Crisi della RAM: una Raspberry Pi costa quasi come un Mac mini

Crisi della RAM: una Raspberry Pi costa quasi come un Mac mini

Rincari hardware sempre più evidenti: Raspberry Pi 500+ arriva a costare 410 dollari da listino, vicino ai Mac mini con chip Apple M3.
Crisi della RAM: una Raspberry Pi costa quasi come un Mac mini
Rincari hardware sempre più evidenti: Raspberry Pi 500+ arriva a costare 410 dollari da listino, vicino ai Mac mini con chip Apple M3.

Se mai ci fosse stato bisogno di un’ulteriore conferma di quanto la crisi della RAM stia picchiando forte, è appena arrivata dal catalogo di Raspberry Pi. Il brand è noto, tra le altre cose, per i suoi prodotti hardware estremamente accessibili in termini economici, ma uno dei suoi articoli di punta è appena arrivato a costare quasi quanto un Mac mini. Esatto, come il Mini PC di Apple.

Dispositivi sempre più cari, anche per Raspberry Pi

A segnalarlo è un interessante articolo pubblicato da Tom’s Hardware che prende in esame i rincari dell’ultimo periodo. Ne abbiamo scritto anche su queste pagine: la responsabilità è da attribuire proprio alla carenza dei componenti, una conseguenza diretta dell’accaparramento da parte delle Big Tech impegnate nella costruzione di nuovi data center.

Raspberry Pi 500+: un dettaglio del design

Il prodotto in questione è il 500+, presentato nell’autunno scorso. Di fatto è una tastiera che integra il comparto hardware di un computer, con 16 GB di RAM, unità SSD da 256 GB per lo storage, moduli per la connettività, porte fisiche e altro ancora. Da listino ufficiale è arrivato a costare 410 dollari, mentre il modello di Mac mini con chip M3 si trova anche a 430 dollari presso alcuni rivenditori. Una differenza davvero irrisoria, inimmaginabile fino a poco tempo fa.

A questo punto, la domanda è legittima: come fa Apple a evitare gli aumenti? Viene da chiederselo anche in relazione al recente lancio del MacBook Neo, il più economico della famiglia, nel momento in cui i portatili Windows continuano a diventare sempre più cari. È una dinamica legata a doppio filo sia all’architettura delle macchine della mela morsicata (l’utilizzo della cosiddetta memoria unificata), sia al posizionamento sul mercato che consente all’azienda di avere margini di guadagno più ampi e, di conseguenza, di assorbire l’eventuale impatto dei rincari della catena di fornitura. Per approfondire la questione rimandiamo all’articolo dedicato.

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Pubblicato il
2 apr 2026
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