Data retention, Grande Fratello moribondo

Rimangono le preoccupazioni, ma alcune modifiche apportate in Commissione fanno sperare per il meglio. Il prossimo round in Aula. Decisive la presa di posizione del Garante e la protesta degli utenti
Rimangono le preoccupazioni, ma alcune modifiche apportate in Commissione fanno sperare per il meglio. Il prossimo round in Aula. Decisive la presa di posizione del Garante e la protesta degli utenti


Roma – Le forti critiche espresse dal Garante per la privacy Stefano Rodotà nonché la protesta organizzata dagli utenti online hanno spinto la commissione Giustizia della Camera a ritoccare in modo importante il provvedimento sulla data retention, quel decreto 354 varato dal Governo alla vigilia di Natale.

La Commissione, che ha il compito di consegnare all’aula di Montecitorio il testo sul quale poi si lavorerà per la conversione in legge del decreto governativo ( qui il.pdf), ha dovuto prendere atto del quadro disegnato nei giorni scorsi da Rodotà in una audizione informale. Secondo il Garante, infatti, la conservazione dei dati di traffico telefonico ed internet così come concepita dal decreto rappresenta un rischio per le libertà costituzionali di comunicazione, associazione e manifestazione del pensiero”.

Il decreto ritoccato dalla Commissione sulla conservazione dei dati sostituisce la terminologia “dati relativi al traffico” con “dati relativi al traffico telefonico o alla corrispondenza in via telematica” .

Un passo avanti, certo, che però non toglie di mezzo le preoccupazioni dei provider, secondo cui gli oneri per archiviare fino a cinque anni i dati sono assolutamente stratosferici, né quelle del Garante. Secondo Mauro Paissan, anch’egli membro dell’Autorità di garanzia sulla privacy, la nuova formulazione è migliore ma “è rimasta la conservazione dei dati sull’e-mail, che non esiste in nessun paese al mondo “.

Il prossimo round, dunque, quello dal quale emergerà in modo definitivo il futuro del decreto, si avrà in aula, dove potranno pesare, oltre alle numerose osservazioni già portate in Commissione, anche la petizione contro il decreto consegnata nei giorni scorsi ai presidenti di Camera e Senato nonché una sempre più diffusa opposizione in rete a quello che viene percepito come un decreto pericoloso. Si veda, per esempio, la posizione dei bibliotecari del blog del gruppo Bibl’aria, che partecipa alle iniziative di documentazione e denuncia, o le iniziative dell’associazione IlSecolodellaRete .

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25 01 2004
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