Data retention in Italia, altro giro altra corsa

Non funzionano le riforme estive e il Governo aggira il problema dell'IP unico e delle chiamate senza risposta con un nuovo decreto. Che però non basta - Il commento dell'avv. Stefano Aterno (studioaterno.it)

Roma – IP univoco o no? Sono molte le domande a cui il Governo con un nuovo decreto sta cercando di rispondere, domande che arrivano in particolare dalle forze dell’ordine, preoccupate del fatto che le società che gestiscono il traffico telefonico e telematico possano in queste settimane cancellare molti dati utili ai fini investigativi .

Il problema nasce dall’intreccio tra la vecchia normativa e la “nuova” direttiva europea sulla data retention: con il provvedimento dello scorso 3 luglio di fatto si impongono alle aziende che trattano quei dati due diversi comportamenti. Da un lato la cancellazione entro 90 giorni di tutti i dati telematici “suppletivi” previsti dal vecchio testo (155/2005), dall’altro si impone anche alle società di telefonia di predisporre esclusivamente la conservazione dei dati telematici di cui alla nuova normativa tra i quali l’indirizzo IP “univocamente assegnato all’utente che consente di individuare la fonte della comunicazione”.

Il problema per l’autorità giudiziaria è evidente: trovando nella data retention importanti strumenti di supporto alle indagini, la cancellazione dei “dati in più” consentiti dalla normativa italiana rispetto a quanto previsto da quella europea può tradursi in un ostacolo decisivo nell’esecuzione di una serie di indagini.

Come se non bastasse, su tutto questo pesa il fatto che l’ assegnazione dell’IP univoco di cui parla la direttiva europea preoccupa il Governo in quanto, come ha appreso Punto Informatico , “gli stessi fornitori di servizi hanno segnalato l’impossibilità di carattere tecnico ad assegnare a ogni utente un indirizzo IP univoco, con la conseguenza che non sarebbe possibile conservare alcun dato utile ai fini della individuazione della fonte della comunicazione”, come invece previsto dalla Direttiva.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che seppure impossibilitati tecnicamente, gli operatori interessati dal provvedimento che non adempissero entro i termini previsti all’esecuzione della retention in quelle modalità, sarebbero comunque passibili di sanzioni .

Per evitare tutto questo, dunque, e guadagnare tempo per trovare una soluzione, mantenendo allo stesso tempo i dati che così non vengano cancellati, il Governo ha immaginato una proroga di tutti gli impegni fino a fine anno , al 31 dicembre 2008, compreso l’obbligo di predisporre anche la “cattura” dei dati delle chiamate senza risposta .

Basterà il decreto a spegnere la miccia? Difficile dirlo, i problemi sul tappeto sono numerosi, e le domande che si aprono per certi versi sono persino inquietanti, come scrive con grande competenza l’ avv. Stefano Aterno nell’intervento che segue qui sotto. Roma – Nel consiglio dei ministri del 23 settembre, il governo ha approvato un decreto legge in materia di data retention che dispone la conservazione dei soli dati di traffico telematici fino al 31.12.2008 .

La direttiva europea, la cosiddetta “Frattini”, recepita con il decreto legislativo 109 del maggio scorso, aveva fissato regole non molto chiare sotto alcuni profili ma sicuramente aveva o, meglio, sembrava aver posto la parola fine alla questione della conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico.

L’insoddisfazione di certi ambienti investigativi verso la disciplina entrata in vigore con il dlgs. 109 era ormai cosa nota e il decreto che, si dice nella relazione, reca misure tese ad evitare effetti pregiudizievoli all’attività di prevenzione e repressione dei reati tramite conservazione dei dati del traffico telefonico e telematico, sembra essere una rivincita a favore di questi ambienti. I problemi che pone questo decreto sono diversi e soprattutto relativi al coordinamento e al rispetto della direttiva 24/2006 CE che fissa il termine di due anni come periodo massimo di conservazione dei dati di traffico telematici.

Il decreto è anche una risposta ovvero uno spostamento in avanti dei problemi tecnici relativi ad uno dei passaggi importanti della normativa, ovvero alla questione dell’IP univoco assegnato all’utente. Spostando al 31 dicembre 2008 il termine per la cancellazione dei dati si è voluto in parte consentire ai fornitori che usano le reti nattate di risolvere in qualche altro modo il problema (per questo si veda al relazione accompagnatoria al decreto).

Cosa accadrà ora? Cosa succederà se alcuni gestori hanno cancellato i dati? Ma i gestori hanno davvero cancellato o cancelleranno davvero i dati? Il termine per la cancellazione dei dati scadrà il 3 ottobre, ma cosa accadrà se il decreto non verrà convertito dal Parlamento ovvero se verrà modificato senza l’emendamento? Si arriverà di proroga in proroga fino all’implementazione dell’IPV6?

Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni. Il problema della data retention, piaccia o no, sarà all’ordine del giorno per i prossimi anni e tutti ne parleranno ma, intanto, sul più importante aspetto dell’attribuzione delle responsabilità reali di chi tratta tali dati c’è il vuoto cosmico.

Stefano Aterno
www.studioaterno.it

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  • Steve Ballmer scrive:
    Una classifica cialtrona...
    ...e del tutto priva di valore: non vedo Vista nella prima posizione. :@ (win)(win)(win)
  • xxxxxxxxxx scrive:
    Vi fate....
    di colla!! :D :D :D :D :D
  • RNiK scrive:
    I trentenni in Italia
    "Vidacare, la società che si è aggiudicata il primo posto, è stata fondata dal trentenne dottor Larry Miller..." Cioè, rendiamoci conto: questo tizio ha 30 anni ed ha fondato una società (di successo) promuovendo un prodotto innovativo ed oggettivamente utile. :|Ora, leggere di queste cose e vivere in un paese come l'Italia guidato (non solo politicamente) da geronti :( dove i trentenni laureati lavorano con contratti precari e contano poco niente sia a livello politico che nel mondo degli affari... FA VERAMENTE MALE! :'(
    • Boh scrive:
      Re: I trentenni in Italia
      E secondo te perché la gente con un briciolo di conoscenza se ne va all'estero?
    • Darkat scrive:
      Re: I trentenni in Italia
      per non parlare di quei 20enni o ancora peggio 18-17enni che scoprono/inventano/propongono/rivoluzionano qualcosa magari facendo anche soldi a palate...quando qui in italia vedi che anche se sei un 40enne e fai parte di un'azienda di dicono che sei troppo "giovane" per poter prendere decisioni -.- (lo so non è così ma poco ci manca)
  • Rob scrive:
    microporcessore phylochip???
    Da quello che ho capito non e' affatto un microprocessore... anzi non ha niente a che vedere con capacita' computazionali
    • Polaretto scrive:
      Re: microporcessore phylochip???
      no in effetti non è una CPU come quelle dei computer, ma per quel che ho capito è _tecnicamente_ un chip (base di vetro o silicio) con sopra "attacati" (scusate la rozzezza) migliaia di pezzi (sequenze) di DNA, che fungono da "sensori" per registrare e monitorare dei cambiamenti a livello chimico-genetico.Potrei aver ben travisato tutto eh! Non sono affatto un esperto di sperimentazione genetica.Qui trovate alcune informazioni sull'argomento:http://en.wikipedia.org/wiki/DNA_microarray
      • Andrea Carbini scrive:
        Re: microporcessore phylochip???
        Si polaretto hai ragione, si basa sul microarray. Ma le tecniche come i microarray o altre analisi genetiche di identificazione o tipizzazione sono utilizzate da tempo nella microbiologia.Il problema delle analisi genetiche, svincolate però dall'utilizzo di mezzi di coltura sono ben noti e quindi riguardano anche il phylochip...ovvero: chi ti assicura che i batteri identificati siano tutti vitali (oppure vitali non coltivabili, oppure dna di cellule oramai disgregate)?Se vuoi determinare se in un campione vi siano microorganismi patogeni ( e se la loro presenza determini effettivamente un rischio) è sufficiente rilevare la presenza di dna?
  • Antonio Macchi scrive:
    Re: Ottavandando?
    curioso... anch'io leggendo al momento ho letto ottavando, e ho dovuto rileggere meglio...
    • Strappapanni scrive:
      Re: Ottavandando?
      Non ci credo! Anch'io ho avuto la stessa impressione :-DSecondo me è l'accoppiata delle due parole "...utente, ovattando..." che fa venir fuori (solamente nelle menti superiori) il termine "ottavando" ;-)
      • Sci_fi scrive:
        Re: Ottavandando?
        - Scritto da: Strappapanni
        Non ci credo! Anch'io ho avuto la stessa
        impressioneSci_fi: Ciao mi presento, sono Sci_fi, e soffro di disturbi della lettura.Gruppo_di_supporto (tutti assieme): CIAO SCI_FI, BENVENUTO TRA NOI!
  • bbbbb scrive:
    Re: Ottavandando?
    - Scritto da: Sci_fi

    Secondo voi cosa vuole dire? Raddoppiare la
    frequenza (un'ottava sopra) come fanno gli
    "Octavizer" dei
    chitarristi?prenderti un po di giorni di ferie no ? :D
  • Sci_fi scrive:
    Re: Ottavandando?
    Scusate...era ovattando(che figura...)
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