Data retention, e ora l'Italia che farà?

di Giancarlo Barbon (Lidis.it) - Dopo l'ennesima bocciatura dei Garanti di una conservazione di tutti i dati del traffico fino a 36 mesi, Roma si trova ancora una volta in una posizione scomoda


Roma – Imporre ai Provider la conservazione preventiva di tutti i dati di traffico(telefonico, Internet, di posta elettronica) è contrario alla Convenzione europea dei diritti umani. E questo a prescindere dal fatto che i dati sul traffico telefonico, Internet o di posta elettronica siano stati richiesti per concrete esigenze di indagini giudiziarie e di polizia. Questo quanto espresso in sintesi dai Garanti della Privacy dei 25 Paesi europei con Parere n.9/2004 adottato recentemente dal Gruppo che riunisce a Bruxelles le Autorità europee per la protezione dei dati .

Il Parere risponde alla proposta di decisione-quadro del Consiglio Ue presentata da quattro Paesi europei (Francia, Irlanda, Regno Unito, Svezia – doc. 8958/04 del 28 aprile 2004) volta ad obbligare ai Provider dei Paesi europei a conservare, per un periodo che varia dai 12 ai 36 mesi, tutti i dati di traffico e localizzazione utilizzati per fornire servizi di comunicazione (servizi di telefonia, compresi SMS e MMS, servizi internet, posta elettronica, Voice-over-IP, FTP, servizi su banda larga), a prescindere dal fatto che ne sia stata richiesta copia a fini di prevenzione, indagini, accertamento e perseguimento di reati.

I dati sono quelli necessari per identificare la fonte e la destinazione di una comunicazione, i servizi usufruiti, l’ora e la durata della comunicazione, il tipo di comunicazione, l’apparecchiatura utilizzata e la localizzazione della comunicazione.

I Garanti per la privacy europei mantengono dunque, in tema di conservazione dei dati relativi al traffico, una ferma posizione su alcuni principi già espressi alcuni anni fa in occasione delle Conferenze di primavera dei Garanti Europei tenutesi a Stoccolma (aprile 2000) e ad Atene (maggio 2001) e ribaditi in diverse altre occasioni.

Nelle Conferenze di Stoccolma ed Atene i Garanti europei avevano precisato che la conservazione dei dati relativi al traffico per un periodo lungo (“di un anno o più”), allo scopo di consentire l’eventuale accesso da parte delle forze dell’ordine e degli organismi preposti alla sicurezza, costituirebbe un’indebita compressione dei diritti fondamentali garantiti ai singoli dall’art. 8 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo, così come ulteriormente sviluppati nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, oltre che degli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

In una Dichiarazione approvata in occasione della Conferenza internazionale di Cardiff (9-11 settembre 2002) i Garanti europei avevano precisato che “la conservazione dei dati di traffico per scopi connessi all’attività delle forze dell’ordine dovrebbe essere conforme alle rigide condizioni previste dall’art.15 (1) della Direttiva – ossia, caso per caso, solo per un periodo limitato e purchè necessaria, opportuna e proporzionata all’interno di una società democratica. Pertanto, qualora sia necessario, in casi specifici, conservare dati di traffico, deve sussistere un’esigenza dimostrabile, il periodo di conservazione deve essere quanto più breve possibile e le relative modalità devono essere disciplinate con chiarezza attraverso disposizioni di legge, in modo da offrire garanzie sufficienti contro accessi non autorizzati ed ogni altro tipo di abuso.

La conservazione sistematica di dati di traffico delle più svariate tipologie per un periodo di un anno o anche maggiore sarebbe evidentemente sproporzionata e, quindi, in ogni caso inaccettabile”.

Tale Dichiarazione dava man forte ai principi stabiliti nella Direttiva 2002/58/CE, in materia di trattamento dei dati relativi al traffico (definiti all’art. 2 come “qualsiasi dato sottoposto a trattamento ai fini della trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica o della relativa fatturazione”). Mentre l’art. 15 della Direttiva apriva il campo alla regolamentazione nazionale attribuendo allo Stato membro la facoltà di adottare disposizioni volte a limitare i diritti e gli obblighi inerenti al trattamento dei dati relativi al traffico “qualora tale restrizione costituisca, ai sensi dell’art. 13, paragrafo 1, della direttiva 95/46/CE, una misura necessaria, opportuna e proporzionata all’interno di una società democratica per la salvaguardia della sicurezza nazionale, della difesa, della sicurezza pubblica; e la prevenzione, ricerca, accertamento e perseguimento dei reati, ovvero dell’uso non autorizzato del sistema di comunicazione elettronica. A tal fine gli Stati membri possono tra l’altro adottare misure legislative le quali prevedano che i dati siano conservati per un periodo di tempo limitato (…)”.

I Garanti per la privacy europei, con Parere n.1/2003, rimarcavano nuovamente i principi espressi più volte in passato, precisando peraltro che i dati relativi alla fatturazione del traffico telefonico potessero essere conservati non oltre i 6 mesi, tranne casi particolari (ad esempio qualora una fattura sia contestata dall’abbonato o in presenza di dati acquisiti per motivi di sicurezza nazionale, ordine pubblico, indagini penali).

L’unica eccezione, sottolineavano i Garanti, è rappresentata dall’esistenza di una specifica riserva di legge: tale è, ad esempio, il caso delle eventuali deroghe proporzionate, previste in quanto effettivamente “necessarie” per la salvaguardia della sicurezza nazionale, della difesa o dell’ordine pubblico, oppure per il perseguimento dei reati e per le indagini penali.

Il legislatore italiano, dando attuazione all’art. 15 della Direttiva 2002/58, ha disciplinato la conservazione dei dati di traffico agli artt. 123 e art. 132 del Dlgs. 196/2003. Tale disciplina ha sofferto l’assenza di precise indicazioni normative europee sui tempi di conservazione dei dati di traffico, tanto da renderne necessaria una modifica con decreto legge n.354/03 (divenuto legge il 26 febbraio 2004) che ha portato ad un’integrale riformulazione dell’art. 132 del Dlgs. 196/2003, relativo alla conservazione dei dati di traffico per finalità di accertamento e repressione di reati (per un approfondito commento sulla modifica dell’art. 132 si veda l’articolo di Andrea Lisi e Maurizio De Giorgi su Punto Informatico ).

Il vecchio testo della norma stabiliva genericamente che “Fermo restando quanto previsto dall’articolo 123, comma 2, i dati relativi al traffico telefonico sono conservati dal fornitore per trenta mesi, per finalità di accertamento e repressione di reati, secondo le modalità individuate con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri dell’interno e delle comunicazioni, e su conforme parere del Garante”.
Il nuovo testo dell’art. 132 si articola in 5 commi che disciplinano in maniera dettagliata le operazioni di conservazione e di acquisizione al giudizio dei dati di traffico per finalità di accertamento e repressione di reati.

Il recente Parere (n.9/2004) dei Garanti della Privacy europei va senza dubbio ad interferire con quanto disposto dai commi 2, 3 e 5 dell’art. 123 e dai commi 1 e 2 dell’art. 132, considerando illegittima la conservazione preventiva ed aprioristica di tutti i dati relativi al traffico, anche nell’ipotesi in cui questi siano stati richiesti per concrete esigenze di indagini giudiziarie e di polizia. Un obbligo di conservare preventivamente per un certo periodo tutti i dati di traffico e localizzazione utilizzati dai Provider per fornire servizi di comunicazione – affermano i Garanti europei – sarebbe contrario ai principi di proporzionalità, pertinenza e finalità specifica cui si deve ispirare ogni operazione di trattamento dei dati personali: nell’utilizzare i dati di traffico per finalità giudiziarie o di polizia è necessario rispettare la Convenzione europea dei diritti umani.

L’art. 8 (2) della Convenzione, stabilisce, infatti, che un’interferenza nella vita privata delle persone – che si verrebbe a realizzare imponendo ai Provider un obbligo di conservare obbligatoriamente, per un periodo che varia dai 12 ai 36 mesi, tutti i dati di traffico e localizzazione utilizzati per fornire servizi di comunicazione – è ammissibile soltanto se ha un adeguato fondamento giuridico, se risponde a criteri di necessità nel quadro di una società democratica e se è conforme agli scopi legittimi previsti dalla Convenzione stessa.

Qualora fosse adottata la decisione-quadro del Consiglio Ue presentata da quattro Paesi europei (Francia, Irlanda, Regno Unito, Svezia – doc. 8958/04 del 28 aprile 2004), la sorveglianza delle comunicazioni, che dovrebbe essere un’eccezione mossa da una necessità (sicurezza nazionale, ordine pubblico, perseguimento di reati, etc?) si trasformerebbe in una pericolosa regola. Tutti gli utenti, e non solo i potenziali sospetti o i criminali, ne subirebbero le conseguenze, e verrebbero inevitabilmente violati i principi stabiliti dalla Convenzione europea sui diritti umani, nonchè i principi generali che sono alla base della disciplina del trattamento dei dati personali.

Come si atteggerà il legislatore italiano, nonché il legislatore degli altri Paesi, di fronte a questa nuova precisazione dei Garanti europei?

Avv. Giancarlo Barbon
Studio Legale Sarzana & Partners
www.lidis.it

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  • Anonimo scrive:
    ABOLIZIONE LEGGE MARCHI
    ABOLIZIONE LEGGE MARCHIhttp://www.petitiononline.com/alm/petition.html
  • Gatto Selvaggio scrive:
    Re: Una caduta di STILE

    personalmente quando acquisto qualcosa non
    mi documento sulla moralità del venditoreE fai male. Ad esempio il marchio GAP appartiene a una famiglia che ha preso in appalto disboscamenti di foreste demaniali americane, e gli informati disertano tali prodotti.Certo che ad applicare tale principio con coerenza si finisce a vivere nei boschi come il sottoscritto.
  • Anonimo scrive:
    Re: semplice: non ragiona

    Gente immatura, ingenua, solo bambini
    complessati.Io direi più semplicemente ignoranti Aldo
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo
    La casa automobilistica "Ferrari" l'omonimo
    spumante avrebbero lo stesso diritto di
    avere un ipotetico ferrari.it (nel momento
    in cui scrivo non so a chi sia assegnato).
    Ma è ovvio che un qualunque Mario
    Ferrari non potrebbe registrare quel dominio
    solo per vendere sopettini del cesso !Il qualunque Mario Ferrari potrebbe aver registrato il dominio per metterci su le foto delle sue vacanze. Per i siti commerciali esiste l'apposito dominio .com, e dovrebbero usare solo quello.
  • Anonimo scrive:
    Re: Una caduta di STILE

    non credo il loro fatturato ne abbia
    risentito,
    personalmente quando acquisto qualcosa non
    mi documento sulla moralità del
    venditoreIo invece scelgo con cura il mio fornitore.Dev'essere un ragazzotto bianco, di buonafamiglia che spaccia solo ed esclusivamenteper comprarsi il porche
  • Anonimo scrive:
    Re: semplice: non ragiona
    Non ragiona, non e' questione di chiedersi come lo faccia.E' un tifoso politico, si evince dalla menzione gratuita ai "no global".Questi hanno il cervello a senso unico, e la personalita' a manovella.E sono tutti pateticamente convinti di essere pieni di carattere, fra l'altro.Mentre non aspettano altro che l'avvento di ordine e disciplina, di gerarchie forzate, nelle quali si sentono sicuri, dalle quali nessuno, loro compresi, possano fuggire.Perche' il resto li spaventa a morte.Hanno trovato un credo, sono dei fanatici.E per non perdere l'appiglio e cadere nel caos che hanno dentro, farebbero qualsiasi cosa per il loro credo.Gente immatura, ingenua, solo bambini complessati.
  • Anonimo scrive:
    Re: ma come ragioni?
  • Anonimo scrive:
    Re: Viva il RE, Viva GIORGIO
  • Anonimo scrive:
    Re: Ai diritti di Luca Armani chi ci pensa ?

    Se no, a suo tempo avrei potuto convincere
    il mio vicino, un simpatico vecchietto che
    di cognome fa Ferrari a registrare
    ferrari.it (che comunque è un
    redirect) e nella causa sostenere che in
    realtà digitando quell'url la gente
    cerca un pensionato e non un' "oscura" casa
    automobilistica....E perchè il vecchietto non dovrebbe poter registrare un sito col suo cognome? Perchè la Ferrari come azienda ha più diritti del Ferrari pensionato?Vi accorgete di ciò che dite? Perchè non posso registrare un sito col mio cognome se questo è lo stesso di un'azienda?
  • Anonimo scrive:
    Re: Una caduta di STILE

    Trovando armani.it miracolosamente libero,
    avrà pensato che registrarselo
    potesse essere un'astuzia commerciale (e che
    male c'è? Il commercio è anche
    fatto di astuzie).non solo per Luca Armani pare
    Avrà creduto, come avremmo creduto
    tutti, di avere diritto al dominio
    perché registrava per primo un
    dominio corrispondente al suo nome.se mi chiamassi ferrari qualche dubbio mi verrebbe
    Ma in un paese corporativo quale l'Italia le
    leggi danno sempre ragione ai forti - si
    veda quant'è successo con le
    assicurazioni auto.in compenso a chi non piace è libero di migrare
    Comunque, timbrificio.com è anche
    meglio, soprattutto dopo la notorietà
    acquisita dalla vicenda. Tirate le somme,
    Giorgio Armani s'è fatto una
    figuruccia e Luca Armani un po' di
    pubblicità.non credo il loro fatturato ne abbia risentito,personalmente quando acquisto qualcosa nonmi documento sulla moralità del venditore
  • Anonimo scrive:
    Re: armani giorgio
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo






    1) se registro il marchio fiat.it
    sono

    in


    cerca di disgrazie


    2) se ho moglie figli e devo tirare

    avanti


    non mi metto


    contro una


    multinazionale per questioni di

    principio


    3) se poi lo facessi non verrei
    qui a


    piagnucolare in


    cerca di elemosina


    (soldi)



    Finché la gente ragionerà
    come

    te, chi non ha soldi e/o potere, la

    prenderà sempre nel didietro. Ti

    rendi conto che con queste tue parole da

    saggio 3X2, stai legittimando un

    comportamento teso a privare del
    diritto ad

    un cognome ed all'uso dello stesso
    chiunque

    non sia capace per motivi meramente

    economici di far valere tale diritto?

    Cioè, io mi chiamo Sarcazzi e non

    posso avere un sito sarcazzi.it,

    perché un altro Sarcazzi, che si

    sveglia un giorno successivo X,
    stabilisce,

    soldi alla mano e avvocati alle spalle,
    di

    essere più famoso di me? E se un

    giorno il primo Sarcazzi divenisse

    più famoso del secondo? Chi

    stabilirebbe la quantità di
    fama? E

    il sito passerebbe nuovamente di mano?

    Chi è più famoso, il
    Cardinale

    Martini, o il Martini che ci scoliamo?
    A chi

    dei due spetterebbe il sito Martini.it?
    e

    Ferrari spumante con Ferrari Enzo? E
    tra i

    Guzzanti? come si stabilisce la fama?
    Forse

    in Armani è semplice, ma negli
    altri

    casi? La legge non deve essere generale?

    Dovrebbe invece valere, come sempre, la

    regola del chi primo arriva primo
    alloggia.

    Sarcazzi 1 arriva primo? Bene, l'altro
    si

    morde il gomito per non averci pensato
    per

    tempo e rode in silenzio. Questa
    è

    giustizia. Al di là di ogni

    spiegazione in legalese.

    Che poi l'Armani poverello nemmeno

    concorrenza poteva fare, visto che
    vendeva

    ben altro. E' stato solo una
    dimostrazione

    di potere. Ignobile.
    benvenuto nel mondo realeattento alle spalle... :D
  • Anonimo scrive:
    Re: ma come ragioni?
    - Scritto da: Anonimo


    finalmente tutto si è sistemato,
    la

    giustizia ha fatto il suo corso, il sito

    internet è passato allo stilista



    almeno non sentiremo più
    piagnistei,

    usurpazioni di cognomi, scioperi della
    fame,

    petizioni varie, new global e senatori

    Un giorno o l'altro che registrerai
    tuocognome.it qualche azienda te lo
    soffierà per ragioni analoghe.e mi sembrerebbe anche giusto
  • Anonimo scrive:
    Re: Diamogli una mano
    Be', e` un'idea.Oh, quantomeno stavolta ha registrato un .com.Il .it sembra un ccTLD un po' difficile... peccato che era interessante.* aveva candidamente tentato anni fa di scoprire se erano liberi "get.it", "have.it", "see.it", "make.it", "take.it", ecc... scoprendo che appartenevano quasi tutti a una ditta inglese...*ps.dopo aver controllato a cosa punta get.it, e aver controllato le (pubbliche) statistiche del sito a cui punta, e aver notato che fanno una media di una decina di visite al giorno, forse non era poi cosi` conveniente registrare quei domini...==================================Modificato dall'autore il 27/11/2004 23.56.33
  • Anonimo scrive:
    Re: Egr. sig. Giorgio Armani,
    - Scritto da: Anonimo
    Hai ragione!
    Leggendo i vari post ho notato che son in
    molti a voler fare i moralisti ma in
    realtà si nota un filo di invidia.Senti, ne abbiamo discusso parecchio.C'era una regola, che poi e` stata scavalcata piu` volte.Chi primo arrivava, primo alloggiava.Al di la` di qualsiasi moralismo o moto d'invidia.Pero` il mio post mirava a rinfrescare le idee sui concetti istintivi di giustizia e ingiustizia. L'esperimento e` stato fatto davvero, e piu` volte. E` provato.La ditta (e probabilmente non is Sig. Giorgio) non ha fatto qualcosa di "grande" di cui NOI dovremmo essere invidiosi, e` che ha fatto proprio la prepotente. E da che mondo e` mondo i prepotenti si attirano sempre addosso:a) molti quattrini;b) odio (e non invidia).Ho come l'impressione che l'anticonformista (?) che difende una multinazionale in un caso del genere sappia bene che quel che fa va contro la psicologia collettiva, ho ragione o no? E che difendendola gratuitamente su un forum come questo in realta` non stia esprimendo un'opinione, ma cercando di:a) emergere al di sopra del "gregge", o di cosa considera tale;b) cercando rogne per divertirsi a vedere cosa rispondono le "pecore", o cosa considera tali.
    La mia impressione è stata che quel
    timbrificio aveva approfittato dell'omonimia
    per aumentare la propria visibilità a
    suo rischio perché prima o poi
    qualcuno avrebbe bussato...Puo` darsi, ma considera che Luca, a quanto ho capito, aveva registrato il suo dominio molto prima che lo facesse la G.A. Piu` probabilmente, semplicemente non voleva un nome troppo lungo, visto che tanto, come sancito dalle ALLORA regole di naming, era arrivato prima e poteva registrare quel che gli pareva. Quindi "armani.it" gli era sembrata, piu` che un tentativo di usurpare la fama dello stilista, un'ottima scelta in termini pratici, e comunque piu` semplice da memorizzare che "timbrificioarmani.it" o qualcosa del genere.Dimmi un po', tu cosa avresti fatto?Su, sii sincero.E meno male che IO non ho avuto la bella idea di registrare il mio cognome! E` una SpA anche quella (di un mio parente), e oggi, anche se forse piu` gentilmente vista la parentela, probabilmente avrei dovuto cederglielo. Fortunatamente per me, sono stato piu` fantasioso e ho deciso di non legare il dominio al mio cognome, ma non faccio fatica a immaginare che Luca Armani possa aver pensato piu` banalmente.
  • Anonimo scrive:
    Re: ma come ragioni?

    finalmente tutto si è sistemato, la
    giustizia ha fatto il suo corso, il sito
    internet è passato allo stilista

    almeno non sentiremo più piagnistei,
    usurpazioni di cognomi, scioperi della fame,
    petizioni varie, new global e senatoriUn giorno o l'altro che registrerai tuocognome.it qualche azienda te lo soffierà per ragioni analoghe.
  • Anonimo scrive:
    Re: Una caduta di STILE

    Beh chissà come mai Luca Armani non
    ha scelto lucaarmani.it o
    timbrificioarmani.it...

    Ognuno ha le sue colpe.
    C.Trovando armani.it miracolosamente libero, avrà pensato che registrarselo potesse essere un'astuzia commerciale (e che male c'è? Il commercio è anche fatto di astuzie).Avrà creduto, come avremmo creduto tutti, di avere diritto al dominio perché registrava per primo un dominio corrispondente al suo nome.Ma in un paese corporativo quale l'Italia le leggi danno sempre ragione ai forti - si veda quant'è successo con le assicurazioni auto.Comunque, timbrificio.com è anche meglio, soprattutto dopo la notorietà acquisita dalla vicenda. Tirate le somme, Giorgio Armani s'è fatto una figuruccia e Luca Armani un po' di pubblicità.
  • Anonimo scrive:
    Re: Una caduta di STILE

    Beh chissà come mai Luca Armani non
    ha scelto lucaarmani.it o
    timbrificioarmani.it...Questo rimane un mistero... chi lo sa?Forse ha dato qualche occhiatina al regolamentodel RA e ha pensato che chiamandosi Armani aveva il diritto di farlo. Penso io, eh? ma sai e' solo la modesta opinione di un umile annusatore di cozze morte
  • Anonimo scrive:
    Re: ma lol
    Secondo me, da un punto di vista strettamente sematico marchio si sposa particolarmente bene con timbro. Pero' sai, e' solo l'umile opinione di un adoratore della patata
  • ammatwain scrive:
    Re: ma lol

    Il lavoro - anche se fosse inutile -
    nobilita l'uomo. Chi sceglie di fare lo
    stilista, lo fa per seguire le proprie
    inclinazionie giorgino e' molto inclinato
  • Anonimo scrive:
    Re: per me è stato troppo buono
    - Scritto da: Anonimo
    Anche io avrei fatto la stessa cosa, pero'
    se fossi stato Giorgio.
    E avrei fatto vedere come qualcuno disonesto
    mi stava rubando il dominio.L. Armani il dominio lo aveva acquistato tempo prima e in tutta libertà e onestà (si tratta anche del *SUO* cognome).
  • Anonimo scrive:
    Re: armani giorgio
    - Scritto da: Anonimo



    1) se registro il marchio fiat.it sono
    in

    cerca di disgrazie

    2) se ho moglie figli e devo tirare
    avanti

    non mi metto

         contro una

    multinazionale per questioni di
    principio

    3) se poi lo facessi non verrei qui a

    piagnucolare in

         cerca di elemosina

    (soldi)

    Finché la gente ragionerà come
    te, chi non ha soldi e/o potere, la
    prenderà sempre nel didietro. Ti
    rendi conto che con queste tue parole da
    saggio 3X2, stai legittimando un
    comportamento teso a privare del diritto ad
    un cognome ed all'uso dello stesso chiunque
    non sia capace per motivi meramente
    economici di far valere tale diritto?
    Cioè, io mi chiamo Sarcazzi e non
    posso avere un sito sarcazzi.it,
    perché un altro Sarcazzi, che si
    sveglia un giorno successivo X, stabilisce,
    soldi alla mano e avvocati alle spalle, di
    essere più famoso di me? E se un
    giorno il primo Sarcazzi divenisse
    più famoso del secondo? Chi
    stabilirebbe la quantità di fama? E
    il sito passerebbe nuovamente di mano?
    Chi è più famoso, il Cardinale
    Martini, o il Martini che ci scoliamo? A chi
    dei due spetterebbe il sito Martini.it? e
    Ferrari spumante con Ferrari Enzo? E tra i
    Guzzanti? come si stabilisce la fama? Forse
    in Armani è semplice, ma negli altri
    casi? La legge non deve essere generale?
    Dovrebbe invece valere, come sempre, la
    regola del chi primo arriva primo alloggia.
    Sarcazzi 1 arriva primo? Bene, l'altro si
    morde il gomito per non averci pensato per
    tempo e rode in silenzio. Questa è
    giustizia. Al di là di ogni
    spiegazione in legalese.
    Che poi l'Armani poverello nemmeno
    concorrenza poteva fare, visto che vendeva
    ben altro. E' stato solo una dimostrazione
    di potere. Ignobile.benvenuto nel mondo reale
  • Anonimo scrive:
    Ergo le regole del nic
    non valgono nella vita reale.Chissà Il Codogno cosa ne pensa.
  • Anonimo scrive:
    Mi raccomando
    questo natale fate regali armani.
  • avvelenato scrive:
    Re: Egr. sig. Giorgio Armani,
    - Scritto da: Anonimo
    Hai ragione!
    Leggendo i vari post ho notato che son in
    molti a voler fare i moralisti ma in
    realtà si nota un filo di invidia.
    Qualche anno fa quando non esisteva ancora
    questa disputa mi sono imbattuto nel sito
    armani.it e ho trovato solamente dei timbri
    al posto degli abiti...
    La mia impressione è stata che quel
    timbrificio aveva approfittato dell'omonimia
    per aumentare la propria visibilità a
    suo rischio perché prima o poi
    qualcuno avrebbe bussato...
    Ingenuo?mi immagino la scena:"sì, insomma, stavo cercando un abito Armani, sai, per una serata di gala, molto importante, allora vado sul sito www.armani.it, e -cosa ti trovo? Uno splendido timbrificio!All'inizio pensavo davvero fosse parte di una nuova strategia dello stilista, quello di applicarsi alla cancelleria da uffici.. già speravo di poter riacquistare graffettatrice e sedia girevole per la mia am.. ehm.. :$ segretaria... comunque successivamente mi sono reso conto che il timbrificio era di un certo Luca Armani. E, beh, seppur abbia chiesto, egli ha negato parentele con lo stilista; ciononostante devo dire che di stile ne possiede anch'egli!Ho ordinato subito una decina di timbri nuovi per l'ufficio, e conto di ordinarne altri 30 in futuro. Ma la cosa buffa sai qual'é?Uscito dal sito mi sono totalmente dimenticato di cercarmi l'abito da sera che mi serviva.... :| "
  • Anonimo scrive:
    www.armani.it = giorgio armani
    www.armani.it = giorgio armani lo stilistafinalmente tutto si è sistemato, la giustizia ha fatto il suo corso, il sito internet è passato allo stilistaalmeno non sentiremo più piagnistei, usurpazioni di cognomi, scioperi della fame, petizioni varie, new global e senatorifinalmente questa storia è finita
  • Anonimo scrive:
    Re: Egr. sig. Giorgio Armani,
    Hai ragione!Leggendo i vari post ho notato che son in molti a voler fare i moralisti ma in realtà si nota un filo di invidia.Qualche anno fa quando non esisteva ancora questa disputa mi sono imbattuto nel sito armani.it e ho trovato solamente dei timbri al posto degli abiti...La mia impressione è stata che quel timbrificio aveva approfittato dell'omonimia per aumentare la propria visibilità a suo rischio perché prima o poi qualcuno avrebbe bussato...Ingenuo?
  • Anonimo scrive:
    Re: Stile? no grazie!
    - Scritto da: visionx
    Siccome il signor luca e' intestatario alla
    camera di commercio del "timbrificio armani"
    ha tutto il diritto di registrare
    "timbrificioarmani.it" ma non Armani.it a
    meno che non l'abbia registrato come
    persona fiscia con il codice fiscale.Credo che all'epoca non fosse possibile ancora registrare i domini come persona fisica.
  • Anonimo scrive:
    Re: Diamogli una mano
    Il link non si vede, proviamo a vedere se così va:<a href="http://www.timbrificio.com"
    Armani</a
    insomma un link a http://www.timbrificio.com con Armani
  • Anonimo scrive:
    Diamogli una mano
    Ho letto i vari interventi e mi sono convinto che legalmente GArmani abbia ragione (per quanto riguarda www.armani.it, mentre per quanto riguarda www.@rmani.it mi sembra una sopercheria bella e buona).Però anche se le cose stanno così onestamente non mi sembra affatto giusto. Da oggi su tutti i miei siti (beh quello del lavoro non posso) metterò il seguente link:ArmaniInvito gli altri partecipanti del forum a fare altrettanto! Secondo voi quanto ci mette google a mostrarlo al primo posto come risultato?
  • Anonimo scrive:
    Re: Egr. sig. Giorgio Armani,

    Ora, chi ha avuto piu` "premi" nella vita?
    Quale dei due Armani?Ma parliamo di giustizia o invidia?michele.
  • Anonimo scrive:
    Re: armani giorgio

    1) se registro il marchio fiat.it sono in
    cerca di disgrazie
    2) se ho moglie figli e devo tirare avanti
    non mi metto
         contro una
    multinazionale per questioni di principio
    3) se poi lo facessi non verrei qui a
    piagnucolare in
         cerca di elemosina
    (soldi)Finché la gente ragionerà come te, chi non ha soldi e/o potere, la prenderà sempre nel didietro. Ti rendi conto che con queste tue parole da saggio 3X2, stai legittimando un comportamento teso a privare del diritto ad un cognome ed all'uso dello stesso chiunque non sia capace per motivi meramente economici di far valere tale diritto?Cioè, io mi chiamo Sarcazzi e non posso avere un sito sarcazzi.it, perché un altro Sarcazzi, che si sveglia un giorno successivo X, stabilisce, soldi alla mano e avvocati alle spalle, di essere più famoso di me? E se un giorno il primo Sarcazzi divenisse più famoso del secondo? Chi stabilirebbe la quantità di fama? E il sito passerebbe nuovamente di mano? Chi è più famoso, il Cardinale Martini, o il Martini che ci scoliamo? A chi dei due spetterebbe il sito Martini.it? e Ferrari spumante con Ferrari Enzo? E tra i Guzzanti? come si stabilisce la fama? Forse in Armani è semplice, ma negli altri casi? La legge non deve essere generale?Dovrebbe invece valere, come sempre, la regola del chi primo arriva primo alloggia. Sarcazzi 1 arriva primo? Bene, l'altro si morde il gomito per non averci pensato per tempo e rode in silenzio. Questa è giustizia. Al di là di ogni spiegazione in legalese.Che poi l'Armani poverello nemmeno concorrenza poteva fare, visto che vendeva ben altro. E' stato solo una dimostrazione di potere. Ignobile.
  • Anonimo scrive:
    Re: Una caduta di STILE
    - Scritto da: ZipGenius
    www.emporioarmani.it
    www.giorgioarmani.it Chissà come mai giorgio armani non si è accontentato di un solo dominio come fanno tutti...
  • ZipGenius scrive:
    Re: Una caduta di STILE
    http://www.emporioarmani.ithttp://www.giorgioarmani.it
  • ZipGenius scrive:
    Re: ma lol
    - Scritto da: Anonimo
    Chi fa moda fa il lavoro più inutile
    del pianeta ma pensa che senza di loro non
    si possa vivere.... La cosa mi riempie di
    tristezza, ovviamente per loro.Il lavoro - anche se fosse inutile - nobilita l'uomo. Chi sceglie di fare lo stilista, lo fa per seguire le proprie inclinazioni, quindi non vedo perché dovrebbe riempirti di tristezza. A me personalmente infondono parecchia tristezza quelli che, pur potendo lavorare, non lo fanno perché vogliono sempre avere il mioglior posto di lavoro del mondo e si vergognano di fare lavori umili.Mio nonno era calzolaio. Mio padre ha studiato (con grossi sacrifici) e si è laureato in medicina, ma mai si è vergognato di dire in giro che il padre era calzolaio. Uno stilista è un po' come un calzolaio più ricco e raffinato: entrambi producono accessori per l'abbigliamento.Ricorda: nessun lavoro è inutile e beato sia chi il lavoro ce l'ha già.
  • theDRaKKaR scrive:
    Re: info da NewGlobal.it
    tanti auguri a Luca e a Voi
  • Anonimo scrive:
    Re: Una caduta di STILE
    - Scritto da: Anonimo
    Beh chissà come mai Luca Armani non
    ha scelto lucaarmani.it o
    timbrificioarmani.it...Chissà come mai Giorgio Armani non ha scelto di giorgioarmani.it o emporioarmani.it
  • Anonimo scrive:
    Re: armani giorgio
    - Scritto da: Anonimo
    vergognati.1) se registro il marchio fiat.it sono in cerca di disgrazie2) se ho moglie figli e devo tirare avanti non mi metto contro una multinazionale per questioni di principio3) se poi lo facessi non verrei qui a piagnucolare in cerca di elemosina (soldi)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ai diritti di Luca Armani chi ci pensa ?
    - Scritto da: Sandro kensan

    - Scritto da: Anonimo

    A mio avviso il signor Luca Armani
    altro non

    ha fatto che un tentativo di

    Cybersquatting.... non li ritengo
    "diritti

    lesi".

    Io non salgo sul carro del vincitore, sto
    dalla parte di Luca anche se ha perso in
    tribunale e ha perso dentro il nostro
    sistema economico-sociale.

    Ritengo che la persona sia più
    importante dei soldi.ergo non gli dai soldi ma supporto morale:p
  • Anonimo scrive:
    Re: E intanto PI gli fa pubblicità
    - Scritto da: Anonimo
    Io ad Armani (lo stilista, non il
    timbrificio) non dedicherei neppure una
    mezza riga del mio sito per menzionarlo.

    Già non ho comprato nei mai
    comprerò un suo capo... e dopo questa
    vicenda ho anche sconsigliato i pochi amici
    che ho sentito nominare il suo marchio di
    comprare qualcosa da lui.

    Forse smettere di fargli pubblicità e
    di comprare i suoi prodotti sarebbe la
    miglor forma di giustizia.potresti iniziare tu a non parlarne
  • Anonimo scrive:
    Re: Ai diritti di Luca Armani chi ci pensa ?

    Ritengo che la persona sia più
    importante dei soldi.Ricordati pero' che la causa era tra due società, non tra due individui (o tra Luca contro la Giorgio Armani Spa)mic
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma Luca Armani che fine ha fatto?
    I nuovi browser non credo supportino più le @ negli indirizzi URL.In ogni caso ecco Luca Armani http://www.timbrificio.com
  • Anonimo scrive:
    Re: Una caduta di STILE
    Beh chissà come mai Luca Armani non ha scelto lucaarmani.it o timbrificioarmani.it...Ognuno ha le sue colpe.C.
  • Anonimo scrive:
    Re: Viva il RE, Viva GIORGIO
    - Scritto da: Anonimo
    Finalmente la giustizia ha trionfato.Se volevi, dicendo questo, risultare antipatico ai piu`, ci sei riuscito benissimo. Hai fatto un corso o ti viene naturale?ps. http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=815460
  • Anonimo scrive:
    Re: Egr. sig. Giorgio Armani,
    - Scritto da: Anonimo
    Per una volta la giustizia ha prevalso
    sull'ingiustiziaPosso un attimo chiarirti il significato piu` naturale di "giustizia"?Allora, qualche tempo fa degli etologi si fanno curiosi e si mettono in testa di scoprire se tra gli animali, almeno i primati piu` simili all'uomo, come gli scimpanze`, possano concepire una sorta di senso di giustizia "istintivo".Quindi provano a fare un esperimento: prendono due scimmiette e le mettono in gabbie separate, ma in modo che l'una possa vedere l'altra attraverso una parete trasparente. Poi insegnano ad emtrambe a compiere un certo esercizio, e tutte le volte che lo svolgono correttamente, le premiano con una certa quntita` di cibo, del tipo che maggiormente preferiscono.Un bel giorno, il trattamento comincia ad essere intenzionalmente iniquo: per lo stesso esercizio, a una delle scimmiette viene distribuito meno cibo che all'altra.Risultato, ovvio, la scimmietta dopo un po' s'incazza.Ora, chi ha avuto piu` "premi" nella vita?Quale dei due Armani?
  • Anonimo scrive:
    Re: Ai diritti di Luca Armani chi ci pensa ?
    - Scritto da: Sandro kensan

    Ritengo che la persona sia più
    importante dei soldi.Che avrai voluto dire con questa frase insulsa? Boh?
  • Anonimo scrive:
    Re: Ai diritti di Luca Armani chi ci pensa ?
    - Scritto da: Anonimo
    Purtroppo Luca Armani ha lottato per anni
    inutilmente a quanto sembra. Gli interessi
    di una multinazionale ancora una volta
    schiacciano i diritti della persona.
    Paradossalmente queste multinazionali fanno
    dello stile e delle iniziative benefiche la
    loro
    bandiera mentre appena hanno l'occasione
    riducono sul lastrico le persone che
    ostacolano i loro progetti.
    :'(:'(La Magistratura, non le multinazionali ha dato torto a Luca Armani. Quella stessa Magistratura che voi osannate quando da torto a Berlusconi o gli sciopera contro.
  • ZipGenius scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: visionx
    sulla qeustione il signor urbani ha
    dichiarato in televisione: "beh per i
    ragazzini si chiudera' un occhio"
    questo significa che se ti presenti a 30
    anni in tribunale con le braghe larghe della
    broke e' dimostrabile che a livello
    psicologico sei un ragazzino per cui dopo la
    dovuta perizia psichiatrica sei scagionato.

    cmq notiamo la brillantezza della frase che
    rafforntiamo con il principio base del
    diritto latino dove : il diritto deve essere
    certo.Ehi Vision... Sei avvocato o studi giurisprudenza, forse?Chissà perchè in questo thread sono perfettamente d'accordo con il tuo punto di vista :)
  • ZipGenius scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: 3p


    Ma santo cielo, timbrificioarmani.com
    /.it

    ci fa proprio schifo?

    Ma allora #@#]#@ !!!! :@ ,
    emporioarmani.com/.it ci fa proprio schifo?No. Infatti:http://www.emporioarmani.com/esiste.
  • ZipGenius scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    Scusami me non sono d'accordo con te,

    infatti lui aveva tutto il diritto di
    avere

    quel dominio, aveva il nome e l'aveva

    registrato prima.

    Per carità, sono pienamente daccordo
    che avesse tutto il diritto di avere quel
    dominio, inoltre l'aveva pure registrato in
    tempi ancora non sospetti (o almeno, non
    sospetti ai più, tanto che G.A.
    ancora non l'aveva occupato), fra l'altro se
    andavi sul sito del NIC trovavi scritto
    (all'epoca l'avevo letto anch'io) che un
    nome a dominio non era equiparabile ad un
    marchio, quindi sono ancora a domandarmi
    sulla leicità di questa
    retroattività che ha fatto trovare
    Luca, di punto in bianco, fuori legge.
    La colpa non è di G. Armani, o di chi ha scritto la legge. Nessuno ha colpa, in quanto spetta al giudice stabilire quanto l'aver registrato il dominio armani.it costituisca una possibile forma di concorrenza sleale. Il fatto che la registrazione sia stata eseguita prima da Luca Armani potrebbe non contare nulla.
  • ZipGenius scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: visionx
    a) si sia sbagliato a reperire la
    documentazione sulla legislazione.
    b) volesse tentare il colpo grosso perche se
    riusciva a mettere a segno il tiro ne
    avrebbe avuto una pubblicita' (inteso lo
    studio legale) immensa.
    c) qualche altro errore di valutazione in
    buonafede da parte dell'avvocato.

    nei casi A & C vabbeh e' un errore
    sostanzialmente, se e' B e' abbastanza
    grave.
    Per cui il signor luca potrebbe a questo
    punto potrebbe querelare il suo avvocato per
    aver considerato erroneamente la questioneDovrebbe segnalare il caso di infedele patrocinio all'ordine forense competente per territorio, poiché nel caso B il legale avrebbe sopratutto pensato a fare i propri interessi anziché quelli del cliente, che va sempre e comunque instradato verso la soluzione migliore e più economica (ossia: non è sempre necessario instaurare una lite giudiziaria, ma si può anche discutere e agire diversamente).
  • ZipGenius scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo


    Allora, secondo il tuo ragionamento, G.A.
    avrebbe dovuto scegliere
    www.abbigliamentoarmani.it, non ti sembra?"Giorgio Armani s.p.a" è considerato un marchio celebre, per il quale un sito internet è considerato un'estensione dell'impresa.Registrare "armani.it" un minimo di dubbio te lo fa sorgere: vuoi promuovere un'attività e non specifichi che si tratta di un timbrificio? E il visitatore che abita da in un'altra zona d'Italia cosa può sapere che "armani.it" non è un sito dello stilista ma quello di un timbrificio?
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo


    Il problema sta nel fatto che un
    regolare

    detentore di diritto sia stato alla fine

    oggetto di un sopruso da parte di una

    corporation.

    No, non era un regolare detentore di
    diritto, o avrebbe ancora il dominio.Hai letto i regolamenti della naming autority? Tra le regole c'e' che se il dominio e' uguale al tuo nome allora e' un dominio assegnato correttamente. E tra coloro che sono elegibili per avere quel nome (nome proprio, marchio o quant'altro) il primo che arriva prende e gli altri si attaccano. Il tribunale ha semplicemente stabilito che i regolamenti della naming authority italiana sono carta straccia e che un marchio commerciale vale molto di piu' di un nome proprio di una persona.
  • Anonimo scrive:
    sei proprio un poveretto.....
    perchè io che mi chiamo Ferrrari non posso avere ferrari.it solo perchè ce n'è uno più famoso??soprattutto se l'ho registrato prima di lui??chissenefrega se poi ci metto le foto di famiglia o le ricette della nonna, o ci vendo cessi piuttosto che paralumi.....ma sì dai, continuiamo così, tanto noi si conta quanto una cacca di mosca su un pezzo di carta igienica.....
  • Gatto Selvaggio scrive:
    Una caduta di STILE
    Non intendo denigrare un'azienda da cui in passato ho comprato qualche capo, prima che una maglia venisse a costare quanto uno stipendio.Ma quest'infierire legale su un più debole è proprio una caduta di stile... e per uno stilista dovrebbe essere un problema.
  • Anonimo scrive:
    info da NewGlobal.it
    Mi spiace se a causa di impegni sono riuscito solo ora a visionare il sito di pi e leggere l'articolo.Mi sembra giusto chiarire i fatti.L'associazione NewGlobal.it ha assicurato assistenza legale a Luca Armani insieme ai verdi che hanno fornito l'avvocato su Brescia dove noi siamo scoperti a seguito della sentenza avversa subita in primo grado per il dominio armani.it .Luca Armani purtroppo ha avuto una serie di problemi che lo hanno piegato e anche su consiglio del nostro avvocato (preoccupato per la sua situazione e per la sua salute) ha ceduto il dominio armani.it per evitare ulteriori gravissime conseguenze del tutto probabili.Non c'è stata transazione e le due cause (sia per armani.it che per rmani.it) restano in piedi con le relative udienze ed in quella situazione ci sarà la possibilità di far valere il principio sacrosanto del diritto al cognome senza che questo possa causare ulteriori danni a Luca.Noi restiamo dalla parte di Luca e ci auguriamo che possa aver ragione almeno sul dominio rmani.it anche per veder riconosciuta l'esistenza di un qualche limite ai diritti delle multinazionali che ci sembrano troppo considerati al contrario di quelli delle altre categorieEttore PanellaNewGlobal.it
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo

    proprio perchè ci sono persone
    che

    fanno cybersquatting come luca armani

    continui a non trovare quello che
    cerchi !

    per fortuna almeno in questo caso ha
    trionfato la giustiziadimenticavo, www.cybersquatting.it è liberoComplimenti!Il dominio è disponibile Registra subito cybersquatting.it cliccando su Procediluca non ci avrà pensato, pensaci tu.
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!

    proprio perchè ci sono persone che
    fanno cybersquatting come luca armani
    continui a non trovare quello che cerchi !per fortuna almeno in questo caso ha trionfato la giustizia
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!



    Dio si può toccare, ma
    Armani no.



    Esempi meno stupidi e fuori luogo non
    ne sai

    trovare ?

    Non mi sembra ne stupido, ne fuori luogo, o
    forse per questo non sai come rispondere?so come rispondere con esempi concreti, non con cose campate in ariaDavvero pensi che arrivi il tuo Dio a reclamare un dominio ?



    Davvero pensi che le persone che
    digitano

    "armani.it" cerchino uno sconosciuto

    timbraio ?

    Ci sono milioni di siti Internet e penso che
    digitando nel 99% dei casi non trovi quello
    che pensi.
    proprio perchè ci sono persone che fanno cybersquatting come luca armani continui a non trovare quello che cerchi !
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo

    Esempi meno stupidi e fuori luogo non

    ne sai


    trovare ?

    Certamente.

    www.it ha chi è assegnato?

    Alla Italian Naming Authority

    Ma non è assegnabile.

    Unassignable domain name
    aaa.it senza la "h" alla Marketing Network Milano srlma sicuramente perchè non sei stupido lo sapevi già.
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!

    Esempi meno stupidi e fuori luogo non
    ne sai

    trovare ?Certamente.www.it ha chi è assegnato?Alla Italian Naming AuthorityMa non è assegnabile.Unassignable domain name
  • visionx scrive:
    Re: Stile? no grazie!
    - Scritto da: Anonimo
    ci avrebbero guadagnato tutti di piu se g.a.
    avesse pagato direttamente il trimbraio
    anziche gli esosissimi avvocati per
    strozzare il trOmbatore stessoDal canto suo armani aveva gia' sentito cosa era stato fatto per bentton all'epoca, e sapendo di aver ragione ha proceduto.IMHO le migliaia di euro sono saltate fuori non per i primi 20 secondi in cui Luca poteva dire: ok hai ragione ecco qua il dominioma nei giorni successivi in cui si e' intestardito sulla base di chissa' quali grossolane informazioni pervenutegli da dio sa chi.
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!

    Esempi meno stupidi e fuori luogo non
    ne sai

    trovare ?www.dada.itwww.dade.itwww.dadi.itwww.dado.itwww.dadu.itTutti attivi, chi pensi di trovarci?
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo


    Dio si può toccare, ma Armani no.

    Esempi meno stupidi e fuori luogo non ne sai
    trovare ?Non mi sembra ne stupido, ne fuori luogo, o forse per questo non sai come rispondere?
    Davvero pensi che le persone che digitano
    "armani.it" cerchino uno sconosciuto
    timbraio ?Ci sono milioni di siti Internet e penso che digitando nel 99% dei casi non trovi quello che pensi.
    E' ovvio che ha approfittato del colpo di
    fortuna di essere omonimo di uno che
    lavorando è diventato famoso in tutto
    il mondo, e ne ha ingiustamente e
    furbescamente approfittato.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ai diritti di Luca Armani chi ci pen


    Hai ragione, quoto in pieno.

    Ma qua dentro si son lasciati tutti

    abbindolare dai piagnucolii di luca

    -furbastro- armani.

    Abbindolare?si lui dice "aiuto mi rubano il cognome" e tutti i pecoroni "oh poverino, il piccolo contro la multinazionale"

    Pochi si son resi conto che gli utenti
    di

    internet vanno tutelati e non si possono

    trovare di fronte ad un sito che nulla
    ha a

    che vedere con quel che cercano.

    Vanno tutelati?
    La regola vale per tutti i domini
    indistintamente o solo su armani.it?Tutti i domini, è chiaro.Per questo se digiti barilla.it non ti aspetti il sito di gertrude barilla che vende geranei.

    armani.it spetta allo stilista
    armani.com spetta allo stilista
    armani.net spetta allo stilista
    armani.ecc.ecc. spettano allo stilista

    poniamoli almeno un limite, io direi non
    più di mille e poi gli altri sono
    liberie perchè ?se hai diritto a 2000 domini perchè devi rinunciare a 1000 ?Questa si che sarebbe un ingiustizia, ed inoltre genererebbe confusione !E la regola di assegnazione dei domini dice, tra l'altro, che un dominio non puo' generare confusione degli utenti.Il selvaggio west del "chi primo arriva meglio alloggia" del web è finalmente finito.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ai diritti di Luca Armani chi ci pen

    Hai ragione, quoto in pieno.
    Ma qua dentro si son lasciati tutti
    abbindolare dai piagnucolii di luca
    -furbastro- armani.Abbindolare?
    Pochi si son resi conto che gli utenti di
    internet vanno tutelati e non si possono
    trovare di fronte ad un sito che nulla ha a
    che vedere con quel che cercano.Vanno tutelati?La regola vale per tutti i domini indistintamente o solo su armani.it?armani.it spetta allo stilistaarmani.com spetta allo stilistaarmani.net spetta allo stilistaarmani.ecc.ecc. spettano allo stilistaponiamoli almeno un limite, io direi non più di mille e poi gli altri sono liberiazz... ma anche questa regola non vale, mille è già stato superato
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!

    Dio si può toccare, ma Armani no.Esempi meno stupidi e fuori luogo non ne sai trovare ?Davvero pensi che le persone che digitano "armani.it" cerchino uno sconosciuto timbraio ?E' ovvio che ha approfittato del colpo di fortuna di essere omonimo di uno che lavorando è diventato famoso in tutto il mondo, e ne ha ingiustamente e furbescamente approfittato.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ai diritti di Luca Armani chi ci pen

    A mio avviso il signor Luca Armani altro non
    ha fatto che un tentativo di
    Cybersquatting.... non li ritengo "diritti
    lesi".Hai ragione, quoto in pieno.Ma qua dentro si son lasciati tutti abbindolare dai piagnucolii di luca -furbastro- armani.Pochi si son resi conto che gli utenti di internet vanno tutelati e non si possono trovare di fronte ad un sito che nulla ha a che vedere con quel che cercano.L'esempio del tuo vicino poi è perfettamente azzeccato.Saluti
    Se no, a suo tempo avrei potuto convincere
    il mio vicino, un simpatico vecchietto che
    di cognome fa Ferrari a registrare
    ferrari.it (che comunque è un
    redirect) e nella causa sostenere che in
    realtà digitando quell'url la gente
    cerca un pensionato e non un' "oscura" casa
    automobilistica....
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo
    Non ho capito il senso del tuo intervento.
    Se uno digita nomeDominio.it deve trovare
    utenteCheHaDirittoA quelDominio

    Nel caso di armani.it ---

    Giorgio_lo_stilistadio.it penso che di diritto lo possa usare solo il padre eterno o in sua vece il papainvece il 30 novembre 1999 la ditta Maruzzella s.r.l. lo ha registrato per motivi suoie nessuno al momento lo ha contestato, speriamo che il Signore guardi giù.Dio si può toccare, ma Armani no.
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    Non ho capito il senso del tuo intervento.Se uno digita nomeDominio.it deve trovare utenteCheHaDirittoA quelDominioNel caso di armani.it ---
    Giorgio_lo_stilista
  • Anonimo scrive:
    Re: per me è stato troppo buono
    Anche io avrei fatto la stessa cosa, pero' se fossi stato Giorgio.E avrei fatto vedere come qualcuno disonesto mi stava rubando il dominio.
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    Hai ragione.Se uno digita armani.it è ovvio che ci deve trovare lo stilista.Se uno digita ciampi.it è ovvio che ci deve trovare il presidente della repubblica.Se uno digita pinocchio.it è ovvio che ci deve trovare ........Se uno digita acqua.it è ovvio che ci deve trovare ........Se uno digita stilista.it è ovvio che ci deve trovare ........Se uno digita armanni.it è ovvio che ci deve trovare ........Se uno digita ramazzotti.it è ovvio che ci deve trovare ........Se uno digita xyz.it è ovvio che ci trova uno che ha registrato xyz.ito non è ovvio? o la regola vale solo per armani.it?
  • Anonimo scrive:
    Re: Egr. sig. Giorgio Armani,
    neanche io ho mai comprato armani, per lo stesso motivoma se avessi i soldi e non l'avessi ancora fatto inizierei a farlo ora, perchè G.A. ha assolutamente ragione.Per una volta la giustizia ha prevalso sull'ingiustizia
  • Anonimo scrive:
    Re: chi e cosa
    si ora ha l'ennesimo sito uguale
  • Anonimo scrive:
    Re: Mi sa che...
  • Anonimo scrive:
    Re: Egr. sig. Giorgio Armani,
    io non ho mai comprato armani, sono povero, i soldi li spendo per il pane(e l'adsl ovvio)
  • Anonimo scrive:
    Re: Stile? no grazie!
    ci avrebbero guadagnato tutti di piu se g.a. avesse pagato direttamente il trimbraio anziche gli esosissimi avvocati per strozzare il trOmbatore stesso
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!

    Il problema sta nel fatto che un regolare
    detentore di diritto sia stato alla fine
    oggetto di un sopruso da parte di una
    corporation.No, non era un regolare detentore di diritto, o avrebbe ancora il dominio.
    Alla fine dei conti chi se ne frega se gli
    utenti volevano andare da armani-stilista?Certo che frega!Ci mancherebbe.Per fortuna le regole di assegnazione dei domini tengono conto degli utenti, che devono essere tutelati.Percio' se uno digita "armani" si aspetta di trovare lo stilista e non un omonimo sconosciuto.Altro che "chi se ne frega", frega eccome !
    Se la regola dice che se mi chiamo Rossi
    posso legittimamente registrare rossi.it e
    che se sono il primo a farlo gli altri si
    fottono, poi non è ammissibile che se
    arriva - dopo - Valentino Rossi io che mi
    chiamo Guido Rossi devo cedergli il mio
    dominio.La regola dice anche che il dominio non deve generare ambiguità !Dilla tutta la regola, e non solo quella che ti fa comodo.Registrare "armani.it" ed essere un pirlotto qualunque e non lo stilista universalmente famoso genera *indubbiamente* ambiguità !

    E se sono Guido Rossi e vendo supposte di
    glicerina, non me ne frega niente se il 99%
    degli utenti invece delle supposte vuole
    andare sul sito del motociclista.E invece frega eccome !Perchè la regola di assegnazione dei domini dice che non basta chiamarsi con quel nome, ma non devi nemmeno generare ambiguità, e che per questo motivo gli utenti devono essere tutelati.La casa automobilistica "Ferrari" l'omonimo spumante avrebbero lo stesso diritto di avere un ipotetico ferrari.it (nel momento in cui scrivo non so a chi sia assegnato).Ma è ovvio che un qualunque Mario Ferrari non potrebbe registrare quel dominio solo per vendere sopettini del cesso !
    Se c'è una regola, deve valere, se no
    allora è vero che vi sono due pesi e
    due misure... e la legge non è
    più uguale per tutti (non lo è
    mai stata...).Appunto: la regola c'è e DEVE valere.Ma bisogna leggerla tutta la regola, non solo quello che ti fa comodo.E la regola di assegnazione dei domini dice, tra le altre cose, che non bisogna generare ambiguità registrando un dominio.Non basta il cognome per registrare un dominio evidentemente.Gli utenti vanno tutelati !Se di cognome faccio "intesa" e chiamo mia figlia "banca" ti pare che possa registrare bancaintesa.it ?

    E se non riuscite a capirlo voi, che
    navigate....Appunto.Ma tu navighi ?
  • incuso scrive:
    Ma Luca Armani che fine ha fatto?
    Subito dopo che gli hanno rubato il dominio mi sembrava che si fosse spostato suhttp://www.@rmani.itche però non c'è piú (o forse ricordo male).Volevo mettere un link con armani che puntasse a lui...M.--http://incuso.altervista.org
  • Anonimo scrive:
    Viva il RE, Viva GIORGIO
    Finalmente la giustizia ha trionfato.
  • Anonimo scrive:
    Re: Egr. sig. Giorgio Armani,
    - Scritto da: Anonimo
    lei ha perso 10 clienti.
    Si perchè parlando di marketing un
    cliente scontento equivale a 10 clienti
    persi. Io sono un cliente DELUSO e non
    comprero' mai piu' un oggetto della sua
    linea.
    SalutiAllora ne ha persi 20 :D
  • visionx scrive:
    Re: Era ora di capirla!

    Ho avuto uno scambio di email con armani
    (del timbrificio:p) non ha mai ricevuto una
    proposta di composizione amichevole del
    problema. Semplicemente ha ricevuto una
    carica di ingiunzioni in tribunale tipo:quel
    URL è per noi, levati di mezzo o ti
    passiamo sopra. E gli sono passati sopra nel
    senso che il poverino ha speso un
    enormità di soldi in avvocat.
    Considerato che ha famiglia...una bimba
    piccola......sarebbe secondo me stato
    più saggio calcolare le rispettive
    forze e farsi da parte.
    Per quel che ne so, l' URL non si sono mai
    offerti di pagarlielo....secodno il mio modestissimo parere:il signor Luca in buona fede si e' rivolto ad un avvocatoil quale dopo un consulto e 2 ricerche (di costo molto contenuto) avrebbe dovuto dirgli:-guardi lasci perdere sin da ora in quanto il conflitto tra i 2 marchi non c'e': L'spa ha ragione e bastaA questo punto cosa puo' essere successo invece ?l'avvocato puo' essere che :a) si sia sbagliato a reperire la documentazione sulla legislazione.b) volesse tentare il colpo grosso perche se riusciva a mettere a segno il tiro ne avrebbe avuto una pubblicita' (inteso lo studio legale) immensa.c) qualche altro errore di valutazione in buonafede da parte dell'avvocato.nei casi A & C vabbeh e' un errore sostanzialmente, se e' B e' abbastanza grave.Per cui il signor luca potrebbe a questo punto potrebbe querelare il suo avvocato per aver considerato erroneamente la questione
  • 3p scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    ok, il sito che corrisponde al mio cognome.it tratta di alcoolici.Domani io divento un famoso stilista (beh, senonaltro per i soldi non mi dispiacerebbe;) ) e poi secondo te sono legittimato a scagliare un avvocato Taormina bausciante di livore contro i miei omonimi piccoli distillatori? Cmq consiglio A TUTTI un giretto su http://www.panorama.chC'è ancora gente civile al mondo :)
  • visionx scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: 3p


    Ma santo cielo, timbrificioarmani.com
    /.it

    ci fa proprio schifo?

    Ma allora #@#]#@ !!!! :@ ,
    emporioarmani.com/.it ci fa proprio schifo?emporio armani e' un marchio della giorgio armani sparegistrato per una linea specifica dell'azienda e non per tutta la produzione armani.Emporio Armani e' una catena distributiva per la fascia consumer.e' un altra cosa...certo sempre all'interno di amrani ma e' un'altra cosa a livello fiscale/giurdico/marketing
  • visionx scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo
    Scusami me non sono d'accordo con te,
    infatti lui aveva tutto il diritto di avere
    quel dominio, aveva il nome e l'aveva
    registrato prima.
    Suppongo comunque che ci abbia guadagnato un
    po.....
    In ogni caso le regole/leggi sono uguali per
    tutti, se lui l'ha registrato prima,
    è giusto così!
    Sono curioso però di sapere come si
    è conclusa la causa, suppongo che
    G.Armani abbia dovuto comprare il sito da
    Luca Armani...
    Qualcuno sa come è andata?attenzione: il far west legale sui domini e' stato regolamentatola situazione che tu prospetti e' relativo alla seconda meta' degli anni 90, poi si sono accorti che fors era il caso di fare un po' di ordine per cui:-chi ha registrato tot marchio presso la camera di commercio ha i diritti anche sul dominio che sia scritto come e' stato depositato il marchio (il marchio lo depositi per la grafica del logotipo, pittogrammi collegati ad esso e scritta in se stessa).non ci metterei la mano sul fuoco ma, se un marchio e' pure notorio a maggior ragione viene applicata la legge.
  • visionx scrive:
    Re: Era ora di capirla!

    Allora, secondo il tuo ragionamento, G.A.
    avrebbe dovuto scegliere
    www.abbigliamentoarmani.it, non ti sembra?no in camera di commercio e' depositato come noem dell'azienda "giorgio armani"nel caso del signor Luca: timbrificio Armani
  • Anonimo scrive:
    Egr. sig. Giorgio Armani,
    lei ha perso 10 clienti.Si perchè parlando di marketing un cliente scontento equivale a 10 clienti persi. Io sono un cliente DELUSO e non comprero' mai piu' un oggetto della sua linea.Saluti
  • Anonimo scrive:
    per me è stato troppo buono
    Se io fossi stato in lui, avrei diviso il sito in due, la prima parte riguarda la sua attività la seconda parte, con un link ad un altro sito regsitrato del tipo armaninorights.crg che magari parte in automatico, nel quale si spiegava il sopruso che si stava generando.Avrei aggiunto un po di link a qualche altra causa su consumatori non soddisfatti, un po di sana pubblicità OGGETTIVA ed informativa, su quel che stava facendo giorgio, e chiesto all'avvocato di ternela per le lunghe, tanto in italia si fa presto a tenerla lunga, e così da sputtanare un po giorgio agli occhi degli utenti internet, sai che bello se armani avsse perso un 1% di fatturato, che soddisfazione
  • visionx scrive:
    Re: ma lol

    ....:s giorgioarmani.it non bastava, eh:per ragioni inerente a questioni di marchio notorio che non sto ad elencare (sono un mescolamento tra robe legali ed altre ragioni di marketing) era fondamentale avere "armani"sinteticamente: -Armani e' il marchio notorio con determinati valori correlati-La persona invece ne ha altri.
  • visionx scrive:
    Re: Stile? no grazie!
    - la contesa era tra 2 aziendeergo 2 persone giuridiche.Non tra la armani s.p.a. e il signor Luca Armanise il sito armanit.it fosse stato intesta al codice fiscale di Lucala questione sarebbe stata spinosa e avrebbe dato adito a problemi effettivi.La contesa e' tra 2 persone giuridiche e non una giuridica contro una fisica .La persona giurdica della Spa Ha registrato il Marchio "Armani" almeno 20 / 30 anni fa.Per marchio "Armani" intediamo le lettere del logotipoche compongono l'etichetta dei jeans eccetera...Siccome il signor luca e' intestatario alla camera di commercio del "timbrificio armani" ha tutto il diritto di registrare "timbrificioarmani.it" ma non Armani.it a meno che non l'abbia registrato come persona fiscia con il codice fiscale.Facendo il controllo dell'intestazione all'epoca era itnestato alla ditta ergo l'errore e' del signor Luca.
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!

    Ma allora #@#]#@ !!!! :@ ,
    emporioarmani.com/.it ci fa proprio schifo?Che tu lo voglia o meno, la nostra cultura con la stringa 'armani' si riferisce allo stilista e non al timbratore. Tu stesso un paio di anni fa, se avessi voluto visitare il sito dello stilista giorgio armani avresti puntato il tuo browser su armani.it.Vedila anche così: volente o nolente, il timbrificio ha ottenuto (fintanto che il suo sito stava sotto armani.it) una pubblicità / visibilità gratuita grazie e struttando un marchio che non gli apparteneva. Secondo te questo è giusto.Come ti può sembrare corretta la legge del che primo arriva primo prende?
  • Anonimo scrive:
    Re: Stile? no grazie!
    volevo solo esprimere il mio disprezzo per giorgio armani
  • Sandro kensan scrive:
    Re: On going transfer 2004 11 19
    - Scritto da: Anonimo
    Quanta gente che non conosce la legge!!!Ok, sarà pure la legge ma le regole scritte su carta vanno e vengono, quelle scritte sulla pelle dell'uomo hanno milioni di generazioni e non sono ancora cambiate, mi fido più delle seconde se permetti e i post su questa notizia dicono questo imho.
  • Sandro kensan scrive:
    Re: Mi sa che...
    - Scritto da: Anonimo
    Mi sa che un bel Ddos o un bel defacement
    non glielo leva nessuno.. :D:D :D
  • Sandro kensan scrive:
    Re: Ai diritti di Luca Armani chi ci pensa ?
    - Scritto da: Anonimo
    A mio avviso il signor Luca Armani altro non
    ha fatto che un tentativo di
    Cybersquatting.... non li ritengo "diritti
    lesi".Io non salgo sul carro del vincitore, sto dalla parte di Luca anche se ha perso in tribunale e ha perso dentro il nostro sistema economico-sociale.Ritengo che la persona sia più importante dei soldi.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ai diritti di Luca Armani chi ci pensa ?
    A mio avviso il signor Luca Armani altro non ha fatto che un tentativo di Cybersquatting.... non li ritengo "diritti lesi".Se no, a suo tempo avrei potuto convincere il mio vicino, un simpatico vecchietto che di cognome fa Ferrari a registrare ferrari.it (che comunque è un redirect) e nella causa sostenere che in realtà digitando quell'url la gente cerca un pensionato e non un' "oscura" casa automobilistica....
  • Anonimo scrive:
    Re: On going transfer 2004 11 19
    Quanta gente che non conosce la legge!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo
    Allora, secondo il tuo ragionamento, G.A.
    avrebbe dovuto scegliere
    www.abbigliamentoarmani.it, non ti sembra?No, non hai capito, leggiti la Legge Marchi e capirai perchè GA=armani.it e Timbrificio=timbrificioarmani.it, questa legge contiene un "fondo di verità" solo che avrebbe dovuto permettere delle eccezzioni.
  • Edo scrive:
    Re: armanigiorgio.it
    - Scritto da: Anonimo
    giorgio,
    perche' non registri anche armanigiorgio.it
    ?
    se non lo fai lo faccio io ...
    Si mette sempre prima il nome: nella firma, sull'etichetta, sul frontespizio di un libro...Solo negli elenchi di ricerca si mette prima il cognome.
  • Anonimo scrive:
    Re: E intanto PI gli fa pubblicità
  • aenigma scrive:
    Re: Mi sa che...
    :-)
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo

    Finalmente il trevigliese Armani ha

    raggiunto il lume della ragione ed ha

    concluso la sua lotta contro i mulini a

    vento per una "moralmente giusta" causa

    relativa ad un nome a dominio, per lui,

    senza alcun valore e che gli avrebbe
    causato

    solo un inutile spreco di banda.

    Concordo. E' una questione di buon senso. E
    il trevigliese si è impuntato su una
    questione di principio insostenibile.

    Purtroppo non sono d'accordo nemmeno sul
    dominio timbrificio.com. Il timbrificio
    Armani non è IL timbrificio. Su
    timbrificio.com al limite mi aspetto un
    portale sui timbri.
    Ma santo cielo, timbrificioarmani.com /.it
    ci fa proprio schifo?Forse iniziava a fargli schifo il cognome...
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!


    Concordo pienamente.
    Pur avendo il massimo rispetto per il
    titolare del timbrificio, tutta la vicenda
    lascia pensare che, sotto sotto, egli
    volesse "approfittare" dell'omonimia:
    www.timbriarmani.it avrebbe avuto senza
    dubbio meno grane e un target più
    selezionato.Allora, secondo il tuo ragionamento, G.A. avrebbe dovuto scegliere www.abbigliamentoarmani.it, non ti sembra?
  • Anonimo scrive:
    Re: Mi sa che...
    (troll)
  • Anonimo scrive:
    Re: On going transfer 2004 11 19
    Spett.le Giorgio Armani S.p.A.,con la presente sono a chiederVi come si fa a rubare un dominio al legittimo proprietario.Confido in una Vostra risposta, vista la Vostra enorme esperienza in materia.GrazieGiorgio Armani s.c.p.a.SENT!
  • Anonimo scrive:
    On going transfer 2004 11 19
    domain: armani.itx400-domain: c=it; admd=0; prmd=armani;org: Giorgio Armani SPAadmin-c: GP7130-ITNICtech-c: TS17892-ITNICpostmaster: TS17892-ITNICzone-c: TS17892-ITNICnserver: 213.92.92.83 dangerzone.net-time.itnserver: 213.92.92.84 alterego.net-time.itremarks: Fully Managedremarks: On going transfer 20041119mnt-by: NET-TIME-MNTcreated: 19971024expire: 20051119changed: ettore@interac.it 20031212changed: hostmaster@businet.it 20041119source: IT-NICperson: Gianni Piazzaaddress: Via Borgonuovo, 11address: 20121 Milanophone: +39 02 723181fax-no: +39 02 723181e-mail: info@giorgioarmani.itnic-hdl: GP7130-ITNICchanged: hostmaster@nic.it 20010918changed: hostmaster@nic.it 20040930changed: hostmaster@nic.it 20041119source: IT-NICperson: Tech Staffaddress: Businet S.r.l.address: Via L.Devoto,5address: 20133 Milanophone: +39 02 7388638fax-no: +39 02 700524571e-mail: hostmaster@net-time.itnic-hdl: TS17892-ITNICnotify: hostmaster@net-time.itmnt-by: NET-TIME-MNTchanged: hostmaster@nic.it 20030206changed: hostmaster@nic.it 20041104changed: hostmaster@nic.it 20041119source: IT-NIC
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo
    Scusami me non sono d'accordo con te,
    infatti lui aveva tutto il diritto di avere
    quel dominio, aveva il nome e l'aveva
    registrato prima.Per carità, sono pienamente daccordo che avesse tutto il diritto di avere quel dominio, inoltre l'aveva pure registrato in tempi ancora non sospetti (o almeno, non sospetti ai più, tanto che G.A. ancora non l'aveva occupato), fra l'altro se andavi sul sito del NIC trovavi scritto (all'epoca l'avevo letto anch'io) che un nome a dominio non era equiparabile ad un marchio, quindi sono ancora a domandarmi sulla leicità di questa retroattività che ha fatto trovare Luca, di punto in bianco, fuori legge.Detto questo, visto che coi principi non ci si mangia, anzi, i fatti hano dimostrato che viceversa ci si perde (o ci si SMENA tanto epr dirlo alla trevigliese), nei suoi panni, avrei fatto i miei calcoli e quel dominio glie l'avrei mollato subito perchè tanto per un timbrificio non aveva alcuna rilevanza, anzi, obbiettivamente, era del tutto inutile e poteva ledere all'immagine di G.A. che però, a mio parere, ha avuto la colpa di non averlo registrato prima quindi, ben gli sarebbe stato.
  • Anonimo scrive:
    Re: armani giorgio
    - Scritto da: Anonimo
    Di non parlare italiano con gli italiani nel
    suo sito italiano....aggiungerei fregato ad un italiano! :
  • Anonimo scrive:
    armanigiorgio.it
    giorgio,perche' non registri anche armanigiorgio.it ?se non lo fai lo faccio io ... :)
  • 3p scrive:
    Re: ma lol (OT)
    - Scritto da: Anonimo
    Per forza !!!! Non vorrai mica che qualcuno
    lo confonda con un noto timbrificio ?!?!?!?Oh, mio dio! che ovvove! dei timbvi! Un sito così amatoviale e sciattevello poi... col MIO cognome... Vocco! Vocco, amove vedi se viesci a buttave via anche la pevsona, i timbvatovi devono esseve così bvutti e vozzi. Lo butti nella vaccolta diffevenziata, nel cassonetto "avtigiani plebei squattvinati". Hehehe.
  • 3p scrive:
    Re: Era ora di capirla!

    Ma santo cielo, timbrificioarmani.com /.it
    ci fa proprio schifo?Ma allora #@#]#@ !!!! :@ , emporioarmani.com/.it ci fa proprio schifo?
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    Il problema sta nel fatto che un regolare detentore di diritto sia stato alla fine oggetto di un sopruso da parte di una corporation.Alla fine dei conti chi se ne frega se gli utenti volevano andare da armani-stilista?Se la regola dice che se mi chiamo Rossi posso legittimamente registrare rossi.it e che se sono il primo a farlo gli altri si fottono, poi non è ammissibile che se arriva - dopo - Valentino Rossi io che mi chiamo Guido Rossi devo cedergli il mio dominio.E se sono Guido Rossi e vendo supposte di glicerina, non me ne frega niente se il 99% degli utenti invece delle supposte vuole andare sul sito del motociclista.Se c'è una regola, deve valere, se no allora è vero che vi sono due pesi e due misure... e la legge non è più uguale per tutti (non lo è mai stata...).E se non riuscite a capirlo voi, che navigate....
  • fabioborghesi scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo
    Scusami me non sono d'accordo con te,
    infatti lui aveva tutto il diritto di avere
    quel dominio, aveva il nome e l'aveva
    registrato prima.
    Suppongo comunque che ci abbia guadagnato un
    po.....
    In ogni caso le regole/leggi sono uguali per
    tutti, se lui l'ha registrato prima,
    è giusto così!
    Sono curioso però di sapere come si
    è conclusa la causa, suppongo che
    G.Armani abbia dovuto comprare il sito da
    Luca Armani...
    Qualcuno sa come è andata?Ho avuto uno scambio di email con armani (del timbrificio:p) non ha mai ricevuto una proposta di composizione amichevole del problema. Semplicemente ha ricevuto una carica di ingiunzioni in tribunale tipo:quel URL è per noi, levati di mezzo o ti passiamo sopra. E gli sono passati sopra nel senso che il poverino ha speso un enormità di soldi in avvocat.Considerato che ha famiglia...una bimba piccola......sarebbe secondo me stato più saggio calcolare le rispettive forze e farsi da parte. Per quel che ne so, l' URL non si sono mai offerti di pagarlielo....
  • Anonimo scrive:
    Re: armani giorgio
    Di non parlare italiano con gli italiani nel suo sito italiano.
  • Anonimo scrive:
    E intanto PI gli fa pubblicità
    Io ad Armani (lo stilista, non il timbrificio) non dedicherei neppure una mezza riga del mio sito per menzionarlo.Già non ho comprato nei mai comprerò un suo capo... e dopo questa vicenda ho anche sconsigliato i pochi amici che ho sentito nominare il suo marchio di comprare qualcosa da lui.Forse smettere di fargli pubblicità e di comprare i suoi prodotti sarebbe la miglor forma di giustizia.
  • Anonimo scrive:
    Ingiustizia! Che schifo
    Ingiustizia! Che schifo
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!

    Finalmente il trevigliese Armani ha
    raggiunto il lume della ragione ed ha
    concluso la sua lotta contro i mulini a
    vento per una "moralmente giusta" causa
    relativa ad un nome a dominio, per lui,
    senza alcun valore e che gli avrebbe causato
    solo un inutile spreco di banda.Concordo. E' una questione di buon senso. E il trevigliese si è impuntato su una questione di principio insostenibile.Purtroppo non sono d'accordo nemmeno sul dominio timbrificio.com. Il timbrificio Armani non è IL timbrificio. Su timbrificio.com al limite mi aspetto un portale sui timbri.Ma santo cielo, timbrificioarmani.com /.it ci fa proprio schifo?
  • Anonimo scrive:
    tijeretazos en Internet
    http://old.clarin.com/diario/2004/10/26/sociedad/s-03403.htmMartes | 26.10.2004BATALLA LEGAL POR UNA DIRECCION DE INTERNETAntecedentes: Armani contra Armani, tijeretazos en Internet --------------------------------------------------------------------------------Uno de los antecedentes de disputas de dominios es el que involucra a Giorgio Armani, el millonario empresario de la moda, y a Luca Armani, apenas conocido por los que le encargan la fabricación de sellos en una ciudad vecina a Milán.En 1997 a Luca Armani se le ocurrió registrar el dominio armani.it, utilizando su propio apellido. Cuando el modisto Giorgio Armani quiso registrar ese dominio, no sólo encontró que armani.it ya estaba ocupado, sino también que armani.com estaba a nombre de un canadiense cuyo primer nombre comienza con A, su segundo nombre empieza con R, y su apellido es Mani: A.R. Mani.Giorgio inició dos juicios. En marzo de 2003, el tribunal de Bérgamo intimó a Luca Armani a ceder el dominio armani.it a la empresa Armani S.P.A.Según www.epuntonet.com, lo condenó también a pagar 1.000 euros de honorarios, 2.536 de derechos, 990 por gastos y 5.000 euros por cada día que pase sin entregar el dominio.En enero de este año, Luca Armani inició una huelga de hambre. Su caso comenzó a revolotear en el ciberespacio. Circuló una petición (www.petitiononline.com/25032003/petition.html), en la que Luca daba a conocer su postura, negándose a llamar "guerra" al caso Armani vs. Armani , por respeto a "las tragedias que nos rodean". Dice ahí: "Mi victoria o derrota no es per se muy relevante, pero la derrota de Internet por un tijeretazo golpearía mortalmente mi corazón y lo más apasionante de Internet en Italia y en el mundo".Desde Italia, Luca Armani respondió a Clarín: "Sepa usted comprenderme, pero no quiero hablar de esto". Pero los dominios en cuestión (armani.com y armani.it) pertenecen hoy a Giorgio Armani.
  • Anonimo scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    Scusami me non sono d'accordo con te, infatti lui aveva tutto il diritto di avere quel dominio, aveva il nome e l'aveva registrato prima.Suppongo comunque che ci abbia guadagnato un po.....In ogni caso le regole/leggi sono uguali per tutti, se lui l'ha registrato prima, è giusto così!Sono curioso però di sapere come si è conclusa la causa, suppongo che G.Armani abbia dovuto comprare il sito da Luca Armani...Qualcuno sa come è andata?- Scritto da: Anonimo
    Ma scusa, questioni di principio a parte:
    quanta gente pensate che raggiungesse quel
    sito per vedere i timbri? Come navigatore di
    internet, nel momento avessi avuto la
    necessità di visionare un capo di
    G.A. avrei raggiunto quel sito, e trovati i
    timbri l'avrei subito abbandonato per il suo
    momnimo .com, naturalmente questo lascia
    intendere che tutti gli accessi generati da
    quel nome a dominio sono fittizi per un
    timbrificio: anche fossero 10.000 accessi al
    giorno sarebbero 9.999 persone che entrano e
    se ne vanno, ovvero, accessi senza valore.
    Molto meglio Timbrificio.com: su quello non
    c'è dubbio che chi digita quel url
    sta proprio cercando un timbrificio.
    Finalmente il trevigliese Armani ha
    raggiunto il lume della ragione ed ha
    concluso la sua lotta contro i mulini a
    vento per una "moralmente giusta" causa
    relativa ad un nome a dominio, per lui,
    senza alcun valore e che gli avrebbe causato
    solo un inutile spreco di banda.

    IMHO!
    Salùt!
  • Anonimo scrive:
    Re: ma lol
    Chi fa moda fa il lavoro più inutile del pianeta ma pensa che senza di loro non si possa vivere.... La cosa mi riempie di tristezza, ovviamente per loro.
  • Anonimo scrive:
    Come sono fiero
    Come sono fiero di essere nato in Italia, capitale della MOTA...
  • ZipGenius scrive:
    Re: armani giorgio
    - Scritto da: Anonimo
    vergognati.Di chiamarsi Armani?
  • ZipGenius scrive:
    Re: Era ora di capirla!
    - Scritto da: Anonimo
    Ma scusa, questioni di principio a parte:
    quanta gente pensate che raggiungesse quel
    sito per vedere i timbri? Come navigatore di
    internet, nel momento avessi avuto la
    necessità di visionare un capo di
    G.A. avrei raggiunto quel sito, e trovati i
    timbri l'avrei subito abbandonato per il suo
    momnimo .com, [CUT]Concordo pienamente.Pur avendo il massimo rispetto per il titolare del timbrificio, tutta la vicenda lascia pensare che, sotto sotto, egli volesse "approfittare" dell'omonimia: www.timbriarmani.it avrebbe avuto senza dubbio meno grane e un target più selezionato.
  • Anonimo scrive:
    Ai diritti di Luca Armani chi ci pensa ?
    Purtroppo Luca Armani ha lottato per anni inutilmente a quanto sembra. Gli interessi di una multinazionale ancora una volta schiacciano i diritti della persona. Paradossalmente queste multinazionali fanno dello stile e delle iniziative benefiche la lorobandiera mentre appena hanno l'occasione riducono sul lastrico le persone che ostacolano i loro progetti.:'(:'(
  • Anonimo scrive:
    Era ora di capirla!
    Ma scusa, questioni di principio a parte: quanta gente pensate che raggiungesse quel sito per vedere i timbri? Come navigatore di internet, nel momento avessi avuto la necessità di visionare un capo di G.A. avrei raggiunto quel sito, e trovati i timbri l'avrei subito abbandonato per il suo momnimo .com, naturalmente questo lascia intendere che tutti gli accessi generati da quel nome a dominio sono fittizi per un timbrificio: anche fossero 10.000 accessi al giorno sarebbero 9.999 persone che entrano e se ne vanno, ovvero, accessi senza valore.Molto meglio Timbrificio.com: su quello non c'è dubbio che chi digita quel url sta proprio cercando un timbrificio.Finalmente il trevigliese Armani ha raggiunto il lume della ragione ed ha concluso la sua lotta contro i mulini a vento per una "moralmente giusta" causa relativa ad un nome a dominio, per lui, senza alcun valore e che gli avrebbe causato solo un inutile spreco di banda.IMHO!Salùt!
  • Anonimo scrive:
    Re: Stile? no grazie!
    - Scritto da: Anonimo
    ...
    Certo però che poteva registrare
    armani.com se doveva farlo solo x il mercato
    straniero. fanno come quelli di blu che...Ehm... guarda che ha già registrato svariate decine di domini...
  • Anonimo scrive:
    Re: ma lol
    - Scritto da: Anonimo
    ma come...salti mortali per prendere il
    dominio, vie legali, il marchio armani e' il
    nostro etc e poi in home page che campeggia?

    GIORGIO ARMANIPer forza !!!! Non vorrai mica che qualcuno lo confonda con un noto timbrificio ?!?!?!?
  • Anonimo scrive:
    Mi sa che...
    Mi sa che un bel Ddos o un bel defacement non glielo leva nessuno.. :D
  • Anonimo scrive:
    Re: E' un semplice redirect
    sul nic risulta che il celebre stilista del made in italy con money pero' in svizzera è gia assegnatario del dominio
  • Anonimo scrive:
    chi e cosa
    Armani ha giocato le sue carte, forse ci avremmo provato tutti.Chi giudica ha determinato questo risultato, solamente: chi giudica.
  • Anonimo scrive:
    E' un semplice redirect
    http://armani.it/index.htmlhttp://www.giorgioarmani.com/index.html
  • Anonimo scrive:
    ma lol
    ma come...salti mortali per prendere il dominio, vie legali, il marchio armani e' il nostro etc e poi in home page che campeggia?GIORGIO ARMANIcome presentazione, logo titolo, etc.l'azienda si presenta con il marchio Giorgio Armani e non semplicemente Armani :s....:s giorgioarmani.it non bastava, eh:
  • Anonimo scrive:
    armani giorgio
    vergognati.
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