USA, condannato al carcere per link BitTorrent

Non era mai accaduto: pesante la sentenza contro un utente accusato di spacciare link torrent. Passerà cinque mesi dietro le sbarre. In Finlandia gli operatori di un sito BitTorrent ne escono in modo del tutto diverso

Wise (USA) – “Wise” in inglese significa “saggio” ma la cittadina da cui proviene, Wise appunto, non è stata di buon auspicio per il 23enne Grant Stanley, condannato in questi giorni da un tribunale americano per aver messo in piedi e gestito un sito di link . Si tratta della prima condanna in assoluto negli States per il gestore di un sito dedicato agli utenti BitTorrent , una sentenza che prevede cinque mesi di carcere , altrettanti di arresti domiciliari, tre anni di libertà vigilata con accesso condizionato ad Internet e 3mila dollari di multa.

Della condanna informa il Ministero della Giustizia americano : Grant avrebbe ammesso di aver gestito, in associazione con altri, il sito EliteTorrents.org e di aver violato il Family Entertainment Copyright Act . A poco è valsa la tesi della difesa secondo cui Grant non aveva creato il sito che indicizzava link per scopo di guadagno: l’idea dell’accusa degli studios della MPAA sposata dal giudice è che comunque Grant avrebbe ottenuto un vantaggio commerciale perché non avrebbe pagato per materiali protetti da diritto d’autore diffusi tramite il proprio sito.

Grant, il cui sito era stato sottoposto a sequestro da parte dell’FBI più di un anno fa, è stato all’epoca denunciato all’autorità giudiziaria nel corso di una operazione denominata D-Elite , che ha colpito anche altri due utenti ritenuti “associati” di Grant nella gestione del sito. L’operazione, osserva The Register , era scaturita dal fatto che il sito si era messo in evidenza per aver ospitato, a sei ore dall’uscita ufficiale del film nelle sale, un link ad un download dell’ultimo episodio della saga Star Wars .

A detta della MPAA e del ministero della Giustizia, il sito avrebbe avuto 133mila utenti registrati e “facilitato la distribuzione illegale di più di 2 milioni di copie di film, software, musica e videogiochi”. A dar conforto all’FBI sulla popolarità del sito il fatto che, nella prima settimana dal sequestro, la home page che riportava l’annuncio dell’operazione della polizia sarebbe stata letta, secondo il Ministero, quasi mezzo milione di volte.

Che i dati raccolti dalla MPAA siano stati ritenuti fondamentali dall’FBI lo dice lo stesso Ministero, come nota Ars Technica , quando afferma che “la Motion Picture Assocation of America ha fornito un supporto sostanziale a questa inchiesta”. “La cosa curiosa – scrive Autistici/Inventati – è che nessuno degli utenti (ovviamente) che attualmente scambiava file è stato interessato dall’operazione, mentre la sentenza colpisce chi amministra un sito in cui utenti si scambiavano semplici informazioni di per sé innocue, come settaggi di programmi e suggerimenti per ottimizzare i propri download”.

Va detto, come si legge su Afterdawn.com , che già all’epoca dell’operazione D-Elite il Ministero riteneva il sito un vero e proprio fucile puntato sull’industria dei contenuti americani. “Con le azioni esemplari di oggi – spiegava un funzionario del Ministero – (..) è stato fermato un gruppo di criminali” (..) “Il nostro scopo è di chiudere queste operazioni illegali il prima possibile per fermare i seri danni finanziari alle vittime di questa pirateria ad alta tecnologia, la gente che lavora per produrre queste opere protette dal diritto d’autore”.

“Questo è il primo caso criminale di azione contro la violazione del diritto d’autore su una rete P2P commessa tramite tecnologia BitTorrent – ha dichiarato il procuratore americano John Brownlee – Speriamo che questo caso mandi un messaggio, quello che il cyberspazio non fornisce la protezione dell’anonimato per chi sceglie di violare le nostre leggi sulla proprietà intellettuale”.

Vista la pesante sentenza contro Grant, ora la comunità BitTorrent si chiede cosa accadrà agli altri utenti invischiati in un processo penale dopo D-Elite. Il prossimo 12 dicembre, informa TorrentFreak , arriverà la sentenza per Scott McCausland, considerato un “avido frequentatore” del sito.

In modo del tutto diverso si è svolto in Finlandia il processo contro 21 utenti BitTorrent conclusosi con una condanna. Di seguito i dettagli. Per la Finlandia si tratta di un caso senza precedenti: la condanna di 21 persone che a vario titolo operavano con e sul sito FinReactor chiuso dalla polizia finlandese nel 2004 non ha precedenti sebbene si sia risolta in modo del tutto diverso di come è andata al gestore di EliteTorrents .

Sono infatti 21 gli operatori di FinReactor condannati nelle scorse ore da un tribunale di Turku che ha utilizzato nel processo sia le prove raccolte dall’associazione finlandese dei discografici Teosto sia quelle contenute negli hard disk e negli altri supporti che all’epoca furono sequestrati dalla Keskusrikospoliisi , la polizia finlandese.

Il giudice ha ritenuto 14 di loro colpevoli di violazioni alle norme sul diritto d’autore e gli altri 7 di aver operato al fine di favorire queste violazioni. Secondo il tribunale, il sito era il più popolare nel suo genere nel paese, contava almeno 10mila iscritti e per questo ai 21 verrà chiesto di versare nell’insieme 700mila euro come compensazione, a copertura dei danni subiti dall’industria e delle spese legali.

Va detto che alcuni dei condannati sono minorenni , una evidenza che non sembra aver mitigato l’impostazione della condanna ma che certo non aiuta la reputazione dell’industria discografica nella comunità Internet.

In una nota l’associazione internazionale dei discografici IFPI parla di “verdetto esemplare”. A detta di IFPI il magistrato che ha presieduto il caso ha ritenuto che tutti i coinvolti fossero consapevoli che il materiale messo a disposizione fosse illegale e che quindi hanno volontariamente agito al di fuori della legge.

Ad aggravare la posizione processuale dei gestori del sito, il fatto che agli utenti iscritti veniva richiesto di pubblicare un numero minimo di link a materiali da scaricare per poter mantenere attivo il proprio account sul sito.

A nulla è servita la tesi della difesa secondo cui l’attività del sito si fondava sulla semplice pubblicazione di link e non sullo scambio di materiale protetto tra gli accusati. “Il tribunale – sostiene IFPI – ha dichiarato che il servizio debba essere visto nel suo insieme e ha condannato gli imputati in quando coinvolti direttamente o essenzialmente nelle attività abusive condotte dagli utenti del servizio”.

IFPI ritiene inoltre che negli ultimi tre mesi di attività del sito i file scaricati nel complesso comprendevano 16mila videogiochi, 136mila film e 274mila album discografici. “Questa stima – dichiara IFPI – è basata solo sui download completati”.

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  • Jean Valjean scrive:
    venderci internet come la mortadella?
    perché pensate che non ci siano riusciti?http://www.google.com/intl/en/press/intl-zeitgeist.html#it(mi raccomando, non cliccate sui link alle ricerche...)
  • Anonimo scrive:
    NObLOGS.org
    Grandissimi AI!http://geekplace.org/index.php?m=news&titolo=AI_-_Nuovi_arrivi!_Blog_e_Bookmark&id=10
  • Anonimo scrive:
    Mantellini sbaglia
    Proprio l'esempio che porta di "Vox" è perfetto per dimostrare quanto si sbaglia: una piattaforma che aggrega contenuti e servizi web resi disponibili da altri siti e servizi sul web.Qui non c'è più l'hyperlink tra un documento e l'altro che Tim Bernes Lee ha costruito al Cern.Qui abbiamo addirittura il concetto opposto: "tiro" verso il mio sito contenuti presenti e distribuiti in altri siti, e li impagino secondo la mia logica. Ma come succede con "YouTube" o "Flickr" non attiro solo i contenuti, ma addirittura mi porto in casa interi componenti applicativi, pezzi di software.Possiamo discutere se ci piace o meno il nome "Web 2.0", ma non c'è dubbio che ciò che sta succedendo è un bel salto in avanti rispetto al web originale (che ho visto nascere).Siamo oltre l'iper-testo. Al limite abbiamo una sorta di "iper-applicazione" con cui gli utenti possono manipolare i contenuti in modo molto più attivo e dinamico di quanto tutti avevamo previsto.
  • Anonimo scrive:
    Vasca da bagno
    Convinti di navigare nell'oceano stiamo invece nella vasca da bagno.In verità, non ci interessa guardare oltre il bordo della vasca.
  • Anonimo scrive:
    Rimpiago i newsgroup
    Ai tempi volevo parlare di politica e andavo su it.politica ... adesso è tutto più bello&colorato ma troppo diviso fra migliaia di siti blog forum etc ... meno caos ma ognuno nel suo orticello...Divide et impera?
  • LaNberto scrive:
    Differenze tra web 1.0 e web 2.0
    vi linko un interessante pezzo di Jeff Zeldman sulle possibili differenze tra web 1.0 e web 2.0E' molto istruttivohttp://www.zeldman.com/2006/10/17/web-20-thinking-game/i punti migliori a mio avviso sono:Web 1.0: Crap sites on Geocities.Web 2.0: Crap sites on MySpace.Web 1.0: Pointless Flash widgets.Web 2.0: Pointless Ajax widgets.Web 1.0: Developers whinging about Netscape users who wont upgrade to Internet ExplorerWeb 2.0: Developers whinging about Internet Explorer users who wont upgrade to Firefox
  • picchiatello scrive:
    1.0. 2.0 ?
    web 1.0. o 2.0 ? Sono soltanto dei caratteri commerciali, ma quel che non mi spiego e' che io non trovo questa grade collaborazione da parte delle società che "vendono" il proprio prodotto nel web.Per carità esistono si dei bellissimi siti pubblicitari che decantano la varietà di questo o di quel prodotto hardware o di questo e quel prodotto software , ma alla resa dei conti per avere delle informazioni tramite email puoi aspettare svariate settimane e se per caso Ti capita di avere a che fare con un prodotto che non funziona addirittura mesi, quando non risulta proprio impossibile a priori.I portali sono sempre esistiti certo cambiano forma qualche servizio in piu' gratis ora, piu' avanti a pagamento quando avranno una clientela affezionata, ma pubblicare un video od un file wav vivaddio non mi pare quell'enorme salto in avanti.........Pubblico/riservato= sinceramente non credo proprio nel riservato nel web (vedi anche la questione di queste settimane telecom) essendo piu' volte i server di questi "portaloni" manomessi in poche ore......
  • Anonimo scrive:
    web1 web2 ipv4 ipv6
    il salto tecnologico ci sarà quando si daranno latenze bassissime e banda in upload ...che garantirà VOIP di alta qualità , la possibilità di accedere dall'ufficio,o da un cellullare alla domotica della propria casa .
  • Anonimo scrive:
    La novità c'è...
    Ritengo che il Web 2.0 sia una vera novità. Possiamo avere pregiudizi e non accettare questa realtà, possiamo non voler etichettare il web con numeri stile "sviluppo software", possiamo asserire che le tecnologiche sotto all'cappello Web 2.0 sono tante e sopratutto sono presenti da svariati anni e non sono novità appena uscite sul panorama web resta il fatto che le novità ci sono.Prima di tutte il modo in cui si utilizzano queste tecnologie e soluzioni(ajax, blog, wiki) e il modo in cui si possono fondere (mashup) generando nuovi servizi partendo da sorgenti esterne.Guardiamo un po' a com'è gia cambiato il rapporto Utenti
    Azienda. Prima erano solo queste ultime a fare informazione e a produrre contenuti. Adesso sono gli utenti al centro e le aziende si devono adattare ai loro comportamenti ed abitudini (come in realtà avrebbe dovuto sempre essere).
    • Anonimo scrive:
      non basta dirlo perchè lo sia.
      - Scritto da:
      Ritengo che il Web 2.0 sia una vera novità.
      Possiamo avere pregiudizi e non accettare questa
      realtà, possiamo non voler etichettare il web con
      numeri stile "sviluppo software", possiamo
      asserire che le tecnologiche sotto all'cappello
      Web 2.0 sono tante e sopratutto sono presenti da
      svariati anni e non sono novità appena uscite sul
      panorama web resta il fatto che le novità ci
      sono. pià o meno mi dici "anche se tu dici di no, io dico di si"e questo non mi pare un "argomento" ;)
      Prima di tutte il modo in cui si utilizzano
      queste tecnologie e soluzioni(ajax, blog, wiki) il modo dipende dalla gente :)un blog non è che un sito, e l'incapacità dei webmaster di ieri non rende meno "ipertesto" quello che vedi su web.ieri le piattaforme di "blogging" si chiamavano solo "editor html via web".ti chiedevano cosa vuoi mettere su ecc eccil wiki è più complesso, ma non si basa su niente che non esistesse quando il web è nato.qualsiasi gestore di gateway nntp fatto in CGI può testominiarlo
      e
      il modo in cui si possono fondere (mashup)
      generando nuovi servizi partendo da sorgenti
      esterne.mi fa un po' ridere :)ma forse non ne ho ancora tratto grande giovamento.mi fai 7 esempi epocali di meshup che creano davvero qualcosa di nuovo?
      Guardiamo un po' a com'è gia cambiato il rapporto
      Utenti
      Azienda. guardiamolo, ma non lo vedo come tu lo descrivi.
      Prima erano solo queste ultime
      a fare informazione e a produrre contenuti.questo non è cambiato.semmai ci sono nuove attenzioni ai contenuti altrui, ma questo non è affatto cambiato
      Adesso sono gli utenti al centro assolutamente nole aziende - a volte - osservano, ma producono comunque il proprio contenuto istituzionale e a quello si attengono in tutta la loro struttura.
      e le aziende si
      devono adattare ai loro comportamenti ed
      abitudini (come in realtà avrebbe dovuto sempre
      essere).forse ne terranno vagamente conto, ma la vita continua a svolgersi nella realtà.alcuni (a mio avviso e credo anche secondo te i più intelligenti) lo facevano ieri e continuano a farlo oggi.Per il resto i canali comunicativi ed informativi non sono cambiati molto.solo un mezzo, per quanto non mi stia particolarmente simpatico, è davvero differente dallo stile al contenuto rispetto a prima e si tratta di flash. Flash produce e veicola contenuti statisticamente differenti , con un nuovo linguaggio, mediamente con una dinamica differente dal resto dei messaggi passati con altri canali comunicativi.Non so quanto considerarlo utile.Di certo è stato qualcosa di nuovo.
      • gerry scrive:
        Re: non basta dirlo perchè lo sia.
        - Scritto da:

        Prima erano solo queste ultime

        a fare informazione e a produrre contenuti.

        questo non è cambiato.
        semmai ci sono nuove attenzioni ai contenuti
        altrui, ma questo non è affatto
        cambiatoPersonale opinione:Quando volevo un gingillo tecnologico (mettiamo un bel lettore DVD) una volta andavo in negozio e chiedevo al commesso.Adesso vado su internet, scelgo 2 o 3 modelli e cerco i commenti degli utenti sui NG, sui forum e sui siti di vendita on-line.Questo per me è l'utenza che produce informazione.
        • Anonimo scrive:
          Re: non basta dirlo perchè lo sia.
          Esatto. E come lo fai tu, lo fa l'utente medio di internet. Ormai si va nei negozi con le idee chiare su cosa si vuole e sulle caratteristiche del prodotto, si cerca solo il posto dove costa meno. Chi si affida al commesso è solitamente colui che non utilizza internet per documentarsi ed informarsi.E' sui blog che si parla dei prodotti, ed è la gente (= il consumatore) che esprime la proprie preferenza raccontando l'esperienza vissuta.Magari un'azienda potra anche rifiutarsi di vedere cosa sta succedendo su internte e quali sono le nuove forme di comunicazione, ma gli utenti continueranno a parlare di lei e dei suoi prodotti. Se si continuano a produrre siti vetrina (=brochure online) non si arriverà mai a trarre vantaggio da chi acquisterà i prodotti. Fatevi un giro sul blog di Ducati dove il proprietario si mette in gioco interagendo con i sui clienti ed appassionati del settore.
          • Anonimo scrive:
            Re: non basta dirlo perchè lo sia.

            Fatevi un giro sul blog di Ducati dove il
            proprietario si mette in gioco interagendo con i
            sui clienti ed appassionati del
            settore.Ottimo esempio.Comunque al momento parlare di webduepuntoblablabla dall'Italia è senza senso. Negli USA è una vera rivoluzione, se non una seconda bolla, che potrebbe arrivare a cambiare i giornali e la televisione.In Italia forse si sente qualche lontano eco.
      • Anonimo scrive:
        Re: non basta dirlo perchè lo sia.

        il modo dipende dalla gente :)
        un blog non è che un sito, e l'incapacità dei
        webmaster di ieri non rende meno "ipertesto"
        quello che vedi su web.
        ieri le piattaforme di "blogging" si
        chiamavano solo "editor html via web".Non sono d'accordo. Un editor html via web è un po' più di un blog. Lo vedo associabile ad un sistema di CMS piuttosto. E l'immediatezza della produzione dei contenuti e relativa gestione via interfaccia web è decisamente migliore su di un blog (vedi wordpress) che su di un CMS (vedi Joomla).
        mi fai 7 esempi epocali di meshup che creano
        davvero qualcosa di
        nuovo?Esempi, forse non epocali, li puoi vedere ovunque scrivendo Web 2.0 mashup sull'amico Google. Di epocale invece definirei la possibilità di fare proprio mash up, di utilizzare API di grossi fornitori per lo sviluppo di un servizio. Usare le api di google per la gestione di un servizio (es www.duespaghi.it) è un esempio. Io non potrò mai lavorare sull'archiviazione di mappe satellitari. Questo lo lascio fare a Google. Io mi prendo solo i benefici del suo lavoro e creo qualcosa di mio. E' la filosofia che è completamente diversa.
        questo non è cambiato.
        semmai ci sono nuove attenzioni ai contenuti
        altrui, ma questo non è affatto
        cambiatoCorretto che ci sia una nuova attenzione, ma parte dall'utente e non più dall'azienda questa attenzione
        forse ne terranno vagamente conto, ma la vita
        continua a svolgersi nella
        realtà.Mi sembra una banalità ;).Basti pensare alle aziende che vendono prodotti propri.La gente è piu propensa a fidarsi del sentito dire da un utente che ha acquistato un prodotto piuttosto che credere alla pubblicità che l'azienda di vuole far assorbire. E l'opinione di qualcuno che si è trovato male con un prodotto vale molto più di un'opinione positiva.
        solo un mezzo, per quanto non mi stia
        particolarmente simpatico, è davvero differente
        dallo stile al contenuto rispetto a prima e si
        tratta di flash. Flash produce e veicola
        contenuti statisticamente differenti , con un
        nuovo linguaggio, mediamente con una dinamica
        differente dal resto dei messaggi passati con
        altri canali
        comunicativi.
        Non so quanto considerarlo utile.
        Di certo è stato qualcosa di nuovo.Qui però si parla di una nuova tecnologia. Ben diverso da Web 2.0 che non ha al suo interno alcuna innovazione tecnologica o linguaggi di programmazione nuovi (a parte Ruby ma è altra cosa). Inoltre Flesh è uno strumento che si implementa tramite programmazione. Non mi sembra che serva per la creazione di gruppi o l'interazione tra utenti diversi, cosa alla base del Web 2.0, argomento di questa discussione (anonimo) :)
  • Anonimo scrive:
    Ha ragione BernersLee
    Tutto quello che fa il web 2.0 è ottimizzare sempre di più la comunicazione tra le persone come lee e gli altri l'avevano sempre voluta. Certo chi va contro questo che senso ha che stia nel web?
  • Anonimo scrive:
    social networking
    dov'è la novità rispetto a nwn?
  • afiorillo scrive:
    La differenza tra 1.0 e 2.0...
    ...la fanno il broadband e le flat. Punto. Per chi ce li ha, ovviamente.
    • Anonimo scrive:
      Re: La differenza tra 1.0 e 2.0...
      Gia' ho odiato flash con tutto il cuore!Ma anche oggi non si scherza,certi siti sono fogne aperte che sparano banner a dx e a manca :/
      • Anonimo scrive:
        Re: La differenza tra 1.0 e 2.0...
        - Scritto da:
        Gia' ho odiato flash con tutto il cuore!Ma anche
        oggi non si scherza,certi siti sono fogne aperte
        che sparano banner a dx e a manca
        :/Flash è niente... hai mai provato ad andare su robe come www.swarmthe.com ??? Da tagliarsi le vene...
      • Anonimo scrive:
        Re: La differenza tra 1.0 e 2.0...
        - Scritto da:
        Gia' ho odiato flash con tutto il cuore!Ma anche
        oggi non si scherza,certi siti sono fogne aperte
        che sparano banner a dx e a manca
        :/adblock! ;)
    • picchiatello scrive:
      Re: La differenza tra 1.0 e 2.0...
      - Scritto da:

      multibrowser che limitarsi a riempire di effeti
      una pagina. se sbaglio
      correggetemi.

      Andrea "Hermes"Quoto.....Penso che fare siti multibrowser costi..., fare siti multibrowser e con contenuti costi molto e devi avere una buona squadra.Alla fine magari si predilige "farsi" fare il sito da una terza parte e poi non implementarlo perche poi costa tempo e fatica e non si hanno in casa elementi in grado di gestirlo.
      • Anonimo scrive:
        Re: La differenza tra 1.0 e 2.0...

        Penso che fare siti multibrowser costi...Assolutamente no. Basta rispettare i banalissimi ed elementari standard del W3C. E tutti i browser (magari anche IE7, ancora non l'ho provato) son contenti...
  • Anonimo scrive:
    è terminologico anche il blog e RSS
    tutto ciò che assomiglia al blog è - lo dico subito ? ... una mera convenzione terminologica .come il filesharing, tutto sommato, non è che una facilitazione al search + ftp bbscerto, li qualcosa è cambiato.ma un blog che è? un sito personale con un coso-aggiorna-tutto facile da usare.cosa che offriva anche XOOM 8 anni fa e oggi google pages."web builders" li chiamavano :) mera convenzione terminologica li definirei io, tutti questi cosi :)Ma è vero che di mera convenzione terminologica si parla ogniqualvolta si utilizza un qualsiasi vocabolo. Il problema di tanta gente d'oggi è che credono di poter reinventare il significato delle parole che "fanno figo" (e non mi riferisco alle tecnologia, ma al vocabolario pre-elettricità) senza curarsi del fatto che per il resto della popolazione (o altri come loro) significa qualcosa di diverso : cosa che genera la vera babele."Ho detto questo"no, tu hai detto questo.eh appunto! io ho detto questo.si ma questo significa ABCmaccheccazzodici questo significa CDEF !Ok, vediamo che dice il dizionario!malalinguasievolvesi ma mica sei tu quello che la reinventa, ciccio.
    • Anonimo scrive:
      Re: è terminologico anche il blog e RSS
      La continua ricerca di cose nuove ci porta a strappare le etichette dai barattoli per ri-incollarle le nuove che hanno sostanzialmente il colore diverso...Stasi assoluta?
      • Anonimo scrive:
        Re: è terminologico anche il blog e RSS
        - Scritto da:
        La continua ricerca di cose nuove ci porta a
        strappare le etichette dai barattoli per
        ri-incollarle le nuove che hanno sostanzialmente
        il colore
        diverso...
        Stasi assoluta?stasi assoluta no, ma nessun cambiamento epocale.del resto è proprio togliendo le etichette dai vasetti e lasciandoci solo gli ingredienti (purchè obbligatoriamente veri) che ci togliamo un po' di nebbia davanti ... ogni tanto dovremmo farlo tutti: prendere le varie scatolette e contenitori nei quali mettono i prodotti che compriamo e togliere loro ogni colore.metterle in barattoli di vetro, eliminare l'attrattiva del packaging per accorgerci di quanto idioti siamo in determinati giudizi.tornando al web, no, non c'è stasi assoluta, ma concordo sul fatto che il "web 2.0" è una questione di etichetta, perchè se prendi un manuale di html 4.0 e leggi quali sono le intenzioni , se pensi ad AMAYA (lentissimo, ma l'idea era quella) ... vedi che questo fantomatico web 2.0 è proprio come dice l'articolo: è web , e basta, come è sempre stato pensato.roba come il webdav e tutte queste piattaforme di input-output facilitato sono belle ma dove sta la novità? potrei aprire il mio server in lettura e scrittura in qualsiasi momentoftp esiste da una vitai BBS ancheinsomma sono solo (sovra) strutture che facilitano.non è "stasi" ma non è un cambiamento epocale.del resto se la gente si sveglia e va verso la produzione e la coscienza piuttosto che stare li a sbavare impallati su un portale, io non posso che essere felice.Temo purtroppo però che molti utenti, persino di vecchia data, dai portali non si schiodino e ne facciano il loro punto di partenza; altro che web 2.0 :(
        • Anonimo scrive:
          Re: è terminologico anche il blog e RSS

          del resto se la gente si sveglia e va verso la
          produzione e la coscienza piuttosto che stare li
          a sbavare impallati su un portale, io non posso
          che essere
          felice.

          Temo purtroppo però che molti utenti, persino di
          vecchia data, dai portali non si schiodino e ne
          facciano il loro punto di partenza; altro che web
          2.0
          :(Credo che il punto fondamentale sia proprio questo: il tentativo di far diventare il web simile alla televisione della de Filippi non trova tutti d'accordo, lo dice il successo dei vari youtube, i forum ed i blog, i gruppi musicali che si autpromuovono bypassando il controllo delle major.La gente vuole produrre, dare il proprio contributo e non solo subire davanti allo schermo le scelte fatte da altri.Che poi nel mare magnum di questi contenitori ci siano anche cose inutili fa parte del gioco eper come la vedo io meglio avere la possibilità di scegliere piuttosto che trovarsi tutto già confezionato, in ordine e pronto all'uso.saluti
  • Anonimo scrive:
    L'opinione di Mantellini
    Ormai è un classico, ma non riesco a condividerla.Per Mantellini l'importante è avere la propria vetrina, non il contenuto, per me che sono alla ricerca di contenuti più pesanti, è importante solo cosa mi offrono, non come lo presentano.Inoltre è importante poter attingere anche in futuro a tali informazioni, cosa che il sedicente web 2.0 non garantisce.A tal proposito, proprio cercando documenti del periodo della grande bolla speculativa, dal 1999 al 2001 compreso, mi sono reso conto che molti documenti non sono più raggiungibili, mentre lo sono pagine ancor più vecchie, i cui contenuti non provengono da un database.Ho provato a farmene una ragione ma l'unica è che siccome il semplice hosting costa molto meno, talvolta nulla, è probabile che i contenuti siano rimasti pur in assenza di interesse.A mio avviso il mezzo incide notevolmente sulla qualità dei contenuti, più è semplice ed intuitivo l'inserimento dei contenuti, più poveri saranno gli stessi.E' evidente come tale affermazione sia agli effetti una critica al mondo dei blog, dei messaggini, dei forum e dei commenti inutili.Io ho seri dubbi che continuando di questo passo sia ancora possibile trovare interesse per i contenuti di internet. Forse è questa la ragione perché un numero crescente di utenti fa' uso quasi esclusivamente della posta elettronica.Oppure dobbiamo rassegnarci alla favola per cui molti controlano abitudinariamente un limitato numero di siti di loro interesse, come il blog del Mantellini, senza sapere cosa verrà loro offerto.Questo circuito della fiducia, non è il percorso di chi cerca qualcosa di preciso, mentre è compatibile per quanti aspirano a godere del loro intrattenimento quotidiano.Dunque il blog è spettacolo.
    • Anonimo scrive:
      Re: L'opinione di Mantellini
      contenuto povero.TU fai il contenuto.il mezzo di pubblicazione può essere usato bene o male.
      Io ho seri dubbi che continuando di questo passo
      sia ancora possibile trovare interesse per i
      contenuti di internet. Forse è questa la ragione
      perché un numero crescente di utenti fa' uso
      quasi esclusivamente della posta
      elettronica.questo è spessissimo smentito.le nuove generazioni spesso non la usano affatto, mentre usano l'instant messaging.i secchioni non tecnofili usano il blogging ; categorie fra le più disparate partecipano a wikipedia ed altrettanto accade che molti usino dei sistemi di CMS per mantenere i propri contenuti e magari passare di team in team se uno si stufa.i contenuti sono buoni o cattivi a prescindere dal mezzo utilizzato per inserirli nel contenitore e "metterli giù": sarebbe come dire che i libri (mezzo cartaceo) di oggi fanno schifo perché invece che una Corona manuale hai usato un macbook per scriverli... e che quelli degli anni 50 erano peggiori di quelli del 1800 perché prima si scrivevano con la penna... I libri peggiorano perchè si abbassa il livello culturale, si disimpara la lingua, si perde il linguaggio e la ricchezza del contenuto stesso... non il modo di trasferire il contenuto , né tantomeno il contenitore che è pressochè lo stesso.
      Oppure dobbiamo rassegnarci alla favola per cui
      molti controlano abitudinariamente un limitato
      numero di siti di loro interesse, come il blog
      del Mantellini, senza sapere cosa verrà loro
      offerto.non si tratta di una favola, ma di una statistica.che sia il blog di Mantellini oppure slashdot, the register e newsforge assieme ad altri 2 siti random, poco importa.Del resto il tempo di un essere umano che lavora è limitato: scegli come puoi le tue fonti e speri che le tue fonti abbiano ottime fontie ogni tanto se hai tempo sperimenti.
      Questo circuito della fiducia, non è il percorso
      di chi cerca qualcosa di preciso, del resto non puoi sapere quanto sia preciso.o conosci già l'argomento e quindi quando lo leggi non fai che perder tempo, oppure lo frequenti come "selettore" che poi mette il proprio bollino di qualità "contenuto preciso" ad uso e consumo di terzi... oppure ti devi fidare di qualcun altro, oppure semplicemente NON SAI se quel che leggi è una cazzata.mi pare talmente banale... ... se ho bisogno di qualcosa e lo chiedo a qualcuno che lo sa già (basta anche un consiglio su un buon libro chiesto ad un conoscente del quale conosco per esperienza le affinità con i miei gusti) non faccio che evitare di perdere tempo.ciò non mi impedisce di prendere un libro che mi SEMBRA buono e sperimentare.questo in nessun modo implica che io abbia _trovato_ un "contenuto preciso".ho tentato.ma solo io, dopo aver sperimentato, potrò dire a qualcuno che di me si fida per provata esperienza, che questo contenuto è buono o no, oppure anch'esso dovrà perdere tempo
      mentre è
      compatibile per quanti aspirano a godere del loro
      intrattenimento
      quotidiano.non solamente
      Dunque il blog è spettacolo.sillogismo discutibile perchè basato su premesse discutibili
      • Anonimo scrive:
        Re: L'opinione di Mantellini
        Devo riconoscere che la risposta mette in discussione alcune mie convinzioni, meentre per altre abbiamo espresso la stessa opinione, anche se non traspare, come ad es. sulla abitudinarietà dei navigatori.Comunque devi riconoscere che risposte di questo tipo, specie su questo mezzo, il forum di P.I. sono assai rare e da parte mia molto apprezzate.Grazie per la risposta.
      • Anonimo scrive:
        Re: L'opinione di Mantellini


        , mentre lo

        sono pagine ancor più vecchie, i cui contenuti

        non provengono da un

        database.

        credo che sia più che altro, come dicevo, merito
        di chi ha tenuto su il sito... magari trovi
        pagine del 198x su qualche sito assurdo di una
        università... e non uno del 1998 sparito dopo
        quel periodo che
        citié impossibile che ciò avvenga.Il web è nato dopo 1993. Lo stesso TBL scrive di aver iniziato a lavorare sul suo progetto al CERN nell'ottobre del 1990.
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