Copyright, la strada europea verso la riforma

Il Parlamento Europeo ha approvato il 12 settembre 2018 una discussa riforma del copyright che introduce nuovi principi nella tutela della proprietà intellettuale. Si tratta di una azione esplicitamente pensata per ostacolare l'attività di gruppi quali Google o Facebook, imponendo specifiche restrizioni che impongono la necessità di filtri preventivi agli upload e la necessità di accordi tra piattaforme ed editori. Ma la polemica non si spegne.

Copyright, la strada europea verso la riforma

Le leggi che regolamentano il copyright sono da tempo sotto stress in virtù di una incredibile innovazione tecnologica che ha radicalmente cambiato i paradigmi del settore nel giro di pochi anni, ripetutamente e con gravi sconquassi sugli equilibri di mercato. Tale situazione ha imposto una lecita richiesta di revisione delle norme che legiferano a livello europeo in materia di copyright e di tutti gli stakeholder del comparto.

Ad un certo punto è stata però evidente una contrapposizione tra quanti vorrebbero la mano pesante dell’Europa sul settore e quanti (a prescindere dal copyright in sé) vogliono che taluni aspetti fondanti del Web possano rimanere garantiti nel tempo. Non uno scontro frontale, quindi, ma una divergenza di vedute che porta utenti, esperti, professori, case discografiche, autori, grandi piattaforme e altri ancora a scontrarsi sul principio: il copyright deve avere priorità sul Web o il Web deve smarcarsi da eccessive responsabilità sul controllo e la gestione dei diritti di proprietà intellettuale? In che misura occorre responsabilizzare i diversi attori del settore?

Fondamentale in questo dibattito il ruolo di Wikimedia, in particolare Wikimedia Italia, poiché è sull’enciclopedia libera Wikipedia che è partita la sommossa che ha rallentato l’approvazione della riforma in attesa di una revisione prevista per il mese di settembre. La revisione è stata però soltanto parziale e non ha portato alla bocciatura della direttiva: al netto dell’introduzione di poche eccezioni rispetto al testo originale, la direttiva è stata infine approvata il 12 settembre 2018.

Giacomo Dotta