La riforma europea del copyright è stata approvata

Il Parlamento Europeo ha approvato in seduta plenaria la riforma del copyright precedentemente respinta: approvati anche alcuni emendamenti.

La riforma europea del copyright è stata approvata

438 voti favorevoli, 226 voti contrari, 39 astensioni: con questo voto viene definitivamente approvata dal Parlamento Europeo la direttiva sul copyright precedentemente respinta nel mese di luglio. “La vittoria dell’industria creativa in Europa”, festeggia la FIMI: sicuramente un passaggio del tutto importante che andrà a delineare nuovi equilibri nel momento in cui con i prossimi passaggi si trasformerà il voto odierno in vera e propria legislazione europea.

Tra gli articoli approvati della riforma del copyright anche quegli 11 e 13 che tanto avevano fatto discutere nelle settimane passate: l’approvazione è passata anche attraverso alcune sforbiciate legate a specifici emendamenti (nonché ad una nuova formulazione della bozza) che hanno ridotto l’impatto generale della riforma pur senza snaturarne i principi.

Il testo approvato

L’ufficio stampa del Parlamento Europeo racchiude in quattro punti (espressi in modo estremamente significativo) il succo del voto odierno:

  1. I giganti del web dovranno remunerare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti;
  2. le piccole e micro piattaforme escluse dal campo di applicazione della direttiva;
  3. gli hyperlink “accompagnati da singole parole” si potranno condividere liberamente;
  4. ai giornalisti una quota della remunerazione ottenuta dalla loro casa editrice.

Ed il tutto si riassume nell’assunto per cui:

Molte delle modifiche apportate dal Parlamento alla proposta originaria della Commissione europea mirano a garantire che i creativi, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori e giornalisti, siano remunerati per il loro lavoro quando questo è utilizzato da piattaforme di condivisione come YouTube o Facebook e aggregatori di notizie come Google News.

Axel Voss, relatore della riforma, si dice lieto dell’approvazione e cerca fin da subito di calmare gli animi in vista della negoziazione che dovrà portare alla messa a terra dei principi espressi dal voto odierno: “Sono convinto che, una volta che le acque si saranno calmate, Internet sarà libera come lo è oggi, i creatori e i giornalisti guadagneranno una parte più equa degli introiti generati dalle loro opere, e ci chiederemo per quale motivo tutto questo clamore“.

Non sembra essere d’accordo con Voss Julia Reda, la quale chiede di alzare la pressione sul tema invece di abbassarla: il voto finale deve ancora arrivare e per gli oppositori c’è dunque ancora spazio per rimarginare la ferita:

Gli snippet

La posizione del Parlamento rafforza la proposta della Commissione europea in materia di responsabilità delle piattaforme e degli aggregatori riguardo le violazioni del diritto d’autore. Questo vale anche per i cosiddetti snippet, dove viene visualizzata solo una piccola parte del testo di un editore di notizie. In pratica, tale responsabilità imporrebbe a tali soggetti di remunerare chi detiene i diritti sul materiale, protetto da copyright, che mettono a disposizione. Il testo richiede inoltre espressamente che siano i giornalisti stessi, e non solo le loro case editrici, a beneficiare della remunerazione derivante da tale obbligo di responsabilità.

Tale aspetto avrà impatto tanto su Google quanto sui social network che mettono assieme piccoli abstract provenienti da vari siti: in assenza di autorizzazione preventiva, tale porzione di testo non potrà essere utilizzabile, pena la violazione del copyright. Per evitare di colpire anche le piccole imprese (il cui impatto è insignificante in termini di danni alla proprietà intellettuale), o secondo alcuni per meglio focalizzare il mirino sui grandi big della Silicon Valley, il testo prevede però specifiche eccezioni per microimprese e startup al fine di stimolare l’innovazione.

Libertà di espressione

Il Parlamento Europeo non vuole far sì che la riforma possa essere immaginata come un bavaglio alla libertà di espressione e per questo sarebbero state previste apposite eccezioni. Ad esempio “la semplice condivisione di collegamenti ipertestuali (hyperlink) agli articoli, insieme a “parole individuali” come descrizione, sarà libera dai vincoli del copyright“. Inoltre:

Qualsiasi misura adottata dalle piattaforme per verificare che i contenuti caricati non violino le norme sul diritto d’autore dovrebbe essere concepita in modo da evitare che colpisca anche le opere che non violano il copyright. Le stesse piattaforme dovranno inoltre istituire dei meccanismi rapidi di reclamo (gestiti dal personale della piattaforma e non da algoritmi) che consentano di presentare ricorsi contro una ingiusta eliminazione di un contenuto.

Wikipedia, Github e altri

Secondo quanto illustrato a votazione conclusa, “il testo specifica che il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali, come Wikipedia, o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, sarà automaticamente escluso dall’obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright“.

Wikipedia sottolinea però che è stata respinta la cosiddetta “libertà di panorama”, altro aspetto di grande importanza nelle valutazioni preliminari sulla riforma.

Più potere ad autori e artisti

Il testo rafforzerebbe la posizione negoziale di autori e artisti grazie alla possibilità di esigere una remunerazione supplementare da parte di chi sfrutta le loro opere “nel caso il compenso corrisposto originariamente è considerato “sproporzionatamente” basso rispetto ai benefici che ne derivano”. A tale diritto sarebbe connessa la possibilità di revocare l’esclusività di una licenza di sfruttamento dell’opera qualora si ritenesse che la parte titolare non stia esercitando tale diritto.

Eventi sportivi

Particolare disappunto viene espresso da Julia Reda a proposito dei diritti esclusivi riservati agli organizzatori di eventi sportivi. Su questo specifico tema si era espressa nelle scorse ore anche l’EPIP, secondo cui è semplicemente inaccettabile l’approvazione immediata di una mozione per la quale non è stata fatta alcuna valutazione preventiva d’impatto, né alcun dibattito specifico.

Fonte: Parlamento europeo

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