Cyber-rights? Il re è nudo

di Fiorello Cortiana - Cosa c'è da aspettarsi dalle modifiche della Legge Urbani? Se il popolo della rete davvero crede nei propri diritti è ora che lo dimostri
di Fiorello Cortiana - Cosa c'è da aspettarsi dalle modifiche della Legge Urbani? Se il popolo della rete davvero crede nei propri diritti è ora che lo dimostri


Roma – Con la presentazione di una serie di emendamenti al ddl 2980 da parte del relatore Asciutti e con la loro comunicazione pubblica da parte del Ministro Stanca si è meglio definita la battaglia parlamentare tra le majors musicali e cinematografiche, del resto già anticipata dal ddl Franceschini, corroborata dalla non meglio definita campagna della Presidenza del Consiglio dei Ministri contro la pirateria audiovisiva.

Attraverso la mobilitazione della rete e l’uso negoziale (e non di strumentale testimonianza) avevo ottenuto con la 2980 il ripristino di una civiltà giuridica coerente con la direttiva europea e, con l’istituzione della commissione interministeriale presieduta da Paolo Vigevano per conto di Stanca, un quadro di riferimento per un successivo lavoro parlamentare. Ora questi emendamenti che conservano il reato penale per il file sharing non commerciale togliendo la galera, pur con la “riduzione del danno” rispetto alla legge vigente, hanno due effetti/significati gravi.

Il primo è relativo alla rottura di un esplicito accordo che mi ha visto contribuire alla stesura della 2980 al fine di azzerare un obbrobrio per partire con un lavoro parlamentare di ampio respiro alla luce dei risultati della “commissione Vigevano”.

Il secondo riguarda il merito degli emendamenti che prefigura in via pregiudiziale il possibile lavoro parlamentare intorno alla relazione tra diritto d’autore e rete. Adesso in sede di commissione anch’io presenterò due emendamenti: uno per ripristinare la natura amministrativa del reato e l’altro per iniziare ad introdurre i “creative commons” come tutela autoriale in rete.

È chiaro che comunque abbiamo interesse a cambiare la legge vigente, ma è altrettanto chiara la miopia prepotente delle major e la sua capacità pervasiva trasversale ai poli.

È bene che la rete chieda conto al ministro e alla sua maggioranza delle ragioni della modifica della 2980 che è una proposta del Governo e non dei verdi! Così come ha efficacemente chiesto conto a Dario Franceschini della sua proposta. Forse ora coloro che dicono “io lo sapevo….i politici sono tutti uguali…Cortiana ci ha usati per farsi bello” possono capire che la situazione è più complicata e che siamo, tutti noi navigatori, all’inizio di un processo di conflitti per il riconoscimento e l’estensione dei diritti.

Se non c’è un blocco sociale che condivide ed esige dei diritti nessuno lo farà per lui, anzi coloro che vedono messe in discussione delle rendite di posizione consolidate reagiscono conseguentemente. La questione, come la rete, non riguarda solo l’Italia ma l’Europa ed il pianeta tutto. Dal copyright ai brevetti sul software si diffondono insieme alla consapevolezza anche delle buone pratiche, dal flat di Gilberto Gil in Brasile alla battaglia del Parlamento europeo e dei parlamenti d’Europa contro le multinazionali del software e la loro pretesa di controllo degli alfabeti digitali.

Perchè mollare ora quando abbiamo un futuro da guadagnare? Noi non molliamo e cerchiamo di andare oltre la riduzione del danno…e togliere quattro anni di galera è già una buona cosa.

Vogliamo darci ancora qualche giorno per un’ampia consultazione con tutte la associazioni e con “il popolo della rete” per decidere se sia il caso di mantenere la deliberante, con una consapevolezza che deve essere di tutti: qualcuno ha rotto un patto preso in Parlamento, e credo che si debba assumere una grande responsabilità politica. Spero che la comunità che si è opposta al Decreto Urbani sappia mobilitarsi verso chi ha fatto questo grave errore.

Fiorello Cortiana
Senatore dei Verdi nonché presidente dell’Intergruppo bicamerale sull’Innovazione tecnologica

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03 02 2005
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