DARPA, milioni per la sfida di cybersicurezza tra IA

L'agenzia del Pentagono ha incoronato i migliori sistemi automatici in grado di attaccare e difendersi. L'obiettivo finale? Rendere l'informatica più sicura per tutti

Roma – Nei giorni scorsi a Las Vegas, nell’ambito del DEF CON, si è tenuto l’evento “sportivo” tra intelligenze artificiali (IA) noto come DARPA Cyber Grand Challenge (CGC), una competizione in stile “rubabandiera” che ha visto sette diversi team mettere a confronto le capacità di attacco e difesa dei propri sistemi automatizzati ad alto contenuto tecnologico.

Il compito dei team concorrenti era quello di creare una “macchina” capace di agire in totale autonomia, che una volta connessa a una rete comune avrebbe dovuto partire alla caccia di vulnerabilità nel sistema, creare e sfruttare exploit , “catturare” un particolare file nascosto all’interno del network e infine difenderlo dai sistemi dei concorrenti con cyber-barriere erette alla bisogna.

DARPA ha sponsorizzato un evento definito come “il primo torneo di hacking esclusivo per le macchine”, e il contributo dell’agenzia USA ha permesso ai tre primi classificati di tornarsene a casa con un bel po’ di soldi grazie ai 4 milioni di dollari totali messi in palio nel contest.

Ad assicurarsi il premio più consistente (2 milioni di dollari) è stato ForAllSecure, team spin-off della Carnegie Mellon University che ha creato il sistema automatizzato noto come MAYHEM ed è uscita vincitrice dai 95 round del contest CGC; al secondo posto si è poi classificata la IA Xandra (creata dai ricercatori di GrammaTech e della University of Virginia) con 1 milione e al terzo Mechaphish (UC Santa Barbara) con 750mila dollari.

L’evento sponsorizzato da DARPA ha permesso di evidenziare che è possibile approntare misure di sicurezza “proattiva” capaci di agire nel giro di pochi secondi , hanno spiegato gli organizzatori, piuttosto che far passare i giorni tradizionalmente necessari agli esperti in carne e ossa nell’identificazione e neutralizzazione dei bug nei network aziendali.

Da Electronic Frotiner Foundation (EFF) arriva però un avvertimento sui rischi insiti ai meccanismi di protezione automatizzati, visto che un sistema come MAYHEM potrebbe essere adattato dalla difesa all’attacco dei network rendendo il problema della sicurezza ancora più grave di quanto non lo sia già. In tal senso occorrerebbe un protocollo di sicurezza in grado di governare gli effetti di questo genere di tecnologia, ha spiegato la fondazione.

Alfonso Maruccia

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  • Il Reverendo scrive:
    Ottimismo
    Se potessi un giorno averla e qualcuno facesse tanto per farmi frenare/sbandare.. vorrà dire che me la sarò cercata...amen.
  • marketing scrive:
    Problema di marketing
    Il problema della Tesla (e non so altre auto con dispositivi simili) è che per fare i "fighi" l'hanno voluto chiamare "auto-pilot", si tratta invece di assistenza alla guida, o ausilio o chiamtelo come vi pare ma non pilota automatico. Se avessero chiamato con il loro vero nome quei dispositvi, non ci sarebbero adesso tanti problemi di studi, analisi e perdite di tempo varie. Quel povero uomo morto negli USA aveva l'obbligo di guardare la strada, se poi si è distratto o dormiva o ha avuto un malore ecc ecc, non si può dire che la macchina doveva frenare da sola perché, guarda caso, si è verificato proprio un caso dove non ci è riuscita (a parte il fatto che andava un po' veloce, bisogna vedere da che distanza avrebbe dovuto funzionare il sensore).Altro discorso per le sperimentazioni che stanno svolgendo Google ed altri sulle auto senza guida umana.
  • nome e cognome scrive:
    e grazie ...
    Probabilmente i ricercatori hanno anche scoperto che il sensore della tesla non è in grado di rilevare un bombardiere stealth parcheggiato e ci andrebbe a sbattere contro...
  • mgmi scrive:
    I conti non tornano
    Quando il tizio si è schiantato il mese scorso la spiegazione ufficiale era che il camion bianco in condizioni di forte luminosità non era visibile. Solo che questo può spiegare perchè le telecamere non hanno funzionato. Ma ora ci dicono che: La Tesla è dotata di sensori a ultrasuoni nei paraurti, un medium range radar montato all'interno della presa d'aria frontale, e telecamere su tutti e quattro i lati della vettura I conti non tornano. Che è sucXXXXX agli altri sensori? Perchè quelli non hanno funzionato?Non è che hanno tirato fuori dalla naftalina un vecchia storia solo per raccontarci storielle sui sensori sofisticati senza dare troppe spiegazioni? ricercatori si sono concentrati su una Tesla Model S perché ritenuta un test più probante in quanto dotata di sensori più sofisticati
    • 1320an356286 scrive:
      Re: I conti non tornano
      Spiegazioni ne hanno date, ma forse te le sei perse.Il radar è a medio/corto raggio, utilizzato solo a basse velocità, quindi.Nella situazione in cui era il malcapitato, venivano utilizzate solo le videocamere.Un radar ad ampio raggio non sarebbe (credo) sostenibile, sia economicamente che tecnicamente (dimensioni, emissioni, falsi positivi/negativi, ecc...).By(t)e
  • surak 2.0 scrive:
    Come se...
    ..un pilota umano non fosse facilmente ingannabile con trucchi molto più semplici e/o letali
  • Zizzo scrive:
    Si,ma...
    ... I chiodi a tre punte li rileva?Un gavettone di sabbia e vernice non é più semplice?O il motivo per complicarsi la vita così per i malintenzionati sarebbe il non lasciare tracce?
  • cavoli scrive:
    anche un edificio è vulnerabile
    se metto sotto 12kg di tritolo e faccio esplodere, crolla.Tutto è vulnerabile, dipende dai target e dagli interessi.Ma anche dal buon senso.
  • iRoby scrive:
    Hackerz
    Ecco queste bravate dimostrano come quando fare l'hacker significhi solo voler rompere i cosiddetti...
    • prova123 scrive:
      Re: Hackerz
      Questi non sono hacker, sono normali progettisti elettronici.Quando i progettisti elettronici si fermano gli hacker iniziano a volare, ma solo quelli che sono progettisti elettronici.Queste automobili sono ancora dei giocattoli purtroppo pericolosi per l'allegra gestione.
      • iRoby scrive:
        Re: Hackerz
        All'auto automatica ci spero, ma va messa nelle sue piste, col suo traffico automatico, i sensori e tutto.Finalmente per guidare ce ne andiamo in pista con le auto da corsa.E le strade le lasciamo al trasporto civile propriamente detto.
        • Palio di Android scrive:
          Re: Hackerz
          - Scritto da: iRoby
          All'auto automatica ci spero, ma va messa nelle
          sue piste, col suo traffico automatico, i sensori
          e
          tutto.
          allora in Italia scordatela
        • Skywalker scrive:
          Re: Hackerz
          A quel punto si chiama "treno", esiste già.
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