Piacentini, tempo scaduto: arrivederci, Italia

Diego Piacentini saluta l'Italia, lascia il Team per la Trasformazione Digitale della pubblica amministrazione e torna a Seattle: ultimi 45 giorni.

Piacentini, tempo scaduto: arrivederci, Italia

Si sta per chiudere l’era di Diego Piacentini. Non è questo il momento dei giudizi, forse ci sarà tempo e modo nei prossimi mesi, ma è comunque il momento della presa d’atto: l’ex-manager Amazon torna a Seattle, chiudendo così la propria parentesi al servizio dell’Italia a seguito dell’invito di Matteo Renzi quando l’ex-Primo Ministro volle costruire proprio su Piacentini le proprie ambizioni di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.

Sta tutto in due punti, così snocciolati dallo stesso Piacentini su Twitter:

  1. Oggi inizia la mia fase di “prorogatio” di 45 giorni insieme al @teamdigitaleIT. Ringrazio il Governo per avermi chiesto di rimanere un altro anno, ma alla scadenza del mandato di 2 anni mi riunirò come previsto alla mia famiglia a Seattle.
  2. Lavorerò in prorogatio fino alla nomina del nuovo Commissario per garantire continuità. Passerò il testimone, soddisfatto del lavoro di questi 24 mesi e orgoglioso dei risultati ottenuti dal @teamdigitaleITAbbiamo ancora 45 giorni di lavoro cruciali.

Diego Piacentini rinuncia alla proroga

La notizia sta nel fatto che il Governo avrebbe chiesto a @diegopia (così come lo si è imparato a conoscere in questi anni di comunicazioni su Twitter) di prorogare il proprio impegno, portando così avanti quanto realizzato in questi anni. A seguito della crisi di governo che ha portato al ricambio visto in occasione dell’ultima tornata elettorale, Piacentini aveva tirato dritto confermando il proprio lavoro al servizio del Team per la Trasformazione Digitale.

C’erano dubbi circa il modo in cui il Governo avrebbe potuto percepire il ruolo di Piacentini, ma in verità non sono sorte questioni di merito in questi mesi di Governo gialloverde, anzi: secondo Piacentini sarebbe anche giunta la proposta di una piccola proroga (1 anno), proposta che lo stesso Piacentini avrebbe però rifiutato. Grazie di tutto, ma si torna a Seattle. Piacentini, che si era presentato al cospetto del suo incarico spiegando che sarebbe stato per lui un modo per restituire quanto avuto dall’Italia negli anni di formazione, ha evidentemente saldato il debito ed è pronto a tornare al percorso professionale abbandonato due anni or sono.

Diego Piacentini ha iniziato una nuova attività dal mese di agosto 2016, lavorerà per due anni pro bono per il Governo italiano, dando il proprio aiuto nella trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.

Diego è attualmente in aspettativa da Amazon.com, dove ha lavorato per sedici anni, ricoprendo il ruolo di Senior Vice President International. In Amazon è stato anche membro dell’executive team e responsabile di tutte le operazioni retail internazionali in Europa, Giappone, Cina e India.

Ultimi 45 giorni, quindi, per portare a casa qualche ulteriore risultato da mettere in bacheca e per spingere oltre il segnalibro del lavoro compiuto in questo biennio. Il Governo potrebbe ora prolungare il lavoro del team (scelta logica nel momento in cui si propone a Piacentini di proseguire), ma dovrà trovare un nuovo nome per raccogliere l’eredità del manager Amazon. E non è certo un testimone facile: ci sarà da dare continuità al lavoro compiuto, sapendo di avere una scadenza estremamente breve entro cui dimostrare che si sia fatto molto e che si possa ancora fare altrettanto per la trasformazione digitatale della PA. Piacentini ha anzitutto innestato un metodo, ha gettato le basi per una costruzione che ha raccontato come complessa e frammentata, ed ora chiunque ne darà seguito dovrà prendere rapidamente la situazione in mano per non perdere mesi preziosi in questa rincorsa all’innovazione della PA.

Prima dei bilanci e dei giudizi, però, al Governo tocca una scelta complessa: cercare un nome che possa seguire le orme di Piacentini senza rimanere nell’ombra di Piacentini stesso. 45 giorni, insomma, per capire quali intenzioni abbia il Governo in proposito.

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  • Luca scrive:
    Ridicolo che sia dia lavoro a chi un lavoro già ce l'aveveva! Non c'era nessun disoccupato che poteva ricoprire il suo posto? Vanno a scegliere uno che aveva già lavora, ma comunque l'hanno preso in quel posto perché ha lasciato.
    • Blobay scrive:
      Si chiamano competenze quelle che mancano. Se uno è disoccupato, magari c'è anche un motivo del perché! E' che con la logica dell'uno vale uno, oggi chiunque alza la voce prende la ragione, ma alla fine purtroppo i risultati si vedono e chi sa borbotta in sottofondo, perché se lo sentono lo buttano fuori. Il tipo probabilmente se ne va perché probabilmente qualcuno ha promesso il posto a qualche amico più ammanicato di lui.
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