Per capire quanto un’idea abbia il potenziale di cambiare il mondo possiamo compiere uno sforzo d’immaginazione e tornare indietro di tre decenni. Un salto nel tempo fino al marzo 1989, per sbirciare quel che accadde tra i corridoi e i laboratori del CERN di Ginevra. È allora che negli uffici dell’istituto svizzero si è iniziato a discutere della proposta di Tim Berners-Lee per la creazione di un nuovo sistema dedicato all’organizzazione delle informazioni che di lì a breve avrebbe dato vita a ciò che oggi chiamiamo World Wide Web.

Il WWW non era una priorità

A differenza di quanto si potrebbe pensare, il documento che ha gettato le basi per la realizzazione della tecnologia non è stato immediatamente accolto con entusiasmo. A parlarne è Peggie Rimmer, supervisore di Berners-Lee per il periodo che intercorre tra il 1984 e il 1990, con un’intervista realizzata al fine di celebrare la ricorrenza odierna: i 30 anni del Web. Senza usare giri di parole afferma che la prima delle proposte avanzate, intitolata Mesh, fu letteralmente accantonata e non ritenuta una priorità. Lo stesso accadde con la seconda del maggio 1990. Semplicemente, il CERN era impegnato su altri fronti.

La proposta fu messa da parte perché eravamo molto impegnati con altre cose.

Va precisato che allora nessuno immaginava come l’idea avrebbe di lì a poco innescato la scintilla dell’innovazione conducendo alla nascita del Web. Oggi in quegli stessi corridoio c’è una targa celebrativa che omaggia gli spazi in cui il mondo online ha preso forma.

Negli uffici di questo corridoio sono state sviluppate tutte le tecnologie fondamentali del World Wide Web.

Parte del merito è da attribuire a Mike Sendall, responsabile dell’istituto che decise di acquistare il computer NeXT (prodotto dalla società di Steve Jobs dopo la sua uscita da Apple) che di lì a poco sarebbe diventato il primo server Web grazie all’aiuto fornito a Tim Berners-Lee dal collega Robert Cailliau, anch’esso ritenuto uno dei padri del WWW. I due, insieme, firmarono una terza proposta inoltrata ai vertici del CERN. 10 mila dollari di investimento circa per scrivere la storia: non male come investimento.

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  • maurizio scrive:
    cailliau, non cailliaum
    • bubba scrive:
      ma sopratutto potremmo smettere di associare il "computer next" (che poi manco esiste.. tecnicamente quello nelle foto era un nextcube) con la nascita del webbe, come se fosse un fattore determinante? gh Era un botolo nero (il 95% era bianco), del giro universitario (mach = cmu) ,apparentemente figo, nuovo ( e COSTOSO).. e gli e' capitato. Se avesse avuto una sun/3 (o sparcstation... a seconda del momento esatto dell acquisto) , veniva fuori uguale. Eh .. si ma il display postscript, l'object orientend? Beh e "NeWS" + open look che era? praticamente la stessa cosa :D
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