Da Stoccolma a Bergamo, carcere per tutti?

di Fulvio Sarzana di S.Ippolito (www.lidis.it) - I quattro della Baia sono corresponsabili di un reato che non è stato commesso da nessuno? O tutti i condivisori sono punibili con il carcere, come i quattro della Baia?

Roma – Come già riportato da Punto Informatico quattro persone a diverso titolo in relazione con il sito Pirate Bay sono state condannate in Svezia ad un anno di carcere per aver agevolato la condivisione di files protetti da diritto d’autore. Quali sono i presupposti per la condanna e qual è la situazione invece in Italia?

Da quanto è dato apprendere dai media che hanno affrontato la vicenda sembra che i titolari del sito siano stati condannati perché hanno “promosso l’infrazione delle leggi sul diritto d’autore” e più in particolare per ” complicity in violation of copyright law “. In pratica i titolari del sito avrebbero agevolato la commissione dei reati di violazione del copyright.

Il semplice assunto sembra già difficilmente comprensibile. Se così fosse, infatti, ovvero se ci fosse stata una qualche forma di complicità, allora il Tribunale avrebbe dovuto condannare anche chi scarica: solo se la violazione del diritto d’autore da parte di terzi è accertata e gli autori del reato sono perseguiti allora i titolari di The Pirate Bay possono essere considerati responsabili di un reato in concorso. Altrimenti la complicità avviene rispetto a chi e che cosa?

L’istigazione di per sé, in pressoché tutti gli ordinamenti (e tranne per tipi di reato ben più gravi, quali i reati di terrorismo) generalmente non comporta sanzioni penali dirette quali ad esempio la reclusione, ma generalmente misure secondarie (come le misure di sicurezza).

Inoltre, come giustamente rilevato dall’avvocato Samuelson, difensore di Lundstrom, e portavoce degli altri condannati, vi deve essere un nesso di causalità tra l’azione consapevole di coloro che scaricano (e che non si capisce perché non siano stati a questo punto condannati anch’essi) e l’azione dei titolari del sito, nonché una consapevolezza da parte di quest’ultimi, perché altrimenti vedremmo addossati a soggetti una forma di responsabilità oggettiva che prescinde dagli ordinari criteri di imputabilità.

Per fare un esempio pratico dovremmo pensare che sia responsabile di concorso in omicidio colui il quale produce cacciaviti perché un cacciavite è stato usato da un soggetto assolutamente sconosciuto al produttore, per commettere un omicidio. La responsabilità quindi dei titolari del sito sembrerebbe essere stata una responsabilità di tipo “morale”. Orbene in Italia la responsabilità morale nella commissione di un reato si ha allorquando si fa sorgere o si rafforza l’altrui proposito criminoso (si pensi, ad esempio, a chi istiga un determinato soggetto a commettere un furto o, addirittura, al caso del “mandante” di un omicidio). In ogni caso però, come si diceva prima, ci deve essere un reato compiuto da qualcuno.

E allora sorge spontanea la domanda: è reato in sé scaricare musica protetta da diritto d’autore? La risposta è no, almeno in Italia. Nel nostro ordinamento il mero downloading di file protetti da diritto d’autore non si può considerare un reato ma un illecito amministrativo, mentre lo è in certi limiti l’uploading ovvero la condivisione: per questo c’è una sanzione penale, entro certi limiti oblazionabile, cioè convertibile in denaro. In particolare, chi scarica illecitamente file protetti dal diritto d’autore (utilizza, duplica o riproduce) per scopi personali può essere punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di 154 euro. In realtà questa sanzione può essere ipotizzata solo se questa attività non concorre con quella di upload. Pene più dure (1.032 euro e pubblicazione in due giornali) sono previste nel caso di recidiva ( art. 174-ter comma 2).

La condivisione invece (o uploading), ovvero l’azione di “Chiunque mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche mediante connessioni di qualsiasi genere” anche solo una parte dell’opera protetta, per scopi estranei a quello di lucro è punito con una multa da 52 euro a 2.066 euro ( art. 171 lett. a-bis). Quindi, ancorchè con una sanzione modesta, quest’ultima ipotesi configura un reato. L’art. 171 comma 2 prevede in questo caso la possibilità di oblazione (pagamento pecuniario che estingue il reato), pagando un importo pecuniario pari alla metà del massimo edittale della pena (2.066 euro / 2) cui aggiungere le spese del procedimento.

Orbene in questa ultima ipotesi i titolari di The Pirate Bay potrebbero essere indicati come responsabili di un concorso morale in quanto avrebbero rafforzato l’intenzione criminosa di chi ha compiuto il reato di condivisione a scopo personale, rispondendo di un reato che prevede come sanzione al massimo 2066 euro di multa, e non certo la reclusione, come invece accaduto in Svezia.

In realtà in Italia (così come avvenuto a Stoccolma) si è provato (e si prova tuttora) nell’unico caso finora noto introdotto presso il Tribunale di Bergamo, a vedere nel comportamento di The Pirate Bay una violazione della legge sul diritto d’autore per scopi di lucro, fattispecie ben più grave e che invece è sanzionata anche con la reclusione. L’immissione in rete infatti di contenuti protetti dal diritto d’autore per scopi lucrativi (diciamo impropriamente commerciali), dopo l’entrata in vigore del plesso normativo noto volgarmente come Decreto Urbani del 2004, prevede la reclusione.

In pratica The Pirate Bay risponderebbe di concorso (a titolo lucrativo) del reato (non lucrativo) di chi condivide, che però (secondo la Procura di Bergamo ed evidentemente anche della Corte di Stoccolma) resterebbe ignoto, ma che a rigor di logica, e seguendo questa impostazione, dovrebbe a questo punto essere perseguito non per la condivisione ad uso personale ma per il più grave reato di condivisione a scopo di lucro.

Nel provvedimento del GIP di Bergamo del 1 agosto 2008, poi revocato ma per motivi di carattere essenzialmente procedurale infatti si legge che il reato ipotizzato per i titolari di The Pirate Bay (e per terzi ignoti) è quello “previsto e punito dagli articoli 110 c.p. e 171 – ter, comma 2, lettera a bis della Legge 22 aprile 1941 n. 633 in concorso tra loro e con altri attualmente ignoti, in violazione dell’articolo 16 della suddetta legge ed a fini di lucro, comunicavano al pubblico opere dell’ingegno protette dai diritto di autore, in particolare file musicali; documenti di testo; riproduzioni digitali di pubblicazioni a stampa; audiolibri; immagini; opere cinematografiche a televisive; programmi informatici…”. Quindi il titolo di reato per The Pirate Bay è concorso in proprio e con terzi ignoti nel reato lucrativo di violazione del diritto d’autore, punito appunto con la reclusione. Ma chi potrebbero essere questi terzi ignoti, se non gli utenti?

La conseguenza aberrante (ma logica) della sentenza di Stoccolma e dell’impostazione della Procura di Bergamo sarebbe quella di attribuire agli utenti che scaricano la stessa responsabilità di The Pirate Bay assoggettandoli alla reclusione e aggirando di fatto le norme che non prevedono sanzioni penali per chi scarica per uso personale.

Infatti l’ articolo 116 (cd. aberratio delicti ) del nostro codice penale, detto anche “concorso anomalo”, prevede che se uno dei partecipanti all’esecuzione di un reato commette un fatto diverso da quello realmente voluto (o un altro oltre quello voluto dai concorrenti) risponde anche di quest’altro reato, anche se più grave. L’articolo 116 c.p. stabilisce infatti che “qualora il reato commesso sia diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti, anche questi ne risponde, se l’evento è conseguenza della sua azione o omissione. Se il reato commesso è più grave di quello voluto, la pena è diminuita riguardo a chi volle il reato meno grave”.

Quindi se io condivido un file protetto dal diritto d’autore e mi espongo alla sanzione della multa, automaticamente mi vedo “appioppare” il reato di comunicazione al pubblico a fini di lucro, che prevede appunto la sanzione della reclusione. Ovvero se un soggetto ha solo condiviso per scopo personale ma viene chiamato a rispondere in un processo in cui è presente anche The Pirate Bay (e ovviamente da ora in poi sarà sempre così) dovrà necessariamente rispondere anche del reato lucrativo del concorrente con sanzioni che pur diminuite prevedono comunque la reclusione, ovvero il carcere.

In entrambi i casi i giudici hanno “glissato” sulle conseguenze di questa impostazione che però appare l’unica possibile, forse per evitare prevedibili reazioni da parte dell’opinione pubblica. Si spera che nel futuro chi dovrà giudicare della questione si ponga questo “spinoso” problema.

Fulvio Sarzana di S.Ippolito
www.lidis.it

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • vittoria capone scrive:
    non so
    dove siete
  • TRex scrive:
    E i dinosauri?
    Deviarne la traiettoria? E' grazie ad un asteroide che i dinosauri si sono estinti lasciando campo libero all'essere umano. Chi siamo noi per cambiare il corso degli eventi cosmici?
    • Blackstorm scrive:
      Re: E i dinosauri?
      - Scritto da: TRex
      Deviarne la traiettoria? E' grazie ad un
      asteroide che i dinosauri si sono estinti
      lasciando campo libero all'essere umano. Chi
      siamo noi per cambiare il corso degli eventi
      cosmici?Dei tipi che hanno voglia di vivere? Non so te, ma io nel 2036 spero di essere ancora vivo, e spero vivamente che l'asteroide venga deviato. E non me ne frega niente dei dinosauri. Se fossero stati esseri senzienti e dotati di tecnologie pari alle attuali ci avrebbero provato pure loro. L'istinto di autoconservazione funziona sempre.Poi, se vuoi andare in giro a predicare che dobbiamo morire tutti per lasciare spazio all'evoluzione, puoi sempre suicidarti in modo originale, lasciando la tua firma nell'intramontabile e gloriosa bacheca dei Darwin Awards :D
    • Pietro Pacciani scrive:
      Re: E i dinosauri?
      - Scritto da: TRex
      Deviarne la traiettoria? E' grazie ad un
      asteroide che i dinosauri si sono estinti
      lasciando campo libero all'essere umano. Chi
      siamo noi per cambiare il corso degli eventi
      cosmici?Che commento cretino! Stai tranquillo, nel tuo caso personale non cambieremo gli eventi cosmici. Purtroppo i dinosauri non ci sono più, non posso dirti: goditeli! Comunque puoi sempre provare con i pescecani... non rimpiangeremo i nemici del genere umano come te!
  • Prof Farnsworth scrive:
    Quante complicazioni inutili!
    Invece di dover stare ogni volta a mandare un'atomica nello spazio ogni volta che c'è da spostare un asteroide, facciamole esplodere a terra tutte assieme, spostiamo la Terra una volta per tutte e il problema è risolto, no? (idea) :p In alternativa si potrebbe spostare Giove fino a farlo diventare un secondo satellite della terra, che con la sua gravità attirerebbe tutta la spazzatura di passaggio! (idea)(geek)(idea)(geek)(cylon)(ghost) O) :p :D 8)
  • alex184it scrive:
    Non vedo il problema
    Se un asteroide colpisse la terra nel 2036, sarebbe una soluzione funzionale al bug del 2038...
    • jackoverfull scrive:
      Re: Non vedo il problema
      - Scritto da: alex184it
      Se un asteroide colpisse la terra nel 2036,
      sarebbe una soluzione funzionale al bug del
      2038...Non fa una piega. :D
    • Mani Nei Capelli scrive:
      Re: Non vedo il problema
      - Scritto da: alex184it
      Se un asteroide colpisse la terra nel 2036,
      sarebbe una soluzione funzionale al bug del
      2038...Come ammazzabug sarebbe efficace, un po' un overkill però ;-)
      • Bastard Inside scrive:
        Re: Non vedo il problema
        - Scritto da: Mani Nei Capelli
        - Scritto da: alex184it

        Se un asteroide colpisse la terra nel 2036,

        sarebbe una soluzione funzionale al bug del

        2038...

        Come ammazzabug sarebbe efficace, un po' un
        overkill però
        ;-)Relativamente, sarebbe comunque più leggero, per esempio, che usare Norton contro i virus :-P
  • pietro scrive:
    assicurazioni
    ci vedo un bel problema con l'assicurazione, e se dopo il tentativo di deviazione, l'asteroide colpisce lo stesso la terra, chi subisce dei danni vorrebbe rivalersi su chi ha "spostato" l'asteroide.Ma chi li assicura questi?
    • Gigoachef scrive:
      Re: assicurazioni
      - Scritto da: pietro

      Ma chi li assicura questi?Nessuno. Così come nessuna compagnia elettrica proprietaria di centrali nucleari è assicurata contro incidenti alla Chernobyl. Assurdo vero?
      • Becero scrive:
        Re: assicurazioni
        - Scritto da: Gigoachef
        - Scritto da: pietro



        Ma chi li assicura questi?

        Nessuno. Così come nessuna compagnia elettrica
        proprietaria di centrali nucleari è assicurata
        contro incidenti alla Chernobyl. Assurdo
        vero?La maggior parte delle assicurazioni, anche se ti assicuri, non ti rimborsa gli atti di vandalismo (*) se connessi durante "tumulti popolari", ti meravigli che non assicurino i reattori? :-P (*) consiglio: se durante un "tumulto", qualcuno si avvicina alla vostra auto con una molotov, non sparategli direttamente, potrebbero rintracciarvi dal proiettile, piuttosto sparate con un'arma a canna liscia sulla molotov prima che possa lanciarla e goditevi lo spettacolo di "suoni e luci" O)
  • attonito scrive:
    Atomica nello spazio: funziona?
    Gli effetti di una esplosione nucleare sono 3.A. impulso elettromagnetico (l'asteroide se ne fotte)B. onda d'urto (nello spazio non c'e' aria che possa trsportare tale onda d'urto per cui, come prima, l'asteroide se ne fotte)C. rilascio di calore. Qui, se l'asteroide contiene del ghiaccio (come di solito accade), qeusto puo essere sciolto e l'evaporazione dello stesso farebbe da "getto" propulsivo per debiare l'asteroide.Altro argomento: storicamente, la bomba piu' grande mai esplosa (sulla superficie terrestre) fu da 57 Megatoni.Farla da 100 non e' un probema, il problema e' la PORTARLA nei pressi dell'asteroide da deviare.Andare sulla luna (di cui si consoscono tempi, orbita, et) e' stato complesso, andare su un asteroide (molto piu' piccolo e voloce) e' un problema "non banale" di balistica spaziale.Oddio, dato che sulla Terra ci sto pure io, mi auguro che funzioni tutto bene, ma che la cosa non venga venduta come una passeggiata: ci sara' da lavorare e mica poco. Sarebbe un bel progetto dietro il quale unite tutta l'umanita'.
    • Tambu scrive:
      Re: Atomica nello spazio: funziona?
      100 Kilotoni, non megatoni :)
      • attonito scrive:
        Re: Atomica nello spazio: funziona?
        - Scritto da: Tambu
        100 Kilotoni, non megatoni :)ops, non ho letto bene il moltiplicatore.Comunque, tutto il resto resta valido. :)
        • Mani Nei Capelli scrive:
          Re: Atomica nello spazio: funziona?
          - Scritto da: attonito
          - Scritto da: Tambu

          100 Kilotoni, non megatoni :)
          ops, non ho letto bene il moltiplicatore.
          Comunque, tutto il resto resta valido. :)No, avevi letto bene. La bomba più potente mai fatta esplodere dovrebbe essere stata una sovietica da una cinquantina di Megatoni, proprio come avevi scritto tu http://en.wikipedia.org/wiki/Tsar_BombaPensavano di farne una da 100 Mt ma poi hanno dimezzato la resa per contenere il fallout.
          • Bastard Inside scrive:
            Re: Atomica nello spazio: funziona?
            La Tsar Bomba! Quando mi avanzano dollari ne prendo sempre una in Scorched 3D, è veramente sfiziosa!!! :-D
    • nome e cognome scrive:
      Re: Atomica nello spazio: funziona?
      - Scritto da: attonito
      Gli effetti di una esplosione nucleare sono 3.

      A. impulso elettromagnetico (l'asteroide se ne
      fotte)
      B. onda d'urto (nello spazio non c'e' aria che
      possa trsportare tale onda d'urto per cui, come
      prima, l'asteroide se ne
      fotte)Mica tanto, per il dualismo onda-corpuscolo, i fotoni che costituiscono il frutto dell'esplosione sono dotati di energia cinetica che viene trasferita all'asteroide, il quale risente, appunto, di un'onda d'urto.
      C. rilascio di calore. Qui, se l'asteroide
      contiene del ghiaccio (come di solito accade),
      qeusto puo essere sciolto e l'evaporazione dello
      stesso farebbe da "getto" propulsivo per debiare
      l'asteroide.V. sopra.
      Andare sulla luna (di cui si consoscono tempi,
      orbita, et) e' stato complesso, andare su un
      asteroide (molto piu' piccolo e voloce) e' un
      problema "non banale" di balistica
      spaziale.La sonda "stardust" ha avvicinato la cometa Wild2 e ne ha raccolto dei "pezzi".Era il 2002, ma il progetto era stato lanciato molto tempo prima, ovviamente. La tecnologia non è quindi assolutamente proibitiva, soprattutto per una situazione di emergenza.
      Oddio, dato che sulla Terra ci sto pure io, mi
      auguro che funzioni tutto bene, ma che la cosa
      non venga venduta come una passeggiata: ci sara'
      da lavorare e mica poco. Sarebbe un bel progetto
      dietro il quale unite tutta
      l'umanita'.Che discorsi...
      • Maxy scrive:
        Re: Atomica nello spazio: funziona?
        - Scritto da: nome e cognome
        - Scritto da: attonito

        Gli effetti di una esplosione nucleare sono 3.



        A. impulso elettromagnetico (l'asteroide se ne

        fotte)

        B. onda d'urto (nello spazio non c'e' aria che

        possa trsportare tale onda d'urto per cui, come

        prima, l'asteroide se ne

        fotte)

        Mica tanto, per il dualismo onda-corpuscolo, i
        fotoni che costituiscono il frutto
        dell'esplosione sono dotati di energia cinetica
        che viene trasferita all'asteroide, il quale
        risente, appunto, di un'onda
        d'urto.
        Beh, il dualismo onda-corpuscolo e' vero, ma l'energia cinetica impressa dai fotoni è quasi nulla. Nel sole avviene una reazione molto piu' potente ma i suoi fotoni non riescono a spostare neanche una foglia.L'idea delle vele solari, vele enormi, che possano spostare oggetti di pochi chili, è ancora irrealizzabile.
        • Blackstorm scrive:
          Re: Atomica nello spazio: funziona?
          - Scritto da: Maxy
          - Scritto da: nome e cognome

          - Scritto da: attonito


          Gli effetti di una esplosione nucleare sono 3.





          A. impulso elettromagnetico (l'asteroide se ne


          fotte)


          B. onda d'urto (nello spazio non c'e' aria che


          possa trsportare tale onda d'urto per cui,
          come


          prima, l'asteroide se ne


          fotte)



          Mica tanto, per il dualismo onda-corpuscolo, i

          fotoni che costituiscono il frutto

          dell'esplosione sono dotati di energia cinetica

          che viene trasferita all'asteroide, il quale

          risente, appunto, di un'onda

          d'urto.



          Beh, il dualismo onda-corpuscolo e' vero, ma
          l'energia cinetica impressa dai fotoni è quasi
          nulla.

          Nel sole avviene una reazione molto piu' potente
          ma i suoi fotoni non riescono a spostare neanche
          una
          foglia.
          L'idea delle vele solari, vele enormi, che
          possano spostare oggetti di pochi chili, è ancora
          irrealizzabile.Si, ma a te non serve una spinta molto potente (relativamente all'asteroide). Tieni conto che le vele solari dovrebbero sfruttare il vento solare a distanza grandissime, qui si parla di far esplodere una bomba atomica ad una distanza irrisoria, che se tu arrivassi a quella distanza senza essere arrostito, sfrutteresti benissimo il vento solare. Qui si parla di fare esploder euna bomba a 250 metri di distanza, circa, dall'asteroide. Secondo me non è campata in aria.
    • Maxy scrive:
      Re: Atomica nello spazio: funziona?
      Sul "portarla a bersaglio" è un problema se uno non deve spendere cifre folli, ma se ci si attrezza con tanto carburante anche per correggere la rotta in viaggio è molto più semplice, anche se mostruosamente costoso.Ogni chilo di benzina in piu', non mi ricordo la cifra esatta, ma per farlo decollare dalla terra ha un prezzo assurdo.
    • erbeppe scrive:
      Re: Atomica nello spazio: funziona?
      Ma nello spazio qualcosa c'è per forza, che non sia ossigeno questo è chiaro, ma che sia materia oscura o come volete chiamarla, qualcosa c'è!!Altrimenti come farebbero satelliti, stazioni orbitanti, sonde a muoversi, se i piccoli razzetti di posizionamento non spingono contro qualcosa come fanno a dirigerli?Quindi una atomica nello spazio funziona, non avrà la stessa potenza di distruzione che sulla terra, ma i suoi danni li farà comunque, questa è solo logica, perchè se lo spazio fosse veramente vuoto, nulla partirebbe e nulla si fermebbe, senza attrito con qualunque cosa, sarebbe un moto perpetuo!!
      • Stefano R. scrive:
        Re: Atomica nello spazio: funziona?
        - Scritto da: erbeppe
        Ma nello spazio qualcosa c'è per forza, che non
        sia ossigeno questo è chiaro, ma che sia materia
        oscura o come volete chiamarla, qualcosa
        c'è!!
        Altrimenti come farebbero satelliti, stazioni
        orbitanti, sonde a muoversi, se i piccoli
        razzetti di posizionamento non spingono contro
        qualcosa come fanno a
        dirigerli?

        Quindi una atomica nello spazio funziona, non
        avrà la stessa potenza di distruzione che sulla
        terra, ma i suoi danni li farà comunque, questa è
        solo logica, perchè se lo spazio fosse veramente
        vuoto, nulla partirebbe e nulla si fermebbe,
        senza attrito con qualunque cosa, sarebbe un moto
        perpetuo!!Ehm... in effetti la Luna *va* per moto perpetuo... se così vuoi chiamarlo... mai sentito parlare della conservazione della quantità di moto?Un razzo espelle i residui della carburazione dietro di se e quindi per il principio di conservazione della quantità di moto viene spinto in avanti...Non credi che se ci fosse attrito i pianeti e la luna avrebbero smesso di orbitare già da un po'?Forse non hai studiato abbastanza fisica alle superiori... o firse non ci sei ancora arrivato a studiarla :P
      • strangelet scrive:
        Re: Atomica nello spazio: funziona?
        I razzetti funzionano con una miscela di combustibile+comburente.La loro reazione produce un gas che viene espulso dagli ugelli. La reazione (appunto) a questa spinta è lo spostamento del veicolo nella direzione opposta a quella di emissione del getto.La materia oscura ed il vuoto quantico... sono tutt'altro discorso e non c'entrano niente con lo spostamento dei veicoli spaziali attuali.- Scritto da: erbeppe
        Ma nello spazio qualcosa c'è per forza, che non
        sia ossigeno questo è chiaro, ma che sia materia
        oscura o come volete chiamarla, qualcosa
        c'è!!
        Altrimenti come farebbero satelliti, stazioni
        orbitanti, sonde a muoversi, se i piccoli
        razzetti di posizionamento non spingono contro
        qualcosa come fanno a
        dirigerli?

        Quindi una atomica nello spazio funziona, non
        avrà la stessa potenza di distruzione che sulla
        terra, ma i suoi danni li farà comunque, questa è
        solo logica, perchè se lo spazio fosse veramente
        vuoto, nulla partirebbe e nulla si fermebbe,
        senza attrito con qualunque cosa, sarebbe un moto
        perpetuo!!
        • Evviva lignoranza scrive:
          Re: Atomica nello spazio: funziona?
          Evviva l'ignoranza se sta bene de-mente de core e de panza
        • robang scrive:
          Re: Atomica nello spazio: funziona?
          La spinta infatti viene data dalla materia espulsa. Tu che pesi M=70Kg sei sui pattini su ghiaccio fermo V=0, hai in mano una palla da m=10Kg la quantità di moto iniziale è M+m*V=0, lanci a v=10m/s ebbene la conservazione della quantità di moto dice che tale m*v + M*w = M+m*v = 0 quindi m*v = -M*w da cui w=-1.42m/s. Il risultato è che tu ti sposti in direzione opposta della palla lanciata a velocità w=-1.42m/s. Questo è il concetto per cui è possibile spostarsi nel vuoto utilizzando getti di materia (razzi).
          • paf scrive:
            Re: Atomica nello spazio: funziona?
            Ad ogni azione corrisponde un'azione.
          • erbeppe scrive:
            Re: Atomica nello spazio: funziona?
            Ok sono decisamente ignorante in fisica, ho capito la regola spiegata benissimo,adesso il concetto mi è chiaro ed è anche logico, mi mancava un tassello, in effetti quello del ghiaccio, lo persino provato spingendo mia figlia sui pattini, spingendo lei, io in effetti se ero fermo indietreggevo un pochino, se invece ero in moto davo parte della mia velocità a lei e io rallentavo,grazie sei stato chiaro e hai fatto capire a un "gnurant" come funziona, a differenza dei precedenti post completamenti inutili!!Ma a questo punto un'atomica funziona nel vuoto?
          • battagliacom scrive:
            Re: Atomica nello spazio: funziona?
            questa formula è sbagliata:M+m*V=0, 70+10*0=70!forse intendevi (M+m)*v=0, con le parentesi.poi una domanda che cos'è la variabile w?
          • Blackstorm scrive:
            Re: Atomica nello spazio: funziona?
            - Scritto da: battagliacom
            questa formula è sbagliata:
            M+m*V=0, 70+10*0=70!
            forse intendevi (M+m)*v=0, con le parentesi.
            poi una domanda che cos'è la variabile w?Dovrebbe essere la velocità finale del corpo M. Indicata con w per via della limitatezza dell'ascii suppongo: V= velocità iniziale, v=velocità di m, w=velocità di M.
      • Stefano scrive:
        Re: Atomica nello spazio: funziona?
        I razzi nello spazio funzionano spingendo lontano da se materiale a grandissima velocità. Il centro di massa rimane fermo, ma la "Nave" si sposta. Non essendoci nulla di rilevante a cui appoggiarsi/aggrapparsi l'unico modo per muoversi e spingere una parte della propria massa ad altissima velocità in direzione opposta alla direzione voluta.
        • Mani Nei Capelli scrive:
          Re: Atomica nello spazio: funziona?
          Infatti, come dici tu un mezzo non c'è. Se ce ne fosse uno su cui fare azione si potrebbe costruire l'equivalente spaziale del remo e pure della ruota. Ma beppe non ci è arrivato neppure con la sua logica...
      • Blackstorm scrive:
        Re: Atomica nello spazio: funziona?
        - Scritto da: erbeppe
        Ma nello spazio qualcosa c'è per forza, che non
        sia ossigeno questo è chiaro, ma che sia materia
        oscura o come volete chiamarla, qualcosa
        c'è!!Per favore. Primo stanno ancora cercando di capire cosa sia, secondo non hanno la più pallida idea di come sfruttarla, terzo, la materia oscura, quand'anche venisse individuata con precisione, non ha ancora mostrato di avere effetti rilevanti sulla fisica che conosciamo.
        Altrimenti come farebbero satelliti, stazioni
        orbitanti, sonde a muoversi, se i piccoli
        razzetti di posizionamento non spingono contro
        qualcosa come fanno a
        dirigerli?
        Mai sentito parlare del principio di azione e reazione? Vai a studiare la fisica, prima di lanciarti in supposizioni azzadate: si muovono spingendo su se stesse.
        Quindi una atomica nello spazio funziona, non
        avrà la stessa potenza di distruzione che sulla
        terra, ma i suoi danni li farà comunque, questa è
        solo logica, perchè se lo spazio fosse veramente
        vuoto, nulla partirebbe e nulla si fermebbe,
        senza attrito con qualunque cosa, sarebbe un moto
        perpetuo!!Dio mio. E pensare che non ci volevo credere. Il moto perpetuo nello spazio c'è. O meglio ci sarebbe. Esistono i pianeti, hce esercitano un'attrazione gravitazionale sui corpi vicini, esistono corpuscoli che si muovono a velocità altissime e che potrebbero impattare contro il corpo in movimento cambiando la sua velocità e la sua accelerazione (se poi il corpo in quesitone fosse in uno sciame di questi sassolini ne sarebbe disintegrato), per il principio di conservazione dell'energia cinetica. Ed esiste il principio di azione e reazione, che insegnano alle medie.
    • www scrive:
      Re: Atomica nello spazio: funziona?
      bella domanda (dalla risposta non banale)ho trovato questo riferimento su wikipedia:http://en.wikipedia.org/wiki/High_altitude_nuclear_explosionperò non c'e' la risposta esatta alla tua domandaper il principio di conservazione dell'energia e poichè i megatoni sono una forma di energia, i 100 megatoni di una bomba nucleare sarebbero 100 anche nello spazio, l'energia viene rilasciata nelle forme che hai detto tu, giustamente come dici l'onda d'urto nello spazio non esiste (essendo un concetto che si applica in fluidodinamica, quindi non applicabile allo spazio vuoto) l'energia deve quindi liberarsi per forza in altre formepenso che l'errore di fondo sia ipotizzare che tutta la materia della bomba si trasformi in fotoni e altre particelle elettromagnetiche, cosa sicuramente non vera per una bomba a fissione (e probabilmente anche per una bomba H), in realtà vengono rilasciate una grande quantità di particelle con una elevatissime energia cinetica che in atomosfera causano l'onda d'urto ma che nello spazio potrebbero tranquillamente trasferire grandi quantità di moto, mi sembra l'ipotesi più logica.
      • presente scrive:
        Re: Atomica nello spazio: funziona?
        - Scritto da: www
        bella domanda (dalla risposta non banale)
        ho trovato questo riferimento su wikipedia:
        http://en.wikipedia.org/wiki/High_altitude_nuclear
        però non c'e' la risposta esatta alla tua domanda

        per il principio di conservazione dell'energia e
        poichè i megatoni sono una forma di energia, i
        100 megatoni di una bomba nucleare sarebbero 100
        anche nello spazio, l'energia viene rilasciata
        nelle forme che hai detto tu, giustamente come
        dici l'onda d'urto nello spazio non esiste
        (essendo un concetto che si applica in
        fluidodinamica, quindi non applicabile allo
        spazio vuoto) l'energia deve quindi liberarsi per
        forza in altre
        forme

        penso che l'errore di fondo sia ipotizzare che
        tutta la materia della bomba si trasformi in
        fotoni e altre particelle elettromagnetiche, cosa
        sicuramente non vera per una bomba a fissione (e
        probabilmente anche per una bomba H), in realtà
        vengono rilasciate una grande quantità di
        particelle con una elevatissime energia cinetica
        che in atomosfera causano l'onda d'urto ma che
        nello spazio potrebbero tranquillamente
        trasferire grandi quantità di moto, mi sembra
        l'ipotesi più
        logica. E' ovvio se no tutta sta energia dove finisce secondo voi scusate? Al max il calore vaporizzerà parte dell'asteroide! Sarà un bello spettacolo se visibile da terra :-)
    • Blackstorm scrive:
      Re: Atomica nello spazio: funziona?
      - Scritto da: The Punisher
      main engine). With refinements a theoretical
      maximum of 100,000 seconds (1 MN·s/kg) might be
      possible. 1 MEGA newton? Paura. E' tantissimo.
  • Mirko scrive:
    Vai di perna!
    In questo caso si può dire: Lavoro fatto col XXXX!!! :-)
  • emulman scrive:
    alternativa
    facciamo così: un mese prima che arrivi Apophis, si farà un decreto legge che costringerà tutti gli italiani a mangiare pasta e fagioli per un mese. Così quando arriva il killer spaziale si darà l'ordine a tutti gli italiani FUOCO! la spinta contemporanea di 60 milioni di sederi dovrebbe essere sufficiente a generare un "effetto reazione" tale da allontanare la terra da Apophis.
  • whitemagic scrive:
    Complimenti per il titolo !
    ci sono molte buone ragioni per un po' di autoironia sull'argomento.Sull'argomento ci sarà crescente dibattito. Forse c'è spazio anche per interventi non stupidi su P.I.; almeno per la parte dei fenomeni più diffusi che crescono su Internet.
  • jumpjack scrive:
    L'anello di caronte
    Anni fa lessi un libro di fantascienza, L'Anello di Caronte, in cui evolutissime macchine automatizzate, abbandonate sulla Luna milioni di anni fa da un'antica civiltà, la scavavano e polverizzavano, spargendone i resti tutto intorno al pianeta...Mi riviene in mente ogni volta che leggo questi articoli su "come spostare un asteroide": ci vorrebbe una macchina del genere, che "macina" l'asteroide, e gettando i detriti nello spazio ad alta velocità costituirebbee, di fatto, un motore a reazione!
    • attonito scrive:
      Re: L'anello di caronte

      Mi riviene in mente ogni volta che leggo questi
      articoli su "come spostare un asteroide": ci
      vorrebbe una macchina del genere, che "macina"
      l'asteroide, e gettando i detriti nello spazio ad
      alta velocità costituirebbee, di fatto, un motore
      a reazione!peccato che resta cio' che e': fantascienza.Hai idea dell'energia richiesta e del tempo per macinare un chlilometro cubo di asteroide?
      • jumpjack scrive:
        Re: L'anello di caronte

        Hai idea dell'energia richiesta e del tempo per
        macinare un chlilometro cubo di
        asteroide?Esatto: è piu' che altro una questione di energia.Quello si' che sarebbe un utilizzo intelligente dell'energia atomica, altro che bombe e centrali elettriche!Poi ci sarebbero anche i problemi meccanici da risolvere, per creare una trivella che se ne va in giro da sola su un asteroide con microgravità, senza perdersi nello spazio, e con le varie "punte" da cambiare quando si consumano....Forse, quando inventeranno la prima "missione mineraria" su un'asteroide, allora inizieranno a sviluppare questa tecnologia.
  • Monsieur Duball scrive:
    Te lo sposto io l'asteroide!!!
    Mangio un pentolone di fagioli e vedrai che bomba!!!
    • Certo scrive:
      Re: Te lo sposto io l'asteroide!!!
      E dove lo metteresti il pentolone di fagioli? Sarebbe molto più costoso mandare te con il tuo pentolone vicino l'asteroide che mandare una piccola atomica, sicuramente!
  • aistu scrive:
    Perplessitààà
    Mah ... mentre leggevo questo articolo mi sono posto due domande:a) ma sono finito sul forum di qualche nerd appassionato di StarWars?b) ma stò leggendo un articolo del primo aprile e non me ne sono accorto?Caro V. Gentile, non pensare che l'utilizzo di termini poco esoterici (tipo "pacca") renda più facile la lettura a noi utenti (che tutto sommato, non siamo mica deficenti).Pace.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 aprile 2009 02.28-----------------------------------------------------------
    • maranric scrive:
      Re: Perplessitààà

      facile la lettura a noi utenti (che tutto
      sommato, non siamo mica
      deficenti).beh suona strano da uno che non sa che "deficienti" si scrive con la "i"
    • r1348 scrive:
      Re: Perplessitààà
      - Scritto da: aistu
      Caro V. Gentile, non pensare che l'utilizzo di
      termini poco esoterici (tipo "pacca") renda più
      facile la lettura a noi utenti (che tutto
      sommato, non siamo mica
      deficenti).Ti rendi conto, vero, di aver scritto un ossimoro?L'utilizzo di termini semplificati non rende più facile la lettura agli "utenti" (di che?) perché tali non sono deficienti.Complimenti.
    • Jaws scrive:
      Re: Perplessitààà
      Non sarai XXXXXXXXXX ma ignorante sì, STO si scrive senza accento.
      • tizio_incog nito scrive:
        Re: Perplessitààà
        aridaje con la grammatica e l'ortografia...
        • attonito scrive:
          Re: Perplessitààà
          - Scritto da: tizio_incog nito
          aridaje con la grammatica e l'ortografia...Ma si, ma si."xke" al posto di perche',"xo'" al posto di pero',"ke" al posto di che e cosi via.Come su cellulari, tanto che ci frega?Se fosse morta, la mia professoressa di itaGliano si rivolterebbe nella tomba.
    • Funz scrive:
      Re: Perplessitààà
      - Scritto da: aistu
      Mah ... mentre leggevo questo articolo mi sono
      posto due
      domande:

      a) ma sono finito sul forum di qualche nerd
      appassionato di
      StarWars?

      b) ma stò leggendo un articolo del primo aprile e
      non me ne sono
      accorto?Veramente sono ricerche molto serie. I rischi sono enormi anche se le possibilità che un impatto avvenga sono molto basse. Se un evento come Tunguska nel 1917 fosse accaduto in una regione popolata anziché in mezzo al nulla siberiano, oggi sentiremmo il problema con molta più urgenza. E poi è meglio essere preparati in anticipo perchè all'ultimo momento non ci sarebbe più nulla da fare.
  • Garson Pollo scrive:
    C è ne piu di uno, e che non lo dicono..
    http://neo.jpl.nasa.gov/risk/il link.
    • Huston scrive:
      Re: C è ne piu di uno, e che non lo dicono..
      E quindi l'hanno detto, o no?Però l'unico di cui preoccuparsi apparentemente è il 2007 VK184, il solo con un valore della scala di Torino maggiore di zero.PS: la scala di Torino si chiama così perché è stata presentata in una conferenza tenuta in quella città.
    • strangelet scrive:
      Re: C è ne piu di uno, e che non lo dicono..
      Appunto, hai citato link della nasa.Il che va contro l'ipotesi.- Scritto da: Garson Pollo
      http://neo.jpl.nasa.gov/risk/

      il link.
Chiudi i commenti