Core i9, sei core in cerca d'impiego

Un sito polacco ha testato in anteprima un campione dell'imminente Core i9 di Intel, rivelandone punti di forza e debolezze

Roma – Attesi sul mercato soltanto tra alcuni mesi, i processori Core i9 di Intel sono già finiti sul banco di prova di alcuni laboratori di hardware, tra i quali quello del sito polacco PCLab.pl , che in questa recensione ha sottoposto un esemplare di pre-produzione del chip a svariati test.

I Core i9, noti con il nome in codice Gulftown , poggeranno sull’architettura Westmere e useranno lo stesso socket dei Core i7 9xx ( Bloomfield ), dei quali si possono considerare un naturale aggiornamento. Si distingueranno dagli i7 per la tecnologia di processo a 32 nanometri, per l’adozione di un maggiore quantitativo di cache (12 MB), e per l’integrazione di due core aggiuntivi, per un totale di sei. Le frequenze di clock dovrebbero rimanere all’incirca le stesse di quelle dei Core i7: il clock del prototipo provato da PCLab.pl è di 2,8 GHz.

I risultati dei benchmark non fanno che confermare quanto si poteva già prevedere leggendo le specifiche del Core i9: questa CPU fornisce un reale incremento prestazionale solo in quelle applicazioni di calcolo intensivo che fanno largo uso del multithreading, quali codec multimediali e motori di rendering. In giochi, applicazioni per l’ufficio e programmi legacy l’aumento di performance è quasi sempre risibile.

Il prototipo di Gulftown ha fornito le sue migliori performance nella codifica video, e in modo particolare nella conversione da formato MPEG2 a formato H.264 utilizzando l’encoder x264: qui il vantaggio di performance, rispetto ad un Core i7 di pari clock, può raggiungere il 50%.

Ma Gulftown non offrirà solo qualche cavallo in più: grazie alla sua circuiteria a 32 nm, la nuova CPU promette di ridurre i consumi per watt e abbattere ulteriormente la dissipazione termica. Promesse peraltro confermate dai test di PCLab.pl , che a pieno carico hanno visto Gulftown consumare 226 watt contro i 250 watt di Bloomfield: niente male se si considera che il primo dispone di due core in più e di 4 MB in più di cache L3. Anche a livello di temperatura, il Core i9 è risultato il migliore tra le CPU a 2,8 GHz di Intel.

Per quanto riguarda infine l’overlock, PCLab.pl è riuscito a spingere il chip a circa 4,3 GHz e lanciare con successo il gioco Crysis .

I primi esemplari di Gulftown dovrebbero arrivare sul mercato nel terzo trimestre del 2010 o, al più tardi, nel corso della primavera. I prezzi saranno inizialmente molto elevati, confinando questa CPU nella nicchia delle workstation professionali e dei PC da gioco super pompati.

Alessandro Del Rosso

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  • Valeren scrive:
    Che razza di analisi è questa?
    Hanno preso i domini .it ed hanno incrociato l'area geografica dei proprietari per scoprire... Nulla.Grazie al BIP che gli umani aka persone fisiche stanno lontani dai .it, nessuno ha voglia di sbattersi tra fax e registrazioni con attivazione ad una settimana quando un .com / net / org è pronto in secondi.Discorso diverso per le aziende che possono anche volere il .it come identificatore del made in Italy.
    • cianoz scrive:
      Re: Che razza di analisi è questa?
      - Scritto da: Valeren
      Hanno preso i domini .it ed hanno incrociato
      l'area geografica dei proprietari per scoprire...
      Nulla.

      Grazie al BIP che gli umani aka persone fisiche
      stanno lontani dai .it, nessuno ha voglia di
      sbattersi tra fax e registrazioni con attivazione
      ad una settimana quando un .com / net / org è
      pronto in
      secondi.
      Discorso diverso per le aziende che possono anche
      volere il .it come identificatore del made in
      Italy.Staquoto a MILLE! Questa è proprio una tipica analisi italiota del mondo Internet: sembra fatta da politici, ovvero di gente che non sa di cosa parla. E si pavoneggiano pure di avere usato una metodologia unica in Europa! Analisi priva di fondamento e di alcuna utilità.
    • haha scrive:
      Re: Che razza di analisi è questa?
      - Scritto da: Valeren
      Hanno preso i domini .it ed hanno incrociato
      l'area geografica dei proprietari per scoprire...
      Nulla.

      Grazie al BIP che gli umani aka persone fisiche
      stanno lontani dai .it, nessuno ha voglia di
      sbattersi tra fax e registrazioni con attivazione
      ad una settimana quando un .com / net / org è
      pronto in
      secondi.
      Discorso diverso per le aziende che possono anche
      volere il .it come identificatore del made in
      Italy.Adesso ( da 1 mese più o meno) per attivare i domini .it non serve più nessun fax e nessuna lettera, viene attivato tutto in automatico come succedeva già con i domini .com / .net ecc ecc.
      • Valeren scrive:
        Re: Che razza di analisi è questa?
        Mi risulta che non sia esattamente così - cambia il destinatario a cui inviare la comunicazione - rendiamoci conto che la modifica arriva in pieno 2009Dopo che sono state create nuove estensioni perché le altre erano sature.Vista l'età di internet, l'italia ha scoperto il fuoco quando gli altri viaggiano nello spazio.
  • Poldo scrive:
    Il problema è la testa
    BMW e iPhone vendono sempre bene, e solo una delle due è una "nuova tecnologia" e non vende per quello, ma prima di tutto per il suo design.A molti italiani la reet non serve, come non servono i conti in banca con moviemnti contollati, le carte di credito etc etcGli italiani andranno avanti per secoli lamentandosi delle tasse e facendo lavoro nero, la rete è un acXXXXXrio inutile per tancti che compranoo ancora tutto denaro alla mano
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