D-Elite, prospettive di galera per uno sharer

Nuovi sviluppi per una delle operazioni anti-condivisione più discusse degli ultimi anni. L'FBI individua un nuovo presunto colpevole, che potrebbe pagare molto cari quei clic di troppo. La bastonata di Star Wars

Roma – La copia pirata di Star Wars Episodio III , messa in rete come download su BitTorrent prima ancora della distribuzione nei cinema, continua ad essere fonte di guai per gli uploader di Elite Torrents .

Il popolare tracker americano fu preso di mira nel 2005 nell’ambito della famosa operazione D-Elite , la prima azione di contrasto alla pirateria telematica su BitTorrent condotta dall’FBI. Gli effetti di D-Elite hanno continuato a farsi sentire nel corso del tempo, e ora un nuovo utente si è dichiarato colpevole della distribuzione dell’infame bootleg di Episodio III.

An Duc Do, venticinquenne di Orlando, Florida, ha confessato di aver contribuito all’upload davanti alla corte del Distretto Orientale della Pennsylvania, confermando le accuse a suo carico di cospirazione e infrazione di copyright .

Duc Do va dunque a far compagnia a Scott McCausland, Grant Stanley, Sam Kuonen, Scott D. Harvanek e gli altri condivisori attivi al tempo su Elite Torrents, tutti accusati per la diffusione non autorizzata di Episodio III in pre-release , con pesanti implicazioni criminali secondo la normativa del Family Entertainment Copyright Act .

L’uomo dovrà ora attendere il 27 febbraio del 2008, data prevista della sentenza, per venire a conoscenza della pena comminatagli. Il fatto di dover affrontare accuse di tipo penale fa rischiare a Duc Do fino a 10 anni di carcere assieme a una multa di 500mila dollari sonanti.

Alfonso Maruccia

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  • maria scrive:
    è capitato anche a me
    A casa mia succedeva quello che capitato a lei e sua moglie. Non ho risolto gran che con la dipendenza, ma mi sono separata dopo trenta anni di matrimonio non è stato semplice. ho subito delle cose veramente vergoniose per il mio carattere, ma il male che si è fatto lui e peggiore della mia morale. si perchè non hanno più niente da buttare e arrivano fino a non avere più dignità pochi possono aiutarli. Pensi alle sue figlie e per sua moglie provi a chiedere aiuto al suo medico di condotta che le consiglierà il dafarsi.Ho avuto il mio medico che ci aiutati ma le cose sono veramente serie però già avere un medico per poter parlare è stato veramente di aiuto per me, per lui e ancora più importante poter ricorrere per andare avanti.Auguri
  • gianni allegretti scrive:
    dipendenza da internet e second life
    vivo in prima persona, insieme alle mie due ragazze, una di 13 e l'altra di 18 la dipendenza di mia moglie da second life. Da circa sei mesi lei è immersa a tempo pieno (anche fino a 15 16 ore al giorno) in quello che oramai si può definire la sua vita reale!!!!!!!!!! A nulla sono valse le raccomandazioni e le nostre preoccupazioni, discussioni che han portato dopo 25 anni di convivenza ad una semirottura coniugale. Io sono sempre al suo fianco in maniera discreta ma sempre disponibile, sono sempre qua al fianco delle mie figlie che piu di ogni altro han bisogno della presenza non solo fisica e non solo per pochi minuti al giorno della propria madre. Si è perfino sposata virtualmente e col suo avatar-marito trascorre gran parte di quelle 15 16 ore al giorno tralasciando qualsiasi attività relale, famiglia, casa, lavoro, amici. AIUTO!
    • Giada Rosca scrive:
      Re: dipendenza da internet e second life
      Carissimo, ti scrivo in quanto sono da pochi giorni uscita da questo incredibile incubo: il tunnel di Second Life, il mio primo log-in lo feci circa 10 mesi fa, insieme al mio fidanzato; i primi tempi vagavo con il mio avatar per land italiane, con il tempo trovai vari modi per guadagnare diversi lindens (costruzioni shop ecc) così facendo ho avuto modo di abbellirmi e costruirmi una vita sociale in questo mondo parallelo, presto la possibilità di poter essere e poter fare quello che la realtà non ti permetteva. Si è rivelato il mio peggior nemico; senza che me ne accorgessi le ore che trascorrevo al pc aumentavano (sono arrivata a rimanere collegata fino alle 6 del mattino) a nulla sono serviti i richiami del mio fidanzato e dei miei genitori... ero assolutamente estraniata da tutto quello che mi circondava nella realtà, qualsiasi cosa facessi durante l'arco della giornata doveva essere fatto velocemente per potermi collegare su second life il prima possibile, il rapporto con gli altri andava peggiorando di giorno in giorno ero intrattabile...verso ottobre ho avuto anche alcune crisi di nervi con conseguente ricovero all'ospedale ero arrivata al culmine io lo sapevo ma non lo ammettevo ne con gli altri ne con me stessa...infine una settimana fa ho vuotato il sacco e staccato drasticamente con questo mondo virtuale, che in fin dei conti, non ti da nulla, ma ti chiede tanto.Stai vicino a tua moglie aspetta si paziente e sappi che solo lei da sola può capire quanto nocivo possa essere trascorrere troppo tempo su second life...
  • dubbioso scrive:
    che crescano a cambino le cose
    spero si butteranno in politica su second life e manderanno a riabilitarsi mangiando banane i loro genitori.
  • pippo franco scrive:
    Cellulare
    In Italia ci sarebbe bisogno di qualcosa del genere per curare la dipendenza da cellulare.
  • alfa beta scrive:
    internet = droga = vietare internet
    internet = droga = vietare internetalla fine cercheranno di far passare questo concetto.
    • Categorico scrive:
      Re: internet = droga = vietare internet
      Stranamente però nel caso della nicotina l'equazione non viene mai spinta alle estreme conseguenze, tutt'al più vengono estesi i divieti e aumentate le tasse, ma una scappatoia che consenta al nicotossico di soddisfare il vizio si lascia sempre, tanto gli basta la "pausa tossica" all'aperto, pure in pieno inverno.
      • Alessandra Belluomini scrive:
        Re: internet = droga = vietare internet
        Infatti Categorico. E' qui il punto: al "nicotossico" basta una pausa, ma anche no. Puo in ogni caso svolgere le sue attività quotidiane benchè intossicandosi.I "malati della rete" sono spesso persone fragili, con problemi che vanno al di là della dipendenza da internet ma che comunque vengono assorbite in un mondo FITTIZIO. Il problema è un po' più grosso se me lo concedi.L'errore che si può commettere è il coniderare questa dipendenza come fine a se stessa: le cose sono molto più complesse.- Scritto da: Categorico
        Stranamente però nel caso della nicotina
        l'equazione non viene mai spinta alle estreme
        conseguenze, tutt'al più vengono estesi i divieti
        e aumentate le tasse, ma una scappatoia che
        consenta al nicotossico di soddisfare il vizio si
        lascia sempre, tanto gli basta la "pausa tossica"
        all'aperto, pure in pieno
        inverno.
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