Corea, test di massa per i robot da compagnia

Seoul lancia la sperimentazione: mille abitazioni ed asili saranno abitati da robot tuttofare. Primo passo verso l'obiettivo di mettere un robot in tutte le case, che il governo sudcoreano spera di realizzare entro il 2020
Seoul lancia la sperimentazione: mille abitazioni ed asili saranno abitati da robot tuttofare. Primo passo verso l'obiettivo di mettere un robot in tutte le case, che il governo sudcoreano spera di realizzare entro il 2020

Seoul – La robotizzazione di massa che il governo sudcoreano ha promesso di realizzare entro il 2020 è cominciata: il Ministero delle Tecnologie ha annunciato la prima sperimentazione di 1000 robot da compagnia , denominati provvisoriamente UCR. Un acronimo che sta per Ubiquitous Robotic Companion : i primi modelli di robot da compagnia verranno impiegati in nuclei familiari volontari, asili ed altri istituti pubblici.

La particolarità degli automi, progettati per mansioni di tipo sociale quali l’istruzione dei giovani, l’assistenza agli anziani e la sorveglianza, sta nella loro natura di client allacciati ad un server centrale . Ciascun URC sarà infatti connesso ad un network statale attraverso un collegamento senza fili alla Rete.

In questo modo, promettono i ricercatori impegnati nel progetto, “le risorse di calcolo necessarie al funzionamento saranno completamente condivise”. I robot in questione sono quindi dei thin client modulari dotati di vari apparecchi e sensori per l’interazione uomo-macchina: “Possiamo aggiungere nuovi moduli, funzionalità e servizi durante la sperimentazione”, ha detto Oh Sangrok, direttore del programma governativo per la ricerca robotica, “perché URC attinge tutte le sue capacità esclusivamente da postazioni remote”.

Gli URC sono in grado di riconoscere e sintetizzare la voce umana, condurre semplici conversazioni e ricercare informazioni su Internet in maniera programmabile. In ambito familiare e scolastico, si legge sul Korea Times , ogni URC potrà raccontare favole ai bambini, curarsi di piccoli animali domestici ed essere programmato grazie ad ordini impartiti con un telefono cellulare o via Internet. Dalla ricerca di informazioni fino alla lettura dei notiziari, URC potrà comportarsi come una specie di “maggiordomo tuttofare”.

“Fondamentalmente i singoli automi sono gusci vuoti”, ha spiegato il ricercatore, “capaci di muoversi e ricevere ordini: tutto il resto avviene tramite Internet”. Un rischio per la privacy degli utenti? Un problema che, almeno per il momento, non sono è stato affrontato pubblicamente.

La struttura decentralizzata e distribuita alla base del funzionamento di URC permette ad ogni modo un drastico abbattimento dei prezzi al dettaglio per questa tipologia di robot: secondo Oh, il costo di un URC potrà oscillare tra gli 800 ed i 1600 euro. Qualora il progetto e l’offerta dovesse avere un discreto successo, la “fase due” del programma di robotizzazione inizierà entro il primo quadrimestre del 2007, con la commercializzazione degli automi.

Per il momento, le attenzioni del gruppo di scienziati guidati da Oh Sangrok si limitano al territorio sudcoreano: questo non esclude che in futuro l’industria robotica della penisola asiatica, uno tra i paesi con maggior livello di tecnologizzazione diffusa, si possa affacciare al di là dei confini nazionali. L’intero settore gode di ricchi finanziamenti da parte dello Stato ed è opinione diffusa che gli scienziati sudcoreani abbiano il dovere “istituzionale” di primeggiare tra i vicini di Giappone e Cina sul mercato globale dell’automazione e della robotica.

Tommaso Lombardi

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02 07 2006
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