Croce Rossa e attacchi informatici legati a COVID

42 firmatari dal mondo della politica, della tecnologia e dell'health care per una lettera che chiede un'azione di contrasto efficace al fenomeno.
42 firmatari dal mondo della politica, della tecnologia e dell'health care per una lettera che chiede un'azione di contrasto efficace al fenomeno.

La crisi sanitaria avvertita negli ultimi mesi a livello globale ha visto intensificarsi la frequenza e la virulenza degli attacchi informatici che hanno preso di mira sia i cittadini di tutto il mondo sia le istituzioni delegate alla tutela della salute, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con campagne di phishing e malware. A tal proposito, oggi il Comitato Internazionale della Croce Rossa chiede insieme ad altre realtà che i governi a livello globale si attivino per far fronte al problema senza indugiare oltre.

La lettera del CyberPeace Institute

La situazione è emergenziale poiché talvolta le azioni dei cybercriminali hanno ripercussioni dirette sulle strutture impiegate nella cura dei pazienti, finendo col metterne a repentaglio l’incolumità, senza contare i danni economici che possono provocare minacce come quelle rappresentate dai ransomware, sempre più spesso rivolte a istituzioni e industria piuttosto che ai singoli. Queste le parole di Peter Maurer, Presidente di ICRC (International Committee of the Red Cross).

Siamo nel mezzo della più grave crisi sanitaria della storia moderna e questi attacchi rappresentano un pericolo per l’intera umanità. Ci auguriamo che i governi di tutto il mondo si adoperino per confermare il loro impegno nel rispettare le regole internazionali che proibiscono azioni di questo tipo.

La lettera, redatta dal CyberPeace Institute (tra i fondatori ci sono Microsoft, Hewlett Foundation e Mastercard), è stata firmata da un totale pari a 42 esponenti dei mondi della politica, dell’industria e del settore online: tra questi anche Brad Smith (Presidente di Microsoft), Madeleine Albright (Segretario di Stato USA), Ban Ki-moon (ex Segretario Generale delle Nazioni Unite) ed Eva Chen (CEO di Trend Micro).

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