Direttiva sul copyright: le reazioni post-voto

La riforma del copyright è stata approvata: vincitori e vinti, tutti comunque pronti a smentire le ambizioni di Axel Voss che nell’immediato post-voto auspicava un abbassamento dei toni in vista dei negoziati. Queste le parole nel post-voto, a chiusura di settimane di forte scontro ideologico e politico:

Luigi Di Maio e Antonio Tajani

Luigi Di Maio ha esternato la propria opinione sul voto dell’Europarlamento passando per i canali ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico, dunque alzando l’asticella dello scontro in vista dei negoziati che faranno seguito al voto odierno. Il Governo italiano sembra insomma prendere immediatamente posizione contro la direttiva, senza mezzi termini:

La rete deve essere mantenuta libera e indipendente perché si tratta di un’infrastruttura fondamentale per la libera espressione dei cittadini oltreché per il sistema Italia e per la stessa Unione Europea.

Con il voto di oggi il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet, facendoci così entrare ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello.

Per questo motivo continueremo con ancora più impegno a batterci per eliminare i due articoli più controversi della direttiva: l’articolo 11 che prevede l’introduzione della cosiddetta “link tax” e l’articolo 13 che mira a introdurre un meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti inseriti dagli utenti sul web.

Lo faremo a partire dai prossimi negoziati che vedranno impegnati i governi degli Stati membri della Ue, il Parlamento europeo e la Commissione. Sono fiducioso che la prossima volta che la plenaria di Strasburgo sarà chiamata ad esprimersi sulla direttiva copyright l’esito sarà ben diverso

In risposta alle prime esternazioni personali di Luigi Di Maio, invece, Tajani ha immediatamente chiesto conto al Presidente del Consiglio, spostando così in parte l’asse della polemica dal baricentro europeo a quello italiano:

Queste le dichiarazioni ufficiali di Tajani a proposito della Direttiva:

Con il voto di oggi il Parlamento europeo ha dimostrato la sua determinazione a proteggere l’inestimabile patrimonio di cultura e creatività che rappresenta la nostra stessa identità. Autori, artisti, designer, stilisti, giornalisti, scrittori, e tutto l’indotto e i posti di lavoro generati grazie al loro genio e investimenti, devono essere difesi da diffusioni e riproduzione non autorizzata. Ogni anno la violazione di diritti d’autore online costa migliaia di posti lavoro e miliardi di PIL all’Europa.

Il Parlamento chiede che il diritto d’autore sia tutelato fuori e dentro il Web, che non può rappresentare una zona franca dove tutto è permesso. I giganti della Rete, che pagano nell’Unione tasse irrisorie trasferendo ingenti guadagni negli USA o in Cina, non possono arricchirsi a spese del lavoro e degli altri.

Vogliamo anche salvaguardare l’indipendenza e la qualità dei media, garantendo ai giornalisti la giusta remunerazione per il loro lavoro, che non può essere diffuso gratis dalle piattaforme per sottrarre pubblicità ai media stessi. Questo è l’unico modo per assicurare una effettiva libertà di stampa e un contrasto serio alle fake news

E aggiunge, in risposta ai timori di chi ha sollevato la protesta contro la Direttiva:

Mente chi parla di censura. Non ci sarà nessuna limitazione della libertà di espressione. Wikipedia e tutti gli utilizzi di contenuti a fini educativi sono esplicitamente esclusi dalla direttiva. Così come l’uso privato dei contenuti via Tinder, eBay o Dropbox. Esclusi anche gli utilizzi per parodie (memes), critiche, hyperlinks e i servizi di cloud individuali, start up e PMI. La direttiva chiede semplicemente alle piattaforme di essere responsabili della violazione di regole che già esistono per tutti nel mondo reale. Così come non si può entrare in un negozio e rubare libri o DVD, allo stesso modo non è permesso diffondere online a scopo commerciale contenuti protetti da diritto d’autore

Wikimedia Italia

Wikimedia Italia è stato l’attore che più di ogni altro, a livello internazionale, ha alzato il livello della protesta contro la Direttiva. A voto concluso prende atto dell’esito e promette di continuare a lottare affinché si possa raggiungere un miglior equilibrio:

Confindustria Cultura Italia

Per Confindustria Cultura Italia si tratta di una battaglia di vecchia data contro quello che è definito come un “far west” (espressione usata in queste ore anche dal Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani):

Una pagina storica per la cultura europea e per la democrazia continentale […] Finalmente la massima espressione rappresentativa del popolo europeo ha dato il via libera alle nuove regole sul diritto d’autore che, tra l’altro, consentiranno di mettere fine al far west che ha regnato sino ad oggi nel mondo digitale. Un voto netto e significativo: è passato il miglior compromesso possibile. Il Parlamento ha saputo scegliere in maniera equilibrata malgrado le incredibili pressioni subite e le falsità che sono state raccontate intorno a questa riforma da chi avrebbe preferito che su internet continuasse a valere la sola legge del più forte: per il bene della democrazia speriamo di non dover più assistere a episodi del genere. Nessuna censura, nessun bavaglio, nessuna libertà individuale limitata sul web, ma soltanto un doveroso aggiornamento delle regole di mercato al fine di evitare che dal lavoro di artisti, creativi e di tutti coloro che investono in cultura traggano beneficio solo le piattaforme di sharing

Marco Polillo, presidente Confindustria Cultura Italia

Associazione Italiana Editori

L’AIE non solo esulta per l’approvazione della riforma, ma auspica ulteriori miglioramenti (ipoteticamente nella direzione di una restrizione ulteriore dei principi espressi nel testo approvato)

Quella di oggi è una vittoria per la libertà, come espressione di un libero dibattito democratico e della creatività della persona. Questo è il diritto d’autore: rappresenta la libertà ed esprime l’identità europea. Siamo davvero soddisfatti perché con la votazione di oggi si è affermato un principio fondamentale, e cioè che il diritto d’autore va sì aggiornato al digitale ma conservandone la funzione di libertà e di contrasto dei monopoli. Certo, il testo approvato presenta alcuni aspetti che dovranno essere migliorati prima dell’approvazione finale. Siamo pronti a dare il nostro contributo, come abbiamo sempre fatto

Ricardo Franco Levi, presidente AIE

Artist First

L’approvazione della riforma in toto è un passaggio fondamentale per tutto il mondo creativo e dell’informazione. L’approvazione dell’Art. 13 e delle sue indicazioni è un traguardo importantissimo per noi imprenditori della musica, per gli artisti e per tutta l’industria discografica. Da oggi si torna a dare il giusto valore alle cose. Oltre che un risultato che cambierà le economie del settore, seppure con il tempo che ci vorrà, questo è un risultato simbolicamente fondamentale: i colossi rimangono colossi, ma da adesso giocano la partita con le stesse regole in vigore nel resto del campo.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Francesco scrive:
    La malafede di Tajani è riassumibile in questa sua frase: "Vogliamo anche salvaguardare l’indipendenza e la qualità dei media". Se parla di quelli italiani, usare parole come "indipendenza" e "qualità" significa, da parte sua essere ignorante (grave) o complice (gravissimo).
Chiudi i commenti