Coronavirus: il contagio passa anche dai malware

Campagne di phishing e malware che fanno leva sull'agitazione collettiva provocata dall'emergenza coronavirus: attenzione, online così come offline.
Campagne di phishing e malware che fanno leva sull'agitazione collettiva provocata dall'emergenza coronavirus: attenzione, online così come offline.

C’è chi è intento a lucrare sull’emergenza coronavirus non solo vendendo a prezzi gonfiati mascherine o gel igienizzanti, ma anche facendo leva sulla fame di informazioni che circonda il tema. L’allarme è stato lanciato da Shai Alfasi, ricercatore di Reason Labs, parlando di campagne di phishing e malware.

Coronavirus: massima attenzione, anche online

Le prime sono rivolte soprattutto alle aziende e giungono nelle caselle di posta elettronica sotto forma di messaggi che chiedono di effettuare il prima possibile un pagamento per completare l’ordine di materiale sanitario, sperando che qualche dipendente poco attento abbocchi all’inganno, magari approfittando di questo momento poco tranquillo. Per quanto riguarda invece il codice maligno, le minacce fin qui individuate sono distribuite attraverso differenti modalità.

La mappa del contagio da COVID-19 aggiornata al 11-03-2020

Alcuni mediante siti contraffatti creati ad hoc che mostrano informazioni a proposito del contagio, come la mappa relativa alla distribuzione dei casi accertati basata sui numeri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ricordiamo che la versione ufficiale è sicura è disponibile sulla piattaforma ArcGIS. Quelle alterate propongono il download di un eseguibile con la promessa di tenere l’utente costantemente aggiornato sull’evolversi dell’epidemia di coronavirus, puntando invece a sottrargli credenziali di accesso ai servizi online, dettagli sulle carte di credito, criptovalute e altri dati riservati. Secondo Alfasi questi attacchi vengono perpetrati attraverso malware già noti come AZORult, in circolazione ormai da qualche tempo (dal 2016).

Restando in tema citiamo i risultati della ricerca condotta da Check Point e pubblicati nei giorni scorsi: il 50% circa dei domini registrati con nomi o URL che includono riferimenti alla patologia viene impiegato per la diffusione di malware. Mai come in questo caso è necessario fare attenzione, anche online.

Raccomandiamo infine di far sempre riferimento a fonti istituzionali e canali ufficiali per tutto ciò che riguarda COVID-19, le imposizioni attuate per contrastarne la diffusione e le regole da seguire.

Fonte: Reason Labs
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