Decreto semplificazioni: blockchain e banda larga

Il DL Semplificazioni prevede importanti novità: definita la blockchain, passa di mano l'Agenda digitale e si semplifica la posa della fibra.

Il cosiddetto Decreto Semplificazioni ha passato lo scoglio del Senato subendo un drastico ridimensionamento rispetto al volume di interventi che avevano visto la luce in Commissione. Molte le voci sui contenuti del decreto, ma in gran parte hanno vissuto lo stralcio degli emendamenti e solo in queste ore è possibile vedere a tutto tondo quanto è rimasto dopo il voto a Palazzo Madama.

Questi i contenuti principali afferenti al mondo dell’innovazione:

Agenda Digitale al Presidente del Consiglio

L’art.8 è relativo al “trasferimento delle funzioni commissariali per l’attivazione dell’Agenda Digitale“. Come noto ormai da tempo, infatti, il Governo ha intenzione di passare le chiavi dell’Agenda Digitale direttamente nelle mani del Presidente del Consiglio. Si prevede pertanto che il tutto avvenga secondo le seguenti modalità:

  • il mandato dell’attuale Commissario straordinario per l’attivazione dell’Agenda Digitale (Luca Attias), in scadenza al 15 settembre 2019, viene prolungato fino al 31 dicembre;
  • dal 1 gennaio 2020 l’incarico passa al Presidente del Consiglio dei Ministri o ad un suo Ministro delegato
  • l’articolo prevede che “la Presidenza del Consiglio si avvalga, per le funzioni così acquisite, di un contingente di esperti (a disposizione della propria struttura), in possesso di specifica ed elevata competenza e di significativa esperienza in materia tecnologica e di gestione di processi complessi, compreso lo sviluppo di programmi e piattaforme digitali con diffusione a larga scala“.
  • per assolvere a tali funzioni vengono stanziati fin da oggi 6 milioni di euro annui.

Su questo intervento si potrà discutere e molto starà a come verrà posto in essere. Portare l’Agenda Digitale nelle mani del Presidente del Consiglio ne eleva in parte la centralità in questa fase di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, ma al tempo stesso toglie autonomia “politica” agli apparati che ad oggi stavano lavorando su questo tema. Una mossa rischiosa, che potrebbe allentare lo slancio fin qui conseguito, ma che al tempo stesso integra meglio i piani dell’Agenda Digitale con quelli dell’agenda del sistema paese.

Blockchain

L’articolo 8-bis porta in essere inoltre una definizione normativa delle “tecnologie basate su registri distribuiti” e dei cosiddetti “smart contract”, elementi base per lo sviluppo di una regolamentazione e di un mercato in ottica Blockchain.

In particolare  vengono così definiti:

  • Tecnologie basate su registri distribuiti: “le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l’aggiornamento e l’archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili”;
  • Smart contract: “è un programma per elaboratore che opera su Tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse”.

Gli smart contract soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID con linee guida da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge.

Banda ultralarga più semplice

Nel momento in cui gli scavi per la fibra ottica sono in atto in tutto il paese e gran parte dell’Italia di provincia ancora deve essere raggiunta, l’art.8-bis del Decreto Semplificazioni interviene per ridurre la burocrazia e facilitare i dialoghi necessari per avviare scavi, microtrincee, installazioni, pozzetti e quant’altro necessario per la posa della fibra. Un intervento complesso e denso di dettagli tecnici, poiché inerente la messa in opera di un tassello del tutto strategico per l’economia del paese. In particolare vengono introdotte semplificazioni nel dialogo con la sopraintendenza (qualora gli scavi avvengano in zone con beni architettonici o storici) e con gli enti locali, facilitando gli aspetti burocratici che precedono l’avvio dei lavori.

La banda larga ha bisogno di tutto fuorché di frizioni che determinino nuovi rallentamenti: semplificare e snellire le procedure ha un alto valore intrinseco che va a riverberarsi sui costi e sulla velocità di intervento. Chilometro dopo chilometro, MB dopo MB.

Reverse charge per tablet, laptop, smartphone e console

Interessante è l’intervento previsto nell’art.11-bis dove, da comma 13 a comma 17, vengono posti in essere interventi diretti a “contrastare fenomeni di elusione ed evasione IVA nell’ambito di transazioni commerciali, effettuate tramite piattaforme commerciali online”. Il testo fa esplicito riferimento a telefoni cellulari, console da gioco, tablet e laptop, mettendo nel mirino una pratica di elusione fiscale alla quale il Governo vuole evidentemente porre fine:

I soggetti che gestiscono piattaforme online, oltre a vendere direttamente siffatti beni (in riferimento ai quali il versamento dell’IVA è disciplinato dal meccanismo dell’inversione contabile), mettono sovente a disposizione le proprie strutture per favorire la vendita di beni di altri soggetti dai quali ricevono una parte del ricavo derivante dalla transazione.

[…] La novità normativa recata nell’emendamento in esame è che i soggetti passivi che favoriscono le vendite o le cessioni a distanza dei richiamati beni elettronici si considerano come soggetti che hanno ricevuto e successivamente ceduto tali beni.

L’intervento del decreto è finalizzato a disinnescare un meccanismo di elusione dell’IVA definendo i ruoli degli intermediari delle vendite ed i rispettivi obblighi di tassazione.

Il decreto passa ora alla Camera.

Fonte: Senato

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