David Sassoli, benvenuto Presidente: idee e tweet

Ecco le posizioni espresse da David Sassoli sui temi del digitale: il nuovo Presidente del Parlamento Europeo letto attraverso i suoi tweet.
Ecco le posizioni espresse da David Sassoli sui temi del digitale: il nuovo Presidente del Parlamento Europeo letto attraverso i suoi tweet.

L’italiano David-Maria Sassoli è stato eletto Presidente del Parlamento Europeo: candidatosi alla guida dell’emiciclo come rappresentante del Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo, e noto nel nostro paese come esponente di spicco del Partito Democratico, Sassoli eredita il posto che è stato di Antonio Tajani.

Siamo immersi in trasformazioni epocali: disoccupazione giovanile, migrazioni, cambiamenti climatici, rivoluzione digitale, nuovi equilibri mondiali, solo per citarne alcuni, che per essere governate hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo d’audacia. […] L’Europa ha ancora molto da dire se noi, e voi, sapremo dirlo insieme. Se sapremo mettere le ragioni della lotta politica al servizio dei nostri cittadini, se il Parlamento ascolterà i loro desideri e le loro paure e le loro necessità.

David-Maria Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo

David Sassoli, raccontato con i suoi tweet

A pochi minuti dall’elezione, subito un tweet in forma ancora non ufficiale, ma di grande soddisfazione per l’elezione sopraggiunta:

Interessante è però anche scorrere il passato, poiché nella cronistoria di David-Maria Sassoli c’è tutto il suo pensiero politico e alcuni dei principi che, anche in ambito digitale, porterà a Strasburgo.

Direttiva Copyright

Particolarmente forte, precisa ed argomentata è stata la posizione di Sassoli in tema di proprietà intellettuale. Durante il percorso legislativo che ha portato all’approvazione della Direttiva Copyright, infatti, pur nel contesto di un partito che ha visto sfilacciarsi le posizioni tra favorevoli e contrari ai filtri anti-upload, il nuovo Presidente ha espresso a più riprese la propria convinzione in favore della riforma.

Posizione, peraltro, presa anche con toni forti, schierandosi contro la battaglia di Wikimedia e di #SaveYourInternet:

L’elezione di David Sassoli in continuità con Antonio Tajani sembra pertanto seppellire definitivamente le velleità di quanti nel ricambio del Parlamento Europeo speravano di trovare margini per limare l’impatto della Direttiva Copyright: qualsiasi tentativo non troverà terreno fertile presso la nuova presidenza.

I “big” del Web

Quale, ad esempio, il rapporto che il Parlamento riuscirà a creare con i “big” del Web? Sassoli da questo punto di vista sembra avere una posizione chiara: “così non va”. E potrebbe pertanto spingere per una maggior responsabilizzazione circa la gestione dei contenuti, pur nell’equilibrio di una libertà di espressione che a più riprese ha reclamato come centrale per il suo prossimo mandato:

Dura la posizione con le multinazionali anche in tema di pluralismo dell’informazione, che Sassoli sembra voler difendere da una pressione concorrenziale troppo squilibrata rispetto ai grandi gruppi che operano online:

La posizione nei confronti di YouTube e dei social network è stata invece espressa soltanto un paio di anni fa sfidando le piattaforme in relazione al caricamento dei video dell’ISIS: una interrogazione alla Commissione Europea metteva in luce proprio la necessaria responsabilizzazione di questi intermediari, stimolando la Commissione circa la necessità di rivedere la direttiva sui servizi media audiovisivi:

Antitrust

Il tema della libera concorrenza viene più volte richiamato nei tweet dell’account ufficiale @DavidSassoli. Se il tema antitrust sarà con ogni probabilità centrale nei prossimi anni (così come reclamato anche dall’AGCM durante l’odierna presentazione delle attività 2018), il nuovo Presidente in tempi non sospetti sottolineava l’importanza di una posizione forte da parte dell’Europa nei confronti dei maggiori player del mercato:

ACTA, Web Tax e il dominio scaduto

Nessun cenno relativo a Bitcoin, Fintech, Criptovalute o Intelligenza Artificiale. Pochi quelli relativi al tema privacy, senza alcun cenno al GDPR. Molti i cenni alla Flat Tax, qualcuno alla Tobin Tax, nessuno alla Web Tax (per la quale si esprime invece in modo esplicito sul proprio sito Web). Risale invece al 2012 una dichiarazione di intenti contro l’approvazione dell’ACTA (“Sono contro il trattato Acta. Contraffatori non è uguale a naviganti internet“). Su Amazon, invece, è disponibile un suo libro: “Il potere fragile. I consigli dei ministri durante il sequestro Moro“, rimando diretto alle prime parole pronunciate da nuovo Presidente del Parlamento UE.

Interessante, infine, il fatto che il dominio che fu dello stesso Sassoli (davidsassoli.it), oggi figuri come parcheggiato e in vendita. Le ultime testimonianze registrate da Archive.org risalgono al 2017: chissà che l’elezione di oggi non ne sblocchi le dinamiche, visto che secondo quanto indicato dal Registro.it il dominio è in scadenza nel mese di ottobre.

davidsassoli.it è in scadenza

Ad oggi il sito ufficiale di David Sassoli, depositario primo delle sue attività e dei suoi pensieri, è invece davidsassoli.com.

Update: il discorso inaugurale

Pochi minuti dopo la pubblicazione di questo articolo, David Sassoli ha pronunciato il proprio primo discorso ufficiale di insediamento come nuovo Presidente del Parlamento Europeo. E tra le sue parole un immediato riferimento alla rivoluzione digitale, che rientra pertanto a pieno titolo tra i fondamenti del suo prossimo mandato alla guida dell’emiciclo:

La rivoluzione digitale sta cambiano in profondità i nostri stili di vita, il nostro modo di produrre e di consumare. Abbiamo bisogno di regole che sappiano coniugare progresso tecnologico, sviluppo delle imprese e tutela dei lavoratori e delle persone.

Poche parole e nessun riferimento specifico, ma un chiaro segno di quanto il Presidente intenda ascrivere il digitale tra i capitoli della storia che si appresta a scrivere a Strasburgo.

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03 07 2019
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