Team per la Trasformazione Digitale

Il Team per la Trasformazione Digitale nasce per costruire un sistema operativo della Pubblica Amministrazione, al fine di rendere più efficiente la macchina statale, ridurre i costi e migliorare il rapporto tra la PA e il cittadino: tutto ciò grazie alla digitalizzazione ed alla riorganizzazione operativa dei vari apparati della PA italiana.

Team per la Trasformazione Digitale

Il Team per la Trasformazione Digitale nasce per costruire un “sistema operativo” della Pubblica Amministrazione italiana, con l’obiettivo di svecchiare le vecchie maglie burocratiche che rallentano i meccanismi del Paese e accelerare al traino della digitalizzazione. Il progetto nasce originariamente nel 2016 con scadenza a fine 2018: è questo il momento del passaggio di consegne, quando la squadra passa dalle mani di Diego Piacentini a quelle del nuovo Commissario Straordinario per l’Attuazione dell’Agenda digitale, Luca Attias.

L’attuale team è stato formalmente confermato il 25 ottobre 2018 e va in scadenza a fine 2019. Tra i progetti che vedono il Team Digitale attivo si segnalano:

  • Anagrafe Nazionale Popolazione Residente (ANPR)
  • Carta d’Identità Elettronica (CIE)
  • Codice Amministrazione Digitale (CAD)
  • Designers Italia
  • Developers Italia
  • Docs Italia
  • pagoPA
  • IO – Cittadinanza Digitale
  • Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID)

L’idea è quella di dar corpo ad un progetto di digitalizzazione di lungo periodo che consenta alla Pubblica Amministrazione di sradicare vecchi apparati e vecchi modelli, mettendo strutture e competenze a fattor comune per costruire una piattaforma unica della PA ove far circolare dati in modo sicuro, da gestire in modo economicamente efficiente e con l’impegno ulteriore ad aumentare la competenza distribuita di cultura digitale all’interno degli uffici statali.

Il lavoro del Team dovrà però essere validato da scelte politiche precise, poiché soltanto con l’avallo della politica si può proseguire sulla strada della Trasformazione Digitale dell’Italia.

Giacomo Dotta