la notizia, ossia guadagna sul "diritto d'autore" (indirettamente).la domanda e': ma se questi servizi guadagnano tanto bene, significa che l'utenza preferisce questi, in confronto alla fonte da cui vengono i contenuti, pur se i contenuti sono gli stessi... sara' che questi servizi fanno meglio il lavoro "degli altri"?ormai gli editori sono entrati nell'ottica che internet=guadagno (tanto un cretino che lo usa c'e' sempre!), e stanno producendo materiale solo per creare nuove pagine su cui porre la pubblicita', ossia costoro sono al servizio della pubblicita' (soldi), e non del pubblico servizio (che sia a pagamento o gratis); dopo questa "regolamentazione" otterranno una vetrina piu' grande, visto che verranno oscurate quelle concorrenti, quindi avranno piu' introiti, e noi utenti un servizio piu' scadente.e se domani oscurassero anche l'informazione libera? quella che viene dall'utenza?se voglio sapere quanta neve e' caduta in trentino oggi posso andare sul blog di un appassionato meteorologo trentino, e sicuramente mi riporta la notizia in modo piu' veritiero e puntuale di quanto facciano alcuni articoli (bersagliati dalla pubblicita') che trovo sull'editoria profit, a gratis, oggi, ma solo perche' posso ottenerla a gratis da altri... domani che il mio meteorolo trentino preferito viene oscurato, la dovro' comprare...dopo la proposta (pseudo)antipedofilia,dopo il decreto bondi per lo (pseudo)equo compenso,dopo le dichiarazioni di DeB,la proposta Romani,ora manca solo che obblighino tutti ad avere internet ed a pagare un canone algli editori, non alle istituzioni (perche' almeno da queste possiamo pretendere un servizio decente, visto che lo stato e' il popolo).non e' autocrazia, e' dittatura : http://it.wikipedia.org/wiki/Dittatura(linko la wiki, finche' ancora ce lo permetteranno!)
          • Sgabbio scrive:
            Re: Gentile avv. Scorza, ho letto il decreto
            Scusa youtube non guadagna sui contenuti in se...
          • BPK scrive:
            Re: Gentile avv. Scorza, ho letto il decreto
            Quand'e' l'ultima volta che un giornalista ha pagato un extracomunitario per la notizia di una violenza sessuale da lui commessa?I giornali le notizie non le creano, sono da tramite, non responsabili, e ci guadagnano sopra.Idem per tutto il resto.
  • Franky scrive:
    La soluzione si chiama .....
    La soluzione si chiama:www.Europa.eu qualcuno si mobiliti contro la censura nelle sedi europeeappropriate contro questo scempio...cosi' come lo avete fatto per il crocefisso nelle scuole che lede la liberta' religiosa... (e l'Europa hastabilito che deve essere rimosso) cosi' come vi siete mobilitati per i costi di ricarica...dove l'unico paese in Europa a pagare tali costi era l'Italia...mobilitatevi anche contro questo scempio...
  • gibrovacco scrive:
    autoritarismo
    Leggete questo articolo prima che l'AGCOM lo faccia rimuovere:http://it.wikipedia.org/wiki/Autoritarismo
    • Lord Kap scrive:
      Re: autoritarismo
      - Scritto da: gibrovacco
      Leggete questo articolo prima che l'AGCOM lo
      faccia rimuovere:
      http://it.wikipedia.org/wiki/AutoritarismoNaturalmente si parte dal controllo palese delle fonti di informazione.-- Saluti, Kap
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