Il data center per il Dark Web nell'ex bunker NATO

Scovato in Germania, all'interno di un ex bunker NATO, un data center specializzato nell'hosting di siti attivi sul Dark Web: sette gli arresti.
Scovato in Germania, all'interno di un ex bunker NATO, un data center specializzato nell'hosting di siti attivi sul Dark Web: sette gli arresti.

Circa 6.000 abitanti, situato non lontano dal confine con Belgio e Lussemburgo e costruito sulle sponde del fiume Mosella con uno stile architettonico che richiama subito alla mente quello dell’Alsazia. Traben-Trarbach è un paesino tedesco noto per le gare di velocità sull’acqua e, da oggi, per aver ospitato un data center legato al Dark Web. È quanto hanno scoperto le autorità al termine di un’indagine che ha portato a sette arresti con altre sei persone (di età compresa tra 20 e 59 anni) attualmente oggetto di investigazioni.

Un data center per il Dark Web

A capo di tutto un 59enne olandese che nel 2013 ha acquistato la struttura, un ex bunker in gestione alla NATO. L’ha resa il luogo in cui ospitare portali e pagine attraverso le quali vendere sostanze stupefacenti e condurre altre attività illecite come la contraffazione di documenti e di denaro senza dimenticare la distribuzione online di materiale pedopornografico. Tra le accuse anche quella di reato fiscale. È ora sospettato di aver stretto rapporti con la criminalità organizzata.

Le forze dell’ordine impiegate nell’operazione hanno definito il data center come “bulletproof hoster” ovvero organizzato in modo da celare la vera natura della propria attività. Tra i portali gestiti anche Cannabis Road, Wall Street Market e Orange Chemicals, tutti marketplace dove acquistare o vendere droga. Da lì sembra essere stato coordinato anche l’attacco botnet che nel 2016 ha colpito la rete gestita dall’operatore Deutsche Telekom mettendo fuori uso i router di circa un milione di utenti.

Gli arresti sono avvenuti sia a Traben-Trarbach sia a Schwalbach, una cittadina nei pressi di Francoforte. L’operazione è però di portata europea, con indagini condotte anche in Olanda, Polonia e Lussemburgo. Questa la dichiarazione delle autorità.

Penso sia un enorme successo essere riusciti a entrare in un bunker complesso, reso sicuro con misure del più alto livello militare. Abbiamo dovuto superare ostacoli non solo reali, “analogici”, ma anche le protezioni “digitali” del data center.

Fonte: AP News
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