Contratto per il Web: 9 principi per un Web migliore

Nove principi e un contratto: Tim Berners-Lee chiede a istituzioni, aziende e cittadini di collaborare per costruire il futuro del Web.
Nove principi e un contratto: Tim Berners-Lee chiede a istituzioni, aziende e cittadini di collaborare per costruire il futuro del Web.

Da quello che è considerato il “padre del Web” (appellativo non contestabile) non si possono che ascoltare buoni consigli: il Web sta diventando grande, ma solo con i consigli del buon padre di famiglia è possibile renderlo robusto e in grado di affrontare il proprio futuro. Ecco perché i principi che Tim Berners-Lee offre al Web sono inevitabilmente importanti, punto di riferimento fondamentale per chiunque abbia a cuore le sorti di questa meravigliosa realtà.

Contratto per il Web

Non è solo questione di tecnologia e protocolli, anzi: all’interno di quel che è il “Contratto per il Web“, Tim Berners Lee e la Web Foundation hanno riversato una serie di aspetti molto variegati, differenziati in base ai referenti a cui mirano con il mantra comune del #WebWeWant:

Governi e istituzioni

  1. Consentire a tutti di connettersi
    Tra gli obiettivi previsti si indica un costo per 1GB di traffico minore del 2% degli introiti medi, entro il 2025  (laddove in Italia il reddito medio è poco oltre i 20 mila euro, il costo massimo mensile previsto sarebbe quindi di 33 euro, ma la situazione è ben differente in luoghi meno agiati, ove la connessione è un lusso che pochi possono permettersi);
  2. Internet deve essere sempre disponibile
    Comporre un quadro legislativo tale da impedire alle istituzioni di bloccare le comunicazioni online e fare in modo che la rimozione di contenuti illegali possa essere nel pieno rispetto dei diritti umani;
  3. Rispettare la privacy
    Proteggere la privacy e i dati delle persone, rendere limitato e proporzionato l’accesso delle istituzioni alle informazioni personali e supportare una cultura della privacy all’interno dei testi e delle pratiche legislative,

Aziende

  1. Rendere internet accessibile a tutti
    Evitare che possano crearsi fenomeni esclusivi, lavorare nella direzione di servizi e offerte di sempre maggior qualità, consentire la piena fruizione del Web senza limitazioni per alcuno;
  2. Rispettare la privacy per costruire la fiducia nel Web
    Restituire il controllo agli utenti affinché possano avere fiducia nel Web e nei suoi servizi, lavorare sull’accountability e rendere la privacy pienamente controllabile da chiunque in qualsiasi momento;
  3. Sviluppare tecnologie che supportino il meglio dell’umanità ed osteggino il peggio
    Operare in senso inclusivo, attraverso standard aperti e dialogo con le community, al fine di sviluppare report e protocolli d’azione che accompagnino l’evoluzione del Web in tal senso.

Cittadini

  1. Essere creatori e collaboratori sul Web
    Promuovere l’uso di licenze aperte, e produrre contenuti anche nel rispetto delle minoranze linguistiche;
  2. Costruire solide community che rispettano civiltà e dignità
    Operare per la civiltà del dialogo online ed educare le future generazioni sul tema, difendere la propria e l’altrui privacy, combattere contro abusi ed esclusioni;
  3. Combattere per il Web
    Il Web è un bene che lasceremo ai nostri figli, occorre quindi combattere affinché rimanga aperto, protetto dalle pressioni degli stati nazionali: raccomandato l’appoggio a fazioni politiche che facciano proprio questo principio.

Un apposito documento (pdf) approfondisce ogni singolo principio enunciato, affinché si possa divulgare piena consapevolezza di ciò che si intende con questo “contratto”.

Il documento conta già l’appoggio formale di nomi quali World Wide Web Foundation, EFF, Google, Facebook, Microsoft, Reporters Sans Frontieres, Twitter, W3C e altri ancora: chiunque può firmarlo, come azienda o come libero cittadino, per aumentare l’eco di questo appello e far propri i 9 principi. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale.

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25 11 2019
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